Home / ComeDonChisciotte / DA BERLUSCONI A GRILLO: STORIA DELLE PROMESSE

DA BERLUSCONI A GRILLO: STORIA DELLE PROMESSE

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Tanto rumore per la condanna di B. Minacce di guerra civile. Il Paese “spaccato”. Ma, al di là del rumore e del colore, che influenza ha avuto B. sul percorso reale del Paese? Nessuna: la sua azione non ha spostato di un grado l’Italia dalla sua rotta di deindustrializzazione, indebitamento, impoverimento, declassamento, assoggettamento a potenze e capitali stranieri. E l’azione dei suoi rivali? Idem!

Del resto, un paese pervaso storicamente da mentalità non liberali (socialismo, comunismo, fascismo, cattolicesimo), come poteva divenire liberale? Vediamo che, invece, la partecipazione politica tende a scadere in forme di irrazionalità più rozze, cioè dall’ideologismo al tribalismo incentrato su capi carismatici e affiliazioni identitarie. Un paese  storicamente assuefatto a che la legge sia usata dal potere secondo la sua convenienza, ed elusa quando possibile da chi non ha potere, come potrebbe cambiare per decreto? Un paese storicamente abituato a un potere che si compera il consenso col clientelismo nella spesa pubblica e nel pubblico impiego, come potrebbe divenire efficiente in qualche anno e per azione di forze interne ad esso? La storia, il passato, i costumi consolidati, le formae mentis tradizionali, sono tutte cose molto reali e molto solide.

Ma anche le altre forze politiche e le altre ideologie hanno avuto influenza nulla sulla rotta del Paese descritta sopra.

La sinistra prometteva più sicurezza sociale, più lavoro, più equità nei redditi, più servizi pubblici, e abbiamo avuto esattamente il contrario.

Bossi prometteva l’indipendenza della Padania o perlomeno il federalismo, nonché controllo dell’immigrazione, e abbiamo avuto più centralismo, romano ed europeo, e più immigrazione selvaggia.

Il prof. Monti prometteva il salvataggio dell’economia mediante le sue grandi capacità tecniche: si è rivelato un tecnico dell’autoaffondamento, precipitando il Paese nell’avvitamento fiscale e nel pessimismo più distruttivo.

Letta, con la sua enorme maggioranza parlamentare, doveva fare grandi cose a tambur battente, sempre per salvare il Paese, e semplicemente rinvia le decisioni e sta ad aspettare mentre il Paese brucia.

L’europeismo e l’Euro promettevano solidarietà, stabilità, risanamento, crescita, convergenza economica e unificazione politica, e hanno dato il contrario: avvitamento recessivo, sovraindebitamento, miseria, sopraffazione tedesca, divergenza delle economie, contrapposizione di interessi.

Mercatismo, globalizzazione, liberalizzazione e privatizzazione promettevano sviluppo economico, equità, razionale distribuzione delle risorse e dei redditi, stabilità, e abbiamo avuto il contrario: instabilità, crisi strutturale, depressione, concentrazione dei redditi e dei poteri in mano a pochi monopolisti, disoccupazione, dilagare della povertà in tutto il mondo.

Il partito dei magistrati prometteva di debellare la corruzione e la mafia, e ora abbiamo più corruzione più mafia; la cessione dei gioielli nazionali e dei poteri politici al capitale finanziario straniero è stata nascosta col polverone mediatico-emozionale di Mani Pulite (“Di Pietro facci sognare”), e l’eliminazione col mezzo giudiziario dei partiti popolari diversi dal PCI e dai suoi succedanei metamorfici è servita non a fare pulizia, ma a togliere di mezzo le forze politiche radicate nella gente e che potevano opporsi alle logiche della finanza predatrice.

A quest’ultima neppure B. si è veramente opposto, perché ha votato tutti i provvedimenti normativi da essa voluti, limitandosi a cercare di inserirsi qua e là più per conquistare un ruolo personale che per cambiare un tracciato non negoziabile. La sua maggiore influenza è stata proprio quella di aiutare a nascondere quelle logiche e quelle strategie all’opinione pubblica, mentre venivano portate avanti, mentre veniva creato un sistema monetario europeo volutamente sbagliato e che avrebbe prodotto ciò che ora stiamo subendo. A nasconderle dietro una rappresentazione teatrale in cui la gente, compreso il ceto imprenditoriale, veniva coinvolta nella finzione che la realtà, che ciò che contava, fosse la lotta di B. liberale contro il comunismo e i magistrati comunisti, ovvero della democrazia e della legalità contro B. caimano e delinquente professionale.

