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CROLLO DEL DOLLARO ANTICIPA LA FINE DELL’IMPERO USA ?

FONTE: HESCATON.COM

Iniziamo questo articolo con un grafico e con una figura di analisi tecnica.

Premetto che non sono un esperto di questa disciplina, però sicuramente possiamo notare nel grafico Eur/Usd l’esistenza di una determinata tipologia di figura dell’analisi tecnica che teoricamente suggerisce un determinato andamento futuro del titolo preso in esame. Nel seguente grafico si mostra come nel cross Eur/Usd sia presente la figura del triangolo. A prima vista potrebbe sembrare un triangolo ribassista, ma a nostro avviso è un triangolo simmetrico (anche se imperfetto), figura tecnica caratterizzata da minimi crescenti e massimi decrescenti. Minimi e massimi tendono verso la punta del triangolo a comprimersi e questo, sempre secondo l’analisi tecnica, dovrebbe portare ad una drastica inversione di tendenza rialzista, nel caso venga superato il lato superiore del triangolo. Come si evince dal grafico, attualmente il cross Eur/Usd si trova proprio in corrispondenza di questa resistenza. Se venisse sforato con decisione, quindi verso 1,37-1,40, sempre secondo l’analisi tecnica, il rialzo potrebbe continuare fino a coprire l’intera ampiezza del triangolo quindi arrivare fino a 1,8 o addirittura fino alla resistenza psicologica di 2 e anche oltrepassarla.
Ecco il grafico in questione:

(Ovviamente il grafico è solo dimostrativo, quindi il rialzo probabilmente non sarà così drastico e deciso come disegnato sopra a titolo d’esempio).
Non tutti credono all’analisi tecnica e nessuno qui osa arrogarsi la presunzione di prevedere il futuro, ma la possibilità sopra descritta non è impossibile. In questi giorni, il presidente della Federal Reserve, Bernanke, ha colto tutti di sorpresa annunciando che il Quantitative Easing, (l’iniezione di 85 miliardi di dollari al mese di liquidità) non solo non è stato ridotto seriamente, ma continuerà in egual misura. Le borse hanno colto inizialmente questa decisione con euforia, ma già dopo due giorni hanno iniziato a virare in negativo. Quindi qual è il nocciolo della questione? Che se la costante iniezione di liquidità decisa in questi anni dalla FED non sta provocando gli effetti desiderati (cioè una robusta ripresa economica) ed inoltre si è diventati dipendenti da essa perché in caso di rallentamento della stessa si rischierebbe un ribasso di Wall Street e un brusco rialzo dei tassi di interesse che non può essere sostenuto dal gigantesco debito pubblico americano, lo stesso sistema finanziario che finora ha beneficiato in enorme misura di questa iniziativa, potrebbe iniziare a perdere fiducia nella FED e di conseguenza perdere fiducia negli Stati Uniti, in Wall Street e nel debito statunitense.

Quindi ipotizziamo che con il rinvio del tapering (cioè il rallentamento degli stimoli monetari sopra descritti) inizi il rialzo dell’Euro come sta succedendo in queste ore, se inizierà a perdere Wall Street e se inizieranno a sorgere problemi con il tetto del debito USA, il rialzo potrebbe puntare in breve tempo anche a 1,5 (magari nel frattempo frenato temporaneamente da un esito negativo delle elezioni tedesche) e se nel 2014 magari con la nomina di una colomba favorevole al QE venisse ancora rinviato il tapering, il dollaro potrebbe scivolare ulteriormente e se, magari a causa di tagli per frenare il debito pubblico, gli States entrano in una leggera recessione, si avrebbe il pieno fallimento della politica monetaria statunitense e quindi potrebbe innescarsi una colossale fuga, da parte anche delle potenze straniere e degli investitori, dal debito USA, dalla sua borsa e dal dollaro.
Se invece iniziasse in ritardo il tapering, magari a inizio o a metà 2014, potrebbe esserci comunque una sorpresa, perché anche se in teoria un rallentamento degli stimoli monetari dovrebbe far riprendere quota al dollaro, se le condizioni dell’economia reale americana saranno deludenti ci potrebbe essere la combinazione di alti tassi di interesse sul debito e di moneta che si svaluta lo stesso, un po’ come è successo all’India nelle settimane scorse, altra economia dipendente dagli stimoli monetari USA, che in un certo senso potrebbe anticipare ciò che poi avverrà negli USA stessi.
Quindi non è fantasia pensare ad un Eur/Usd verso 1,8-2 perché ci sono le condizioni per innescare e potenziare un serie di problematiche già presenti e troppo spesso rinviate. Ricordiamo che la potenza del dollaro e degli Stati Uniti esiste grazie alla fiducia che il mondo e il mercato ripone in essi. Se il mercato comprenderà il clamoroso fallimento della politica monetaria della FED, perderà totalmente la fiducia nella sua valuta fino ad ora considerata la valuta principale del nostro pianeta. E come detto da Francesco Carbone e riportato da noi nell’articolo, Il crollo della valuta anticipa la rivolta, “Quando la moneta muore, il sangue scorre per le strade”. Negli Stati Uniti il sangue scorre nelle strade anche normalmente, figuriamoci quanto purtroppo ne scorrerebbe se ci sarà un collasso economico reale. In seguito vi proporremo anche un articolo per illustrarvi come esistano all’interno degli USA le condizioni per un’esplosione sociale senza precedenti nella Storia.

