Home / ComeDonChisciotte / DRESDA: MORTE DALL'ALTO
11474-thumb.jpg

DRESDA: MORTE DALL'ALTO

DI TOM SUNIC
theoccidentalobserver.net

Quella che segue è la traduzione del mio discorso in tedesco, tenutosi il 13 Febbraio 2013, verso le ore 7.00 del mattino, nel centro di Dresda. La commemorazione delle vittime di Dresda del 13 Febbraio 1945, è stata organizzata dalla “Aktionsbündnis gegen das Vergessen” (comitato d’azione contro l’oblio), da deputati del NPD, Partito Nazionaldemocratico Tedesco, e da funzionari del consiglio regionale di Dresda. C’erano 3.000 dimostranti antifascisti di sinistra. La città era sotto assedio, cordonata in sezioni da 4.000 poliziotti in tenuta antisommossa. La mole dei partecipanti nazionalisti, approssimativamente 1.000, arrivati in precedenza alla stazione centrale, era stata divisa, ed era stato impedito che si unisse al nostro gruppo nel luogo d’incontro iniziale. Verso le 23.00, quando l’evento era praticamente finito, i poliziotti antisommossa consentivano al nostro piccolo gruppo di organizzatori e relatori di oltrepassare le barricate verso la stazione centrale. Eravamo circa una quarantina – perlopiù funzionari locali del NPD. Il 14 Febbraio, ho fornito maggiori informazioni come ospite nello show radiofonico di Deanna Spingola. Bombardamenti per la pace

Dresda è solo uno dei simboli dei crimini degli Alleati; simbolo discusso malvolentieri dai politici dell’ establishment. La distruzione di Dresda, e le conseguenti vittime, vengono banalizzati dalla storiografia convenzionale e raffigurati come “danni collaterali nella lotta contro il male assoluto – il fascismo.” Il problema, tuttavia, risiede nel fatto che non ci fu solo il bombardamento di una singola Dresda, ma di innumerevoli altre Dresda sparse in molte parti della Germania e dell’ Europa in generale. La topografia della morte, segnata dagli antifascisti, è infatti una questione altamente problematica per i loro eredi.

Nell’odierna “lotta per la memoria storica”, non tutte le vittime godono degli stessi diritti. Alcune sono al primo posto della lista, mentre altre vengono fatte scivolare nel dimenticatoio. I nostri politici hanno un’aria indignata quando si tratta di erigere monumenti in memoria di popoli e gruppi etnici, specialmente di coloro che furono a loro volta vittime degli europei. Un crescente numero di giorni commemorativi e di risarcimenti economici spuntano sui nostri calendari. Di volta in volta le istituzioni europee ed americane pagano tributi a vittime non europee. Raramente, quasi mai, essi commemorano vittime delle loro stesse nazioni, che hanno sofferto sotto regimi comunisti e liberali. Gli europei e in particolare i tedeschi sono visti come perpetratori del male, e pertanto obbligati a continui rituali di espiazione.

Dresda non è soltanto una città tedesca, o il simbolo di un destino tedesco. Dresda è anche il simbolo universale delle innumerevoli città tedesche, ungheresi, croate, italiane, belga, francesi, bombardate dagli Alleati occidentali. Ciò che mi collega a Dresda, mi collega anche a Lisieux, luogo di pellegrinaggio francese, bombardato dagli Alleati nel Giugno del 1944. Lo stesso per Monte Cassino, meta di pellegrinaggio italiana, bombardata dagli alleati nel Febbraio del 1944. Il 10 Giugno 1944, a Lisieux, una piccola cittadina dedicata a Santa Teresa, 1200 persone persero la vita, il monastero benedettino fu raso al suolo, mentre venti suore erano al suo interno. Per fare una lista delle antiche città europee distrutte dai bombardamenti ci sarebbe bisogno di un’intera biblioteca -a patto che questa biblioteca non sia stata bombardata dai paladini del progresso, e che i documenti al suo interno non siano stati confiscati.

In Francia, durante la seconda guerra mondiale, circa 70.000 civili trovarono la morte sotto bombe democratiche anglo-americane, cifra menzionata con riluttanza dagli storici convenzionali. Dal 1941 al 1944, 600.000 tonnellate di bombe vennero sganciate sulla Francia; 90.000 edifici ed abitazioni distrutti.

