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CRISI, NON C’E’ SPERANZA A MENO CHE…

DI MARCELLO FOA
Il cuore del Mondo

Parto dai dati citati da uno dei nuovi blogger del Giornale, l’imprenditore Davide Erba, che in questo post, evidenzia come il risparmio privato degli italiani superi gli 8mila miliardi di euro, una cifra che è pari a 4 volte il debito pubblico italiano.

Riprendo un altro post interessante di Maurizio Mazziero, che dimostra come “l’aggiustamento dei conti pubblici in un quadro di finanze sane” vantato dal governo sia illusorio. I dati di bilancio rivelano che nei primi 3 mesi del 2013 l’Italia il debito pubblico è aumentato di altri 46 miliardi, e se si considera che in tutto il 2012 l’incremento è stato di 81 miliardi, il dato è catastrofico. Tanto più che, sempre nei primi tre mesi, lo Stato ha registrato incassi per 91 miliardi e pagamenti per 105 ovvero non ha tagliato la spesa pubblica che continua a crescere.

Dunque, da un lato Erba ci dice che andiamo molto bene, dall’altro Mazziero che andiamo molto male e se considerate anche il mio ultimo post sulla sostenibilità del debito pubblico, molto lusinghiero per l’Italia, lo smarrimento è d’obbligo.

Oppure no. Già, perché a monte di tutto c’è il fatto che l’Italia
– non è più sovrana, dunque non può applicare liberamente le politiche economiche che ritiene opportune nel proprio interesse
– non stampa più moneta il che ha generato delle tensioni strutturali che sono ben più destabilizzanti di quelle che esistevano quando c’era la lira
– deve rispettare dei parametri – quelli di Maastricht – che sono arbitrari ed economicamente insensati, che sovrastimano l’importanza di certi aspetti e non considerano affatti altri (ad es. quelli sulla ricchezza privata o sul debito pubblico implicito).

Insomma: le regole non sono chiare, né trasparenti, né eque e tanto meno liberali. E fino a quando questi equivoci – di fondo – non verranno chiariti non potrà esserci una vera rinascita.

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/05/19/crisi-non-ce-speranza-a-meno-che/
19.05.2013

Pubblicato da Davide

  • roz

    già. a monte di tutto questo.
    non sarà per caso vero?

  • IVANOE

    Scusa Foa, ma sti 8000 miliardi di risparmi degli italiani in mano a chi stanno ?
    No perche’ così come la metti sembra che stiamo tutti bene…
    Ma non leggi le statistiche che dicono che l’70% della ricchezza e’ in mano al 10% delle famiglie e il 30% (forse ) in mano al 90% delle altre famiglie italiane ?
    E allora dove sta questa ricchezza ?

  • albsorio

    Il problema che è alla base di tutto è la moneta privata ( BCE ora e Bankitalia prima ) garantita da debito pubblico, a questo si aggiunga la riserva frazionaria e la finanza “creativa”… Lo Stato deve emettere senza debito la sua moneta attraverso una BC di Stato, inoltre deve abolire la riserva frazionaria, queste sono le condizioni di base della ripresa, oltre ovviamente a innovazione, green economy etc.

  • nigel

    Mah.. quello che capisco io è che tra poco il debito sarà estinto (o ridotto) dal risparmio privato degli italiani.

  • mincuo

    Scusa IVANOE. Visto che dici “ma non leggi le statistiche….”
    Dove si trovano queste statistiche con scritto 70% in mano al 10%?
    Mettile, vediamole..

