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DUE PICCOLI APPUNTI SULLO SCENARIO POLITICO CHE VERRA': COSA CAMBIERA' ?

DI PAOLO FRANCESCHETTI
paolofranceschetti.blogspot.it

Tsunami grillo. Rischio ingovernabilità. Nuove elezioni. Accordi. Altro governo tecnico. Una nuova Weimar. Scelte responsabili in nome del paese, dice Berlusconi. Giulietto Chiesa dice addirittura che prevedere cosa succederà è impresa impossibile.
Questi i deliri che si sentono nel dopo elezioni anche se i risultati definitivi non sono ancora noti.
Cosa succederà nei prossimi giorni? Che scenario ci attende? Quanto inciderà il movimento di Grillo nelle politiche del paese?
Noi possiamo anticiparvi lo scenario futuro (anche perché io so leggere i tarocchi, il che mi dà un vantaggio non indifferente rispetto agli analisti politici contemporanei) e togliervi l’ansia dell’attesa con la seguente previsione: una beata minchia. Succederà né più né meno quello che è successo alle ultime elezioni, ma anche alle penultime, alle terzultime, alle quartultime, fino alle prime elezioni del dopo costituente: niente.

Chiariamo infatti due cose.
Intanto non c’è nessun fenomeno Grillo. Grillo è un fenomeno tirato su forzatamente dai media, e andato su grazie ai poteri che hanno voluto che andasse in parlamento. Quindi Grillo non è un fenomeno, ma è parte integrante del progetto politico che esiste da decenni. Se il potere non voleva che salisse, Grillo non sarebbe stato mai neanche menzionato, e se poi Grillo fosse salito lo stesso nonostante il silenzio, lo avrebbero fermato in altro modo, come Haider in Carinzia. Quindi lo hanno fatto salire al potere per un motivo ben preciso: rendere il paese ingovernabile.

Passiamo allora a chiarire un’altra cosa.
Il paese non è MAI stato governabile. Sono decenni che nessun potere ha mai la maggioranza assoluta e deve sempre ricorrere ad alleanze. Ai tempi del proporzionale la Democrazia Cristiana, che era in genere il partito di maggioranza, doveva allearsi con PSI e partiti minori; non a caso i governi di allora duravano pochi mesi; poi successivamente da quando inaugurarono il maggioritario non cambiò ancora una volta una beneamata minchia, perché Berlusconi per governare ha dovuto sempre accordarsi con altre forze anche molto lontane per contenuti e ideologie come la Lega. L’unica cosa che è cambiata col passaggio dal maggioritario al proporzionale è la durata dei governi in carica, mediamente più lunghi.
Per questo motivo infatti in Italia non ha mai funzionato nulla.

I governi tecnici, che sono in sostanza dei veri e propri colpi di Stato, hanno normalmente accellerato lo sfascio del paese con riforme in genere peggiorative, e chiedendo ad ogni finanziaria sempre “nuovi sacrifici” (dal ’47 ad oggi sono state fatte 65 finanziarie e ad ogni finanziaria puntualmente i governi hanno chiesto sacrifici, con il tono di chi dice: “scusateci, vi chiediamo un ultimo sacrificio, ma poi state tranquilli che dall’anno prossimo vi restituiamo tutto”. Sono oltre 65 anni che ce lo ripetono).
In questo senso anche Berlusconi che diceva di voler restituire l’IMU non è stata una novità; l’unica differenza con i precedenti governi è che lui dice le cose in modo più chiaro di altri politici, quindi si espone più di ogni altro a prese in giro e critiche, ma di fatto ha detto la stessa cosa che ci dicono da sessanta anni.

Il governo Monti è stato un vero colpo di Stato, resosi necessario per accellerare lo sfascio del paese; Monti si è dimesso al solo fine di legittimare una sua nuova elezione a presidente del consiglio, che questa volta sarà accettata dagli italiani perché diranno che la sua elezione è stata legittimata dal voto.
Quindi queste elezioni sono preordinate ad una nuova elezione di Monti, o comunque ad un altro colpo di Stato, questa volta legittimo.
E il Movimento 5 Stelle non rappresenta alcuna novità (dissero la stessa cosa per l’ascesa della Lega, o di altri partiti in passato); rappresenta solo una mossa dell’élite finanziaria al potere (quello vero) per creare maggiore instabilità e quindi permettere ulteriori provvedimenti di emergenza per reagire all’instabilità (non a caso le borse sono a picco dopo i primi risultati).

