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DEMOCRAZIA DIRETTA. PERCHE' IL SOGNO DI GRILLO E' IRREALIZZABILE

DI MASSIMO FINI
ilgazzettino.it

Beppe Grillo vorrebbe abrogare l’articolo 67 della Costituzione che così recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Capisco le preoccupazioni del leader di 5Stelle non solo alla luce dei recenti casi (Scilipoti, Razzi, De Gregorio) ma dell’inveterato malcostume dei partiti di far scorribande in campo altrui. Un campione di queste razzie era Clemente Mastella che però aveva perlomeno l’onesta impudicizia di ammetterle e una volta che Cossiga lo rimproverava per una di queste campagne-acquisti rispose candidamente: «Non capisco perchè quando faccio queste cose per il mio partito sono mascalzonate, mentre quando le facevo per Cossiga andavano bene».Tuttavia non sono d’accordo con Grillo. Bisogna infatti chiedersi perchè i nostri Padri costituenti introdussero questa norma. Perchè con il vincolo di mandato il parlamentare sarebbe completamente alla mercé, più di quanto non lo sia già ora, delle segreterie dei partiti, non avrebbe più alcuna libertà di voto, ogni dibattito interno sarebbe abolito dato che il reprobo non avrebbe altra possibilità che di lasciare il Parlamento. Inoltre è un diritto di libertà quello di mutare opinione. Naturalmente cosa diversa è se il passaggio di casacca avviene in cambio di denaro o altre prebende. Questo è un reato, si chiama corruzione e va perseguito sia chi si fa corrompore sia il corruttore (è l’ipotesi De Gregorio-Berlusconi).

In ogni caso il vero problema non è l’articolo 67. (La dignità, come il coraggio, se uno non ce l’ha non se la può dare e anche col vincolo di mandato si troverebbe la maniera di ‘tradire’ l’elettorato con escamotage ancora più subdoli e ancora meno trasparenti). Il vero problema sono i partiti e l’evidente e profonda crisi della democrazia rappresentativa. Grillo, sulle orme di Rousseau, pensa di sostituirla con la democrazia diretta, via web. Tutti i cittadini potrebbero pronunciarsi su tutto e una volta stabilita, a maggioranza, la volontà popolare i parlamentari non sarebbero più dei ‘rappresentanti’ del popolo ma, come li chiama Rousseau, dei suoi ‘commissari’ privi di volontà e di iniziative proprie. Ma Rousseau elaborava la sua teoria per una piccola città come Ginevra e per una società molto meno complessa dell’attuale. Oggi i cittadini, a a parte casi specifici e ben individuati, non possono conoscere veramente, a fondo, le questioni su cui dovrebbero pronunciarsi. La gente, come canta il menestrello Jannacci, «l’ha gà i so’ impegn» e non può occuparsi di tutto. La democrazia diretta è possibile solo in piccole realtà. E per la verità una democrazia del genere è esistita quando non sapeva di chiamarsi tale. Nell’Europa pre Rivoluzione francese l’assemblea dei capifamiglia decideva su tutto ciò che riguardava il villaggio. Ma decideva con cognizione di causa perchè in quel villaggio ci abitava, su quella terra ci viveva. Mentre il cittadino-web, per forze di cose, è quasi sempre lontano dalle questioni su cui sarebbe chiamato a decidere.

Ci sono vie d’uscita? Un localismo talmente estremo da ridurre al minimo le funzioni dello Stato (sostanzialmente la Difesa e la politica estera) ? Ci credo poco. E’ più probabile che col collasso – che prima o poi ci sarà- dell’attuale modello di sviluppo, del mondo del denaro, dell’industria, di quello stesso virtuale su cui Grillo tanto conta e la contemporanea disintegrazione del mondo globale, ci si troverà in una realtà molto simile a quella che si creò dopo il tracollo dell’Impero romano e delle sue strutture giuridiche, quando la gente si raccolse in feudi e monasteri autosufficienti. Insomma un ritorno al feudalesimo, senza Stato, senza partiti, senza rappresentanti ma anche senza feudatari, come immaginano, o sognano, alcune correnti di pensiero americane.

