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DILMA: E' STATO UN GOLPE – SOLO IL POPOLO PUO' CACCIARMI

Filipe Matoso, Laís Lis, Gustavo Garcia e Fernanda Calgaro
g1.globo.com

Dilma parla di  ‘colpo di stato’ e dice che “solo il popolo” può allontanare dal proprio posto il Presidente,  così si è difesa nella sessione di giudizio al Senato ed ha affermato di non aver commesso i crimini di cui è accusata.

La presidente-allontanata Dilma Rousseff questo lunedì (29) ha tenuto un discorso di 46 minuti (versione integrale) per difendersi nel processo di impeachment al Senato, ed ha dichiarato che il vero obiettivo è un “colpo di stato” e che non ha commesso i reati di responsabilità per i quali è stata accusata. Secondo lei, solo gli elettori possono rimuovere un governo “durante il suo mandato”.

Dilma ha cominciato a parlare alle 09:53, 15 minuti dopo che il Presidente del processo, il ministro Ricardo Lewandowski, della Corte Suprema (STF), aveva aperto la sessione ed ha concluso il discorso alle 10h39.

La decisione finale per la condanna o per l’assoluzione dell’accusata, deve avvenire tra Martedì e Mercoledì (31), dopo il dibattito tra accusa e difesa e nuove manifestazioni dei senatori. Sono necessari  54 voti su  81 senatori per l’allontanamento definitivo dell’accusata.
 
Il presidente in carica, Michel Temer, ha seguito il discorso in TV, nel Palácio do Jaburu, accanto al Ministro da Casa Civil, Eliseu Padilha ( vedi le  reazioni al discorso tra i senatori).
 
“Ormai siamo solo a un passo da un vero e proprio colpo di stato. Di cosa sono stata accusata? Quali crimini atroci ho commesso? “

La dichiarazione del presidente-allontanato precede le ultime quattro fasi del processo – l’interrogatorio di Dilma, il dibattito tra accusa e difesa, le dichiarazioni dei senatori e il voto sull’ impeachment che si terrà in parlamento.

Nel discorso, la Rousseff ha detto “mai” darò le dimissioni, perché questo è quello che serve per il “colpo di stato”.

Secondo Dilma, il sistema presidenziale del Brasile non prevede che, se il presidente ha perso la maggioranza al Congresso, il suo mandato debba essere perso. La Rousseff ha detto che “solo il popolo” ha il potere di allontanare il presidente “durante il suo mandato”.

“Nel presidenzialismo previsto dalla Costituzione, non basta perdere la maggioranza parlamentare per rimuovere il presidente. Deve configurarsi un crimine di responsabilità ed è chiaro che non c’è stato nessun crimine”, ha detto Dilma. 

Non è legittimo, come vogliono i miei accusatori, allontanare il capo dello Stato e del governo perché non si  condivide il lavoro che sta svolgendo. Chi rimuove il presidente per cambiare il suo operato è il popolo, solo in occasione delle elezioni”

Ha parlato di quello che ha definito un “golpe” del presidente del governo in essere Michel Temer, che ha chiamato “usurpatore”.

“Un golpe che, se consumato, comporterà l’elezione indiretta di un governo usurpatore, l’elezione indiretta di un governo – oggi ad interim –  che non ha nessuna donna nei ministeri, quando il popolo alle urne aveva scelto una donna alla guida del Paese. Un governo che esclude i neri dalla sua composizione ministeriale e che ha mostrato profondo disprezzo per il programma scelto e approvato dal popolo nel 2014“, ha detto Dilma. 

Tortura

Il discorso di Dilma è cominciato con un riferimento alla tortura patita come prigioniera politica durante la dittatura militare. “Non posso fare a meno di sentire in bocca ancora il sapore amaro dell’ingiustizia e dell’arbitrio“, ha detto.

 Ha detto che nel suo mandato da Presidente, ha difeso la Costituzione e non ha mai agito contro la democrazia.

 “Ho sempre creduto nella democrazia e nello stato di diritto. Mai agirei contro quello in cui credo o farei qualche atto contro gli interessi di coloro che mi hanno eletto “, ha detto il presidente-allontanato.

