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CRISI UCRAINA: LA CHIAVE STA IN GERMANIA

Di PEPE ESCOBAR

rt.com

Si è cominciato a capire l’indirizzo che aveva preso il summit di Minsk solo martedì scorso quando il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha parlato alla TV PUBBLICA “ARD TV” dopo la sua breve visita a Kiev del sabato precedente.

La Merkel ha sottolineato, “deve essere trovata una soluzione alla crisi Ucraina che non faccia male alla Russia.” ed ha aggiunto che “Ci deve essere un dialogo. Ci può essere solo una soluzione politica. Non ci sarà una soluzione militare a questo conflitto.”

La Merkel ha parlato di un “decentramento” dell’ Ucraina, di un accordo definitivo sui prezzi del gas, del commercio Ucraina-Russia, e ha anche accennato che l’Ucraina è libera di entrare nella Unione Eurasiatica promossa dalla Russia (l’UE non entrerebbe mai in un ” conflitto tanto enorme ” solo per questo). Sembra che abbia trovato una uscita dalla via delle Sanzioni per entrare in quella delle proposte concrete.

Lei non avrebbe potuto essere più esplicita: Noi [Germania] vogliamo avere buone relazioni commerciali con la Russia. Vogliamo relazioni ragionevoli con la Russia. Confidiamo l’un l’altro e ci sono tanti altri conflitti nel mondo in cui dobbiamo lavorare insieme, quindi spero che potremo fare progressi “.

La traduzione abbreviata di tutto questo è che non ci sarà un Nulandistan (dopo il F ** k the UE della neo-con Victoria Nuland), telecomandato da Washington, e interamente finanziato dalla UE. Nel mondo reale, quello che dice la Germania, l’Unione europea lo esegue.

In Geopolitica, questo significa anche che Washington dovrà fare un enorme passo indietro nel suo contenimento ossessivo e nell’accerchiamento della Russia, che procede in parallelo con il “pivot in Asia” (contenimento e accerchiamento della Cina).

E’ l’economia, stupido

L’economia dell’Ucraina – ora sottoposta ad un attacco disastroso del capitalismo – è … veramente una tragedia. E’ arivata ben oltre la recessione, ormai è in una profonda depressione, qualsiasi fondo in arrivo dal FMI servirà solo per pagare i conti in sospeso e per alimentare (sprecandolo) la scricchiolante macchina militare; Kiev sta combattendo sul campo una guerra non meno dannosa di quella che combatte il cuore dell’ industria Ucraina. Senza contare che le condizioni di ‘aggiustamento strutturale’ richieste dal FMI prevedono un dissanguamento per gli ucraini.

Imposte – e tagli di bilancio – non se ne possono fare più. La moneta, la grivna, è precipitata del 40% dall’inizio del 2014. Il sistema bancario è una barzelletta. L’idea che la UE pagherà le mostruose bollette (energetiche) dell’Ucraina è un mito. La Germania (che è il vero gestore della UE) vuole fare affari e subito.

La ragione è molto semplice. La Germania sta crescendo solo dell’1,5% nel 2014. Perché? E’ per effetto delle isteriche sanzioni imposte da Washington, che stanno danneggiando gli affari dei tedeschi. La Merkel ha finalmente capito il messaggio. O almeno sembra averlo capito.

La prima tappa verso un accordo duraturo riguarda l’energia. Questo venerdì, c’è (stato) un incontro chiave a Mosca tra funzionari russi ed europei (UE) proprio su temi energetici, poi, la prossima settimana, ci sarà un incontro tra funzionari UE, russi e ucraini. Il Commissario della UE per l’energia, Gunther Oettinger, che era a Minsk, vuole stipulare un accordo provvisorio per assicurarsi che i flussi di gas russo, il prossimo inverno, possano attraversare l’Ucraina e raggiungere l’Europa. Il Generale Inverno, ancora una volta, decide ogni guerra.

