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DELL'ABBATTIMENTO DELL'AEREO RUSSO SU-24: UN'ANALISI NON ORDINARIA

DI ISRAEL SHAMIR

lesakerfrancophone.net

Novità interessanti sui tre grandi eventi recenti: l’aereo di linea russo abbattuto, gli attentati di Parigi e l’attacco al bombardiere russo.

Tre eventi importanti hanno influenzato il corso della guerra in Siria nell’ultimo mese: l’incidente del volo 9268 dell’airbus Metrojet nel Sinai, il 31 ottobre; gli attentati di Parigi di venerdì 13 novembre; l’attentato contro un Sukhoi 24, il 24 novembre scorso.

L’airbus Metrojet

Inizialmente, l’incidente occorso al Metrojet non fu giudicato quale attentato terroristico. I primi rapporti parlavano delle cattive condizioni dell’aereo, della mancanza di manutenzione, di precedenti problemi tecnici, della possibile avaria dei motori. I rapporti, tuttavia, erano contraddittori e generavano non poche confusioni: i piloti avrebbero richiesto l’autorizzazione per un atterraggio d’emergenza – no, non è vero; l’aereo avrebbe bruscamente cambiato direzione ed altitudine a diverse riprese – no, anche questo è falso; non sarebbero state trovate tracce d’esplosivo – sì, c’erano evidenti tracce d’esplosivo a bordo.

Nel giro di pochi giorni, tanto le versioni del complotto che quelle contro il complotto hanno preso corpo e si sono diffuse, sia in Russia che altrove, come quella secondo cui a provocare l’esplosione sia stata una bombola subacquea, uguale a quella usata solitamente dai sub di Sharm-El Sheik.

Ecco una coincidenza interessante: in quei momenti stava svolgendosi un’esercitazione congiunta – Blue Flag – tra gli eserciti israeliano e americano, proprio nei pressi della zona dell’incidente. La collisione è avvenuta a 30 miglia dalla frontiera israeliana ed è noto che Israele utilizzi i droni per uccidere i suoi nemici nel Sinai. L’esercitazione comprendeva “lanci simulati contro dei lanciarazzi nemici, convogli e aerei”, secondo il rapporto ufficiale. Come la mettiamo se alcuni di questi lanci non sono stati proprio simulati? Non parlo necessariamente della distruzione intenzionale dell’aereo di linea russo: un missile può pur sempre allontanarsi dal bersaglio. L’esercitazione doveva finire il 3 novembre. Tuttavia, dopo l’incidente, si è detto che le esercitazioni erano già terminate il 29 ottobre. Un notiziario online israeliano ha chiesto alla portavoce dell’esercito quando hanno avuto termine le esercitazioni, ottenendo la seguente risposta: il 3 novembre. Il sito ha posto la stessa domanda un’altra volta, facendo riferimento all’incidente. Questa volta la riposta è stata: il 29 ottobre. Questo scarto non costituisce certo una prova e, d’altra parte, questa versione non ha ottenuto molti consensi. Ciò nonostante, la notizia è stata ripresa da un sito americano e, in seguito, da un sito russo radicale puro e duro (sono stato accusato di dissimulazione per essere stato recalcitrante a considerare le cattive intenzioni degli israeliani). Non credo che questa sia la spiegazione vera, ma soltanto una delle tante versioni della verità.

A lungo la Russia ha negato che si fosse trattato di un’azione nemica e ha cercato le tracce dell’avaria tecnica, benché UK e USA suggerissero la pista terroristica. Daesh (ISIS) ha dichiarato di avere abbattuto l’aereo con un missile e ha pubblicato un video della presunta esplosione. Questa rivendicazione è stata accolta con freddezza, perché i missili MANPAD non possono raggiungere l’altezza di volo degli aerei di linea. È mancato poco perché Daesh rivendicasse anche l’affondamento del Titanic.

I Russi hanno pianto i loro morti e la loro campagna di Siria è continuata con successo sulla terra, malgrado che l’Occidente continuasse a condannarli per gli attacchi contro l’opposizione moderata, ma i russi hanno continuato sostenendo di combattere Daesh “e altri gruppi simili”.