 “Non mi batto per il mio mandato né per mia vanità e non mi appello al potere come si addice a chi non ha carattere. Io lotto per il popolo del mio paese, lotto per il loro benessere“, ha detto.

‘Pena di morte politica’

Secondo Dilma, il giudizio a cui è sottoposta è “sleale” e l’eventuale perdita del suo mandato per lei rappresenterà una “pena di morte politica”.

“Cancellare il mio mandato equivale a condannarmi ad una pena di morte politica. Questa è la seconda volta che mi trovo in un processo iniquo. La prima volta, fui condannata da un tribunale speciale e di quell’epoca porto ancora i segni sul corpo e questi segni su di me sono più forti di quelli dei miei carnefici, io posso guardare a testa alta mentre loro si nascondevano la faccia. Oggi dopo quarant’anni, non ci sono prigioni illegali, non c’è tortura. I miei giudici arriveranno qui grazie allo stesso voto popolare che mi portò alla presidenza e per questo, tutto il mio rispetto. Continuò a testa alta guardando negli occhi i miei giudici”.

Emozione

In un momento emozionante del suo discorso,  la Rousseff ha detto di essere stata per due volte vicino alla morte: Durante  la dittatura militare e quando si ammalò di cancro nel 2010. Ha detto che ora, non teme la morte in sé, ma teme per la morte della democrazia.

Per due volte, ho visto in faccia la morte: quando fui torturata per due giorni di fila, sottomessa da quelli che volevano farci dubitare della umanità e del senso della vita, e poi quando una malattia grave ed estremamente dolorosa avrebbe potuto abbreviare la mia esistenza. Oggi, temo solo la morte della democrazia, per la quale molti di noi qui, in questa aula, abbiamo lottato dando il massimo dei nostri sforzi. “

‘Rottura democratica’

La Presidente allontanata ha ribadito di non aver commesso nessuno dei crimini di responsabilità dei quali è accusata e ha detto che il paese corre il rischio di una  “rottura democratica”.

Dopo aver fatto riferimento agli ex presidenti Getulio Vargas, Juscelino Kubtscheck e João Goulart, che furono bersaglio di tentativi di depotenziamento, ha detto che oggi la “rottura democratica” si verifica sotto pretesti costituzionali “che poggiano su una fragile retorica legale“.

“La posta in gioco nel processo di impeachment non è il mio mandato”, ha detto. Secondo lei, “La posta in gioco sono i risultati degli ultimi 13 anni“, ed ha elencato le iniziative del governo, come l’aumento del salario minimo, i programmi medici e della casa di proprietà.

Eduardo Cunha

Dilma ha criticato l’operato del Rex presidente della Camera, Eduardo Cunha (PMDB-RJ), il cui obiettivo è fare un processo di impeachment alla Camera. Per lei, il processo di impeachment è il risultato di un “ricatto” fatto da Cunha, che  –  secondo lei –  ha agito come rappresaglia dopo che il processo di impeachment è stato aperto al Consiglio di Etica della Camera.

Tutti sanno che questo processo di impeachment è cominciato da un ricatto esplicito dell’ex Presiedente della Camera, Eduardo Cunha (…). Voleva che il Parlamento intercedesse perché dei parlamentari del mio partito non votassero, per far iniziare la procedura di impeachment. Non ho mai accettato in vita mia né minacce, né ricatti.  Se non lo feci prima, non lo farei mai nella mia condizione di presidente”

Secondo lei, la gestione Cunha, e quella della Camera non hanno dato nessun aiuto alle misure per combattere la crisi economica, anzi hanno anche presentato dei “provvedimenti-bomba” che fanno aumentare la spesa pubblica.

 “Va fatto notare che il perseguimento del pareggio di bilancio dal 2015 ha incontrato una forte resistenza alla Camera, quando era presieduta dal deputato Eduardo Cunha. I programmi presentati furono respinti in tutto o in parte e invece sono stati presentati e approvati dei “provvedimenti-bomba”.

Corruzione

La Rousseff nel suo discorso ha detto che il suo governo andò in controtendenza sostenendo le indagini contro la corruzione. Secondo lei, questo atteggiamento ha generato la reazione di coloro che hanno voluto “evitare continui spurghi di settori della classe politica brasiliana”.

