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E' ARRIVATO IL CIGNO NERO. SOVRAPPESO

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Ha ancora una volta ragione Philippe Grasset, di Dedefensa: la mega-implosione della Borsa cinese, la crisi greca (d’Europa), le ore di oscuramento elettronico di Wall Street non sono eventi separati, sfortunate coincidenze. Sono manifestazioni del medesimo Grande Collasso del Sistema; quello iniziato nel 2007-2008, mai cessato da allora – e se c’è una novità, è la sua entrata in fase di accelerazione, per cui occorre una nuova espressione: “turbine di crisi” che tutto trascina con sé. Nell’autodistruzione totalitaria a cui s’è votato il capitalismo terminale.

Dico questo perché vedo, nei blog economico-finanziari, derisioni per per il (del resto patetico) interventismo del governo (“comunista”) cinese sul “mercato di Shanghai”, insieme ad accuse generali contro un preteso “keynesismo delle banche centrali”, che distorcono i medesimi “mercati” con i QE e la repressione dei tassi e la manipolazione di certi prezzi (come l’oro). Con l’asserzione che se solo si lasciasse finalmente mano libera al “mercato” come si deve, la situazione si stabilizzerebbe, ad un certo punto.

Invece proprio il crack cinese è conseguenza diretta di tutto ciò che rende il Sistema capitalista “radicalmente sbagliato”: della mondializzazione, della libera circolazione globale dei capitali, dell’interdipendenza delle economie voluta dalla globalizzazione e dalle sue istituzioni; più ovviamente della deregolamentazione, della liberazione della forza scatenate della speculazione senza controllo pubblico. Abbiamo visto fin troppo bene che manipolazioni, frodi e corruzione, lungi dall’essere estranei, sono integralmente insiti in questo “Mercato-mondo” dove i banchieri d’affari hanno usurpato il diritto pubblico.

Esattamente come il ’29 a Manhattan

L’implosione della titanica bolla cinese ricalca, fino alla parodia, quella di Wall Street dell’ottobre del 1929, esito finale di un liberismo celebrato, allora, senza limiti nè fine. Anche allora le dattilografe e i ragazzi degli ascensori di Manhattan acquistavano azioni con soldi presi a prestito dalle banche, come oggi hanno fatto decine milioni di casalinghe ed altri giocatori di MahJong, facendo salire a livelli stellari “valori” senza rapporto con la realtà . Come allora, le banche prestavano volentieri; come allora, appena i valori delle azioni date in garanzia a questi prestiti calarono, le banche chiedono l’immediato rientro.

La replica o parodia ricalca financo i particolari. Il 24 ottobre 1929 è il giovedì nero a New York. I media: “Il crollo delle quotazioni si è fermato solo dopo una riunione dei principali banchieri newyorkesi negli uffici di J. P. Morgan & Co., presenti Charles E. Mitchell, presidente della National City Bank; Albert H. Wiggin, presidente di Chase National Bank; William Potter, presidente di Guaranty Trust Company; Seward Prosser, presidente di Bankers Trust Company; Thomas W. Lamont, senior partner della Morgan. Forti di risorse stimate in sei miliardi di dollari, la notizia del loro intervento ha rassicurato gli investitori”. L’effetto durò fino al week-end. Poi lunedì il nuovo crollo, panico inarrestabile.

kondratieffI crack costanti del capitalismo

Pechino, qualche giorno fa: “I 21 principali broker del Paese, riuniti nella Securities Association of China, hanno annunciato la costituzione di un fondo da 120 miliardi di yuan (circa 19,3 miliardi di dollari) per acquistare Etf sulle blue-chip. Il fondo, appoggiato dal governo, inizierà ad operare già lunedì nel tentativo di stabilizzare il mercato”. A questo fondo, la banca centrale ha avuto l’ordine di fornire “liquidità illimitata” per “stabilizzare i mercati”. Il governo interviene anche vietando le vendite…d’accordo, ridicolo autoritarismo. Ma è il governo che più ha approfittato dei meccanismi del liberismo globale, dell’abolizione di dazi e di concentrazione sul “vantaggio competitivo” cinese che sono (erano) le paghe basse.

