Home / ComeDonChisciotte / E SE LE ARMI CHIMICHE SIRIANE FINISCONO ALLA 'NDRANGHETA ?

E SE LE ARMI CHIMICHE SIRIANE FINISCONO ALLA 'NDRANGHETA ?

chemical weapons maskDI FELICITY ARBUTHOUT
Global Research

E’ possibile che la consegna delle armi chimiche della Siria da parte delle due società di smaltimento rifiuti selezionate, la finlandese Ekokem e la francese Veolia preveda una collaborazione ( o un “accordo” ) con la più potente organizzazione criminale italiana, fatta a nome dell’OPAC, l’ Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, che ha vinto il Premio Nobel per la pace?

Allora proviamo a capire com’è che questa storia arriva in Italia …

Il 12 settembre dello scorso anno, il Presidente siriano al-Assad si è impegnato a consegnare le armi chimiche siriane, con la promessa che gli Stati Uniti avrebbero smesso di minacciare il suo paese e di rifornire di armi i terroristi. Assad ha “ mantenuto l’accordo” come ha mantenuto la sua parola. Lo stesso non si può dire né degli USA né degli alleati, loro tirapiedi.

Tre giorni prima, il segretario di Stato USA John Kerry – uno di quelli che parteciparono all’assalto in Vietnam quando gli aerei americani “fecero piovere 388 mila tonnellate di armi chimiche sulla testa del popolo vietnamita” (i) – aveva minacciato la Siria di un attacco militare se, entro una settimana, non avesse consegnato le armi chimiche, dicendo alla stampa che il presidente Assad : “Non vuole e non può farlo “

Kerry, che è rimasto sempre un uomo dal grilletto facile, si era soffermato sul secondo punto, Assad non può farlo, per due motivi, spostare delle sostanze chimiche pericolose da una zona di guerra è, anche sottovalutando i rischi, un affare sconsiderato e pericoloso e secondo perché per questa sua richiesta era stato appoggiato dalla “comunità internazionale” e dalla OPAC, Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, Premio Nobel per la Pace, che non aveva, comunque, preparato nessun piano di smaltimento e non aveva idea di cos’altro dovesse fare se non insistere nello scaricare tutte le colpe sulla Siria.

Come sempre due pesi e due misure condite di ipocrisia. Ecco cosa scrive la CNN (10thOctober 2013) :

Gli Stati Uniti prevedono che ci vorranno almeno dieci anni prima che si completi la distruzione del restante 10 % delle armi chimiche, stimate in più di 3.100 tonnellate.”

E la Siria? “L’intelligence USA e altre fonti stimano che le riserve di armi chimiche ammontino a circa 1.000 tonnellate nascoste in decine di siti” – in queste circostanze insistere sul trasportarle sarebbe un incubo logistico ed un pericolo enorme sia per la popolazione che per chi dovrà rimuoverle.
La CNN ha intervistato Wade Mathews, che lavorò nel “progetto per distruggere l’arsenale chimico USA”, e questi ha dichiarato di dubitare che la Siria potesse rispettare le scadenze concordate. L’operazione che fecero gli USA “ebbe bisogno di miliardi di dollari, della collaborazione di tutta la burocrazia del governo – tra cui quella militare – e di un ambiente sicuro per assicurarsi che la distruzione fosse fatta in modo sicuro.”

“Abbiamo fatto uno sforzo coordinato con un governo che insisteva che le cose fossero fatte in modo sicuro e che la comunità fosse protetta … non credo che potranno fare lo stesso in Siria.”

Shopping per trovare un Paese dove Distruggere le Armi

Fatto l’accordo con la Siria, l’OPAC ha cominciato a fare shopping nei vari paesi – uno qualsiasi, sembra – dove poter distruggere le armi. La Norvegia, avvicinata dagli USA, era stata la prima nazione a rifiutare perché il paese non aveva nessuna esperienza nel trattare con armi chimiche, infatti il sito del Ministero degli Esteri scrisse : ” . … La Norvegia non è il luogo più adatto per questa distruzione

La Norvegia dice di No: Proviamo con l’ Albania ?

Il secondo paese ad essere avvicinato fu l’Albania, una richiesta che, secondo il Primo Ministro Edi Rama, venne direttamente dagli Stati Uniti.

Secondo l’organizzazione Anti-Corruption Initiative con sede a Berlino, l’Albania è uno dei paesi più corrotti d’Europa e il più corrotto nei Balcani, classificato 95° su 176 paesi monitorati nel 2011 – 113° nel 2012 – 116° nel 2013 – come risulta dall’Indice di percezione della corruzione, da loro redatto.

