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ENRICO LETTA E IL GOVERNO BILDERMERKEL

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Tanto rumore per il solito governo commissariale

Si dà grande risalto mediatico al fatto che PD e PDL si mettano insieme nel governo, per nascondere il fatto veramente importante, ossia che lo fanno per portare avanti decisioni che sono prese da altri e da fuori dai confini italiani, e che sono imposte, e che vengono mantenute sebbene si dimostrino rovinose. La contraddizione, lo scontro di interessi, non è tra PD e PDL, ma tra chi impone quelle decisioni e la gente che ne subisce gli effetti.Il potere politico è nelle mani di chi ha le leve macroeconomiche, soprattutto di decidere quanta moneta mettere in circolazione, a chi darla, a che tassi, a che condizioni, e di decidere se e quanto lo Stato possa investire, anche a deficit, per indurre l’attivazione dei fattori di produzione, l’occupazione, la crescita. E decidere sulla regolazione dei cambi valutari, regolamentare le importazioni di beni, servizi e capitali. Uno Stato che non detenga questo potere, può tirare un po’ in su o un po’ in giù la coperta, e poc’altro. Cioè può spostare un po’ di soldi da un capitolo all’altro della spesa pubblica, può spostare un po’ di peso fiscale da una categoria a un’altra di soggetti, può riconoscere i matrimoni omosessuali e le coppie di fatto, ma non può intervenire sulla recessione strutturale.

I paesi dell’Eurozona hanno devoluto questi poteri, interamente, ad organismi esterni. Alla BCE in quanto alla moneta, imponendo insieme vincoli rigidissimi di pareggio di bilancio. Inoltre, la BCE notoriamente ha il fine prioritario di proteggere il potere d’acquisto dell’Euro senza curarsi della recessione, e non può comprare titoli pubblici dai governi, cioè non può finanziarli direttamente, diversamente da altre banche centrali, come la Fed. Essa, programmaticamente, non può intervenire per invertire una recessione strutturale, né per riequilibrare le disponibilità monetarie e creditizie nei vari paesi dell’Eurozona; e invero non lo fa, lascia andare avanti le cose. Al più, lancia allarmi e interviene comprando titoli, sui mercati secondari, di quei paesi che sono a rischio di lasciare il tavolo dell’Euro per default.

Il suddetto insieme di scelte presuppone una precisa decisione, ossia che, da un lato, il settore pubblico non sia in grado di usare le leve macroeconomiche (investimenti produttivi e infrastrutturali) per indurre crescita e piena occupazione, nonché di prevenire o risolvere le recessioni; e che, dall’altro lato, i mercati, lasciati a se stessi, siano in grado di raggiungere quegli obiettivi, e per giunta, assieme ai vincoli di bilancio e al controllo monetario (fissazione dei tassi, soprattutto) da parte della BCE, siano in grado di operare anche la convergenza tra i vari sistemi economici dei paesi dell’Eurozona, senza bisogno di un budget federale e di un governo federale che intervengano per redistribuire le risorse finanziarie che, per varie ragioni, si concentrino in modo squilibrato e squilibrante in certi paesi, sguarnendo altri paesi. 

Si noti che questa fondamentale ed epocale decisione è stata presa senza proporne i termini all’opinione pubblica, senza coinvolgimento democratico, e viene realizzata attraverso una lunga, pluridecennale serie di trattati, leggi e riforme, i cui effetti non vengono spiegati se non falsamente, rimangono latenti per alcuni anni, in modo che la gente si abitui, e poi esplodono quando è troppo tardi per tornare indietro. Questa medesima decisione non viene mai posta nel dibattito pubblico, a cui si offre, invece, il dilemma se ci si possa alleare con Berlusconi oppure no.

La predetta decisione si traduce nell’adozione di una concezione generale di come di fatto l’economia funziona e di come la si possa guidare, e dovrebbe essere oggetto di revisione, ossia di controllo empirico della sua correttezza. Cioè si dovrebbe controllare se produca i risultati predetti e desiderati, oppure no; nel secondo caso, andrebbe revocata siccome confutata dai fatti – così come avviene con qualsiasi teoria applicata alla realtà, con qualsiasi diagnosi, con qualsiasi ricetta.