Gli attentati di Parigi

Gli attentati di Parigi hanno cambiato le cose. Centotrenta persone sono state uccise e l’attacco è stato rivendicato da Daesh. Non si è trattato di un’azione sofisticata: ha richiesto circa 7.000 € (7.500 $), benché i danni provocati si contano in miliardi e in migliaia di miliardi gli stanziamenti di bilancio a favore delle industrie della sicurezza. Daesh ha rivendicato la responsabilità, come non ha mai fatto Al-Quaeda per le Torri Gemelle.

Questa volta, c’è stata una grande empatia di tutto il mondo, compresa la Russia. Il popolo russo si sente molto vicino alla Francia e a Parigi – probabilmente come gli Americani della generazione di Scott Fitzgerald. Parigi è il luogo dove i buoni russi – come i buoni americani – vanno per morire, per citare Oscar Wilde. Majakoski, il grande poeta russo degli anni ’20 del secolo scorso, disse questo: “Avrei una gran voglia di vivere e di morire a Parigi, se Mosca non esistesse”. L’amore per la Francia e per Parigi è stato il marchio di fabbrica della nobiltà russa del XVIII secolo: la generazione di Puskin ha appreso il francese prima di imparare la propria lingua. I russi amano sentirsi europei e la Francia è l’unico paese in Europa sul quale si appoggiano veramente. In Francia ci lanciano appelli alla vendetta e i russi li hanno accolti. Vorrebbero andare in guerra in coalizione con la Francia, come nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. Gli attentati di Parigi si sposavano alla grande con la campagna di Putin per distruggere Daesh. Diciotto giorni dopo l’incidente dell’aereo civile e quattro dopo gli attentati di Parigi, i russi hanno dichiarato che il loro aereo di linea è stato abbattuto da Daesh. Le numerose affermazioni fatte in precedenza sono state tutte smentite e reinterpretate in funzione della nuova versione. Al posto dell’Occidente contro la Russia, si è delineata l’alleanza tra la Russia e la Francia contro tutto il resto.

Daesh si è comportata come un buon scolaro e ha accettato la responsabilità dell’incidente il giorno dopo. Hanno pure concordato la loro versione: in precedenza, avevano parlato di un missile, ora, d’accordo con i russi, hanno detto d’averlo fatto con una lattina di Schweppes. Nessuno si è chiesto come sia stato possibile mettere 1,5 kg di TNT dentro una lattina per bevande gassate e così la coalizione russo-francese ha cominciato a prendere forma.

La televisione russa ha diffuso le immagini dell’incontro tra la portaerei francese Charles de Gaulle e l’incrociatore lancia missili russo Moskva sulle coste siriane, dimostrazione simbolica di due grandi nazioni che si accingono alla loro battaglia comune contro i barbari.

Per un poco, i Russi hanno dimenticato d’essere partiti per la Siria sotto l’invito del suo governo, quando il presidente francese ha definito Assad come un male peggiore della peste nera del Daesh. I francesi hanno bombardato Daesh e i russi hanno scritto «Per Parigi!» sulle loro bombe.

Oggi molti russi pro-Occidente si sentono “bianchi” (1) dopo essere stati infettati dalla retorica razzista dell’Occidente, in seguito alla caduta del sistema sovietico, e avere subito un afflusso di migranti dall’Asia centrale. Hanno ugualmente importato il discorso nazionalista europeo piangendo l’Europa e la Francia inondate dagli immigrati di colore. Per come la vedono loro, le ondate di rifugiati arabi e gli attacchi terroristici di Parigi sono fusi in una sola battaglia all’interno dello scontro delle civiltà.

Il collegamento israeliano con ebrei influenti in Russia ha aggiunto l’elemento del pregiudizio anti-arabo. Un importante blogger russo e cittadino israeliano, Anton Nosik, che ostenta la sua connessione con Israele, ha pubblicamente richiesto l’uccisione di tutte le donne e dei bambini in Siria. Ha anche accusato i Muftì musulmani in Russia – per la verità assai moderati – d’avere finanziato l’attentato all’aereo civile della Metrojet. Michael Weller, uno scrittore di best-seller, ha pubblicato un libello razzista contro gli arabi dalla pelle scura che hanno sommerso l’Europa. I due appelli al genocidio sono stati pubblicati dal sito Echo Moskvy, il più importante sito pro-occidentale, ultra liberale e contro Putin della Russia. Il capo del Mossad ha inneggiato a bombardare la Siria come si fece per Dresda: in Germania, fino a mezzo milione di civili sono stati uccisi durante i bombardamenti operati dalle forze aeree anglo-americane (2), come descritto da Kurt Vonnegut. Per non restare ai margini delle operazioni, Israele ha bombardato gli alleati dei russi in Siria: l’esercito siriano e Hezbollah.