Dalla relazione di fine anno, sulla Trasparenza Internazionale :

In Albania la corruzione sta registrando una nuova fisionomia in un ambiente politico favorevole, con caratteristiche come il sistemico riciclaggio di denaro sporco, il finanziamento dei partiti politici con fondi provenienti da attività illegali, il sequestro dello Stato con appalti pubblici e con privatizzazioni sotto il controllo dei trafficanti di stupefacenti e con l’impunità degli alti funzionari dello Stato di fronte al sistema giudiziario e alla legge.”(ii)

I manifestanti contro la distruzione delle armi nel loro paese sono scesi in piazza in migliaia, alcuni indossando maschere antigas e indumenti protettivi, le proteste hanno avuto luogo anche nella vicina Macedonia, con incursioni davanti all’Ambasciata albanese.

L’Albania dice ci dispiace, Noi non possiamo farlo

Alla fine l’Albania ha respinto l’offerta ed ha mandato Rana, strisciando, a chiedere scusa a Washington : “Senza gli Stati Uniti, gli albanesi non sarebbe mai stati liberi e indipendenti, come sono oggi “ – ha detto riferendosi all’Albania e al Kosovo e all’assalto massiccio del MARZO-GIUGNO 1999 di NATO e USA contro l’ex Jugoslavia, facendo ampio uso di armi all’uranio impoverito (ovviamente, entrambe armi chimiche e radioattive). Come spiega Science Applications International Report – parlando degli effetti prodotti da quelle armi :

“Le forme solubili presentano rischi chimici, soprattutto nelle reni, mentre le forme non-solubili presentano pericoli per i polmoni a causa delle radiazioni ionizzanti … gli effetti a breve termine per soggetti sottoposti a dosi elevate possono provocare la morte, mentre gli effetti a lungo termine per soggetti sottoposti a bassi dosaggi possono portare al cancro.”

Oltre alle preoccupazioni sulla corruzione in Albania – certamente ci sarebbero stati gruppi di terroristi pronti senza dubbio ad offrire ingenti somme per queste armi – sicuramente si è presa in considerazione anche la sicurezza. Nel 2008 un’esplosione in un deposito di munizioni nei pressi della capitale albanese Tirana, uccise ventisei persone, ci furono trecento feriti e furono danneggiate o distrutte 5.500 case. Gli investigatori dissero che il disastro fu causato da una sigaretta accesa – in un deposito che conteneva 1.400 tonnellate di esplosivo.

Peggio ancora, quando l’Albania era sotto pressione per distruggere le proprie scorte di armi chimiche, parecchie tonnellate residuo de dalla guerra fredda : “Gli Stati Uniti si offrirono di pagare le spese per la distruzione delle armi, poi assunsero alcune società private che distrussero le sostanze chimiche delle armi, ma per il resto lasciarono un caos orrendo. e pericolosi residui furono lasciati dentro ai containers, su piattaforme di cemento. E questi, inevitabilmente, cominciarono a fuoriuscire.

“Alla fine del 2007 – inizio 2008 – gli USA assunsero una ditta di bonifiche ambientali, la Savant Environmental, che stabilì che il problema era peggiore di quanto inizialmente ritenuto, infatti molti dei containers perdevano sali di metalli pesanti, soprattutto arsenico, piombo e mercurio .”

Per di più, i conexes – i grandi container in acciaio rinforzato – non erano impermeabili, quindi si creòo una condensa letale che si disciolse nell’acqua che contaminò il terreno con le sue infiltrazioni.

“La Savant Environmental re-impacchettò i residui e li lasciò dentro venti shipping containers. E sono sempre li, visibile dallo spazio”, sul cemento – all’aperto.(iii)

Tutto sommato, ma perché si doveva pensare all’ Albania?

Sarà stato sicuramente un caso che il 3 ottobre dello scorso anno, Tony Blair, – quello delle falsificazioni del dossier Iraq – sostenitore entusiasta di Washington e della NATO durante i Blitz sui Balcani, è stato nominato consulente del governo albanese per spiegare, ad un paese tanto impoverito, come si entra nell’Unione europea. Fu solo il cielo a impedirgli di suggerite che farsi appioppare quel carico di armi letali – che nessun altro era disposto a toccare – avrebbe convinto qualcuno a fare una telefonata a Washington. Ma queste, naturalmente, sono solo speculazioni.

Tuttavia, come disse la Pravda TV, accettare le armi oltre a ricevere un aiuto finanziario assolutamente necessario : « Questo farà aumentare lo status e il prestigio di questo paese povero e potrà portare l’Albania, che è ancora in attesa nel cortile dell’Europa, ad una alta considerazione. »(iv)

Belgio e Francia Declinano: “ Restano pochi altri Candidati, ma la Caccia Continua”

Il Belgio e la Francia hanno declinato l’invito a trattare le armi della Siria e Ralph Trapp, consulente sul disarmo di armi chimiche, ha commentato al The Telegraph (18 novembre 2013) che ” rimangono molto pochi altri candidati ma la caccia continua”.

Si potrebbe invecchiare a leggere l’elenco di quanti altri governi siano stati freneticamente pregati di accettare di bere quel calice avvelenato entro il poco tempo che restava ancora agli USA, poi l’Italia finalmente ha ceduto ed ha accettato che una sessantina di containers fossero trasferiti da una nave da carico danese ad una nave americana nel porto italiano di Gioia Tauro, in Calabria, con la promessa che poi sarebbero arrivate anche altre commesse.

Questa accettazione ha provocato manifestazioni diffuse nel Sud Italia, il governo è stato accusato di tenere nascosti i pericoli e un manifestante ha riassunto così lo stato d’animo della gente :

Ci dicono che il materiale trasportato non è pericoloso, ma non c’è nessuno che sa dirci che cosa c’è dentro quei containers.”

Nessun pericolo? Ma ci sarà almeno un governo, da qualche parte, che dice la verità?

L’Italia dice di sì. Mandate quelle Armi in Calabria. L’affare non è pericoloso e farà tanto bene all’economia, ma state attenti alla mafia calabrese.

Il porto di Gioia Tauro, che rappresenta metà dell’economia della regione Calabria è in crisi dal 2011 e su un organico totale di milletrecento persone, quattrocento lavoratori sono “temporaneamente” in cassa integrazione. Non sarà troppo difficile forzare la mano, avrà sicuramente pensato qualche (politico) cinico.

Ma questo porto è anche sotto accusa per essere un:

“Hub importante per lo smistamento della cocaina della Ndrangheta calabrese verso l’Europa”. Tuttavia , Domenico Bagala, capo del terminal Medcenter-Contship, dove è stata programmata l’operazione di scambio puntualizza: ” Dato che Gioia Tauro gestisce circa un terzo dei containers in arrivo in Italia , è normale che abbia un maggior numero di containers che vengono sequestrati ” e aggiunge : “Operiamo in un territorio difficile, ma disponiamo anche misure di sicurezza hi-tech”.

La Calabria è, infatti, un centro di corruzione e di criminalità organizzata. In un messaggio inviato da J. Patrick Truhn, Console Generale USA a Napoli (2 Feb 2008 ) filtrato da Wikileaks si legge:

Se non fosse parte dello stato italiano, la Calabria sarebbe uno Stato fallito. La ‘ndrangheta, il sindacato di criminalità organizzata, controlla vaste zone di territorio e di economia, con un fatturato di almeno il 3% del Pil italiano (forse molto di più) frutto del traffico di droga, di estorsioni e di usura”. Inolte ” Durante una visita fatta a novembre in tutte le cinque province, praticamente tutti hanno fatto il quadro di una regione … strozzata dalla morsa di ferro del più grande e potente sindacato di criminalità organizzata dell’Europa occidentale, la ‘ndrangheta”. (v )

E ancora: “La ‘ ndrangheta è la più potente organizzazione criminale del mondo, con un fatturato che si aggira intorno ai 53 miliardi di euro” come registra Wikipedia, ed opera in nove paesi, in quattro continenti. Sarebbe stato difficile trovare un punto di smistamento, per uno stock di armi chimiche, meno ideale della Calabria.

Di particolare interesse secondo Carmelo Cozza esponente del sindacato SUL è il villaggio di San Ferdinando vicino al porto, dove ” Le scuole sono vicinissime ” ( vi)

Comunque, quando si tratta di ingannare la gente, anche la criminalità organizzata potrebbe imparare una cosa o due dalla UE . Ci sono delle grandi quantità di fondi finanziari siriani, congelati dall’Unione Europea, si sono semplicemente volatilizzati, in un modo che il ministero degli Esteri siriano condanna come: ” Flagrante violazione del diritto ” ( omissis)

La sottrazione dei fondi siriani è stata condannata come : “Una truffa-politica messa in atto da influenti paesi della UE, in un momento in cui si rifiutando lo scongelamento dei fondi necessari per finanziare l’acquisto di cibo e di medicine, attuale priorità assoluta dello Stato siriano … mentre la stessa UE sta autorizzando fondi per armare i gruppi terroristici, responsabili dello spargimento di sangue in Siria.” – ha aggiunto la fonte. ” ( vi) Difficile non essere d’accordo. (omissis)

Ma le cose potrebbero continuare ad andare peggio.

