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ECCO PERCH SULLA CRISI GRECA WOLFGANG SCHAUBLE HA RAGIONE E MARIO DRAGHI HA TORTO

di micheleimperio

Lanotteonline.com

Se in un punto del pianeta c’è un debito, ciò vuol dire che in un altro punto del pianeta c’è un credito e quindi c’è un punto del pianeta in cui qualcuno si sta impoverendo pagando interessi e un altro punto del pianeta in cui qualcuno si sta arricchendo incassando interessi. Questo è stato da sempre nella storia dell’uomo e finchè il debito mantiene un certo rapporto con il pil si versa ancora ina una situazione fisiologica. Ma quando il debito si avvicina o supera soglie del 100% del pil ciò significa che quello Stato versa in una situazione che oltre che patologica è anche ridicola perché evidentemente in quello Stato si producono più debiti che merci, mentre in ogni aziende sana i debiti non dovrebbero mai superare la soglia del 30-40% del valore delle merci .

Uno degli effetti perversi della globalizzazione è che gli stati non avendo materie prime che devono importare e concedendo ai propri cittadini maggiori assistenze e garanzie tendono nel tempo a produrre debiti oltre la soglia del 100% sul pil e quando i debiti superano questo livello tendono a dilatarsi sempre di più a diventare insostenibili e a mandare in crisi irreversibile lo Stato in cui ciò si verifica..

wolfgang-schaeubleLa classifica che più sotto pubblichiamo è la classifica dei diciassette stati più indebitati al mondo e in essa ci sono nazioni un tempo importanti come la Francia, la Spagna il Portogallo e l’Italia. Sono oggi tutti paesi in cui il debito è di poco inferiore o superiore al 100% del pil e quindi è diventato o sta diventando insostenibile nonchè elemento centrale del dibattito politico. In occasione della crisi greca la soluzione da dare al debito ha fortemente diviso la classe politica europea. Taluni come il presidente della BCE Mario Draghi vogliono rifinanziare la Grecia con nuovi prestiti nuovi tagli del debito nuovo riscadenzamento dei pagamenti, altri, come invece il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schauble, vogliono sperimentare cinque anni di uscita della Grecia dall’euro e poi adottare decisioni definitive sulla base dei risultati ottenuti in questi cinque anni.The European Central Bank's new chief Ma

Ma quale delle due posizioni è da seguire?

Dico subito che a mio parere è decisamente da seguire la seconda soluzione e ciò nell’interesse della Grecia, dell’Italia della Germania e di tutti gli Stati Occidentali.

Come è noto una delle poche risorse rimaste in mano all’Occidente con la globalizzazione è il possesso delle due principali monete di riferimento mondiale che oggi sono oggi il dollaro e l’euro.

-bank-for-international-settlements-basel-switzerlandLa Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank for International Settlements), pubblica a tal riguardo un report triennale. Un grafico, che vedete all’inizio del testo e che potete ingrandire cliccando su di esso,, ricavato dai dati di tale report, riporta il dettaglio degli scambi finanziari valutari a livello internazionale, esprimendolo in percentuale sul totale: Quindi il dollaro (in bleu) copre attualmente il 42% delle transazioni globali, ma presto questa percentuale calerà drasticamente per le ragioni che stiamo per vedere, l’euro (in rosso) il 19,55% e poi a seguire altre valute occidentali lo yen giapponese con il 9.50% la sterlina inglese con il 6.45% il dollaro australiano con il 3.80% il franco svizzero con il 3.20% e il dollaro canadese con il 2,65%.

Il vantaggio che questa situazione ha dato agli USA nel tempo e che ora può dare all’euro è grandissimo: è come se durante il Gold Standard, un solo stato avesse avuto il monopolio nella produzione di oro. Gli USA hanno usato questo vantaggio per sostenere la propria economia interna, per sostenere le immense spese militari ma anche per sostenere costantemente il deficit della bilancia commerciale. Che cosa succede se di colpo questo vantaggio dovesse venire meno?

Comunque sta di fatto che gli USA hanno sempre vissuto al di sopra delle proprie possibilità proprio grazie al dollaro. E quando sotto Nixon e Kissinger gli USA non riuscirono più a coprire le richieste di conversione del dollaro in oro, Nixon certamente su suggerimento di Kissinger, annunciò unilateralmente la sospensione della convertibilità del dollaro in oro. .

Quella sciagurata decisione è all’origine di tutti i mali del pianeta che si stanno manifestando oggi. Gli Stati Uniti migliorarono ancora di più la loro posizione economica sempre grazie al dollaro che a quel punto potevano stampare a volontà senza più limiti di riserva aurea, è la grande ’emissione di dollari sostenne anche una crescita gonfiata dell’intera economia mondiale, perchè l’aumento del circolante al netto dell’inflazione aumentava apparentemente anche la ricchezza globale. Se poi Stati come l’Italia svalutavano periodicamente la propria moneta per rilanciare le esportazioni in un mondo di cicale pronte all’acquisto dei beni anche l’Italia ne beneficiava.

Il Quantitative Easing americano non era uguale a quello di una qualsiasi altra nazione del pianeta ma era un QE globale, perché il dollaro era la valuta globale del pianeta. Questa manovra monetaria ha avuto come conseguenza 1. quella di favorire la salita del prezzo di diverse materie prime perché più costavano le materie prime più si vedevano dollari e quindi 2. quella di armare stati terroristi come l’Arabia Saudita e il Qatar e 3. quella di favorire il maggior indebitamento di alcuni Stati occidentali che vedevano aumentare nel tempo il costo della propria bolletta petrolifera e quindi da buone cicale aumentavano il debito mai immaginando che un giorno se sarebbero dovuti confrontare le formiche cinesi.

In questa maniera poiché il denaro veniva prodotto a debito gli Stati Uniti hanno prodotto nel pianeta circa 158 trilioni di debito in dollari. Quindi in realtà chi pensa che il dollaro sia in difficoltà perché Washington ha un debito pubblico di circa 18 trilioni di dollari deve comprendere che tutto il mondo è in difficoltà perché quel debito non è in una valuta soltanto nazionale ma in una valuta di riferimento mondiale che è coperta da 158 trilioni di debito globale. Quindi se Washington deve ai sottoscrittori 18 trilioni di dollari al tempo stesso nel mondo i debitori globali devono restituire 158 trilioni di dollari ai loro creditori. Praticamente il debito pubblico americano è coperto dai debiti internazionali sottoscritti in dollari ed ha attualmente una copertura di più di 8 volte superiore, Solo per questo motivo il dollaro non è ancora crollato nonostante il QE. Ora con la fine del QE, il dollaro torna velocemente a salire ma questo non è un vantaggio per il pianeta perchè negli ultimi sei mesi la maggioranza delle valute mondiali si è svalutata nei suoi confronti ed anche le materie prime. Questo comporta una serie di conseguenze negative: tanto per dirne una il debito globale in dollari, salendo il dollaro, aumenta di valore e quindi diventa più difficile restituirlo ed inoltre essendo venuta meno l’iniezione di liquidità, manca inevitabilmente il circolante in dollari necessario a garantire il pagamento degli interessi e quindi tutti i paesi, soprattutto quelli emergenti e dipendenti dalle materie prime, sono costretti a estrarre risorse della propria ricchezza nazionale per pagare direttamente o indirettamente il debito in dollari con conseguenze recessive sulla propria economia.

Le conseguenze di questa situazione si sono già abbattute pesantemente sul petrolio e sui diversi paesi legati a questa materia prima ma non solo quelli. Il rublo russo, come già sappiamo, è stato tra quelli più colpiti ed adesso tutti i paesi in cui esiste una certa influenza russa sulla economia la Serbia, la Bielorussia, il Kazakistan, il Turkmenistan, ecc stanno subendo una forte svalutazione

Nell'infografica realizzata da Centimetri il

Nell’infografica realizzata da Centimetri il “Quantitative easing” (allentamento quantitativo), ultimo strumento dopo gli acquisti di Abs e i maxi-finanziamenti Titro.
ANSA/CENTIMETRI

Cessato il Q.E. americano con gli effetti che abbiamo visto Mario Draghi vorrebbe ricominciare la tiritera con l’euro altra moneta di riferimento globale e far ripetere all’euro lo stesso percorso del dollaro. Se questo accadrà il risultato sarà che anche l’euro verrà contestato ed estromesso dal novero delle monete di riferimento globale come già è avvenuto per il dollaro.

draghiE non è vero che il Q.E. europeo durerà un solo anno. Noi italiani per esempio ci siamo impegnati a versare all’Europa per venti anni 45 miliardi l’anno per il c.d. fiscal compact proprio per abbassare il rapporto deficit-pil al 60% .E da dove deve venire questo denaro se non da una manovra di Q.E.? E se la Germania è già al 60% nel rapporto debito/pil perchè deve subire questo Q.E. che la danneggia sotto il,profilo di nazione detentrice di una moneta di riferimento globale?

Ecco perchè è meglio spacchettare l’Europa e formarne due una latino-mediterranea comprendete Portogallo Spagna Francia Italia e Grecia (il Belgio no perchè sennò ci arrivano tutti i burocrati ) con una moneta che pratica il Q.E. anche in proporzioni maggiori di quelle che dice Draghi e una Europa anglosassone che invece non pratica il Q.E. perchè non ne ha bisogno.

D’altra parte è la grande crisi economica del 2007-2008 che ha costretto gli Stati Uniti a ricorrere al Quantitative Easing (cioè alla produzione di nuova moneta) per sostenere la propria economia, e quando lo ha fatto già dall’inizio molti economisti andavano dicendo che il dollaro andava incontro alla sua fine, che il collasso era imminente, che l’oro o altra moneta lo avrebbero sostituito come moneta di riferimento internazionale e poi da più parti del pianeta si sono levate proteste per gli effetti negativi che una manovra come il Q.E. americano stava generando.

giuseppe catapano 999Questo che abbiamo detto vale anche per il debito pubblico. Se il debito pubblico americano era garantito dal debito in dollari nel Mondo, se quest’ultimo salta e non vale più, anche il primo non è più coperto. A questo punto il dollaro rimarrà forte finché gli effetti recessivi della sua forza non si manifesteranno ma a quel punto quando gli effetti recessivi si manifesteranno il governo americano sarà costretto a una di queste tre cose: 1) austerity, come in Grecia quindi ridurre il debito pubblico con tutte le conseguenze sociale del caso 2) aumentare a dismisura il debito mettendo però in dubbio l’effettiva forza del dollaro 3) Ricominciare con il QE, dimostrando il totale fallimento della presunta ripresa americana. In tutti e tre questi scenari, il dollaro verrebbe ancor più messo in dubbio nella sua capacità di essere moneta di riferimento mondiale senza creare contraccolpi e quindi in questa fase probabilmente assisteremo alla sua disfatta definitiva.

Alcune nazioni come la Malesia la Nuova Zelanda la Cina e la Russia hanno formalmente disdettato il dollaro come moneta di riferimento mondiale. Alcune di queste nazioni spingerebbero altre nazioni a fare la stessa cosa. Questa è forse la ragione per cui negli ultimi tempi sono precipitati in mare tre aerei malesi e a uno si sono incendiati i motori in fase di atterraggio.

terza guerra mondialeMa se fin qui la previsioni in ordine alla sorte del dollaro possono essere espresse abbastanza chiaramente, quello che avverrà dopo la disfatta del dollaro non è facile da prevedere. Sicuramente la Terza Guerra Mondiale già iniziata aumenterà d’intensità e si estenderà come una vera e propria guerra civile globale fra Stati che sostengono gli Stati Uniti e Stati che li osteggiano.Stiamo già assistendo all’ascesa, come in tutti i momenti di crisi, del prezzo dell’oro, che probabilmente diventerà molto ricercato, soprattutto dopo che sempre più paesi ne richiederanno indietro le riserve all’Impero fallito americano e questo dimostrerà di non averle più. Ma è molto probabile, nella fase iniziale della disfatta del dollaro, che si affermino le altre monete di riferimento mondiale e tra queste l’euro, il franco svizzero, la sterlina inglese, il dollaro canadese e il dollaro australiano. Ma a condizione che queste monete tra cui l’euro non facciano anche loro uso del Quantitative Easing nel caso dell’euro per sostenere l’economia di singoli stati dell’Unione in difficoltà come la Grecia, la Spagna il Portogallo l’Italia e perfino la Francia che come si vede in questa graduatoria sono fra le diciassette nazioni più indebitate al mondo (ho escluso il Giappone perché il Giappone ha un forte debito sovrano ma ha anche forti attivi in altri debiti sovrani come in quello degli Stati Uniti per esempio e quindi la sua è una situazione del tutto particolare) , alcune come Grecia Italia Belgio e Portogallo con percentuali debito/pil superiori al 100% altre come Spagna e Francia con percentuali debito/pil molto vicine al 100%.

Grecia175%2013
Italia133%2013
Islanda131%2013
Portogallo128%2013
Irlanda124%2013
Giamaica124%2013
Libano120%2013
Sudan111%2013
Grenada110%2012
Singapore106%2013
Eritrea105%2013
Belgio102%2013
Portorico97%2013
Spagna94%2013
Francia93%2013

Quindi come si vede ben otto stati europei su diciassette hanno problemi di debito. Se anche l’euro verrà massacrato da Draghi prime monete di rifermento globale certamente diverranno lo Yuan cinese e il rublo russo, magari legate ad una grande riserva aurifera già in loro possesso. Sarà allora che la fine del primato dell’Occidente nel mondo diverrà un dato certificato. E questo non conviene a tutto l’Occidente non solo alla Germania.

D’altra parte economie come quelle di Grecia Italia Portogallo Spagna e Francia non possono sperare solo con l’autserity (cioè con il risparmio nell’impiego delle risorse pubbliche) di risolvere il loro problema del debito pubblico. Esse devono rilanciare le proprie economie con la svalutazione della moneta (come vuole Schauble) e restando nell’euro questo non lo possono fare.

2012.11-debito pubblico europeoDunque non solo la Grecia deve uscire dall’euro ma anche Portogallo, Spagna Francia e Italia andando magari a ricostituire una nuova sovranità ultranazionale l’Europa latino mediterranea e una nuova moneta la moneta mediterranea..

La illusione che la disfatta USA potrebbe tradursi – se tutti gli altri rimedi falliranno – in una unione monetaria, politica e militare ancora più vasta con Canada, Messico ed Europa riunite in unico stato (nuovo ordine mondiale), così da ricostituire una unica fortissima valuta di riferimento è appunto un’illusione degli americani. I tedeschi con in testa l’eroico Wolfgang Schauble non lo consentiranno mai.

Michele Imperio

Link: http://lanotteonline.com/2015/07/16/ecco-perche-sulla-crisi-greca-wolfanghe-schauble-ha-ragione-e-mario-draghi-ha-torto/

16.07.2015

Pubblicato da Truman