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DAL MOVIMENTO 5 STELLE AL MONDO 5 STELLE ?

DI WILLIAM KLINGER

eurasia-rivista.org

In un video messaggio di Casaleggio Associati si preconizzava una guerra tra l’Occidente, con la sua «democrazia diretta e del libero accesso a internet», ed il blocco sostituito da «Cina, Russia e Medio Oriente»: da siffatti presupposti e ripercorrendo le vicende risorgimentali italiane, nonché le tensioni internazionali che hanno interessato la massa eurasiatica quanto meno a partire dal XIX secolo, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo assume in effetti una connotazione inedita, corroborata dagli attestati di stima provenienti da strutture legate a doppio filo con le centrali di potere statunitensi.

A che serve l’Italia?

Lo sbarco di Grillo in Sicilia, effettuato a nuoto, fu la prova più eloquente che il comico stava facendo sul serio. Neanche la scelta del luogo poteva dirsi casuale: da ormai due secoli ogni cambiamento politico d’Italia ha preso piede proprio dalla Sicilia. La situazione attuale ha molti punti di contatto con i carbonari, volti ad eliminare la tutela della Santa Alleanza (degli imperi d’Austria e Russia) sull’Italia grazie al sostegno inglese.

L’Austria all’epoca si considerava erede del Sacro Romano impero della Nazione Germanica, abolito nel 1806, ma allo scettro del quale gli Asburgo rinunciarono solo dopo la sconfitta subita dai prussiani nella guerra del 1866. Contestualmente l’Italia ottenne il Veneto, ma Venezia perse l’Istria e la Dalmazia. Il leone marciano continuò a sventolare a Corfù, capitale del protettorato britannico dello Stato Ionio, anche se ridotto ad un tassello posto sul battente dell’Union Jack.

Ma perché gli inglesi sostennero i rivoluzionari italiani? La risposta è puramente pragmatica, l’assetto scaturito dal Congresso di Vienna era volto a creare una serie di Stati cuscinetto in modo da prevenire eventuali rigurgiti rivoluzionari in Francia, mentre l’Austria e l’Impero ottomano ebbero il compito di contenere l’espansionismo russo nel Mediterraneo, tanto che in seguito all’implosione della Russia del 1917 entrambi persero la loro vera ragion d’essere.

L’Austria iniziò a perdere il sostegno inglese dopo i moti del 1821, in quanto a Londra ci si rese conto che l’oppressione cui era soggetta l’Italia sarebbe necessariamente sfociata in una rivoluzione dagli esiti imprevedibili. In Italia la cura teutonica, insomma, era peggio del male che essa doveva curare, tanto valeva assecondare un processo rivoluzionario per non restare sopraffatti dagli eventi. A partire del 1821 gli inglesi iniziarono ad appoggiare i rivoluzionari nel Regno delle Due Sicilie, ma anche la Grecia col trattato di Londra ottenne l’indipendenza dopo una sanguinosa guerra civile durata sostanzialmente dal 1823 al 1836. Il processo avrebbe poi innescato nei Balcani una reazione a catena, nota come “Questione Orientale”, vale a dire la decomposizione pilotata dell’Impero ottomano, ormai palesemente incapace di contenere la spinta russa. Il processo assomigliò molto a quella che sarebbe poi stata la decolonizzazione in Africa del XX secolo: la Francia emancipò la Romania, la Russia la Bulgaria, mentre Serbia e Montenegro divennero una specie di condominio austro-russo che non trovò mai un assetto stabile, anzi, l’attentato di Sarajevo del 1914 si rivelò fatale ad entrambi gli imperi, zarista ed asburgico.

Gli inglesi si mossero in Grecia non tanto per osteggiare il sultano, quanto per impedire un’affermazione russa nella penisola. In Italia, protetta dall’argine balcanico, la minaccia di uno sfondamento russo restava remota. Quando le rivoluzioni scoppiarono nel 1848 in tutta Europa, spazzando via l’influenza austriaca dall’Italia, gli inglesi tolsero l’appoggio ai rivoluzionari. La cosiddetta “Primavera dei popoli”, anziché liberare polacchi, ungheresi e italiani dal giogo austriaco, avrebbe imposto loro uno tedesco in via di formazione all’assemblea nazionale di Francoforte. Al posto di un’Austria sarebbe nata una grande Germania dal Baltico all’Adriatico, la cui fede antirussa sarebbe stata tutta da dimostrare. Con la prospettiva della nascita di una nuova potenza rivoluzionaria in Europa dopo quella napoleonica, le rivoluzioni del 1848 furono lasciate a se stesse.