Orbene, noi abbiamo che i fatti la confutano – la presente crisi recessiva, col suo perdurare, la confuta, assieme al crescente divario tra i paesi dell’Euro – però essa viene mantenuta; quindi questa decisione di mantenerla nonostante si dimostri errata e dannosa, va interpretata. Le ipotesi interpretative che mi vengono in mente sono che essa produca risultati diversi da quelli promessi, anzi contrari ad essi, ma sia conforme agli interessi di coloro che la mantengono, che hanno la forza di imporla. Interessi in termini di profitto (aumento dei redditi, concentrazione della ricchezza nelle loro mani) e/o in termini di ristrutturazione sociale e politica (concentrazione del potere nelle loro mani, in un modello sociale ove il vertice della piramide detiene un potere non contendibile e non sindacabile, mentre una minoranza di tecnici e funzionari gode di vari gradi di benessere e privilegio, e il grosso della popolazione è povero sia di denaro che di diritti e politici e civili, e sta sostanzialmente e passivamente a disposizione “del mercato”, privo di qualsiasi strumento per influenzare l’andamento della storia). Per meglio portare avanti questo piano, si fa in modo che esso dia un vantaggio concreto, per un certo tempo, ai paesi più forti (Germania in testa), permettendo loro di risucchiare capitali, aziende e tecnici dai paesi più deboli, abbattendo la loro competitività industriale. Così i paesi più forti stanno al gioco. Il vecchio divide et impera funziona sempre.

Complotto? No, applicazione alla società dello schema gestionale della zootecnia, stabile e sicuro. E, nei circoli che hanno preso quella decisione, che hanno formulato quell’insieme di scelte che producono questo insieme di effetti (Aspen, Trilateral, Bilderberg, etc.), troviamo, almeno dal 1995, anche Enrico Letta, che quindi è parte e origine di quei mali che, al popolo, si racconta che dovrebbe risolvere attraverso la tormentosa unione con Berlusconi combinata dalla saggezza di Napolitano nello spirito del patriottismo, rinegoziando anche il patto di Maastricht con i poteri forti. Si potrebbe immaginare una balla più grossa?

In ogni caso, Stati ed istituzioni politiche elettive, c.d. democratiche, conservano, nei paesi dell’Eurozona diversi dal paese creditore egemone, poteri marginali; quindi sono giuridicamente declassate ad autonomie locali, tanto più che la maggioranza dei provvedimenti legislativi adottati in tali paesi è in realtà un recepimento di norme decise dall’Unione Europea.

Marginali sono anche le scelte di politica interna, sicché è risibile presentare come importante la scelta di fare un governo con Berlusconi. Cambia ben poco. I governi Berlusconi, esattamente come quelli Prodi e D’Alema, hanno seguito la linea dettata da Berlino e Bruxelles, e il modello economico prescritto da Washington. Il governo Letta farà la medesima cosa, anche perché Enrico Letta, come pure suo zio Gianni, è uomo della finanza internazionale, esecutore dei suoi piani “europeisti”, difensore dei suoi dogmi, come ha messo nero su bianco nel suo libro Euro sì: morire per Maastricht. Abbiamo quindi la prova scritta dei suoi obiettivi.

Ma enfatizzare l’inciucio PD-PDL o la novità del governissimo è risibile anche perché l’inciucio destra-sinistra, DC-PCI, è in atto dalla fine degli anni ’40, col ben noto sistema di spartizione dei territori, delle poltrone, della spesa pubblica, dei ruoli morali e politici – sistema in cui, di fatti, il PCI votava oltre l’80% delle leggi di spesa. Il governissimo è sempre stato il vero sistema di gestione del Paese.

La novità è semmai che i due maggiori partiti si accordano per mettere insieme la faccia nella gestione di un periodo pessimo, che genera scontento crescente nella base, e in cui si adotteranno provvedimenti ancora più impopolari. Il fatto di metterci la faccia insieme consentirà loro di fare porcate ancora più grosse di quelle passate, perché nessuno dei partiti della coalizione dovrà temere che altri partiti si avvantaggino delle misure impopolari e recessive che esso approverà, per conto di terzi. Porcate e, temo, violenze, perché la recessione continua e continuerà a peggiorare, e bisognerà ricorrere alla violenza e all’intimidazione per mantenere la gente nell’obbedienza al sistema, lasciandole come unica via di sfogo l’emigrazione, oltre al suicidio.

Il fattore di instabilità di un simile governo marionetta di coalizione non è nella fittizia e recitata contrapposizione morale e ideologica o programmatica delle forze che lo compongono, bensì nella reale contrapposizione tra gli interessi della casta nazionale e dei suoi burattinai stranieri, che questo governo porta avanti, e quelli della popolazione generale. E questa contrapposizione reale continuerà a generare e a gonfiare forze rappresentative della protesta dei delusi e degli oppressi di ieri e di oggi, anche se questa volta si riesce a integrare la Lega e a inertizzare provvisoriamente Grillo.