Dopo queste elezioni, quindi, non cambierà nulla ma ci sarà solo un altro colpo di Stato, probabilmente rimettendo Monti alla Presidenza del consiglio, che dopo essersi beccato insulti e improperi da tutti nei mesi scorsi, questa volta riceverà solo plausi. Mentre quelli che lo hanno criticato in passato potranno sempre dire che lo hanno votato per “senso di responsabilità”.
In linea di massima quindi il colpo di Stato sarà senza carri armati, perché l’italiano medio è furbo, se vedesse i carri armati per le piazze forse capirebbe qualcosa. Se invece gli dici che deve essere responsabile, a quel punto cede ed è disposto a subire pure che il paese vada allo sfascio, come sta succedendo da decenni, senza capire il perché.

Certo, alcuni hanno messo in conto che l’italiano medio possa essere troppo furbo, rispetto alle aspettative; e quindi hanno anche pronta la ricetta per la furbizia eccessiva: in caso di necessità sono pronti anche i carri armati.
Basterà far passare i carri armati come un provvedimento d’emergenza per rimediare all’instabilità, e chiamare il provvedimento che autorizza l’invasione armata come “carri armati salva-Italia”, e dopo il fuoco amico, le guerre preventive al terrorismo e agli stati canaglia, dopo la guerra alla Libia per proteggere la popolazione civile, avremo anche i colpi di Stato “salva-Stato”, ovverosia i carri armati salva-democrazia. Magari con i politici più noti, Bersani Berlusconi, ecc., che con aria solenne annunceranno alla nazione che si è resa necessaria una scelta responsabile di tutti i politici degni di questo nome per poter portare governabilità.

Ma in linea di massima non ci sarà bisogno di alcun carro armato.
Perché l’italiano è furbo, sì, ma non tantissimo. Non lo si fotte facilmente, è vero, ma dopo qualche giorno, passato il dopo elezioni, tornerà ad occuparsi di fica e di calcio, oppure della famiglia (perché si sa, l’italiano oltre che furbo è anche altruista e si sacrifica per gli altri, e quindi mette la famiglia avanti a tutto e non ha tempo per informarsi, e chi se ne incula se la società è composta di tante famiglie, prima viene la propria).
Proprio perché l’italiano è furbo, ogni tanto uno o due politici nuovi in parlamento devi pure metterli, se no poi se ne accorge che lo stanno prendendo per il culo. E i politici nuovi ci sono (anche perché la maggioranza dei politici ha oltre settanta anni e – diciamocelo – qualcuno nuovo lo dovevano mettere comunque per ricambio naturale, quindi già che c’erano hanno creato il fenomeno Grillo prendendo due piccioni con una fava).

Quindi, forse, niente carri armati, niente black out (tranne quello del cervello), niente di niente, almeno per qualche mese, prima di finire (inevitabilmente) come la Grecia.
Anzi, magari qualcuno potrà pure dire che siamo finiti come la Grecia non perché c’era un progetto a monte partito decine di anni fa, no. Saremo finiti come la Grecia per colpa di Grillo che ha reso ingovernabile il paese. I berlusconiani diranno che è stata colpa di Grillo e dei comunisti; quelli di sinistra diranno che è stata colpa di Berlusconi; i grillini diranno che è stata colpa della classe politica corrotta. E tutti contro tutti andremo allegramente allo sfascio, ballando in coperta come accadde durante l’affondamento del Titanic, ove metaforicamente l’Italia è il Titanic-Concordia, e la coperta sono gli stadi di calcio e i demenziali programmi di Maria De Filippi, Bonolis, Scotti, Fazio & co.

Paolo Franceschetti
Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it
Link: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2013/02/due-piccoli-appunti-sullo-scenario.html
26.02.2013

Pubblicato da Davide