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DI BATTISTA LO STUPIDO, E GLI IDIOTI CHE GLI SPUTANO ADDOSSO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Che bel teatrino. Da un lato un tizio che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse, tanto per passare dalla media classifica della serie B alla zona UEFA della serie A. E, per raggiungere il suo misero obiettivo, non disdegna di fare un unico fascio di sciiti e sunniti, di Gaza e dell’ISIS (o come si chiama), dei sedicenti califfi e di quelli veri, di carità sincere e di quelle pelose e, soprattutto, di petrolio, petrolio, petrolio e soldi, tanti soldi.

Riferendosi all’ISIS, Di Battista afferma che è giusto usare l’arma della rappresaglia per difendere la propria esistenza, ma si sbaglia di luogo, alleati, tempi e denari.

I suoi detrattori, invece, lamentano una vuoto storico da far inorridire La Pallice, poiché negano in toto ed urbis et orbis la risposta armata a qualsiasi sopruso. Vorremmo vedere se si fossero trovati di fronte alla domanda delle cento pistole: “Utu o Tutsi?”. Risposta sbagliata…zac…testa che rotola nell’erba secca.

I detrattori, ricordano – per caso – d’aver trionfalmente ricordato ed osannato la lotta partigiana? Cosa potevano fare i partigiani contro le SS o la San Marco? Combattere, con i mezzi che avevano. E contro il panzer che, quasi sempre, accompagnava i rastrellamenti, come si dovevano comportare? Insomma: non si può condannare in toto la risposta armata e poi ammetterla “perché quelli erano giusti”.

E chi sono i giusti?

Bella domanda, soprattutto se riferita al Medio Oriente.

Di certo, i “giusti” sono gli uomini e le donne di Gaza, che vivono in una specie di lager a cielo aperto bombardato ogni due-tre anni per riportare da capo il tasso di natalità: oppure li ho viste solo io le icone della donna incinta alla quale sparare nel ventre? “One shot, two kills”, recitava la didascalia.

Certo, perché Gaza deve rimanere una sorta di Bantustan dove la mano d’opera frontaliera non costa quasi nulla, ed Israele può così fregiarsi della Palma di “miglior economia”…e storie del genere…dell’area mediorientale.

Sbagliano, allora, quelli che lanciano i razzi contro Israele? In un certo senso sì, perché per ogni razzo giungono centinaia di missili, colpi di cannone, bombe d’aereo e di nave. E la loro disperazione, dove la mettiamo?

Quella “disperazione” è catalizzata dall’arrivo di merce – ossia missili – che giungono sempre via Iran (o dipendenti) mentre l’Islam wahabita non si cura dei palestinesi, bensì fa affari con Israele. In questo primo girone infernale, osserviamo chi sono gli “amici” dei disperati palestinesi e chi sono – per certo – i loro nemici o, per lo meno, gli indifferenti.

Fra gli indifferenti, potremmo mettere anche Erdogan e la sua Turchia neo-ottomana, la quale si spese per i palestinesi (con la Freedom Flotilla) ma più ad uso interno che internazionale: con quella trovata, Erdogan “licenziò” quasi completamente – in un solo colpo – i dunmeh, ossia la casta degli ufficiali (filo-israeliana), la quale tesseva le trame della politica turca dai tempi del massacro degli Armeni. Incapaci di dare il via all’ennesimo colpo di stato (che in Turchia non è tale, per la Costituzione di Ataturk) dopo gli eventi della Freedom Flotilla, tramontarono e, oggi, non contano più niente.

Ed è un bene che così sia. Perché?

Poiché Erdogan, oggi, è l’unico baluardo che si erge contro il malessere dilagante, il terrore allo stato puro, l’abiura ad ogni invito alla fede ed alla fratellanza umana che c’è nel Corano. Come c’è nei Vangeli, come ricordano le più grandi religioni. Ma questo non è un affare religioso.

Se Erdogan dovesse cedere, toccherebbe ancora una volta ai serbi – tanto bistrattati e derisi – la difesa di un’Europa fatta di “sdraiati”, di metallari, di neo-yippies, di iper-connessi, di annoiati, di delusi…tutti incapaci di tenere fra le mani un fucile.

Quello che sta nascendo a Ninive, è un mostro – Di Battista – che nulla ha a che vedere con i palestinesi o con i giordani, con i libanesi o chi altro. E’ la proposizione (non ri-proposizione!) di una sorta di potere assoluto dell’Islam wahabita contro tutti gli altri, siano sciiti, cristiani o chi altro.

L’Islam non è mai stato tale nella Storia: nei suoi secoli d’oro fu un faro per l’umanità, ma nulla c’entra con questi tagliagole da strapazzo contro i quali Obama il keniota – un po’ per ignoranza, un po’ pusillanimità, un po’ perché non capisce niente di Medio Oriente (e come può capirlo un keniota? Forse che un brasiliano può comprendere la complessità dell’anima russa?) – non osa porre termine subito, con un ricorso alla pura forza senza se e senza ma.

L’Islam wahabita è un brutto scherzo della Storia: nato fra un accordo fra gli Al-Saud e l’emiro Al-Wahabi nel XVIII secolo – in mezzo a pietraie assolate – poteva contare come Montezuma o come qualche reuccio del Pacifico. Invece no: una pioggia di miliardi è cascata addosso a quel regime assurdo ed anti-storico perché il liquor maleodorante serviva a tutti, e tutti erano disposti a pagarlo.

Oggi, con l’uscita degli americani dall’Iraq, il potere (tramite Al- Maliki) era quasi completamente in mano agli sciiti: i grandi giacimenti dell’Est (Amara) o del Sud erano in mano sciita: l’Iran, non poteva attendersi di meglio dopo dieci anni di guerra senza risultati. Un bel pacchetto regalo.

