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E SE IL SISTEMA FINANZIARIO MONDIALE SALTASSE IL 21 DICEMBRE?

DI VALENIN KATASONOV

strategic-culture.org

Il mondo sta entrando in una fase caotica. Molti hanno detto che sono stati gli Stati Uniti a creare il «caos gestibile» a livello globale. Ma gli eventi in Medio Oriente hanno dissipato l’illusione che chi ha istigato questo caos sia ancora in grado di gestirlo e un caos ingestibile molto presto invaderà anche il mondo della finanza internazionale. Ancora una volta gli Stati Uniti sono colpevoli di aver buttato dentro questo caos finanziario ingestibile, anche i 3 miliardi di dollari del debito che l’Ucraina ha verso la Russia e sarà questo il pretesto che potrà far cominciare il processo.

Non è un caso che il problema del debito ucraino si stia gonfiando, Washington sta deliberatamente utilizzandolo per cercare danneggiare la Russia. La distruzione finale dell’ordine finanziario globale che stabilito con la conferenza internazionale di Bretton Woods nel 1944, potrebbe avvenire come effetto collaterale di una politica anti-russa.

Gli Stati Uniti hanno ideato il sistema monetario di Bretton Woods, poi hanno cominciato ad indebolirlo nel 1970 quando Washington bloccò il cambio dollaro-oro. L’oro fu demonetizzato, il mondo passò alla carta moneta, e furono eliminati i tassi di cambio fissi. I mercati finanziari, così come la speculazione finanziaria, cominciarono ad espandersi ad un ritmo frenetico, riducendo notevolmente la stabilità dell’economia globale e della finanza internazionale. Il Caos finanziario era già a portata di mano, ma allora era ancora ad un livello gestibile. Il Fondo Monetario Internazionale, creato nel dicembre del 1945, era lo strumento per gestire la finanza internazionale.

Eppure oggi siamo testimoni oculari della distruzione del FMI, che minaccia di esasperare l’instabilità della finanza mondiale nel bel mezzo del caos finanziario globale. Il ruolo del FMI nel mantenere un relativo ordine finanziario nel mondo non consisteva solo nell’emissione di prestiti e crediti per specifici paesi, ma anche nell’agire come autorità assoluta e nello scrivere le regole del gioco per i mercati finanziari globali. Dopo che gli Stati Uniti – l’azionista principale del FMI (di cui controlla circa il 17% dei diritti di voto all’interno del fondo) – hanno trascinato il FMI nei loro giochi in Ucraina, questa istituzione finanziaria internazionale è stata costretta a infrangere le regole che aveva scritto, sviluppato e affinato nel corso di decenni. Le ultime decisioni del fondo hanno creato un precedente in una partita giocata senza regole, dove è quasi impossibile calcolare quali saranno le conseguenze per la finanza internazionale.

La norma più recente di questo tipo – datata 8 dicembre – è stata programmata poco prima della data dell’ultima di scadenza per il pagamenti di 3 miliardi di dollari per il debito ucraino con la Russia – il dicembre 20.

Washington continua a spingere il governo ucraino a non rimborsare il debito russo. Ma se Kiev non riescesse a ripagare ciò che deve, quasi automaticamente arriverà ad un vero default sovrano, e quindi il Fondo Monetario Internazionale, nel rispetto delle regole – in vigore quasi fin dalla nascita del fondo – non avrà più diritto a fare prestiti all’Ucraina. Per consentire al FMI di continuare a trasferire i fondi del prestito all’Ucraina (nel mese di aprile 2015 è stato firmato un contratto di finanziamento per 17.5 miliardi di dollari), Washington ha ordinato al fondo stesso di riscrivere le regole in modo che, anche in caso di insolvenza di Kiev su quanto deve a Mosca, il FMI potrebbe ancora prestare denaro all’Ucraina.

Il FMI – sempre sottomesso – ha obbedito a un ordine apparentemente irrealizzabile.

Aleksei Mozhin, il direttore del FMI per la Federazione russa, ha riferito che l’8 dicembre il Consiglio Esecutivo del Fondo ha approvato le riforme che permetterebbero prestiti a debitori anche in caso di un default sul debito sovrano. Tutti hanno perfettamente compreso che il fondo ha preso una decisione tanto rivoluzionaria solo per sostenere il moribondo regime di Kiev e per stuzzicare la Russia. Parlando ai giornalisti, il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha dichiarato «La decisione di cambiare le regole appare frettolosa e di parte, è stata presa unicamente per danneggiare la Russia e per legittimare la possibilità di Kiev a non pagare i debiti ».

Ci sono state altre decisioni di carattere così radicale nella storia del FMI. Ad esempio, nel 1989 il fondo si arrogò il diritto di fare prestiti anche ai paesi che non avevano potuto ancora esigere debiti da banche commerciali estere. E nel 1998 il fondo è stato autorizzato a concedere prestiti ai paesi con debiti in essere sui titoli sovrani in mano a investitori privati. E comunque, il rimborso dei debiti ai creditori sovrani è sempre stato un sacro dovere per i clienti del FMI. I creditori sovrani sono i debitori di ultima istanza, che vengono in aiuto agli stati che vengono scavalcati da finanziatori e investitori privati.

Secondo le regole del FMI, le passività di uno Stato verso un creditore sovrano (ad esempio, un altro Stato) sono altrettanto «sacre» quanto le passività verso il fondo stesso. Questo è, in un certo senso, una pietra miliare per la finanza internazionale. E qui vediamo come, in una riunione ordinaria del Consiglio Esecutivo del FMI, questa pietra miliare è stata frettolosamente sottratta dalle basi dell’edificio della finanza internazionale. Il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha richiamato particolare attenzione su questo aspetto della decisione del Comitato esecutivo:

«Le regole per il finanziamento dei programmi del fondo esistono da decenni e non sono mai cambiate. I creditori sovrani hanno sempre avuto priorità su quelli commerciali. Le regole servono per enfatizzare il ruolo particolare dei creditori ufficiali, che è particolarmente importante in tempi di crisi, quando i creditori commerciali si sovrappongono alle nazioni privandole dell’accesso alle risorse ».

La sottomissione del fondo e l’ardire del suo principale azionista (USA) si possono arguire dal modo in cui, l’8 dicembre, in quattro e quattr’otto hanno preso questa decisione, mentre per cinque anni Washington aveva bloccato qualsiasi sforzo per riformare il fondo (revisione delle quote dei singoli Stati membri e il raddoppio dei capitali). Secondo Siluanov, data la decisione del Comitato Esecutivo del FMI dell’8 dicembre, «la mancanza di volontà degli Stati Uniti di affrontare il problema della ratifica dell’accordo per ricostituire il capitale del FMI appare particolarmente clamorosa, soprattutto quando questo capitale sarebbe stato molto utile per risolvere i problemi del debito dell’Ucraina» .

Il 10 dicembre, è stato pubblicato un rapporto di 34 pagine, con tutti i dettagli della riforma approvata dal comitato esecutivo FMI dell’8 dicembre. In base a questo documento alcune delle variazioni sono valide per i debiti verso creditori sovrani che non fanno parte degli accordi del Paris Club. Comunque, un paese debitore deve rispettare un certo numero di condizioni per poter mantenere l’accesso ai fondi del FMI, incluso ” fare sforzi in buona fede” per ristrutturare il proprio debito.

Il riferimento a «sforzi in buona fede» solleva un punto molto interessante. Finora Kiev non ha fatto nessuno sforzo nella sua qualità di stato debitore. Le dichiarazioni del Primo Ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk non contano. Quelli non erano tentativi di fare «sforzi in buona fede,» ma piuttosto erano ultimatum per la Russia, un creditore sovrano: in altre parole, o prendete parte ai colloqui sulla ristrutturazione che abbiamo avviato con i nostri creditori privati oppure non vedrete nemmeno una lira. E’ curioso anche che queste affermazioni non siamo giunte attraverso i canali ufficiali della corrispondenza, ma siano stati detti, a voce, in televisione. Ho trovato un dichiarazione di Yatsenyuk particolarmente commovente, quando dice di non aver ricevuto nessuna proposta formale da Mosca per quanto riguarda il debito drell’Ucraina.