Le aziende selezionate per distruggere le sostanze chimiche sono la Finland’s Ekokem e la filiale USA del colosso francese Veolia

I materiali più pericolosi devono essere neutralizzati in mare dalla Cape Ray, una nave della marina americana appositamente attrezzata per tale scopo, che ha lasciato il porto di Norfolk, in Virginia, il 27 gennaio per il Mediterraneo. “ (New York Times-14-Feb.2014)

Un metodo che non è mai stato sperimentato prima, un esperimento che avverrà veramente nel Mediterraneo, non nelle acque territoriali USA. “Non è un lavoro è un’avventura”, questo è lo slogan usato dalla US Navy per reclutare i marinai. Dubitiamo che la popolazione dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, si senta tranquilla in Europa, in Anatolia, in Nord Africa o in Medio Oriente.

Inoltre, l’aver incluso Veolia come partner selezionato per questa dubbia avventura è tutta una storia a sé stante. VEOLIA è da tempo coinvolta nella gestione dei rifiuti e di grandi progetti di trasporto negli insediamenti illegali di Israele. ( omissis )

La Ndrangheta, la Mafia-Calabrese : Specializzata in Riciclaggio Rifiuti Tossici

Avvelenati (

Quello che la stampa non scrive è che la mafia, la ‘Ndrangheta lavora proprio intorno al porto di Gioia Tauro ed è da diversi anni impegnata nel redditizio commercio dello smaltimento dei rifiuti tossici in Calabria. Si tratta di un business multimiliardario.

Giuseppe Baldessarro e Manuela Iati sono gli autori di un libro del 2010 intitolato “Avvenelati” (“Poisoned”) che documenta accuratamente il commercio e lo smaltimento dei rifiuti tossici, compreso quello dei prodotti chimici e dei materiali radioattivi da parte della Nndrangheta.

Secondo gli autori , la verità – sul ruolo insidioso svolto dalla Ndrangheta – “è stata avvelenata ” e lo Stato italiano protegge la ndrangheta :

“Ogni volta che c’è un indagine di polizia , accadono cose strane, gli investigatori improvvisamente si trovano morti … Arrivanoo i servizi segreti e succede sempre qualcosa di caotico. Ci sono un sacco di soldi in ballo.” ( vedere l’articolo di Delphine Saubaber “Découvrir la vérité sur la ‘Ndrangheta provoquerait un séisme politique”, L’Express, 20 July 2010, tradotto dal francese )

Le morti per cancro in Calabria sono estremamente alte, secondo Baldessarro e Iati . “Ci sono posti in Calabria dove una persona su 10 ha il cancro e questo significa che i rifiuti tossici hanno già contaminato sia il suolo che l’acqua.”

Il Piano B dell’ ITALIA : Una domanda importante che non ha risposta

La presa in consegna delle armi chimiche siriane da parte delle due società di smaltimento rifiuti selezionate (Finland’s Ekokem e la francese Veolia) ha già messo in conto che servirà un contratto scritto (o una “intesa”) con la più potente organizzazione criminale italiana ? Ovviamente da stipulare a nome dell’ OPAC, l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, Premio Nobel per la pace.

Un Successo Collaterale . Il Monopolio di Israele su un’altra arma di distruzione di massa: le armi chimiche

Per quanto riguarda la geopolitica del Medio Oriente, c’è un’altra anomalia – come spiega Bob Rigg – ex ispettore delle Nazioni Unite in Iraq, ex redattore senior per l’ OPAC, ex presidente del Comitato consultivo nazionale in Nuova Zelanda il disarmo –

“Allo stato attuale in Medio Oriente, Israele ha il monopolio sulle armi nucleari e quando la distruzione delle armi chimiche siriane sarà completata, potrà godere del monopolio anche su una seconda arma di distruzione di massa, le armi chimiche. Oltre a Israele, l’Egitto è l’unica altra potenza nella regione che disponga di armi chimiche.”

A tutti i livelli , chi viola la legge governa meglio sugli altri.

********************************

Felicity Arbuthnot

Fonte: http://www.globalresearch.ca

Link: Syria’s Chemical Weapons Stockpiles to be Transferred to the Italian Mafia?

18.02.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Note

i. U.S. Armed Forces Dropped 388,000 Tons Of Napalm On Vietnam. Napalm Is A CHEMICAL WEAPON

ii. http://www.anticorruption-albania.org/

iii. http://whatsupic.com/news-politics-usa/1384669037.html

iv. http://www.youtube.com/watch?v=TYCF8ABACvU(1.12 secs.)

v. http://wikileaks.org/cable/2008/12/08NAPLES96.html

vi. http://www.thelocal.it/20140212/syrian-arms-arrival-could-boost-italian-port

vii. Foreign Ministry : release of Syrian assets frozen by EU to fund elimination of chemical weapons flagrant violation of law

viii. http://www.dumpveolia.org.uk/wp-content/uploads/2012/12/UN_Falk-letter_2012_11_16_Veolia.pdf

Pubblicato da Bosque Primario