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DA LEHMAN BROTHERS ALL'ISIS, PASSANDO PER L'EUROCRISI

IL MONDO SPIEGATO IN DUE CARTE

DI FEDERICO DEZZANI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Qualcuno ricorda forse ancora l’epoca antecedente al collasso di Lehman Brothers: l’impero americano al suo apogeo stazionava in Iraq e Al Qaida piazzava qualche bomba in giro per il mondo, ma nel complesso l’economia mondiale cresceva stabilmente ovunque, i conflitti erano circoscritti a poche zone, si poteva essere sud-europei senza essere “porci” e le vacanze in Egitto erano roba da famiglie con bambini.

Cosa è successo da allora? Perché l’entropia è schizzata alla stelle?

Il mondo, da quando Lehman Brothers è fallita nel settembre del 2008, sembra essere impazzito e scivolato in una tale spirale di caos e violenza da dover tornare indietro di decenni per trovarne un precedente. Da allora abbiamo assistito a: crisi dell’euro, spread btp/bund a 500, governi non eletti guidati da ex-Goldman Sachs e affiliati di Bilderberg, primavere arabe, intervento NATO in Libia con annessa uccisione di Gheddafi, colpi di stato consecutivi in Egitto, guerra siriana, Gezi Park in Turchia, tentato intervento NATO contro Damasco, nascita e proliferazione dell’ISIS, stragi di Boko Haram in Nigeria, golpe di estrema-destra in Ucraina con conseguente annessione russa della Crimea, trattati segreti per il TTIP, guerriglia nel Donbass con annesso abbattimento aereo di linea, sanzioni a Mosca, firma della cooperazione economica sino-russa, tentata rivoluzione colorata a Hong Kong, attentato a Charlie Hebdo e molto altro ancora nei prossimi mesi.

È possibile ricondurre tutti questi eventi apparentemente scollegati ad un’unica narrazione? Quasi certamente sì. Ma se trattarli analiticamente richiederebbe la scrittura di un libro per la cui redazione non abbiamo il tempo e che in ogni caso non distribuiremmo gratis in rete, possiamo comunque offrire due carte geografiche che sintetizzano quanto sta avvenendo in Italia e nel suo estero vicino (Europa, Nord-Africa e Levante).

Sotto la crosta degli avvenimenti scorrono tre fiumi:

  • l’incapacità dell’economia americana di sostenere l’impero ed il conseguente sgretolamento della pax americana;
  • la mancata trasformazione dell’eurozona in unione fiscale, complice anche l’affievolirsi dell’influenza americana sul Vecchio Continente, che avrebbe consentito la nascita degli Stati Uniti d’Europa;
  • la vertiginosa crescita della Cina, divenuta già nel 2014 prima economia mondiale.

Le élite anglofone sono consce che per mantenere il primato mondiale che detengono dal 1945, il Vecchio Continente deve essere inglobato nella sfera americana, per formare una massa economica e demografica tale da competere con i giganti euroasiatici: per tale fine era stato concepito l’euro, prodromo dell’unione fiscale e quindi politica dell’Europa nella cornice UE-NATO.

Il tempo inoltre stringeva perché, nel frattempo, sia l’Eurasia che l’Africa erano in forte crescita, ponendo le basi non solo per una futura competizione con Washington, ma rappresentando anche potenziali rivali nell’aggregazione con il Vecchio Continente: se l’Europa si saldasse all’asse Mosca-Pechino, oppure si formasse un triangolo Europa-Russia-Medioriente, gli Stati Uniti tornerebbero automaticamente al ruolo rivestito fino al 1914. Periferia del mondo.

mondo

Qualcosa però non procede come previsto nel processo di unificazione europea e la crisi dell’euro, largamente prevedibile come può esserlo quella di un qualsiasi regime a cambi fissi, non partorisce gli Stati Uniti d’Europa nell’arco di tempo 2009-2012. A questo punto le élite anglofone cominciano a sudare freddo e si attivano immediatamente per impedire che si apra il recinto, consentendo ai buoi di fuggire dall’Unione Europea. I padroni del vapore devono quindi:

  • bloccare le forze centrifughe dell’eurozona e immaginare un progetto di inglobamento alternativo dell’Europa: il TTIP
  • fare terra bruciata attorno al Vecchio Continente, impedendo qualsiasi processo di integrazione alternativo: sponda nord e sponda sud del Mediterraneo, Germania-Russia, Italia-Russia-Libia, etc. etc.