Qui, in sostanza, abbiamo la UE – non la Russia – che dice al presidente ucraino Petro Poroshenko di smetterla con questa sua “strategia” perdente di insistere su una lenta pulizia-etnica dell’Ucraina orientale.

Mosca ha sempre insistito sul fatto che la crisi dell’Ucraina è un problema politico e che ha bisogno di una soluzione politica. Mosca potrebbe accettare una soluzione di decentramento che tenga in considerazione gli interessi – e i diritti linguistici – della gente di Donetsk, Lugansk, Odessa, Kharkov e non incoraggia nessuna secessione.

Poroshenko, d’altra parte, è il tipico oligarca ucraino che balla in mezzo agli altri oligarchi. Ora che è in alto, non vuole rischiare di farsi ammazzare per strada. Ma potrebbe esserlo, se continuerà a fidarsi del sostegno dei neo-nazisti del Sektor destro e di Svoboda, perché con loro non si arriverà mai a nessuna soluzione politica.

L’Impero del Caos, manco a dirlo, non vuole una soluzione politica – Una Ucraina neutrale, economicamente legata sia alla UE che alla Russia e parte di una integrazione economico-commerciale con tutta l’Eurasia è un anatema.

E’ tutta una questione della NATO

In parallelo, ogni diplomatico UE che abbia una coscienza – non ci crederete ma ne esistono – sa che l’isteria-senza-fine fondata sul ‘rischio russo’ per l’Europa orientale è un mito spacciato da Washington, che serve solo a rafforzare la NATO. Il Segretario Generale Anders Fogh of War’ Rasmussen abbaia questo ritornello di continuo come un CD graffiato.

Non sembra essere un segreto per nessuno a Bruxelles che i grandi poteri europei semplicemente non vogliono che ci siano delle basi permanenti della NATO in Europa orientale. Francia, Italia e Spagna sono decisamente contrarie. La Germania è ancora seduta sul muretto, in attesa di capire bene come non inimicarsi né la Russia né gli USA. Inutile dire che il “rapporto speciale” anglo-americano è d’accordo per l’esistenza delle basi ed è appoggiato anche con una isteria scatenata da Polonia e Stati baltici – Estonia, Lettonia e Lituania.

Così Fogh of War – il cane da guerra – scivola sul prevedibile, quando parla di “rinforzi immediati”, di strutture di accoglienza”,di “pre-posizionamento dei rifornimenti, delle attrezzature, di preparazione delle infrastrutture, di basi e del quartier generale” e di “una presenza più visibile della NATO.” Questo dimostra graficamente, ancora una volta, che all’Impero del Caos non è mai importato un cavolo di questa maledetta Ucraina; è tutta una questione di espansione della NATO – questo sarà il punto chiave su cui si parlerà la prossima settimana al vertice del Galles.

L’impostazione neoliberale ormai data agli asset, una privatizzazione senza esclusione di colpi e un selvaggio saccheggio a titolo definitivo dell’ Ucraina, il tutto travestito da prestiti e ‘aiuti’, è ormai un processo inarrestabile. Eppure, aver preso il controllo dell’agricoltura e del potenziale energetico dell’Ucraina non sembra essere ancora sufficiente per l’Impero del Caos. Vuole indietro anche la Crimea (che in futuro dovrà essere la base NATO di Sebastopoli …). Vuole schierare un sistema di difesa missilistica in Polonia e nei paesi baltici e poi non gli dispiacerebbe anche che cambiasse il regime in Russia.

E poi c’è il volo MH17. Se – meglio prima che dopo – si dimostrerà che l’Impero del Caos ha ingannato l’Europa imponendo sanzioni controproducenti, basate su prove più che inconsistenti, l’opinione pubblica tedesca costringerà la Merkel ad agire di conseguenza.