E’ una cosa nuova nelle relazioni intergovernative in generale e su quelle monetarie e creditizie internazionali in particolare. Quasi fin dalla nascita del Fondo monetario internazionale è sempre esistita una regola (e esiste ancora), secondo cui:

a) Ogni iniziativa per modificare le condizioni originarie di un prestito deve provenire dal debitore e non dal creditore; b) L’iniziativa (la richiesta) deve essere formulata in forma scritta e inviata al creditore attraverso canali ufficiali.

Se Yatsenyuk non conosce queste regole, forse i funzionari del FMI potrebbero spiegargliele. Tuttavia, nulla di ciò è ancora stato fatto.

Torniamo alla decisione dell’8 dicembre. Che Kiev voglia o che non voglia, per continuare a ricevere credito per mezzo del fondo, l’Ucraina deve almeno dare prova di un tentativo di negoziare con il suo creditore, cioè, con Mosca. Deve dare almeno prova di fare «uno sforzo di buona fede» per così dire.

E in che cosa dovrebbe consistere questa prova? Si devono fare almeno tre passi:

  1. deve redigere una richiesta formale di avviare colloqui per rivedere i termini del prestito e inviarla al creditore;
  2. il debitore deve ricevere una risposta ufficiale da parte del finanziatore;
  3. se il creditore è d’accordo – si devono avviare dei negoziati per rivedere i termini.

Naturalmente le trattative di Kiev con i creditori privati per quanto riguarda la ristrutturazione del debito sono cominciate quasi immediatamente dopo la firma dell’ultimo accordo per il prestito del FMI, cioè, sono continuate da marzo 2015 alla fine di agosto 2015. Il processo negoziale è durato fino a ottobre, il che significa che la ristrutturazione del debito si è trascinata per sei mesi.

Non dimenticate che il termine ultimo per ripagare il debito con la Russia scade domenica (20 dic.). Kiev ha molto poco tempo per dimostrare «la propria buona fede» e anche nel migliore dei casi non potrebbe più gestire le prime due delle tre fasi dette sopra. Inoltre non c’è tempo nemmeno per la terza e più importante delle fasi.

Sarà molto interessante ascoltare quello che dirà il FMI lunedi, 21 dicembre. Come potrà trovare le prove sugli «sforzi fatti in buona fede» da Kiev? O continuerà ad aspettare di essere imboccato ancora dal suo principale azionista?

Anche se quell’ azionista non è famoso per l’acume, sicuramente lo è per la sua ottusità che dà sui nervi.

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Questo prossimo 21 dicembre promette di essere il giorno più vergognoso nella storia del Fondo Monetario Internazionale, che potrebbe essere seguito dalla fine di questa istituzione finanziaria internazionale. Purtroppo, il FMI potrebber far saltare tutto il sistema finanziario mondiale prima della sua stessa estinsione, servendosi del debito dell’Ucraina verso la Russia come il detonatore. Naturalmente è Washington il vero giocatore – il Fondo è solo un giocattolo nelle sue mani. Ma perché Washington vuole che questo accada? A rigor di termini, non è nemmeno la Washington ufficiale a volerlo, ma sono i «maestri del denaro» (i principali azionisti della Federal Reserve), e ogni lfunzionario che abbia qualche collegamento con la Casa Bianca, con il Dipartimento del Tesoro, e con le altre agenzie governative degli Stati Uniti, di quelli che sono sul loro libro paga.

I maestri del denaro sono stati costretti a difendersi contro l’indebolimento del dollaro, utilizzando degli strumenti già consolidati – come la creazione del caos fuori dei confini americani. Qualsiasi tipo di caos andrà bene – quello politico, quello militare, quello economico e anche quello finanziario.

* * *

Dopo la decisione del Consiglio esecutivo del FMI dell’8 dicembre 2015, che è stata emanata per sostenere il regime in bancarotta di Kiev e con il solo scopo di danneggiare la Russia, alcuni esperti finanziari hanno prudentemente espresso la loro opinione sul fatto che presto la Russia avrà ben pochi motivi per rimanere nel Fondo Monetario Internazionale. Posso solo concordare con questa posizione, anche se il ritiro della Russia dal FMI sarebbe una condizione necessaria ma non sufficiente per rendere più forte lo Stato russo. La Russia deve ancora crearsi una difesa valida contro il caos finanziario globale, che, dopo il 21 dicembre, si farà rapidamente sempre più ingestibile.

