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ESTATE IN GRECIA

DI

Appunti di un etnologo in Grecia. Un’analisi sociale giornaliera della crisi greca

Pioveva ad Atene e a tratti, si sentiva la pioggia battere sull’asfalto prima che il sole riapparisse. Il tempo che fa, allora, divagherebbe decisamente un po’ fuori stagione. Non è peraltro che l’affare di un solo giorno e forse, rilevante formalmente dall’effimero, salvo che l’anomalia è sufficientemente interessante per provocare i commenti degli Ateniesi.


Atene sotto una parziale foschia, il 7 agosto

Bizzarro il tempo veramente. Ma infine, gli avvenimenti dell’attualità mondiale ed europea cominciano ad infiltrarsi in certe discussioni nei nostri caffè. La nostra…così bella crisi non finirà nella solitudine e questo secolo europeo, per non dire mondiale, ha necessariamente iniziato il suo primo grande tornante che diventerà soprattutto il nostro. Dopo tutto, è (come) un “14 agosto” in Europa… al dire dei storici passati e forse futuri.
Da parte del “governo”, assicurano senza troppo convincere, che “la situazione generata dopo il collasso del Labirint, quarto tour-operator russo a fare fallimento nelle tre settimane a seguito delle ripercussioni della crisi ucraina, sarà gestita”, le migliaia di vacanzieri russi che sono bloccati a Creta e a Rodi dopo questo fallimento potranno dunque proseguire le loro vacanze fino alle date previste. Gli albergatori di Creta, da parte loro, non chiederanno alcun supplemento da questi clienti…geopolitici, mentre la compagnia aerea greca Aegean Airlines precisa in un comunicato, che i vacanzieri usciti dal… Labirint ritorneranno in Russia senza ostacoli.

Partenza (disormeggio) mattutina. Méthana, agosto 2014

Nello stesso contesto, SYRYZA (così come d’altronde gli altri partiti della Sinistra), lancia un appello al governo “al fine di sospendere le sanzioni contro la Russia, già, poichè queste sanzioni decise dall’Unione europea con la partecipazione di Samarás e di Venizélos non contribuiranno in alcun modo all’attenuazione della crisi ucraina, ma al contrario, il conflitto sarà sicuramente attizzato da questa guerra aperta, commerciale ed economica, alla quale purtroppo la Grecia oramai partecipa”, settimanale politico e satirico “To Pontiki”.

Si sa che in Grecia, i sentimenti… evidenti sono piuttosto filorussi, come d’altronde si può presentire che certe svolte geopolitiche future, probabile o forse improbabile dipende, conducano certi paesi come la Bulgaria, la Slovenia, l’Ungheria, vedere la Grecia o Cipro attraverso una ridefinizione dei loro posizionamenti. Nel frattempo, gli Ateniesi si accontenteranno dei Balletti russi del grande Yury Nikolaïevitch Grigorovitch, i manifesti annunciando le rappresentazioni prossime coprono qui certe superfici, fra cui quelle delle boutique in fallimento. Tempo di crisi.

Balletti russi e boutique in fallimento. Atene, agosto 2014

Fico. Atene, agosto 2014

In quel tempo, dei primi fichi, la stagione turistica tocca il suo pieno come si evoca a volta nei media. La situazione non è tuttavia sempre così brillante. In effetti, e secondo la nostra stampa, un gran numero di impiegati nel turismo prendono giusto il minimo salariale, i contratti d’assunzione sono a volte di tipo individuale, mentre solamente la metà degli impiegati nell’alberghiero sono remunerati conformemente all’ultimo Contratto collettivo ben concluso.

Dicono i sindacati del ramo, che il settore del turismo ha perso circa 8.000 impieghi quest’anno, in ragione della nota riduzione dei programmi del turismo sociale fino allora sovvenzionati. In più, truffatori internazionali e anche nostrani, si attaccano oramai ai “pacchetti turistici” legati alle grandi imprese del settore, amplificando così una nuova forma di mercato nero, dalle conseguenze peraltro evidenti: Accordi fermi ad un livello elevato, con fatturazione e condizioni molto dure imposte ai professionisti (albergatori, commercianti, ristoratori). E’ così che l’economia greca del territtorio è di fatto la grande perdente di questo affare, stante che la fetta più grossa della cifra d’affari è poco conosciuta, e ancor meno tassata, a profitto di chi ci guadagna, altrimenti detti, dei baroni del mercato del turismo. “To Pontíki” datata 7 agosto.


