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ECCO L'ULTIMO MOSTRO TARGATO UE: IL DEBT REDEMPTION FUND. MILLE EURO ALL'ANNO PER PERSONA PER VENT'ANNI

LEONARDO MAZZEI
antimperialista.it

E’ in arrivo la maxi-tassa per l’Europa: mille euro all’anno per persona per vent’anni
L’ultimo mostro targato UE: il Debt Redemption Fund (Fondo di Redenzione del Debito)

Altro che le buffonate del berluschino fiorentino! Altro che l’altra Europa dei sinistrati dalla vista corta! E’ in arrivo sul binario n° 20 (anni) un trenino carico di tasse targate Europa. Ma come!? E le riduzioni dell’Irpef dell’emulo del Berluska? Roba per le urne, che le cose serie verranno subito dopo.

Di cosa si tratta è presto detto. Tutti avranno notato lo strano silenzio della politica italiana sul Fiscal Compact, quasi che se lo fossero scordato, magari con la nascosta speranza di un abbuono dell’ultimo minuto, un po’ come avvenne al momento dell’ingresso nell’eurozona per i famosi parametri di Maastricht.

Ma mentre i politicanti italiani fingono che le priorità siano altre, a Bruxelles c’è chi lavora alacremente per dare al Fiscal Compact una forma attuativa precisa quanto atroce. Anche in questo caso, come in quello dell’italica Spending Review, sono all’opera gli “esperti“: undici tecnocrati di provata fede liberista, guidati dall’ex governatrice della banca centrale austriaca, la signora Gertrude Trumpel-Gugerell. Entro marzo, costoro dovranno presentare al presidente della Commissione UE, Barroso, le proprie proposte operative. Poi arriverà la decisione politica, presumibilmente dopo il voto degli europei che di quel che si sta preparando niente devono sapere, specie se sono cittadini degli stati dell’Europa mediterranea.

Sul lavoro di questi undici taglieggiatori erano già uscite delle indiscrezioni. Ma ora che la scadenza si avvicina i rumors si fanno più precisi. Ed anche la stampa italiana, dopo le balle a iosa sui “successi” di Renzi a Berlino, comincia a scrivere qualcosa. Ha iniziato ieri l’altro Il Foglio, con il titolo «Dare soldi, vedere cammello. L’Ue fruga nelle nostre tasche». Ha proseguito ieri il Corriere della Sera che, quasi a voler bilanciare il trionfalismo filo-governativo, ha titolato: «I nuovi vincoli e quelle illusioni sul “fiscal compact”».

E bravo, per una volta, il titolista del Corriere: sul Fiscal Compact sembra proprio che sia arrivato il momento di abbandonare le illusioni. Naturalmente, per chi ce le aveva. Che non è il nostro caso.

Ma quale sarà la proposta degli undici, una strana squadra di calcio dove l’Italia, quasi fosse estranea al problema, non è neppure rappresentata? Stando a quanto scrivono i due giornali italiani la proposta sarà incentrata su tre punti: Debt Redemption Fund, Eurobond, Tassa per l’Europa (anche se loro, ovviamente, non la chiameranno così).

Partiamo dal nuovo Fondo che si vorrebbe istituire, Debt Redemption Fund (DRF) secondo i più, European Redemption Fund (ERF) secondo altri, ma il nome non cambia la sostanza. In questo Fondo verrebbero fatti confluire i debiti di ogni Stato che eccedono il 60% in rapporto al pil. Per l’Italia, ad oggi circa 1.100 miliardi di euro.

Oh bella! Che si sia finalmente trovato il modo di mutualizzare il debito, come sperano gli euro-entusiasti e gli euro-speranzosi di centro-sinistra-destra? A farlo credere ci sono pure gli Eurobond, che a quel punto verrebbero emessi per far fronte alla massa del debito cumulata nel nuovo Fondo. Dunque anche i tassi di interesse della quota del debito italiano andrebbero a scendere. Una vera pacchia, se non fosse per la clausola che dovrebbe garantire – in automatico – l’azzeramento del debito assorbito dal Fondo in un periodo di vent’anni.

Come funzionerebbe questa clausola? Secondo i due giornali citati, con un prelievo diretto da parte del Fondo su una quota delle entrate fiscali di ciascun stato debitore. Così, giusto per non rischiare. Leggere per credere.

Scrive ad esempio Antonio Pilati su Il Foglio: «In realtà l’idea degli esperti è a doppio taglio e la seconda lama fa molto male all’Italia: è infatti previsto che dal gettito fiscale degli stati partecipanti si attui ogni anno un prelievo automatico pari a 1/20 del debito apportato al Fondo. Nel progetto, le risorse raccolte dal fisco nazionale passano in via diretta, tagliando fuori le autorità degli stati debitori, alle casse del Fondo. Si tratta di un passaggio cruciale e drammatico tanto nella sostanza quanto – e ancora di più – nella forma».

E così pure Riccardo Puglisi sul Corriere della Sera: «L’aspetto gravoso per l’Italia è che la commissione sta anche pensando ad un prelievo automatico annuo dalle entrate fiscali di ciascuno stato per un importo pari ad un ventesimo del debito pubblico trasferito al fondo stesso. Il rientro verso il 60 percento avverrebbe in modo meccanico, forse con un eccesso di cessione di sovranità».

«Forse con un eccesso di cessione di sovranità», impagabile Corriere! Adesso non possiamo sapere con esattezza come andrà a finire, ed è probabile che la patata bollente verrà affrontata solo dopo le elezioni europee. Ma la direzione di marcia è chiara. La linea dell’austerity non solo non è cambiata, ma ci si appresta ad un suo drammatico rilancio, del resto in perfetta coerenza con i contenuti del Fiscal Compact, noti ormai da due anni.

Per l’Italia si tratterebbe di un prelievo forzoso – in automatico, appunto – di 55 miliardi di euro all’anno per vent’anni. Cioè, per parafrase lo spaccone di Palazzo Chigi, di mille euro a persona (compresi vecchi e bambini) all’anno, per vent’anni. Per una famiglia media di tre persone, 60mila euro di tasse da versare all’Europa.

Naturalmente si può dubitare che si possa arrivare a tanto. Ma sta di fatto che questa è l’ipotesi sulla quale l’Unione Europea – quella vera, non quella immaginata a forza di Spinelli – sta lavorando. Magari questa ipotesi estrema verrà limata ed abbellita, ma il punto di partenza è questo. E sinceramente non ci sembra neppure così strano, considerata sia la natura oligarchica dell’UE, che il dominio incontrastato della Germania al suo interno.

E’ la logica del sistema dell’euro e della distruzione di ogni sovranità degli stati che in questo sistema sono destinati a soccombere. Tra questi il più importante è l’Italia. E forse sarà proprio nel nostro paese che si svolgerà la battaglia decisiva.

Ma ora, per favore, che nessuno venga a dire che non si conoscono i termini del problema. Il sistema dell’euro, tanto antidemocratico quanto antipopolare, procede imperterrito per la sua strada. Le classi popolari hanno davanti 20 anni (venti) di stenti, miseria e disoccupazione. O ci si batte per il recupero della sovranità nazionale, inclusa quella monetaria, o sarà inutile – peggio, ipocrita – venire a lamentarsi della catastrofe sociale che ci attende.

Lo diciamo ormai da anni, ma il poco encomiabile lavoro degli undici esperti (vedi la scheda in fondo all’articolo per capire chi sono davvero questi taglieggiatori), ha almeno il merito di togliere ogni ragionevole dubbio. Gli eurocrati non si fidano proprio dei singoli stati, dunque basta con i vincoli da rispettare e/o sanzionare. Meglio, molto meglio, mettere direttamente le mani nel gettito fiscale di ogni stato da “redimere”. Questa è la novità. Ed è una novità che si commenta da sola.

PS – Che ieri, in questo quadro, il presidente del consiglio abbia definito anacronistico il parametro del 3% nel rapporto debito/pil può solo far sorridere. Anacronistico? Probabilmente sì, ma per l’UE esattamente nel senso opposto a quel che Renzi vorrebbe. Per lorsignori il vincolo del 3% è acqua fresca, ben presto il Fiscal Compact esigerà vincoli ben più stringenti: questa volta non semplici percentuali, sulle quali magari discutere, bensì denaro sonante attinto direttamente con una ben definita Tassa per l’Europa.

SCHEDA

Chi sono gli undici taglieggiatori:

Gertrude Tumpel-Gugerell – Ex banchiera centrale austriaca, famosa per le operazioni speculative che misero in difficoltà la banca, è ora nel CdA di Commerzbank.