L’assetto successivo al 1948 era ancora più problematico e foriero di rischi: i risvegliati nazionalismi slavi ora si stavano spontaneamente rivolgendo alla grande madre Russia, la quale aveva rafforzato di molto la sua presenza politica e commerciale nei Balcani e nel Mediterraneo, facendo leva su Napoli. I rischi di una marea russa all’insegna del panslavismo furono prontamente riconosciuti e contrastati da una inedita alleanza franco-inglese che fu impegnata in una lunga e logorante guerra in Crimea (1853–1856).

È la guerra di Crimea a segnare lo spartiacque: l’Austria rimase neutrale e Napoli sostenne i russi confermando i peggior sospetti inglesi. Il regno sabaudo poté così procedere con il suo progetto di espansione sulla penisola, ma questo dopo che il piano dei Savoia di ascesa sul trono di Spagna era fallito. I francesi erano disposti a sostenere l’espansione del Piemonte nel nord fino a Trieste, nell’ambito di una riedizione del Regno d’Italia napoleonico del 1806. Gli inglesi volevano molto di più, anzi volevano un’altra cosa: la messa in sicurezza del Regno di Napoli. Finché restava protagonista, quella inglese era solo un’alternativa.

Dopo la sconfitta della Francia a Sedan nel 1870 il piano inglese non ebbe più ostacoli: Roma divenne la capitale di un’Italia unita da Nord a Sud. L’Ungheria, nell’ambito dell’Ausgleich, ottenne il porto di Fiume, collegato a Budapest con una ferrovia finanziata con capitale dei Rothschild e finalizzato a dare una capacità logistica alla necessità di contenimento militare della Russia. L’Austria, ormai rivelatasi incapace e inadeguata allo scopo che le era stato assegnato nel 1815, poté così rilassarsi ad un declino del quale la fioritura culturale fu la manifestazione più notevole.

A che serve Grillo?

Un importante video-messaggio di Casaleggio Associati prefigurava una guerra tra l’Occidente, con la sua « democrazia diretta e del libero accesso a internet» e «Cina, Russia e Medio Oriente» (1). Casaleggio individuava una partizione primordiale tra un mondo libertario atlantico e individualista mediterraneo, contrapposto all’enorme blocco continentale euroasiatico, un grande spazio (Grossraum) a vocazione totalitaria, che oggi vede comprendere Russia e Germania, alle quali si associa la Cina. Uno scontro combattuto sul fronte delle coscienze, piuttosto che una campagna volta alla conquista del territorio, una guerra civile di proporzioni circumplanetarie che durerà decenni. Casaleggio ha già dimostrato doti di pura genialità e purtroppo temo che abbia visto giusto.

Dopo che l’area pivot di Mackinder era stata attaccata dalla forza bruta americana a partire dal settembre 2001, abbiamo assistito nel Nord Africa ad una nuova stagione di conflitti tra mare e terra. Una riedizione dello scontro per l’area pivot del globo già prefigurato da Mackinder nel 1902 (2), che poco dopo dette vita a due guerre mondiali: la prima combattutasi in Europa dal 1908 al 1948 (dallo scoppio della crisi di Bosnia all’inizio della Guerra Fredda) e la seconda combattutasi in Asia dal 1912 al 1952 (dalla proclamazione della repubblica in Cina alla Guerra di Corea). Al termine dei due conflitti mondiali, entrambi durati quarant’anni, il Grossraum euroasiatico divenne comunista, forse perché l’ideologia del socialismo scientifico giustificava una risposta autoritaria alle carenze di sviluppo infrastrutturale ed economica del pivot. Non è un caso che il padre del comunismo fosse tedesco e che per decenni l’ideologia marxista si diffuse di pari passo all’influenza economica tecnologica e culturale della Germania guglielmina. Entrambi i conflitti iniziarono con gli inglesi impegnati a contenere i tedeschi, che a loro volta sostennero Sun Yat Sen e Lenin e finirono con Stalin e Mao contrapposti al containment americano.