I grafici sono presi dal sito http://fxtop.com/ che ringraziamo.

Fonte: www.hescaton.com
Link: http://www.hescaton.com/wordpress/crollo-del-dollaro-anticipa-la-fine-dellimpero-usa/
20.09.2013

Pubblicato da Davide

  • cris79

    “il pieno fallimento della politica monetaria statunitense e quindi potrebbe innescarsi una colossale fuga, da parte anche delle potenze straniere e degli investitori, dal debito USA, dalla sua borsa e dal dollaro.”

    Le riserve delle Banche Centrali di USD è di circa il 63% quindi di quale colossale fuga si stà parlando?

    “Ricordiamo che la potenza del dollaro e degli Stati Uniti esiste grazie alla fiducia che il mondo e il mercato ripone in essi.

    Altra ca@@@ta! Il dollaro è la valuta di riserva mondiale.

    da Wikipedia:
    Gli accordi di Bretton Woods imposero che qualsiasi Paese accettase il cambio della propria moneta con i dollari, e che il dollaro fosse l’unica moneta obbligatoria delle transazioni internazionali, bilaterali o multilaterali (es. una Borsa Valori), commerciali (acquisto di materie prime e/o prodotti finiti) e finanziarie.

    poi ancora..

    da: http://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-monetario/

    … nel 1971 con la dichiarazione di inconvertibilità del dollaro decisa unilateralmente dal presidente americano R. Nixon. A esso ha fatto seguito il passaggio a un regime di cambi fluttuanti caratterizzato dalla fine del ruolo monetario dell’oro e dalla coesistenza di una pluralità di valute convertibili. Il dollaro mantiene ancora un ruolo di valuta di regolamento dei pagamenti internazionali

  • Jor-el

    “Premetto che non sono un esperto di questa disciplina, però…”

  • Ercole

    Analisi impeccabile condivido in toto , tutto questo ci deve spingere a combattere ogni forma di imperialismo alla condizione che il proletariato internazionale individui il vero nemico e si formi un partito internazionale è internazionalista ,condizione necessaria per liberarci dalle catene e dal giogo del capitale.

  • Georgejefferson

    Iniziano sempre cosi questi articoli,concludendo sempre a intendere euro bello perche non dollaro che cattivo a prescindere quindi piu europa contro cina moneta forte bello ci protegge (protegge i creditori sempre bravi per definizione)

  • lucamartinelli

    sei sicuro? Lentamente il dollaro yankee viene sostituito da altre monete. l’Iran prezza il greggio anche in euro, Cina e India si scambiano merci con valuta locale. In Sudamerica è nato il Sucre. etc etc Essendo il dollaro carta straccia investitori e commercianti sanno che è meglio essere pagati con altra valuta. E’ solo questione di tempo.

  • AlbertoConti

    Ritengo il titolo corretto, nonostante l’analisi sulla quale è meglio stendere un velo pietoso. Da tempo resta solo il pentagono a sorreggere il dollaro, per questo è solo una questione di tempo, il tempo per i BRICS di colmare il gap militare. Un tempo che può accelerare se verranno messe in discussione le attuali alleanze “difensive”, tipo NATO per intenderci. L’economia USA è una locomotiva di carta, in tutti i sensi. Finito il bluff della carta, finito tutto.

  • Georgejefferson

    A che percentuali ti riferisci?Fonti,link?Parlano mettendo dati?Poi non confonderai prezzatura in valuta con valuta di riserva spero,che son due cose ben diverse.

  • pasquale50

    Ma quale crollo del $, ma con tutta la cartastraccia che hanno stampato..allora quanto valgono le altre monete..meno di Zero

    La ricchezza non si compra più in dollari ma in azioni militari , petrolio, oro , terre rare..etc.
    Cadrà prima l’euro per una moneta unica mondiale..già me la vedo l’Hera.. e poi solo più Bitcoins

  • roberto4321

    sarà, io intanto mi preparo a spostare i miei investimenti sul dollaro qualora dovesse rompere gli 1,40 sull’Euro. Sono 10 anni che i fenomeni di turno preconizzano il dollaro a 2 sull’euro, l’ultima volta fu a fine 2008, poi sappiamo come finì con il dollaro che ri rimbalzò in pochi giorni a 1,25 scaricando tutti i suoi problemi su di noi PIGS che invece ci crogiolavamo di essere protetti da una valuta “forte”. Anche perchè se è vero che l’Italia con l’Euro sopra 1,19 non esporta più una cippa, a 1,35 è destinata semplicemente al fallimento, meglio che Saccomanni lasci se non vuole prendersene la colpa dopo che ha fatto l’errore di vedere (lui come il suo compare Monti) la fine della crisi avvicinarsi e lucine non ben specificate in fondo al tunnel. Se fosse vero non si capisce perchè debba aumentare l’Iva, aspetti la ripresa e il conseguente aumento del gettito… o no?