Ecco allora che i wahabiti si riorganizzano e, grazie alla debolezza di Assad (anche questa di fonte USA), tornano a macinare miliardi tramite le varie zacat e saddaqua e torna persino in auge hawala (termine hindi) che fu l’embrione dei finanziamenti elettronici ad Al Qaeda. Non stupiamoci troppo: ogni cosa ha sempre capo a Riyadh.

Ora, vorrei chiedere all’esimio Di Battista – il quale ammette ogni sorta di difesa contro i droni – cosa ne pensa del filmato che segue, se ancora si sente così convinto che questa gente vada difesa (o sorretta?), così come vorrei domandare ai detrattori di Di Battista se, ancora, i palestinesi non hanno diritto a difendersi.

https://www.youtube.com/watch?v=D1xAYH64gAM

Nel filmato, una cosa mi ha colpito: uno degli autisti, affranto dalla serie interminabili delle domande da “catechesi” risponde, stufo, “io voglio vivere”. Quell’autista ha detto, prima d’essere ammazzato, la verità più semplice che tutti noi uomini accettiamo come universale: vivere, senza offendere né ammazzare altri. Vivere del proprio lavoro, come facevano quei tre poveri autisti (nella versione integrale – che è stata probabilmente “depurata” – c’era l’esecuzione completa).

Ti senti ancora di difendere gli ha sparato loro in testa? Rispondi, Di Battista.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2014/08/di-battista-lo-stupido-e-gli-idioti-che.html

16.08.2014

Pubblicato da Davide

  • marztala

    Carlo Bertani….sai scrivere….ma non sai leggere!!!! 

    Leggi con calma ciò che ha scritto Di Battista e vedrai che di stupido non c’è proprio niente….non ha giustificato il terrorismo, ma semplicemente ne ha specificato le cause. 
  • BRAURONIOS

    Ma insomma, per piacere!
    Sarà pure vero che il discorso su certi temi è stato poco sofisticato. Ma l’intervento è degno del massimo rispetto. Perché apertamente pone in discussione due odiosi caposaldi del luogocomunismo euratlantico: a) la guerra al terrorismo come alibi delle politiche nefaste condotte dai governi occidentali; b) il ruolo che l’Italia ha svolto e svolge come puro e semplice zerbino dell’imperatore.

  • cardisem

    Chiose a Bertani su CDC:

    a) "tizio che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse":

    E perché mai grosse?

    Manca se mai nella denuncia di Di Battista la cosa più grossa: secondo le migliori analisi che mi è capitato di leggere, l’ISIS è stato ed è finanziato ed addestrato da Us-rael e Soci… Basterebbe smettere di armare e finanziare questi luridi assassini e non vi sarebbe neppure il problema di mettere ai voti se mandare armi ai curdi, che perseguono con l’appoggio di Israele un loro disegno secessionistico e conflittuale di indipendenza mettendosi in guerra con tre stati: Iraq, Turchia, Iran, ed aumentando così quella strategia del caos e della balcanizzazione perseguito da Us-rael e compari… Questo Di Battista non mi pare lo abbia ancora detto, se ho letto bene il suo lungo testo sul blog di Grillol, un testo che la cagnara di regime non mi pare abbia letto, preferendo soffermarsi su una frase estrapolata dal suo ampio e condivisibile contesto.

    Quanto alle facce di controcanto che ho visto ieri sera nelle tv (Bonafe, Cicchitto…) mi son detto: “ma chi c… sono costoro? Per quanto tempo dobbiamo sopportarle? Forse che vengono da me a chiedermi come la penso? Per sapere come la penso io e tutta la cerchia che mi sta intorno devo saperlo da quella assoluta nullità somatica che risponde al nome di una Bonafé? Nelle mani di questa gente siamo caduti mentre un intero paese procede inarrestabile verso la sua rovina?

    b) Questa storia dei nostri "partigiani" e relative comparazioni: mi hanno rotto le palle e sono stufo di sentirne parlare… Cambio canale! La verità è che nel 1945, anche con il concorso dei partigiani, siamo stati sconfitti, debellati, asserviti e da allora portiamo il collare del servaggio. Tutto il resto è retorica buona per gli idioti e per quelli che godono a farsi indottrinare.

    c) Gaza. – La verità alla quale non si vuole giungere è l’ammettere che i missili, i cannoneggiamenti, il genocidio di Gaza partono non da Tel Aviv ma dalle capitali europee e da Roma in particolare, Di quelle morti va chiesto il contro non ai coloni israeliani, agli "immigrati” ebraici che da oltre un secolo sbarcano su quella martoriata terra che di santo non ha proprio nulla, ma va chiesto conto proprio a una Bonafé e congrega… Alla Israel lobby e a tutti quelli che dalla israel lobby si sono lasciati corrompere e irretire… Mai visto uno spettacolo simile di indecente e impunità ipocrisia.

    Se "resistenza”, "difesa” ed ”eroismo” legittimi son mai esistiti, io non ne vedo di maggiore che nel popolo palestinese, martirizzato da oltre cento anni e che ancora resiste…

    Noi italiani, al confronto, siamo eccellenti solo in viltà e tradimento oltre che servislomo: io mi vergogno di essere italiano e vorrei tornare borbonico!

    Non credo alle motivazione e coperture religiose: nessuno che di religione ne sappia per davvero qualcosa, o abbia il minimo sentimento religioso, crede alle panzane che circolano…

    E potrei continuare a chiosare Bertani, ma qui mi fermo, altrimenti gli riscrivo io l’articolo…

  • ROE

    Concordo in tutto. Ormai tutta la realtà è distorta. Purtroppo, non si può capire cosa si prova prima di affogare se non si sta per affogare.

  • Earth

    Non me lo sarei mai aspettato da Bertani un articolo cosi’. E’ anche lui diventato uno "che sta imparando come crearsi audience sparandole grosse"?

  • marcopa

    Mercoledì 20 agosto si riuniranno le commissioni difesa e esteri di Camera e senato, sicuramente almeno un centinaio di parlamentari convocati. Il consiglio degli esteri dell’ UE ha discusso oltre che di Iraq, di Libia, Ucraina e Gaza. Questa riunione delle commissioni sarà l’ occasione di una discussione anche sugli altri temi ? Dovremmo puntare a questo. Non dobbiamo accettare che il tema martellante sia terrorismo si-terrorismo no. Io sono contro il terrorismo, ma anche contro ogni guerra e dobbiamo vedere chi alimenta il terrorismo. Bertani ha citato l’HAWALA, il centro finanziario che ospita le centrali maggiori di HAWALA, con cui è vero si finanzia anche il terrorismo, è DUBAI dove risiedono i prossimi padroni di Alitalia (in realtà l’ Ethiad è di Abu Dabi, l’ altro emirato degli Emirati arabi uniti). 

  • Tetris1917

    Caro Carlo, Di Battista persegue, non so fino a che punto senza saperlo, interessi americani, l’ISIS è una evidente creatura a stelle e strisce, nulla di nuovo sotto al cielo, tanto è vero che la signora Clinton (il vero presidente degli stati uniti) dichiera che con l’isis gli è sfuggita la situazione di mano*. Siccome, DI Battista è funzionale all’impero americano (non esagero) lui e i suoi capibastone (dal ricciolino al pazzo di genova) non mi sorprendo che si lancino in queste sortite. Non ci sta nessun interesse a parlare con l’ISIS, per il semplice fatto che rappresentano uno spauracchio creato ad arte, per costringere l’Europa e il medio oriente ad invocare continuamente l’intervento yankee, cose che si ripetono sistematicamente oramai dalla seconda guerra mondiale almeno. E’ l’imperialismo americano caro Di Battista, interessi petroliferi, geopolitici e di accerchiamento ad Est della Russia di Putin, primo nemico ora, insieme al colosso Cinese.

    *http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=108074&typeb=0&L-equazione-islamista

  • bstrnt

    Credo sia meglio chiarire un po’ gli antefatti.

    Nel 2007 Seymour Hersh nel suo saggio "Il cambio di rotta" che era stata pianificata un’operazione da USA, Israele e Arabia Saudita tesa a creare un violento fronte islamista da guidare poi contro Libano, Siria e Iran.
    Svelava inoltre che questo fronte, emanazione di forze esterne, composto da estremisti che avevano rapporti con Al Quaeda e che molti dei militanti avevano partecipato, in prima persona, inquadrati nelle truppe americane nella guerre in Iraq e Afghanistan.
    Recenti statistiche danno che circa l’11% del SIIL sia composto da europei e una percentuale leggermente inferiore di americani e canadesi, mentre la percentuale maggiore proviene dall’Arabia Saudita, il che suggerisce che possa essere composto da un notevole numero di mercenari, magari dei disperati ai quali una vita normale è preclusa dalle stesse dottrine neoliberiste; identica analogia con quanto sta succedendo in Ucraina.
    Ad ogni modo un esercito di decine di migliaia di individui, per di più bene armati, non nasce spontaneamente e deve essere continuamente finanziato.
    Viene da pensare all’idiozia dell’intelligence israelo-americana che si diverte a emulare l’apprendista stregone per vantaggi immediati ben sapendo che un esercito di psicopatici, perché tale è il risultato di queste operazioni, potrà in futuro dover essere contrastato a casa propria.
  • Denisio

    Dibba è uno che scrive piuttosto regolarmente le sue considerazioni sul web, chi lo segue ha capito da molto tempo il suo punto di vista.

    Punto di vista dichiaratamente pacifista e oserei persino dire Gandhiano, lo dimostra nei fatti sentendosi sempre vicino ai popoli sottomessi, dal sudamerica alla palestina palesando il suo punto di vista più o meno criticabile ma pur sempre intelligente e sensibile rispetto ai temi della guerra, come parlamentare ha fatto degli interventi in aula a proposito dell’interventismo Italiano nelle attuali missioni che probabilmente vanno riascoltati perchè il parlamento italiano pobabilmente era da decenni che non vantava posizioni così nette e continuative a sfavore delle spese militari e degli interventi.
    Il suo punto di vista spesso stride con le "giustificazioni" mainstream che sembrano il solito mangime OGM per polli da batteria.

    Naturlamente queste posizioni non allineate danno fastidio e gli avvoltoi tra cui quello dell’infedele per non parlare del segratario leghista non aspettano altro per fiondarsi ad ingigantire un possibile doppio significato, non si curano di appurare se uno sta cercando di contrapporre l’intelligenza alla logica della guerra , no per costoro non esistendo la prima rimane solo l’opzione guerra, non importa che sia mediatica o che sia con i cannoni e il paradosso è che lo fanno fingendosi moralizzatori, ma io mi chiedo ma dove erano fin’ora ?

  • ROE

    Vero. Comunque, prima di sparare a chi ti spara è sempre meglio chiedergli, se possibile, perché ti spara. Far leva sulle inibizioni è l’unico modo naturale (lo seguono anche le iene) alternativo alla violenza.

  • Primadellesabbie

    Ci sarebbe stata meno violenza se, nel dopoguerra, a sostituire la supremazia inglese ci fosse stata la Spagna, la Francia, la Cina, l’Islanda o le Filippine? Se un Paese qualsiasi avesse avuto una supremazia tecnologica, militare ed economica tale da poter pensare di governare il mondo?

