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DUE PROBLEMI – UN SOLO POLONIO

DI ALEXANDER GRISHIN

Komsomolskaya Pravda

Chi, e perché, ha potuto eliminare Yasser Arafat e Aleksandr Litvinenko

L’enigmatica morte dell’ex Presidente Palestinese Yasser Arafat forse ha trovato la sua spiegazione. Gli studiosi Svizzeri dell’istituto di radioattività dell’università di Losanna hanno trovato residui di Polonio-210 nei suoi effetti personali e sullo spazzolino da denti, cosa che permette di parlare di avvelenamento attraverso la contaminazione dei suoi oggetti personali.
In verità il responsabile dell’agenzia medico-biologica della Federazione Russa, Vladimir Uyba, aveva dichiarato che i suoi specialisti, nel 2005 avevano già analizzato alcuni campioni biologici di Arafat, non rilevando alcuna traccia di Polonio.
C’è il fatto che il Polonio-210 si può individuare solo nel caso in cui la ricerca sia mirata proprio a scoprirne la presenza. In caso contrario rilevarne tracce è praticamente impossibile.

Ricordiamoci che Yasser Arafat morì repentinamente l’undici novembre 2004, in un ospedale militare di Parigi. I Palestinesi più di una volta avevano affermato che era stato avvelenato dai servizi Israeliani, ma a Gerusalemme questa accusa era sempre stata respinta categoricamente, affermando che la morte di Arafat non portava loro alcun vantaggio, in quanto nella parte finale della sua vita Arafat era diventato sostenitore di una ricomposizione pacifica del conflitto Israelo-Palestinese.

Due anni dopo Arafat, a novembre del 2006, in uno degli ospedali di Londra, moriva invece di avvelenamento da Polonio-210, la «gola profonda» dei servizi segreti Russi, l’ex ufficiale dell’Intelligence FSB, Aleksandr Litvinenko.

Della sua morte, l’opinione pubblica e la stampa occidentale da subito aveva incolpato il «terribile KGB Russo» e il presidente Vladimir Putin in persona.

Come se Litvinenko avesse pagato per la sue rivelazioni.

I dettagli ora emersi sulla scomparsa del leader Palestinese potrebbero fornire risposte a entrambi i casi e dare finalmente un nome ai veri responsabili delle morti di Arafat e Litvinenko. I nomi potrebbero rivelarsi magari non Israeliani, ma ad esempio, di appartenenti ai servizi di Sua Maestà, l’MI6.

E’ noto e comprovato anche dagli avvocati di Litvinenko e di sua moglie Marina, che l’agente del FSB in fuga, avesse collaborato proprio con l’MI6.

E che via via la sua utilità fosse venuta meno, al contrario delle sue pretese che erano andate invece aumentando. Cercando di dimostrare di essere fondamentale, Litvinenko cercò anche di reclutare funzionari Russi nell’MI6, come ha raccontato nei particolari il deputato del Parlamento Russo, Andrei Lugovoi. Ma tutto questo senza ottenere risultati degni di nota. E sembra del tutto plausibile che l’MI6 con una sola dose di Polonio-210 abbia risolto due problemi – liberarsi di un problema interno e allo stesso tempo diffamare la Russia.

Anche la vicenda dell’avvelenamento di Arafat potrebbe ritrovarsi in questo secondo livello di lettura. Non è infatti un segreto che l’MI6 avesse intessuto solidi e duraturi contatti con le strutture politiche Palestinesi.

Se quindi supponiamo che Arafat convenisse veramente a Israele e che fosse in rapporti amichevoli con la Russia, allora va da sé che l’eliminazione sia avvenuta su richiesta degli avversari degli Arafat, all’interno delle correnti della opposizione palestinese. Gente che è in comunicazione con l’MI6 e che è per i servizi Britannici estremamente preziosa.

Una perizia più accurata dei residui di Polonio-210, potrebbe mettere i puntini sulle “i”, dato che ogni materia possiede una sua peculiare struttura, e rivelerebbe quindi il luogo della sua produzione. E se ad un tratto risulterà che in ambedue i casi il Polonio è stato prodotto in un determinato reattore ed eventualmente venduto dalla medesima azienda americana, che non ha poi reso noto i propri clienti al Ministero degli Interni degli Stati Uniti, allora la questione della paternità delle due operazioni di avvelenamento potrà essere considerata in gran parte risolta. Grazie allo stile peculiare di entrambe le azioni.

Alexander Grishin
Fonte: http://www.kp.ru
Link: http://www.kp.ru/daily/26145/3035453/

15.10.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da MASSIMO CONTINI

Pubblicato da Truman

  • Aironeblu

    Cit: I Palestinesi più di una volta avevano affermato che era stato avvelenato dai servizi Israeliani, ma a Gerusalemme questa accusa era sempre stata respinta categoricamente, affermando che la morte di Arafat non portava loro alcun vantaggio, in quanto nella parte finale della sua vita Arafat era diventato sostenitore di una ricomposizione pacifica del conflitto Israelo-Palestinese

    Beata ingenuità! Da quando a Tel Aviv (e sottolineo TEL AVIV, non Gerusalemme), è interessata la ricomposizione pacifica del conflitto israeliano-palestinese? E poi come si giustifica l’occupazione e la nuova espansione nei territori palestinesi, senza il ragazzino colto in flagrante con la fionda in mano?