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E SE LE OLIGARCHIE VOLESSERO LA TESTA DI TRUMP?

DI PATRICK J. BUCHANAN

Information Clearing House

Con vittorie di stretta misura nel caucus in Kentucky e nelle primarie in Louisiana, sabato scorso gli stati più grandi degli USA hanno deciso e hanno spinto Donald Trump un passo in avanti verso la nomination.

Le primarie in Michigan, Mississippi e Idaho dell’8 marzo e in Florida, Ohio, Illinois, Missouri e Carolina del Nord del 15 marzo, possono rivelarsi decisive. Se Marco Rubio non vincerà nel suo stato natale – la Florida – sarà bollito, così come sarà bollito anche il governatore John Kasich se non vincerà in Ohio.

Ted Cruz sembra quindi restare l’ultimo uomo che si interpone tra Trump e la nomination del GOP (Grand Old Party), quella nomination che fu conquistatata, nelle ultime sette elezioni, da George H. Bush, Bob Dole, George W. Bush, John McCain e Mitt Romney.

Tutti e cinque i candidati, dal 1988 in poi, sembrano spaventati dai trionfi di Trump, e meno dalla candidatura di Cruz.

A memoria d’uomo non si riesce a ricordare quando la direzione di un partito sia stata tanto lontana dai fatti del mondo. I dirigenti e i simpatizzanti sono in rivolta, non solo per i fallimenti dei loro padri, ma anche per le politiche dei loro governanti attuali.

Parte delle élite del GOP, che hanno aspettato pazientemente che passasse l’era Obama per riprendere il controllo della politica estera degli Stati Uniti, ora sono fuori di sé dalla disperazione per il successo di Trump.

Tutti i 116 membri della comunità di sicurezza nazionale del GOP, molti dei quali veterani delle amministrazioni Bush, hanno firmato una lettera aperta minacciando che, se Trump fosse nominato, diserteranno le elezioni e qualcuno ha addirittura minacciato di votare per Hillary Clinton!

“Hillary è – di gran lunga – il male minore” dice Eliot Cohen del Dipartimento di Stato del Bush II. Secondo il politologo Michael Crowley, Cohen è uno che ha contribuito, tra le fila neocons, a trovare le firme per il manifesto “Dump-Trump”.

Un altro firmatario, Robert Kagan, piagnucolava a The Washington Post: “L’unica scelta sarà votare per Hillary Clinton”.

Parlano sul serio?

Una vittoria della Clinton vorrebbe dire che nominerà una nuova Corte Suprema, distruggendo qualsiasi possibilità che la sentenza Roe vs. Wade possa essere annullata, o che si possa nominare un altro giudice come Antonin Scalia prima del 2021.

Chi sono questi rinnegati e voltagabbana che sono tanto angosciati (da Trump) ?

  • Trump definisce la guerra in Iraq un errore storico, mentre molti di loro la considerano un successo.
  • Trump dice che, come sostenitore di Israele, sarebbe un onesto mediatore “neutrale” tra Israele e i palestinesi nei negoziati di pace, come fu Jimmy Carter a Camp David.
  • Trump dice che potrebbe “andare d’accordo molto bene” con Vladimir Putin, come Richard Nixon andava d’accordo con Leonid Breznev e con Mao Zedong.
  • Trump non lancerebbe nessuna nuova crociata per la democrazia e non si opporrebbe ai bombardamenti russi contro l’ ISIS. Costruirebbe quel muro sul confine e trasferirebbe la maggior parte delle spese della difesa dai contribuenti USA agli alleati più ricchi.

La maggior parte degli americani non sarà d’accordo con la maggior parte di queste affermazioni?

Eppure questo ultimatum dei neo-con che invitano gli elettori a disertare le elezioni se dovesse essere nominato Trump testimonia eloquentemente a chi sono fedeli.

Per mezzo degli ex presidenti ed ex-candidati che ripudiano Trump, la élite della politica estera sta impuntandosi e la gerarchia del GOP sta dicendo: Noi taglieremo la testa a Trump. Proprio come la gente di Rockefeller e di Romney volle la testa di Barry Goldwater.

Questa è la pura politica: my-way-or-the-highway.

Ma questo ripropone la domanda: le istituzioni possono fermare Trump?

Risposta: E’ possibile, e lo sapremo entro la mezzanotte del 15 marzo: se Trump perderà in Florida e in Ohio, il vincitore si aggiudicherà tutte le primarie e probabilmente Trump non arriverà più ai 1.237 delegati necessari per la nomina al primo turno.

Come potrebbero le forze anti-Trump sconfiggerlo in Ohio, Florida e Illinois? Con le stesse tattiche utilizzate per ridurre i margini di vittoria di Trump in Virginia, Louisiana e Kentucky ben al di sotto di quanto avevano previsto tutti i sondaggi.

Quando si avvicina una primaria, Trump si trova sempre sotto un fuoco di fila incessante di annunci che lo attaccano alla radio, alla TV, via cavo e sui mezzi di comunicazione sociale, pagati da Super PAC che spendono una quantità di denaro contante messo a disposizione dalle oligarchie.

Ma Trump, che si paga da solo la sua campagna, non ha speso quasi niente in annunci per rispondere a questi attacchi, o per promuovere se stesso o i suoi affari. Si è affidato quasi esclusivamente ai mezzi di informazione libera.

Ma non ci potrà mai essere abbastanza informazione libera ABBASTANZA FORTE da contrastare il bombardamento che cade addosso (in questo caso a Trump …), ogni ora di ogni giorno in ogni stato in cui si stanno per tenere le primarie.

Il Super PAC più importante, finanziato dalla famiglia Ricketts – un miliardario del Nebraska – ha speso milioni per far apparire Trump come un “Trash – una Monnezza“. L’American Future Fund questa settimana sta scaricando 1,75 milioni di dollari in Florida e il Club for Growth 1,5 milioni di dollari.

Il miliardario degli Hedge-fund Paul Singer sta sostenendo la PAC Conservative Solutions, che ha buttato milioni in annunci contro Trump e prevede di spendere almeno altri 7 milioni tra il 1° e il 15 marzo, di cui 4 milioni saranno spesi in Florida. Quello che stanno spendendo le Super PAC non ha precedenti.

Quanto sia andato bene Trump in Michigan e in Mississippi – paragonando i risultati con i sondaggi della settimana scorsa – può dare la misura del successo delle Super-PAC e della loro ferocia nel manipolaare i cuori e le menti.

Riusciranno quei milionari e miliardari che appoggiano l’apertura delle frontiere, che appoggiano l’immigrazione di massa, la globalizzazione e la scomparsa degli stati nazionali per trasformarli in collettivi transnazionali a sopraffare – con i loro milioni spesi in annunci e propaganda – tutti i movimenti patriottici che si stanno movendo quest’anno nello stupore dell’America e del mondo?

Quel motto di cui andavano fieri gli americani del 18° secolo “Qui, signore, Il Popolo è sovrano!” ha dovuto cedere alle regole degli oligarchi?

Pat Buchanan è editore e fondatore del America Conservative Magazine e autore di vari libri incluso “State of Emergency: The Third World Invasion and Conquest of America”

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article44383.htm

8.03.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario