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ECCO: L'ITALIA E' NELLE MANI DI QUESTO QUA. AUGURI

DI ANDREA SCANZI

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Questo video ( clicca qui) è bellissimo: un saggio di conoscenza delle lingue straniere che fa impallidire Rutelli, ma non solo. Come ha scritto Mentecritica: “Quello che veramente sconvolge è l’assoluta insipienza tecnica dello speech, la totale vacuità dei contenuti, l’approssimazione terrificante dei concetti (..) La supercazzola in inglese, chiunque la faccia, non fa ridere perché, stranamente, gli stranieri la capiscono per quella che è: una stronzata. Una volta eravamo imbarazzati per l’egotismo priapico di Silvione. Da oggi, chi per lavoro è costretto a interfacciarsi con colleghi overseas, dovrà confrontarsi con la parabola di Meucci raccontata dall’unto del Signore 2.0 64 bit version”.

Sempre Mentecritica (renzi-and-the-supercazzol-prematurated-with-dehating-to-the-right) ha sbobinato la parte in cui il Pacioccone Mannaro racconta la parabola di Antonio Meucci. Sognate tutti: “Meucci is a very good Italian (è ancora vivo?), but is “olzo” a terribol history, bicos meucci is the rial inventor of mo..telefon, I’m sorry with American people present here (risatina Madia) but olzo the congress of united states (con ditino professorale) in tu tausand (occhietti) tu, in tu tausend way I didn’t rimeber, recognizezed the founder the inventor of telefon is Antonio Meucci. Antonio Meucci is incredibol man (si sono messaggiati due minuti fa) forentaim, who worked in the tiater, the most ancient tiater in iurop, Teatro della Pergola (pronunciato alla perfezione), and he was a wolker and invented tth th the telefon to spiking about in the teater. A ginius. So, (agitazione convulsa) for fiù rison, he left Italy (beato lui) and he wasn’t ebol to ius the copirait, lessons, come si dice brevetto?, (Madia impassibile) laisens, in eiti seventy uan seventy tri (occhio al cielo Verdone like), I didn’t remebre esaclty the dei, so Bell arraived and in the History he uos the faunder and the inventor of the telefon”.
Il video che vi propongo è uno dei tanti best of del renzismo inglese disponibili in Rete. Sono tutti, a loro modo, strepitosi.
Ecco: l’Italia è nelle mani di questi qua. Auguri. E soprattutto: “De-de-de-de-de…nau is de taim of de lancc”.

(Un’ulteriore perla sono le risatine zelanti dei Gozi e Madia, come la Moretti che aveva annuito 128 volte a Renzi durante lo streaming con i 5 Stelle. In confronto Bondi era un dissidente di Berlusconi).

Andrea Scanzi
9.07.2014

Pubblicato da Davide

  • Faulken

    con traduttore google… una storia terribol…

    "Meucci è un ottimo italiano, ma è" olzo "una storia terribol, bicos Meucci è l’inventore rial di mo .. telefon, mi dispiace con gli americani qui presenti, ma olzo il congresso degli Stati Uniti a tu tausand tu, in modo tausend tu non mi rimeber, recognizezed il fondatore inventore della telefon è Antonio Meucci. Antonio Meucci è l’uomo incredibol forentaim, che lavorava nella tiater, la più antica tiater in iurop, Teatro della Pergola, ed era un Wolker e ha inventato TTH ° il telefon a chiodare circa nella Teater. Un ginius. Così, per Rison UIF, lasciò l’Italia e non era ebol di iUS il copirait, lezioni, vieni sI dadi Brevetto?, laisens, in settanta EITI uan settanta tri, non ho remebre esaclty la dei, in modo Campana arraived e nella storia ha UOS il faunder e l’inventore del telefon ".

    Ed il teatro più antico d’Europa non è il Teatro della Pergola…

  • Gioia_di_Vivere

    REnzi è un nulla, va bene.

    Ma ritengo che il problema vero sono gli italioti, pieni di pregiudizi e di subcultura cattolica.  Parenti, amici e colleghi senza capacità
    di analisi, senza curiosità, pronti solo a lamentarsi senza mettersi in gioco.     Il problema sono gli italiani e non ci sono scusanti.
  • Hamelin

    Spero che quell 40% di somari che hanno ragliato alle elezioni con veemenza siano ora soddisfatti .

    Aspetto la loro nuova esultanza sulla manovra ad autunno e sul futuro taglio delle pensioni .

  • Bellerofon

    La cosa più imbarazzante non è tanto l’egocentrismo patologico di questo
    mentecatto, o il miserabile sfoggio di anglo-servilismo degno di
    Alberto Sordi in "Un americano a Roma", quanto quell’incredibile
    espressione da "ciclopico sforzo stitico" che ha stampata sul faccione.
    Più fibre e meno finocchiona nella dieta, please…

  • Simec

    un governo fantoccio – un bamboccione col sorriso ebete  che lecca il culo alla troika – i grillini che ci parlano pure, con quel fantoccio (sveglia grillini !!)  –  un paese di merda ormai allo sfascio che si regge su giornalisti servi e sbirri –  una massa di sudditi cerebrolesi a cui va bene così  –  Rivoluzione oppure fuga da questo icubo chiamato italia. tertium non datur –

  • Tonguessy

    Mitico. Come dire: Whadafuck! Rensi is da future wail wir stil livin in da past.

    E fanculo anche l’esperanto. Non ne abbiamo più bisogno.
  • Valterinus

    Poveretto.

