Home / ComeDonChisciotte / DESTABILIZZAZIONE ECONOMICA, COLLASSO FINANZIARIO E MANIPOLAZIONE DELLA BORSA DI SHANGAI ?
15193-thumb.jpg

DESTABILIZZAZIONE ECONOMICA, COLLASSO FINANZIARIO E MANIPOLAZIONE DELLA BORSA DI SHANGAI ?

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY

globalresearch.ca

Il drammatico crollo della borsa di Shanghai è stato presentato all’opinione pubblica come il risultato di un “meccanismo di mercato” spontaneo innescato dalle debolezze dell’economia cinese.

All’unisono i media occidentali (WSJ, Bloomberg, Financial Times) hanno lasciato presagire in coro che i listini cinesi sono caduti a causa dell’incertezza generata dagli ultimi dati (economici, ndt) che indicano un calo della seconda economia del mondo.

Questa interpretazione è errata. Distorce il funzionamento dei mercati azionari che sono frequentemente soggetti ad operazioni speculative. Un ribasso progettato a tavolino del Dow Jones, per esempio, può essere scatenato in vari modi: tramite vendite allo scoperto; scommettendo sul declino del Dow Jones Industrial Average nel mercato delle opzioni, ecc (1)

Come ampiamente documentato i mercati finanziari sono truccati dalle megabanche. Istituzioni finanziarie potenti tra cui JP Morgan Chase, HSBC, Goldman Sachs, Citigroup etc… insieme agli hedge funds a loro affiliati hanno la capacità di spingere al rialzo il mercato azionario per poi farlo cadere. Guadagnano fortune immeritate sia con mercati rialzisti che in calo. Questa procedura è applicata anche ai mercati petroliferi, dei metalli e delle materie prime in generale.

E’ una frode finanziaria o “pompa e svuota” come la chiama Austin Fitts, ex assistente segretario dell’ HUD e insider di alto livello di Wall Street. Si tratta di “gonfiare artificialmente il prezzo di un titolo o un’altra garanzia attraverso la promozione, al fine di vendere al prezzo gonfiato” per poi fare ancora profitto con vendite allo scoperto sul titolo al ribasso. “Questa pratica è illegale in base alle regole del mercato dei titoli, ma è particolarmente comune,” (vedi Stephen Lendman,Manipulation: How Financial Markets Really Work), Global Research, 20 marzo, 2009

Il collasso della Borsa di Shanghai

Lo Shanghai SSE Composite Index è cresciuto nel corso dell’ultimo anno da circa 2.209 punti il 27 agosto 2014 a più di 5166 il 21 giugno 2015 (con un’incremento di circa il 140%); poi dal 21 giugno è crollato di oltre il 30 per cento nel giro di due settimane arrivando a 3507 (8 luglio).

Un successivo crollo, cominciato intorno al 19 Agosto, una settimana dopo le esplosioni Tianjin (12 agosto 2015), è culminato il lunedì nero (24 agosto) con un drammatico calo 7,63 per cento in un solo giorno.

L’esplosione di Tianjin ha contribuito a esacerbare l’incertezza riguarda il mercato azionario cinese?

L’evoluzione e l’andamento del SSE index in questo ultimo anno non ha nulla a che fare con le dinamiche spontanee del mercato o dell’economia reale: ha tutte le apparenze di un attacco speculativo accuratamente progettato, una spinta verso l’alto e una spinta verso il basso.

La possibilità che si tratti di aggiotaggio è stata considerata dalle autorità cinesi nel luglio 2015 a seguito del tracollo della Borsa di Shanghai avvenuto il 21 giugno (vedi grafico sopra):

Il regolatore ha detto [Vedi Report del 3 Luglio] che avrebbe esaminato se le parti stavano speculando (il termine usato dall’autore è mis-selling, non essendo competente in materia ho usato una delle traduzioni disponibili, ndt) sui prodotti finanziari…

La China Securities Regulatory Commission (CSRC) ha detto che avrebbe basato la sua indagine sugli anomali e abnormi movimenti dei mercati azionari e dei futures.

…. Alcuni reports hanno accusato gli investitori d’oltremare di spingere i prezzi delle borse cinesi verso il ribasso con vendite allo scoperto, ovvero scommettendo sulla caduta dei titoli.

… qualsiasi atto criminale sarà riferito alla polizia, ha concluso il regolatore.