Massimo Fini
Fonte: http://www.gazzettino.it/
7.03.2013

Pubblicato da Davide

  • Evitamina

    Lei fa un analisi giusta per questo motivo le correzzioni o i miglioramenti in corso d’opera sono sempre motivo di apertura.
    Volevo però ricordarle, che il sistema attuale è fallito, uno stato per ridurre tutto ai minimi termini è come la cellula della famiglia moltiplicata per 12 milioni circa, quindi entrate e spese si aiuta chi sta peggio contribuisce chi sta meglio. In 65 anni ci ritroviamo (in questo momento) con un debito di 2028 miliardi e un paese che, a chi ha viene dato di più e chi non ha è quasi costretto ad arrangiarsi. Ecco in grandi linee questa è l’Italia che vedo. Io non ho le chiavi della verità e qundi non posso sapere se Grillo farà tutte le cose che ha promesso, ma sono sicuro che un cambio di tendenza è possibile.
    http://ideedelpopolo.myblog.it/

  • roz

    Non so quali siano le vie d’uscita. Questa mattina scrivevo anche io qualcosa del genere, sollecitato dall’analisi dei flussi elettorali apparsa su Repubblica ad opera di Ilvo Diamanti.

    Osservazioni sul momento [robuz.wordpress.com]

    E’ possibile che la forma M5S sia qualcosa che andrà modellandosi secondo categorie oggi ancora difficilmente immaginabili.

  • fabiopon

    Nessuno discute la possibilità per un politico di cambiare idea, ovviamente. Ma se io l’ho votato con il “mandato” (nel senso che l’ho mandato io al Parlamento a fare cose che lui diceva avrebbe fatto per me) dovrebbe prima dimettersi, e poi presentarsi alle prossime elezioni nel nuovo partito/movimento!

  • Raziel79

    Bah… l’incipit mi sembrava buono… ma lo sviluppo è davvero …. poco.
    Mi piacerebbe segnalare ai lettori (inutile rivolgersi a MF che tanto non ci legge) che il concetto di democrazia partecipata è da intendersi come l’evoluzione pratica della democrazia diretta.
    In particolare lo studio storico dei processi partecipativi nell’ambito urbanistico evidenziano che l’efficienza gestionale di tali meccanismi (per quanto virtualmente sempre + complessa dei processi rappresentativi) può essere migliorata di molto in base alla struttura e regole che si utilizzano per gestire tali processi, appunto.
    si possono così gestire gli impatti del
    1) Gap o paradosso democratico; ivence di avere 600 parlamentari “consapevoli” all’inizio si può avere (considerando i parlamentari meri “commissari”) solo 300 cittadini votanti. Cioè il sistema è “apparentemente meno democratico”.
    2) Gap conoscitivo; ogni cittadino non può avere tutte le conoscenze che lo mettano in grado di esprimere giudizi “completi” su ogni materia.
    ecc
    Mi fermo nell’ elenco per brevità…
    Faccio solo un rapido esempio per “capirsi”: se una decisione non richiede maggioranza qualificata e (per assurdo) alla prima votazione votasse un solo cittadino facendo passare una legge particolarmente favorevole a lui (alla sua categoria ecc) nella pratica succede che una parte degli “altri cittadini” visto l’esito prendono e iniziano ad informarsi… e alla prossima votazione saranno sicuramente di + quelli in grado di esprimere giudizi fondanti sulla materia così via, questo unito alla considerazione del fatto che come singolo cittadino io posso esprimermi solo su scelte che riguardano materie su cui mi sento preparato demandando le altre ai miei concittadini (se mi rendo cono che la loto massa critica e sufficiente e le decisioni prese in genere fanno il bene della maggior parte delle persone).

  • affossala

    come è possibile governare una piccola città , ma senza partiti, cosi è possibile governare un land piu grande e senza l’ aiuto del web .
    Basta convincersi della nocività dei partitti che non hanno nulla a che fare con la democrazia . Il popolo dopo che ha votato dei rappresentati comunali, regionali, nazionali ………. oppure i rappresentanti comunali che votano i regionali , o quelli nazionali ;non ha più bisogno di essere consultato perchè sarebbe impossibile governare ,anche perchè il popolo non deve decidere su tutto; non può farlo e non sa farlo ….
    IL popolo vota dei rappresentanrti e questi poi agiscono su pressione diretta senza fare consultazioni .Una sola cosa è importante ; che non sia guidato dai partiti nelle sue scelte !!!!

  • castigo

    MASSIMO FINI:

    Tuttavia non sono d’accordo con Grillo. Bisogna infatti chiedersi perchè i nostri Padri costituenti introdussero questa norma.

    forse per pararsi i loro bei culetti e continuare a sedere sulle loro comode poltrone a dispetto delle fregature appioppate agli elettori??

    Perchè con il vincolo di mandato il parlamentare sarebbe completamente alla mercé, più di quanto non lo sia già ora, delle segreterie dei partiti, non avrebbe più alcuna libertà di voto, ogni dibattito interno sarebbe abolito dato che il reprobo non avrebbe altra possibilità che di lasciare il Parlamento.

    balle.
    il parlamentare sarebbe FINALMENTE nelle mani dell’elettore.
    e il dibattito interno non sarebbe abolito, stante il rispetto del mandato conferito dagli elettori.
    perché si può discutere del metodo ma non del fine ultimo da raggiungere.

    Inoltre è un diritto di libertà quello di mutare opinione.

    verissimo e legittimo.
    ma non coincidendo più l’opinione del parlamentare con quella dell’elettore, il parlamentare se ne deve tornare a casina sua.
    non è poi così difficile da capire, nemmeno nel caso del famoso voto secondo “coscienza”.
    a parte il fatto che trovando un parlamentare con una coscienza bisognerebbe salvaguardarlo come specie in via di estinzione, la coscienza uno dovrebbe averla anche quando si presenta come candidato, non scoprirla all’improvviso quando si tratta di votare per questo o quel provvedimento.
    e se uno l’ha prima, e non coincide con l’orientamento del suo elettorato di riferimento, eviti fin da subito di candidarsi per quel partito…..

    Naturalmente cosa diversa è se il passaggio di casacca avviene in cambio di denaro o altre prebende. Questo è un reato, si chiama corruzione e va perseguito sia chi si fa corrompore sia il corruttore (è l’ipotesi De Gregorio-Berlusconi).

    certo.
    ma perché sbattersi quando NON c’è il vincolo di mandato e puoi convincere tizio o caio a tradire i suoi elettori con un sottosegretariato o una commissione??

    quanto alla democrazia diretta sono d’accordo.
    il governo attraverso il consenso informato del popolo è impossibile se non per piccoli ambiti territoriali.
    globalmente sarebbe possibile solamente attraverso una riorganizzazione dello stato, ma soprattutto cambiando il modo di pensare delle persone quindi, allo stato attuale delle cose…… impossibile 😀

  • jarilo

    “Insomma un ritorno al feudalesimo, senza Stato, senza partiti, senza rappresentanti ma anche senza feudatari, come immaginano, o sognano, alcune correnti di pensiero americane.”