  • Valterinus

    Bibìta, bibìta, bibìta!

    http://youtu.be/lRRcDJunbC8 [youtu.be]

  • Tao

    La figuraccia e i lazzi raccolti da Matteo Renzi per il suo buffissimo discorso in simil-inglese [www.vice.com] a Venezia non giungono a sorpresa, non è certo il primo politico italiano che si fa sfottere perché usa una lingua che non padroneggia. Così come non è la prima volta che i media rimbalzano la performance senza fare una piega per carità di patria, salvo poi riempire qualche rubrichetta con la raccolta di pernacchie e delle prese in giro che vengono dal «popolo della rete», perché tanto di politici in grado di scagliare la prima pietra ce ne sono pochini e, forse, anche perché «alla gente» risulterebbero portatori di un’insopportabile spocchia da professoroni.

    C’è però da dire che le conseguenze di questi incidenti non si fermano ai nostri confini e che le figuracce di questo tipo si ripetono con una frequenza inquietante, anche quando non dovrebbero. Nel caso di Renzi ad esempio non si capisce come un tale «comunicatore» abbia potuto cadere e ricadere in un errore di metodo così banale, noto e discusso. E non si capisce nemmeno come nessuno tra quanti lo accompagnano e lo consigliano si sia sdraiato a terra per impedirglielo, visto che l’unica regola che sovrintende all’uso delle lingue straniere per un politico è quella di non usarle mai in pubblico se non si padroneggiano alla perfezione. È una regola che non ricorda nessuno, ma c’è un motivo se pochi politici nel resto del mondo non vi si attengono pedissequamente e non vanno oltre la pronuncia di qualche saluto o augurio di rito in lingua straniera a meno di non esservi costretti da circostanze inimmaginabili o di essersi preparati il discorso alla perfezione. Angela Merkel ad esempio vi si attiene, anche se è difficile pensare che possa parlare l’inglese peggio di un Sarkozy [www.youtube.com] o di altri colleghi ai quali è invece è capitato di dimenticarla e, inevitabilmente, di pentirsene subito.

     

    Una regola semplice, da ricordare e da insegnare tra i fondamentali, tanto più che un Presidente del Consiglio ha ampia possibilità di farsi tradurre con precisione da professionisti tra i migliori. Non ha senso quindi avventurarsi alla cieca come ha fatto Renzi andando spavaldamente incontro allo sbeffeggio certo e inevitabile di fronte alle platee internazionali. Esito certo anche se si parla l’inglese o qualsiasi altra lingua molto meglio di quanto non sappia fare Renzi, che ormai ha dato ampia prova [www.youtube.com] di non essere capace di mettere insieme una frase corretta, figurarsi sostenere un discorso, o reggere il confronto con l’inglese di un Cameron accanto alternando il suo inglese e l’italiano nel tentativo di spiegare la politica italiana ai britannici. Vale per Renzi e vale per tutti, basterebbe tenerlo a mente per evitare in futuro pessime figure internazionali di questo tipo. La visibilità che Renzi ruba all’interprete non vale la candela e non vale l’umiliazione di un intero paese, esattamente come non la valevano analoghe uscite che a suo tempo videro protagonisti Berlusconi, Rutelli e altri, sarebbe meglio per tutti se qualcuno glielo spiegasse e che lui se ne convincesse.

    Fonte: http://mazzetta.wordpress.com [mazzetta.wordpress.com]

    Link: http://mazzetta.wordpress.com/2014/07/10/quella-regola-della-politica-che-renzi-ha-dimenticato/ [mazzetta.wordpress.com]

    10.07.2014

     

    Pubblicato in Giornalettismo [www.giornalettismo.com]

     

  • Georgios

    Da crepare dalle risate se la cosa non fosse cosi maledettamente seria. Un Alberto Sordi in grande vena circa la rappresentazione del ridicolo, solo che non era Sordi ma il ridicolo stesso.

    Sono sempre molto comprensivo verso il "popolo" (incluso me stesso naturalmente) specie in periodi di crisi, quando e’ sotto attacco, per varie ragioni che e’ inutile ripetere qui. Ma ci sono dei limiti per dio. La cosa e’ attualissima anche in Grecia.

    Esiste anche la responsabilità popolare, il che vuol dire che quando uno vota una persona cosi, non e’ che semplicemente gli sfugge il senso del ridicolo, ma che ci devono essere delle cose non proprio candide di sotto. Interessi? Egoismi? Servilità? Odio verso il proprio (masochismo sociale)?

    Sono questi casi che tendono a dare ragione a chi ha detto che ogni popolo ha i governi che si merita. Io non concordo, ma ne prendo atto.

  • RosannaSpadini

    Non è importante che Renzi conosca l’inglese, per esempio Letta o Monti lo conoscevano molto meglio, allora perché c’è lui a capo del governo italiano? Semplicemente perché è un burattino quaquaraquà eterodiretto dai soliti noti.

    Per di più è un ottimo showman, e quindi funzionale al sistema politico della società dello spettacolo, abitata non più da cittadini, dotati di consapevolezza e conoscenza, ma da spettatori di quei reality show che continuamente ci vengono somministrati dal potere.

    Le elezioni poi sono state taroccate, perché gli USA non potevano permettersi di perdere l’Italia, terra di confine tra occidente e oriente, protesa verso il Mediterraneo, che ospita 113 basi missilistiche americane, pronte ad un eventuale attacco  contro l’oriente.

    Ed ora stanno progettando la prossima "dittatura della maggioranza". Potrebbe parlare anche il turco, ma Renzi resterebbe premier, finché la barca va …

  • Georgios

    C’è un aspetto che non ho riportato nel mio commento di sotto.

    Cioè, tutti questi ci devono mettere la faccia fregandosene (oltre che della propria dignità) della "umiliazione di un intero paese". Ce la devono mettere perché noi tutti dobbiamo abituarci al linguaggio ufficiale dell’impero.

    Questo si vede non solo nei discorsi dei vari Renzi, ma in televisione, e anche nella lingua quotidiana. Qui in Grecia i giovani, vittime di un ventennio di un attacco senza precedenti contro la propria lingua, per la loro comunicazione quotidiana ormai usano 200-300 parole greche (molte delle quali sbagliate o distorte) e da 100 a 200 parole inglesi oppure inglesi "naturalizzate" greche.