Valentin Katasonov

Fonte: http://www.strategic-culture.org/

Link: http://www.strategic-culture.org/news/2015/12/17/global-financial-order-could-utterly-collapse-on-dec.-21.html

17.12.2015

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • GioCo

    Ah ecco perché l’FMI ha chiesto alla CINA di partecipare, era per coprire il posto quasi-vacante russo e creare così l’incrinatura tra i due paesi.

    Beh, come mossa direi che è un tantino azzardata. La Cina è lenta potrebbe nicchiare, dire "ni" e tirare la corda fino all’estremo. Zio Sam può sempre promettere che gli regala i suoi "preziosi scogli", che poi sarebbero stati da sempre Cinesi, resta da capire se la Cina è così fessa da cascarci.
    Gli indiani d’america con i trattati sui bisonti potrebbero dire la loro circa "la parola dell’uomo bianco".

  • adestil

    e questo fa capire ad alcuni allocchi,chi sono i veri giocatori di scacchi,o meglio di poker su più tavoli…
    i russi possono solo cercare di minimizzare i danni ma mai che abbiano preso loro l’iniziativa,questo definisce chi comanda e chi è costretto a subire..
    mi spiace ma è cosi’…

    gli USA attaccano i russi su vari fronti,sanzioni,corruzione FIFA ed Olimpiadi,abbattimento aereo Malesia,affondamento del turkish stream dopo avergli abbattuto un aereo militare,abbattimento aereo civile ,sanzioni
    cornuti e mazziati..
    e questo sarebbe la grande strategia scacchistica di Putin che io non potrei capire
    dal computer..
    è solo difendere il difendibile e minimizzare i danni…

    i veri ed unici padroni sono gli USA,i russi hanno fatto un errore,che l’articolo no ndice,ossia quello di giocare al gioco delle finanza,con chi li ha inventati e poi pensare di poterci guadagnare..
    gli USA ce li hanno fatti entrare volentieri in questo gioco e Putin si è sentito riconosciuto e moderno..
    difatti è solo un metodo di ricatto..
    prima di fanno quotare,magari di danno anche miliardi di euro di finanziamento alla povertà(come avvenuto con la russia)ma il fine era solo di trasformare in senso modernista,ossia finanziario ,le istituzioni russe e le grandi aziende di stato..
    sei quotato in borsa?sei scalabile e ti si può far fallire..
    Molte aziende militari USA non sono quotate in borsa,perchè?

    Perchè essendo strategiche non devono essere acquistare da altri diversi dal governo USA nè attaccabili..

    gli USA non mirano certo ai 3 miliardi..ma come per la turchia vogliono che la russia non possa far finta di niente,dopo tali attacchi…
    e quindi vogliono spingere alla rottura sulla fornitura di gas..
    e poi semplicemente far dire al governo ucraino ”se i russi non ci daranno il gas,noi impediremo il passaggio di gas per l’europa”
    o più semplicemente aumenteranno il costo del transito

    in questo modo i veri giocatori di scacchi o di poker(visto che a poker si imbroglia e si bluffa) otterranno due piccioni con una fava..
    o bloccare il transito di gas e quindi denneggiare irreversibilmente le casse russe e l’economia europea(visto che non è bastato abbassare il prezzo del petrolio)
    o cmq aumentare i costi del passaggio e quindi il prezzo del gas per l’Europa e cmq danni anche ai guadagni russi..
    di nuovo si sono messi in una posizione win win e i russi come si muovono perdono..
    e di nuovo non potranno far altro che limitare i danni..
    ma limita oggi limita domani..la russia rischia di crollare..

