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ELEZIONI 2013: GLI UOMINI DI BLACKROCK A CACCIA DI SONDAGGI, ULTIME TATTICHE PRIMA DEL VOTO

DI GIULIA BELARDELLI

FONTE: huffingtonpost.it

Le Borse vanno bene. Lo spread sembra tenere. Ma… Ma gli uomini di Blackrock, la più grande società di investimento del mondo, non si muovono mai per caso. Il loro compito è fiutare il vento, capire dove è meglio comprare, quando vendere e quando investire. E ora stanno puntando il loro mirino di nuovo sull’Italia per farsi “ispirare” dagli ultimi sondaggi elettorali, che come si sa sono interdetti ai comuni cittadini ma ben disponibili a chi è pronto a mettere mano al portafogli.

Venerdì i vertici del fondo saranno in missione a Roma per farsi consegnare le ultime proiezioni e decidere. Decidere se posizionarsi corti, gergo finanziario che significa vendere allo scoperto. Oppure no. Quello che farà Blackrock sarà pesato con il bilancino da tutti gli altri investitori. Il fondo americano è un pesce pilota.

In passato Blackrock si è distinta per operazioni non proprio gentili nei confronti dell’Italia. Sono stati loro a cedere, il 28 gennaio scorso, con un tempismo perfetto, il misterioso pacchetto del 2,3% di Saipem, poche ore prima che il titolo crollasse del 34%. Sono stati ancora loro a far crollare il titolo di Unicredit con una comunicazione mirata durante l’aumento di capitale a inizio 2012. E sono ancora loro che adesso si stanno precipitando in Italia per decidere le ultime mosse prima del risultato elettorale. Un risultato che, se fino a qualche settimana fa sembrava più scontato, potrebbe dare esiti inattesi e soprattutto portare a una situazione di totale instabilità.

Come scrive oggi il Corriere della Sera:

Chi fa il giro dei sondaggisti alla vigilia del voto, come Blackrock, ha tutta l’aria di voler preparare tattiche da fine settimana: prendere posizioni venerdì, rialzate o al ribasso, in base agli ultimi rilevamenti.

I sondaggi, insomma, spariti dai giornali e dalle televisioni, continuano a nutrire le banche d’affari. Se fino a poco tempo fa lo scenario di una vittoria del centrosinistra con alleanza post elettorale con Monti sembrava abbastanza probabile, gli ultimi indizi fanno capire che il quadro è diventato più complesso. Secondo Credit Suisse, un eventuale accordo post-elettorale tra la coalizione di centrosinistra e quella centrista per formare il governo “sarebbe chiaramente positivo” per i mercati, ma solo se la maggioranza al Senato fosse “sufficiente”, e cioè “di almeno 170-180” voti. Uno scenario che è dato al 50% delle possibilità – comunque tanto rispetto all’ipotesi di un successo netto di Bersani alla Camera e al Senato (solo il 25% delle possibilità). Anche l’agenzia di valutazione del rischio Eurasia stima l’alleanza Bersani-Monti al 50-60%

Si sa che il mondo, in queste ore, ci sta guardando. Le elezioni italiane restano per i mercati europei la prova del nove: se l’Italia dovesse uscire dalle urne divisa e ingovernabile, sarebbe tutta l’Europa a pagarne le conseguenze. I principali quotidiani internazionali pubblicano report e analisi sulla situazione italiana. Pochi giorni fa l’Economist aveva dedicato alle nostre elezioni un lungo articolo, mettendo in risalto l’apatia degli elettori italiani e le alte probabilità di un risultato incerto.

Oggi l’agenzia Reuters ha pubblicato un “insight” sulla situazione italiana che dice tutto fin dal titolo: “Roma brucerà, a prescindere dal risultato elettorale”. “Al di là di chi vincerà le elezioni – si legge – è probabile che il lungo declino economico dell’Italia continuerà perché il prossimo governo non sarà sufficientemente forte per portare avanti le dure riforme necessarie per rendere di nuovo competitiva la sua economia”.

La Reuters riporta le preoccupazioni e la “disperazione” di banchieri, diplomatici e industriali a Roma e a Milano: in molti non si danno pace di come gli elettori italiani stiano reindirizzando le loro preferenze verso “nuovi arrivati anti-establishment” (alias Grillo e il Movimento 5 Stelle). Una tendenza che – scrive sempre la Reuters – “rende più probabile che nessun blocco abbia la forza politica per contrastare la profonda crisi economica dell’Italia, che l’ha fatta diventare l’economia più lenta e apatica d’Europa per gli ultimi due decenni”.