“Ho assicurato l’autonomia del Pubblico Ministero, nominando come Procuratore Generale della Repubblica il primo nome della lista indicata dai membri dell’istituzione. Non ho permesso nessuna interferenza politica nel lavoro della Polizia Federale e, con questo mio atteggiamento, ho contrariato molti interessi.

Per questo motivo pago ed ho pagato un alto prezzo personale, per la posizione che ho assunto”, ha detto.

Per lei, i settori contrariati dal suo governo e quelli che volevano proteggersi dalle indagini, trovarono in Eduardo Cunha “il riferimento per  l’alleanza golpista”.

“Faccio un ultimo appello a tutti i senatori. Non accettate un colpo di stato che invece di risolvere, aggraverà la crisi brasiliana. Vi chiedo di dare giustizia a un presidente onesto che non ha mai commesso nessun atto illegale. “

  

Appello

Al termine del suo discorso, la Rousseff ha detto di non nutrire risentimenti verso i senatori che voteranno per l’impeachment, ma ha chiesto loro di votare per la democrazia.

 “Votate, senza rancore. Cio che ogni senatore prova per me conta meno di quello che sentiamo tutti noi per il popolo brasiliano. Chiedo che votiate contro l’impeachment, chiedo che votiate per la democrazia”.

 “Faccio un appello finale a tutti i senatori. Non accettate un colpo di stato che invece di risolvere, aggraverà la crisi brasiliana. Vi chiedo di rendere giustizia a un presidente onesto che non ha mai commesso nessun atto illegale né nella sua vita personale, né nello svolgimento delle sue funzioni pubbliche” ha concluso Dilma.

 Il Processo

La sessione è stata aperta alle 9:38 a.m. Dopo di che, il presidente del processo, il ministro Ricardo Lewandowski, della Corte Suprema ha chiesto al Presidente del SenadoRenan Calheiros (PMDB-AL), di introdurre il Presidente-allontanato. Dilma si è seduta in fondo al tavolo, a sinistra di Lewandowski. Ha cominciato a parlare alle 09:53 ed ha terminato alle 10h39, 46 minuti più tardi.

Le regole del processo stabilivano 30 minuti per il discorso di Dilma – il periodo è stato prorogato di altri 16 minuti. Poi ha cominciato ad essere interrogata dai senatori .  Questo articolo è aggiornato fino a quando  49 degli 81 senatori si erano già registrati per fare domande di cinque minuti ciascuna Dilma non ha limiti di tempo per rispondere alle domande.

La presenza di Dilma nel processo segna la fase finale del processo, che ha avuto inizio a dicembre dello scorso anno, quando l’allora Presidente della Camera, Eduardo Cunha (PMDB-RJ), ha accettato una denuncia presentata dall’avvocato Helio Bicudo, dalla Professoressa Janaína Paschoal e dal giurista Miguel Reale Jr.

La decisione finale per la condanna o per l’assoluzione dell’accusata, deve avvenire tra Martedì e Mercoledì (31), dopo il dibattito tra accusa e difesa e nuove manifestazioni dei senatori. Sono necessari  54 voti su  81 senatori per l’allontanamento definitivo dell’accusata.

Ospiti

Per questa seconda sessione, Dilma ha invitato 18 ex ministri, tra cui Ricardo Berzoini, Carlos Gabas, Jaques Wagner e Juca Ferreira, l’ex-presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il cantante e compositore Chico Buarque de Hollanda. Gli ospiti sederanno nella galleria del Senato.

La scorsa settimana, tra giovedi (25) e sabato (27), i senatori hanno ascoltato i testimoni della difesa e dell’accusa . In tre giorni, i legislatori hanno fatto domande ai testimoni, hanno raccolto informazioni e chiesto chiarimenti.

Tono del discorso

Allontanata dal suo ufficio da 110 giorni, la Rousseff ha trascorso l’ultimo fine settimana al Palacio da Alvorada, la residenza ufficiale del Presidente, preparando il discorso che ha letto ai senatori lunedì scorso.