La Cina ha volatilizzato 3.200 miliardi di dollari, dieci volte il debito greco. Il punto, come ricorda Nick Beams nel sito trotzkista (eh sì) World Socialist Website, ora che la Cina è diventata la seconda potenza economica mondiale e quella che fornisce “almeno il 30 per cento della crescita economica globale”, il suo ’29 avrà conseguenze terribili sul mondo intero. Sarà di nuovo anche il nostro ’29. La Depressione-bis. E per gli stessi motivi.

Non che la Nomenklatura di Pechino non si rendesse conto che la struttura della sua economia, dove il 50% del Pil è dovuto a “Investimenti” alimentati da credito facile (e che ha prodotto pericolose bolle, nell’ immobiliare anzitutto) e meno del 35% ai “Consumi interni”, non poteva durare. Nel 2013, la dirigenza ha deciso un cambio di orientamento. In che modo? L’ha detto nel novembre di quell’anno, in una importante riunione del Partito Comunista, il nuovo presidente Xi Jinping: “Dobbiamo rendere più profonda la riforma del sistema economico concentrandoci sul ruolo decisivo del mercato nell’allocazione delle risorse”. Le famose “riforme” . Che devono scatenare gli spiriti animali “del mercato”: Mario Monti, o Renzi, non avrebbero detto meglio. Sono i consigli che la Merkel dà a tutti noi del Club Med.

Pechino ha effettivamente ridotto l’intervento pubblico (corrotto) nel controllo del sistema finanziario; ha annunciato una “maggior apertura agli investimenti esteri” (dove l’abbiamo già sentito?). Inoltre, è perfettamente cosciente che deve aumentare i consumi interni.

Come aumentare i consumi ma non i salari

“L’ovvia strada per accrescere la spesa interna – commenta Beams – sarebbe l’aumento dei salari delle decine di milioni di operai. Ma questa strada è sbarrata dalla lotta competitiva nel mercati capitalisti globali. Ogni aumento significativo dei salari avrebbe messo fuori mercato le industrie cinesi, che operano su ridotti margini di profitto come subcontrattiste per le mega-corporations transnazionali di Usa ed E uropa, e sarebbero andate in zone di salari ancora più basso, come il Vietnam”. Anzi, aggiunge Beam, “con la repressione salariale operata dall’Amministrazione Obama, le imprese cinesi hanno da affrontare anche la competizione degli Stati Uniti, divenuti una zona di lavoro a basso costo”.

Non potendo – nel capitalismo globale senza dazi – aumentare i salari, la Nomenklatura e i suoi oligarchi hanno adottato un altro metodo. Lo stesso adottato dal liberismo terminale in Usa e in Occidente: aumentare i consumi incoraggiando la gente, che vedeva ridurre i propri emolumenti, ad aumentare il proprio tenore di vita con l’indebitarsi di più. Tipicamente, in Usa, con il credito facile ai debitori “sub-prime”, i cui debiti venivano (e ancora vengono) “cartolarizzati”; ossia spacciati come titoli che rendono interessi. In Cina, è stato ufficialmente incoraggiato l’indebitamento della crescente classe media per giocare in Borsa: “Con l’implicita garanzia che lo Stato, con la sua ferrea presa sul sistema finanziario, avrebbe assicurato quegli investimenti”. Di simili “garanzie implicite” ne abbiamo viste troppe, nel capitalismo occidentale: soprattutto a favore delle banche “troppo grandi per fallire”, che si sono potute permettere ogni azzardo morale con al certezza che gli stati le avrebbero salvate a spese dei contribuenti. La corsa delle banche tedesche e francesi a indebitare la Grecia al difuori di ogni buon senso, sottintendeva la garanzia “implicita” che, essendo i titoli di debito greci in euro, l’Europa, in qualche modo, avrebbe pagato il cattivo investimento dei banchieri ad un debitore cos ì mal messo. Draghi ha garantito con la famosa frase “whatewer it takes”, salverò l’euro con qualunque mezzo…

“Irrazionale euforia” è lo stato d’animo che si accompagna ai trionfi borsistici nel capitalismo finalmente liberato da tutti i lacci e le regole pubbliche. In Cina, lo Stato ha consentito che ciascuna casalinga di Shenzen, ciascun “investitore” individuale, potesse aprire fino a venti conti di trading. Venti conti alimentati dalle banche con credito “a margine”, dove l’indebitato investitore dà come collaterale del prestito che riceve, le azioni che con quel prestito ha comprato. Ciò consente di far salire alle stelle i volumi negoziati – la Borsa è salita del 150% in un anno – e i debiti a margine sono saliti di cinque volte; a giugno quel tipo di prestiti costituiva il 17 per cento della “capitalizzazione del mercato”. Di fronte alla bolla finanziaria astronomica, il governo ha cominciato a restringere il credito a margine: è stato questo a dar inizio alle vendite, sempre più a precipizio. Il governo contava di lasciar sfiatare un poco l’aria dalla bolla. E’ stata l’implosione, perché le milioni di casalinghe di Shenzen si son viste chiedere dalle banche la copertura pari alla perdita di valore delle azioni date in garanzia; hanno così scoperto a loro spese uno dei termini più speifici del capitalismo finanziario: i “margin calls”. Per far fronte, hanno dovuto vendere un po’ delle loro azioni; i milioni di vendite simultanee hanno fatto calare le azioni; altra richiesta di “margin call”, altre vendite, e via così nell’avvitamento già visto tante volte nella storia del capitalismo americano – ed oggi felicemente esteso al mondo.

Ma di quale dirigismo o keynesismo stiamo parlando?

“Le forze del mercato si sono mostrate più forti del regime”, commenta Beams .

Una cosa pare certa: la crescita cinese sarà ben inferiore al classico 7% annuo rispetto al Pil; forse si fermerà al 4%, il che significherà milioni di disoccupati, o la mancanza di nuovi milioni di posti di lavoro. Il rallentamento di un’economia globale che non ha mai conosciuto una vera ripresa sdal 2008, è inevitabile e si ripercuoterà sicuramente anche sulle nostre economie.

L’intero sistema cinese, stra-indebitato, è in pericolo di implosione; solo le autorità locali (del regime) hanno prestiti in essere per 4 mila miliardi di dollari. Conclude il trotzkista Beams: “I capitalisti rossi del Partito Comunista Cinese, avendo perso ogni pretesa di legittimarsi promuovendo l’uguaglianza, e men che meno di rappresentare il socialismo, vivono nella paura mortale di una eruzione delle classi lavoratrici”.

Anche i BRICS nel ciclone

Soffietto ideologico a parte, bisogna essere giusti con la Nomenklatura cinese. Sentendo il pericolo, aveva messo a punto grandiosi piani per investire i trilioni di dollari accumulati con l’export nei vasti piani di sviluppo che chiamiamo, genericamente, “nuova via della Seta”, ferrovie veloci transcontinentali, apertura di porti in paesi amici d’Asia (la Collana di Perle) un nuovo canale di Panama (lo stanno effettivamente scavando in Nicaragua), una grande banca di sviluppo con i BRICS, e con essi la recente creazione di una specie di Fondo Monetario alternativo, dotato di 100 miliardi di dollari (di cui la Cina ne mette 41). Un progetto di sviluppo globale, che contrastava per visione e generosità con l’Impero del Caos, ormai volto alla pura e semplice distruzione. Ma ora tutto è in pericolo.

Non solo. Come nota Dedefensa, i paesi BRICS sono tutti in difficoltà; tutti soffrono di vulnerabilità e fragilità multiple. E non perché siano particolarmente mal governati (rispetto alla UE o agli Usa, poi…), o che i loro dirigenti siano peggiori; “ma per la ragione essenziale che anch’essi fanno necessariamente parte del Sistema almeno tanto quanto ne possono essere ritenuti gli avversari”. Nel gorgo del capitalismo terminale siamo tutti, ed esso è entrato nella fase del ciclone di crisi.