Turisti francesi in posa per una foto-ricordo presso un’isola greca. Agosto 2014.
Ritiro delle reti presso un’isola greca. Agosto 2014

Non di meno in Grecia, si issano sempre le reti al largo delle isole e i turisti francesi in mezzo agli altri, si fanno a giusto titolo fotografare dagli skippers professionisti. Il noleggio dei velieri si porta assai bene quest’anno, e gli skippers diventano animatori di gruppo, guide o fotografi… per una manciata di momenti indimenticabili…. fino all’anno prossimo.

Si sa anche che gli skippers professionisti (dei quali due amici) guadagnano fino a 140 euro al giorno, escluse le detrazioni e le imposte… se sono del paese in ogni caso. Fuori da questo, numerose compagnie che impiegano degli skippers Inglesi, Croati, Albanesi o Turchi, praticano certamente altri salari. In questi ultimi anni, dei tour-operator con base in Russia, allenano degli skippers russi e russofoni nel mare Egeo, noi abbiamo anche assistito per caso ad una esercitazione presso l’isola di Methana in questo agosto 2014. Salvo che la geopolitica può cambiare molto d’itinerari.

Vista dell’isola di Póros, agosto 2014

Viste e visioni di una Grecia turistica in un mondo una volta in più generante tutti i pericoli. Il detto “meta-modernismo” restituisce un ritorno alle etiche dei vecchi tempi, è naturale che il nostro nuovo secolo porti ancora delle pratiche fortemente arcaiche relative ai rapporti di forza. La nuova Grande guerra sarà presto davanti a noi.

Strana poi spensieratezza dei Greci come d’altri davanti a quest’altro 14 agosto presumibilmente atipico. Sugli isolotti dell’Egeo quasi inabitati, le rare famiglie che vi dimorano osservano così noi turisti… e le loro flotte se possibile a distanza. “Questo non durerà che qualche settimana circa. Qualche volta queste genti fanno molto rumore, prendono la spiaggia per una discoteca e noi abbiamo paura soprattutto quando accendono dei fuochi. Per il resto, alcuni fra di loro non s’accosteranno mai al silenzio dei luoghi e alla nostra vita qui, meglio così forse. Il nostro tempo è ritmato dai nostri animali, dai nostri olivi e recentemente… dalle tasse che ci opprimono senza contare sul fatto che noi dobbiamo condurre le nostre bestie più lontano per farle macellare, dopo la chiusura deii mattatoi relativamente più vicini. Per cosa? Per di più, per vendere la carne a solo tre euro al chilo… tutto questo non è praticabile. Dunque noi non abbattiamo praticamente più in questo momento. Noi aspettiamo scrutando l’orizzonte della costa opposta… poi quella del governo. Prima, una persona sola, poteva viveri qui guadagnando trecento euro per mese, ora questo è diventato difficile. Parole di un abitante, incontrato su una di queste isole nel mese di agosto.

Abitante d’una piccola isola. Agosto 2014

Su una piccola isola. Agosto 2014

Su queste piccole isole la crisi si sente difficilmente ma finisce comunque per arrivare. Le… “scappatine” obbligatorie degli abitanti, pescatori e allevatori fino al capoluogo, fino ad un’altra isola, a volte nel continente, verso il Pireo, diventano allora dei…viaggi ad alto rischio. Qualche volta dunque, questi …incontri con l’amministrazione svelano di conseguenza l’ampiezza del cambiamento, quando non è la radio o la televisione che fanno precipitare fatalmente la conoscenza.

Bisogna anche dire che questi abitanti dell’esterno importa relativamente, non sono più come una volta appassionati alle novità del mondo esterno, greco o no. “ Abbiamo il nostro da fare qui con le nostre beste e con tutti questi alberi. Ah sì, quest’anno è già ben strano perchè le nostre capre hanno partorito tardi. Poi, c’è una polvere rossa che viene dall’Africa, alcune capre sono cadute malate. Noi non siamo più sicuri di niente, non possiamo più credere a niente nè affermare niente con questi tempi che corrono.”

Trattamento contro i parassiti degli olivi. Agosto 2014

L’interno di una capella su un’isola. Agosto 2014

Pollame egeo. Agosto 2014

E’ vero che sull’isola, gli ulivi sono ben curati e sempre più spesso, il silenzio regna. E’ anche questo che attira certi visitatori rispettosi dei luoghi. Dei skippers tedeschi, coraggiosi e conoscitori conquistati dall’isolotto sono arrivati nella baia in piena notte. “Achtung anker” [Attenzione ancoraggio-ndt], poi di nuovo, il grande silenzio.

I nostri universi depoetizzati s’incrociano, spesso purtroppo nel peggior frastuono. Sulle isole greche così abitate dal turismo e da praticanti neo-ellenici a volte troppo esagerati, il rumore diurno e soprattutto gaudente s’è imposto sulle bellezze e sulle immaginabili linee dolci. Dei francesi incontrati sull’isola di Spetsai in giugno scorso e forse contrari alla globalizzazione viaggiante, dopo aver navigato a bordo del loro veliero dalla Francia, si lamentavano già e a giusto titolo del rumore immancabilmente artificiale della Grecia… decisamente in crisi.


Base della Marina nazionale sull’isola di Póros. Agosto 2014



Manifesto visto a Póros. “La rivoluzione sta per arrivare”. Agosto 2014


Sull’isola di Póros, i professionisti del turismo si lamentano in ogni modo della stagione troppo mite e questo, malgrado l’afflusso dei turisti. “I greci son diventati pressochè invisibili e gli stranieri non consumano più come prima” assicura un bagnino, riconoscendo tuttavia l’arricchimento generalizzato e d’altronde facile durante quei “tempi troppo vecchi e apparentemente passati”, per quanto riguarda gli anni 1980-2005.

Una locandina esposta su una facciata del mercato centrale dell’isola, ironizza sulla …Rivoluzione impossibile quanto sullo “spirito da canapè” dei greci attuali. Per le abitudini del luogo e può essere per tutti gli altri, essa non apporta comunque più niente… pure nella direzione della nostra epoca. Tutto sembra essere già detto sulla nostra crisi dal 2010. “Non c’è più niente da dire. E’ motivo per parlare.

I turisti e i curiosi trovano tuttavia insolito osservare la preparazione della sfilata, oltre il recinto della base della Marina nazionale di Póros. L’isola aveva spesso offerto un ancoraggio sicuro alla Marina nazionale in passato. Si noti anche che già ai suoi tempi, il conte Alexeï Grigorievitch Orloff (1737-1808), allora comandante delle forze navali russe aveva occupato certe isole dell’arcipelago Egeo. Successivamente e per un lungo periodo, Póros divenne una base navale della Russia e l’avvenimento viene ancora sottolineato sul sito internet della municipalità dell’isola.
Può essere una questione di geopolitica allora ancorata?

Per gli altri conoscitori dei posti e dei luoghi di memoria, un altro monumento di Póros sarà certamente questo albergo decisamente moderno ai suoi tempi, inaugurato all’inizio degli anni ’60 ed immortalato in un film molto riuscito del cinema comico greco, era nel 1963. L’eroe del film era interpretato da Thanássis Véggos (1927-2011), grande attore di cinema e di teatro, ha recitato in più di un centinaio di film, più spesso in ruoli comici.

L’albergo il cui vecchio nome era “Aube dorée” [Alba dorata-ndt]. Póros, agosto 2014

Il 3 maggio 2011, portato via dalla malattia, Véggos mise fine anche allo scenario della sua vita. Nei suoi ruoli aveva sempre incarnato l’archetipo del Greco, far fronte alle rapidi trasformazioni della società, durante gli anni del dopo-guerra. E’ stato il comico più apprezzato dal pubblico greco, piuttosto povero come lui, nei suoi ruoli, sempre lavoratore, denunciando la corruzione e infine derubato dagli altri e potrebbe essere, dalla “grande storia” in seguito.

Verso la fine della sua vita, nei suoi ruoli di uomo ormai anziano, era stato scelto quanto attore d’una sensibilità inimitabilmente tragica, da Théo Angelópoulos, nel “Le regard d’Ulysse” [Lo sguardo di Ulisse-ndt]. Tutti i cinefili si ricordano, d’un monologo del personaggio incarnato da Véggos, in effetti per se stesso, in realtà per ogni greco capace di sentire un certo destino collettivo, al di là delle appartenenze politiche, a volte ingannevoli in quegli anni ’90: Sai cosa? La Grecia sta morendo. Noi moriamo in quanto popolo. Noi abbiamo terminato il nostro ciclo. Non so nemmeno più da quanto tempo tutto questo, tante migliaia di anni attraverso le rovine e le statue frantumate…e moriamo. Ma piuttosto lasciarsi morire, è meglio morire rapidamente. Perchè l’angoscia dura troppo tempo, facendo anche tanto baccano.