    Insomma Renzi (che come PM dovrebbe parlare soltanto l’italiano), non fa altro che minare (usando l’inglese) anche la credibilità della lingua (per cui anche della cultura) italiana.

    C’è stato uno famoso che aveva detto: "Se vuoi rendere schiavo un popolo, privalo della sua lingua".

  • RosannaSpadini

    E’ verissimo, infatti nella famosa crociata contro gli Albigesi del 1209 in Provenza, la violenza fondamentalista della Chiesa cattolica riuscì a spazzare via la lingua d’Oc, la cultura dei trovatori provenzali e a demolire un’intera civiltà.

    Elimina la lingua di un popolo e avrai demolito la sua cultura, la sua coscienza, la sua civiltà.

  • RosannaSpadini

    Non è importante, ripeto che Renzi conosca l’inglese, e i suoi spin doctor non hanno sbagliato assolutamente nulla, anzi …

    Dato che il pubblico degli elettori italiani corrisponde ad un pubblico di spettatori che ha una coscienza di un bambino di 11 anni, che ha conoscenze da licenza di scuola media il cittadino/elettore/consumatore/spettatore si diverte e si identifica in lui, quindi quello che noi consideriamo un fallimento mediatico è in realtà una prova di successo empatico di propaganda elettorale: l’elettore non vota la competenza del politico, o per il proprio interesse, vota per empatia, fedeltà, ideologia, appartenenza al proprio sistema di valori.

    Vorrei essere quello che già sono !

  • RosannaSpadini

    Per di più Giornalettismo è un sito d’informazione piddino che più piddino non si può, dunque l’articolo sembra critico, in realtà è una falsa critica, funzionale al sistema, per cui simula una dialettica democratica, e distrae con gag da spettacolo d’avanguardia, nel momento in cui, il comico simpaticone che desta tante simpatiche risate, in realtà in Parlamento sta realizzando un vero e proprio massacro della Costituzione italiana e instaurando la "dittatura del premierato forte e della maggioranza".

    Tra le risate degli italiani …

  • Georgios

    Tutto da condividere (vedi anche quell’altro mio commento).

    Solo che vorrei non insistessimo tanto a rivelare l’evidente ma tentassimo di "invertire la corrente". Per quel che ognuno di noi, ancora "sano di cultura" e di percezione politica, possa fare. Nel senso di aiutare, non di predicare naturalmente.

  • atanasiuskircher

    Tranquillo, che questi somari li conosco bene avendoceli purtroppo in famiglia; inghiottiranno tutto e voteranno di nuovo questo coglionazzo "perché sennò vince Berlusconi".

  • RosannaSpadini

    Non mi sembra di aver "predicato", ma semplicemente "constatato", "analizzato" l’episodio.

    Secondo quello che dici, come facciamo ad aiutare?

    Io cerco di farlo diffondendo le mie conoscenze …

  • Georgios

    Il "non predicare" non si riferiva alle tue constatazioni, ma alla mia proposta. Spiegavo come intendo questo "aiutare" del quale avevo parlato.

    Chiarito questo (cioè che sono una persona garbata!) la mia proposta e’ "partecipare". Diffondere le proprie conoscenze e’ partecipare. Ma, naturalmente, ci sono anche altri modi. Ognuno fa quello che può e che il proprio senso di interesse e dovere sociale gli dettano.

    Per cui, nessuna polemica. Abbiamo firmato anche un patto se ricordi!

  • RosannaSpadini

    Certo ognuno deve contribuire come può, ma è dificile non incavolarsi quando i più forti barano sulle regole, tutte le regole, anche quelle scritte con il sangue degli italiani, anche le regole sacre della Costituzione.

    Di fronte a questo massacro sistematico dei diritti e della democrazia, con la sacrosanta benedizione del sovrano unico RE Giorgio, che dovrebbe invece essere garante della Costituzione, ci si sente assolutamente impotenti e disperati.

    Hai visto che il M5S è stato demonizzato anche in Europa ed escluso dalle presidenze di Commissione. Pensa che io sono circondata da piddini, che non hanno capito assolutamente nulla di quello che sta succedendo: amici, parenti, conoscenti, colleghi …

    Non ne posso più!
    Ma il patto qual era?

  • Georgios

    I più forti barano sulle regole da sempre. La politica e’ l’arte del possibile. Non può essere diversamente, non si può avere una vera democrazia e lo sfruttamento allo stesso tempo.

    Il patto? Era questo

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=comments&op=showreply&tid=153624&sid=13589&pid=153623&mode=&order=0&thold=0#153624

    più la tua risposta naturalmente.

  • RosannaSpadini

    "E’ una storia un po’ complicata sulla quale e’ inutile insistere ora, ma ti assicuro che per il momento, prendendo come "condizioni di lotta minime" quelle che tu poni, sono assolutamente d’accordo con te nel formare un fronte popolare comune con l’obbiettivo l’indipendenza e l’autodeterminazione dei nostri paesi a moneta nazionale. Dopo, possiamo anche darcele di santa ragione (dialetticamente s’intende) sulla questione del capitalismo."

    D’accordo su questo, ma non vedo una risoluzione a breve termine, e a lungo termine ha detto qualcuno che saremo tutti morti (con i dovuti scongiuri), non ho capito bene in che cosa consista il tuo marxismo, se non sei convinto della lotta ad oltranza contro il capitale o con la dittatura del proletariato.

    Sei un marxista un po’ anomalo … meglio così, dato che con i marxisti che ho conosciuto, in genere ho sempre litigato, dato che mi sembrano molto  ideologizzati e poco propensi al dialogo: vedi gli tsiprioti.

  • Georgios

    Non sono un marxista anomalo, sono un marxista non ortodosso secondo il vangelo.