Casaleggio ha la vision dello scontro planetario. Se può pensare una guerra, allora può anche combatterla. A sostegno della sua strategia Casaleggio dispone di un’ideologia (la sovranità dell’individuo, la supremazia della conoscenza sul possesso, l’informazione come arma strategica rispetto alla tecnica). Il suo è il primo movimento politico nativo digitale che anche grazie a Grillo ha dimostrato di poter funzionare.

Su questi presupposti, il M5S oggi, a differenza degli altri partiti italiani, indistintamente di matrice filoatlantica, dispone di una visione geopolitica, di un’ideologia politica e di una capacità di realizzazione tecnica. Se questo fosse vero, allora la posta in gioco che si apre col M5S è molto più ampia di quanto possa sembrare. Esso apre, anzi definisce, una linea di faglia planetaria e pertanto verso di lui si riverseranno risorse materiali e morali di ampia portata. L’establishment angloamericano (dal nobel Stigliz alla direzione strategica – e quindi politica – di Goldman Sachs) hanno pertanto espresso l’endorsment per un movimento che solo superficialmente è un movimento di lazzaroni, riuniti in una federazione virtuale. Le implicazioni del M5S cessano di essere contingenti alla realtà politica italiana. Grillo può ora cambiare il mondo e solo cambiando il mondo può cambiare l’Italia.

L’Italia è probabilmente l’unico paese al mondo che ha vissuto in prima linea il crollo del Muro, le guerre balcaniche, le rivoluzioni africane, ma anche la riaffermazione del Grossraum euroasiatico. Qualcosa di simile accadde già nel primo dopoguerra, quando il Paese si trovò sulla linea di faglia causata dal crollo degli imperi zarista, asburgico ed ottomano. Ne risultò il fascismo di Mussolini che come modello politico universale di contenimento del comunismo – e quindi del Grossraum euroasiatico – fu esportato in tutti i continenti: dall’Europa degli anni Trenta, all’Asia degli anni Quaranta e infine all’America Latina degli anni Cinquanta.

William Klinger (Fiume 1972) ha un Master in Scienze Politiche alla Central European University di Budapest, è PhD presso l’European University Institute di Firenze, ricercatore della Lega Nazionale di Trieste e del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, nelle cui collane ha scritto numerosi saggi, così come per la rivista della Società di Studi Fiumani di Roma “Fiume. Rivista di studi adriatici”; collabora con giornali e fondazioni scientifiche in Slovenia, Croazia e Serbia.

Fonte: www.eurasia-rivista.org

Link: http://www.eurasia-rivista.org/dal-movimento-5-stelle-al-mondo-5-stelle/21141/

5.03.2014

NOTE

1) Gaia – The future of politics, visionabile su Youtube

2) Halford J. Mackinder, The Geographical Pivot of History, in “Geographical Journal”, n. 23, anno 1904, p. 421

Pubblicato da Davide

  • roz

    Teoria suggestiva, ma le basi non sono un po’ in contraddizione con gli esiti? Nel breve periodo, perché l’establishment angloamericano dovrebbe appoggiare una forza che si pone come oggettivamente disgregante nel blocco europeo e che in questo momento è indispensabile alleato dello stesso blocco angloamericano contro quello euroasiatico?