A questo punto della storia, il presidente francese Hollande si è condotto negli States per provare a costruire una grande coalizione contro Daesh.

L’attacco contro il Sukhoi 24

Lo spirito della cooperazione russa con l’Occidente era al suo apogeo, quando un missile aria-aria turco, lanciato da un caccia F-16, ha abbattuto il bombardiere tattico russo Su-24M. Secondo i turchi, il kamikaze era rimasto circa 17 secondi nello spazio aereo turco ed è stato abbattuto all’interno dei confini siriani, ad un miglio dalla frontiera turca. Secondo i russi, il bombardiere non aveva superato il confine turco e, in ogni caso, si trattava di un’imboscata mortale pianificata.
Questo evento ha ridotto in pappa le illusioni russe: la breve stagione che era iniziata con la distruzione dell’aereo di linea e che si era prolungata con gli attentati di Parigi è finita brutalmente con il lancio col paracadute dei piloti del bombardiere russo tra le colline del nord-ovest della Siria. Durante questo periodo irreale, i russi hanno cercato di convincere il mondo, e si erano convinti essi stessi, che la grande coalizione del 1941-1945 fosse tornata e che si sarebbero battuti fianco a fianco con francesi e americani contro il loro comune nemico.

Un solo missile e due dolci sogni sono svaniti nello stesso istante del disgraziato bombardiere Sukhoi.

L’attentato non è stata una sorpresa per me né doveva rappresentarla per voi: in verità, vi avevo avvisati, cari lettori, appena un mese fa. Il 19 ottobre 2015 ero stato avvisato dai miei corrispondenti turchi del gruppo Shamireaders. Avevo diffuso questa avvertenza il 22 ottobre: «Erdogan prevede di condurre la Turchia al piede di guerra con la Russia. Erdogan ha dato ordini per abbattere aerei russi operanti in Siria, con l’accusa che essi hanno violato lo spazio aereo turco». Avevo pubblicato questo avviso anche su uno dei più importanti giornali russi qualche giorno più tardi.

L’attentato è stato uno choc terribile per i russi, perché non si attendevano affatto un attacco da parte dei turchi. I russi sono stati sconfitti dalla loro stessa retorica. Parlavano senza sosta della necessità di lottare contro il terrorismo e si erano convinti che il mondo fosse sulla loro stessa lunghezza d’onda. I turchi li hanno svegliati. Naturalmente, i turchi e i loro alleati della NATO si sono rivoltati contro la Russia. La richiesta russa della necessità di combattere Daesh aveva per loro un valore propagandistico e non già un carattere operativo. I russi se ne sono accorti solo dopo questi fatti tragici.
I giornali arabi dicono che il presidente Erdogan ha ottenuto la benedizione del presidente Obama per l’operazione dopo il loro incontro al summit del G20 in Turchia. Dicono anche che il momento è stato scelto per far fallire la missione di Hollande. Non sappiamo se ciò sia vero, ma gli USA e altri membri della NATO hanno espresso il loro sostegno per l’attacco turco. La Francia non ha esitato nemmeno un attimo. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, «ha espresso la sua solidarietà alla Turchia ed il sostegno alla sua integrità territoriale». La decisione statunitense di sanzionare un uomo d’affari russo per avere fatto affari con Bashar Al-Assad ha ricordato a tutti che, per gli Stati Uniti, il principale nemico in Siria è e sarà ancora il governo legittimo della Siria, sebbene che lo Stato Islamico (Daesh) sia un alleato indisciplinato.

I turchi hanno premeditato il loro attacco al bombardiere russo perché proteggono Daesh e ne sono i tutori nella regione. La settimana scorsa le autorità di Daesh a Racca hanno abbandonato l’uso della lira siriana come moneta legale del territorio e adottato la lira turca all’interno del califfato. I turchi acquistano la maggior parte del petrolio estratto da Daesh, anche se una parte di questo petrolio riesce a trovare la via di Damasco.