Secondo Grasset, non siamo “ancora” al punto in cui il Sistema si dissolve in un buco nero, “anche se necessariamente ci avviciniamo alla fase di pura autodistruzione”, propria del furioso “scatenamento della materia” che il Sistema capitalista finale presenta, perché è un sistema radicalmente sbagliato” che rende impossibile la vita umana.

Ma attenzione. Gli Usa, dopo la crisi del ’29, non uscirono dalla Depressione che nel ’39, entrando in guerra, grande consumatrice industriale. La Nomenklatura cinese può essere tentata di sviare la rivolta del suo popolo accendendone il nazionalismo, fortissimo, e trovare conveniente provocare il conflitto finale usando il vantaggi competitivo di una demografia miliardario. Anche in questo, i cinesi non farebbero che ricalcare l’esito del capitalismo selvaggio Usa allora, e forse di ogni capitalismo bancario che deve finire in guerra, distruzione di uomini e di risorse, spreco di sangue, iper-inflazione, insomma rivelare fino in fondo la valenza omicida della sua dogmatica.

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: http://www.maurizioblondet.it/e-arrivato-il-cigno-nero-sovrappeso/

10.07.2015

NOTA

“Cigno Nero” (Black Swan), nel gergo finanziario americano, significa un evento avverso per le Borse che gli analisti e gli speculatori non sono riusciti a prevedere, o che non era stato anticipato dai modelli matematici degli economisti d’oggi. Naturalmente il Drago Nero cinese in corso era visibilissimo in anticipo.

Pubblicato da Davide

  • lanzo

    Le utime guerre mondiali sono state perse da chi non aveva accesso alle fonti energetiche. Adesso magari qualcuno capira’ perche’ gli USA sono disposti a tutte le piu’ grandi atrocita’ pur di avere il monopolio del petrolio, Punto. La Cina cerca di barcamenarsi – ma in caso di conflitto serio, si troverebbe a piedi e affamata – piu’ o meno come il Giappone.

    In piu’ con centinaia di milioni di disoccupati incazzati, al solito i ricconi – e questo la dice tutta sulla fiducia e patriottismo – comprano a suon di milionate di dollari proprieta’, terreni, aziende negli USA – E’ un trend  che va avanti da decenni – A Vancouver (Canada) hanno e comprano tutto – il Canadese "normale" non puo’ piu’ permettersi di abitare li’ !
  • ROE

    Prima dell’implosione, i popoli possono auto-riorganizzarsi in modo diverso, se lo vogliono.

  • Nieuport

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    Io di banche e di finanza non so e non parlo, ma mi
    preoccupa l’ipotesi che la nomenklatura cinese possa volere la guerra. Secondo
    me no, perchè le forze armate cinesi non sono ancora in grado di affontare
    Giappone e/o Taiwan e/o USA, anche se stanno rapidamente recuperando terreno.
    Come la Russia, che lentamente recupera terreno grazie al fatto che gli USA
    hanno la palla al piede del programma F-35, che costa e non va da nessuna
    parte. Ma non c’è solo la Cina, c’è il Giappone tornato nazionalista e c’è l’America
    che sta facendo esercitazioni provocatorie dalle repubbliche baltiche alla
    Romania, dalle Filippine alla Corea del Sud. Il guaio potrebbe arrivare,
    secondo me, se a qualcuno in America viene l’idea che guerre in cui Russia e
    Europa, o Cina e Giappone, si distruggano a vicenda sarebbe la soluzione di
    tutti i problemi. 

  • FlavioBosio

    Non senza distruggere lo Stato prima..