Le istituzioni parlano spesso di “cultura” e “multi-cultura”. Eppure i loro predecessori delle forze armate si distinsero per la distruzione di diverse capitali europee della cultura. Chiese e musei europei dovettero essere distrutti, alla luce del fatto che tali luoghi non rientravano nella categoria della cultura umana. Spostandosi a sud, a Vienna, nel marzo del 1945, il Burgtheater fu bersaglio dei bombardieri americani; ad est dell’Italia settentrionale, il teatro dell’opera “La Scala” di Milano fu bombardato, così come centinaia di biblioteche in tutta l’ Europa centrale. Un pò più a sud, in Croazia, le antiche città di Zadar e Split vennero bombardate nel 1944 dai portatori della pace; uno scenario dell’orrore senza fine. Il centro culturale di Zadar, sulla costa adriatica, fu bombardato nel 1943 e nel 1943. Politici e turisti tedeschi, sono soliti andare in vacanza sulle coste croate; eppure proprio su quelle stesse coste si trovano numerose fosse comuni di soldati tedeschi. Sull’isola croata di Rab, dove ai nudisti tedeschi piace passare il tempo, vi è un’enorme fossa comune contenente i resti di centinaia di tedeschi uccisi dai comunisti Jugoslavi. I diplomatici tedeschi in Croazia, non hanno mostrato alcuno sforzo per far costruire monumenti a quei soldati martoriati.

Recentemente, la cosiddetta comunità democratica ha mostrato grande interesse nei confronti della pulizia etnica e della distruzione della Ex-Jugoslavia. Essa è stata anche piuttosto occupata a portare davanti alla giustizia del tribunale dell’Aia i criminali Serbi e Jugoslavi. Eppure questi ultimi, avevano avuto i loro modelli ispiratori già nei loro predecessori comunisti e negli alleati anglo-americani. Tra il tardo 1944 e l’inizio del 1945, ebbero luogo numerosi atti di pulizia etnica nei confronti dei tedeschi nelle aree comuniste della Jugoslavia. Nel Maggio del 1945 centinaia di migliaia di croati in fuga, perlopiù civili, si arrendevano agli alleati inglesi vicino Klagenfurt, nella Carinzia meridionale, solo per poi essere consegnati, nei giorni seguenti, ai banditi comunisti Jugoslavi.

Potrei parlare per ore dei milioni di tedeschi evacuati dalla Slesia, la Pomerania, dai Sudeti e dalla regione del Danubio. In ragione del fatto che tali oppressi non rientrano nella categoria dei criminali comunisti, non li includerò nella cerchia dei cosiddetti “portatori di pace” occidentali. Col senno di poi, comunque, si può osservare che tali promotori della pace, non avrebbero mai portato a termine il loro compito senza l’aiuto dei criminali comunisti, i cosiddetti anti-fascisti. Chiaramente, la più grande migrazione di massa della storia europea, dall’Europa centrale a quella orientale, fu opera dei comunisti e dell’Armata Rossa, ma i loro enormi crimini contro i civili tedeschi, e contro le altre nazioni europee, non avrebbero mai avuto luogo senza l’aiuto dei paladini del progresso occidentali. Ebbene, si è alle prese con due versioni diverse, quando si parla di commemorare le vittime della Seconda Guerra Mondiale.

Cosa passava per la testa degli Alleati durante i raid aerei sulle città europee? I piloti avevano di certo la coscienza a posto, poiché sentivano di stare portando avanti una missione democratica in nome di Dio. Le loro incursioni distruttive venivano condotte in nome dei diritti umani, della tolleranza e della pace globale. Sulla base del loro approccio messianico, giù in Europa centrale – per non parlare di Dresda – non vivevano esseri umani, ma mostri senza cultura. Di conseguenza, per rimanere fedeli al dogma democratico, quei samaritani dell’aria, mantennero sempre pulita la propria coscienza mentre bombardavano i mostri al di sotto.