Thanássis Véggos, scena di film girato a Póros, 1963

La messa funebre ha avuto luogo in una chiesa presso l’Acropoli, nel quartiere del tempio di Teseo. Ci sono stato anch’io, e noi eravamo in migliaia ad assistervi. Non c’è niente di più evidente che la sparizione fisica di tutti, i poeti, i registi, gli scrittori o i musicisti, non fuggono a quest’ultimo sonetto della loro esistenza, ed in altre circostanze, queste sparizioni sarebbero state arrangiate dalla sola tassonomia dell’inevitabile.

Solo che dopo il nostro tempo di crisi, queste sparizioni vengono percepite come rilevanti di una mancanza, di una frattura aperta sulla scala del tempo e degli investimenti dati per certi.

Se vi racconto questa storia (e per una seconda volta, mi sembra, su questo blog), è perchè giustamente o piuttosto molto ingiustamente, una sequenza estratta da questo film è dal 2012 utilizzata da Alba dorata che non è più un albergo, ma un partito neonazista, a fini propagandistici. Abbiamo scoperto il nostro Véggos dire: “Allora noi ci portiamo tutti all’Alba dorata” trattandosi bene inteso dell’albergo. L’affare è stato rimarcato anche dalla stampa locale di Póros, “poichè la salita elettorale di questo partito di estrema-destra farà della pubblicità fortuita alla nostra isola”. L’onta alla memoria dell’attore è talmente evidente, soprattutto quando si sa che Véggos era stato deportato sull’isola di Makrónissos tra 1948 e 1950 per delle ragioni politiche, cioè, perchè era di sinistra ed in più, il suo proposito anti-nazista e anti-neonazista era stato molto esplicito in alcuni dei ruoli che egli aveva incarnato. Ma da parte dell’Alba dorata e non solo, oramai si sa… rimaneggiare e falsificare i simboli, anche e soprattutto grazie all’utopia numerica, singolarmente pseudo-democratica delle nuove tecnologie pubblicizzando il mediocre trionfante.


Hotel abbandonato dopo il 1960 a Méthana. Août 2014

Così va la Grecia e i nostri turisti non vedranno che una sola faccia del nostro sole al tramonto.
Per inciso, i non-ellenofoni non hanno afferrato nulla delle discussioni nei nostri cafè, per esempio sulla penisola di Méthana quanto è avvenuto sulla questione della nuova tassa immobiliare… unificata, quindi calcolata dopo il valore dell’immobiliare greca.. datato al 2008. Una follia in più e di troppo. Soprattutto quando la stessa amministrazione fiscale sequestra potenzialmente o di fatto gli stessi beni immobiliari per debito, e il valore detto “d’uso” è quello del 2014.

La crisi greca è allora il diritto arbitrario dei cosiddetti “creditori”, più alla pietà …geopolitica dell’Europa in questo momento. Panagiótis Lafazánis deputato e capo del movimento di sinistra in SYRIZA stima che il nostro regime politico è oramai quello d’una democrazia parlamentare virtuale. Non ha torto, salvo che i limiti dell’azione politica e costruttiva attraverso il “Parlamento” sono – e la sensazione generale – sorpassati, tanto per SYRIZA che per il Partito comunista (KKE).

Nei paesi impoveriti, le contraddizioni della sinistra (e non solo) sono dunque drammatiche e soprattutto lampanti.

L’euro, plotone d’esecuzione. Stampa greca, agosto 2014

La svalutazione della Grecia attraverso l’euro. Stampa greca, agosto 2014

E’ anche vero che negli ultimi giorni, il “Parlamento”… in vacanza ha adottato certi testi, di cui una….spessa legge legalizzante la distruzione di foreste, e in seguito questa legge autorizzante la fusione tra gruppi di stampa, un testo imposto dai magnati dell’editoria che sono anche.. i nostri enormi promotori immobiliari, dunque…politici, dunque la Troïka.

Senza fare troppo rumore senza dubbio, il nostro suicida (conosciuto) di oggi 7 agosto era un uomo d’una cinquantina d’anni. Ha preso il… largo, gettandosi dal ponte che unisce il Peloponneso alla Grecia continentale, vicino alla città di Patrasso.

Nel frattempo, il nostro sole radioso è tornato, questo, a discapito dei commenti falsamente allarmisti degli Ateniesi e di questa mattina. I nostri giri proseguiranno, tanto quelli dei turisti indifferenti e distaccati. Agosto 2014 in Europa… rilevante formalmente dall’effimero storico.

