Home / ComeDonChisciotte / DILMA: E' STATO UN GOLPE – SOLO IL POPOLO PUO' CACCIARMI

DILMA: E' STATO UN GOLPE – SOLO IL POPOLO PUO' CACCIARMI

Filipe Matoso, Laís Lis, Gustavo Garcia e Fernanda Calgaro
g1.globo.com

Dilma parla di  ‘colpo di stato’ e dice che “solo il popolo” può allontanare dal proprio posto il Presidente,  così si è difesa nella sessione di giudizio al Senato ed ha affermato di non aver commesso i crimini di cui è accusata.

La presidente-allontanata Dilma Rousseff questo lunedì (29) ha tenuto un discorso di 46 minuti (versione integrale) per difendersi nel processo di impeachment al Senato, ed ha dichiarato che il vero obiettivo è un “colpo di stato” e che non ha commesso i reati di responsabilità per i quali è stata accusata. Secondo lei, solo gli elettori possono rimuovere un governo “durante il suo mandato”.

Dilma ha cominciato a parlare alle 09:53, 15 minuti dopo che il Presidente del processo, il ministro Ricardo Lewandowski, della Corte Suprema (STF), aveva aperto la sessione ed ha concluso il discorso alle 10h39.

La decisione finale per la condanna o per l’assoluzione dell’accusata, deve avvenire tra Martedì e Mercoledì (31), dopo il dibattito tra accusa e difesa e nuove manifestazioni dei senatori. Sono necessari  54 voti su  81 senatori per l’allontanamento definitivo dell’accusata.
 
Il presidente in carica, Michel Temer, ha seguito il discorso in TV, nel Palácio do Jaburu, accanto al Ministro da Casa Civil, Eliseu Padilha ( vedi le  reazioni al discorso tra i senatori).
 
“Ormai siamo solo a un passo da un vero e proprio colpo di stato. Di cosa sono stata accusata? Quali crimini atroci ho commesso? “

La dichiarazione del presidente-allontanato precede le ultime quattro fasi del processo – l’interrogatorio di Dilma, il dibattito tra accusa e difesa, le dichiarazioni dei senatori e il voto sull’ impeachment che si terrà in parlamento.

Nel discorso, la Rousseff ha detto “mai” darò le dimissioni, perché questo è quello che serve per il “colpo di stato”.

Secondo Dilma, il sistema presidenziale del Brasile non prevede che, se il presidente ha perso la maggioranza al Congresso, il suo mandato debba essere perso. La Rousseff ha detto che “solo il popolo” ha il potere di allontanare il presidente “durante il suo mandato”.

“Nel presidenzialismo previsto dalla Costituzione, non basta perdere la maggioranza parlamentare per rimuovere il presidente. Deve configurarsi un crimine di responsabilità ed è chiaro che non c’è stato nessun crimine”, ha detto Dilma. 

Non è legittimo, come vogliono i miei accusatori, allontanare il capo dello Stato e del governo perché non si  condivide il lavoro che sta svolgendo. Chi rimuove il presidente per cambiare il suo operato è il popolo, solo in occasione delle elezioni”

Ha parlato di quello che ha definito un “golpe” del presidente del governo in essere Michel Temer, che ha chiamato “usurpatore”.

“Un golpe che, se consumato, comporterà l’elezione indiretta di un governo usurpatore, l’elezione indiretta di un governo – oggi ad interim –  che non ha nessuna donna nei ministeri, quando il popolo alle urne aveva scelto una donna alla guida del Paese. Un governo che esclude i neri dalla sua composizione ministeriale e che ha mostrato profondo disprezzo per il programma scelto e approvato dal popolo nel 2014“, ha detto Dilma. 

Tortura

Il discorso di Dilma è cominciato con un riferimento alla tortura patita come prigioniera politica durante la dittatura militare. “Non posso fare a meno di sentire in bocca ancora il sapore amaro dell’ingiustizia e dell’arbitrio“, ha detto.

 Ha detto che nel suo mandato da Presidente, ha difeso la Costituzione e non ha mai agito contro la democrazia.

 “Ho sempre creduto nella democrazia e nello stato di diritto. Mai agirei contro quello in cui credo o farei qualche atto contro gli interessi di coloro che mi hanno eletto “, ha detto il presidente-allontanato.

 “Non mi batto per il mio mandato né per mia vanità e non mi appello al potere come si addice a chi non ha carattere. Io lotto per il popolo del mio paese, lotto per il loro benessere“, ha detto.

‘Pena di morte politica’

Secondo Dilma, il giudizio a cui è sottoposta è “sleale” e l’eventuale perdita del suo mandato per lei rappresenterà una “pena di morte politica”.

“Cancellare il mio mandato equivale a condannarmi ad una pena di morte politica. Questa è la seconda volta che mi trovo in un processo iniquo. La prima volta, fui condannata da un tribunale speciale e di quell’epoca porto ancora i segni sul corpo e questi segni su di me sono più forti di quelli dei miei carnefici, io posso guardare a testa alta mentre loro si nascondevano la faccia. Oggi dopo quarant’anni, non ci sono prigioni illegali, non c’è tortura. I miei giudici arriveranno qui grazie allo stesso voto popolare che mi portò alla presidenza e per questo, tutto il mio rispetto. Continuò a testa alta guardando negli occhi i miei giudici”.

Emozione

In un momento emozionante del suo discorso,  la Rousseff ha detto di essere stata per due volte vicino alla morte: Durante  la dittatura militare e quando si ammalò di cancro nel 2010. Ha detto che ora, non teme la morte in sé, ma teme per la morte della democrazia.

Per due volte, ho visto in faccia la morte: quando fui torturata per due giorni di fila, sottomessa da quelli che volevano farci dubitare della umanità e del senso della vita, e poi quando una malattia grave ed estremamente dolorosa avrebbe potuto abbreviare la mia esistenza. Oggi, temo solo la morte della democrazia, per la quale molti di noi qui, in questa aula, abbiamo lottato dando il massimo dei nostri sforzi. “

‘Rottura democratica’

La Presidente allontanata ha ribadito di non aver commesso nessuno dei crimini di responsabilità dei quali è accusata e ha detto che il paese corre il rischio di una  “rottura democratica”.

Dopo aver fatto riferimento agli ex presidenti Getulio Vargas, Juscelino Kubtscheck e João Goulart, che furono bersaglio di tentativi di depotenziamento, ha detto che oggi la “rottura democratica” si verifica sotto pretesti costituzionali “che poggiano su una fragile retorica legale“.

“La posta in gioco nel processo di impeachment non è il mio mandato”, ha detto. Secondo lei, “La posta in gioco sono i risultati degli ultimi 13 anni“, ed ha elencato le iniziative del governo, come l’aumento del salario minimo, i programmi medici e della casa di proprietà.

Eduardo Cunha

Dilma ha criticato l’operato del Rex presidente della Camera, Eduardo Cunha (PMDB-RJ), il cui obiettivo è fare un processo di impeachment alla Camera. Per lei, il processo di impeachment è il risultato di un “ricatto” fatto da Cunha, che  –  secondo lei –  ha agito come rappresaglia dopo che il processo di impeachment è stato aperto al Consiglio di Etica della Camera.

Tutti sanno che questo processo di impeachment è cominciato da un ricatto esplicito dell’ex Presiedente della Camera, Eduardo Cunha (…). Voleva che il Parlamento intercedesse perché dei parlamentari del mio partito non votassero, per far iniziare la procedura di impeachment. Non ho mai accettato in vita mia né minacce, né ricatti.  Se non lo feci prima, non lo farei mai nella mia condizione di presidente”

Secondo lei, la gestione Cunha, e quella della Camera non hanno dato nessun aiuto alle misure per combattere la crisi economica, anzi hanno anche presentato dei “provvedimenti-bomba” che fanno aumentare la spesa pubblica.

 “Va fatto notare che il perseguimento del pareggio di bilancio dal 2015 ha incontrato una forte resistenza alla Camera, quando era presieduta dal deputato Eduardo Cunha. I programmi presentati furono respinti in tutto o in parte e invece sono stati presentati e approvati dei “provvedimenti-bomba”.

Corruzione

La Rousseff nel suo discorso ha detto che il suo governo andò in controtendenza sostenendo le indagini contro la corruzione. Secondo lei, questo atteggiamento ha generato la reazione di coloro che hanno voluto “evitare continui spurghi di settori della classe politica brasiliana”.

“Ho assicurato l’autonomia del Pubblico Ministero, nominando come Procuratore Generale della Repubblica il primo nome della lista indicata dai membri dell’istituzione. Non ho permesso nessuna interferenza politica nel lavoro della Polizia Federale e, con questo mio atteggiamento, ho contrariato molti interessi.

Per questo motivo pago ed ho pagato un alto prezzo personale, per la posizione che ho assunto”, ha detto.

Per lei, i settori contrariati dal suo governo e quelli che volevano proteggersi dalle indagini, trovarono in Eduardo Cunha “il riferimento per  l’alleanza golpista”.

“Faccio un ultimo appello a tutti i senatori. Non accettate un colpo di stato che invece di risolvere, aggraverà la crisi brasiliana. Vi chiedo di dare giustizia a un presidente onesto che non ha mai commesso nessun atto illegale. “

  

Appello

Al termine del suo discorso, la Rousseff ha detto di non nutrire risentimenti verso i senatori che voteranno per l’impeachment, ma ha chiesto loro di votare per la democrazia.

 “Votate, senza rancore. Cio che ogni senatore prova per me conta meno di quello che sentiamo tutti noi per il popolo brasiliano. Chiedo che votiate contro l’impeachment, chiedo che votiate per la democrazia”.

 “Faccio un appello finale a tutti i senatori. Non accettate un colpo di stato che invece di risolvere, aggraverà la crisi brasiliana. Vi chiedo di rendere giustizia a un presidente onesto che non ha mai commesso nessun atto illegale né nella sua vita personale, né nello svolgimento delle sue funzioni pubbliche” ha concluso Dilma.

 Il Processo

La sessione è stata aperta alle 9:38 a.m. Dopo di che, il presidente del processo, il ministro Ricardo Lewandowski, della Corte Suprema ha chiesto al Presidente del SenadoRenan Calheiros (PMDB-AL), di introdurre il Presidente-allontanato. Dilma si è seduta in fondo al tavolo, a sinistra di Lewandowski. Ha cominciato a parlare alle 09:53 ed ha terminato alle 10h39, 46 minuti più tardi.

Le regole del processo stabilivano 30 minuti per il discorso di Dilma – il periodo è stato prorogato di altri 16 minuti. Poi ha cominciato ad essere interrogata dai senatori .  Questo articolo è aggiornato fino a quando  49 degli 81 senatori si erano già registrati per fare domande di cinque minuti ciascuna Dilma non ha limiti di tempo per rispondere alle domande.

La presenza di Dilma nel processo segna la fase finale del processo, che ha avuto inizio a dicembre dello scorso anno, quando l’allora Presidente della Camera, Eduardo Cunha (PMDB-RJ), ha accettato una denuncia presentata dall’avvocato Helio Bicudo, dalla Professoressa Janaína Paschoal e dal giurista Miguel Reale Jr.

La decisione finale per la condanna o per l’assoluzione dell’accusata, deve avvenire tra Martedì e Mercoledì (31), dopo il dibattito tra accusa e difesa e nuove manifestazioni dei senatori. Sono necessari  54 voti su  81 senatori per l’allontanamento definitivo dell’accusata.

Ospiti

Per questa seconda sessione, Dilma ha invitato 18 ex ministri, tra cui Ricardo Berzoini, Carlos Gabas, Jaques Wagner e Juca Ferreira, l’ex-presidente Luiz Inácio Lula da Silva e il cantante e compositore Chico Buarque de Hollanda. Gli ospiti sederanno nella galleria del Senato.

La scorsa settimana, tra giovedi (25) e sabato (27), i senatori hanno ascoltato i testimoni della difesa e dell’accusa . In tre giorni, i legislatori hanno fatto domande ai testimoni, hanno raccolto informazioni e chiesto chiarimenti.

Tono del discorso

Allontanata dal suo ufficio da 110 giorni, la Rousseff ha trascorso l’ultimo fine settimana al Palacio da Alvorada, la residenza ufficiale del Presidente, preparando il discorso che ha letto ai senatori lunedì scorso.

Venerdì scorso (26), Lula è stato a Brasilia e, secondo quanto riferito da assessori e senatori ha incontrato Dilma nell’Alvorada.

 
 
 

Fonte: http://g1.globo.com/  

Link: http://g1.globo.com/politica/processo-de-impeachment-de-dilma/noticia/2016/08/dilma-discursa-no-julgamento-final-do-processo-de-impeachment-no-senado.html

29.08.2016

 
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario  

Pubblicato da Bosque Primario