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DAVID ZUCKERBERG: LA CARITA' IN COMODE RATE

DI TED RALL

counterpunch.org

Una falsa Generosità: Un Self-Service, la Carità di Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg promette di dare in beneficenza il 99% delle sue azioni Facebookun pò per volta però.

L’interpretazione esatta è: Il suo stock di azioni, che attualmente vale US$ 45.000.000.000, sarà donato “Nel corso delle vite [sua e di sua moglie]”. Lui ha 31 anni e lei 30, quindi se i parametri attuali non cambiano, parliamo all’incirca del 2065.

Sempre che Facebook o Internet o la terra ancora esistano.

Whooppy doo!

Sarei rimasto molto più impressionato se Facebook avesse investito parecchi soldi nell’economia americana. Come? Ma … Assumendo dei lavoratori — un sacco di lavoratori.

La capitalizzazione di mercato di Facebook arriva a $300 miliardi di dollari — almeno dieci volte più della GM, che ha 216,000 dipendenti. Non credo che Facebook potrebbe arrivare a far lavorare 2 milioni di persone — ma solo 12,000 è una cosa patetica.

Potrebbero cominciare assumendo qualche migliaio di persone per lavorare H24/ sette giorni a settimana, come responsabili del customer service in modo da poter essere pronti a reagire quando qualcuno dei tanti porci antisociali posta una foto in cui qualcuno – a sua insaputa – appare nudo.

Quello del “Ma non è carino questo Zuckcon la sua aspirazione filantropica che veramente mi ha infastidito è stata la parola “charity”.

Traduzione: io non posso essere d’accordo perché la carità, con questa storeia, non c’entra niente. Se c’è qualcosa che è talmente importante da richiedere un finanziamento – come aiutare le vittime di un uragano, inviare dei medici in zone di guerra, dare soldi per far conoscere la poesia– tutto questo dovrebbe essere pagato dalla società, nel suo insieme, prendendo i soldi dalle nostre tasse.

Per prima cosa non dovremmo permettere che certi uomini possano accumulare delle ricchezze “miliardarie”.

Da una parte perché è ingiusto. Non c’è nessun essere umano che potrebbe mai lavorare tanto da riuscire a guadagnare 1 miliardo di dollari in tutta la sua vita. Anche perché questo fatto porta ad ottenere un potere che concede a queste persone un eccessivo controllo su tutti gli altri, un controllo a discapito del restante 99,99% della popolazione.

Sfortunatamente, stiamo aspettando la rivoluzione. Così ci sono ancora dei miliardari che vanno in giro “facendo i belli” e tutti li ammirano (tutto il contrario di quello che rappresentano, anzi meriterebbero di essere ………….).

Anche per i nostri miseri standard attuali, comunque, Zuck è un sacco di m…….

Punto primo: L’iniziativa Chan Zuckerberg non è carità. Si tratta di una impresa a responsabilità limitata (LCC) che, come qualsiasi altra impresa, può fare beneficenza, ma può anche investire anche in attività for-profit.

Punto secondo: tutto il denaro resta in mano a chi ne ha il controllo.

Una donazione ad un ente di beneficenza indipendente può essere fatta in modo che esistano dei vincoli, delle limitazioni – il denaro potrebbe essere destinato solo ad una ala di un ospedale, quella dei bambini (per esempio, non agli altri reparti dello stesso ospedale) – in definitiva il denaro deve venir speso in carità solo per quello che decide che sia carità chi amministra l’ente benefico. Nella struttura della LLC, Zuckerberg manterrà un controllo quasi dittatoriale sui fondi che “donerà” per “beneficenza”.

E’ una situazione che ci fa ricordare la differenza

di stato d’animo che esiste quando prendiamo $ 100 per regalarli ai volontari della United Way, e quello che viviamo quando prendiamo gli stessi $ 100 ma li mettiamo nel nostro salvadanaio. In questo secondo caso probabilmente qualche soldo arriverà ai poveri, oppure no.

Sicuramente nessuno può dire con certezza che questi sono soldi per la carità.

Se Zack vuole leggere un titolo “Donato il 99% delle sue azioni in beneficenza”, deve prima guadagnarselo – donando OGGI il 99% del suo attuale portafoglio azioni in beneficenza. Dovrebbe fare una beneficenza per la quale il suo nome non ha nessuna importanza, dovrebbe fare beneficenza senza pretendere di doverla controllare.