    Una volta tanto sono d’accordo con fini

  • Gioberti

    Non confondere due idee:
    1. La critica di Fini al mandato vincolato è giustificata, perché in tal caso un parlamento non avrebbe senso e potrebbe sostituito da inchieste via internet. (Chi controlla però che nella rete non avvengono falsificazioni? Queta è una domanda centrale e determinante, a cui però non è stata data alcuna risposta adeguata e di cui bisogna urgentemente interrogarsi.)
    2. Rappresentare è il compito di tutti i cittadini inquanto hanno il dovere morale di rappresentare gli interessi di tutto il popolo quando si esprimono in questioni politiche. (cf. senso comune della Critica del Giudizio di Kant)
    3. La democrazia diretta esiste anche in nazioni di dimsioni medie e grandi (Svizzera, Australia, California, Canada, Islanda …) e ivi funziona molto bene, ma come complemento al parlamento con mandanto libero. Il popolo corregge il parlamento, e decide nelle questioni di particolare importanza.
    4. È demagogico da parte di Fini di vedere la democrazia diretta in contrapposizione al parlamento e mentire affermando che esso possa andare bene soltanto a Ginevra ossia in una città-stato. Questo vale soltanto per la democrazia diretta senza organi rappresentativi come la concepì Rousseau a modello delle “Landsgemeinden” della svizzera interna.
    5. Oggi la democrazia diretta è comunque indispensabile visto che modificare la costitizione è un diritto umano fondamentale, e il potere costituente non può MAI essere limitato da un potere costiuito. Questa distinzione fra potere costitituente e potere costituito è un retaggio imporantissimo di Emmanuel Sieyes.

  • Masaccio

    Chiudiamo un occhio su ‘web’, ma ‘land’?!?!

  • Aironeblu

    Esatto. Questa osservazione chiama in causa una differenza fondamentale omessa da Fini nel suo articolo: il M5S, a differenza degli altri partiti, e a differenza di quanto propagandsto dal mainstream in campagna elettorale, è l’unica forza politica che si è presentata con un programma esplicito e definito, che ora, giustamente, diventa il punto cardinale per ogni decisione. Gli altri partiti, senza nessun programma concreto, invece si danno alle alleanze e alla compravendita di deputati senza o biettivi da rípettare, ma con il solo intento di mantenere le poltrone acquisite.
    Se il M5S resisterà agli attacchi, e non muoverà dalle sue posizioni, per quanto mi riguarda questa è già un’espressione di democrazia diretta in quanto porteranno avanti le proposte per cui li ho votati.

  • Aironeblu

    In quesro articolo a Fini sfugge quella che è la differenza fondamentale tra il M5S e le altre coalizioni elette, e cioè il fatto che il movimento di Grillo è il solo, a dispetto di quanto propagandato dalla disinformazione mainstream, ad essersi presentato in campagna elettorale con un programma preciso e definito. E coerentemente, in posizione di primo partito nazionale, ora rifiuta alleanze e resta fedele al programma per cui il 26 % dei votanti gli ha daro fiducia.

    Questa per me è democrazia: la proposizione di un programma scelto direttamente dagli elettori, piuttosto che la delega ad un partito di fare le scelte al posto nostro: Bersani, Berlisconi e Monti, non hanno preso alcun impegno specifico con i loro elettori, fanno parte del vecchio modo di fare politica calando dall’alto le decisioni, facendo e disfacendo alleanze, inciuci, scambi di favori, il tutto naturalmente non a favore dei cittadini che rappresentano, ma per tutt’altri interessi e convenienze. E così, se conviene, possono propinarci domani una serie di nuove centrali nucleari EDF, un’ennesima guerra umanitaria ordinata da Washington, e continuare bellamente con le criminali politiche di Bruxelles.

    Il M5S si è già impegnato a percorrere una precisa strada prima di ricevere il mandato, e questa è la cosa più vicima alla democrazia che si sia vista dal dopoguerra, che non significa il libero accesso per chiunque al potere decisionale e legislativo.

  • Aironeblu

    Correggi le correzzioni… ^^

  • segretius

    Qualsiasi cittadino, opportunamente informato, invece che sistematicamente disinformato, è in grado di decidere cosa fare in ogni singola proposta politica. La complicatezza dei sistemi è un’arma del potere per impedire alla gente di decidere. Infatti il potere non spenderebbe così tanti mezzi al fine di disinformare e corrompere se quello che sto dicendo non fosse vero. Chi domina veramente non pensiamo che sia complesso nel ragionare, progettare ed agire, anzi. Complica per fare sentire la massa incapace ed inadeguata al fine di dominarla. Questa a sua volta accetta di dare una delega incondizionata a qualcuno che considera superiore a sè. Assurdo. Di fronte a questa semplice presa di coscienza, il buon Massimo Fini, che di sensi d’inferiorita deve averne parecchi, non trova la strada per capire…….