L’Agenzia di stampa Reuters, citando fonti anonime, ha riportato che Il China Financial Futures Exchange (CFFEX) ha sospeso 19 accounts impedendogli di vendere allo scoperto per un mese (BBC, 25 Agosto 2015, grassetto aggiunto dall’autore del testo originale, ndt)

L’opinione dominante dei media (cosi come le dichiarazioni emesse dalle autorità cinesi) era che gli operatori finanziari cinesi, piuttosto che le banche straniere, avrebbero potuto essere dietro le operazioni di aggiotaggio: “gli investitori d’oltremare hanno un accesso limitato ai mercati cinesi”. Secondo il Global Times la manipolazione del mercato (cinese) non proviene dall’estero.

Questa valutazione, tuttavia, non tiene conto del fatto che Goldman Sachs, JP Morgan Chase, HSBC e altri (istituti) sono i principali operatori finanziari all’interno della Cina; difatti questi istituti operano a Shangai tramite joint venture con società cinesi locali.

Inoltre, queste istituzioni finanziarie occidentali sono note per aver svolto un ruolo preponderante nel manipolare sia i mercati azionari sia i mercati dei cambi:

I regolatori (istituti di vigilanza, ndt), a seguito di un’indagine globale durata un anno, hanno multato le sei maggiori banche per un totale di 4.3 miliardi di dollari per il mancato arresto del tentativo di manipolare il mercato dei cambi a opera dei traders.

HSBC Holdings Plc, Royal Bank of Scotland Group Plc, JPMorgan Chase & Co, Citigroup Inc, UBS AG e Bank of America Corp sono andate incontro a multe in seguito all’inchiesta, che ha messo il collare ai 5 trilioni di dollari giornalieri di questo mercato, accelerato la spinta per e intrappolare la Bank of England.

Gli istituti di vigilanza, come riportato dalla Reuters (11 novembre 2014)), hanno detto che i traders utilizzavano nomi in codice per identificare i clienti senza nominarli e si scambiavano informazioni in chat on-line con pseudonimi quali “i giocatori”, “i 3 moschettieri” e “1 squadra, 1 sogno.” Coloro che non sono stati coinvolti sono stati screditati, inoltre gli operatori utilizzavano un linguaggio osceno per congratularsi tra loro peri i rapidi profitti realizzati dalle loro truffe. hanno detto le autorità. (Reuters, 11 novembre 2014).

Goldman Sachs tra altri importanti istituti finanziari opera in Shanghai dal 2004 con una joint venture con la Gao Hua Securities Company di Pechino.

Goldman Sachs è nota per utilizzare i cosiddetti “programmi di trading ad alta frequenza” in operazioni di borsa:

“I mercati possono essere truccati con i computer che utilizzano programmi di trading ad alta frequenza (HFT), che ora rappresentano il 70% degli scambi; e Goldman Sachs è il leader infdiscusso in questa nuova tecnica di gioco. (Vedere Ellen Brown, Stock Market Collapse: More Goldman Market Rigging, Global Research, 8 Maggio 2010).

Un altro fattore che ha facilitato le operazioni speculative sulla borsa di Shanghai è stata l’integrazione dei mercati azionari di Hong Kong e Shanghai nel 2014 sotto il cosiddetto collegamento “Stock Connect”. La procedura permette agli stranieri di acquistare azioni cinesi A quotate nella borsa di Shanghai operando, con “restrizioni limitate” da Hong Kong; vale a dire accesso completo al mercato azionario cinese.

Guerra finanziaria

Queste fluttuazioni al rialzo e al ribasso, programmate a tavolino, dell’indice Shanghai Composite in definitiva provocano la perdita di miliardi di dollari di investitori e pure dei fondi statali cinesi usati dalla Banca popolare di Cina per sostenere la borsa di Shanghai. Dove vanno i soldi? Chi sono i destinatari di questi scambi multi miliardari?

In risposta alla crisi di agosto, la Banca popolare di Cina “ha offerto 150 miliardi di yuan (23,43 miliardi di dollari) per contratti pronto contro termine di sette giorni, una forma di prestiti a breve termine alle banche commerciali.”. Questo denaro è stato sprecato dato che non ha scongiurato il crollo della Borsa di Shanghai.