 Potevano andare diversamente, le cose, in Italia? Poteva una qualche forza nazionale cambiare il corso della storia di questo Paese? Potevano riformarlo, risanarlo, rilanciarlo, ammodernarlo, queste forze politiche e giudiziarie? No, non ne avevano la possibilità, perché il potere effettivo su questo Paese, gli strumenti di politica macroeconomica dello Stato, erano stati ceduti precedentemente, cioè nel 1981-83 con la sapiente riforma monetaria Draghi-Andreatta (privatizzazione della gestione della Banca d’Italia, rifinanziamento del debito pubblico affidato ai mercati speculativi, conseguente raddoppio del debito sul pil in pochi anni, destabilizzazione finanziaria); e poi, irreversibilmente, con gli accordi sul panfilo Britannia nel 1992, Maastricht, l’Euro. Da allora, il timone dell’Italia non è più in Italia, il comandante vero sta all’estero, e dall’estero ultimamente decide anche i governi italiani. Ogni promessa di cambiare il Paese, fatta da partiti nazionali, è pura millanteria, regolarmente smentita dai fatti. L’alternanza al potere sposta al più, da una parta all’altra, le opportunità di affari con lo Stato e il carico fiscale. Cioè ha influenza solo sulla spartizione. Ai fini propriamente politici, votare è ininfluente.

Adesso tocca a Grillo e alle sue, di promesse. Grillo le canta sull’ultima spiaggia, oramai al tramonto di questo Paese, ormai privato dei caratteri della statehood (Eigenstaatlichkeit), e ridotto a un governatorato. Cambiare l’Italia, semplicemente non glielo permetteranno, i fratelli maggiori europei. Per farlo, dovrebbe rompere e scontrarsi con una struttura internazionale da cui l’Italia è in dipendente per materie prime ed esportazioni. Senza contare che l’Italia è un paese occupato militarmente dagli USA con decine di loro basi militari sul territorio.

Ecco, gli USA, solo gli USA, con l’appoggio intra-europeo di Londra, potrebbero mettere Grillo in condizioni di farlo, ammesso che riesca ad adunare adeguate forze popolari, magari alleandosi ad altri movimenti antisistema.

OK, allora domani (?) si cambia il Paese. Ma qual è il modello? Come farlo funzionare? Questo non lo sanno nemmeno a Washington, temo.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/08/04/da-berlusconi-a-grillo-storia-delle-promesse/
4.’8.2013

Pubblicato da Davide

  • Allarmerosso

    “solo gli USA, con l’appoggio intra-europeo di Londra, potrebbero mettere Grillo in condizioni di farlo, ammesso che riesca ad adunare adeguate forze popolari, magari alleandosi ad altri movimenti antisistema.”

    Grillo , Usa ,Antisistema ?? Londra ? e??? è un battuta vero ?

  • alvise

    Cambiano i cuochi e alcuni ingredienti, ma il piatto è sempre quello.Caro Marco, avrei preferito un consiglio: “la situazione è drastica, ci vuole una plastica”.Beh almeno una cosa l’avremmo da fare.Come fa quella frase in latino?Morte tua vita mea?Ci rimane quello?

  • Nauseato

    Capisco bene lo sconcerto e la conseguente domanda sarcastico-retorica nel chiedersi se certe frasi siano una battuta

    Ma che dietro (davanti?) la “politica” e le vicende italiane ci siano da sempre precisi interessi stranieri e americani in particolare sarebbe difficile negarlo. Negli anni settanta gli USA erano **terrorizzati** all’idea che un paese NATO potesse avere un governo comunista che avrebbe avuto pieno accesso a qualsiasi documento e struttura dell’alleanza atlantica… basta ascoltarsi in merito le allora dichiarazioni di Kissinger. Nulla mi leva dalla testa che abbiano avuto le mani pesantemente in pasta in TUTTE le vicende nostrane orientandole a loro assoluto piacimento e lasciandole poi a se stesse secondo il loro prevedibile/imprevedibile corso… Come del resto le loro manacce le hanno avute in pasta in tutte le tragiche dittature militari centro e sud americane.

    Oggi che il comunismo non esiste più e gli assetti mondiali sono mutati, l’italia ha sicuramente perso un po’ di interesse e appeal, ma lo conserva appieno essendo la più grande base aero-navale mediterranea per futuri conflitti mediorentali se non asiatici…
    E quindi dopo questa mia pappardella? E quindi pur trovando difficile assecondare certe frettolose e fantasiose “conclusioni”,.. a suo modo un suo senso recondito e contorto, quel discorso lo avrebbe.

  • robotcoppola

    Per quanto la pseudo sinistra italica sia responsabile di gran parte dei danni sull’economia nazionale, nonché della riduzione di diritti umani, berlusconi e i suoi fans hanno contribuito in modo rilevante in questo processo.

    Quindi, affermazioni come quelle riportate nell’articolo sono RIDICOLE e FANTASIOSE!

    berlusconi, con le sue politiche, ha prodotto la grande bolla edilizia che ha fatto gonfiare i prezzi degli immobili in misura abnorme.

