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ECCO UN ESEMPIO DI COME CERTE INFORMAZIONI NON CIRCOLINO SUI MEDIA OCCIDENTALI

DI MARCELLO FOA

blog.ilgiornale.it

Ucraina e Isis: il vice di Obama rivela (per sbaglio) la verità

Questo è un esempio di come certe informazioni non circolino sui media occidentali. Un amico che pesca molto bene online mi ha inviato la segnalazione di alcuni articoli che recavano un titolo forte: “Il vicepresidente americano Joe Biden ammette di aver obbligato i Paesi europei ad adottare le sanzioni contro la Russia”.

Come mio dovere, verifico le fonti. E scopro che a dare questa notizia sono Russia Today e altre agenzie di stampa russe. Da esperto di spin mi sorge il dubbio che si tratti di una strumentalizzazione da parte di Mosca. E verifico ulteriormente. In pochi minuti.

Sì, Biden ha tenuto un lungo discorso sulla politica estera all’università di Harvard, discorso a cui i media americani hanno dato ampio spazio ma per evidenziare una battuta, anzi una gaffe su quanto sia frustrante fare il vicepresidente, espressa con un linguaggio molto colorito. Negli articoli, però, nessun riferimento alla frase sull’Europa.

Allora indago ulteriormente, vado sul sito della Casa Bianca dove è pubblicata la trascrizione integrale del discorso di Biden. E, come potete verificare voi stessi, la frase riportata dai media russi è corretta e l’indifferenza con cui è stata accolta dai media occidentali, ma anche europei significativa. Praticamente nessun giornalista ha saputo valutare la portata delle dichiarazioni di Biden. Il che è grave professionalmente, ma non sorprendente: a dare il tono sono state le agenzie di stampa e le tv all news che si sono soffermate sull’aspetto più leggero e sensazionale ovvero la gaffe di Biden; tutto il resto è passato in secondo piano. Anche sulla stampa più autorevole. Perché Biden poteva reggere un titolo, non due. E quelle dichiarazioni formulate nell’ambito di un lungo discorso in cui Biden ha toccato molti aspetti. Gli spin doctor della Casa Bianca si sono ben guardati dall’evidenziarle e sono scivolate via assieme ad altre.

Nessuna manipolazione, nessuna censura: se conosci le logiche e le debolezze dei media puoi orientarli a piacimento, Negli Stati Uniti, ma anche in Europa.

In realtà le dichiarazioni di Biden sono davvero sensazionali, una gaffe in termini diplomatici:

“Abbiamo dato a Putin una scelta semplice: rispetta la sovranità ucraina o avrai di fronte gravi conseguenze. E questo ci ha indotto a mobilitare i maggiori Paesi più sviluppati al mondo affinché imponessero un costo reale alla Russia. “E’ vero che non volevano farlo. E’ stata la leadership americana e il presidente americano ad insistere, tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa per reagire e decidere per le sanzioni economiche, nonostante i costi”.

L’ammissione è fortissima: è stata l’America a costringere l’Europa a punire Putin, contro la sua volontà.

Poi un’altra strabiliante ammissione, sull’Isis, che l’America combatte con toni accorati salvo poi ammettere che il pericolo per gli stessi americani non è così rilevante:

“Non stiamo affrontando un pericolo esistenziale per il nostro stile di vita o la nostra sicurezza. Hai due volte più possibilità di essere colpito da un fulmine per strada che di essere vittima di un evento terroristico negli Stati Uniti”.

Dunque l’Isis non è una minaccia seria, così come non lo è più il terrorismo negli Stati Uniti.

Quando qualcuno dice la verità – e chi più di un vicepresidente americano? – il mondo appare molto diverso rispetto alla propaganda ufficiale. In Ucraina e sul terrorismo.

Ma se i media non ne parlano, la propaganda diventa, anzi resta apparente verità. E la vera verità limitata ai pochi che la sanno davvero cogliere e trasmettere.

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/10/05/ucraina-e-isis-il-vice-di-obama-rivela-per-sbaglio-la-verita/

5.10.2014

Pubblicato da Davide

  • makkia

    Uhm, non sono molto convinto di questo "scoop".

    La frase incriminata è:
    "it was America’s leadership and the President of the United States insisting, oft times almost having to embarrass Europe"

    Viene tradotta come:
    "[…] tante di quelle volte da dover mettere in imbarazzo l’Europa"

    ma il senso a me sembra più questo:
    "[…] spesso al punto di quasi mettere in imbarazzo l’Europa"

    più grammaticalmente (e meno letteralmente):
    "[…] Sfiorando [molto] spesso il punto in cui mettevamo in difficoltà i nostri interlocutori europei"

    Per me è linguaggio diplomatico, e significa che le pressioni sono quasi arrivate al punto in cui il partner viene offeso ed è costretto a una dura replica. In pratica sta dicendo "ci tenevamo tanto che abbiamo accettato il rischio dell’incidente diplomatico".
    Ed è molto diverso dal senso che gli dà Foa.