Geopolitica

Anche le considerazioni geopolitiche sono piuttosto rilevanti. Mentre il Pentagono e la NATO coordinano le operazioni militari contro paesi sovrani, Wall Street svolge concomitanti azioni destabilizzanti sui mercati finanziari tramite la manipolazione dei mercati del petrolio, dell’oro e in valuta estera nei confronti di Russia e Cina.

È “possibile” che la manovra sulla Borsa di Shanghai faccia parte di un pacchetto più ampio di azioni degli Stati Uniti contro la Cina al fine di indebolirne l’economia e il sistema finanziario?

Forse che il crollo finanziario della Cina sia funzionale ai più ampi interessi di politica estera degli Stati Uniti che includono minacce di routine dirette contro la Cina e lo schieramento di mezzi militari nel Mar Cinese Meridionale?

Abbiamo a che fare con una “guerra finanziaria” diretta contro una potenza economica mondiale concorrente?

Vale la pena notare che le procedure speculative (rigging, non ho idea della traduzione italiana e se esista, riporto il termine originale, ndt) sono state utilizzate anche nei mercati del petrolio e dei cambi nei confronti della Federazione russa. In combinazione con il regime di sanzioni l’obiettivo era di ridurre il prezzo del greggio (così come il valore del rublo russo) al fine di indebolire l’economia russa.

“‘Il Pivot per l’Asia’ di Obama diretto contro la Cina è rafforzato attraverso simultanee azioni destabilizzanti sulla borsa di Shanghai. L’intento finale è quello di minare, attraverso mezzi non militari, l’economia nazionale della Repubblica popolare cinese”. (Michel Chossudovsky, US-NATO Military Deployments, Economic Warfare, Goldman Sachs and the Next Financial Meltdown, Global Research, 8 agosto 2015

Michel Chossudovsky

Fonte: www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/economic-destabilization-financial-meltdown-and-the-rigging-of-the-shanghai-stock-market/5471533

26.08.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org di CHACHORRO QUENTE

Nota

  1. Quest’ultimo è uno tra i diversi strumenti utilizzati dagli speculatori. Non vi è alcuna transazione di azioni della società quotata in borsa: una scommessa è posta su di un movimento verso l’alto o verso il basso del DJIA. Si tratta di un fondo indicizzato: ask and put options.

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Oooh, alla buon’ora, cercavo da giorni queste connessioni e avevo quasi perso la speranza di trovarle. :))
    Ora sappiamo come gli USA possono finanziare le guerre a spese dei concorrenti. No?
    La Cina paga il cappio e la forca con cui può appendersi. Con buona pace del sipaticissimo Pepe, che crede cecamente nella superiodità dei BRICS.
    A me purtroppo non brilla solo avanti agli occhi la simpatia per chi si erge contro l’oscurità della nuova era, ma anche l’evidenza di una innocenza infantile verso l’econocentrismo.
    Come un bambino che giocando con armi di legno nel cortile, sfidi i genitori (con armi vere) alla guerra. Vincerà il bambino, lo sappiamo bene, come sappiamo perché e in che termini …

    C’è la possibilità che il bambino cresca veloce e si riveli un pericolo anche se armato di un semplice bastone, ma basta menomarlo nello spirito al momento giusto, quel tanto sufficiente a non lasciarlo troppo indipendente (dopo). Se gli USA sapranno non esagerare (e non è nelle loro corde) può darsi che il gioco alla fine ripaghi (sempre i soliti a scapito del resto del mondo, in ogni caso).
    Io credo però che gli USA abbiano riposto nella tecnologia un po’ troppa fede, credendola capace di dare una regola al (connivente) eccesso emotivo.
    Questo è il loro cappio e non mancherà di strangolarli quando meno se lo aspettano, in modi del tutto imprevisti e quando sarà troppo tardi per tornare indietro.

  • mincuo

    Un sacco di balle. E come sempre senza uno straccio di documenti. Tanto la gente crede a tutto.
    Il Governo ha incoraggiato in tutti i modi gli investimenti in borsa, grazie anche ai ribassi dei tassi. Che è cresciuta del 150%. Ma in buona parte è fatta di piccoli investori a margine (circa 90 milioni di persone) che ci hanno buttato 4.000 miliardi di yuan. Ora, dopo la correzione i margin accounts sono la metà circa.
    Gli investitori esteri non sono molti lì.