Business Insider non usa parole più confortanti, anzi. L’Italia è definita come un Paese in cui “il governo è riuscito a far abbassare i tassi di interesse sui prestiti, ma dove l’economia reale sta andando a rotoli”: un Pil in declino, standard di credito sempre più ristretti, capitale azionario in calo e disoccupazione alle stelle. Uno “spettacolo dell’orrore” sintetizzato in due slide di Morgan Stanley.

Giulia Belardelli
Fonte: www.huffingtonpost.it
Link: http://www.huffingtonpost.it/2013/02/20/gli-uomini-di-blackrock-a-caccia-di-sondaggi_n_2722109.html?utm_hp_ref=italy
20.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Blackrock in missione preelettorale in Italia. Notizie da prima pagina che restano in secondo o terzo piano

    Di cosa si parla con grande evidenza e un po’ dappertutto, sulla stampa mainstream? Del fatto che secondo Mario Monti la Merkel non gradirebbe un successo del Pd. E della successiva, inevitabile smentita della Cancelliera tedesca. In pratica, lasciando da parte le crescenti “intemperanze” propagandistiche dello stesso Monti, l’argomento è quello delle pressioni straniere sul voto di domenica e lunedì.

    Nella stessa prospettiva, però, ci sarebbe un tema di rilievo assai maggiore, che invece viene solo sfiorato. E nemmeno da tutti. La finanza mondiale che ci tiene gli occhi addosso, pronta a muovere i suoi enormi capitali in base a quello che va emergendo.

    Più in particolare, un colosso come Blackrock (il quale, citando una fonte omologata come il Corriere, controlla «ai dati di dicembre, 3.792 miliardi di dollari. Dieci volte più, circa, del valore dell’intera Borsa italiana. Se poi si includono le somme per le quali quegli emissari si limitano a offrire la loro consulenza, fanno 17 mila miliardi di dollari.»

    Ma è proprio qui, nelle pieghe di questa “ovvietà” che tende a passare inosservata, che si annida il vero problema. Mentre in tantissimi sono sempre pronti a insorgere per le interferenze estere a suon di dichiarazioni, o di chiacchiere, la stessa reattività non c’è neppure lontanamente per quanto riguarda le iniziative, assai più concrete e determinanti, dei potentati finanziari. I quali andrebbero identificati di volta in volta con la massima cura, e monitorati/denunciati di conseguenza, e invece rimangono avvolti nella comoda definizione onnicomprensiva (e onni-elusiva) di “mercati”.

    È il classico vizio, non esattamente casuale, dell’odierna informazione di massa: le notizie si possono anche dare, e persino con qualche approfondimento a corredo, ma nell’insieme non si fa nulla per accrescere la consapevolezza dei destinatari. Per affinare la loro capacità di comprensione delle dinamiche su cui poggia la realtà contemporanea. Per indurli a non considerare ineluttabili certi meccanismi, e a riconoscere i rapporti di forza che li hanno imposti e li controllano.

    L’edizione italiana dell’Huffington Post, ad esempio, ha dedicato un interessante articolo (vedi art in homepage,ndr ) alla missione preelettorale degli inviati di Blackrock, ma senza spingersi al di là di una panoramica che, per quanto non completamente priva di spunti critici, resta lontanissima dal mettere in discussione i pesantissimi condizionamenti esercitati ai danni delle nazioni e dei rispettivi popoli.

    Eccone uno stralcio: «In passato Blackrock si è distinta per operazioni non proprio gentili nei confronti dell’Italia. Sono stati loro a cedere, il 28 gennaio scorso, con un tempismo perfetto il misterioso pacchetto del 2,3% di Saipem, poche ore prima che il titolo crollasse del 34%. Sono stati ancora loro a far crollare il titolo di Unicredit con una comunicazione mirata durante l’aumento di capitale a inizio 2012. E sono ancora loro che adesso si stanno precipitando in Italia per decidere le ultime mosse prima del risultato elettorale. Un risultato che, se fino a qualche settimana fa sembrava più scontato, potrebbe dare esiti inattesi e soprattutto portare a una situazione di totale instabilità».

    Il resto del pezzo è più o meno sulla stessa linea, e quindi ce ne sarebbe quanto basta, e avanza, per scatenare l’interesse della pubblica opinione e il dibattito dei politici. Viceversa, come abbiamo ricordato in apertura, ci si appassiona al semi gossip di giornata su Monti e la Merkel.

    La libertà di stampa è rispettata. La stupidità collettiva è garantita.