Come ci insegna il grande esperto tedesco di giurisprudenza internazionale, Carl Schmitt, c’è un grave problema nel mondo giuridico odierno e nelle idee sui diritti umani. Non appena qualcuno addita un proprio nemico come “mostro”, o come “insetto”, i diritti umani cessano di essere applicati a quest’ultimo. E’ questa la componente principale del Sistema moderno. Allo stesso modo, se un intellettuale europeo, un accademico, o un qualsiasi giornalista mette in discussione tali aspetti del Sistema, corre il rischio di essere bollato come un “radicale di destra”, un “fascista” o addirittura un “mostro”. In quanto mostro, egli non è più umano, e pertanto non gode più del diritto di proteggersi da tali ideologie sui diritti umani. Egli viene ostracizzato, e professionalmente messo a tacere. Oggi il Sistema si vanta della sua tolleranza nei confronti di ogni popolo ed ogni nazione sulla faccia della Terra, ma non nei confronti di coloro precedentemente identificati come mostri, estremisti dell’ala destra, o fondamentalisti. Agli occhi dei paladini del progresso, i civili tedeschi che si trovavano in questa situazione nel Febbraio del 1945 non erano esseri umani, ma strane forme di insetti che bisognava annientare, assieme alla loro cultura materiale. E’ tale mentalità che incontriamo oggi tra i cosiddetti benefattori dell’umanità, specialmente nel loro impegno in Iraq o in Afghanistan.

Veniamo spesso accusati di esagerare a proposito delle vittime di Dresda per sminuire i crimini fascisti. Tutto ciò non ha senso. E’ una tesi che può facilmente essere invertita. Gli storici convenzionali e gli opinionisti, 70 anni dopo la guerra, hanno bisogno di rinnovare continuamente l’idea del pericolo fascista, per insabbiare i loro catastrofici fallimenti economici e i loro stessi crimini di guerra.

Oltretutto, gli storici dell’establishment preferiscono non dirci che ogni vittima, nel Sistema multiculturale, è incline al conflitto; ogni vittima continua a lamentare la propria singolarità e a prosperare alle spese di altre vittime. Ciò, semplicemente, indica la debolezza del Sistema multiculturale, portando infine alla balcanizzazione, alla guerra civile, ed al collasso del Sistema. Un esempio: L’attuale atmosfera vittimistica dell’odierno Sistema multiculturale spinge ogni popolo, ogni comunità, ogni immigrato non europeo a credere di essere l’unico e il solo caso di oppressione importante. Si tratta di un fenomeno pericoloso, poiché ciascun oppresso si trova in competizione con l’altro. Tale mentalità vittimistica non può portare alla pace, bensì alla violenza multietnica e rende inevitabile uno scontro futuro.

Con l’odierna banalizzazione e negazione dei crimini liberal-comunisti nei confronti del popolo tedesco, inflitti prima, dopo e durante la Seconda Guerra Mondiale, non può esserci alcun clima di reciproca comprensione e riconciliazione, ma solo un’atmosfera di falsi miti e vittime in conflitto le une con le altre, per mezzo della quale ognuno si sente vittima del proprio vicino.

L’esempio per eccellenza è il collasso dell’ Ex-Jugoslavia, uno stato artificiale nel quale per cinquant’anni diversi popoli sono stati vittime degli storiografi e della propaganda comunista, in cui il popolo Croato è stato demonizzato quale “Nazione Nazista”. Nel 1991, dopo la fine del comunismo, il risultato non fu la mutua comprensione tra etnie, ma il reciproco odio e una terribile guerra nella quale ciascuna parte chiamava l’altra “fascista”. Quello che ci aspetta qui nell’Unione Europea, non è una qualche esotica e multiculturale utopia, ma un ciclo di violenze e guerre civili in pieno stile balcanico.

Cari signore e signori, cari amici. Non cadiamo preda di illusioni. Dresda deve servire da segnale d’allarme contro tutte le guerre, così come da luogo di commemorazione per le vittime innocenti. Eppure Dresda potrebbe un giorno diventare simbolo di titaniche catastrofi. Cosa ci aspetta nei giorni a venire, lo si può già immaginare. Alcuni di voi, alcuni di noi, con una più lunga memoria storica, sanno bene che un’era è finita. L’età del liberalismo è finita da lungo tempo.
Brutti tempi ci aspettano.
Ma tali epoche imminenti offrono a tutti noi una possibilità.

Il dottor Tom Sunic (www.tomsunic.com) è stato professore di scienze politiche, e membro della direzione dell’ “American Freedom Party” (precedentemente American Third Position Party. E’ l’autore di Homo americanus: Child of the Postmodern Age (2007).

Fonte: www.theoccidentalobserver.net
Link: http://www.theoccidentalobserver.net/2013/02/dresden-death-from-above/
20.02.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STEFANO GRECO

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    …hanno sofferto sotto regimi comunisti…centinaia di tedeschi uccisi dai comunisti Jugoslavi… pulizia etnica nei confronti dei tedeschi nelle aree comuniste della Jugoslavia…banditi comunisti Jugoslavi….. criminali comunisti, i cosiddetti anti-fascisti…sminuire i crimini fascisti…rinnovare continuamente l’idea del pericolo fascista, per insabbiare i loro catastrofici fallimenti economici e i loro stessi crimini di guerra….
    Cari signore e signori, cari amici. Non cadiamo preda di illusioni.

    Il Partito Nazional-Democratico Tedesco… è un partito tedesco di estrema destra nato il 28 novembre 1964, epigono del Partito socialista del Reich Tedesco… la maggior parte della popolazione tedesca considera il NPD un partito non democratico .. Il NPD è considerato dai suoi oppositori politici ed ideologici come un partito filo-nazista, data la sua opposizione ideologica nei confronti dei neri, degli ebrei e dei musulmani.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Nazional-Democratico_Tedesco

    Wiki, peccando di presunzione, ha dimenticato di nominare i comunisti, oggetto di questo accurato studio storiografico

  • Giancarlo54

    Vero quello che dici, ma quello che ha detto il tizio nell’articolo è per caso falso? La verità cambia a secondo di chi la dice?

  • yakoviev

    A giudicare da quanto dice lui pare che gli jugoslavi erano inca@@ati coi tedeschi così, in quanto questi ultimi si trovavano lì per caso, non perchè gli avevano invaso il paese, particolare evidentemente di importanza trascurabile, tant’è che in tutto l’articolo non ne fa menzione.

  • bysantium

    E se qualcuno scrivesse che le bombe atomiche sulle indifese città giapponesi – non obiettivi militari – sono stati dei massacri a mero fine terroristico, dovrebbe prima presentare la patente di democratico?
    E anche dovrebbe premettere la lunga lista di infamie pure commesse dai giapponesi?
    E’ così difficile riconoscere che una buona idea o il riconoscimento di una verità evidente non sono né di destra né di sinistra?

  • RicBo

    Dunque: Tom Sunic è un noto neonazista che si nasconde sotto una maschera di presentabilità.
    Dresda fu indubbiamente un crimine contro l’umanità, ma che ce lo venga a dire un personaggio esecrabile come questo, il cui odio cieco e la cui intolleranza emergono in ogni parola di questo articoletto, la dice lunga sugli orientamenti di fondo di questo sito.
    La risposta alla sua domanda: “Cosa passava per la testa degli Alleati durante i raid aerei sulle città europee?” è già stata data parecchie volte, e va ricercata nella disumanizzazione del popolo tedesco messa in atto dalle gerarchie militari dell’epoca (startegia usata anche verso i giapponesi) ed alla recente scoperta dei crimini dell’olocausto. Non che questo li scusi, ma almeno un accenno non sarebbe guastato.
    A questo punto vorrei però sapere cosa passava nella testa dei fascisti italiani e dei nazisti della Legione Condor quando bombardavano Barcellona, Madrid e Guernika meno di dieci anni prima, con l’intenzione, accertata storicamente, di uccidere i civili per terrorizzarli.

  • haward

    Probabilmente tra qualche anno pagine come quelle del bombardamento di Dresda o di Amburgo o di Tokio, per non parlare in Italia di Treviso o di Foggia, tanto per citare solo due tra le centinaia di città devastate dai “liberatori”, verranno fatte sparire per sempre dai libri di Storia. E chi, povero pazzo, proverà a ricordare che i morti sono tutti uguali, verrà arrestato come nemico dell’umanità e della democrazia.

  • Tonguessy

    La verità diventa funzionale. Questo è il problema. Ovviamente i bombardamenti di Dresda (con i piloti RAF convinti di bombardare postazioni belliche) sono un’infamia. Ma due torti non fanno mai una ragione. E sentirsi dare delle lezioni di storia da chi ha contribuito al maggiore massacro degli ultimi tempi (55 milioni di morti) non mi va proprio. E’ come dire: la mia parte ha sbagliato? e voi pensate di avere fatto tutto giusto? So discorsi che non portano da nessuna parte, solo al massimalismo dogmatico di chi non accetta di rivedere i propri torti.

  • Tonguessy

    I tedeschi erano tutti “Sull’isola croata di Rab, dove ai nudisti tedeschi piace passare il tempo”. Perchè tutti i tedeschi sono nudisti e a tutti i tedeschi piace andare a Rab. Per i “banditi comunisti Jugoslavi” fu un gioco da ragazzi ucciderli tutti, nudi com’erano per impossessarsi dei Rolex d’oro che tenevano nascosto in tasca. Aspetta, erano nudi o avevano le tasche? Forse non sai che quei tedeschi erano l’ultima colonia di rarissimi marsupiali teutonici nudisti. Uccisi loro, estinta la specie. Adesso puoi cercare in tutti le spiagge nudiste ma non ne troverai più alcuno. Comunisti di merda.