È difficile contestare il governo di Assad per i suoi tentativi di recuperare almeno una parte del suo petrolio rubato da Daesh. Tuttavia, una tale giustificazione non può essere accordata ai turchi.

Pare che il figlio di Erdogan sia personalmente implicato nell’acquisto di petrolio rubato, ma, che l’accusa sia vera o falsa, non vi è dubbio che il petrolio giunga in Turchia.

Dare un senso a tutto ciò

Dobbiamo rianalizzare le ragioni della guerra siriana per fare in modo che gli eventi attuali abbiano un senso. Non è vero che il popolo siriano ha deciso di levarsi contro il suo tiranno. La guerra in Siria è stata lanciata dall’Occidente nel 2011 per abbattere Bashar Al-Assad ed il suo regime, all’interno di una campagna d’eliminazione degli Stati che, durante la guerra fredda, erano vicini all’Unione Sovietica. Di ciò sappiamo abbastanza da quando Wikileaks ha rivelato il contenuto di molti cables dell’ambasciata americana a Damasco. La Francia ha sostenuto il movimento per rivendicare i suoi interessi di natura neo-coloniale, essendo stata la Siria un suo protettorato. I vicini della Siria hanno avuto anche loro delle ragioni per appoggiare la campagna guidata dagli USA.

Israele voleva “somalizzare” (ossia, distruggere l’autorità dello Stato, come avvenuto in Somalia) la Siria per provocarne la frantumazione, come previsto dal suo “piano Yinon”. Israele voleva piazzare un’entità sunnita tra i suoi nemici, Iran e Hezbollah. Il Qatar voleva costruire un gasdotto verso la Turchia attraverso la Siria (3), ma Bashar Al-Assad non era d’accordo. I sauditi volevano eliminare Assad, perché era alleato dell’Iran. Non vogliono che un alawita come Assad si presenti in paesi musulmani. Erdogan voleva piazzare un islamista moderato a Damasco nel suo tentativo di ricreare l’impero ottomano. Insieme al Qatar, era intenzionato a realizzare il gasdotto. Insieme ai sauditi, voleva che i Fratelli Musulmani unissero gli Arabi. Inoltre, Erdogan era convinto della vittoria e che Assad sarebbe in caduto in poche settimane.

Sono passati quattro anni e le motivazioni di ciascuno restano sempre le stesse. Questi paesi hanno già speso molti soldi. Si sentivano vicini ai loro obiettivi. Con l’arrivo della Russia, però, il regime di Assad ha riacquistato nuove prospettive di vita. La Turchia era la più infastidita, perché s’era fatta carico dello sforzo militare, dato un tetto ai rifugiati, armato i combattenti. I turchi non sono contenti che la Russia abbia tagliato la boa di salvataggio di Daesh combattendone i traffici; avrebbe, invece, voluto proteggere diversi gruppi islamisti, alcuni dei quali etnicamente amici e parenti, mentre altri sono solo alleati ideologici e religiosi.

Furiosi, i turchi hanno attaccato l’aereo russo per esprimere la loro collera. Speravano che la NATO avrebbe impedito una risposta violenta da parte della Russia e, idealmente, condurre delle operazioni militari contro la Russia, sostenendo in tal modo i ribelli siriani.

Gli USA hanno approvato questa azione per un’altra ragione: volevano testare la determinazione russa e lo stato della sua preparazione militare. È impossibile, se non in battaglia, fare corrette valutazioni sulla forza del nemico. Questa affermazione è vera e lo è particolarmente per i russi. Diversi dossier argomentano la debolezza militare della Russia. Si ricorda che, negli anni ’30, i giapponesi fecero diverse incursioni aeree nella Russia sovietica. Queste incursioni furono respinte in modo assai convincente, tanto il Giappone preferì siglare un trattato di non aggressione con l’URSS. Ad ovest, invece, i sovietici fallirono contro la Finlandia e Hitler giudicò la Russia una preda facile. Nel 2008 la Georgia provò ad attaccare le forze russe: il presidente georgiano Saakashvili si vantava di potere raggiungere Mosca senza trovare alcuna resistenza. Il suo esercito fu battuto in appena tre giorni. La Turchia è molto più forte della Georgia ed una guerra turco-russa fornirebbe le giuste informazioni sulla potenza militare russa.