  • Simec

    Non si puo,, al presente, sapere se dietro il movimento del comico genovese e dell’ex telecom suo sodale, vi sia l’ennesimo piano della CIA per destabilizzare un paese straniero.
    Sicuramente quella di Grillo NON è un’opzione rivoluzionaria. I Grillini sono privi di ideologia e inesperti, pur avendo le migliori intenzioni e quindi non potranno mai fare una Rivoluzione.
    Del resto dopo un anno nei palazzi del potere sono parte a pieno titolo del teatrino politico. Di decisioni importanti non ne hanno mai neppure parlato.
    Di uscire da questo euro-nazismo economico, di mandare affanculo NATO e TROIKA, di protezionismo, moneta sovrana, banche socializzate, di tutto ciò non hanno mai realmente parlato, facendone i loro cavalli di battaglia.
    Forse il M5S è la classica manovra per destabilizzare un paese, per evitare che il regime filo atlantico ormai marcio, possa crollare. Ecco allora che il capitalismo globale deve evitare le rivolta e il cambio di regime in italia e col M5S si fa finta che esista ancora una parvenza di democrazia.
    In realtà l’italia oggi è una dittatura totale, comandano le banke, gli ordini ce li da Oli Rehn e fascciamo i governi obbedendo allo spread.
    I grillini in parlamento hanno solo perso tempo. Storicamente sono stati ininfluenti ma con la loro presenza hanno legittimato il regime. Si sono quindi resi complici e gli italiani credono ancora di essere in democrazia. Ciò blocca quel cambiamento che arriverà solo da una sollevazione di popolo con disobbedienza civile, boicottaggi, manifestazioni etc (vedi "Come abbattere un regime" di Gene Sharp).
    La colpa storica del M5S e quella di essere complice della nostra principale rovina: l’EURO.
    Grillo, rinnegando Auriti e i suoi spettacoli in cui parlava di signoraggio e di banke, ha gettato la maschera, facendo capire ai poteri forti, alla Trilateral, alla finanza, ai think tank usa, che il sistema del turbocapitalismo può fidarsi di lui, che il regime che ci domina col M5S non verrà mutato nella sostanza.
    Con Grillo presidente continuerebbe a dominarci la TROIKA, il Bilderberg, l’Eurogendfor, il debito, i trattati internazionali. Il resto sono solo tutte cazzate.
    Vulgus vult decipit, ergo decipiatur"
    Peccato, perchè avevamo sinceramente sperato che grillo potesse essere un rivoluzionario. Ci eravamo sbagliati, forse anche perchè in un paese servile e pragmatico come questo, abituato a baciare il culo di ogni dominatore straniero, aspettarsi una Rivoluzione era, francamente, un pò troppo….sic
    E allora continuiamo a inchinarci a questo stato che ci ammazza e sventoliamo la bandierina al passaggio dell’ennesimo "uomo forte che ci cambierà la vita…"

  • siletti86

    Siamo proprio sicuri che Russia e Medio Oriente siano proprio così alleati? Non è affatto improbabile che col precipitare degli eventi la "nuova faglia" che si verrà a creare vedrà contrapporsi Europa e Medio Oriente a Russia e Cina. 

  • Notturno

    A nessuno sfugga il ruolo dell’Inghilterra nella guerra di conquista dei
    piemontesi contro il sud Italia.

    Solo che magari i motivi per volere
    l’abbattimento del Regno delle Due Sicilie  non erano quelli riportati qui,
    ma questioni quali gli enormi interessi economici messi a rischio dai
    "duo-siciliani", a partire dalla famiglia Florio, alle immense e avanzatissime
    officine di Pietrarsa, alle ceramiche di Capodimonte, alle prime scuole AL
    MONDO di formazione di meccanici per macchine a vapore
    non-inglesi.

    L’Ucraina di oggi si trova nelle stesse condizioni del Regno
    delle Due Sicilie del 1859… porca miseria, che rabbia…..

    Sempre gli
    stessi giochetti!

  • clausneghe

    Discreto articolo, pensavo peggio, date le premesse…Un poco impreciso su date ed eventi, ma complessivamente corretto. Ha ragione quando dice che la visione di Grillo&Casaleggio,  supportati dai 5* può cambiare il Mondo. E’ quello che disperatamente si cerca di fare per non finire nel baratro.

    Le idee cambiano il Mondo.
  • Sintesi

    Quello che dici non è del tutto vero, anzi, forse non è vero affatto.

    Gli eletti 5stelle hanno portato in parlamento dalla questione dell’ 11 settembre alla sovranità monetaria, nominando il Bilderberg.
    Grillo stesso non ha parlato di "sovranità monetaria" durante la campagna elettorale ma ne ha parlato più volte negli ultimi tempi, e ancor di più dall’ ultimo V-Day ad oggi.
    Nel programma 5S per le europee c’è il referendum per l’uscita dall’Euro e Grillo ha detto esplicitamente che lui è per uscirne e per avere una BC totalmente pubblica… la complicità del M5S riguardo all’ Euro francamente mi sfugge.
    Quel che rimprovero al M5S, che comunque sostengo perché porta innegabilmente idee nuove, è la mancanza, almeno apparente, di una linea ed una collocazione internazionale chiara, ma mi rendo conto che un apprezzamento esplicito per Putin, Assad o Maduro farebbe perdere tanti consensi… mentre comunque mi rallegro che negli ultimi giorni sono usciti molti articoli targati M5S, anche in prima pagina sul blog di Grillo, equilibrati (cioè di denuncia alle manovre occidentali, ai loro interessi) sia sull’ Ucraina che sul Venezuela, ed ho controllato, la stessa cosa era successa con la Siria.
    Inoltre il M5S è diventata l’unica forza politica che porta l’ottimo Giulietto Chiesa a parlare a giro per l’ Italia.
    Quindi va bene così.
  • Truman

