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EBOLA, PESTE NERA O DISINFORMAZIONE ?

DI MARCELLO FOA

Il Cuore del Mondo

Sia chiaro: il virus di Ebola esiste. E non da ieri. Fu scoperto nel 1976. Ed è terribile. Contrariamente ad altri allarmi del recente passato – come le influenze aviaria e suina – uccide. Tanto e male. Non può essere preso sottogamba.

Tuttavia osservando la dinamica della comunicazione non posso non provare un crescente disagio e constatare i rischi di un’altra contaminazione, anzi di un altro virus: quello di una comunicazione scorretta che anziché permettere al pubblico di capire cosa stia davvero accadendo, alimenta una psicosi collettiva.

Fate caso agli annunci che vengono diffusi in queste ore.

Da un lato le autorità sanitarie tranquillizzano. Digitando le parole “Ebola e allarmismi” troverete decine di dichiarazioni rassicuranti. Gli esperti italiani riuniti a Congresso invitano alla calma definendo molto bassi i rischi di contagio in Europa. Idem il ministro Lorenzin. Idem in Svizzera.

Contemporaneamente, però, vengono diffuse da fonti ufficiali dichiarazioni di tutt’altro tenore. Del virus di Ebola si è iniziato a parlare la scorsa primavera, poche notizie, che venivano pubblicate alla rinfusa ma con crescente intensità. Goccia dopo goccia i media, all’inizio distrattamente, parlavano di crescenti preoccupazioni per il diffondersi del virus letale di Ebola nell’Africa occidentale. Poi a settembre, quando il presidente Obama ha deciso l’invio di 3 mila soldati per fronteggiare l’emergenza, Ebola è diventato un caso mondiale. Sono andato a recuperare la sua dichiarazione del 16 settembre. Ecco le parole del presidente americano:

“Il virus di Ebola rappresenta una minaccia globale che richiede una risposta davvero globale. È un’epidemia che non solo minaccia la sicurezza regionale, ma potenziale minaccia alla sicurezza globale, se questi Paesi si spezzassero, se le loro economie si spezzassero, la gente andrebbe nel panico. (…) Questa malattia “ha effetti profondi su tutti noi, anche se non contraiamo direttamente la malattia. Tale epidemia è già fuori controllo“ (…) E richiede “la maggiore risposta internazionale nella storia del Centers for Diseases Control“

Da quel momento i media cambiano atteggiamento, secondo meccanismi di condizionamento psicologico ben noti, passando dall’apatia all’ansia; dunque alla ricerca spasmodica di notizie sull’Ebola, possibilmente preoccupanti. Segnalazioni di ricoveri sospetti in Occidente, copertura estenuante dei pochi casi certificati con alternanza di notizie tranquillizzanti (l’infetta spagnola sta meglio!) e scioccanti (è peggiorata e hanno dovuto abbattere il suo cane).

Il tutto mentre a maggior parte della autorità responsabilmente rassicura, altre alimentano la paura. Questo ceppo di virus non si trasmette per via aerea. Però, parola dell’ONU, potrebbe mutare rapidamente e diffondersi anche con uno starnuto. Intanto negli aeroporti americani si inizierà a misurare la febbre a distanza, mentre il direttore del CDC definisce Ebola l’epidemia peggiore dell’Aids.

La Coppa d’Africa è a rischio, così come i calciatori che arrivano da quelle zone. Non c’è limite alla fantasia.

L’effetto ultimo sulla collettività è ben noto agli esperti di spin e di condizionamento mediatico-sociale: le rassicurazioni servono a evitare, almeno per ora, un’isteria collettiva, però di giorno in giorno la paura cresce e con essa la diffidenza, anzi l’ansia.

Scavando nelle pieghe dell’attualità emergono altri fondati dubbi.

Ad esempio, per ammissione delle stesse autorità americane i 3’000 soldati inviati nell’Africa occidentale non sono addestrati per far fronte a questo virus ovvero non servono a niente. Ma allora perché mandarli? E perché l’Unione europea vuole inviarne a sua volta?

I test medici sono efficaci in Occidente, dove si seguono le procedure corrette, ma, per ammissione della stessa Organizzazione mondiale della Sanità, Oms, non lo sono nei Paesi africani, per mancanza di mezzi e di strutture adeguati. Ad esempio nel Paese più colpito, la Liberia, le autorità sanitarie non riescono a distinguere le vittime di Ebola da quelle di altre malattie. Oggi solo il 31% delle morti è stato provocato sicuramente dall’Ebola. Il restante 47% è considerato solo probabile e il rimanente è dubbio.

Documentandomi per questo articolo, mi sono imbattuto in una fonte insospettabile, il portale dell’Epidemiologia per la salute pubblica che pubblica una sintesi equilibrata della situazione, si apprende che le probabilità di contagio per i residenti nelle zone a rischio sono piuttosto basse:

Il rischio di infezione per turisti, visitatori o residenti nelle aree affette è considerato basso se viene evitato il contatto diretto con organi e secrezioni biologiche di persone infette (vive o decedute) e vengono seguite precauzioni generali: evitare il contatto con animali selvatici vivi e/o morti, i rapporti sessuali a rischio, il consumo di cacciagione locale e di frutta e verdura se non bene lavata e sbucciata. È raccomandato inoltre il regolare lavaggio delle mani.

Ovvero le normali precauzioni che si prendono quando si viaggia in Africa.

Ma proprio l’Oms avverte il mondo che siamo di fronte a un’epidemia senza precedenti.

E i dubbi anziché placarsi aumentano. Delle due l’una:

o ci troviamo di fronte davvero a una minaccia dagli effetti potenzialmente devastanti, una nuova Peste Nera e chi sa davvero, le autorità, lo lascia intendere preparando l’opinione pubblica al peggio ma non osa ancora affondare il colpo

o si tratta dell’irresponsabile ma purtroppo non sorprendente strumentalizzazione di un virus che esiste ma la cui rilevanza è al più locale, dunque circoscritta come già avvenuto in passato. E se questo fosse il caso bisognerebbe domandarsi a quali fini. E magari, per una volta, chiederne conto ai responsabili.

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/10/12/ebola-peste-nera-o-disinformazione/

13.10.2014
e su Twitter: @MarcelloFoa

Pubblicato da Davide

  • albsorio
  • Eshin

    Ebola, un’operazione sotto copertura in un mondo ipnotizzato – articolo di Jon Rappaport

  • ilsanto

    Le ipotesi lasciano il tempo che trovano e non è proprio il caso di discuterne.

    Ebola è un virus incurabile e mortale che ha dimostrato una grande capacità di diffondersi.
    Continuare a viaggiare verso o da paesi infetti via aerea che in poche ore possono portare gente infetta in europa o altrove senza che presentino sintomi evidenti è CRIMINALE.
    Non esistono parole per una cosa del genere, vanno bloccati SUBITO TUTTI I VOLI PER E DA PAESI INFETTI.
    Le misure di contenimento come si è già visto sono molto carenti ed oltre un certo limite diventerebbero incontrollabili !!!!.
  • FreeDo

    Credo che chi dovrebbe essere messo in quarantena (ad oltranza) sei proprio tu

  • esca
    nel Paese più colpito, la Liberia, le autorità sanitarie non riescono a distinguere le vittime di Ebola da quelle di altre malattie. Oggi solo il 31% delle morti è stato provocato sicuramente dall’Ebola. Il restante 47% è considerato solo probabile e il rimanente è dubbio
    La faccenda s’infittisce. Esiste qualcosa che provoca decessi con gli stessi sintomi di ‘ebola’, al punto da renderne difficile la distinzione…qualcosa di paragonabile, più infettante o meno infettante?

    Ci sono due, tre ‘ebola’?

    Si tratta di un’altra speciale sindrome tipo l’AIDS, di cui si prende il virus e tuttavia si rimane sani, mentre altri si ammalano e altri muoiono?

  • francescosantoianni

    Su questa ennesima “arma di distrazione di massa”,
    immodestamente, mi permetto di rimandare ad una mia analisi: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/08/05/ebola-grati-essere-vivi/

  • Truman

    La rilevanza di Ebola sui mass media è enormemente superiore al suo impatto nella vita quotidiana.

    A titolo di esempio, la maggior parte delle morti oggi sono (e molto prevedibilmente saranno nel prossimo futuro) per cancro e malattie cardiocircolatorie, eppure di queste cause di morte si parla molto meno che di Ebola. Gli incidenti stradali sono al terzo posto, se ben ricordo.

    Il discorso appare strano, Ebola sembra una minaccia incombente, ma basta guardare al passato ed a quanto si è parlato di AIDS sui media, eppure le persone che conosciamo continuano a morire per le tre cause che ho detto. Insomma anche nel passato le minacce dei media erano molto meno importanti di quelle reali.

    E allora bisogna indagare sugli aspetti mediatici della malattia, tenendo presente che il mass medium più usato per questa operazione mediatica è il terrorismo. Si, il terrorismo è un mezzo di comunicazione di massa, è evidente dal fatto che influenza le masse ed è un metodo, non un fine.

    Il terrorismo mediatico porta oggi a fonti abbastanza ristrette, tutto ciò che compare sui media è pilotato e il terrorismo sparirebbe immediatamente se non fosse nell’interesse del sistema mediatico. E le grandi aziende di comunicazione nel mondo sono quattro o cinque. Ebola fa gli interessi di queste grandi agenzie di stampa (anche se la stampa adesso le riguarda poco). Come fa gli interessi delle agenzie di stampa è il dettaglio da chiarire.

  • orckrist

    Le persone che, come te, grondano di "responsabilità" hanno fatto più morti di qualsiasi pestilenza.