    Si potrebbe dissertare della violenza insita nelle varie culture e non potremmo evitare di parlare delle religioni dalle quali quelle culture derivano.
    Ad ogni modo le cose sono andate come sappiamo, gli americani hanno cercato e voluto questa supremazia con le loro scelte di sviluppo economico, con le loro guerre, con la loro tecnologia e con la loro propaganda. Ne consegue che portano tutte intere le responsabilità che derivano dalla loro posizione.
    E mi sembra non abbiano fatto nulla, ma proprio nulla per cercare di allontanare dalle menti e dalle cose atrocità e violenze di ogni genere. 
    A cominciare dalla filmografia con la quale hanno appestato il mondo, passando per il campionato mondiale di omicidi che detengono saldamente, grazie al vezzo di consentire il possesso di armi da fuoco a chiunque, per non parlare dei modi che usano per "mantenere l’ordine" in casa loro.
    Con le ultime imprese belliche si sono superati, le dirette televisive dei bombardamenti sulle città "nemiche", il trattamento riservato a malcapitati civili e a prigionieri, coniugato con il disprezzo di qualsiasi regola e di qualsiasi cultura, compresa quella che pretendono di rappresentare sono lezioni di violenza, oltreché lezioni pratiche di induzione all’oltraggio sistematico dell’essere umano, da parte di barbari senza speranza sui quali bisognerà, prima o poi, accendere qualche riflettore.
    L’Islam non ha bisogno di lezioni di violenza, ma sarebbe a questo punto senza le sollecitazioni, strumentalizzazioni, provocazioni, aggressioni cui é stato sottoposto senza soluzione di continuità?
    Perché prendersela con Di Battista se ha indicato senza esitazione i colpevoli primi?
    O possiamo farlo solo noi nei modi e nei tempi che non ci turbano?
  • luiginox

    andreotti,in un discorso al senato dopo aver auspicato una equivicinanza (nb non equidistanza)tra i contendenti in m.o. disse chiaramente che in certe condizioni di disperazione egli stesso da giovane sarebbe stato terrorista.questo nel 2006.dove erano allora tutti gli sciocchini petulanti scribacchini dei giornalini?

  • Georgios

    Nessun fallimento della leadership USA come sostiene Di Battista. Nessuna sfuggita di mano dei tagliagole dell’ISIS. Va tutto secondo i piani fin dai tempi delle invasioni di Afganistan e Iraq.

    Ora armeranno i curdi, quale sarà la prossima tappa? Forse la Turchia? Dopodiché tutte le strade saranno aperte: Sia o nord che ad ovest. La Serbia e’ diventata una piccola isola nei Balcani, non può più fermare nessuno. La Russia sì, sarà un baluardo forse impossibile da conquistare ma a quale costo per la stessa?

    E’ vero: per l’Europa "di “sdraiati”, di metallari, di neo-yippies, di iper-connessi, di annoiati, di delusi", come li descrive Bertani, si avvicinano tempi duri. Se non si tengono le loro nazioni ad ogni costo, ora che hanno ancora la possibilità, ora che e’ facile se la smettono di litigare e pestarsi i piedi a vicenda come bambini maleducati, dovranno, o prendere le armi o finire nelle discariche della storia.

  • vic

    Un commentatore afferma qui sopra che Di Battista fa il gioco degli USA.

    Strano, leggendo il suo intervento, mi pare che essenzialmente metta l’accento sulla responsabilita’ degli USA (e dei loro alleati) per il caos in cui sono precipitate tante zone del mondo.
    Bertani attacca Di Battista per due motivi: 1) lo ritiene un politico di serie B; 2) gli rimprovera una scarsa conoscenza del mondo mediorientale.
    Forse e’ pretendere troppo da un parlamentare.
    L’impressione, per carita’ osservando dalla collina che e’ piuttosto lontana da Roma, e’ che Di Battista sia uno dei pochi a parlar chiaro sulla pochezza (eufemismo) della politica estera (altro eufemismo) statunitense.
    Sara’ un’impressione, ma mi pare che i paesi della Nato siano cascati come polli nella trappola statunitense ai tempi immediatamente precedenti la crisi/guerra del Kosovo. L’URSS era crollata, la Nato, che fino a pochi anni prima, in piena guerra fredda, non era prticamente mai intervenuta in forze da nessuna parte, venne ridisegnata. Gli statuti rivisti e "adeguati" ai tempi, si diceva. In realta’ si trattava di ridare uno scopo ad un’alleanza che finita la guerra fredda, non avrebbe piu’ avuto nessun motivo di sussistere, se non per fare esclusivamente gli interessi statunitensi.
    Nessun partner della Nato si senti’ di prendere la palla al balzo e con la scusa dei nuovi statuti di alzare i tacchi ed andarsene dall’alleanza. Per l’Italia era un’occasione d’oro per intraprendere una strada di politica neutrale. Evidentemente i miseri spiccioli pagati dagli USA per tenere le innumerevoli basi sulla portaerei mediterranea Italia impedirono ai politici italiani di veder chiaro e lontano, "oltre la Nato".
    Anzi da allora c’e’ stato un clamoroso paradosso: la Francia, che con De Gaulle non s’e’ mai tirata indietro nel criticare la politica estera statunitense, con Sarkozy, l’ungherese di Francia, fa tornare gli alti graduati francesi ai bordi dei tavoli tattici della Nato.
    Per carita’, Di Battista non e’ De Gaulle, pero’ mi pare che metta lo stesso ardore nel criticare la politica estera (per modo di dire, perche’ difficilmente distinguibile dalla politica militare) statunitense.
    Mi sembra una novita’ clamorosa nel parlamento italiano.
    Gia’ a suo tempo Craxi, che non era uno stinco di santo, si oppose agli statunitensi per la questione di chi fosse la padronanza di Sigonella in una situazione puntuale.
    Tutti abbiamo visto la fine che ha fatto. E’ una coincidenza? Non lo e’?
    Di Battista rammenta nel suo intervento il caso Mattei. Chissa’ a quanti giovani italiani la storia di Mattei sembra lontanissima nel tempo, appunto storia remota per loro. Che male c’e’ a ricordar loro che i fatti passati possono illuminare decisioni presenti?
    Un certo timore ce l’ho, se Di Battista continua a proporre questi discorsi, i casi sono due: o risveglia finalmente le coscienze sulla questione di stare nella Nato, oppure troveranno il modo di zittirlo, con le buone o con le cattive.
    L’Italia e’ da tempo ad un bivio: il bivio delle scelte drastiche e coraggiose.
    Che non sono le scelte coraggiose di fare piu’ sacrifici per lasciare le cose come stanno, perche’ lo vuole l’Europa.
    Mi pare che Di Battista, perlomeno abbia il coraggio di assumere posizioni di denuncia della sottomissione acritica ai diktat statunitensi. L’UE, se la si osserva bene, non e’ che un megastrumento in mano a chi guida il mondo dagli USA. Costoro sono soprattutto quelli che conducono le danze finanziarie nei vari gremi cosiddetti inernazionali che dettano la musica della governance finanziaria mondiale. In fondo in fondo costoro stanno "guidando" anche il governo statunitense, il cui braccio spionistico-militare non e’ che uno strumento a disposizione di questa "illuminata elite".
    Sbaglia Di Battista a denunciare i modi primitivi dell’azione statunitense? Strano che Bertani non colga questo aspetto basilare dell’intervento del parlamentare.
    Auguri di lunga vita a Di Battista, e che ce la faccia a salire in serie A, magari con un M5S da serie A, in un’Italia da serie A!
  • Eshin