  • lucamartinelli

    Al di la degli schieramenti a cui purtroppo è sempre difficile sfuggire, l’importante è riconoscere che gli anglo-americani credevano nella guerra totale che consisteva soprattutto nei bombardamenti delle città. Sono stati i soli. Non a caso ho sempre denunciato l’essenza criminale di questi popoli, in pace come in guerra. Stalin, perdonatemi, ma va detto, si rifiutò di aderire alla richiesta americana di bombardare il Giappone, perchè inorridiva all’idea di ammazzare dei civili. Lo stesso Hitler bombardò un pochino 2 o 3 città inglesi e lo fece come rappresaglia dopo che gli alleati avevano iniziato la campagna di bombardamenti a tappeto delle città tedesche. sempre gli alleati sono responsabili della morte di almeno 4 milioni di tedeschi a guerra finita, crimine che è emerso solo da poco tempo, accuratamente nascosto per 50 anni. Cari amici, non è facile decidere chi sono i buoni e chi i cattivi. A dire il vero la storia recente (Vietnam, Cambogia, Irak, Libia, Siria e Afghanistan e un cinquantina di altri paesi) dà una mano a capire che i buoni esportatori di democrazia sono anche cattivi.

  • haward

    I piloti della RAF sapevano benissimo quello che stavano facendo. O, meglio, gli alti ufficiali inglesi (ed americani perchè il giorno dopo hanno bombardato anche loro) conoscevano alla perfezione la situazione sul campo a Dresda come in tutti gli altri distretti. Il problema posto dall’autore, che sarà anche un assassino, criminale o pedofilo e cannibale, è il seguente: perchè alcuni sono stati processati e condannati a morte senza neanche la possibilità di difendersi ed altri, che più o meno hanno fatto le stesse cose, sono ricordati come eroi?

  • Tonguessy

    Per lo stesso motivo per cui John Wayne è il buono, essendo cowboy, mentre gli indiani sono sempre brutti e cattivi

  • RicBo

    La tua ricostruzione storica è falsa, i primi a bombardare i civili furono proprio i fascisti italiani ed i nazisti tedeschi nella guerra di Spagna, con l’intenzione dichiarata di uccidere quanti più civili era possibile con lo scopo di terrorizzare la popolazione. Gli americani hanno fatto propria questa tattica successivamente, da buoni pragmatici avevano visto che funzionava.

  • kurskit

    beh, che il bombardamento delle città l’abbiano inventato i fascisti o i nazisti, denuncia una certa ignoranza della storia militare. Al limite, è il bombardamento AEREO che trovò in un italiano, negli anni 20, il massimo teorizzatore, ma colpire le città nemiche è vecchio come la storia.

  • yakoviev

    Infatti Dresda è importante oltre che in sè, in quanto strage indiscriminata e disumana di migliaia e migliaia di civili innocenti, in quanto più o meno capostipite della dottrina militare, che è anche una filosofia e quasi una mistica, del bombardamento aereo. La quale dottrina ebbe il suo culmine, in quella guerra, con Hiroshima e Nagasaki, ma sta alla base di tutte le guerre imperialistiche contemporanee.

  • yakoviev

    A proposito di Dresda, visitai la città nel maggio 1989 con buona parte del suo centro storico lasciato volutamente in macerie, così come era allora dopo il bombardamento, in quanto dichiarato dal governo della DDR area monumentale dedicata al ricordo di quei tragici eventi. Ho rivisto abbastanza recentemente le foto che scattai in quell’occasione: un luogo suggestivo e silenzioso (nonostante i visitatori), con i tetri scheletri delle facciate dei palazzi, ma anche con gli alberi cresciuti in mezzo alle macerie. Mi dicono che ora quel monumento sia stato violato, e il centro storico “ricostruito” (che ipocrisia!) dopo la riunificazione tedesca. Area evidentemente pregiata per gli speculatori…Qualcuno ha avuto occasione di andarci negli ultimi anni?

  • RicBo

    capostipite un bel niente, vi scordate tutti di Coventry, e prima ancora di Guernika.

