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E' GUERRA, E SI PUO' VINCERE. BASTA COMBATTERLA

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

“Tsipras ha capitolato”, dicevano i primi titoli. Ma certo, cosa vi aspettavate ? Anche nell’aprile ’43 poterono durare pochi giorni, contro la Germania. L’esercito greco, abbandonato da tutti i presunti alleati, capitolò. Anche oggi ha ceduto davanti a forze schiaccianti e brutali,e perché non è riuscita a sollevare accanto a sé i popoli oppressi, paralizzati dalla paura e abituati a servire.

La guerra non è finita però. La Germania, con i suoi satelliti (fra cui Italia e Francia) ha riscosso solo una vittoria, come ha sempre fatto prima di perdere le guerre. E questa è una “vittoria” che è una sconfitta, non solo morale. Il disgusto dei commentatori lo testimonia.

Wolfgang Munchau, firma principe del Financial Times: “I creditori hanno distrutto l’eurozona, demolito l’idea di una unione monetaria come passo verso una unione politica democratica. (Hanno) tramutato l’eurozona in un sistema a cambi fissi velenoso, gestito nell’interesse della Germania, tenuto insieme dalla minaccia di gettare nell’assoluta indigenza chi osa discutere l’ordine vigente”.

Francois Leclerc (il commentatore di Paul Jorion), sui vincitori : “La loro concezione dell’Europa è oggetto ormai di un profondo malessere che non potranno cancellare. La crisi politica avrà libero corso, in Grecia e in tutta l’Europa. E’ il prezzo che i creditori pagano”.

“la Germania ha assestato un grave colpo all’Europa, e l’ha scossa”: Joseph Stiglitz.

“Un catalogo delle atrocità”: così Der Spiegel chiama l’elenco dei punti dell’ultimatum (detto “accordo” dai media collaborazionisti) imposto a greci.

http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/griechenland-euro-gruppe-legt-extrem-harte-forderungen-vor-a-1043306.html

“Angela Merkel e Wolfgang Scauble in poche ore hanno trasformato la UE in una entità che non è più tenuta insieme dalla fiducia, ma solo dalla nuda paura. La vita in Europa non è più determinata dai contratti, ma dalla legge della giungla”. così DWN, il giornale online Deutsche Wirtschafts Nachrichten (Notizie economiche tedesche)

Persino Goldman Sachs in un comunicato esprime la perplessità degli “investitori” per “la sempre più forte evidenza della inadeguatezza della governance di bilancio della area euro, che assorbe troppe risorse ed espone l’intero sistema al collasso”.

Dunque sono in molti e qualificati a preconizzare il collasso del’Unione Europea. La disfatta della Grecia sotto il cingolo germanico è solo una battaglia persa.

Adesso almeno però è chiaro che non si chiama UE; si chiama guerra. Siamo in guerra. Una lunga, costosa guerra per la riconquista dei diritti politici che ci sono stati espropriati.

Da questo punto di vista, si può essere tragicamente allegri. Sono sei, diconsi 6, i parlamenti che devono approvare il cosiddetto “accordo”. Per accorgersi che la la punizione della Grecia, per loro, ha come contropartita da sborsare molto più degli 87 miliardi di euro; almeno un 120. E all’Italia, aver partecipato a questa cattiva azione, non essersi ribellata, costerà una trentina i miliardi in più.

E per cosa, poi? Per imporre la ricetta austeritaria tedesca che ha già fallito, che ha fatto salire il debito greco e ridotto la sua capacità di farvi fronte (perché ha fatto calare il Pil del 25%). Sempre più forti dosi di austerità germanica, e “l’economia greca continuerà ad affondare nella depressione. Le risorse fiscali diminuiranno anche se la pressione tributaria aumenta come impone l’accordo. Il debito dunque, in proporzione alla ricchezza prodotta, diverrà sempre più pesante….Fra poco tempo bisognerà trovare nuovo denaro per la Grecia. Uno dei motivi per cui il piano (tedesco) è odioso è che non regola niente, nè economicamente, nè finanziariamente” (Jacques Sapir).

Pura crudeltà

E’ pura crudeltà. Lo scopo lo spiega Tim Geithner riferendo dei suoi colloqui con Schauble quando era advisor del Tesoro Usa: il tedesco voleva già allora cacciare la Grecia, perchè pensava che “il Grexit sarebbe stato abbastanza traumatico da indurre col terrore il resto d’Europa a cedere altra sovrabitàò per un sistema di banca e di bilancio più forte”. Come è stato detto, “Schauble tortura i greci perché l’Italia senta le grida”; o anche “per insegnare il timor di Dio alla Francia”, che continua a non stroncare il suo deficit di bilancio come voluto da Berlino, e sfora oltre il 4 per cento.