    Perché non appena una persona onesta come il contadino russo Mikhail Shlyapnikov tenta di fare qualcosa di utile ecco arrivare gli agenti dello Stato a minacciarlo perché lui, un contadino onesto, costituisce una "minaccia per l’economia russa".
    Pensare che il denaro venga creato dal lavoro oggi è considerato "minaccia per l’economia" pensa te in che cazzo di mondo viviamo..
    Eppure il contadino russo, nella sua ignoranza ha capito la quint’essenza del denaro onesto, troppo onesto per lo Stato evidentemente..
    E così stampati dei foglietti colorati denominati Kolions (nome infelice per noi ma chissà, forse in russo suona meglio) ha pensato bene di darli a chi spaccava la legna per il villaggio e con quelli far crescere un economia locale ed è scoppiato il putiferio..
    Morale.. ci si riorganizzerá soltanto dopo l’esplosione dello Stato perché farlo prima costituisce reato penale.
  • ROE
    Lo stato è sostenuto dal denaro ed è stato inventato per conservare il potere di chi controlla il denaro e può pagare per difendere lo stato.

    Si può invece organizzarsi in modo indipendente dalo stato.

    Il contadino russo era da solo.

    Se un numero abbastanza grande di persone partecipa ad un sistema di credito indipendente da stati e banche, stati e banche non possono impedirlo, nemmeno con la forza.

    E credo che sia l’unica possibilità.

  • natascia

    Cosa  fara’ l’uomo della strada?
    Ritirerà tutto il contante.
    Lo investirà in beni materiali.
    Rivedrà immediatamente lo stile di vita.
    Di fatto, tutte iniziative che  faranno precipitare, se possibile, ancor piu’ la situazione.
    Quindi  mai come in questo preciso momento storico fu piu’ calzante  il senso greco della vita umana intesa come tragedia: " Stirpe miserabile ed effimera, figlia del caso e della pena……Il meglio per te e’ assolutamente irraggiungibile. Non esser nata, non essere,  essere niente. Ma la seconda  cosa migliore per te e’ morire presto…."

  • clausneghe

    Del resto è scritto nelle antiche profezie, mai da prendere sottogamba, che il Dragone sarà sconfitto dalla Donna celeste, come ultima Bestia..

    Che il gorgo vorticoso sia proprio la spirale della guerra mondiale nel quale stiamo per essere trascinati anche noi, come dice, purtroppo, Blondet?
    E per ultimi verranno i RE Orientali,a marciare sulle rovine d’Occidente, recita un’altra profezia..
    Mah!
  • Saysana

    Vabbuo’, meno male che sto ad oriente 🙂

  • ROE
    Noi l’occasione l’abbiamo avuta e l’abbiamo ancora. È quel bambino che muore di fame ogni cinque secondi che non l’avrà mai.

  • FlavioBosio

    Non so a cosa serva EkaBank ma lo immagino dato che il fondatore pare sia un certo Rodolfo Marusi Guareschi già noto agli ambienti giudiziari 

    Nel gennaio del 2001:

    "Arrestato a Parma l’imprenditore Rodolfo Marusi Guareschi, accusato di associazione per delinquere in seguito all’inchiesta sulla tentata truffa telematica ai danni del Banco di Sicilia, scoperta nell’ottobre scorso. Con lui sono stati arrestati il commercialista di Reggio Emilia Federico Miglioli e l’imprenditore immobiliare Riccardo Razzetta, residente a Milano. I tre arrestati avrebbero dovuto occuparsi del riciclaggio dei 1.500 miliardi che sarebbero stati stornati dalle casse del Banco: 1.000 toccavano a Guareschi e gli altri 500 a Miglioli e Razzetta. Guareschi lo scorso hanno, attraverso il suo gruppo finanziario, aveva presentato 452 progetti di investimento, intestati a 452 società costituite nel giro di pochi giorni, per complessivi 6.000 miliardi di contributi sui 5.500 disponibili per la legge 488 che prevede incentivi per le aree depresse."