    Il malaffare ha distrutto questo paese ma e’ l’ipocrisia che uccide la speranza.

    Alessandro di Battista

  • Jor-el

    Dopo 40 anni di propaganda "contro la violenza senza se e senza ma", di criminalizzazione e galera per chiunque abbia osato opporsi a una carica della polizia, sfido che ora abbiamo un’Europa di “sdraiati”, di metallari, di neo-yippies, di iper-connessi, di annoiati, di delusi incapaci di maneggiare un’arma". Battista non ha ben chiaro cosa sta succedendo in medioriente (d’altra parte non è che sia facilissimo analizzare quel casino, fino ad ora solo su COMIDAD ho travato interventi convincenti), ma per il resto ha ragione al 100%. Basta chiamare terroristi gli oppressi che si ribellano. Basta chiamare "ostaggi" i prigionieri di guerra israeliani e "rapitori" i partigiani palestinesi che li catturano. 

  • Firenze137

    Scusate per il mio post terra terra, ma il mio istinto di toscanaccio polemico, malpensante e un po’ complottista mi fa notare un fatto. I tempi.

    Qualche giorno fa il video di quello che ha detto che Grillo nel 1992 era sul Britannia insieme alla Bonino ed altri

    Stamattina – la rassegna stampa di radio radicale l’ha enfatizzato – di battista sta su tutte le prime pagine col suo intervento.

    Non sarà che si vuole ancora e sempre "depistare" l’attenzione di tutti noi, popolino, massa critica. Noi digitatori indefessi di tastiera, gente che oggi sta sotto l’ombrellone ecc. Le questioni calde sul tappeto del PAese Italia sono ben altre e sono le "consegne" della nostra sovranità ai Potentati.  Agosto è il mese dove alla zitta si è iniziato questo processo di consegna delle chiavi di casa , perchè di solito "Agosto marito mio/moglie mia  non ti conosco.. " e nel nostro caso il Governo :" Agosto Italiani state pure  al mare .. non vi conosco" e le riforme costituzionali – nonostante la gente muore di fame – sono al primo posto 

    Quello che dice di BAttista, che tra l’altro io stimo come una voce davvero sincera e competente, ma alla fine di "nuovo" di così eclatante io non ci trovo tutti questi "oh oh… ma sapete che ha detto di battista ". La parte più "originale" è quello che poi è un suo punto di vista, cioè che la difesa personale non è porgere ll’altra guancia, ma difendersi spargendo sangue degli altri, anche   se a prezzo del tuo. Beh dov’è tutta questa novità .

    C’è una "regia" dei Potentati che controlla tutto e se l’articolo di di battista sta su tutte le prime pagine dei giornali, ora che siamo alle porte della chiusura delle vacanze e della ripresa del "lavoro" ( ma quale lavoro? .. bah..) dell’attenzione di tutti  io penso che, in mancanza dei vari ripescaggi delle never ending stories  come Yara,  & co.  un Di Battista che riempie i palinsesti e crea quel velo tanto comodo ai giornalisti asserviti per "fingere" di lavorare, beh male non fa.

    Mi posso sbagliare, ma almeno io la penso così. E cioè che ormai, di tutto quello che non più di una ventina d’anni fa era un valore assoluto per un giornalista  – come dare anche la propria vita per dare la notizia, l’abnegazione (per carità giornalisti così ce ne sono ancora  ma pochissimi) per uno scoop vero, fatto di nomi e cognomi ( avete notato che ormai nomi e cognomi non si fanno quasi più.. anche di battista quando parla degli f35 non fa i nomi dei responsabili, etc oggi è diventato pura "convenienza" di riportare quello che "conviene" scrivere invece di quello che si "deve" scrivere.

    Comunque le vacaze sono finite, i pettegolezzi da spiaggia finiti anche quelli, riempiamoci la bocca ( gli occhi e la testa ) con un argomento appassionante e poi.. nuovo di zecca: Israeliani e Palistinesi".       

  • radisol

    Onore al merito: il coraggio e l’onestà intellettuale del parlamentare del M5S

    Una classe politica serva ed ipocrita, che si appresta ad alimentare la guerra vendendo armi ai curdi iracheni, grandi amici dei criminali israeliani, si ritrova unita nel dare addosso ad Alessandro Di Battista, reo di aver detto alcune basilari ed indicibili verità.

    Il suo articolo può essere magari discutibile per alcuni aspetti (ad esempio: non necessariamente gli stati devono rispecchiare precise linee etniche e religiose), ma ha il merito di porre diverse rilevanti questioni in maniera chiara. E, soprattutto – cosa rigorosamente vietata ad un membro del Parlamento – ha il merito di dire parecchie verità. Verità scandalose tanto per il politicantume che ci governa, quanto per i servili pappagalli dei media mainstream.