Almeno, i popoli debitori, italiani, spagnoli, portoghesi, irlandesi, e francesi, sanno questo: che l’Unione Europea significa – per usare una parola antica che ora torna attuale – servaggio. Perché è servaggio dover da debitori consegnare i beni di unn paese ai creditori, perché se ne servano come garanzia.

E servaggio senza prospettive, senza alcuna contropartita da parte teedsca né eurocratica. “Se non lo si fosse ancora compreso è oggi perfettamente chiaro: l’euro significa austerità, scrive Sapir. “ Finché si resta nell’euro, è impossibile condurre una politica che non sia d’austerità”. Oggi lo sappiamo. Il povero Renzi che patetico andava all’Eurogruppo perchè si parli, finalmente, di crescita, è uno dei peggiori sconfitti. Hollande un altro. Si vanta di aver salvato l’euro…”Ma il mantenimento della Grecia nell’eurozona non salva affatto l’euro. Da una parte perché i problemi economici e finanziari della Grecia non sono risolti. Dall’altra perché altri paesi oggi sono in gravi difficoltà, come l’Italia” (Sapir).

Chissà. Magari proprio la tattica di terrorizzare deliberatamente i debitori susciterà in loro il coraggio della disperazione, la coscienza che devono unirsi contro il mostro. La coscienza che la UE è “guerra”, e che gli europeisti interni, i cantori dell’euro, hanno oggi il nome che loro compete: collaborazionisti, traditori. Magari i governanti d’oggi (traditori e collabò) saranno abbattuti dai loro governati.

Quello che i mostri hanno costruito sulla Grecia disfatta è, in fondo, un “villaggio Potiomkin”, uno scenario di cartapesta, un altro calcio al barattolo per poter andare in vacanza – avendo accollato altri 8 mila euro di debiti (e interessi sui debiti) da pagare ad ogni greco, lattanti e monaci dell’Athos inclusi. Ma hanno posto le basi per le convulsioni finanziarie e poltiiche dell’autunno. Sempre più gente si accorge che questa è guerra, che l’acquiescenza significa servaggio, e l’adesione alla UE, miseria sicura.

E quelli che “io voglio restare nell’euro perché mantiene il mio potere d’acquisto” se lo vedranno diluire del 20 per cento dal quantitative easing prossimo venturo che Draghi farà per “stabilizzare la situazione”. Per non parlare della concreta possibilità che, per salvare l’euro, si vedano falcidiare i depositi bancari: i loro governanti (collaborazionisti traditori) hanno approvcato, hanno accettato anche questo. E’ la guerra ragazzi. E bisogna combatterla, si voglia o no. Una battaglia persa, ed è solo l’inizio. Bisogna essere tragicamente allegri. I tedeschi, non hanno mai vinto le guerre. E adesso vedete chiaro il perché.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/e-guerra-e-si-puo-vincere-basta-combatterla/