    Essere marxisti e credere nella dialettica della storia e il suo racconto materialistico vuol dire porsi al di sopra di schemi, credo, linee rigide e corazze del genere. Come già detto e’ un discorso un po lungo da fare qui.

    Comunque io credo che oggi essere marxista significa leggere la società nei schemi esistenti oggi e non in quelli di non so quanti anni fa. E in un modo analogo individuare il nemico di classe oggi come anche le alleanze di classe oggi.

    In questi termini vedo un’alleanza popolare comune del 98% della società contro quel 2% che ci opprime (collaboratori esclusi, ma quelli c’erano sempre).

    Questo in linee generali. Se vuoi ulteriori chiarimenti sono a disposizione.

  • Georgios

    Alcune cose che dovevo chiarire e non l’ho fatto:

    Chi ha detto che saremo tutti morti? Chi ha detto che non sono contro il capitale? Ho già detto che dobbiamo sostituire la nozione "dittatura del proletariato" con quella di "dittatura del 95%" (che significa democrazia del popolo).

    I tsiprioti non sono marxisti neanche nel senso tradizionale del termine.

  • RosannaSpadini

    A questo proposito la risposta giusta è la seguente, già comparsa su questo blog:
    http://il-main-stream.blogspot.it/2014/06/dialogo-tre-sul-nostro-futuro.html

    Dialogo a tre sul nostro futuro

    FT: Non è strano, più il nemico si allontana, meno è facile costruire opposizione. In fondo è sensato non crederci. Pensa: una trattativa fra UE e USA, che cosa pensi di poterci fare? Davvero dovremmo riuscire a dire che l’unica cosa sensata sarebbe uscire da quest’incubo e tornare in una condizione in cui possiamo pensare di incidere nella realtà.

    FT: Sei molto ottimista. Dubito che al momento si possa andare oltre la dimensione del condominio…
    Uscire dall’incubo significa ricondurre il maggior numero di decisioni politiche in ambiti ove sia possibile la partecipazione democratica. La sovranità dovrebbe tornare alla stato nazionale (in parte c’è già, come spesso hai sostenuto tu, ma in buona parte è stata ceduta).
    Poi però la sovranità, che appartiene al popolo, dovrebbe essere esercitata dai cittadini laddove è loro possibile, anche aumentando le competenze e le risorse degli enti locali.
    Il punto centrale però è il discorso sulla globalizzazione. Se la si considera un dato di fatto indiscutibile, e non modificabile, allora possiamo anche piantarla lì, tanto non possiamo fare proprio nulla. Né a livello planetario, né a Genova.

    CM: Il problema per me è il seguente: noi possiamo anche dichiarare modificabile e discutibile la globalizzazione, non è un problema. Di irreversibile c’è solo la morte. Concettualmente sfondi una porta aperta. Politicamente le cose si complicano. La domanda che mi pongo è: "Come si attua la de-globalizzazione?"

    Facciamo un’ipotesi di "fantascienza", e assumiamo di poter disporre, noi, di un notevole potere politico in ambito nazionale. Una volta al potere attuiamo misure de-globalizzatrici. Cominciamo dal blocco dei movimenti di capitale: senza di esso non si fa nulla. Ottimo, abbiamo creato un isola nel sistema finanziario internazionale; essa finirebbe stritolata nel giro di pochi mesi, o meglio ci stritolerebbero prima i cittadini, una volta che si siano accorti che non possono usare le loro carte di credito una volta usciti dai patrii confini (e mille altre limitazioni). Tutta roba già successa agli inizi degli anni ’80, quando Mitterand provò a socialistizzare la Francia: bloccò i movimenti di capitale, nazionalizzò le banche, fece anche tante altre cose carine. Durò un anno. Figuratevi adesso.

    La de-globalizzazione mi sembra analoga al disarmo: chi disarma per primo? Non credo proprio che sia alcunché di realizzabile per iniziativa unilaterale di uno stato solo (a meno che non si tratti degli Stati Uniti). O si fa in contemporanea tra i principali stati industrializzati, o non ha senso farlo.

    L’eventuale de-globalizzazione dovrebbe essere frutto dell’azione coordinata di vasti movimenti internazionali. Allora potrebbe funzionare. Non è più fantascientifico di una nostra presa del potere in ambito nazionale, se ci riflettete.

    Va detto infine che se per caso esistessero vasti movimenti internazionali in grado di agire in maniera coordinata tra loro, allora a quel punto si perderebbe la necessità di de-globalizzare: le forze popolari avrebbero la possibilità di gestire in maniera democratica le dinamiche economiche sovra-nazionali, per esempio inibendo la concorrenza tra stati e lavoratori.

    La morale della favola è: se tanto è tutto utopico, scegli l’utopia che ti esalta di più (o quella che ti deprime di meno)

  • Georgios

    Questa sarebbe la risposta alla domanda "chi ha detto che saremo tutti morti"?

    A me sembrano degli esercizi di dialogo tra aspiranti (può darsi che lo siano, non li conosco) intellettuali con il fine prefissato: Non c’è più niente da fare e’ stato bello sognare quindi accontentatevi dell’utopia che vi va meglio.

    Ti posso costruire quanti scenari vuoi sia a felice conclusione sia a conclusione raccapricciante. Il dollaro, gli USA, i possessori di carte di credito, le banche etc. E la gente vera? Il popolo? Dove stanno? O magari si opera sempre dentro il quadro prefissato da chi ci ha portati qui?

    "L’eventuale de-globalizzazione dovrebbe essere
    frutto dell’azione coordinata di vasti movimenti internazionali. Allora
    potrebbe funzionare. Non è più fantascientifico di una nostra presa del
    potere in ambito nazionale, se ci riflettete."

    Questo e’ veramente il "non c’è più niente da fare" del quale mi pari spaventata-convinta anche tu. Perché uno pensa: E come cavolo si fa a creare questi grandi movimenti internazionali se non si può intendersi col proprio vicino di casa? Amen.