Animale adespota [senza padrone-ndt]. Méthana, agosto 2014

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2014/08/Fr0362.html#deb

7.08.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FABRICE

Pubblicato da Davide

  • yakoviev

    Nelle isole, durante la stagione turistica, penso che la crisi si dovrebbe sentire meno, pur tuttavia, ad es.,  la ragazza che gestiva gli appartamenti dov’ero io a luglio diceva che l’anno scorso nello stesso periodo era già sold-out, mentre quest’anno aveva ancora posti liberi, e che diversi locali nei dintorni, ristorantini ma soprattutto bar, hanno chiuso. Nonostante la crisi, però, nessuno propone la lottizzazione e privatizzazione delle spiagge (a differenza di un certo paese che conosco), e quasi tutti i ristoratori e albergatori rispondono alla diminuzione dei clienti non spremendo ulteriormente quelli che ci sono, ma mantenendo invariati i prezzi (convenientissimi) o addirittura abbassandoli. Non so se possa funzionare, ma quantomeno preferisco dare una mano a loro piuttosto che ai loro colleghi italici.

  • mago

    Grandi questi Greci…posso confermare.

  • Georgios

    Questo Grigoriou in Grecia ci va da turista o da greco?

    Se ci va da turista spensierato si potrebbe dire che ha fatto qualche sforzo (di solito fallito) per decifrare la realtà sia pure delle isole dell’Egeo (ah queste belle isole greche, che meraviglia, venite pure, abbiamo anche delle spiagge in vendita). E ha mostrato anche una certa capacità letteraria nel descrivere ulivi, pollami, attracchi coraggiosi di skippers tedeschi e cose varie non dimenticando di proiettarsi verso tangenziali analisi politiche e riferimenti storici dal significato ambiguo ma pieno di insinuazioni scottanti per la scena internazionale. Neppure il povero Veggos e’ stato risparmiato perché quello che e’ rimasto al lettore di lui e’ stato quel "La Grecia sta morendo. Noi moriamo in quanto popolo. Noi abbiamo terminato il nostro ciclo" frase dello scenario di un film, che una certa parte politica usa metaforicamente per discolparsi della sua inerzia scaricando la responsabilità del canapè sul popolo greco.

    Il tutto, come dicevo, in un linguaggio quasi poetico che crea una specie di nebbia che ti impedisce di afferrare il succo: Ma questi cavolo di Greci che sono oramai sinonimi dei lebbrosi nelle analisi economico-politiche di tutto il mondo, si dice "come in Grecia" e i brividi ti massacrano la schiena, cosa pensano veramente della crisi, dei politici, dei ladri che hanno come governanti e soprattutto di Lafazanis, di Tsipras e di SYRIZA che sono le forze "della sinistra e del progresso" contro i Memoranda ma non contro il Contratto di Svendita del paese, non contro l’euro, che denunciano la democrazia parlamentare virtuale ma nel parlamento ci stanno, cosa pensano delle tasse sui figli, dei rambo che possono entrarti in casa per afferrare anche la collana della nonna anche senza mandato giudiziario e via dicendo? Beh… si lamentano un pochettino, dato che per esempio per andare all’ufficio delle imposte o quello del INPS o al più vicino ambulatorio medico bisogna prendere il "kaìki" (una specie di peschereccio) e attraversare il mare verso qualche altra isola e di solito non d’estate "quando il sole si specchia nel armonioso blu del mare", ma si potrebbe dire che in definitiva se la sono presa abbastanza filosoficamente, sono prole di Socrate, no?

    Se poi ci e’ andato da greco… Lasciamo perdere.

  • Georgios

    Devo completare.

    Se ci fosse andato da greco, non avrebbe proprio avuto il bisogno di andarci.

    Era tutto facilissimo da casa sua, senza sporcarsi le mani o le vacanze andando a conoscere di prima persona la miseria e la disperazione di chi non rientra nelle attrazioni turistiche mostrate nelle sue foto.

    Sarebbe bastato cliccare qui

    http://www.hradf.com/en

    Dopo aver ammirato i migliori prodotti mostrati orgogliosamente in prima pagina, potrebbe fare un tour tra le attrattive della colonia greca messe in svendita o già svendute. Ci avrebbe trovato anche le Termopili di Leonida. Oltre naturalmente al fior fiore delle più belle spiagge del paese, gas, energia elettrica, acqua, le poste, lotteria nazionale, porti, aeroporti, strade, intere isole che non ho visto nelle sue foto e chi più ne ha più ne metta.

    Alla categoria "Completed" appartiene tutto quello che NON e’ più nostro. Poi, non saprei proprio in che cosa devi credere o quali interessi rappresentare, per poter resistere al voltastomaco e andare a fare il turista.