La Germania si è mossa in segreto dietro il vertice di Minsk, vediamo ora se si muoverà in segreto anche dietro il prossimo vertice del Galles. Alla fine toccherà alla Germania impedire che la Guerra Fredda 2.0 divampi ogni giorno di più in tutta Europa.

Pepe Escobar è corrispondente per Asia Times di Hong Kong, analista per RT e TomDispatch, frequenta abitualmente siti web e programmi radiofonici degli USA e dell’Asia orientale.

Fonte: http://rt.com

Link: http://rt.com/op-edge/183328-minsk-wales-ghttp://rt.com/op-edge/183328-minsk-wales-germany-key/ermany-key/

28.08.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • roberto4321

    a me pare invece che accerchiata cominci ad essere è la Germania, oltre alla destabilizzazione dell’Ucraina penso alle rivelazioni del datagate e alla messa in sicurezza delle reti internet e telefoniche tedesche, alle pressioni sulla Bulgaria con contestuale attacco finanziario alle sue banche volto a non far transitare da lì il South Stream, penso al supporto offerto ai curdi iracheni volto probabilmente ad ammorbidire la Turchia che teme moltissimo l’irredentismo curdo. Probabile prossima area calda sarà la Bielorussia dove passano le rimanenti forniture russe di gas per la Germania. Penso anche al repentino cambio di regime in Italia e non riesco a non vedere il filoUSA Renzi in opposizione alla Merkel (lo so fa un po’ ridere ma rideranno meno i crucchi poi), la conferma l’avremo quando le ultime retrovie del dominio tedesco in Italia (Padoan e Cottarelli). Sarò complottista ma non posso avere il sospetto che la dimissione (forzata?) del papa tedesco e l’elezione di Bergoglio non fosse propedeutica allo stesso disegno. Se il piano tedesco era quello (solito) di sottomettere e spogliare l’Europa per poi guardare ad est allora è fallito prima del suo compimento e dobbiamo ringraziare gli USA per questo, l’esito di questa disputa non può che passare per una dissoluzione dell’Euro (moneta) e la Germania costretta a rivalutare la sua nuova valuta perdendo tutto il suo vantaggio competitivo, entro pochissimi mesi sapremo se la mia teoria è giusta.

  • amaryllide

    il South Stream è un problema esclusivo dei paesi mediterranei, la Germania anzi è solo contenta se questi rimangono senza gas, vistoche il suo NON passa dalla Bielorussia, ma dal North Stream, che ha risolto alla radice il problema di tutti gli stati guidati da fantocci filoyankee partendo dalla Russia e arrivando direttamente in Germania sotto il mar Baltico.
    Ma non c’è nessun fallimento del piano tedesco (e quindi nessun USA da ringraziare), per il semplice motivo che la Merkel sa benissimo di essere la guida di una colonia americana (vedi basi in Germania) e soprattutto che gli USA ci mettono 5 minuti a far scoppiare un’altra crisi sufficiente a far saltare per aria Deutsche Bank (la più esposta al mondo nei derivati), che il governo tedesco non riuscirebbe mai a salvare, e quindi con DB salterebbe per aria tutta l’economia tedesca per i prossimi 50 anni.
    E gli USA non sono contro la Germania, sono contro la UE, come dimostra il FUCK THE UE della Nuland intercettata che dimostra oltre ogni ragionevole dubbio qual è il vero bersaglio (a parte Putin) della destabilizzazione ucraina.
    Quanto a Escobar, tutto il suo discorso è minato alle fondamenta da questo semplice fatto: la Germania non potrà mai contare una virgola in più di quanto  vogliano gli USA, e quindi non potrà mai avere una politica estera autonoma. Escobar se ne faccia una ragione: quando l’occidente metterà piede militarmente in Ucraina, ci sarà l’esercito tedesco in prima linea.