    E poi, realmente, come si fa a costruirli se non si comincia dalla propria nazione? Con gli SMS verso il resto del mondo? Con la miracolosa nascita di un nuovo Gesù o di un Tamerlano se e’ per questo?

    Quando gli egiziani hanno cacciato Mubarak hanno forse chiesto l’aiuto del mondo o il permesso agli americani? E non mi dire che "hai visto poi gli egiziani", perché di lotta si tratta, esiste la lotta e nessuna garanzia. Ma senza la lotta la garanzia e’ una sola.

    Per me la situazione e’ questa ed e’ un punto di vista marxista (mio commento ore 16:13:04) dimmi tu se sia sbagliato:

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13619&mode=&order=0&thold=0

    Bisogna partire da questo e l’unica partenza e’ la difesa della patria, della propria nazione. E l’obbiettivo e’ il popolo al potere tramite i suoi rappresentanti eletti e revocabili in base ad ogni decisione presa e che rendono conto di quello che fanno in "tempo reale".

  • vernetto

    no ma infatti, il problema non e’ Renzi, il problema e’ chi lo ha votato… in politica c’e’ anche della gente in gamba, preparata, onesta…. allora perche’ invece la gente vota invece dei venditori di pop corn

  • RosannaSpadini

    Ok, ma la tua è un’attenta, lucida, intelligente analisi storico politica del passato e del presente contemporaneo, tu parli di popolo, ma io non riesco a capire in che modo questo popolo possa intervenire e cambiare le sorti della storia della propria nazione.

    Perché questo popolo di cui tu parli è confuso, disinformato, ottuso, poco disposto a cercare di comprendere, poco disposto al dialogo vero. Come ti dicevo prima (ma tu a questo punto fai come gli tsiprioti, non ascolti) io sono circondata da persone, parenti, amici, conoscenti, colleghi, che hanno votato PD e non vogliono sentire ragioni di sorta.

    Questo popolo vota per credo mistico, per fede confessionale, per simpatia, per mantenere lo status quo, non vuol cambiare, non vuol capire, non vuole mettersi in gioco, non gliene frega niente se il vicino di casa muore di fame o si suicida, pensa solo unicamente a sé e guarda Ballarò.
    ALLORA CONCRETAMENTE, COME FACCIO A CONVINCERLI?

    Senza parlare dei brogli elettorali, che ci sono stati al 100%

  • RosannaSpadini

    Ok, adesso però devo andare, ti rispondo domani.

    Grazie per la conversazione interessante …

  • Georgios

    Purtroppo non esiste nessuna ricetta o garanzia riguardo la dinamica della risposta popolare. Esiste solo la realtà storica: che quando un popolo e’ stato messo veramente alle strette ha reagito ed in modo veramente determinante, tanto da venir chiamato, appunto, storico. Non credere che sto parlando solo del famoso 1789 o dell’altro famoso 1917. Sto parlando della storia dell’Umanità fin da tempi antichissimi. E devo aggiungere che in ogni caso, sempre, la situazione pre-rivoluzionaria era veramente disperata, nessuno poteva credere al capovolgimento, finché non… ha cominciato a pensarci veramente. E allora e’ successo.

    Noi, come persone dobbiamo, primo, essere certi dell’avverarsi di questa possibilità (anche per farci coraggio, non però per illuderci perché e’ una cosa vera), secondo, aiutare i nostri concittadini a superare le loro illusioni autodistruttive alimentate dalla propaganda del regime e aiutandoli se c’è bisogno e nella misura del possibile nelle loro reali difficoltà costruendo cosi lo spirito di affiatamento necessario per la lotta, terzo, organizzare come possiamo e per quanto possiamo questa lotta, cominciando dagli obbiettivi più bassi per passare quando sarà possibile a quelli più alti, e, quarto, non smettere A di credere in quello che facciamo e B odiare con tutta l’anima quelli che stanno portando alla rovina le vite REALI di tanta gente innocente. Perché non esiste illusione, per quanto stupida o ignorante, che possa valere la condanna a morte di una persona, perché questa e’ proprio la logica del nemico che noi NON dobbiamo accettare.

    In fine, non ho cercato di evitare una risposta, semplicemente ho considerato il tuo esempio come parte della tua vita privata per cui non ho voluto intromettermi.

    Ti dirò la tattica che seguo io in casi del genere. Non aggredisco mai la persona, non cerco di sottovalutare le sue argomentazioni anche se sono totalmente stupide, ma invece tento controllando anche il tono della voce (cosa che confesso e’ la parte più difficile a causa del mio temperamento) di dare la mia "lezione all’ignorante", faccio le domande più semplici possibili, accompagnandole da piccole dosi di informazioni "velenose" pur sempre reali però. Se ho la fortuna di far coincidere queste informazioni con il contrario delle sue illusioni e’ certo che ci penserà sopra. Non chiedo però mai di avere una specie di confessione o di riconoscimento dell’errore altrui. Questi sono tempi da egoisti, non da dialettici e poi non si distribuiscono premi agli apostoli della verità.

    Ti devo dire però che questi casi sono pochi. Se ti rivolgi a gente bisognosa, alle vittime della crisi, non hai bisogno di convincere nessuno. Anzi, saranno loro che ti daranno delle lezioni preziose sul da farsi.
     

  • consulfin

    Cos’è questa Madia? Mi mette i brividi. Ha sempre la stessa maschera. Gioca a fare colei che è appena discesa da un dipinto di Botticelli e porta con sè quel broncio inumano. Che non ci sia un errore di accenti? Un cassone di legno, infatti, almeno scricchiola.

  • falkenberg1

    La Moretti aveva annuito 128 volte durante lo streaming con i 5 stelle!!! Strani movimenti!! Non dite certe cose, qualcuno potrebbe equivocare e/o malignare!!!

