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ECCO COME TRUMP SEGUIRA’ IL DENARO

DI PEPE ESCOBAR

russia-insider.com

Dietro tutto il casino e i teatrini della campagna di Trump si nasconde la banale logica di un uomo d’affari

Immaginate orde di teocrati statunitensi, sostenitori della supremazia dei bianchi, nativisti, adoratori dell’NRA, tutti assieme in un’orgia, che si dirigono verso il convegno repubblicano di Cleveland, all’indomani di Orlando, Dallas, Nizza e Baton Rouge.

Cosa potrebbe andare storto?

Benvenuti ad un meeting pericoloso ed armato fino ai denti, di cui fanno parte, ad esempio, quelli del Traditionalist Worker Party (TWP) – alleato dei Golden State Skinheads (GSS) – che ha inviato una squadriglia per “essere certi che i supporter di Trump siano difesi a dovere dai delinquenti della sinistra”. La Corti di Cleveland sono pronte a processare fino a 1.000 arrestati al giorno, lavorando 20 ore al giorno. Gli strip club sono “caldi per Trump”. Un bel casino darà ancora maggiore significato al mantra del rock’nroll “Cleveland Rocks”.

Problemi all’incrocio Trumpence

Per corroborare il casino, c’è la questione tra Trump e Pence (Trumpence). Donald Trump resta palesemente frustrato dalla propria decisione di eleggere il governatore dell’Indiana Mike Pence come suo compare per la campagna elettorale. Ha passato lo scorso giovedì tentando di fare marcia indietro. Era furioso perchè la notizia era trapelata prima che lui potesse comunicarla di persona ai suoi favoriti – il fighetto Newt Gingrich e il pallone gonfiato Chris Christie.

Persino nella prima intervista congiunta la scorsa domenica, il miglior scambio è stato questo:

PENCE: Donald Trump, questo brav’uomo, sarà un grande Presidente degli USA

TRUMP: adoro quello che ha appena detto.

È affascinante vedere come Trump sia annoiato a morte da questo suo nuovo amico, che si è autodefinito “un cristiano, un conservatore e un Repubblicano, nell’ordine di menzione”.

“Il piccolo Mike” come è meglio conosciuto, non è sicuramente la lampadina più luminosa della stanza – nessuna stanza. Il fatto che fosse membro dell’ House Foreign Affairs Committee non gli conferisce credibilità dal punto di vista della politica estera. Dopotutto quello che interessa al piccolo Mike è di instaurare una Sharia evangelica negli USA.

Pence è stato imposto a Trump dal suo Richelieu, Paul Manafort, così come dalla famiglia Trump, per ragioni meramente di interesse politico. Il mingherlino dell’Indiana farà bene negli stati della cintura industriale, con la speranza di spostare i voti di Ted Cruz verso Trump, di calmare i fanatici della destra repubblicana che vedono Trump come un depravato, amico dei gay, abortista, edonista newyorchese e, se tutto va come deve andare, di insegnare a Donald alcuni trucchetti circa le contorte dinamiche di Washington.

A Trump di tutto questo non importa nulla, perchè è un uomo che agisce d’impeto, non sa cosa sia la realpolitik.

Una nomina molto più succulenta sarebbe stata quella del Generale Mike Flynn ora in pensione, il quale era stato licenziato da capo della Defense Intelligence Agency (DIA, 2012-2014) poichè – correttamente – aveva previsto che la guerra segreta di Obama in Siria avrebbe fatto scoppiare il bubbone del mostro di Frankenstein meglio conosciuto come ISIS/ISIL/Daesh. In seguito aveva poi gettato benzina sul fuoco, affermando che il prosperare di Daesh fosse una “scelta cosciente” della Casa Bianca.

Non solo Flynn era schierato contro l’ossessione del team Obama di armare i “ribelli moderati” in Siria, ma aveva anche avvertito che sbarazzarsi di Gheddafi avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora nordafricano.

Il problema di Flynn è che non è un sostenitore paleolitico della Sharia evangelica, il Partito Repubblicano ha un bisogno disperato dei voti dei cristiani evangelici. Per di più questi è a favore di una partnership con la Russia – sia in Ucraina sia in Medio Oriente. Ovviamente questo non viene nemmeno preso in considerazione nella Beltway.

Sicuramente Flynn non ha tirato acqua al suo mulino, quando promuovendo il suo nuovo libro The field of fight, ha insistito sostenendo che “Facciamo parte di una guerra globale, di fronte ad un’alleanza nemica che va da Pyongyang alla Corea del Nord, passando per Cuba e il Venezuela. Lungo la strada, l’alleanza raccoglie nazioni radicalmente musulmane e organizzazioni come Iran, Al Qaeda, i Talebani e l’IS. È una coalizione formidabile e nessuno dovrebbe stupirsi del fatto che stiamo perdendo la guerra”. Questo mucchio di idiozie è stato scritto dal suo mentore e co-autore, la nullità neocon Michael Leeden.

Comunque Flynn fa parte della lista di candidati a dirigere il Pentagono. Almeno, a differenza delle tre arpie (Clinton, Flournoy e Nuland), non spingerebbe per una guerra simultanea contro Russia e Cina.

Cosa muove Donald

Potenti e ben connessi interessi economici sostengono Trump dal Midwest a New York mi hanno svelato le loro ragioni, ufficiosamente. Il fatto che queste siano in totale contrapposizione alla Beltway fa molto scalpore.