    la carta cinese gli USA la possono giocare come vogliono…
    infatti come detto da qualcuno,basta che li ricattino sia con le contese territoriali
    che in mille altri modi…

    ogni giorno una nuova batosta per la russia..
    non passa giorno che non prende bastonata..
    e purtroppo siamo arrivati a dover pure loro russi fare propaganda..con i siti russofili che ogni giorno parlano dei successi russi e delle formidabili armi russe..
    ma non parlano delle batoste quoidiane..

    intanto gli USA per non saper nè leggere nè scrivere
    ai confini iracheni e nord dell’iraq hanno piazzato aerei e truppe italiane e tedesche senza parlare dei turchi a cui si è ordinato di invadere l’iraq ..mentre in Siria ci vanno inglesi e francesi…
    quindi c’è buona parte della Nato che conta..
    e poi ci sono loro a dirigere tutto..

    e che fa la russia?Va a piangere all’ONU contro la turchia che ha invaso l’iraq..
    il che fa pure un pò ridere..visto che non l’ha fatto quando gli USA invasero l’iraq..
    e fecero strage..

    i russi hanno ottenuto all’ONU di sanzionare le nazioni che comprano petrolio ISIS
    e che faranno quando dovranno sanzionare gli israeliani che sono i primi compratori?Si farà finta di nulla come al solito,la solita ipocrisia che i satelliti vedranno solo alcune file di camion e non altre..
    oppure si farà finta di non vedere che il petrolio dalla turchia poi viene messo su navi turche e scaricato in Israele…

    i turchi sono arrivati al punto di provocare la russia a tal punto che fra poco i russi dovranno sparare un missile contro i pescherecci il che li renderà ridicoli agli occhi del mondo e dovranno tornarsene a casa..
    poco ci è mancato..
    ringraziassero iddio che i pescatori a cui ovviamente era stato dato ordine di lanciarsi contro l’incrociatore alla fine se la sono fatta sotto sentendo i colpi e sono fuggiti ,non tutti hanno l’istinto suicida..

    questo succede quando non prendi mai l’iniziativa,giochi sempre in difesa,pensando che cosi’ con armi difensive potrai vincere la battaglia ,ridicolo..
    ad affondare il Mokswa non userebbero certo armi volanti..
    ma basta un gruppo di siluri sparati da un sommergibile battente bandiera..chilosa..
    magari poi si dirà che sono partiti in automatico,per sbaglio…
    ed è dovuto al fatto della presenza russa in un posto dove non dovrebbero stare..

    la strategia russa non solo è fallimentare a breve ma anche a lungo termine..
    e se anche non ci fosse uno scontro sarebbe logorata visto i continui attacchi ai fianchi,economici,finanziari,di immagine ed anche militari..

    se non si capisce questo allora è inutile..

  • Compl8

    Tu quindi affermi che il bullo possa continuare nella sua opera all’infinito. Io dico che quando il bullo avrà superato la linea rossa si ritroverà a terra senza che abbia tempo di accorgersene. Putin non è esente da colpe od ingenuità, ma è molto più ingenuo pensare che possa continuare a subire senza passare al contrattacco. E se c’è un campo in cui i russi possono guardare bene negli occhi gli avversari è quello militare. La storia ce lo dice. Il colpo sarà violento ed improvviso e saranno ca..i anche nostri. Non si lasceranno stringere il cappio intorno al collo senza reagire.

  • RicardoDenner

    La Russia è un formidabile incassatore..è la sua natura e la sua strategia..fin dall’epoca di Stalingrado…

    Gli USA menano colpi..ma non hanno strategia..e alla fine ..come con le guerre..si stancheranno..
    Se la Russia resiste ancora qualche anno..l’avversario USA ed Europa si stancherà..si sfilaccerà..allora rimarrà solo la Russia a dare garanzie e stabilità..
    Il vero problema  non sono gli USA o le sanzioni..ma le repubbliche islamiche..che se l’ISIS attecchisce in Russia..allora questi ultimi anni non saranno stati una rinascita ma il canto  del cigno di un impero in disfacimento..
    Vedremo..chi ne esce in piedi
  • ilsanto

    Dio non voglia che gli USA o chi per Lei tiri troppo la corda perchè non è pensabile che la Russia si faccia dissanguare ne che la Cina resti a guardare.