  • falkenberg1

    Dimenticavo, sbadato che sono!!! Comunque sia necessita riconoscere che un paese ed un popolo che si lasciano tiranneggiare da questo Petrolini negativo e da quella banda di monatti che osa autodefinirsi governo, non meritano di meglio!!! Basterebbe un solo quarto d’ora per spedire questa congrega disutile e perniciosa nel posto che le compete: una colonia agricola a vita e zappa quotidiana!!! Lasciare il potere in mani pericolose poichè incapaci ma smodatamente ambiziose ci costerà caro!! Poi sarà necessario riprendere le armi per operare una drastica opera di ripulitura quando, però, danni incalcolabili saranno già stati causati da questi lanzichenecchi!! Pensiamoci per tempo ma subito!! Cacciamoli, tranquillamente e senza eccessiva violenza, a pedate negli abbondanti deretani fuori da luoghi ed incarichi occupati senza titolo o merito!! Prevenire è meglio che reprimere!! Di questo ignobile ed intollerabile sconcio, naturalmento, dobbiamo essere ”grati” all’abusivo devastatore del colle!!!! Bella roba pdr!!!! Vergogna, se è in grado di provarla!!!!!

  • RosannaSpadini

    “che quando un popolo e’ stato messo veramente alle strette ha reagito ed in modo veramente determinante, tanto da venir chiamato, appunto, storico. Non credere che sto parlando solo del famoso 1789 o dell’altro famoso 1917 …”

    Da quello che dici mi sembra di capire che dobbiamo aspettare ancora parecchio prima che il popolo si svegli, dato che un certo benessere in Italia ancora c’è, bisogna dunque toccare il fondo della disperazione …

    però io sono scettica anche riguardo a questa ipotesi, perché le forze al potere sono ben attrezzate e ben consapevoli che non devono tirare troppo la corda e che devono “addomesticare” le istanze politiche somministrando giorno dopo giorno concessioni irrilevanti (80 euro, sospensione del Pos in Lombardia, falsa dialettica democratica), per non destare troppo allarmismo.

    Poi l’Europa in questo senso si sta già attrezzando per controllare il dissenso interno: “La Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR) è un’iniziativa multinazionale di 6 stati membri dell’UE – Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna – sancita da un trattato firmato nel 2006 con l’obiettivo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire allo sviluppo della Politica di Sicurezza Comune e Difesa.”

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13610

    Per quando riguarda i piddini che mi assediano quotidianamente da ogni parte, è giusto quello che dici, ma io non riesco a mantenere la calma, io li aggredisco subito, perché la responsabilità di quanto sta avvenendo è anche e SOPRATTUTTO loro: una persona adulta, matura e vaccinata ha il DOVERE di informarsi, di leggere, di studiare, di cercare di capire, di contribuire alla rinascita del paese, diversamente è un:

    TRADITORE DELLA PATRIA E DEI PARENTI, COLLABORAZIONISTA, SICARIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA LIBERTA’

    Dante Alighieri li ha ficcati nel girone più profondo dell’inferno!

  • Evitamina

    Renzi è un furbo e come tutti gli appartenenti a questa categoria hanno bisogno di seguaci o platee di poco furbi. Non mi meraviglio se non riesce a parlare l’inglese, ci sono ottimi conoscitori di questa lingua che hanno contribuito alla distruzione (per il momento parziale) del nostro pianeta.

    A proposito chi ha scelto come lingua "mondiale" l’inglese? E quali sono stati i criteri per arrivare a questa scelta? Quindi, seguendo la legittima voglia di sorridere un po, ci discostiamo dal problema originale, chi in Europa o negli USA, ha puntato su Renzi affidandogli il compito di sollevare uno dei paesi più ricchi al mondo? La risposta scontata, la conosciamo tutti, ovvero gli italiani. Ma siamo così sicuri che è la verità?
  • Bellerofon

    No, guardi, lei non ha capito: come ha detto RosannaSpadini prima di lei, Renzi E’ STATO MESSO LI’ dai soliti noti. Il popolo non ha eletto nessuno, e non elegge nessuno da tre anni!
    Fine!

  • Georgios

    Di tutto quello che dici ho tenuto il dovuto conto nelle mie risposte, non sono cose nuove. E mettere alle strette un popolo non significa necessariamente ridurlo letteralmente in miseria. Per cui non e’ affatto detto che dobbiamo aspettare ancora parecchio prima che il popolo "si svegli".

    E poi che vuol dire "si svegli"? Il guaio con molta gente (d’altronde caratteristica comune dei sinistri di Tsipras ma non solo) e’ che mettono in relazione lo "svegliarsi politico-culturale" del popolo con le sue "probabilità di rivolta" e usano questo per giustificare le proprie politiche rinunciatarie dicendo che "il popolo non e’ pronto".

    Attenta a non cadere in questo tranello. Nessun popolo ha fatto dei corsi accelerati di formazione politica o culturale prima di insorgere. Il popolo e’ il maestro, rozzo e imprevedibile, ma sempre maestro. Le forze politiche che proclamano di rappresentare gli interessi del popolo sono gli allievi. A loro sta a dimostrare se sono allievi bravi o cattivi. Il popolo non deve dimostrare niente.

    Per il resto ognuno si regola come può.

  • RosannaSpadini

    Ritorniamo all’ipotesi di una possibile "Rivoluzione", evento che tu conosci bene dal punto di vista storico, eventi che segnano la storia moderna, perché nell’antichità non esisteva nemmeno la parola "rivoluzione", dato che non era concepibile una rivolta popolare. Il termine infatti vuol dire cambiamento drastico di sistema politico, economico sociale.

    Dunque nella storia occidentale quante rivoluzioni ci sono state?
    Rivoluzione francese (1789), americana (1776), primavera dei popoli (1848), rivoluzione russa (1917), Resistenza (1943). Forse ne dimentico qualcuna? Se sono solo queste, ci sono state 5 rivoluzioni durante 2500 anni di storia (dalla nascita della democrazia ateniese).