  • Evitamina

    Grazie per avermi consigliato di correggere correzzioni in correzioni. Questi sono errori di base (studiato poco) e non di distrazione.
    Quelli invece che sono errori di tastiera sono: quesro articolo, il 26% dei votanti gli ha daro fiducia, Berlisconi e vicima alla democrazia.

  • affossala
  • Truman

    Giuste le critiche a Grillo per quanto riguarda l’art. 67, mentre il tema centrale della democrazia diretta appare appena accennato ed errato nella sua trattazione.

    Non vorrei andare a questioni di principio, ma faccio presente che oggi facciamo direttamente, tramite PC, una quantità enorme di operazioni che prima facevamo tramite intermediari (anche più di uno).
    Operazioni complesse come l’acquisto di un biglietti aerei e prenotazioni alberghiere per tutta la famiglia si fanno da casa, valutando insieme i pro e i contro delle varie scelte. Qui il sistema commerciale ha il suo vantaggio e ci fornisce la possibilità di fare da soli, nel caso della politica il sistema non gradisce la nostra partecipazione, perchè contrasta con il suo interesse. E’ qui il problema della democrazia diretta: nelle incrostazioni di interessi precostituiti, non nella tecnica, nè tanto meno nella cultura della gente.

    Faccio presente dall’altro lato che i geni delle elites che hanno inventato la trappola dell’euro pensavano fosse una furbata che avrebbe portato a loro enormi guadagni.

  • Roma

    Bene la prima parte, mentre la seconda, il feudalesimo di ritorno, ecc. mi sembra una gran frescaccia. O meglio, mi sembra uno sviluppo da non augurarsi. Sappiamo bene che tipo di società era quella feudale? Abbiamo una almeno vaga idea di quali soprusi, violenze e disuguaglianze fossero insite nella società feudale? Abbiamo una minima conoscenza del progresso e del miglioramento di vita che, almeno per le classi povere, hanno portato gli Stati nazionali e l’abolizione dell’organizzazione feudale? Ora c’è da chiedersi: ma vale veramente la pena di buttare tutto a mare, di buttare via due secoli di progresso ed emancipazione, di gettare alle ortiche il benessere che per la prima volta nella storia dell’umanità è stato alla portata di tutti? Vale veramente la pena di buttare via tutto questo per farla pagare ai ladri della nostra democrazia? Vale la pena di privarsi del bene più grande che abbiamo e cioè la libertà, per fare giustizia di una classe politica abbietta? O forse non è il caso di tenerci il nostro progresso e farla semplicemente pagare ai ladri? Quando sento parlare di decrescita rabbrividisco, perchè so che la decrescita toccherà solamente me ed i poveracci come me, mentre per quelli che comandano, quelli del palazzo, i padroni del vapore, la decrescita non ci sarà mai!

  • Roma

    Ma hai idea di cosa significa informare tutti i cittadini? Al di là del fatto che la maggioranza non vuole essere informata e prende le decisioni solo in base alle emotività, vi sono poi temi che sono difficili ed ostici perfino per gli addetti ai lavori, come potrebbe un cittadino qualsiasi prendere una decisione? Su temi per esempio (cito questi perchè sono addetto ai lavori) di legislazione lavori pubblici, ci voglioni anni solo per capire come funziona la Legge e soprattutto per capire quali sono i principi ispiratori della Legge. Perchè, penso che tu lo sappia, ogni Legge ha dei principi ispiratori. Nelle tue parole poi leggo una sopravvalutazione della disinformazione. Io noto molta incompetenza, ma se uno vuole ha tutti gli strumenti e mezzi per informarsi

  • Mondart

    … “Ritorno al feudalesimo”, che solenne boiata … il fatto stesso che oggi dei perfetti “Signor Nessuno” possano sedere in Parlamento eludendo ogni procedura residuale di “ancien regime” dice quanto si tenda a qualcosa di diametralmente opposto da ogni immaginario “feudale”.