La primavera araba, le rivoluzioni colorate, il caos libico, il conflitto siriano, il terrorismo dell’Isis e la guerra in Ucraina sono quindi strumenti con cui le élite finanziarie anglofone puntellano l’eurozona in attesa di assimilare il Vecchio Continente nella “NATO economica”, il TTIP.

Se domani scoppierà una bomba dell’Isis a Roma, una rivoluzione ad Algeri o un ordigno nel municipio di Donetsk, avete una chiave di lettura per inquadrare l’avvenimento in un più ampio sistema.

Federico Dezzani

15.01.2015

libridezzani

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Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Mi piacerebbe sapere quali parametri ha utilizzato l’articolista per affermare che la Cina e’ dal 2014 la prima economia mondiale.

  • Valdez

    It’s Official (Finally): The US Is No Longer The World’s #1 Economy
    Submitted by Tyler Durden on 12/06/2014 12:32 -0400

    http://www.zerohedge.com/news/2014-12-06/its-official-finally-us-no-longer-worlds-1-economy

    It seems rather appropriate that just seven days after the US government hit a whopping $18 trillion in debt, mainstream financial media has picked up the IMF’s recent World Economic Outlook report, which puts the US economy as #2 in the world.

  • borat

    Molto bene, e allora?

  • Georgejefferson

    Non vuol dire nulla, la cina ha 1,3 miliardi di abitanti circa

  • albsorio

    Qualcuno (1%) è vissuto oltre le sue possibilità.

    Spesso si parla della fine dello sviluppo legato alla reale quantità  delle risorse ma anche le bolle speculative dovrebbero avere una fine…
  • Aironeblu

    I dati ufficiali pubblicati a settembre di Banca Mondiale e FMI

  • Aironeblu

    Ottima inquadratura della situazione. 

    Continuo però a non raccapacitarmi del livello di inefficienza di una economia fallimentare come quella USA che, per quanto riesca a consumare e sprecare metà delle risorse mondiali depredate da 60 anni di guerre, sabotaggi, corruzione e colpi di stato, sia largamente quella più indebitata e parassitaria di tutte le economie nel corso dei secoli.
    Questi anglosassoni restano dei barbari anche come impero.
  • Aironeblu

    E allora sveglia.

  • Gil_Grissom

    Si ma piu’ specificatamente che parametri,il PIL, il PIL pro capite, il tasso di crescita, il rapporto Pil debito, bisognerebbe essere un attimino piu’ specifici.

  • Gil_Grissom

    Dunque il signore ha considerato solo il debito, senza contare pero’ che il Pil DI UNA NAZIONE DI 320 milioni di persone e’ di gran lunga piu’ alto di quello di una nazione con un miliardo e mezzo di persone, per cui se facciamo il reddito pro capite, il vero parametro utilizzato dagli economisti per stimare la ricchezza del paese, gli States stracciano la Cina con distanza siderale.

  • adriano_53

    "trattarli analiticamente richiederebbe la
    scrittura di un libro per la cui redazione non abbiamo il tempo e che in
    ogni caso non distribuiremmo gratis in rete": ce ne faremo una ragione.

  • sickboy

    Il parametro per misurare la grandezza di un economia è il PIL (non il PIL pro capite che misura invece il benessere di una nazione – che poi in realtà nessuna di queste misure è precisa ma semplificando è così).

    Se infatti immaginiamo una nazione composta da un solo individuo che, con la sua azienda, fattura 10 milioni di dollari avremo una nazione con un PIL pro capite di…10 milioni di dollari. E no, questo non rende quell’individuo l’economia più ricca della terra.
    Un’economia nazionale è invece misurata con il PIL in termini assoluti in quanto da tale grandezza dipende, banalmente, la sua capacità di incidere nel mondo. Ne fanno proprio una questione brutale di dimensioni (che comunque non sono tutto, chiaro).
    Qui la lista delle country ordinate per GDP. China seconda con circa la metà del PIL degli USA. End od the story.
  • sickboy
  • makkia

    Ehm, quindi la nazione più ricca del mondo è il Lussemburgo, seguita da Norvegia, Qatar, Svizzera… con USA solo al 9° posto e Germania al 18°.
    Come mai nessuna delle prime 8 fa parte del G8 e neanche del G20?