    E non mi piace molto neanche il seguito:
    "to stand up and take economic hits to impose costs."

    Tradotto come:
    "[L’EU deve] reagire e decidere le sanzioni economiche, nonostante i costi"

    a me pare più (anche nel contesto dellle frasi precedenti e successive del discorso):
    "reagire e accettare i contraccolpi economici per imporre [a Putin] i costi [del suo comportamento]"
    Il che è molto meno impositivo: invece di dire all’Europa "fate le sanzioni, costi quel che costi!", gli avrebbe detto "cercate di rendervi conto che arginare l’azione di Putin è una priorità che vale i sacrifici economici conseguenti alle sanzioni".

    Anche la frase sull’improbabilità di un attacco sul suolo USA è estrapolata dal contesto.
    Era una annotazione statistica, in una parte del discorso del tipo: siamo gli USA! Siamo forti, fighi e coraggiosi!
    E io la eplicito come:
    Loro saranno pure pericolosi ma anche se portassero 5 attacchi con 60 morti cadauno sarebbero 300 morti, su 300 milioni di statunitensi: 1 su un milione è la stessa probabilità di essere folgorati da un fulmine

    Biden mi sta sui maroni quasi più di McCain, ma questo "gettare la maschera" che vede Foa io non lo leggo.

  • Ossimoro

    Dice anche:

    "But beyond mutual defense, we’re working closely with Europe on everything from trade to counterterrorism to climate change.  But we have to be honest about this and look it squarely in the eye, the transatlantic relationship does not sustain itself by itself.  It cannot be sustained by America alone.  It requires investment and sacrifice on both sides of the Atlantic, and that means ensuring that every NATO country meets its commitment to devote 2 percent of its GDP to defense; establishing once and for all a European energy strategy so that Russia can no longer use its natural resources to hold its neighbors hostage.  Reaching a final agreement on the so-called Transatlantic Trade and Investment Partnership, the new mechanism to try to strengthen the economic engines to sustain our mutual efforts in Europe and at home."

    Cioè il TTIP contribuirebbe a salvare l’Europa affinché la Russia non utilizzi le sue risorse naturali per tenere i suoi vicini ostaggio?
  • Andrea85

    Makkia le tue precisazioni ci stanno tutte, però sta di fatto che il "succo" del discorso è limpido: "It is true they did not want to do that" (riferito alla precedente frase: […] "to impose real cost on Russia.")
    Insomma, Europa a guinzaglio, niente di nuovo direi, ma detto così esplicitamente dal vice presidente USA fa impressione.

  • Georgejefferson

    Notevole precisazione,molto bravo.Da parte mia sono questioni comunque (purtroppo) irrilevanti alla causa contro la manipolazione sitemica delle coscienze (inconscio collettivo),segue sotto.

  • Georgejefferson

    Da parte mia sono questioni comunque (purtroppo) irrilevanti alla causa contro la manipolazione sitemica delle coscienze (inconscio collettivo),al di la delle giuste precisazioni di Makkia.

    L’opinione pubblica e la percezione presunta del reale nelle masse conta assai per  i "giochi" di equilibrio del potere mondiali,perche serve l’incoscenza del reale di massa per agire ad alti livelli.

    Questa incoscenza,ed io non ne sono di certo esente,viene storicamente costruita con lunghi processi di prove e riprove fino alla stabilizzazione di una egemonia culturale fortissima.Forti del controllo di alte sfere dei mezzi di produzione,mediatici,finanziari e di servilismo autodiffuso.Con tutto il rispetto,nella percezione generale,Foa

    (o altri che magari stanno piu simpatici perche visti di sinistra,o di destra a seconda delle appartenenze di cultura)

    e’ visto come un nessuno in confronto a,che so’,Mentana.Perche non viene citato innumerevoli volte come lui,o visto innumerevoli volte in Tv.Anche di fronte a prove inconfutabili del tipo documenti originali e fonti primarie,agli occhi del cittadino medio,non risulta l’autorita indotta che da stimolo di valore all’informazione.

    Diverso se un fatto viene citato con toni retorici e forti milioni di volte nei mezzi di comunicazione di massa e da innumerevoli "volti noti".Allora la gente comune comincia a parlarne,dimostrazione ne e’ il fatto che varie questioni irrilevanti nel contesto mondiale,vengono prese a oggetto di dialogo diffuso il giorno dopo averlo appreso dai mezzi di cui sopra.Le isole solitarie di dibattito informativo non convenzionali sono isole solitarie,che non incidono nel cambio dell’egemonia culturale,ed anzi,in ragione del fatto proprio di essere isole solitarie,contribuiscono a auto affermare l’egemonia detta.Sono meccanismi ormai risaputi da qualche secolo,e credo anche che tanti,pure Foa ne siano piu o meno al corrente.

  • makkia

    Ma sul fatto di essere alleanza atlantica e che il "decision maker" dell’alleanza siano gli USA solo quei presuntuosetti dei francesi se ne possono stupire!
    Il fatto che questa leadership la si viva eventualmente come oppressione, determina che si tende a, per così dire, leggere tra le righe in maniera prevenuta.
    Le frasi secondo me "suonano" molto più pesanti di quello che sono in realtà, per un fatto di esotismo: la stessa frase che citi diventa più o meno pesante a seconda se "it is true" lo interpreti come "la verità è che…" o come "in effetti…".
    Il significato è sempre che ci hanno fatto cambiare idea ma nel primo caso sarebbe trionfale (non ne volevano sapere ma li abbiamo piegati) nel secondo sarebbe diplomatica (li abbiamo portati dalla nostra parte).

    Biden sta parlando di una situazione dove, dal solito rapporto di rispetto con quelli che sono "i buoni" (gli americani pensano molto in questi termini manichei), si passa a un livello che assomiglia più allo scontro. Che per loro è poco confortevole, proprio perché non amano pensare che ci siano "zone grigie" fra buoni e cattivi.
    Proprio quel "it is true [that] they did not want"… è come se ammettesse e si scusasse per aver dovuto alzare la voce con gli alleati.

    Nel testo non vedo traccia del fatto che Biden pensi che l’EU non aveva altra scelta se non seguire i diktat USA. Sta solo dicendo che gli USA hanno usato molta persuasione (sempre mia opinione, ovviamente).
    Non c’è niente di aggressivo (almeno nei nostri confronti) in quel discorso.

    Comunque, soprattutto, quello che un po’ mi ha dato fastidio nell’articolo era la prosopopea sugli spin doctor e la presunta micidiale macchina da propaganda.
    Quelle due frasi non sono così minacciose da dover mettere in moto chissà quali mezzi per spazzarle sotto il tappeto.

    Se devo trovare qualcosa di agghiacciante in quel discorso è, ad esempio, la nonchalance con la quale ancora spaccia la bufala dell’aereo di linea "abbattuto dai russi".

  • adriano_53

    Ottimo lavoro di Marcello Foa.

  • luiginox

    al di là del linguaggio diplomatico e/o giornalistico nel riferire,vorrei sapere se un qualche alleato europeo si fosse rifiutato di sanzionare la russia che sarebbe successo? una rivoluzione colorata?un putsch?un bombardamento di bombe intelligenti?democrazia all’uranio impoverito?se si strappa il guinzaglio l’impero che fa ,ci punisce come?

  • rocks

    Foa probabilmente si vede come contatto fra la controinformazione e il mainstream. Quello che non c’è è che alla fine le sue idee non vengono riportate con così tanto clamore dal suo giornale. Per il resto credo anche io che per gli USA sia stato un ruolo diplomatico difficile. L’Europa non aveva nessun interesse alle sanzioni. Penso che questo tutti l’abbiano capito. Confidustria in primis era contro le sanzioni. E’ tutto dire…

  • rocks

    La cosa esemplare è che Biden parla ad Harvard e dà loro una versione reale della vicenda. Ad harvard ci stanno le elite di domani e anche loro vanno indottrinate a dovere.

  • rocks

    Secondo me l’embargo non sarà molto impermeabile.

  • Fedeledellacroce

    "it is true [that] they did not want"… è come se ammettesse e si scusasse per aver dovuto alzare la voce con gli alleati.

    Biden non si scusa affatto! Anzi, si potrebbe dire che se ne vanta.
    Dopo il "Fuck the EU" della Nuland, penso che M. Foa ha dato la giusta chiave di lettura del discorso di Biden.

  • makkia

    Appunto: cosa è successo ai paesi occidentali che hanno appoggiato il riconoscimento all’ONU dello stato palestinese, ferocemente avversato da USA e Israele?

    Cosa è successo ai paesi che rispettavano "poco" l’embargo all’Iraq?

    E, parlando di Iraq, cosa è successo alla Francia quando si è rifiutata di partecipare alla Guerra in Iraq?
    Tanta stampa francofobica; i bietoloni compravano champagne (pagandolo bei $$) per buttarlo nel cesso e filmare col telefonino; le patatine fritte non si chiamano più "french fries" ma "chips" o "fried potatoes".
    Capirai, che paura!

    Niente, sarebbe successo, se non un raffreddamento delle relazioni diplomatiche.

    Non siamo QUEL tipo di alleati. Per capirci, non siamo Saddam Hussein o Mubarak: buttare a mare gli europei non se lo possono permettere. Punto.

  • psy

    Foa non lavora più per il Giornale, se non ogni tanto come free lance. Quello è un blog "ospitato" dal sito del Giornale, ma non organico allo stesso.