    Che poi nel QUI ed ORA non sia applicabile l’ utopia introdotta da Grillo, beh, quello è un limite “storico”, non “procedurale” … E Grillo in questo momento dovrà essere il caterpillar che spazza definitivamente il vecchio schema, sul quale niente di diverso può ancora veramente innestarsi.

    Un “SISTEMA” è un sistema, mica una caffettiera Bialetti … e se si chiama sistema, un motivo ci sarà … e scardinare un sistema, soprattutto in modo pacifico, non è facile, in quanto strutturalmente pensato proprio per autoconservarsi. Tempo al tempo …

    Il “limite”, se un limite vogliamo trovare in un’ idea comunque potenzialmente ben più auto-controllante ed auto-limitante il potere conseguibile che non nello schema attuale, sta proprio nel fatto che tale ipotesi necessita, per concretizzarsi, di una diffusione capillare di VERITA’ …

    DIFFUSIONE DI VERITA’ che IMPONE DI PRESCINDERE TOTALMENTE, ad un certo punto, dalla “conduzione di pancia dei sudditi” esercitata attraverso il plurisecolare REGIME di PROPAGANDA … e questo non sarà facile, e non sarà subito.

  • Aironeblu

    Grazie anche a te…^^

  • Raziel79

    Non avrei saputo dirlo meglio…

  • nigel

    Quoto

  • epicblack

    non seve eliminare l’art.67, anzi danneggerebbe la libertà di pensiero dell’eletto e la sua possibilità di cambiare idea. I sistemi democratici più evoluti del nostro, prevedono il Recall, ossia la possibilità degli elettori di indire un referendum per la revoca del mandato all’eletto.
    Funziona così in Svizzera, California, Venezuela ecc. e in tutti i sistemi democratici in cui gli istituti di democrazia diretta funzionano. Chavez subì un Recall nel 2004 e lo superò, cioè gli eletti gli riconfermarono la fiducia.

  • qasiqasi

    condivido parola per parola

  • FreeDo

    Pensare 60 milioni di persone davanti a un PC a decidere le sorti dell’Italia tramite l’esercizio della “Democrazia diretta”, via web, come presentata qui mi sembra qualcosa di caricaturale. Cambiando l’ordine dei concetti nell’articolo mi sembra diventi tutto piu’ chiaro e per niente irrealizzabile, che tra l’altro mi sembra sia piu’ o meno cio’che e’ successo in queste elezioni nel M5s. Mi spiego: confronti e dibattiti in rete con il contributo piu’ vasto possibile, dai quali possano emergere istanze condivise dai piu’; individuazione delle persone persone piu’ idonee a rappresentare tali istanze (sia per preparazione culturale, che per competenza, che per affinita’ alle idee emerse); elezione nelle sedi istituzionali di tali rappresentanti per la realizzazione di quanto in precedenza discusso e deciso (il dibattito interno dell’articolo). In questo modo non mi sembra che i parlamentari sarebbero i “Commissari” del popolo, ma i suoi rappresentanti. I parlamentari non sarebbero alla “merce’ delle segreterie dei partiti”, ma accetterebbero volentieri di essere alla merce’ di chi li ha eletti in quanto ne condividerebbero i fini che hanno contribuito ad individuare. In un parlamento cosi’ composto, credo sarebbe addirittura inutile appellarsi a leggi inesistenti, poiche’ il vincolo di mandato sarebbe implicito. Se poi come afferma Fini cambiare opinione e’ diritto di liberta’, benissimo, ma la nuova opinione richiede anche un nuovo riconoscimento. E, per quanto scritto, ritengo fuorviante parlare di Ginevra, Rousseau, feudalesimo ecc..