Venerdì scorso (26), Lula è stato a Brasilia e, secondo quanto riferito da assessori e senatori ha incontrato Dilma nell’Alvorada.

 
 
 

Fonte: http://g1.globo.com/  

Link: http://g1.globo.com/politica/processo-de-impeachment-de-dilma/noticia/2016/08/dilma-discursa-no-julgamento-final-do-processo-de-impeachment-no-senado.html

29.08.2016

 
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario  

Pubblicato da Bosque Primario

  • Vocenellanotte

    Premetto che non sono un conoscitore della realtà sudamericana e meno ancora di quella brasiliana. Mi sono sempre informato alla bell’è meglio stando alla larga dal mainstream.

    Vedo che la mano lunga delle élites si sta riprendendo le ricchezze di quel continente.
    La quinta colonna che Putin a fatica (anche perché non ne è molto convinto) riesce a ridimensionare, in Brasile ha preso pieno potere.
    La vedo molto dura per il popolo brasiliano.
  • fendente
    La presunzione di essere l’unico riferimento della democrazia in Brasile e di potersi anche identificare a prescindere con essa, oltraggiando ed offendendo l’intero congresso, probabilmente, se verrà cassata, la condurrà davanti ad altri tribunali, questa volta di giustizia.
    Si parla di coinvolgimento attivo nello schema di corruzione che ha distrutto l’economia brasiliana
  • fendente
    errata corrige: intendevo dire tribunali giudiziari oltre che di giudstizia
  • Vocenellanotte

    Quel si parla la dice molto lunga.

  • xmas

    p { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 120%; }

    Desidero spiegare
    per che cosa la Dilma starebbe, niente di meno, perdendo la
    presidenza:

    1) Piano sussidi
    agricoltori “Piano Safra”

    2) 3 (tre) crediti
    supplementari

    Questi sono i 2
    (unici) capi di imputazione.

    Nella fattispecie:

    1) Il piano Safra
    (sussidi per agricoltori) é stato posto in essere nel governo
    1994-2002 di Fernando Henrique Cardoso (PSDB ossia partito
    neo-liberale filo-americano) per unanimità dei voti del congresso
    (incluso PT ossia partito di Lula). Si é definito un meccanismo che
    automaticamente assegnava annualmente (fino ad oggi) sussidi per i
    piccoli, medi, e grandi agricoltori (come fanno pure ampiamente EU e
    USA), eseguiti tramite le 2 banche statali principali Banco do Brasil
    e Caixa Economica Federal.

    Alla
    fine del 2015, ottobre, si era accumulato un ritardo di 4 mesi nel
    ripassare i sussidi dall’Unione (Il Brasile é come gli USA una
    unione di Stati) alle suddette banche (che avevano già pagato quanto
    dovuto agli agricoltori).

    Il TCU
    (corte dei conti brasiliana) avvisò il Ministero della Fazenda
    (ministero dell’economia) che a partire da quel momento avrebbe
    considerato operazione di credito a favore del governo.

    L’Unione
    ricorse contro la decisione perché la giurisprudenza in Brasile non
    aveva mai considerato prima di quel momento, una operazione di
    sussidio come una operazione di credito.

    Il TCU
    in ottobre 2015 confermò il suo parere.

    Il
    ministero della Fazenda provvide a liquidare immediatamente (a
    novembre 2015) quanto dovuto, regolarizzando l’anno in corso 2015.

    Questa
    operazione non ebbe nessuna partecipazione diretta della Dilma in
    quanto le procedure di sussidio sono tutte automatiche e definite
    dalla legge (non permettono l’arbitrio di nessun componente del
    governo) e sono presiedute dal ministero della Fazenda e dagli organi
    tecnici.

    La
    Dilma é accusata di aver finanziato irregolarmente il bilancio
    dell’esecutivo tramite il ritardo di 4 mesi di pagamento, essendo
    che la “nuova” definizione di credito é stata confermata solo in
    ottobre 2015, quindi se fosse condannata, lo sarebbe infrangendo il
    principio giuridico della RETROATTIVITA.

    Quindi
    l’esecutivo dovrà dotarsi di una palla di cristallo per non
    infrangere oggi, le leggi che entreranno in vigore domani.

    2) I 3
    (tre) crediti supplementari. Con anticipo di un anno il ministero del
    Planejamento (pianificazione) deve proporre il budget dell’Unione
    per l’anno venturo (come avviene in tutti i paesi del mondo),
    specificando per ogni voce quale sarà la spesa.

    Problema:
    essendo una proiezione fatta con 18 mesi di anticipo puó non essere
    esatta (diciamo che non lo é mai).

    I
    crediti supplementari sono lo strumento tecnico con il quale il
    governo con l’andare del tempo può attualizzare il budget (ad
    esempio a entrate maggiori del previsto o a minori del previsto).

    Essendo
    che sono solo un giro di partite che NON aumentano la dotazione
    totale del Budget (esempio in due voci dove aveva 80 e 50, decide di
    cambiarle a 70 e 60).

    La
    legge dice che il cambiamento deve essere quindi approvato dal Senato
    su base annuale, e il budget deve essere accompagnato ogni 2 mesi da
    verifiche di attualità.

    La
    Dilma é accusata di aver comunicato al Senato queste modifiche al
    budget (il quale non é stato modificato), soltanto alcuni giorni
    dopo averle già implementate, (comunque furono subito approvate dal
    Congresso). Nella fattispecie erano uno storno (dovuto alla caduta
    verticale dell’entrata fiscale del 2015) di fondi urgenti da aree
    meno importanti a aree critiche, quali POLIZIA FEDERALE, POTERE
    GIUDIZIARIO, e programmi sociali già in essere su EDUCAZIONE e
    SALUTE PUBBLICA.

  • Vocenellanotte

    Grazie per il tuo intervento molto chiaro e dettagliato anche perché c’è qualcuno che vuole celebrare il radioso periodo della dittatura militare da Castelo Branco fino a Cardoso come un insuperato periodo di benessere e felicità per il popolo brasiliano.

  • iskra

    Questi figuri che in america latina venivano osannati come riformisti e  progressisti se non addirittura "socialisti" ( chavez,lula,morales, ecc..ecc..)finalmente mostrano il loro vero volto illusionisti ,

     accattoni ,ladri ,schiavisti ,e  servi al servizio dei padroni. 
    Solo la lotta di classe (e non la scheda elettorale ) può mettere fine al dominio della borghesia .
    Il proletariato o è rivoluzionario o non e nulla.
  • xmas

    p { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 120%; }

    Se a
    qualcuno interessa la situazione del Brasile (viste le relativamente
    poche letture dell’articolo) posso spiegare la trappola posta nei
    confronti della Dilma, per tirarla giù dal potere prima della
    scadenza del suo regolare mandato (ottobre 2018); senza dubbio una
    buona giocata, ma eseguita in modo imperfetto.

    Il
    piano iniziale per riprendere il potere con le elezioni presidenziali
    dell’ottobre del 2014 era il seguente.

    Approfittare
    della caduta delle commodities (petrolio, ferro, granosi, etc)
    iniziata nella prima parte del 2014, da coniugare alle manifestazioni
    di strada organizzate secondo i principi della “rivoluzione
    colorata”, iniziate già a metà del 2013, per dimostrare quanto
    non fosse più gradito il governo Dilma. Il tutto condito
    dall’aumento repentino del tasso ufficiale di sconto fino al
    14,25%, che sarebbe una pillola mortale per qualsiasi governo,
    contraendo credito e quindi attività economica (ricordate che il
    Banco Central do Brasil è come le banche europee “dipendente”
    dalla BIS, quindi “indipendente”).

    Purtroppo
    per tre ragioni il piano iniziale fu frustrato:

    a
    partire dal 2009 (anno dopo la crisi del 2008), il governo Lula
    impiantò una serie di misure anti-cicliche che ebbero un successo
    completo (il Brasile crebbe, e migliorò il reddito della
    popolazione, quando nei paesi del primo mondo avveniva il contrario).
    La Dilma quando subentrò, continuò la politica anti-ciclica di
    Lula, con qualche ritocco.