Agnés Bénassy-Quéré – Economista e docente presso diverse università francesi, ha lavorato al ministero delle finanze di Parigi.

Vitor Bento – Ex banchiere centrale del Portogallo, vicino al Partito Socialdemocratico di quel paese (centrodestra).

Graham Bishop – Consulente finanziario di altissimo livello, ultraliberista della prima ora, è stato membro influente della commissione che, negli anni ’90, preparò il passaggio all’euro.

Claudia Buch – Tedesca su posizioni liberiste. Esperta di mercati finanziari.

Leonardus Lex Hoogduin – Economista olandese, è stato advisor della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Jan Mazak – Giudice slovacco. E’ stato avvocato generale presso la Corte europea di giustizia di Lussemburgo.

Belén Romana – Ex direttore del Tesoro spagnolo, attualmente amministratore delegato della Sareb, la “bad bank” cui sono stati conferiti gli asset tossici del settore immobiliare iberico.

Ingrida Simonyte – Ex ministro delle finanze della Lituania

Vesa Vihriala – Membro dell’Associazione degli industriali finlandesi (poteva mancare la Finlandia?), ex advisor di Olli Rehn.

Beatrice Weder di Mauro – Questa economista, che ha lavorato in passato per il Fondo Monetario Internazionale, è oggi nel board della ThyssenKrupp ed in quello di Hoffman-La Roche.

Leonardo Mazzei
Campo Antimperialista

Link: Gli undici taglieggiatori

20.03.2014

Pubblicato da Davide

  • dana74

    l’emulo del Berlusca è tutto un prodotto Pd fatto e finito, non è che il resto dei componenti sia così diverso come fa comodo vedere tanto per dare un’idea che la natura del Pd non sia quella.

    Mazzei è un ottimo giornalista, ma Monia Benini del Redempion fund se ne era accora DUE ANNI FA
    ERF: la nuova spada di Brennohttp://www.testelibere.it/blog/erf-la-nuova-spada-di-brenno
    I media mainstream come sempre ancora devono scoprirlo
  • dana74

    E sinceramente non ci sembra neppure così strano, considerata sia la natura oligarchica dell’UE, che il dominio incontrastato della Germania al suo interno."


    ovvio. Ormai è un dogma per default che va ripetuto per essere ammesso al circoletto degli euroscettici.
    Su cosa si basa? Sui trattati che tutti han firmato venti anni fa con somma gioia? Percaso qualcuno disse delle 28 nazioni "se non firmiamo la Germania -piena di basi Nato- ci invade?

    Che sia un progetto della Cia, agli antimperialisti sfugge?
    Come mai?
    Magari dovremmo attendere un paio di anni
  • brumbrum

    Bene!!!!!! ( si fa per dire )

     grillo e la lega che dicono o pensano ? 
  • dana74

    "Oh bella! Che si sia finalmente trovato il modo di mutualizzare il debito, come sperano gli euro-entusiasti e gli euro-speranzosi di centro-sinistra-destra?"

    stessa roba che fa l’eurobond

  • brumbrum

    Quanto meno questa è nuova, anche se lo scopo è sempre quello di mandarci sotto i ponti

  • kirby77

    Forse non si è capito bene lo scopo di questa operazione che ha un lato positivo: con l’alleggerimento del debito non ci sarebbe più necessità di stangate e manovre per pagare il fiscal compact;
    cioè i nostri politici non dovrebbero più rendersi impopolari con operazioni lacrime e sangue firmate di loro pugno e che favorirebbero l’avanzata delle forze "populiste".
    Il fiscal compact lo dovremo pagare direttamente noi e i nostri governanti faranno spallucce e canteranno "ma che colpa abbiamo noi"…

  • heyan6868

    Solito post che rappresenta correttamente il contesto, ma che distorce tutto nelle conclusioni. Gli undici "taglieggiatori" (verissimo) sarebbero di "provata fede liberista". Ma dove sarebbe il liberismo? Ma in quale meandro del cervello di una persona intelligente si potrebbe vedere "liberismo" nella storia europea degli ultimi 20 anni? Abbiamo una "Commissione Europea", una "banca centrale europea", un "fondo monetario internazionale". Di quale liberismo ciancia Mazzei?  Il sistema europa-america è strettamente centralizzato e controllato da una ristretta cerchia di elementi, esattamente come quello Cinese. Un’elite che pensa di essere illuminata e che sta portando al deragliamento il sistema, uccidendo le libertà degli individui e la loro funzione imprenditoriale. In confronto a loro il Politburo sovietico era un gruppo di dilettanti. Il "liberismo" è la parolina magica che gli stessi burocrati utilizzano per confondere le acque. Il vero liberismo è libertà di partecipare alla libera impresa e poter competere realmente in modo sano e leale secondo regole eque per tutti. Dove sarebbe il "liberismo" caro Mazzei? Dove lo vedi? 