  • robotcoppola

    Ma per carità!!! Totalmente in disaccordo con massimo fini sull’articolo 67 della costituzione.

    Quell’articolo ha creato l’OLIGARCHIA vigente in quanto ha SPAZZATO via il potere dal basso, del popolo. Quindi siccome il popolo è stato privato del potere di controllo, la nostra società NON è una democrazia. Il voto, grazie a quell’INFAME articolo ha valore ZERO ASSOLUTO!

    In teoria noi abbiamo una democrazia rappresentativa, il modello peggiore tra quelli disponibili in quanto si basa sulla DELEGA, cioè sulla PASSIVITÀ delle menti che consegnano il proprio destino ad altri.

    Il rappresentante DOVREBBE rappresentare un insieme di cittadini, quindi abbiamo un rapporto 1 a molti. L’articolo 67 da la possibilità a questo rappresentante di NON RAPPRESENTARE chi l’ha eletto. Praticamente una mostruosità!

    Nello stesso tempo, tagliato il vincolo dal basso, il rappresentante può finalmente essere gestito da elite e lobbies conosciute o del tutto sconosciute che faranno gli interessi di pochi CONTRO quello di molti. Guardacaso lo scenario che abbiamo SEMPRE avuto finora. Insomma viviamo in una perfetta OLIGARCHIA, dove il popolo conta ZERO, soprattutto grazie all’art.67 della costituzione.

  • segretius

    Non ci dovrebbero volere anni per capire una legge, andiamo!! Semplifichiamo anche le cose più complesse invece di complicare le più semplici, una persona “ignorante” deve poter capire per fruire anche minimamente di quella che chiamiamo democrazia; altrimenti è un “mistero della fede” trasposto a qualsiasi forma di conoscenza.

  • segretius

    Esatto!

  • Coilli

    Esattissimo, ci dovrebbero essere programma e tempo massimo di applicazione. Se l’eletto sfora a casa subito. E’ ora di finirla di parlare parlare, fare niente e mangiare.

  • alvise

    “Quì ad Atene noi facciamo così”

    Grillo un nuovo Pericle? Per arrivare a questa frase ci vogliono le condizioni che c’erano nell’antica Grecia, ma ci vuole tempo. Sarò ingenuo ma è proprio quello in cui Grillo vorrebbe arrivare, dire questa frase a tutto il mondo, ma ci è andato vicino quando dice ”L’onestà andrà di moda”. Col 5 stelle, magari sarà un fuoco di paglia, ma è nato un nuovo pensiero, che non è quello dell’eterna lotta tra destra e sinistra, o repubblicani e democratici, oggi c’è un fatto nuovo, un movimento che non è ne di destra ne di sinistra, ne democratico ne repubblicano. “Lì nel 5 Stelle, loro sono così”. Che una democrazia diretta sia impossibile, per le ragioni che adduce Fini, è da discutere perchè c’è la prova di un paese che ce l’ha, la Svizzera. Non sarà una democrazia Ateniese, non sarà perfetta, non sarà….. e bla bla, ma c’è. Lo so, la Svizzera è divisa in cantoni e quindi meglio applicabile, per cui…. giù disquisizioni. Quello che so e che credo, è che Grillo ha dato una sveglia a chi credeva che la politica italiana fosse una sorta di religione musulmana, ferma da duemila e più anni, e così per altri 2000. L’italia non è la Svizzera perchè non è suddivisa in cantoni come la confederazione? Beh, abbiamo le regioni però. Le provincie ovviamente sono da eliminare, e quello lo pensiamo da tempo non solo da ora. Parafrasando il concetto, nel senso di novità, anche gli USA hanno una banca centrale, la Fed, ma guarda caso, il North Dakota, unico stato negli USA, ha una sua banca c’entrale. Questo per dire che, con la volontà si può fare tutto, anche una VERA democrazia diretta in italia. Vedremo caro Fini.