    Nel 1860 le navi andavano a zolfo, che valeva come oggi vale il petrolio. Il Regno delle due Sicile era il maggior produttore e l’Inghilterra il maggior consumatore.

  • geopardy

    Un’osservazione degna senz’altro di nota.
    Per valutarla e farla uscire dall’area delle supposizioni, quindi, dovremmo avere il quadro completo della situazione reale e sotto tutti gli aspetti.
    Di sicuro di sta tentando di ridisegnare i nuovi equilibri del mondo.
    Sarebbe interessante conoscere anche gli obiettivi della parte orientale, per avere un’idea completa e fare delle ipotesi.

  • siletti86

    Pardon, mi correggo: ANGLOAMERICA-europa-MEDIORIENTE vs RUSSIA e CINA.

  • Georgios

    Finalmente! Ora capisco perché Marx ha scritto "Das Kapital".

  • rebel69

    Qualcuno saprebbe consigliarmi un buon libro sull’argomento?

  • Tao
    Ho letto l’interessante articolo di William Klinger a proposito di una vision strategica che il Movimento 5 Stelle possiederebbe, avendo per tempo individuato una contrapposizione fra blocco euro atlantico libertario ed individualista, contrapposto ad un altro euroasiatico continentale di matrice totalitaria che dalla Germania arriverebbe alla Cina.

    Ci sono comunque piani di lettura differenti che vanno ben identificati

    Sul piano storico, l’interesse inglese sulla nostra penisola fu sempre benevolo fintantoché non si arrivò allo scontro fra una visione del Mediterraneo come “spazio vitale “– espresso dal Fascismo – e quella dello stesso mare come semplice arteria di traffico che, attraverso il Canale d Suez, doveva mantenere pervie le comunicazioni fra Atlantico, Mediterraneo ed Oceano Indiano in cui era distribuito l’Impero Britannico: da quel momento, e fino al crollo del Muro di Berlino, la presenza dei servizi segreti inglesi nelle questioni italiane fu pesante specie durante la strategia della tensione (1).

    Parimenti, si ricorderà la presenza dell’attuale Governatore della BCE, Mario Draghi, a bordo dello yacht Britannia a discutere del gigantesco piano di privatizzazioni susseguente alla drammatica crisi di inizi anni ’90 che portò per via giudiziaria all’eliminazione di un’intera classe politica colpevole di essere stata arrendevole con i palestinesi e di aver fatto scappare da Sigonella Abu Abbas, responsabile della morte del passeggero Leon Klinghofer a bordo della nave Achille Lauro, dalla quale, lui paraplegico, fu scaraventato in mare : solo recentemente sono emerse foto e documenti comprovanti il pesantissimo coinvolgimento della stazione CIA di Milano nel passare informazioni alla Procura di Milano, ad un livello tale da scandalizzare (sic!) gli stessi americani costretti ad inviare in Italia un loro diplomatico di lungo corso Reginald Bartholomew tante e tali erano state illegalità commesse.

    Da qui partirei per comprendere un’evoluzione nelle modalità di intervento delle centrali statunitensi nel nostro paese. Piazzare bombe e ordigni, attivando stragi e tirando fuori dal cilindro o il solito anarchico o il militante di estrema destra incastrato alla bisogna, diventava sempre più difficile da sostenere, specie con due fattori completamente nuovi: il crollo del comunismo dopo il 1989 e lo scenario derivante dall’attuazione del Trattato di Maastricht che avrebbe privato il paese della leva fondamentale fin lì adoperata per uscire dalle varie crisi economiche – la svalutazione