L’opportunità che governi come gli ultimi due offrono e sempre più offriranno, è che con essi non si riesce più ad evitare che l’opinione pubblica percepisca e discuta il dato di fatto centrale, ossia che i governi italiani sono tutti e inevitabilmente governi Bildermerkel commissariali e che i loro programmi effettivi sono imposti da burattinai stranieri per gli interessi loro e a danno di un Paese e di un elettorato ormai svuotati di ogni autonomia, ridotti a colonia, e i cui riti elettorali e parlamentari non hanno alcun effetto o utilità.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/04/28/enrico-letta-e-il-governo-bildermerkel/
28.04.2013

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    All’internazionale borghese: cotrapponiamo il nostro internazionalismo proletario basta subire ,basta sacrifici, si alla lotta di classe.Lotta di lunga durata ,lotta di popolo armata ,lotta continua sarà.

  • s_riccardo

    Non dura, se la sinistra, quella vera vota compatta. Molti hanno messo il cervello all’ammasso, ma possono ancora rinsavire.
    Quando frequenavamo le sedi della sinistra nel ’67 …

  • nigel

    “…la BCE notoriamente ha il fine prioritario di proteggere il potere d’acquisto dell’Euro senza curarsi della recessione…”

    Suggerirei: La BCE notoriamente ha il fine prioritario di proteggere il potere d’acquisto dell’Euro-Marco senza curarsi della recessione degli altri Paesi EU ingabbiati nella moneta unica, tralasciando tuttavia il fatto che questa recessione porrà fine all’Unione stessa.

  • yakoviev

    Non è un ragionamento politico, lo riconosco, ma quanto è brutta e odiosa la Bonino! Oh, non la posso vedere nè sentir parlare, la detesto proprio…

  • glab

    concordo!
    comunque dando un’occhiata di insieme alla foto di gruppo mi sovviene di dire:
    ma quanto sono raffazzonati! l’avranno fatto apposta a mostrarli cosi?

    …….. povera Italia ………

  • lucamartinelli

    carissimo, che tempi!! però non è andata molto bene anche allora….saluti

  • nigel

    La decisione di mantenere in vita le politiche economiche che hanno generato la crisi recessiva e provvedono a perpetuarla “..va interpretata..”.
    Wow… questa frase, leggendo in fretta mi era sfuggita.
    A questo punto anche Della Luna si unisce doverosamente al Club complottista. E infatti, se lo sfacelo economico è generalizzato, se l’austerità evidenzia tutta la sua debolezza e risuonano sempre più forti e distinte le (inascoltate) critiche di economisti non adesi all’ortodossia liberista, un fine dovrà pur esserci. Ci dovrà essere un principio ispiratore di politiche economiche che mirano NON al risanamento dell’economia degli Stati, ma al suo definitivo affossamento. L’euro di fatto è mantenuto da un’oligarchia che vi ha costruito sopra il proprio potere e crollerebbe miseramente insieme alla moneta unica, andranno avanti fino alla morte (nostra, purtroppo).

  • Hamelin

    Ormai è chiaro i padroni del vapore hanno decretato la messa in Liquidazione dell’ Italia.
    Per questo hanno mandato i loro curatori fallimentari ed ufficiali (Monti/Napolitano/Letta) affinchè controllino che il drenaggio di ricchezza dalla popolazione verso i loro forzieri proceda senza intoppi.
    Come si possa credere che sia rimasta un briciolo di democrazia in questo paese è per me un mistero…
    Io vedo solo una casta straniera ed impersonale che manda i suoi pupazzi nel teatrino della ” Politica Democratica ” affinchè utilizzi questa istituzione come un Cavallo di Troia per dominare , sottomettere , derubare ed opprimere la popolazione .
    L’Italia non è l’unica , lo stesso lo si puo’ vedere in Grecia e presto in Spagna.
    Con Letta l’accoppiata Napolitano+Letta e con Inciucione l’Italia ha toccato il fondo .
    Questa Repubblica non ha piu’ senso di esistere , anche perchè in termini reali , già non esiste piu’…

  • Truman

    Condivido nelle linee generali l’articolo di Della Luna, ma ci sono almeno due punti che vedo in modo diverso.

    1) L’insistere dei media sull’inciucio di PD e PdL lo vedo molto utile a mostrare il vero volto di questi due partiti. Per decenni la loro strategia era stata basata sulla demonizzazione pubblica dell’avversario, mentre sotto banco si facevano accordi. Adesso questa strategia è saltata, tutti vedono la contraddizione tra le dichiarazioni dei due partiti di massa e le loro azioni. Sulla contraddizione si può far leva per far saltare il sistema.