    Non faccio come gli tsiprioti che sostengono che il popolo non è pronto, sono convinta invece che oggi non sia possibile una rivoluzione, perché il popolo viene addomesticato da un sistema dell’informazione, talmente abile ed efficace, che impedirà ogni tipo di ribellione sociale, oppure il sistema sarà in grado di intercettarlo e reprimerlo con perizia. Per di più la classe borghese, che è stata fucina di civiltà e di progresso, oggi dov’è finita? L’alta borghesia è sfociata nella schiera degli squali, la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato.

    Perché il 99% del popolo non si ribella di fronte all’1% che detiene il potere? Eppure sono 99 contro 1, non dovrebbero vincere? Ma le ideologie, che dovrebbero essere morte, o forse sono state sempre un bluff, in realtà sono dure a morire e impediscono loro di ribellarsi.

    Qualche esempio poi di falsa rivoluzione fallita, che ha fortemente danneggiato proprio la sinistra?
    Le Brigate rosse, fenomeno violento di terrorismo rivoluzionario, sfocia nel sequestro di Aldo Moro, viene pilotato dalla Cia, e demolisce definitivamente la sinistra. Da quegli eventi la sinistra non si risolleverà più.

    Le manifestazioni di protesta sociale e sindacale, oggi come vengono gestite? Controllate dalle forze dell’ordine, che intervengono anche pesantemente (vedi G8 a Genova) e poi raccontate dai mezzi di distrazione di massa come fossero state manifestazioni sparute di pochi derelitti.

    Spero che tu abbia ragione quando dici: "Nessun popolo ha fatto dei corsi accelerati di formazione politica o culturale prima di insorgere. Il popolo e’ il maestro, rozzo e imprevedibile, ma sempre maestro. Le forze politiche che proclamano di rappresentare gli interessi del popolo sono gli allievi. A loro sta a dimostrare se sono allievi bravi o cattivi. Il popolo non deve dimostrare niente."

    Credo che il maestro non sia il popolo, il maestro in questo caso penso che sia Marx.  Non è vero?

  • Georgios

    Marx e’ stato un maestro nell’interpretare e spiegare la società classista oltre a fare l’analisi esatta del sistema economico capitalistico. E certamente e conformemente col punto di vista scientifico ha anche lui fatto qualche errore. E’ più che naturale. Ma il senso della parola "maestro" che ho usato per il popolo vale anche per l’allievo Marx. E lui e’ stato un bravo allievo del popolo.

    Come prima osservazione, di rivoluzioni il mondo ne ha conosciute molte di più delle 5 che riferisci. La storia e’ piena di rivoluzioni anche se poche vengono insegnate nelle scuole. P. es. c’è stata nel 507 a.C. forse la prima rivoluzione popolare nella storia, di carattere chiaramente sociale, quella che ha riportato Clistene, uno dei padri della democrazia, al potere ad Atene. E c’è stata nel 133 a.C. la rivoluzione della Πολιτεία του Ήλιου (Stato del Sole) in Asia Minore fatta insieme, fatto eccezionale per l’epoca, da schiavi, da ακτήμονες (senza terreni propri) e da povera gente di città, che si potrebbe definire come la prima rivoluzione proletaria della storia. Ci sono volute due spedizioni di legioni Romane per sconfiggere il popolo unito dato che la prima era stata battuta dalle forze rivoluzionarie dell’epoca. Quando dici 1789 sai di quante rivoluzioni parli? Tutto il 19o secolo e’ pieno di rivoluzioni che hanno origine nel 1789 con ultima la rivoluzione del 1871 che ha dato vita (breve) alla Comune Parigina, di carattere chiaramente comunista (non nel senso di Stalin per carità). E le rivoluzioni del 20o secolo? Quella Messicana, quella Cinese, quella Cubana, quelle di tanti stati africani, quella dell’Algeria e via dicendo.

    Tutta questa serie di rivolte non sta tanto ad indicare la progressiva vittoria rivoluzionaria nel mondo (che esiste, non viviamo come si viveva nella Persia di Dario), infatti siamo ancora qui e discutiamo addirittura se ce ne siano state. Sta ad indicare che questa lotta continua e non si fermerà mai finché l’uomo non avrà raggiunto quello stadio in cui saranno garantiti il suo diritto alla vita e la sua dignità. E’ implicita l’esistenza di questa lotta: se io ti sfrutto tu non avrai vita facile ma non l’avrò neanche io.

    La borghesia a suo tempo e’ stata una classe rivoluzionaria e come tale ha portato grandi innovazioni e conquiste sociali. Ma dal momento che a sua volta e’ diventata classe dominante, che ora deve applicare essa stessa lo sfruttamento (e la repressione) verso le classi subalterne, si e’ dimenticata di Rousseau e di Hegel e cerca (come tutte le classi dominanti precedenti) di mantenersi al proprio potere. A tale scopo si presenta come fenomeno storico unico e universale perciò insuperabile e usa tutto il potere che si trova nelle sue mani. Propaganda, repressione, educazione e cosi via. Quel 99% che dici (ogni 99% della storia) di solito sta buono perché nella società regna l’ideologia della classe dominante che presenta come "ordine naturale" la sua supremazia tramite gli strumenti appena descritti.

    Solo che ora anche la borghesia si trova ad una svolta. Infatti, sta perdendo il proprio potere da parte di un ristretto gruppo della finanza e dell’industria (un corpo sociale che si e’ creato all’interno della classe borghese) che con un colpo di stato abolisce tutti gli strumenti di convivenza sociale che la borghesia aveva instaurato fin dal principio in accordo con le classi subalterne allora sue alleate. In parole povere abolisce la Costituzione. Ecco il perché delle tue domande su sindacati, presidente della repubblica, e cosi via.