    Impraticabili i mezzi stragisti del passato (altra cosa sarebbero state le stragi di Capaci e via D’Amelio) si poneva il problema di come continuare a controllare le masse : la risposta geniale fu quella di favorire l’ascesa – all’interno del sistema – di movimenti e forze antisistema all’uopo riassorbibili e, se divenuti inutili ( vedi Lega Nord ) scaricabili a favore di altri apparentemente più arrabbiati, più “puri” ed implacabili, purché in grado di incanalare la rabbia popolare secondo procedure costituzionali regolari e tali da legittimare in ultima analisi quello stesso sistema che a parole si vorrebbe aprire (2)

    Si tratta però di una strategia miope, con cui si cercano di occultare – o rinviare – i problemi endemici del paese: squilibri secolari fra Nord e Sud, disoccupazione giovanile esplosiva, totale mancanza di una politica industriale agganciata ad istruzione e formazione professionale e culturale di alto livello, capace di implementare innovazione e produttività; ruolo marginalizzato della donna nella società e nel lavoro, e via discorrendo.

    Dal 1992, il Paese si ritrova a far coesistere visioni geostrategiche opposte: europeista e nazionalista, mediterranea, atlantica, balcanica ed euroasiatica in senso allargato, con la presenza al centro del proprio territorio di una Chiesa Cattolica che, più che mai con questo Pontefice, ragiona in termini globali. La politica estera è una materia di cui poco si discute in Italia perché di fatto è sempre stata ad appannaggio dell’ENI che prudentemente si è inserita nei corridoi energetici a Nord, a Sud e nel Trans Adriatic Pipeline (TAP) per fare affluire il gas russo in Italia. Non dimentichiamo infine che il livello culturale della classe politica italiana è molto basso, e molti parlamentari manco sanno cosa sia la geopolitica

    L’Europa dovrà allargarsi fino ad includere la Russia la quale non potrà certo entrare a condizioni umilianti, con basi NATO nel cortile di casa: un impero è sempre un grande spazio alla base della cui omogeneità ci deve essere l’inclusività dei grandi sistemi fluviali Rodano Reno e Danubio. Fintantoché questa condizione non venga realizzata e l’Europa venga tenuta separata dall’ asse anglo americano di modo che l’accesso dal fiume al mare sia reso estremamente difficoltoso, il continente rimane, 100 anni dopo Sarajevo, una potenziale polveriera. Sono argomenti su cui vorrei anch’io sentire riflessioni serie dal parte del Movimento 5 Stelle, invece impegnato in estenuanti lotte per la purezza ideologica dei propri componenti in contraltare al situazionismo ed al lassismo degli altri partiti; o, peggio, a trovare ascendenti illustri alle proprie tesi (sul punto, ribadisco che Stieglitz abbia negato, in modo piuttosto deciso, di essere mai stato ideologo di riferimento del Movimento) : che alla fine sia sempre attuale il giudizio di Gramsci “ una banda di avventurieri” ?

    Come si vede, lo strattonamento per un territorio povero di materie prime è molto forte e dire che il Movimento 5 Stelle abbia una visione geopolitica chiara, consapevole dello scontro in atto, rappresenta una forzatura se basato su una sola dichiarazione di Casaleggio estrapolata dal contesto. Il Movimento riesce sì ad intercettare il malcontento, grazie al sapiente uso dei mezzi di comunicazione: tuttavia, appena si guarda sotto la superficie, si scopre che col territorio i legami sono deboli, non ci sono associazioni sindacali o datoriali nel territorio e talvolta, come dimostrato nel caso Sardegna, anche presentare liste di candidati può divenire un problema….

    Corrado Fontaneto

    Fonte: http://www.eurasia-rivista.org [www.eurasia-rivista.org]

    Link: http://www.eurasia-rivista.org/note-allarticolo-dal-movimento-5-stelle-al-mondo-5-stelle/21170/ [www.eurasia-rivista.org]

    7.03.2014

    Note
    (1) Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro – di G. Pellegrino – Einaudi (2000)
    (2) C. Fontaneto “ Dagli errori altrui “ su Stato & Potenza 27 febbraio 2014

  • Truman

    Mi segnalano che ho scritto qualcosa di parzialmente errato. Nel 1860 lo zolfo interessava agli inglesi, ma non per la propulsione delle navi, che andavano a carbone (quando non erano a vela).