Perchè la Russia? “Perchè la Russia non usa la propria valuta contro di noi per distruggere la nostra industria ed è di conseguenza un migliore alleato rispetto a Giappone o Germania, che hanno sfruttato la loro valuta contro gli USA per indebolirne il tessuto industriale”.

Questi autodefinitisi patrioti sono certi che “Si dovrebbero rimpatriare le industrie del settore bellico e quelle penalizzate dalle guerre di valuta. È doppiamente necessario dato che i sottomarini avanzati russi e cinesi possono impedire la nostra produzione di armi impedendo il trasporto dei componenti dall’Asia. La produzione di armi statunitense potrebbe collassare proprio in caso di guerra”.

Per questi interessi economici l’immigrazione illegale, la manipolazione della valuta e la “superflua guerra” contro la Russia sono i punti focali della campagna presidenziale.

In breve, perchè supportare Trump? “Abbiamo bisogno di una visione nuova per i problemi sollevati da Trump. Il nostro problema con Romney è che questi si era arricchito con i vantaggi fiscali per le acquisizioni e i giochi di valuta che hanno costretto gran parte della nostra industria ad emigrare. I vantaggi fiscali dovrebbero favorire gli investimenti produttivi su territorio nazionale con il rimpatrio delle industrie e non la creazione di debito sotto forma di finanza speculativa o speculazione in genere. I profitti dati dalla speculazione dovrebbero essere i più tassati in assoluto”.

Questi imprenditori sono assolutamente contro la guerra “Quando Trump dice che la guerra necessita di un profitto razionale e perdite prevedibili, ragiona come un uomo d’affari”. Questi inoltre sostengono che “La guerra contro la Russia sta distruggendo anche la nostra industria petrolifera, dato che gli USA hanno imposto agli stati del Golfo di inondare i mercati con la loro sovrapproduzione per mandare in bancarotta la Russia”.

È da notare che il petrolio è un componente di spicco della ricchezza multimiliardaria dei fratelli Koch: Charles e David Koch controllano il colosso dell’industria energetica da 115 miliardi di dollari l’anno Koch Industries. Eccoci di nuovo – come era prevedibile – al piccolo Mike.

Seguiamo il denaro

È passato un po’ di tempo da quando i fratelli Koch hanno promesso di spendere quasi un miliardo per mettere l’uomo “giusto” alla Casa Bianca.

Ora, con la nomina a candidato in saccoccia, Trump ha sentito odore di sangue. Non è un caso che il piccolo Mike a fine luglio sarà un ospite d’eccezione ad una gigantesca raccolta fondi in Colorado i cui organizzatori sono, e chi se no, i fratelli Koch.

L’ha già fatto prima. Nel 2014 a Palm Springs, Pence ha calorosamente spiegato come stati come il suo, l’Indiana, possano essere laboratori perfetti per il sogno del Partito Repubblicano (e dei Koch) di un governo pressochè nullo, tassazione bassa e deregulation totale. Probabilmente il ritratto di Trumplandia.

Da aggiungere alla platea multimiliardaria, un altro caro amico del piccolo Mike è il proprietario di casino Sheldon Adelson, il quale sosteneva New Gingrich al fianco di Trump. Non appena il piccolo Mike è stato confermato, la Coalizione Giudaica Repubblicana – finanziata da Adelson – l’ha sostenuto apertamente, descrivendolo come un “leader critico e una voce importante riguardo Israele”. Adelson ha affermato ufficialmente che sborserà circa 100 milioni per portare Trump alla Casa Bianca. Guardacaso questi è anche uno dei più munifici donatori agli eventi dei Koch.

Ecco come si delinea il campo di gioco: la candidata di neocon/neoliberali/Wall Street Hillary Clinton, con le tre arpie che spingono per la guerra, schierate contro i quattro amici multimiliardari – Trump, Charles e David Koch e Adelson. Questo, negli USA, viene definito “democrazia”. Quelli che si stracciano le vesti per la disperazione – hanno i nostri riguardi. Nel frattempo “Cleveland rocks”.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Può essere contattato a pepeasia@yahoo.com.

Fonte: http://russia-insider.com/

Link: http://russia-insider.com/en/how-donald-trump-will-follow-money/ri15700

20.07.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Trump ha capito quello che i cosiddetti leader europei sono ancora molto lontani dal comprendere : l’esportazione di fabbriche e know how è una perdita strategica che non si limita solo all’alta tecnologia per i prodotti di consumo di massa, ma che incide sulla sostanza dell’apparato militare-industriale.

    Quando si dice che gli USA sono dipendenti dall’elettronica cinese, o taiwanese che è la stessa cosa, questo on vale solo per i display dei telefonini, vale anche per componenti importanti dei sistemi d’arma. Inoltre chi fabbrica i componenti ha anche una idea del loro uso, anche se si cerca di secretarlo.

    La posizione di Trump è una riedizione di quella di Pat Buchanan : America first, isolazionismo e intervento militare solo quando ci sono interessi vitali e immediati americani in gioco. È già una sconfitta per i neocon il fatto che sia stato nominato candidato alla presidenza. Segno che almeno la base repubblicana si è largamente stufata delle guerre per eliminare i nemici di Israele.