I russi ne sono consapevoli e, cagione di ciò, hanno utilizzato i loro missili cruise e i loro bombardieri strategici di lunga gittata in Siria. Volevano impressionare i generali americani per non essere provocati in battaglia.

I russi sono stati contrariati dal sostegno della NATO alla Turchia. Speravano che gli europei avrebbero avuto riconoscenza nella Russia che si batte per l’Europa contro Daesh. Non ne era il caso, visto che i russi avevano davvero bombardato massicciamente Daesh in una furiosa campagna di vendetta denominata “Pour Paris”.

Pertanto, hanno deciso di rinviare la loro risposta all’attacco del bombardiere. Putin non vuole combattere contro la Turchia, se può evitarlo; tanto meno vorrebbe battersi contro la NATO. Probabilmente, però, una risposta dovrà essere adottata. La consegna degli S-400 alla Siria ne fornisce gli strumenti. Un aereo turco in missione di bombardamento sui Curdi o l’Iraq rischia di sostenere il peso della risposta russa.

Israël Shamir è un giornalista indipendente che vive a Mosca. Scrive frequentemente di relazioni internazionali e di relazioni israelo-arabi. Può essere contattato all’indirizzo: adam@israelshamir.net

Fonte: http://lesakerfrancophone.net/

Link: http://lesakerfrancophone.net/de-lavion-de-ligne-au-su-24-une-analyse-pas-ordinaire/

28.11.2015

TRADUZIONE dal francese per www.comedonchisciotte.org a cura di NICOLA PALILLA

NOTE

1. Allusione ai russi “bianchi” che avevano combattuto i bolscevichi durante e dopo la rivoluzione del 1917, molti dei quali si furono infine rifugiati a Parigi.

2. Nel febbraio 1945 i bombardamenti massicci senza apparente giustificazione militare hanno raso al suo importanti città tedesche e provocate innumerevoli morti tra i civili.

3. Per alimentare l’Europa, privando in tal modo la Russia di sbocchi.

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Un’analisi condivisibile in line generale, ma che pecca di grande ingenuità sulle intenzioni di Parigi per un’ipotetica alleanza con la Russia che sarebbe andata necessariamente contro gli interessi dell’asse NATO-Saudita. La false-flag parigina è stata inscenata dallo stesso governo francese per riaprire le incursioni NATO in territtorio siriano, finalizzate a rovesciare il governo Assad e non certo i mercenari ISIS formati, addestrati, pagati ed equipaggiati anche da Parigi. 

  • TizianoS

    Ho trovato un articolo di Sa Defenza del 2013 dal titolo:

    "Grande Israele": Il piano sionista per il Medio Oriente – Il famigerato "Piano di Oded Yinon".

    http://sadefenza.blogspot.it/2013/08/grande-israele-il-piano-sionista-per-il.html [sadefenza.blogspot.it]

    L’articolo originale (del 1982 ?) è curato dallo studioso Israel Shahak e tradotto [in italiano] con l’ausilio di Google. La traduzione non è quindi eccellente.

    Ne riporto un brano:

    Secondo Mahdi Darius Nazemroaya in un articolo di Global Research 2011, il Piano Yinon era una continuazione del disegno coloniale della Gran Bretagna in Medio Oriente:
    "[Il piano Yinon] è un piano strategico di Israele per garantire la superiorità regionale israeliana. Insiste e stabilisce che Israele deve riconfigurare il suo ambiente geo-politico attraverso la balcanizzazione degli stati arabi circostanti in stati più piccoli e più deboli.

  • giannis

    negli ultimi 2 anni l obbiettivo principale di USA-NATO-Israele e arabia saudita e far guerra alla russia , rovesciare il governo di PUTIN  , ci stanno provando in tutti i modi , prima con l ‘ucraina , adesso con la siria e l ISIS e solo una scusa , attenta russia  rimandare lo scontro non serve , chi attacchera’ per primo sara’ avantaggiato perché scegliera’ il luogo , le armi e cosa colpire

  • Phitio

    Eccoli qui, tanti piccoli uomini che fanno i loro grandi progetti, tutti che agiscono come se fossero immortali, ma in realta’ tutti destinati alla tomba.

    Nessuno, NESSUNO dei loro grandi piani avra’ successo, da una parte e dall’altra, perche’ NESSUNO ha avuto, ha e avra’ mai il controllo della situazione.