    Per quanto deviante sia il PIL, è proprio quello il parametro "utilizzato dagli economisti" per fare la "classifica" delle economie.

  • makkia

    Che le dimensioni non siano tutto è la pietosa bugia che le ragazze ci raccontano per il bene del nostro ego 😀

    Comunque wiki dà il dato del 2013 e la Cina non era la metà, ma quasi il 60% degli USA ed era ancora a crescita "due cifre" contro la flessione USA. Sul "sorpasso" se ne parla da tutto il 3° quarto del 2014. Quelli dell’articolo non è chiaro se sono preliminari o "projections", ma dati "stabilizzati" non ce ne sono ancora (per noi comuni mortali, almeno).
    End of Story ancora da scrivere 😉

  • makkia

    Sta solo dicendo di non fidarsi troppo dei dati "regalati" tramite Google e che le analisi economiche sono "un pelino" più complesse (e dunque costose).
    Il commentare "ce ne faremo una ragione" equivale a dire "chissenefrega di capire meglio". Non ci fai ‘sta gran figura, sai?

  • ilsanto

    Il PPA  cioè la capacità di spesa non in base al cambio ma al potere di acquisto , ovviamente dell’intera nazione , diverso sarebbe per abitante visto che gli USA hanno solo 300 milioni di abitanti mentre la Cina 1300.

    Comunque ufficialmente la Cina è da un pò la prima potenza economica del mondo, inoltre visto che il reddito x abitante è ancora basso ha larghi margini di crescita mentre gli USA no, infatti verosimilmente il trend dello sviluppo cinese è del 7% mentre degli USA diciamo del 2-3%.
    Per il rapporto PIL/debito la Cina è al 16% gli USA al 75% ( ufficiale ma reale di più ),
    non va per altro dimenticato l’enorme debito delle famiglie USA mentre in Cina non c’è.
  • ilsanto

    Non capisco il ragionamento, se la Cina ha un PPA maggiore degli USA la cosa finisce li, la Cina è prima gli USA sono dopo.

    Il PPA/ abitanti indica la ricchezza dei singoli ma anche se è pur vero che ogni singolo americano è mediamente piu ricco del cinese medio nel complesso la Cina è prima .
    Chiaro che se intendi chi sta meglio se un americano o un cinese hai ragione ma se si parla del peso delle economie nel mondo allora la Cina è prima degli USA solo che poi le spese militari USA sono stratosferiche ed allora il discorso potrebbe essere che nonostante la piu o meno parità economica i guerrafondai USA detengono ancora un bel vantaggio. Insomma dipende da come vuoi interpretare i dati e gli equilibri internazionali.
  • ilsanto

    Giustissimo ma mi domando perchè ca..o gli USA hanno fatto la globalizzazione se poi devono farsela sotto per la crescita di Cina, India, Russia, Brasile. e doversi sbattere per parare i colpi, non bastava NON FARE LA GLOBALIZZAZIONE ? o sono scemi.

  • Gil_Grissom

    Il Pil degli Usa e’ molto ma molto piu’ alto di quello cinese sia complessivamente che pro capite, dunque non si spiega come l’articolista possa dire che la Cina e’ la prima economia mondiale.

  • Gil_Grissom

    Anche se prendi il Pil complessivo, gli States sono ancora davanti alla Cina pur essendo poco piu’ di 318 milioni contro quasi un miliardo e mezzo di persone, controllare per credere.

  • Gil_Grissom

    Appunto la Cina e’ seconda sia che consideriamo il pil pro capite sia quello complessivo: ergo l’articolista ha mentito o e’ male informato.

  • Gil_Grissom

    Per ora non c’e’ stato alcun sorpasso per cui la notizia e’ falsa.

  • Gil_Grissom

    Se consideriamo il Pil sia complessivo che pro capite la Cina e’ e restera’ seconda, da questo punto di vista gli States sono out of range per le altre economie: certo se prendiamo in considerazione altri parametri le cose cambiano, ma sarebbe come dire fino ad oggi lo scudetto e’ stato assegnato alla squadra che ha piu’ punti alla fine del campionato, da domani lo assegniamo a chi invece ha subito meno gol…………..

  • BillyMartini

    Carine le cartine del mappamondo afrocentrico, col rosso, il giallo, il verde ….

    Per il resto quest’ articolo si puo semplicemente cestinare.