    Non hai la minima idea di cosa sia il liberismo. Te ne riempi la bocca come tutti, e pur analizzando correttamente le storture del sistema, non si capisce cosa proponi. L’alternativa quale sarebbe? Un altro sistema di controllo sociale  al posto di questo che si definisce liberista ma che è molto più socialista di quello sovietico? 
    Fare informazione per liberare il sistema dalle storture gravissime che ha, significa avere capito cosa si sta combattendo. E mi pare che Mazzei abbia poche idee e molto confuse.
  • siletti86

    Non la farei così semplice. L’esperienza ucraina di questi giorni dimostra che perfino forze "populiste e nazionaliste" possono essere teleguidate dallo stesso sistema che ci impoverisce. Nel caso ucraino, appunto, forze filo-naziste sono teleguidate da quelle sioniste. Quindi fai un po’ te.

  • Ossimoro

    Chissà se, tanto per essere certi di ottenere i risultati sperati, stiano anche lavorando per abolire contestualmente i paradisi fiscali "all over the world" (Europa compresa ovviamente), nonché i trust e le società anonime/fiduciarie, in modo da consentire a chi abbia evaso/eluso di contribuire almeno al risanamento?

  • Nauseato

    Che razza di dubbi ti vengono ..? Ma è ovvio che stiano anche lavorando in tal senso,.. anzi, tutto questo non è che un’abile cortina fumogena proprio per perseguire quell’obbiettivo prima di qualsiasi altro …

  • kirby77

    Certo, ma in generale sono i movimenti "populisti" che minacciano la UE, ed è evidente che governi bastonatori faranno guadagnare posizioni ai vari euroscettici.

    O vuoi dire che la UE ha interesse a far crescere il malcontento verso i partiti che più la sostengono?

  • bstrnt

    Liberismo, se non ci siamo ancora accorti, è diventato sinonimo di turbo-liberismo demenziale (come è noto, col tempo le parole affinano i significati).

    Circa il liberismo si hanno idee confuse perché non è mai avvenuto che sia stato "libertà di partecipare alla libera impresa e poter competere realmente in modo sano e leale secondo regole eque per tutti".

    Secondo te, per fare un esempio, banche e assicurazioni hanno le stesse regole e gli stessi diritti/doveri di altre entità?

    In poche parole il liberismo edulcorato proposto da tuo post non è mai esistito, quello becero e truffaldino l’abbiamo sotto gli occhi ogni giorno! 

  • siletti86

    In realtà i padroni hanno probabilmente due strade davanti: o assecondarle nella
    protesta per poter meglio dirigere il malcontento fino a quando non ci avranno
    definitivamente dissanguato (come stanno facendo in Grecia con Tsipras), oppure
    appoggiarle in maniera unilaterale in modo tale da far scoppiare un’altra guerra
    mondiale. L’esempio russo-ucraino è alquanto significativo: da un lato ci sono
    degli internazionalisti che appoggiano dei nazionalisti e dall’altro dei
    comunisti (quindi internazionalisti) che ragionano e si comportano da
    nazionalisti. Questo in estrema sintesi il mio ragionamento.

  • Georgejefferson

    Come ti e’ gia stato risposto,gli ideali originali sono una cosa,la realta storica un’altra.Si puo dire la stessa cosa del comunismo,ma quale,direbbero gli apologeti…non e’ mai esistito.

  • Georgejefferson

    E no,e’ quello il loro vero "liberalismo",infatti,e’ solo per loro,gli ultra ricchi

  • Chigi

    …e il PD, il PD che dice, che dice….e ci pensa ? e Renzi che dice, che fa, sbatte ancora i pugni?

  • brumbrum

    Mettiamo subito in chiaro che ho smesso da anni di votare e credere a qualsiasi politico.

    Mi sono riferito a quei due perchè a parole ogni tanto sembrano contro l’europa, poi nei fatti………..