    Fonte: http://www.ilribelle.com
    Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/2/21/lalta-finanza-ci-tiene-docchio.html
    21.02.2013

  • albsorio

    Non dobbiamo farci intimorire dai mercati, commettere l’errore di votare i loro servi ci porterebbe a condividere il destino della Grecia. —- Basta scappare.—- Dobbiamo 1) votare tutti senza ideologia ne pietá 2) ricordare chi ha fatto cosa 3) mandarli tutti a casa, democraticamente, a calci in culo. —– Prima però devono svuotare le tasche del maltolto.

  • Earth

    “in molti non si danno pace di come gli elettori italiani stiano reindirizzando le loro preferenze verso “nuovi arrivati anti-establishment” (alias Grillo e il Movimento 5 Stelle).”

    Eh si, i cittadini sono proprio degli outsiders rompicoglioni. Hanno paura della galera?

  • nigel

    “…il lungo declino economico dell’Italia continuerà perché il prossimo governo non sarà sufficientemente forte per portare avanti le dure riforme necessarie per rendere di nuovo competitiva la sua economia”.

    Dietro le “dure riforme” auspicate per un Paese in recessione, si nasconde a mio avviso soltanto la volontà della finanza internazionale di espoliare il Paese stesso acquisendo a basso costo i suoi beni reali. L’incremento ulteriore del peso fiscale, la distruzione del welfare e la riduzione del costo del lavoro hanno mostrato di essere controproducenti senza nulla aggiungere alla competitività del made in Italy, perchè è impossibile essere competitivi con un cinese o un indonesiano senza equiparare la nostra qualità di vita a quella di questi ultimi. Il problema credo sia un altro: la compagine che emergerà dal risponso delle urne, si troverà di fronte ad una scelta ineludibile: 1) rispettare MES e Fiscal compact (70 mld/anno x 20 anni) e quindi scivolare ancor più in recessione, svendendo per pochi spiccioli ciò che rimane dei beni reali a coloro che hanno impazzato con la finanza virtuale 2) ricontrattare o negare un debito incompatibile con la nostra sopravvivenza, prendendo seriamente in considerazione la possibilità di uscire dall’euroclub con una una vera rivoluzione (e cioè ritorno alla moneta sovrana, nazionalizzazione della SpA Banca d’Italia, salvaguardia del prodotto nazionale, etc.)

  • Servus

    Ieri ho postato su CDC l’argomento BlackRock, oggi vedo che qualcuno si accorge che qualcosa non va nella loro missione in Italia.

    Forse dovrebbe accorgersene anche la magistratura e fare qualche indagine.

    Se ad esempio hanno venduto le azioni Saipem prima del crollo in borsa forse è aggiotaggio, o per loro non funziona? Lo stesso con Unicredit.

    Chissà se c’entrano sempre loro quando sono cadute le azioni Mediaset prima del forfait di Berlusconi.

    E chissà cosa succederà venerdì o anche lunedì in borsa, prima e durante le elezioni Non sarebbe meglio chiudere la borsa almeno lunedì?

    Certo, se “diplomatici e banchieri” sono “disperati” per Grillo, forse è ancor meglio votare Grillo.

  • nigel

    Quoto. Anche se lorsignori saranno già attivi per corrodere e corrompere la falange grillina…

  • Kansimba

    FONTE: huffingtonpost.it

    Non c’è bisogno di dire altro!

  • Aironeblu

    D’accordo con tutto il tuo commento. Ci costerà sacrifici e guerre di ogni tipo, ma è l’occasione per tafliare i fili che ci muovono da 70 anni e riprenderci il nostro paese e la nostra politica.

  • Aironeblu

    Ieri ho consegnato all’ambasciata italiana la lettera con il mio voto M5S, uno dei milioni di colpi che faranno crollare il muro dell’ESTABLISHEMENT.

  • Denisio

    legge anti corruzione , primo punto dell’ agenda 5stelle ma sopratutto una mission in completa antitesi con i modus operandi di prima e seconda repubblica. Tutto questo non basta se nei grilli manca la visione di quello che devono / dobbiamo costruire come forza motrice delle loro azioni

  • fiocco

    Non vorrei deludervi, alcuni anni fa la sola microsoft capitalizzava quanto il vecchio mib30 ed a oggi forex muove 4000 milardi al giorno.
    Ma secondo voi i gestori si confondono per capire chi vincerà le elezioni per decidere se andare short o long? Massimo rispetto per l’autrice dell’articolo, scritto molto bene, ma sono altri i presupposti e i meccaniscmi per speculare sui mercati, oltretutto su alcuni titoli sono già vietate le vendite allo scoperto. Parlare poi di aggiotaggio mi sembra che non c’entri proprio. Perdonatemi sono spesso on sintonia con molti di voi ma in questo caso no :