    I primi
    sei mesi del 2014 di caduta libera delle commodities non furono
    sufficiente nel corto periodo ad avere effetti reali sulla
    popolazione e sul governo, in quanto era già sulla “difensiva”
    dal 2009. Gli effetti si ebbero a partire dal marzo del 2015, quando
    la Dilma aveva già vinto.

    La
    seconda ragione è che i movimenti di strada non furono sufficienti a
    “impressionare” la maggior parte della popolazione che aveva
    ancora ben presente nella memoria il passato pre-Lula.

    Quanto
    al tasso di sconto, non fece danno con rapidità proprio a causa
    dell’ingordigia del settore bancario, i cui tassi in epoche normali
    farebbero apparire i prestiti degli usurai della mafia come dei QE a
    tasso agevolato (542% all’anno per un cliente bancario normale, uno
    “buon cliente” ottiene il 140% all’anno); ossia il credito in
    Brasile si ottiene in quantità minori dal settore bancario, quindi
    il boccone che sarebbe stato letale per un paese europeo, fu solo
    indigesto … e neanche subito.

    Risultato
    con 54,5 milioni di voti a favore contro 51 di Aecio Neves, la Dilma
    era di nuovo presidente.

    Classica
    manovra del potere (sono abbastanza monotoni e ripetitivi i
    filo-americani), Aecio non si conformó e chiese il ri-contaggio dei
    voti … solo che 3 milioni non sono bruscolini, cosí se ne dovette
    stare.

    Qui
    inizia il vero racconto della trappola di cui parlavo sopra.

    I
    movimenti di strada, dopo una pausa di 12 mesi (li avevano tenuti al
    guinzaglio a partire dell’estate del 2014 per far posto alla
    campagna elettorale, che doveva essere legale al 100%, visto che
    pensavano di vincerla) furono riorganizzati a partire dell’estate
    del 2015, in manifestazioni pacifiche per famiglie (chissà se
    qualcuno si è mai chiesto chi affittava tutti quei pullman di lusso
    che facevano parte della logistica dei proteste di strada ?)

    Gli
    effetti della caduta delle commodities e il rallentamento della Cina,
    e finalmente gli effetti del tasso ufficiale di sconto finalmente
    iniziarono a operare come voluto.

    Sembrerà
    incredibile ma le tre ragioni, peraltro evidenti sopra menzionate,
    furono occultate dalla stampa mainstream, sostituite dal ritornello
    che era colpa della Dilma.

    La cosa
    fu peggiorata dal fatto che a differenza di Lula che sempre
    comunicava alla gente quello che succedeva e faceva, la Dilma
    raramente appariva per chiarire o difendersi, al contrario di ciò
    che fece durante questo impeachment.

    Nel
    febbraio de 2015 fu eletto presidente della Camera, Eduardo Cunha
    (PMDB, partito della base di maggioranza del governo).

    Questo
    personaggio è uno di quei soggetti che occupano sempre posizioni
    medio alte nell’ambito dell’apparato statale, ma in realtà sono
    loro i referenti del potere (in Italia, c’erano Draghi, Andreatta,
    Napolitano etc.).

    Che
    fosse un losco figuro, non c’erano dubbi, come nella foto in basso
    la gente gridava “Fora Cunha” già nel 1992 per episodi di
    corruzione.

    http://www.municipiosbaianos.com.br/noticia01.asp?tp=1&nID=24026

    La sua
    elezione dovuta a una “larga intesa” tra i vari deputati della
    Camera, (questi soggetti non hanno mai problemi a trovare “larghe
    intese”) ovviamente non fece piacere al governo, che dovette
    abbozzare.

    Col
    senno di poi, Cunha altro non era che una bomba (a sua insaputa,
    probabilmente), per il governo.

    A
    partire dall’aprile 2015 fu intensificata l’operazione
    “Lavajato”, una copia perfetta di “Mani pulite” che era
    iniziata nel marzo del 2014, senza riuscire a influire sulle elezioni
    di ottobre 2014.

    L’operazione,
    tra le tante cose, nell’estate del 2015, “trova” una buona
    quantità di marcio (anche se dubito che sia tutto quello che ha
    combinato) su Cunha: conti all’estero, tangenti, etc.

    Viene
    investigato dal Tribunale Supremo (essendo presidente della Camera) e
    trovato colpevole.

    Intatto
    le manifestazioni pacifiche si svolgono in tutto il paese, addossando
    alla Dilma tutta la colpa del rallentamento economico. La stampa si
    abbatte contro di lei (chi vive in Italia sa cosa voglio dire). La
    popolarità cade ai minimi (probabilmente truccando anche le
    “statistiche”).

    Il
    momento ormai è favorevole.

    Nel
    novembre de 2015 viene aperta (con tutti i ritardi possibili e
    immaginabili) la commissione di Etica della Camera per giudicare
    Cunha e interdirlo da incarichi pubblici e revocare il mandato.

    Nella
    più totale tranquillità fa sapere alla Dilma e al suo partito (PT),
    dalla pagine dei giornali, che se i deputati del PT non lo avessero
    sostenuto in Commissione di Etica lui si sarebbe vendicato
    autorizzando una richiesta di impeachment che pochi giorni prima era
    stata ventilata da alcuni membri dell’opposizione in merito ai
    conti del 2015 … esercizio fiscale che era ancora da chiudere !
    (siamo nell’irregolarità più completa).

    La
    trappola quindi era la seguente: se Dilma accettava di sostenerlo,
    avrebbe fatto la figura di salvare un super-corrotto, e sarebbe stata
    poi indagata (e immagino disarcionata) per questo fatto.

    Se non
    avesse accettato, come è successo, sarebbe stata sottoposta
    all’impeachment.

    La
    richiesta dell’impeachment non solo fu autorizzata, ma fu scritta
    con l’aiuto di Cunha, in modo che passasse subito senza intoppi
    burocratici, … approvata dal presidente della Camera … la cui
    apparizione in Commissione veniva postergata di settimana in
    settimana.

    Qual’era
    il problema della richiesta dell’impeachmet. Se fosse avvenuta fino
    al 2013, nessun deputato dei 9 partiti che formavano la base di
    governo l’avrebbe mai votata. Nel 2015, con una crisi sul groppone,
    la popolarità della Dilma in caduta libera (secondo i sondaggi e la
    stampa …), una buona quantità di deputati “alleati” non vedeva
    l’ora di abbandonare la barca che affondava, e slegare il nome da
    quello del governo.

    Così
    si arriva alla votazione al Camera dove la maggior parte dei deputati
    del PMDB, PP, PSD, PR, PRB e PDT tradiscono la compagine governativa.

    Quindi
    alla votazione per l’ammissione al Senato, che in quanto ammissione
    non fa testo sugli schieramenti. Il risultato si avrà solo domani.

    Io
    personalmente credo che ci siano buone possibilità che la richiesta
    di impeachment non raggiunga i 54 voti necessari per l’allontanamento
    della presidente.

    Le
    argomentazioni sono giuridicamente debolissime (se ne sono lamentati
    pure i “Master of the world” dalle pagine dell’Economist e dal
    NYT), si è visto che la Dilma ha ancora un seguito forte di
    militanza nelle strade, l’operazione è stata portata avanti con
    goffaggine e incompetenza, ed è risultato evidente a tutti (queste
    cose non piacciono ai “creatori di stati d’animo”) … ma forse
    mi sbaglio.

    Tra
    poche ore lo sapremo.

  • azul

    Concordo pienamente con Xmas. Complimenti. Analisi storica e cronologica perfetta, della serie "quando i commenti sono piú interessanti degli articoli". Non condivido invece la previsione ottimistica, ma fra poche ore sapremo chi aveva ragione. 

  • fendente
    La presunzione e l’arroganza di poter essere identificata come la democrazia del Brasile ha perso Dilma ed il Partito Trabalhista.
    Dilma è stata fatta oggetto di 13 richieste di impeachment inoltrate presso la Camera dei deputati da vari organi, partiti ed associazioni.
    Il buon Cunha ne ha cancellato 5. Delle 8 rimaste, 1 ha seguito il suo iter portando Dilma alla attuale prossima ventura cassazione.
    Ne rimangono ancora 7 che probabilmente seguiranno un iter differente: L’iter dei tribunali penali ordinari.
    Si tratta di accuse molto gravi che vanno dalla truffa,abuso di potere, appropriazione indebita, lavaggio e riciclaggio di capitali e chi più ne ha, più ne metta(in Italia si chiama associazione a delinquere).
    Praticamente Dilma ed il P.T. avevano calato una cappa di corruzione su tutte le istituzioni del paese e con essa lo governavano fregandosene altamente della democrazia e delle aspettative di una vita migliore dei brasiliani.
    Per i sinistrati ad ogni costo è una brutta storia. L’immagine del socialismo che risolve i problemi delle popolazioni oppresse viene ancora una volta smentita da una banda di furbetti che con "malabarsmo ed artimanhas" ingannarono e danneggiarono un’intero paese (206.000.000 di anime).

  • mystes

    "Dilma parla di  ‘colpo di stato’ e dice che "solo il popolo" può allontanare dal proprio posto il Presidente".
    Dilma è solo una bugiarda, mente a se stessa e mente al popolo brasiliano. L’impeachment è un processo politico previsto dalla Costituzione brasiliana e tutte le fasi del processo sono state controllate e approvate dalla Suprema Corte.
    Dilma non viene processata per aver combattuto contro la dittatura militare, ma per i reati da lei commessi in qualità di Presidente del Brasile insieme al suo governo e al suo partito (Lula in testa) che l’hanno appoggiata.
    Quel che verrà dopo nessuno può dirlo: é importante che il Brasile cambi di mentalità e che cessi una volta per tutte di usare i fondi dello Stato per arricchimenti privati: vedi scandalo Petrobas, una delle più grandi industrie petrolifere depredata dagli uomini di Lula e Dilma.

  • xmas

    … si, mi ero sbagliato.

    Il discorso sull’incompetenza e la goffaggine nel portare avanti il golpe rimane valido, in quanto la forma in cui si vince o si perde può essere causa di effetti futuri inaspettati (quindi il nocciolo delle critiche su particolari testate "illustrissime" internazionali riguardavano proprio questo aspetto).

    Una squadra di calcio può vincere 3 a 1 facendo falli e rubando un rigore, o vincere 1 a 0 dominando tutti i due tempi … nel primo caso il risultato sono recriminazioni a non finire e l’assoluta sensazione che pur avendo vinto oggi, la squadra non vincerà domani; nel secondo caso una assoluta certezza di superiorità, essa stessa foriera di future vittorie.

  • fendente
    Si ti eri sbagliato perchè ancora una volta a perso il popolo.
    Dilma è stata cassata ma non ha perso i diritti politici. Il che vuole dire che hanno trovato un accordo sulle spalle del popolo e magari con lo stesso sistema di scambio di favori salvano Cunha che finora è stato demonizzato dal P.T. di Dilma.
    Ora bisogna vedere cosa dice la magistratura sulle indagini a carico di Dilma, Lula e P.T. perchè a partire da questo momento non hanno più l’ombrello del foro privilegiato che dalla presidenta ora cassata si espandeva e si estendeva a tutto il parttito in quanto tutte le indagini che incappavano col nome del presidente erano praticamente bloccate.
  • Tanita

    Per chi vuole fare analisi sul serio su ció che sta’ accadendo in Sudamerica e in generale, nell’America Latina:

    Sui MSM:

    http://www.enlacecritico.com/caminos-cercanos/radiografia-de-los-tres-grandes-conglomerados-mediaticos-de-america-latina-o-globo-televisa-y-clarin

    Sul "golpe":
    https://blogs.mediapart.fr/michael-lowy/blog/170516/brasil-el-golpe-de-estado

    Sull’"Offensiva Monroe":

    https://miradasencontradas.wordpress.com/2016/08/29/america-latina-y-la-ofensiva-monroe/

    "Correa avverte su nuove manovre della CIA nell’America Latina"
    http://www.librered.net/?p=45035

    Che dire? Bisogna legare i fatti delle diverse regioni del mondo, l’Europa compresa, per farsi un’idea cristallina riguardante ció che é in corso.