    Questo processo ha attenuato temporaneamente gli effetti della deindustrializzazione/delocalizzazione richiesta dalla GLOBALIZZAZIONE, appoggiata dai sinistri, spostando gli effetti DEVASTANTI nel futuro, oggi il nostro presente.

    Nei primi anni ’90 fino al 2008 il settore edilizio era sostenuto in gran parte dai risparmi delle famiglie italiane (DOMANDA) che andavano a ridursi sempre più col passare del tempo fino a non poterne più sostenere il peso. La disoccupazione, precarizzazione, bassi stipendi,tutti VOLUTI e RICERCATI dalle politiche berlusconiane, oltre che dei soliti sinistri, ha ulteriormente distrutto la DOMANDA.

    L’edilizia a livello globale è la base della speculazione finanziaria (derivati …), ecco perché si accompagna anche il tracollo bancario (processo in corso in gran parte del mondo …).

    Pertanto berlusconi e i suoi fans fanno parte della MALATTIA MORTALE che sta stritolando il paese. La soluzione passa per una presa di coscienza del popolo italiano su quanto sopra. Il resto vien da sè …

  • nigel

    Al riguardo c’è da dire una cosa: tutti coloro che hanno cercato di dare un minimo di dignità internazionale a questo povero Paese hanno fatto una brutta fine. Quando Berlusconi ha portato avanti la stipula di accordi commerciali con la Libia di Gheddafi, i “fratelli e cugini” europei hanno imnprovvisamente scoperto che il governo del dittatore doveva essere abbattuto. Con Putin il boccone era un pò troppo grosso, correvano il rischio di strozzarsi

  • Zret

    Un pessimo articolo: errato nelle premesse e mostruoso nelle conclusioni.

  • lucamartinelli

    Sante parole…..quoto al mille…..eppure il popolo bue non ha ancora capito le tue parole.

  • ottavino

    Marco della Luna in fondo è bravo. Fa le sue oneste analisi. Ma guardare sempre il macro non rende l’idea. Per capire basta andare in questi giorni al mare, in un centro commerciale, a spasso per i centri storici. Quello che non verrà mai fuori da una analisi macro è la descrizione dell’individuo che popola questa nazione. E’ un poveretto, l’italiano è un poveretto, un essere senza testa. Ma come si fa a pretendere che questo individuo capisca qualcosa? E’ lì la radice del disastro, non nel macro. L’italiano è un essere troppo incapace, troppo misero….

  • giorgiogio48

    Scrivi solo panzane alle ricerca di un terza via che non esiste, secondo quanto dici tu stesso.

  • 4gatti

    Siamo una societá in batteria. Un tempo i modelli calati dall’alto erano decisamente migliori della media sociale. Basta guardare qualche film o spettacolo degli anni 50-60 per riconoscere che si utilizzavano termini linguistici superiori rispetto alla scolarizzazione del periodo. La chiara dimostrazione che la societá intendeva migliorarsi, riscattarsi dal proprio stato inseguendo, a torto, il modello di riferimento che, scusate la ripetizione, dall’alto veniva calato. Avere per Essere, Possedere per Raggiungere sono stati i motori esistenziali delle ultime 3-4 generazioni ed oggi che il circo ha deciso di invertire il percorso la stragrande maggioranza delle persone é disorientata al pari di un religioso che constata la vacuitá dell’istituzione religiosa da cui proveniva. Shock of Society! A mio avviso, siamo ai primi passi di questo tumultuoso cambio di paradigma. Non mi é chiaro quale sará il modello futuro tuttavia il vecchio sta esalando gli ultimi respiri. Il punto é che La popolazione ha creduto di decidere nel suo insieme in questi ultimi 80 anni. Ecco Il grande inganno riuscito alla perfezione. Così, indifesi e spaesati, la societá civile si lascerá sempre di piú irretire come quei branchi di tonni che finiscono in una scatola sugli scaffali dei supermercati.

  • Earth

    Poter passare da un cuoco che ti avvelena a un cuoco che prepara pietanze decenti ti sembra una sconfitta?

  • Earth

    Sempre se il bue non da del cornuto al bue

  • alvise

    Forse ho interpretato male i commenti tuttavia la precisazione la faccio egualmente.Tutto il mio post era riferito a Della Luna, che comunque apprezzo, non mi riferivo agli atti e attori citati da Marco.

  • Viator

    La crisi del capitalismo di rapina, fortunatamente, è globale. Non ha senso ridurla a una vicenda italiana. Gli USA ne sono il fulcro anche se grazie al ruolo sistemico del loro esercito e della loro moneta riescono meglio degli altri a scaricarne le conseguenze verso l’esterno. E’ un carrozzone impazzito lanciato verso il baratro, sul quale nessuno ha il coraggio di aprire lo sportello e lanciarsi nel vuoto scambiando la catastrofe certa di domani per la catastrofe molto probabile di oggi.