    E allora quello che dico io e’ che e’ tornato il tempo per riformare quella vecchia alleanza di tutte le forze sociali per sconfiggere gli squali e magari, di comune accordo e con la volontà popolare fare un patto sociale nuovo, fare una nuova Costituzione ancora più democratica di quella precedente, mettere in essere un nuovo sistema sociale più equo con maggiori garanzie per il cittadino. Non inorridire, non sto parlando di abolizione della proprietà privata. Sto parlando di democrazia partecipativa e di abolizione del carattere privato di ogni ente o servizio che deve servire la comunità. Energia, acqua, comunicazioni, sanità, scuola, trasporti etc.

    Ho finito. Rimangono però 2 cose in sospeso.

    La prima riguarda le BR. Il tuo racconto e’ giusto. Ma togli il termine "rivoluzionario" dal discorso. Rivoluzionario significa massiccio, significa partecipazione. Non si può fare la rivoluzione ammazzando a destra e a manca con il popolo terrorizzato in casa.

    La seconda e’ una tua affermazione: "la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato". E’ vero, ma non capisco come intendi il fenomeno. Si tratta di una semplice constatazione o ha anche il senso di una "ingiustizia"?

  • RosannaSpadini

    Allora dovremmo metterci d’accordo sul termine "Rivoluzione", perché appunto il termine non esiste come concetto nel mondo antico, dato che non era concepibile una ribellione del popolo. Con il termine dovremmo solo intendere un cambiamento totale e drastico del sistema politico, economico e sociale, che non può più ammettere nessun recupero dei precedenti assetti storici.

    Se il termine lo intendiamo in questo senso di vere e proprie rivoluzioni ce ne sono state poche. Allora potremmo includere anche il ’68 che è stata una rivoluzione culturale, che molto ha segnato gli anni ’70, tant’è che in quegli anni si ricordano le vere, ultime, importanti riforme sociali, quali: statuto dei lavoratori, riforma del diritto di famiglia, decreti delegati per la scuola, legge sul divorzio, legge sull’aborto.

    Il terrorismo delle brigate rosse si è presentato come una rivoluzione contro il sistema, poi è degenerato nella violenza, ma del resto quale rivoluzione non è stata violenta? Di rivoluzioni fatte a colpi di mazzi di fiori non ne conosco.  Il fenomeno poi si è rivelato per quello che era: solo terrorismo per eliminare definitivamente la sinistra.

    A questo punto tu  ipotizzi un nuovo patto sociale per fare una nuova Costituzione più democratica, con nuove garanzie per il cittadino. Ma se ci stanno distruggendo quella che avevamo, che difendevamo con le unghie e con i denti e che ci bastava, se fosse stata rispettata alla lettera?

    Per quanto riguarda la mia affermazione "la media borghesia sta per essere spazzata via dal neoliberismo killer che la sta riducendo a proletariato", è la constatazione di un’ingiustizia, non perché io auspichi l’immobilismo sociale e l’impossibilità di passare da una classe all’altra, anzi per l’esatto contrario, dato che io auspico invece un’ampia mobilità sociale,  nel rispetto però della proprietà privata, distribuita per merito e impegno, naturalmente, non per clientelismo massonico o mafioso.

    Dimenticavo di segnalarti un bell’articolo su Putin, che propone un’analisi diversa dalla tua, ma molto interessante, quindi mi piacerebbe conoscere il tuo parere.

    http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=598

    RUSSIA: IL RISVEGLIO DELL’IMPERIALISMO DEBOLE

  • Georgios

    Con la rivoluzione del 507 a.C. si e’ formato il primo sistema democratico ad Atene. Democratico significa: Εκκλησία του Δήμου + Κρατώ –> Δημοκρατία cioè l’ecclesia che esercita il potere cioè Potere dell’assemblea del popolo. Che e’ un nuovo sistema con un "cambiamento totale e drastico del sistema politico, economico e sociale". Questa e’ stata la democrazia ateniese rispetto al precedente regime oligarchico. La possiamo chiamare allora una rivoluzione? Tutte le rivoluzioni da me riportate hanno avuto simili basi. Infatti le rivoluzioni si fanno per ragioni di stomaco non di estetica per cui necessariamente hanno questo triplice carattere da te descritto.

    La ribellione poteva benissimo non essere concepibile in certi salotti
    dell’epoca ma il mondo antico l’ha fatta. E non solo una volta. Infatti
    c’era una polemica incessante tra le due correnti-concezioni dei due
    poteri alternativi (oligarchico e democratico che non erano
    semplicemente 2 partiti come li intendiamo noi oggi) che si e’
    rispecchiata anche a livello filosofico e rappresentata dai più grandi
    nomi dell’epoca.

    L’Italia con il 68 e l’autunno caldo del 69, ma poi quasi tutto il mondo allora si trovava chiaramente in una fase rivoluzionaria anche se di bassa intensità qui in Europa. In ogni caso le rivoluzioni nella storia sono state molte ma la storia ufficiale le ha tenute sempre col profilo basso per le ragioni che dicevo nel precedente commento.

    Quello che io propongo, non ipotizzo, e’ di sconfiggerli per fare una nuova costituzione che garantisce meglio i nostri diritti. Li garantisce meglio non perché la carta che sarà usata sarà di migliore qualità, ma perché saremo noi a governare non altri a nostro nome.

    Se la tua e’ una constatazione di un’ingiustizia vuol dire che chi proletario e’ ha la vita più difficile di altri malgrado la costituzione afferma che siamo tutti uguali. Di questo la nuova costituzione dovrà tenere conto.

    Leggerò l’articolo su Putin. Ti ringrazio.

  • Earth

    La tragedia qui non e’ Renzi, la maggioranza degli italiani, sti ignoranti, vedendo il video non capirebbero gli errori di Renzi.