    2) Il resto dell’articolo manifesta un punto di vista economicista-monetario, per cui non si può far niente perchè i tassi di cambio sono decisi fuori dall’Italia. Ma mentre Della Luna dice che le possibilità di manovra sono nulle, a me appaiono invece ridotte, non nulle.
    Vale la pena di fare un esempio. Un mantra che ogni tanto si ripete è “sostenere i consumi per far ripartire l’economia“. Questo è proprio l’errore da non fare. Invece di finanziare i consumi si può sostenere l’autoproduzione di energia elettrica, con riflessi sulle aziende, sulle competenze, sull’occupazione e infine sui consumi. In generale, a parità di denaro circolante, si può agire sui fondamentali: agricoltura, energia, scuola, sanità, causando una diminuzione della spesa estera e una maggiore circolazione interna del denaro, oppure si può buttare il denaro stimolando i consumi. Non è difficile vedere che i Quisling che ci governano fanno esattamente il contrario di ciò che serve. Ma allora il problema è prima politico e poi economico. Bisogna abbattere questa casta.

  • Shivadas

    Condivido, ma perchè parli di cavallo di Troia. I poteri forti non fanno neanche più mistero del loro progetto criminale. Il punto è, come già ampiamente scritto non da me, che quando il crimine è talmente grande la gente non può credere che esso sia vero.

  • Aironeblu

    Ma cosa vanno mai ad immaginare questi complottisti come Marco Della Luna?

    Eppure Letta ha anche pubblicato sul suo profilo facebook questo post, per spiegare la sua presenza all’ultima riunione Bilderberg come rappresentante di Monti:


    “In molti in questi giorni mi fanno domande sul meeting Bilderberg al quale son stato invitato a Washington lo scorso fine settimana. In sintesi, era presente una parte importante dell’amministrazione Obama e dei partiti democratico e repubblicano americani. C’erano poi leader socialisti, liberali, verdi e conservatori di molti Paesi europei. E, inoltre, sindacalisti e imprenditori, docenti universitari e finanzieri. Senza contare rappresentanti dell’opposizione siriana e russa. La lista dei partecipanti è stata peraltro resa pubblica dagli stessi organizzatori.
     

    Si è discusso dei principali temi in materia di economia e di sicurezza al centro dell’agenda globale. Ed è stata per me un’occasione interessante e utile per ribadire la fiducia nei confronti dell’Euro e per rilanciare con grande determinazione l’invito a compiere i passi necessari (e indispensabili) verso gli Stati Uniti d’Europa.
     

    Nulla di queste discussioni, e del franco e ‘aperto’ dialogo tra i partecipanti, mi ha fatto anche solo per un momento pensare a quell’immagine di piovra soffocante che decide dei destini del mondo, incurante dei popoli e della democrazia, descritta da una parte della critica sul web e sulla stampa.
     

    È vero: la discussione era a porte chiuse. Ma la presenza dei direttori di alcuni dei principali giornali internazionali (di tutte le tendenze politico-culturali) mi pare possa ‘rassicurare’ i sostenitori di una lettura complottistica del meeting.”


    Capito? Non vi basta la presenza dei direttori dei principali giornali internazionali a prendere direttive su come informarci per tranquillizzarvi?

  • alvise

    Peccato non abbia parlato anche delle altre critiche sullla sua appartenenza all’Aspen italia, anche quì discussioni a porte chiuse, e chissà se con gli stessi direttori di media, o della Trilateral, altra sua chicca.

  • alvise

    Vedremo quanto margine di “aiuti” alla popolazione gli lascerà la massoneria.Certo che con il MES ed il Fiscal Compact che incombe, voglio vedere come farà a mantenere le promesse di fiscalizzazione e di micro-macro economia.

  • Tanita


    Si è discusso dei principali temi in materia di economia e di sicurezza al centro dell’agenda globale.

    Ma come può sembrarvi cosí naturale che un gruppo di persone, a porte chiuse, discutano l’economia, la sicurezza, la “agenda globale”?????

    Ma chi ‘azz sono lor per decidere sull’economia, la sicurezza, per definire l’agenda globale?

    Perchè ‘azz dovremmo noi accettare la loro “agenda globale” che di certo non è quella dei popoli?

    Ecco, si riuniscono, discutono l’agenda, determinano le strategie e le azioni e poi mettono i loro uomini al governo degli Stati.

    Cosí totalitario, cosí semplice.

    Per forza a Letta sembra naturale: lui é stato scelto per “condurre” l’Italia.

    Per carità, che razza di psicopati, in che mani siamo!