    Quello che stanno ottenendo, e’ generare enorme sofferenza per tentissime persone innocenti.

    Sofferenza che verra’ compensata, a tempo debito. 

    Ma proprio non vorrei essere nei panni di questi piccoli uomini che si credono al comando della storia.

    Il loro momento di verifica, finita questa breve loro esistenza terrena, sara’ probabilmente scioccante e terribile.

    Per quanto riguarda l’analisi dell’ autore: l’asse di alleanza tra Russia e Francia si e’ cosi squagliato, che non solo si e’ rafforzato, ma si sono uniti ad esso anche Germania e Inghilterra. Mah? 😀

  • italosvevo

    Putin non l’ha capito ma si sta infilando in un trappolone tipo Afghanistan , e gli altri "buoni" che sono furbi di tre cotte lo stanno aspettando ,forse l’unica verità che resta è che il petrolio in Arabia Saudita stia finendo e i furboni dopo aver succhiato il petrolio irakeno e siriano con l’ausilio di altri "amici" , ora volgono il loro pensiero alle sterminate steppe e taighe russe ricche di oro nero .


  • giannis

    La Russia avrebbe dovuto abbandonare la sua unica base oltre confini di tartus in Siria per il casino Dell ISIS ?? Pensando anche che il primo obbiettivo degli USA-NATO e’ fare la guerra alla Russia ?? Putin non aveva scelta

  • geopardy

    C’è un piccolo particolare, per far sì che ciò avvenga, almeno la Cina dovrebbe essere in linea con l’occidente e, forse, se non partono le atomiche, il piano potrebbe riuscire.

    Nella logica visibile, la Russia rappresenta la punta avanzata dei BRICS, inoltre, nella zona, c’è una certa potenza direttamente alleata di Mosca, che è l’Iran, che, oltre ad essere il paese tecnologicamente più avanzato dell’Islam, in caso di conflitto diretto, diverrebbe, con molta probabilità, il paese leader di quasi 200 milioni di sciiti, che si trovano tutti tra Pakistan e Libano, in una sequenza territoriale, praticamente ininterrotta.
    Al tempo della guerra russa in Afganistan, tutto l’Islam temeva la laicizzazione totale del comunismo ed era unito contro la Russia, ora la situazione è tutt’altro che simile, poichè, a parte i Saud e la camarilla dei monarchi del Golfo, più il califfetto di Ankara, paesi come l’Egitto (una cosetta non da poco), l’Iraq, la Siria ufficiale, l’Iran, l’Algeria (ai quali i russi hanno fornito pure gli AS-400), appoggiano senz’altro l’intervento russo, mentre l Pakistan si è chiamato fuori e l’Indonesia non ne parliamo e sono i due più grandi paesi mussulmani (entrambi presenti in appoggio ai Mujihadin afgani all’epoca).
    Altri paesi come il Marocco ed il Sudan, più alcuni paesi minori mussulmani africani, stanno al soldo degli emiri ed offrono solo manovalanza fino al momento in cui potrebbe venire meno la generosa erogazione di danaro di lor signori, a quel punto, sicuramente, gireranno il di dietro al miglior offerente.
    Non è così semplice la situazione, potrebbe, addirittura, trasformarsi in una sorta di Afganistan per tutti quelli presenti lì.
    Credo, che tutto ciò, purtroppo, favorirà il cosiddetto terrorismo, da cui nessun paese al mondo rischia di potersi salvare, in un tempo come questo, dominato da un’aggressiva globalizzazione e conseguente cosmopolitismo delle nazioni.
  • geopardy

    Con in più immense masse di diseredati, ormai sempre più presenti anche nelle nostre società.

  • italosvevo

    Sono affascinato dall’apocalisse di giovanni è come se tutto stia per compiersi anche se molti dicono che quella profezia si già avvenuta molti secoli fa , se uno ci pensa anche durante le crociate si scontrarono eserciti dalle parti di Meghiddo e per quei tempi le coalizioni che si contrapponevano erano eserciti sterminati la storia si ripete .Non sono credente ma devo dire che un inspirato aiutino dal cielo che sistemi le cose con una bella cernita di buoni e cattivi sarebbe cosa lieta e gradita, e ci sarebbero delle grosse sorprese su chi sono i cattivi ………..