13.07.2015

Pubblicato da Davide

  • lopinot

    A parte che ritengo piuttosto stucchevoli i continui rimandi ad un passato mitico più o meno recente come quello che viene ricordato nell’articolo. La Resistenza greca, i nazisti tormentati dai partigiani, il dilagare delle forze alleate etc, etc.
    Purtroppo simili ricordi mitologici dopo tutto è persino meglio che restino ricordi.
    Vero è che i greci hanno combattuto gli invasori turchi e poi italiani e nazisti, vero ma a prezzo di quanti anni, quanti morti, quante sofferenze? E proprio questo squilibrio di violenza a far pensare pensare: ci si era illusi che in un contesto civile di parlamenti inghirlandati, di summit dove tutti sfilano come attori, dei minuetti politici tutto potesse essere risolto magari con contrattazioni lunghe e complesse ma non in questo modo selvaggio, crudele, da resa di conti fra gangster.
    Dinanzi ai soldi che in questo caso su scala planetaria sono davvero pochi spiccioli ci si è ridotti a livello belluino, si fracassano i propri beni comuni pur di non passare per fessi, per non dare l’impressione di aver ceduto qualcosa ai fannulloni e ai debosciati. E pazienza per i bambini, per i vecchi, pazienza se ci si riduce a livello di Africa nera non potendo vaccinare i ragazzi, sia mai che qualche banchiere possa avere dei grattacapi e dover ripiegare su una Porche anzichè sfrecciare su una prestigiosa Ferrari.
    L’Europa purtroppo sconta oltre alla crisi anche una regressione politica morale e culturale che la ha fatta sprofondare nelle allucinazioni di stati che di sicuro non avrebbero dovuto entrare in questo gioco prima di essersi depurati dalle scorie della Guerra Fredda. Ho conosciuto alcuni ex extracomunitari ancora non euro, gente afflitta dalla miseria subita negli anni, imbevuta rapidamente di sogni mercantili e di glamour pacchiano.
    La visione eurpea è peggiorata fin dai primi giorni successive all’ingresso di stati come la Polonia, le repubbliche baltiche e di staterelli penosi e al limite del grottesco come la Slovacchia e Croazia e Slovenia, paesi che hanno come unico obbiettivo e bersaglio divenire servi della Germania o alla peggio dell’Austria
    Aree politiche in gravi condizioni economiche che hanno avuto un percorso politico immiscibile a quello degli stati  fondatori.
    Si tratta di stati in cui sindacati, popolo, leggi sociali, hanno un’accezione fortemente negativa. Si tratta di popoli ancora scioccati dal Muro e che in ogni contesto di lotta sociale vedono le bandiere rosse della schiavitù e i Vopos sopra il Muro di Berlino.
    Grave è stato far entrare degli psicopatici in casa, gravissimo avergli dato le chiavi e anche della dinamite.
    Chiaro che a condurre le danze c’è la Germania, ma il sostegno di questi nanerottoli misto a una destra che da sempre in europa è stata egemone gli concede margini di manovra inauditi.
    L’Irlanda paese reazionario e papista sempre che sia il Papa giusto è altra nazione dalle enormi contraddizioni sociali, la Spagna e il Portogallo: altri due sospesi all’eterno pendolo destra- sinista, sinistra- destra, senza pace, io non credo affatto nel mito dell’alternanza, per il semplice motivo che se non mi piacciono le fave, non mi piacciono oggi, ma nemmeno domani o dopodomani.
    Invece il mito della democrazia da salotto vorrebbe che analizzati programmi pesando le varie proposte, al notare di avere un beneficio magari marginale si cambi partito per gli ottanta euro o per quattro soldi in meno di IMU senza riflettere che verranno ripresi a tempo di record con un aumento della benzina, dei bolli o con un blocco dei contratti.
    Il momento ha un solo lato positivo, vale a dire che tutto il baraccone è stato affidato ad autentiche mezze figure talmente asservite ai ricchi, ai padroni e agli speculatori, di una tale pochezza morale e umana che si spera naufraghi e si sfasci da sola.
    Purtroppo la fogna dell’Euro avrebbe potuto essere messa in crisi, ma questa volta pensavamo di aver trovato Leonida ed invece si trattava di Efialte, colui che indicò il passo segreto per aggirare le Termopili.
    Peccato ci riproveremo.  

  • Toussaint

    Credo anch’io che per l’Eurozona sia l’inizio della fine. A questo punto credo che sia a rischio anche l’Unione Europa. A volte si vince o si perde senza nemmeno rendersene conto. 

    Nei riguardi della Germania (e dei paesi-satellite), c’è chi ci ha recentemente ricordato che: Come disse Pirro, dopo la battaglia di Ascoli [Satriano]:
    "Un’altra di queste vittorie e saremo totalmente rovinati".

  • Toussaint

    Come rafforzativo di quanto ho appena scritto, farei rilevare che anche il peggior mainstream si sta muovendo in questa direzione. Guardate cosa ha scritto Repubblica. http://www.repubblica.it/economia/rubriche/eurobarometro/2015/07/13/news/eurobarometro_grecia_13_luglio_2015-118974859/?ref=HRLV-4:

    La vera tragedia nel cuore dell’Europa, oggi, non è la Grecia. E’ la Germania, l’isolamento culturale, ideologico in cui vive la maggior potenza del continente. La tragedia è che Schaeuble, la Merkel, la Spd non potevano, probabilmente, per realismo politico, comportarsi diversamente. Per anni, l’establishment tedesco – dai politici ai giornali – ha fornito all’opinione pubblica una immagine della realtà europea fasulla, in cui, ad esempio, i tedeschi appaiono quelli che finanziano i debiti greci, anche se, pro capite, il contribuente tedesco ha versato esattamente quanto quello italiano. Nessuno, tuttavia, al di là del Reno, la mette in discussione. Ora, è anche possibile che i teorici dell’austerità abbiano ragione, ma l’aspetto malsano della vicenda è che l’opinione pubblica tedesca non conosce altra versione della realtà. Le critiche di premi Nobel come Krugman e Stiglitz, le obiezioni di Obama, lo smantellamento dei dogmi dell’austerità da parte del Fmi, gli appelli dello stesso Fmi ad un taglio del debito greco non sono mai arrivati all’opinione pubblica. I giornali non ne parlano, i politici neanche. Per quanto possa apparire incredibile, un dibattito non c’è. Al volante della macchina europea c’è una Germania che non riesce a staccare gli occhi dal proprio ombelico
  • PietroGE

    Questi articoli a senso unico sono la ragione per cui ho lasciato effedieffe l’anno scorso.