  • Zret

    Continua il piano di distruzione degli stati nazionali, anche di quelli che parevano floridi ed invulnerabili, ma "poche cose sono durevoli e nulla è eterno" . (Seneca)

  • roberto4321

    il North stream copre solo il 15% del fabbisogno europeo quindi è insufficiente a coprire il mancato apporto degli altri gasdotti.
    Il South stream arriva in Austria e non vedo cosa centrino i paesi mediterranei come Spagna Francia.
    In un’altra crisi dei derivati chi ci perderebbe di più sarebbero proprio gli USA, quindi non vedo praticabile questa opzione.
    GLi USa sono contro questa UE a trazione tedesca, quindi considero probabile che a livello di Euro succeda qualcosa entro questo inverno.
    La Germania q auel punto potra’ scegliere se stare con gli USA o con la Russia, ma penso che la scelta gliel’abbiano già semplificata parecchio

  • Georgios

    In linea di principio concordo con la tua analisi. La Germania fin dai tempi dopo la 2a GM e’ stata subordinata come cane da guardia USA in Europa, una colonia USA destinata però ad avere dei privilegi speciali sul resto del continente. In questo senso, il non stato (letteralmente) tedesco sa benissimo cosa gli e’ e cosa non gli e’ permesso di fare.

    D’altro canto e finché le cose filano secondo i piani, gli USA non sono né contro la Germania né contro l’UE. La Germania padrona dell’Europa, il tutto come pacchetto legato stretto dal TTIP e’ proprio quel che vogliono.

    Sono contro, e qui il fuck the EU e certi particolari segnalati dall’amico roberto4321 assumono importanza, una Germania o un’Europa capaci (indifferentemente da chi sia effettivamente in commando) di esprimere una politica economica e quindi anche estera autonoma.

    E siccome ora la posta in gioco e’ alta, siccome niente e’ eterno e siccome far saltare in aria la DB non e’ cosi semplice neanche per gli americani stessi, io concluderei che la partita e’ semplicemente aperta. Per cui non sarei tanto sicuro sulla tua previsione circa il comportamento dell’esercito tedesco in Ucraina.

  • roberto4321

    concordo

  • TizianoS

    Gli ultimi avvenimenti in Ucraina mettono in evidenza che le vere potenze dell’area sono Russia e Germania e che rimane irrisolto il problema degli "stati di mezzo".
    Nel 1939 fu firmato il patto di non aggressione Molotov-von Ribbentrop le cui conseguenze immediate furono la divisione del territorio polacco tra sovietici e tedeschi e l’occupazione delle repubbliche baltiche da parte di Stalin.
    Pochi ricordano che per l’occupazione della Polonia venne dichiarata guerra alla sola Germania ma non all’Unione Sovietica, come sarebbe stato logico, perché allora il nemico era la Germania, ma così facendo si favorì enormemente l’Unione Sovietica.
    Oggi che il nemico è la Russia, se le venisse dichiarata guerra sarebbe soprattutto la Germania ad essere beneficiata.
    Per quanto riguarda l’Italia, la sua posizione è sempre la solita: non capisce mai da che parte stare, sta contro la Russia mentre dovrebbe stare contro la Germania.

  • roberto4321

    aggiungo una cosa alla tua analisi. I privilegi speciali della Germania sono evidentemente aumentati al 1989 in poi, quando ci fu bisogno che la Germania ovest si ingoiasse quella dell’est, mentre al contrario quelli dell’Italia (ce li avevamo anche noi) sono scomparsi a causa del fatto che avevamo perso la nostra valenza geostrategica. L’avvento dell’Euro è sostanzialmente servito a spalmare i costi della riunificazione tedesca su tutto il continente, ma ha pesato su di noi in maniera abnorme essendo noi il diretto concorrente industriale della Germania. Ora l’atteggiamento della Germania sull’Euro sta al contrario minando alle fondamento la costruzione stessa dell’Europa, e con il risveglio dell’orso russo e le crisi del medio oriente gli USA hanno ricominciato ad attribuirci una valenza geostrategica. Ecco perchè a mio parere gli USA si stanno adoperando al fine di ridimensionare l’ingordigia tedesca e tenere insieme l’Europa sacrificando l’Euro.