  • Shivadas

    Foa dice una cosa ineccepibile, specchio del paradosso e dei rapporti Italia UE. Facciamo una metafora. L’italiano ha mediamente risparmi privati che valgono oltre 4 volte il PIL. Attenzione non si tiene conto dei risparmi delle imprese, se non il PIl verrebbe coperto 5 volte. Attenzione il Nostro debito pubblico è circa il 129% del PIL. Situazione che quasi nessun altro paese può vantare. pertanto noi italiani ci sediamo al tavolo UE dove gli altri paesi ci definiscono pezzenti mangiaspaghett e ci impongono politiche di Austerity allo scopo di farci divenatre virtuosi come loro (paesi nel quale il debito pubblico è del 94% rispetto al PIL). Peccato che è come se io (inteso come nazione) in un sodalizio societario della società A in cui partecipo al 10% come gli altri mi venisse rinfacciato di avere un debito per mutuo di 139.00 Euro rispetto ai 100000 che guadagno all’anno. Petrtanto vengo obbligato a fare sacrifici enormi perchè si sono inventati che bisogna per forza arrivare ad avere 60000 Euro di debiti su 100000 di guadagno annuo per potere partecipare alla predetta soceità. Sacrifici che non solo mi fanno stare peggio ma mi abbassano anche il guadagno Si tenga presente che chi mi obbliga ai precitati sacrifici di risparmio ha 2 o 300 mila Euro quindi l’indebitamento pubblico sommato al pivato è superiore al mio. Ovviamente tutto quello che dice FOA a cominciare dalla sovranità monetaria è sommamente vero. Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

  • IVANOE

    Scusa Mincuo,
    Ma dove sbarchi da Marte ?
    Se senti la tv o leggi su internet o leggi i giornali vedrai che lo scopri pure tu…
    Oppure fai parte di quel 10% di ” fortunati” che si sgargarozzano tutta la ricchezza del paes ?

  • IVANOE

    Scusa gli italiani hanno risparmi privati..
    Ma quali sono ?
    Sempre gli stessi…

  • LAZZARETTI

    Questo accumulo di danaro non serve proprio a un tubo.
    Anzi e’ un alibi per far crepare quelli che stanno peggio.
    E poi in sede Europea conto solo il debito Pubblico e non i risparmi.
    Del resto se questi risparmi stanno fermi li’, non sono dello STATO ITALIANO, ma di anonimi cittadini.

  • mincuo

    Scusa IVANOE non sbarco da Marte, mi occupo professionalmente di economia e finanza da 30 anni e conosco i numeri. Essendo educato e avendo tu detto di Foa: “non legge le statistiche…..” statistiche nelle quali starebbe scritto che il 10% ha il 70% di ricchezza, ti ho chiesto gentilmente di indicarle queste statistiche, non di dirmi se io vengo da Marte o se guardo la TV.
    Avrei potuto usare il metodo tuo e dire che tu vieni non da Marte ma dal Paese delle scimmiette quelle che qualsiasi cosa gli dicono, la TV o il suo giornaletto di partito, se la beve e la ripete.
    E ora potrei dire che uno che accusa gli altri di non conoscere le statistiche vuol dire che lui invece le conosce, e allora non ha difficoltà a indicare quali sono. Oppure è un idiota.

  • makkia

    Ma qui non si sta parlando di “ricchezza”. Si parla di “risparmio”. Il mio risparmio è un “assett”, non un flusso.
    Io posso avere una casa di proprietà o dei titoli, e il mio “bilancio” dice che “valgo” 300.000€, tuttavia a causa della situazione economica il mio stipendio si è ridotto a 1.000/mese o addirittura sono disoccupato e a reddito zero.
    Sono ricco o povero?

    In effetti, questi calcoli sui risparmi degli italiani fingono di ignorare che moltissimo di questo risparmio non sono liquidi da prelevare dal conto, ma mattone, terra, oro, ecc.
    Se mi “prelevi” qualcosa che va oltre il mio flusso io devo liquidare: cioé vendere gli asset o ipotecarli. Ne ricaverò quello che detta il mercato quando vendi in fretta o nel momento sbagliato, ed ecco che il mio risparmio è meno (anche molto meno) di quanto “calcolato”. In effetti, una volta liquidato il “risparmio”, ecco che sono, oltre che povero, anche fallito contabilmente.
    Solo che in Italia le persone fisiche non possono fallire, come in altri paesi.
    speriamo che Letta non legga quest’ultima frase, se no s’inventa una legge per “correggere” questo e mettere a bilancio come attività i cittadini, e poi fare un’altro bel divide et impera contro i “cattivi da punire” (dopo gli operai sfaticati, i parruchieri evasori, i giovani choosy e bamboccioni, la corruzZZzione, la scuola improduttiva, la sanità spendacciona, ecco i quasi-falliti).
    Puniti i cattivi, ovviamente si “recuperano fondi” e si “spinge la crescita” ma “senza austerità”