Un titolo come “Forse con una parte dei suoi soldi Zuckerberg farà alcune delle cose che gli sembrano buone” sarebbe più esatto.

La vaghezza dell’annuncio dei Zuckerbergs mette in evidenza quanto poco dovremmo restare colpiti dalla loro azione. “Le aree di cui ci occuperemo all’inizio saranno l’apprendimento personalizzato, la cura delle malattie, mettere in contatto le persone tra di loro e costruire delle comunità forti”, hanno detto.

Suona familiare a nessuno?

La Bill and Melinda Gates Foundation è stata instituita nel 2000 con miliardi di dollari incasati della Microsoft dai consumatori americani vendendo a prezzi truccati e con tattiche monopolistiche in stile gangster, tanto orribili che la FED fece quasi chiudere la società. La Charity – regolata dalla mission 501 – ha molto in comune con l’iniziativa Chan Zuckerberg : “La nostra fondazione sta collaborando con partner in tutto il mondo per affrontare alcune sfide difficili: la povertà estrema, le cattive condizioni di salute nei Paesi in via di sviluppo ed il fallimento del sistema educativo americano. “

Cosa che, leggendo tra le righe, significava donate i PC alle scuole cosicché saranno parecchi i ragazzini che cresceranno usando i Mac.

Se sei uno di quelli che pensano che il governo non può fare niente di buono, permettimi di mostrarti un modo di fare la carità che è ancora peggio. La Fondazione Gates vuole distruggere i sindacati degli insegnanti, togliere i loro benefit e abbassare i salari – si direbbe per allontanare da questa professione i migliori e più brillanti giovani laureati universitari. E hanno versato milioni in questo disastroso affare pubblico, che ha creato il sistema culturale di oggi che “insegna a fare i test” nelle scuole pubbliche.

Ricordiamoci che anche Zuckerberg aveva già fatto qualcosa per le scuole pubbliche, un fiasco da 100 milioni di dollari a Newark, nel New Jersey quando dichiarò guerra agli insegnanti, usando come totem dei test standard e riuscendo a far chiudere tante scuole che i bambini si sono dovuti sobbarcare il peso di fare miglia e miglia per arrivare alle nuove scuole scelte per loro – sul serio – con un algoritmo –

Non c’è niente che ci spinge ad indovinare che quello che stanno facendo oggi i Chan Zuckerberg, ha qualcosa molto simile a quello che hanno già fatto Bill e Melinda Gates?

Io comunque non mi aspetto né molto — né di molto buono — da Zuckerberg sul fronte della povertà. Dopo tutto, Facebook sta spargendo povertà tra i lavoratori STEM americani, e spinge il Congresso a concedere sempre più visti H1C per assumere i lavoratori stranieri nelle big tech companies per sostituire quelli americani che dovrebbero pagare di più. I numeri parlano, anche qui e l’approccio dell’iniziativa Chan Zuckerberg sembra essere molto simile a quello dei Gateses.

Troppo giovani e troppo ricchi per trovare qualche indizio — e le uniche persone che conoscono sono degli altri super privilegiati di altre compagnie di altri maiali. Come andrà finire?

Nel 2010, per esempio, Bill e Melinda si infiammarono per sussidiare dei progetti africani sui conglomerati di agro-business Cargill and Monsanto, entrambe aziende note per aver portato al fallimento i piccoli agricoltori, per cifre di $23 milioni, spingendo il business dei cibi geneticamente-modificati. Finiscono sempre per sostenere regimi politici autoritari e dittatoriali concentrandosi su progetti “quick fix” di breve termine e basati sulla tecnocrazia che non sono indirizzati ad individuare le vere cause della povertà (psst — capitalismo).

Posso scommettere sul sicuro che la roba contro la povertà che vuol fare Zuck produrrà ancora più persone più povere.

In fondo si tratta dei miliardi di Zuckerberg, può fare quello che vuole dei suoi soldi, ma non facciamo l’errore di dire che è un uomo caritatevole e tanto meno di dire che un grand’uomo.

Ted Rall, scrittore e fumettista per ANewDomain.net, è autore del libro-biografia “Snowden,” .

Fonte : http://www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/2015/12/03/phony-generosity-the-self-serving-charity-of-mark-zuckerberg/

3.12.2015

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario