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DOMANDA – RISPOSTA: DAL PIANETA MARTE ALL'AGRO – BUSINESS

DI JAMES HOWARD KUNSTLER

lesakerfrancophone.fr

Il più grosso spezzone della trasmissione “60 Minuti” (sulla CBS, ndt) della scorsa notte è stato dedicato all’ultimo film della saga di Star Wars, che ha superato la barriera del miliardo di dollari d’incassi dopo appena una settimana dalla sua uscita. Questo spiega tutto di ciò che bisogna sapere di una società che annega, oltre che dello stato dei nostri media.

La settimana scorsa la ciliegina sulla torta era stata la celebrazione del successo del gruppo SpaceX di Elon Musk nelle operazioni di recupero del primo stadio del razzo Falcon 9, che in teoria dovrebbe essere riutilizzato per ridurre enormemente il costo dei lanci per l’invio di cose nello spazio.

I media hanno esaltato la notizia perché, dietro questo successo, c’è il progetto eroico di Elon Musk di portare gli uomini su Marte. Nel corso degli ultimi quarant’anni la nostra cultura ha perso molto. Tra tali perdite, spesso la meno riconosciuta è quella delle capacità critiche. Siamo diventati una nazione ridotta all’infantilismo.

Non andremo mai su Marte. Malgrado gli elogi al film “The Martian”, perfettamente realizzato da Ridley Scott e basato su di un romanzo di Andy Weir, qualunque viaggio verso Marte sarebbe a senso unico. Tutto ciò ci fa porre una domanda: perché siamo così desiderosi di viaggiare nello spazio verso un pianeta morto e senza elementi necessari alla vita umana, quando non siamo nemmeno in grado di gestire la vita umana su di un pianeta magnificamente attrezzato per la nostra sopravvivenza?

Perché ci siamo persi nell’incantesimo del tecno-narcisismo. Con ciò si vuole intendere che siamo convinti che tutte le conseguenze impreviste della nostra breve orgia tecno-industriale possano essere affrontate e risolte da maggiore e migliore tecnologia! Notate come questo racconto sia servito ad una società, ormai ostaggio di immagini su piccoli schermi, e da persone che agiscono sempre più come se questi schermi fossero divenuti la nuova dimora della realtà. Ciò non è psicotico?

Tutto questo inneggiare alle glorie dell’epoca spaziale riduce l’attenzione che prestiamo ai nostri problemi su questo pianeta, compresa la questione esistenziale di sapere a che punto sia il nostro suicidio a causa della combustione fossile, la quale alimenta la nostra tecno-industria.

Personalmente, non credo affatto che un accordo internazionale possa risolvere questo dilemma. L’unica cosa che potrebbe funzionare – e su questo ci punto – è che un crollo finanziario ci conduca a riorganizzare forzatamente l’attività umana su di una scala tecnologica inferiore.

La domanda successiva da porci è fino a che punto sarà dura questa transizione, certo che è ampiamente in nostro potere rendere meno penoso questo viaggio. Ci vorranno devozione verso obbiettivi chiari e un accanito lavoro perché possano essere modificate tutte le nostre attuali organizzazioni, come anche rinunciare a distrazioni infantili come i viaggi nello spazio e la tecnologia.

Per esempio, sognare i razzi per Marte è facile, se paragonato alla transizione dal racket senza avvenire dell’agro-business ad altri metodi d’agricoltura che non distruggano i suoli, la falda freatica, gli ecosistemi e gli organismi (tra cui gli uomini). É più facile che riorganizzare le nostre vite nel nostro ambiente al fine di non essere più ostaggi dell’automobile per andare ovunque con qualunque pretesto. É più facile che educare le persone a pensare e a sviluppare vere competenze pratiche per non dipendere da macchine complesse e apparecchi a propulsione elettrica.

Ma a tutto ciò non siamo interessati ed ecco perché siamo spinti con calci ed urla verso un differente avvenire, che non sarà una passeggiata in razzo verso un nuovo centro commerciale su Marte. Io non sono religioso, ma forse c’è al lavoro qualcosa, come la Provvidenza, che ci affascina con fantasmi spaziali di fine anno, per farci dimenticare tutta questa merda stupida e prepararci per le tribolazioni che verranno dai settori bancario e politico nel 2016. Parlando di ciò, la prossima settimana pubblicherò le mie previsioni per i dodici mesi di montagne russe che abbiamo davanti.

Buon anno nuovo a tutti.

James Howard Kunstler

Fonte: http://lesakerfrancophone.fr

Link: http://lesakerfrancophone.fr/questions-reponses-de-la-planete-mars-a-lagro-business

28.12.2015

Traduzione dal francese per il sito www.comedonchisciotte.org di NICOLA PALILLA

Pubblicato da Davide

  • Bellerofon

    Forse al recensore di questo articolo, ed alla stragrande maggioranza del pubblico (soprattutto italiano) è sfuggita l’ironia graffiante, ed anche amara, del film "The Martian". Scott dice semplicemente le cose come stanno: allo stato attuale della tecnologia e della coscienza umana, la colonizzazione di marte è solamente un sogno, un leggero fumetto anni ’50 in stile Marvel. Buono per i residuali boccaloni del "sogno americano", o delle "sorti umane e progressive". L’ottimismo serve solo a raccontare favole. Espressione massima di un regista anziano, umano, saggio, umile e geniale.