    -La Germania viene sempre accusata di tutto mentre la Francia viene sempre risparmiata. È stato Hollande ( e Renzi) a spingere per questo accordo fasullo, i tecnici francesi lo hanno addirittura scritto al posto dei greci! E questo perché Hollande ha il terrore della Le Pen e deve far apparire l’unione monetaria come irreversibile.

    -L’unica proposta sensata era la grexit a tempo, anche se 5 anni sono pochi per riformare totalmente l’economia. Era la proposta realista che teneva conto dell’impossibilità di uno stato federalista europeo e dell’unione politica e che quindi risolveva l’ambiguità di una moneta unica in un sistema di stati indipendenti trasformando l’euro in un sistema di cambi fissi.

    -Il disprezzo con cui Blondet tratta i Paesi piccoli è veramente il lato più brutto dell’articolo. Forse perché desiderano essere satelliti della Germania piuttosto che della Francia?

  • snypex

    Tutto quello che sta succedendo mi riporta in mente sempre le prime scene di un celebre film di quasi un secolo fa:

    METROPOLIS di Fritz Lang

    torme di schiavi inquadrati al lavoro sottoterra senza l’espressione dell’anima.

    Forse e’ questo quello che vogliono:

    distruggere l’anima di ogni greco che ancora non l’ha persa?

    Stanno industrializzando il genere umano: servono macchine non umani.

    La sporca politica del potere al governo e’ serva non di chi l’ha eletta confidando sinceramente nel buon governo dello Stato, ma serva protetta di chi trama nell’ombra.

    Ogni popolo ha un suo carattere, identita’, cultura, economia, diversita’ in ogni senso.

    Questo appiattire tutto mi disturba, e’ come voler appiattire tutte le specie della fauna o della flora ad uno stesso modello e poi ci vengono a parlare di biodiversita’.

    In europa e’ piu’ protetto un pidocchio che un umano.

    Per la politica dell’europa noi contiamo meno dei pidocchi.

    Tanti hanno gia’ perso l’anima, ma questo non significa che siamo tutti uguali.

  • orckrist

    Ora la Grecia diventerà come i paesi sudamericani negli anni ’70.

    E se Tsipras avesse fatto il gioco cinico, cioè mandare in rovina la Grecia per mettere a nudo la vera natura dell’Unione Europea?

    Cavallo di Troia o figlio di Troia?

  • TizianoS

    Blondet scrive: “Schauble tortura i greci perché l’Italia senta le grida”

    A mio modesto parere l’Italia non è più in grado di sentire niente, perché da un lato la sua classe dirigente è caratterizzata da una ottusità assoluta, e il suo popolo è stato reso deficente anche grazie alle notizie del "Servizio Pubblico" radiotelevisivo, i cui pezzi forti sono stati nel corso degli anni i seguenti:

    "E’ arrivata la neve per la gioia degli sciatori"
    "Le borse volano"
    "Il diritto all’esistenza di Israele"
    "Il vantaggio dell’Euro è soprattutto quello di non dover più cambiare la valuta alle froniere"

  • Maxim

    piccola precisazione , la Germania conquisto’ la Grecia nel 1941 , non nel 1943

  • alvise

    C’è poco da discutere. Secondo me c’è una sola volontà, far diventare la Grecia un luogo da colonizzare, come fecero i coloni europei quando distrussero i veri americani depredandoli delle loro terre, relegandoli in squallide riserve. Le nuove proposte/imposte emanate dalla UE per "salvare" la Grecia, che cosa sono se non un tentativo di  colonizzazione della Grecia? Quando si parla di Grecia, paese capro espiatorio di esperimenti, è questo l’esperimento, concretizzare gli intenti di colonizzazione. Quando un paese non è più dei nativi ma di chi ti ha rubato tutto ma tutto, come può essere definita questa azione?

  • FlavioBosio

    Si chiama socialismo e pare che i greci ne siano entusiasti, per ora..

  • SanPap

    Non capisco questo rivolgere i ragionamenti alla Grecia, come se noi fossimo esenti da qualsiasi pericolo. Non siamo più PIIGS ? Da quando ?

  • RicardoDenner

    Gli stati la smettano di fare debiti!

    Il popolo tiri la cinghia..e appiattisca un ventre obeso..si diventi poveri ma non miserabili.. e i problemi verranno risolti..
    Ma qui si vuole fare debiti e poi non pagarli..!
    Insomma..mi sembra che la Germania abbia la posizione più rigorosa e seria..
    Stabilizzazione e non crescita ..dovrebbe essere la parla d’ordine..!
  • FlavioBosio