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DA LEONIDA A PIRRO IL PASSO E' BREVE

DI ALBERTO BAGNAI

ilfattoquotidiano.it

La vicenda greca ha esasperato i paradossi del progetto europeo. L’europeista praticante, quello col santino di Spinelli sul cruscotto, ce l’ha menata per anni con la storia che l’euro serviva a superare i nazionalismi, che sono tanto brutti (signora mia!) perché portano le guerre. In effetti ci sono anche le guerre civili, che con gli aborriti confini nazionali poco hanno a che vedere. Ma al di là di questo dettaglio, è stato esilarante vedere ovunque questi apostoli della fratellanza universale sventolare la bandiera nazionale greca, evocare con retorica risorgimentale un vasto assortimento di fatti bellici (dalle Termopili a Maratona), e sdilinquirsi per l’orgoglio della nazione greca, che non si è piegata agli oppressori del Nord (e per questo, sia chiaro, merita il massimo rispetto).

Contrastando la logica dell’austerità, ci dicono, i greci hanno salvato l ’ Europa, indicandole una strada alternativa, quella della crescita. Quindi un progetto nato per salvarci dai nazionalismi sarebbe stato salvato dal nazionalismo dei greci. Non vi suona un po’ strano?

Prodi, poi, si è superato. Intervistato da Radio Popolare ha detto che la Grecia non uscirà, perché gli Usa lo impediranno, avendo un netto interesse geopolitico a evitare che Putin l’attiri nella sua orbita. D’altra parte, ha proseguito Prodi , è importante che l’Europa resti unita, perché solo uniti contiamo qualcosa nel mondo. Ma come? In teoria essere uniti ci serve a non essere subalterni, ma in pratica restiamo uniti solo per subalternità agli Usa, che decidono se e per quanto noi dobbiamo continuare a tenere insieme i cocci dell’ euro ? Alla base di questi paradossi c’è una menzogna, la solita: quella che un altro euro, un euro senza austerità, sia possibile. Purtroppo non è così, ormai lo dice anche il Rapporto dei cinque presidenti (Dijsselbloem, Draghi, Juncker, Schulz, Tusk). Una maggiore flessibilità delle politiche di bilancio, ci dicono, serve quando si perde la flessibilità del cambio, cosa che per definizione accade se si adotta la medesima moneta. Va da sé che se arriva uno choc esterno, la flessibilità deve essere al ribasso: calati juncu ca passa la china, come dicono certi ex-greci di casa nostra. E allora se il cambio è flessibile, cede lui, e se invece è rigido cede la spesa pubblica: è l’austerità, bellezza!

Con questa premessa, proviamo a rispondere alle due domande che tutti si pongono: è stata fatta la cosa giusta? E ora cosa succede? Partirei da un principio anticomplottista: tutto è come sembra. Il premier Tsipras ha sempre detto di volere l’euro per non sentirsi un europeo di serie B, e le mosse fatte gli garantiscono di mantenerselo. Allarmato dal suo flirt con Putin, Obama ha ingiunto al Fondo monetario internazionale di scoprire l ’ acqua calda: la Grecia è insolvente, per cui un piano di salvataggio senza haircut non ha senso. Insomma: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto (come dicono altri ex-greci, quelli di Neapolis). Era proprio quanto Tsipras desiderava: un taglio del debito, per pagare meno interessi e rendere meno suicida politicamente l’austerità che l’euro gli impone. Il fiero programma di Salonicco ormai è un pallido ricordo, le posizioni di Tsipras e delle “istituzioni” (alias troika) differivano in sostanza solo sulla necessità di un haircut, lo zio Sam ha fatto sapere che lo vuole (per i motivi chiariti da Prodi) e l ’intendance suivra.

Se tedeschi e francesi non sono totalmente obnubilati (Renzi non pervenuto) ci sarà l’accordo, e così Tsipras avrà senz’altro fatto la cosa giusta per lui. E poi ? Saremo da capo: finché è schiacciata da una moneta troppo forte la Grecia non può crescere, generando reddito per ripagare i propri debiti residui. La vittoria di Tsipras diventerà così la sconfitta dei greci, ai quali un politico responsabile dovrebbe dire chiaramente che un altro euro non è possibile. Fra Leonida e Pirro corrono un paio di secoli.

Questa volta aspetteremo meno.

Alberto Bagnai

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

7.07.2015

Pubblicato da Davide

  • DeborahLevi

    le contraddizioni che smascherano i sinistri

    bravo Prof (:
  • Tetris1917

    Penso che per l’europa, Alexis sia Annibale. Chiramente Bagnai un professore tra i tanti, e anche con molte pecche d’analisi. Al solito: tanta spocchia per una misera realta’…

  • ilcomplottista

    Signore e Signori, l’Europa ha già pronto il suo piano B (altro che Renzi) e si chiama Macroregione Adriatico-Jonica con sede in Ancona, e che funziona come organizzazione iniziale da 2 anni circa. 