  • yakoviev

    Allora diciamo che chi ha fatto propra e applicato con continuità la dottrina e la filosofia del bombardamento aereo, partendo da Dresda e passando per Hiroshima e Nagasaki, per i piani innumerevoli elaborati per bombardare l’Urss ( e stoppati nel 49 dall’atomica sovietica), per le tonnellate di bombe scagliate sul Vietnam etc., e ne fa l’aspetto principale della propria dottrina militare ancora oggi è l’imperialismo Usa. Mi pare che la sostanza non cambi.

  • TizianoS

    Io fui a Dresda nel 1943 dove i miei genitori avevano la casa e una gelateria (rase al suolo) ma ero piccolo e i miei ricordi si limitano a quanto segue: la strada sotto il balcone di casa dove marciava la Hitler-Jugend, lo Zoo, la cui fine sotto i bombardamenti fu oggetto di vari toccanti racconti, le vetrine dei negozi desolatamente vuote, una donna nana che era alta come me, un bambino che abitava nella soffitta di casa con la madre e che aveva una collezione di soldatini di stagno, il numero di telefono di casa: 14391, e un ritornello in tedesco che recitava: “Oh mein Gott ! Sechs Kinder und kein Brot, mein Mann Soldat !” (Oh mio Dio ! Sei bambini e niente pane, mio marito soldato !).

    Un mio cugino visitò Dresda al tempo della DDR e mi confermò le sue impressioni e cioè che la zona dove abitava la mia famiglia era stata lasciata volutamente in macerie come area monumentale dedicata al ricordo dell’apocalisse del febbraio 1945.

    Mi dispiace sentire che anche questo monumento è stato violato: nessuna pietà per chi ha perso !

  • yakoviev

    PS- ho dato un’occhiata a qualche sito: ovviamente in quasi tutti non si fa minimamente menzione del centro storico lasciato volutamente così com’era in quanto monumento a ricordo del bombardamento, ma si elogia la ricostruzione come benefico apporto della riunificazione. La logica del capitalismo che lava con un semplice colpo di spugna i suoi stessi crimini…

  • lucamartinelli

    mi sono limitato alla seconda guerra. Non ho informazioni sui Fenici.

  • Gracco

    per l’esattezza storica il primo paese che fece ricorso ai bombardamenti aerei fu l’Italia liberale nella guerra di Libia nel 1911 (sei anni dopo il volo dei fratelli Wright!) e gli aerei non erano nemmeno di fabbricazione italiana, ma francese: questo è un primato di cui come italiano mi vergogno. Poi si sono dati da fare i tedeschi con i loro micidiali Stukas e Messerschmit (Guernica, Coventry) ma più che i massacri dal cielo bisogna mettere sul loro conto gli stermini “a terra” delle polazioni civili, a cominciare dall’Urss. La sfrontatezza di questo nazista evirato ma impenitente è davvero incredibile: fa venire la voglia di applaudire i massacri di Dresda e il piano Morghentau che prevedeva la castrazione di massa dei maschi tedeschi…a cominciare da lui! ma non sarebbe giusto…come non sarebbe giusto approvare l’atomica su Hiroshima per il genocidio che i Giapponesi avevano perpretato in Cina dal ’31 al ’45 e che a tutt’oggi la loro classe dirigente sfrontatamente nega o minimizza.
    Resta il fatto che il terrorismo aereo (inventato in Italia!) è l’arma di elezione dell’imperialismo americano per schiacciare il mondo da 70 anni in qua ed è l’arma più vile e micidiale che sia mai stata approntata nella storia.

  • TizianoS

    Concordo in pieno con la chiusa del suo commento, aggiungo che oggi i bombardamenti americani hanno fatto un “salto di qualità” con l’uso dei droni assassini, autorizzati da un Nobel per la Pace, vili e micidiali anch’essi, ma anche illegali, e sui quali l’ONU vergognosamente è rimasta finora silenziosa.

  • Tonguessy

    Teoria confermata dalla recente invasione della Libia, dove solo le forze aeree dovevano provalere (previo la risoluzione ONU 1973 no-fly zone) e determinare l’esito del confronto militare.

  • Tonguessy

    Assolutamente così. E spero tu possa trovare una qualche pace per quei terribili ricordi.

  • TizianoS

    Grazie di cuore. Non sono un sentimentale, ma la fine di Dresda e dei suoi innocenti abitanti, compresi gli animali dello zoo, mi hanno segnato profondamente, da una vita.