  • francescosantoianni

    Ma, al di là delle (per me fondamentalmente giuste) parole di Battista, il problema è cosa faranno gli attivisti Cinque Stelle ora che una nuova guerra verrà approvata in Parlamento. Continueranno ad appiccicare santini su Facebook come hanno fatto durante il recente massacro do Gaza? O, finalmente, scenderanno in piazza assieme ai tanti che (nonostante tutto) continuano a dire NO alla Guerra (da quella alla Siria a quella in Ucraina)? Più in generale, a cosa servono 9 milioni di voti e  100.000 "attivisti certificati"? a fare il tifo per i parlamentari Cinque Stelle in Parlamento? Io, nel mio piccolo, cerco di smuovere le acque. Ad esempio, con questo post:

    http://pecorarossa.tumblr.com/post/94998852134/di-battista-ok-e-ora-che-si-fa-scendiamo-in-piazza

    A proposito. C’è qualche altro Attivista Cinque Stelle con le palle che vuole impegnarsi in tal senso?

  • cardisem

    Ho dato una scorsa alle dichiarazioni che sono state rilasciate sulle dichiarazioni di Alessandro Di Battista, vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera. Si ricordi che la stessa qualifica ha ricoperto Fiamma Nirenstein, messa in lista su quota Fini e ora in Israele a fare la sua aliya, ma costei mai ch’io ricordi si è occupata nel parlamento italiano di altro che degli interessi dello «Stato ebraico d’Israele», essendo sempre in prima fila nella organizzazione e nelle iniziative della Israel lobby. Vi era stato un giornalista che aveva timidamente rilevato il fatto in sé incontrovertibile, ma la sua timidezza non gli ha permesso di andare oltre un timido accenno di quello che doveva essere invece una grande lotta per ripulire le istituzioni e la politica italiana da infiltrazioni straniere.

    A sentire le dichiarazioni di personaggi che non nomino sembrerebbe che sia una posizione corale di tutto ciò che sulla materia può pensare il popolo italiano: l’opinione "pubblicata” e diffusa dai media che si spaccia per opinione "pubblica” ed effettivo pensiero degli italiani. Non è così… Lo sappiamo bene ed è forse un bene che costoro rappresentano come pensiero della gente comune ciò che è soltanto una loro propaganda.

    La speranza è che in questo modo si attivi una sana reazione popolare. Parlando con la gente che vive intorno a me (e mi muovo abbastanza) mi risulta sempre più evidente il divario fra propaganda mediatica e pensiero della gente, pur confuso da una propaganda martellante che fa perdere il dettaglio ma non la trama complessiva della storia in atto.

  • cardisem

    Non saprei bene come dire, ma questa mi sembra una antropomorfizzazione della politica o di fenomeni per loro natura complessi.

    Provo ad usare un esempio, volutamente dilatato al grottesco:
    vi è una fabbrica i cui operai sono stati tutti licenziati…
    Comprensibilmente, questi operai vogliono credere che la loro situazione sia la più importante in assoluto, e se anche scoppiasse la quinta o sesta guerra mondiale, per loro parlare della guerra mondiale è una distrazione rispetto al vero e unico problema che è il loro, certamente grave e meritevole di ogni rispetto…

    Io stesso so che i temi economici e di finanza pubblica sono importantissimi, e che pure incidono sul mio stipendio decurtato e tassato…
    Le mie competenze non mi consentono però di addentrarmi granché nella contabilità dello stato… Invece, le mie competenze mi consentono di vedere meglio le cose della politiche estera, che incidono non poco sulla economia del paese…

    Una realtà complessa e dinamica si svolge nella sua interezza: gli ingranaggi di un orologio non sono composti di parti importanti e altre meno importanti: l’orologio funziona con l’insieme delle sue parti…

    Allo stesso modo noi non possiamo conoscere la realtà se non per quegli aspetti che riusciamo a vedere e comprendere un po meglio di altri aspetti che ci restano nascosti, ignoti, incomprensibili… Ma non è che si può fermare un ingranaggio e pretendere che si parli di una cosa piuttosto che un altra, anche perché i soggetti in grado di parlare e trattare una determinata cosa piuttosto che un’altra non sono gli stessi, non hanno le stesse attitudini, non hanno gli stessi interessi o gli stessi poteri…

    Conclusione: trovo infantile il ragionamento di chi dice: non si parli di Gaza perché prima vengono i nostri licenziamenti di settembre ed è solo di questi che dobbiamo parlare… Se scoppia la guerra, se scannano nostra madre, è una distrazione voluta dal nemico perché i problemi veri di cui solo dobbiamo parlare sono altri…

    Non credo si possa ragionare così, ma si debba sempre considerare che la realtà è complessa e unitaria al tempo stesso.

  • cardisem

    La rassegna stampa di radio radicale: un tempo la seguivo. Ora non più… L’ho detto persino a Pannella, spiegandogli il motivo… Quel Bordin legge i giornali con gli occhi suoi, si permette tutti gli schignazzi che vuole, non accetta repliche, è un reggicoda della Nirenstein con la quale schignazzano insieme ogni settimana… Quella di radio radicale è una posizione schifosamente sionista… Non incontro Pannella da parecchio tempo, ma se capita gli indico una bella prigione da andare a visitare al posto di Rebibbia: il lager a cielo aperto di Gaza, dove non ricordo abbia mai speso una parola… La Bernardini me la ricordo con la bandiera di Israele sulle spalle… Eppure vi è stato un periodo, lo ammetto, in cui sono stato sensibile alle loro ipocrisie… Mi sono lasciato ingannare per troppo tempo… Me ne vergogno un poco…

  • cardisem

    Di palle io te ne posso vendere a quintali… ma a me pare che tu abbia una rappresentazione piuttosto viziata delle 9 milioni di baionette… Ieri mi sono trovato con una persona, amica, che non vedevo da anni e di cui ignoravo fosse stato uno di quei 9 milioni… Invece tu mi pare che ragioni come se ci si trovasse davanti un solo corpo, una sola anima, una sola mente… I processi e le aggregazioni politiche ahimé sono più complessi di come tu li vuoi rappresentare… Non saprei che dirti, ma non mi ispiri molta fiducia, detto senza offesa…

  • radisol

    Ferma restando una certa innata disincrasia del M5S ( ma non di Di Battista) rispetto alle piazze … dove stanno i presunti "tanti" che scendono nelle piazze ?