    Ne fanno parte la Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia e Italia.  Tutti Paesi pieni di problemi, i piigs del piigs per l’Europa, ed è quindi giusto metterli insieme col loro euro di serie B, svalutato ma sempre euro in zona euro.
    Ne avevo già un sentore quando fu istituita e i fatti nel loro corso lo stanno confermando.
  • Whistleblower

    Per una volta Bagnai dice la cosa giusta dopo aver dato ripetutamente del traditore a Tsipras e di quello che si cala le braghe. Meno male.
    Ora il signor Bagnai deve considerare che se anche Tsipras si limitasse a fare solamente "la cosa giusta per lui" (ossia per il suo popolo) questo comunque cambierà radicalmente le carte in tavola in Europa.
    Pensiamoci un attimo e seguiamo con pazienza (e modestia) gli sviluppi.

    Invidio molto i cazzari con la faccia di bronzo…

  • Gil_Grissom

    Tzipras non e’ né Leonida né Pirro, ma bensi’ Prometeo.

  • FBF

    Prodi, poi, si è superato? Certo! Prodi sta dando messaggi chiari. Ha detto che la Grecia non uscirà, perché gli Usa lo impediranno, avendo un netto interesse geopolitico a evitare che Putin l’attiri nella sua orbita. D’altra parte, ha proseguito Prodi , è importante che l’Europa resti unita, perché solo uniti contiamo qualcosa nel mondo. Per cui Prodi pare che affermi che la Grecia non uscirà dall’Europa – e se dice questo vuol dire che sarà così –  ma invita l’Europa a rimanere unita e ad uscire dall’influenza statunitense per andare verso est. 

    Chiaro è che gli USA  non sono né  i cittadini gli statunitensi e neanche i soldati che stanno manifestando contro la politica militare.
  • italy4d

    Temo che il prof abbia visto giusto. Forse Tsipras vuole davvero un accordo e il prezzo dell’accordo è il taglio del debito. Se gli danno il taglio del debito lui resta dov’è, si guadagna un posto nell’élite  mondiale (magari col ruolo di ragazzaccio) e continua a torturare il suo popolo per conto terzi, ancora per un po’ perché la Grecia anche col 30% in meno di debito se resta nell’Euro resta nell’austerità e non si riprende. 

    Ci avere fatto caso? Nella campagna del si, nessuno Ha mai detto ai greci che stando nel si staranno meglio: tutti dicevano che dopo il no sarebbero stati peggio, paventavano catastrofi, epidemie etc, ma nessuno diceva "col si starete meglio e ci sarà la ripresa" 
    Quanto tempo guadagnerà? Un anno? Due? Il tempo di firmare, come UE il famigerato TTIP. E COSÌ SIA, come vuole Obama. Io quando sento la merkel dire che non ci sarà nessun taglio al debito, esulto, perché leva spazio alla manovra dilatoria di Badoglio-Tsipras e spinge tutti verso la vera scelta Euro o no.
    felice di essere smentito.
  • permaflex

    Che gli USA vogliano il taglio del debito greco dipende dalla minaccia che la Grecia possa allontanarsi dall’alleanza col blocco occidentale,la NATO per intenderci Ci sono considerazioni da fare una in particolare che mi sembra sfuggire a Bagnai,il quale  continua a ripetere che non c’è vita dentro l’euro per la Grecia.Questo assunto di Bagnai deriva da una analisi prettamente economica scevra quindi considerazioni di carattere geopolitico.La situazione attuale vede tre attori:Europa,America,Russia e Greci,tra questi Europa e Russia condividono,vista la vicinanza,l’esigenza di scambi commerciali scambi che causa l’imposizione delle sanzioni da parte Americana vengono minati,questo causa un mancato guadagno di 100 miliardi di euro da parte euoropea e 140 miliardi di dollari da parte russa (fonte Repubblica).Si può dire quindi che una soluzione al regime di sanzioni imposto valga più di 200 miliardi di euro.La soluzione a questo problema non può di certo venire dal mondo dell’economia (e qui mi riferisco alla visione a questo punto limitata di Bagnai) bensì dalla geopolitica la quale può suggerire una soluzione di questo tipo:la Russia aiuta la Grecia in modo da sostenergli il debito pubblico,la Grecia rimane all’interno dell’eurozona,in cambio per l’aiuto datogli garantisce di porre il veto sulle sanzioni.Come si vede questa è una situazione dove guadagnano tutti meno che l’America,dove l’intrasigenza tedesca non viene meno di fronte all’opinione pubblica perchè a ben vedere a mettere il veto sarà una ‘discola’ Grecia a cui si continuerà a voler imporre l’austerity,e dietro a questo specchio i veti posti dalla Grecia,lasciando gli Americani totalmente inermi di fronte a quella che è una decisione democratica presa da un piccolo popolo in lotta per la propria libertà.Ora non dico che avverrà di certo quanto detto,esiste però la possibilità vedremo se si avvera o meno,di certo Tsipras  c’ha provato,il coraggio c’è l’ha e se non deriva da disperazione deriva da consapevolezza di poter raggiungere il risultato,o una o l’altra,non si scappa.