    Tratto da :  http://www.centroimpa… [www.centroimpastato.it]­

    "03/02/2005 – Nuovo arresto per Rodolfo Marusi Guareschi, 54 anni, imprenditore di origine parmense a capo di una galassia di società finite negli anni scorsi in un vortice di procedimenti dopo verifiche fiscali e contributive. La Squadra Mobile della questura di Parma lo ha arrestato nel suo ‘quartier generale’ allestito in una faraonica villa a Sant’ Ilario d’Enza, in provincia di Reggio Emilia al confine con il parmigiano, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d’appello di Bologna per un residuo pena di 2 anni, 2 mesi e 24 giorni per truffa e reati finanziari. 

    Marusi Guareschi era irreperibile dal 23 dicembre scorso, data di emissione del provvedimento restrittivo, forse perché all’estero. Quando ieri il personale della Mobile si è presentato nella sede della ‘Carisma’, la capofila delle sue società, l’imprenditore si è nascosto in un vano caldaie ed è stato scoperto dopo due ore e mezza di ricerche. La polizia ha inoltre denunciato per favoreggiamento la convivente e un avvocato, che secondo l’accusa hanno cercato di ostacolare in tutti i modi la cattura. Dopo l’arresto, Marusi Guareschi è stato trasferito nel carcere di Parma.
    (è-tv)"
    Tratto dal sito (dove troverete anche chi era costui):
    http://www.lungoparma… [www.lungoparma.it]­

    ————————————–­
    Torna in libertà pochi giorni dopo:

    "22/02/2005 – E’ nuovamente libero per prescrizione l’ imprenditore parmigiano Rodolfo Marusi Guareschi, 54 anni, arrestato a inizio mese dalla squadra Mobile della Questura di Parma nel suo ‘quartier generale’ a Sant’ Ilario d’Enza (Reggio Emilia), in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d’appello di Bologna per un residuo pena di oltre 2 anni. Lo ha reso noto lo stesso imprenditore, a capo di una galassia di società finite negli anni scorsi in un vortice di procedimenti dopo verifiche fiscali e contributive, con un comunicato su carta intestata della ‘Repubblica della Terra’ da lui fondata. "
    Tratto da : http://www.lungoparma… [www.lungoparma.it]­

    ————————————-


    E la lista continua…

    Bell’esempio.
  • andriun

    Adamo ed Eva(causa del peccato divino), Sparta e le donne(Aristotele pensò che la causa del suo declino fu dovuto anche ad un uomo troppo dominato dalla moglie e la troppa libertà lasciata alle donne) e ora(ma non solo), la profezia della Donna celeste che sconfiggerà il Dragone. La donna(dominante/guerriera) quindi, vista come ultima presenza di un ciclo vitale o come sintomo di un’epoca/società malata(la nostra) vicinissima alla sua fine. 

  • Fedeledellacroce

    Le profezie, come i profeti d’altronde, sono stupidaggini per creduloni. E non vanno prese "sotto braccio"
    Ma lo sanno bene i preti di tutte le religioni che con ‘ste profezie pigliano per il culo mezza umanitá.

  • temuchindallaCina

    Sono in grado eccome, basta solo pensare che il numero di testate nucleari possedute dalla Cina è sconosciuto a tutt’oggi, ma una cosa è certa, se mai dovesse scoppiare una guerra mondiale, non saranno certo i cinesi ad iniziarla, anzi, faranno di tutto per evitarla, questo è certo le mie fonti me lo hanno confermato più e più volte

  • temuchindallaCina

    tutte cazzate!

  • temuchindallaCina

    Idem!!!

  • ROE
    Ho visto ma quale sarà la verità dei fatti? C’è anche questo http://www.marusi.org/pit.htm. [www.marusi.org] "Le classi dominanti hanno sempre ricompensato i grandi rivoluzionari, durante la loro vita, con incessanti persecuzioni; la loro dottrina è stata sempre accolta con il più selvaggio furore, con l’odio più accanito e con le più impudenti campagne di menzogne e di diffamazioni." (Stao e rivoluzione, Lenin).

  • ROE