    Io le ultime significative mobilitazioni di piazza contro una guerra me le ricordo ormai oltre 11 anni fa per l’Iraq …. non ricordo nulla di significativo per la Libia, per la Siria e nemmeno per l’Afghanistan … ed anche sulla Palestina, se indubbiamente qualcosa in questo caso si è fatto, non ricordo proprio piazze oceaniche …
    Sta a vedere che la colpa è del M5S …. anche quando ancora nemmeno esisteva …
  • Firenze137

    se non ho capito male tu "giudichi infantile" che uno (quale suppongo sarei io ..) dica o scriva su CDC  che si deve parlare d A) invece che di B)  perchè la realtà è complessa ed è formata da A) + B) + C) ecc.

    Ho capito male  ?

    Se ho capito bene quindi che non si deve essere infantili (io in realtà sono anche un po’ infantile ma ogni tanto mi piace esserlo..) beh io in questo caso non ho detto questo , ma ho scritto che LORSIGNORI (i Potentati economici, i registi degli accadimenti locali con ripercussioni linterazionali e viceversa)  "pagano" , foraggiano, mantegono,   i giornalisti , i pennivendoli perchè  LORO inpongono che in prima pagina si metta B) invece di A) perchè a loro questi argomenti scatenanti come il pezzo di di BAttista, come il video di quello che ha detto che Grillo era sul Britannia,  come Yara Gambirasio, Meredith & co. ( tutti i delitti del salotto di vespa con la bruzzone,Matone, Crepet e relativi plastici) ..  servono a DISTRARRE l’attenzione generale. 

    Questo ho voluto dire e spiegare. Magari rimango infantile e  magari non era chiaro. Però spero di aver chiarito.

    Riguardo a Radiradicale, è una mia fonte alternativa di informazione e concordo le tue "osservazioni" che anch’essa ha spesso delle angolazioni ed una regia "esterna"   molto discutibilie. Però come completezza organizzazione e sopratutto fonte di "approvviginamento" di notizie – anche eventualmente da scaricare – non è male.. 

      

  • cardisem

    1°) Non volevo essere offensivo verso di te, e se to ho dato questa impressione, non ho difficoltà a chiedere scusa. Una critica cortese e legittima a quello che mi pare di aver capito, questo sì che volevo farla, e spero che sia da te gradita, come io gradisco critiche a me fatte, che riescono a cogliere elementi deboli del mio discorso.
    2°) È possibile che io abbia capito male ciò che tu intendevi dire.
    3°) Ritornando sul merito, sulla base dei tuoi ulteriori chiarimenti, ecco cosa posso dire:
    a) Lorsignori manovrano come vogliono tutta la stampa che è tutta loro: non ci piove su questo! Sono loro che decidono i tempi e i titoli. Sono loro che organizzano le loro campagne di stampa e le organizzano come vogliono. Attrarre o distrarre l’attenzione di chi è vittima della loro informazione è ciò che fanno da sempre…
    b) Mi confermi che ho capito bene. E mi sforzo di formulare meglio la mia critica. Esiste una oggettività delle cose che prescinde dalla capacità di Lorsignori di attrarre o distrarre l’attenzione su quelle cose. Quando tu dici "distrarre” fai intendere a chi legge che la cosa di cui si parla non sia importante: che i problemi veri siano altri… Certo, mi sto accorgendo anche io quanto sia disonesto e fuorviante il modo in cui riportano l’ampio e articolato testo di Di Battista, dove il “terrorismo” sono soltanto poche righe di tre pagine… Il travisamento di senso e contesto è totale, ma questo rivela una debolezza, una faglia, di Lorsignori, dove la controffensica avrebbe facile gioco…
    c) Insisto (senza offesa) nel ravvisare una tua "ingenuità” nel distinguere la realtà fra ciò che è importante e da cui non ci si deve distrarre e ciò che non è importante e su cui ci vuole portare chi intende distrarci. Non è così: il nostro corpo è un tutto dove non vi sono parti più importanti e parti funzioni meno importante. Perfino l’ignobibile defecare e orinare sono funzioni importantissimi che causano la morte se interrotte per pochi giorni…
    d) Un Movimento politico di 9 milioni deve essere in grado di coprire tutta la gamma della complessità politica: solo così può diventare forza di governo! Sono lieto di constatare che finalmente si va delineando una politica estera del Movimento. Il fatto che susciti le reazioni cui assistiamo è un buon segno…
    e) Di radio radicale apprezzo l’archivio. Se metti opportune voci nei loro motori interni di ricerca ne escono fuori registrazioni di indubbio valore documentale… Per il resto, me ne sono distaccato e da lontano mi appare più chiara la loro ideologia…

  • cardisem

    Ho in testa il concetto ma non riesco ad esprimerlo…
    Ho chiaramente una qualche esperienza di Movimento Cinque Stelle (ne sarei perfino un "Attivista certificato” che ha votato tutte le volte che gli è stato chiesto) ed ho anche esperienza dei vecchi partiti e delle loro strutture organizzative e gerarchiche:

    – non funzionano allo stesso modo e non è identica la linea di comando:
    — non vi è un Berlinguer o un Lama che possa ordinare la mobilitazione di massa

    L’aggregazione e la mobilitazione è molecolare ed orizzontale.
    I tempi di risposta all’input sono molto più lenti e frazionati su base territoriale e
    municipale.
    Nessuno è poi mai sicuro che la propria opinione sia condivisa da altri attivisti, se prima non ci si confronta e se ne discute.