  • Georgios

    Le mie nozioni economiche sono quelle di un autodidatta, cioè insignificanti. Detto ciò, anche se il tuo ragionamento mi sembra liscio avrei qualche riserva per quel che riguarda l’euro.

    Ho sentito da un economista greco che mi ispira fiducia (voglio dire non solo come analisi economica ma anche proposta di soluzione e presa di posizione e impegno politico – naturalmente e’ contro l’euro) che l’euro come moneta forte convenga agli americani che lo sfruttano come riferimento per "fare i loro voli bassi indisturbati" (ho cercato di riportare il ragionamento dell’economista). Non mi chiedere di spiegartelo meglio perché il massimo che potrei dire e’ che serve all’impero con il dollaro pieno di cerotti come una specie di rete di protezione.

  • Georgios

    Scusa. Un’altra cosa ancora. Da quello stesso economista ho sentito che l’euro e’ stata un’invenzione americana. Per cui gli effetti pro germanici sarebbero collaterali.

  • roberto4321

    anche se lavoro nel mondo finanziario sono autodidatta anch’io (e me ne vanto). Detto ciò penso anch’io che l’Euro (specie se un po’ sopravvalutato rispetto al dollaro) risponda ai desiderata americani, il problema è se la germania per le sue fobie inflazioniste pretende di mandare tutti noi PIGS in deflazione, allora l’Euro può diventare la rovina dell’Europa e mettere una pietra tombale sul TIPP e quant’altro. Ora comunque è troppo tardi per raddrizzare l’Euro (gli squilibri sono alti) ed anche con "più europa" noi falliamo entro l’anno, vediamo cosa si inventeranno (a parte rafforzare il dollaro).

  • sankara

    Ciao Georgios, come si chiama questo economista greco? Mi sembra molto interessante quanto dice. Ha scritto qualcosa in inglese? Perché magari non traduci qualche sua dichiarazione significativa, tipo quelle dove entra più nei dettagli delle affermazioni che hai qui riportato?  

  • Georgios

    Che l’euro sia la rovina dell’Europa non ci sono dubbi Germania inclusa. Naturalmente io mi riferisco ai popoli, ma si sa, in situazioni come questa vale solo una regola: il pesce grosso mangia i pesci piccoli.

    Anche se credo fermamente che l’unica genuina salvezza siano i popoli stessi, sullo specifico non posso azzardare previsioni, non sono economicamente parlando, come si dice, "all’altezza". Vedremo.

  • Georgios

    Si chiama Dimitris Kasakis (oppure Kazakis per la ricerca in rete) ed e’ il segretario dell’EPAM (Fronte Unitario Popolare) di nessun colore politico. Purtroppo il fronte non "cammina" fin ora. Tante le ragioni. Non possono essere analizzate qui.

    Scrive quasi esclusivamente in greco (infatti mi ricordo di un solo testo in inglese molto vecchio che ora non saprei dove trovarlo). E scrive moltissimo. Fiumi di articoli. Naturalmente mentre all’inizio aveva fatto qualche apparizione, ora e’ assolutamente escluso dai media. Come analisi economica diciamo che grosso modo si posiziona nell’area Bagnai – Barnard. Politicamente e’ affine alla Monica Benini, con la quale come anche con altri movimenti europei simili ha stretto una specie di alleanza – collaborazione paneuropea.

    Ci sono stati due suoi articoli (un articolo e una conferenza) pubblicati su CDC

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11816

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12096

    Trovare articoli che contengano quello che chiedi mi e’ molto difficile. Tanto che e’ più un’impressione che mi e’ rimasta piuttosto che un riferimento particolare (p.es. una conferenza o un video o un articolo).