  • permaflex

    Ci sono un paio di refusi, 4 attori invece di 3,in paio di preposizioni quà e là,scusatei,spero che il senso sia comunque intellegibile.

  • luis

    perfettamente d’accordo con Bagnai: EURO = AUSTERITY
    non c’è santo.
    non è possibile rimanere nell’euro ed evitare l’austerity, anche nel caso in cui tagliassero il 100% del debito greco !
    Anche se la grecia non avesse più un cent di debito, il giorno dopo averglielo azzerato, ne creaerebbe dell’altro, anche perché non esporta nulla e il suo turismo non è sufficiente a coprire le sue spese e dunque riceverebbe altri prestiti e avanti con lo stesso film.
    Solo che nel frattempo gli strozzini attaccherebbero prima l’italia e il portogallo e la spagna, i quali potrebbero richiedere il taglio anche del loro debito.
    Ma allora, perché non ammettere il fallimento dell’aver creato delle istituzioni finanziarie con una moneta unica (marco svalutato) e non una federazione di stati come doveva essere.
    Prima si fa l’unione fiscale, politica, con le stesse leggi, le stesse politiche fiscali e le stesse prerogative e solo dopo si adotta un’unica moneta !
    Mundell si è guadagnato il premio nobel per aver parlato delle aree valutarie ottimali, aree di cambi fissi, in cui si possono verificare delle variazioni asimmetriche. Per esempio si può verificare che in un paese venga ad aumentare la domanda di beni e in un altro paese si verifichi la diminuzione di domanda degli stessi beni. Se i cambi sono variabili allora il paese che esporta di più vedrà apprezzare la sua moneta e viceversa e in questo modo il  cambio bilancia i surplus economici. Se i tassi di cambio sono fissi i surplus non sono bilanciati e si accumulano per i paesi esportatori e vengono a impoverirsi sempre più i paesi importatori, che non potendo svalutare la propria moneta (perché usano la moneta di una banca), devono svalutare internamente mediante abbassamento dei salari e smantellamento del welfare.
    PER QUESTO EURO = AUSTERITY per l’italia, la spagna, la grecia, il portogallo, sono i paesi che sono in minus, mentre EURO = RICCHEZZA per i paesi che hanno avuto un surplus. Questo surplus poi lo usano per imprestare denari ai paesi cosiddetti piigs dietro pagamento di esosi interessi. Da cui deriva una ricchezza ancora maggiore per loro e una povertà ancora maggiore per noi.
    Tutto qui, mi sembra semplice eppure molti non riescono a capirlo (gli europeisti convinti che senza europa unita non si possa stare)
    L’unione doveva essere fatta in un altro modo, ma diversamente la volontà di egomonia delle lobbies tedesche (magnati delle banche e grandi industriali) non avrebbe prevalso.
    Sono anche persone stupide queste ultime, visto che si sono lasciati bidonare dai banchieri americani, che hanno loro rifilato montagne di derivati. E quando si sono accorti che questi derivati erano scatole vuote, hanno iniziato a fare la voce grossa con i paesi a cui hanno prestato denaro come strozzini.
    bell’europa. Deve sfasciarsi, altro che stare insieme per i comodi degli amerikani !

  • alvise

    Mi sfugge qualcosa, non lo dico con ironia, magari qualcuno mi darà una risposta esaustiva. Ovviamente se qualche dato è errato, prego mi si corregga.I Greci sono circa 11 milioni, i minori, quelli che le tasse le pagano le famiglie, sono circa tre milioni, quindi rimangono 8 milioni scarsi quelli che pagheranno i debiti degli "aiuti" UE. Ha 300 miliardi di debiti, in più dovrebbe aggiungerne altri da sommare ai precedenti. Quello che mi sfugge è: pur con tutta la buona volontà di Tsipras, 8 milioni scarsi di contribuenti, come fanno a pagare 400 miliardi o forse più, di debito totale? A meno che la Grecia non venga svenduta, non capisco come potrà essere esigbile.

  • Vocenellanotte

    Ogni cittadino greco abile e arruolabile dovrà produrre 400.000 euro di ricchezza in più a quella che gli servirà per crepare

  • alvise

    Non in questi termini, ma era quello che pensavo, ridursi a larve per ripagare gli "aiuti".