    Vedo con soddisfazione che si va lentamente delineando una politica estera del Movimento. Non tutte le cose che fanno i Portavoce parlamentari mi trovano concorde, ma non è questo un motivo per uscire dal Movimento, dal quale una volta che ci sei entrato nessuno ti può cacciare, se non nel senso che ti viene inibito l’uso del Logo Cinque Stelle se ricopri qualche carica istituzionale con il simbolo della Cinque Stelle, che io dico sono poche (se una stella significa un punto di programma), troppe poche, mentre è necessario che siano "milioni di milioni" per poter trattare tutti i problemi (una stella un problema con relativa soluzione).

    Non so se sono riuscito a spiegarmi…
    Quello che di altamente positivo riscontro è il fatto che finora la Lobby sionista non è riuscita ad infiltrarsi dentro il Movimento allo stesso modo in cui ha fatto con tutti gli altri partiti, che hanno struttura gerarchica: basta mettere un loro uomo nella "gabina di regia” ed il gioco è fatto: questo con il Movimento non è riuscito e questo spiega pure la feroce campagna di diffamazione contro il Movimento, che è però sempre sotto insidia, come è appena successo con il Fronte francese che è stato appena inghiottito (pare) dalla Israel Lobby…

  • mago

    Esatto …la Turchia prossimo step…

  • Simec

    Di Battista ha ragione, anzi in realtà ha detto un decimo della verità, ovvero che i TERRORISTI veri siamo noi,  e gli USA col nostro imperialismo.
    TERRORISTE sono le missioni di pace a casa d’altri.
    TERRORISTI sono i marò che ammazzano dei poveri pescatori.
    TERRORISTA è questo stato mafioso che ci ammazza di tasse….
    in realtà Di Battista è un povero sfigato moderato, troppo moderato per sbattere in faccia a quei politicanti di merda i motivi per cui finiranno come i nazisti di Norimberga.

  • francescosantoianni

    Ok. Ma ripropongo la domanda. C’è qualche Attivista (con o
    senza palle) Cinque Stelle disposto a scendere in Piazza contro la guerra? Dico
    questo perchè qui a Napoli le manifestazioni per Gaza sono state un (relativo)
    successo, ma di attivisti Cinque Stelle ne avrò visto meno di dieci. Ovviamente,
    senza bandiere o distintivi per paura di essere poi additati come eretici in
    qualche Meetup. 

  • cardisem

    Io non so quale conoscenza e quale pratica abbia del Movimento… Io che attivista sono (cosa poi sia un attivista è cosa che lascio in sospeso) era in piazza al tempo di Piombo Fuso, quando il Movimento non esisteva, alla più numerosa manifestazione tenutasi in Europa: i 200.000 (si disse… ma erano tanti, mai visti prima) che da piazza Vittoria in Roma marciarono a Porta San Paolo… Vi fu un articolo diffamatorio di un noto giornalista, al quale scrissi il fatto suo… Mi minacciò una querela che poi non giunse…

    Da allora, con quella manifestazione, con quella grande passeggiata di massa, non si impedirono o successivi massacri fino a quelli odierni…

    Il Movimento non è qualcosa che si possa mobilitare con un fischio del capo…

    Un mio compaesano dall’estremo sud faceva il solo turismo che le sue tasche gli consentivano salendo sui pulman che Rifondazione Comunismo metteva a disposizione gratis per andare a fare turismo politico a Roma: una bella gita…

    Il Movimento da quando esiste e finché esisterà nelle forme attuali è un relativamente lento processo di aggregazione molecolare su tempi che devono essere dibattuti… Quello che di meglio può fare un attivista in quanto attivista e finché è nel Movimento è di intervenire in ogni "tavolo di lavoro” per porre i temi della politica estera e internazionale…

    Io non so come spiegarmi… Quello che ho sempre fatto da prima che il Movimento esistesse è di assumere le posizioni che ritengo giuste su questo e altri problemi dove ancora non esiste una linea del Movimento…

    Se un giorno una Linea vi sarà è perché io singolarmente insieme ad altri singoli sarò riuscita a farla condividere da tutti o quasi…

    Nel Movimento non esiste il Capo e io non vorrei nessun Capo…

    Dove mi trovo (e non ti dico dove per ragioni di sicurezza, palle a parte) ho già partecipato a tre eventi senza fare mistero della mia posizione come Movimento e comunicandola ad altri attivisti del mio "tavolo” di lavoro e di impegno…

    Che vuoi di più?

    Una bella manifestazione con bandiere modello Rifondazione Comunista con comizio finale e manifestanti incolonnati come tanti soldatini?

  • Stodler

    Forse la colpa più grossa di Di Battista è quella di portare all’attenzione del grande pubblico la politica estera del paese, i suoi problemi e le sue contraddizioni.

    In poche parole il problema di Di Battista è che fa discorsi di politica in un paese dove al massimo si parla di gossip.

  • cardisem

    Ben detto! In questi giorni stavo osservando e volevo commentare come l’apparente coralità delle voci di condanna (la "bufera” suscitata secondo un trito e ritrito vocabolario mediatico) è uno stesso unico e unilaterale “conformismo”: un solo padrone possiede tutti i mezzi di informazione ed ha al soldo tutti i politici. Quanto più il sistema della “rappresentanza politica” vedrà pochi partiti politici, basati sul sistema maggioritaria, e con una base elettorale che sempre di meno andrà a votare, tanto più facile sarà comprarsi e corrompere i pochi politici che tengono il campo…

    Il "conformismo” della condanna mediatico-partitica di Di Battista può essere da ognuno messo a confronto con il pensiero e le posizioni delle persone non influenzate dalla comunicazione di regime e si scoprono posizioni ben distinte e condanne energiche non solo della politica estera in Medio Oriente, ma di tutte le lobbies interne che quella politica hanno finora servito.

    Il problema di politica estera diventa un problema di politica interna nella misura in cui sempre più numerosi ci si chiede il come, quando e perché si è arrivati a tanto orrore. Lo stesso problema degli immigrati acquista una nuova e diversa consapevolezza appena ci si chiede come e perché e da chi spinti quei disgraziati giungono da noi…

    Ci si accorgerà alla fine che posizioni come quelle espresse da Di Battista sono addirittura moderate…