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CRESCE L’ATTEGGIAMENTO DI SFIDA DELLA GRECIA, DOPO CHE ALEXIS TSIPRAS SI E’ RIVOLTO ALLA RUSSIA E ALLA CINA

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

Alexis Tspiras sta portando avanti con rinnovato vigore una “politica del rischio calcolato”, cercando di forzare l’Europa a cedere terreno, oppure a rischiare una reazione a catena in grado di paralizzare l’Unione Europea.

Due mesi di bullonerie e rimproveri da parte dell’UE non sono riusciti ad intimidire la Grecia. Sta diventando sempre più chiaro che i paesi creditori [nord-europei] hanno mal giudicato la natura della crisi greca, e non possono più evitare di affrontare la “Forca di Morton” posta di fronte a loro [quando argomenti contraddittori portano alla stessa spiacevole conclusione].

Qualsiasi accordo che vada abbastanza lontano da placare l’afflitta popolazione della Grecia, dovrebbe portare automaticamente oltre quell’austerità che sta sfilacciando il resto dell’Europa Meridionale. Le necessarie concessioni incoraggerebbero la sfida populista in Spagna, Portogallo e Italia, ma porterebbe all’ebollizione l’euroscetticismo tedesco.
Il consenso per l’Unione Monetaria sta venendo pericolosamente meno in Baviera e nella maggior parte della Germania Orientale, nonostante i sondaggi non catturino a pieno la forza delle correnti sotterranee.

Le dimissioni presentate questa settimana dal bavarese Peter Gauweiler, contrario all’estensione del salvataggio della Grecia può, naturalmente, aver contribuito. Egli è sempre stato un nemico dell’UEM. Ma la sua protesta costituisce senza alcun dubbio un colpo di avvertimento alla famiglia politica di Angela Merkel.

Il Signor Gauweiler era stato eletto Vice-Presidente dei Cristiano-Sociali bavaresi [CSU] nel 2013, per puntellare in qualche modo l’ala euroscettica del Partito e fronteggiare la minaccia costituita dal Partito anti-euro Alternative fur Deutschland [AfD].

Tuttavia, se l’Unione Monetaria [Eurozona] insisterà meccanicamente con le solite, stantie, richieste – tornando a quelle condizioni che anche il precedente governo eurofilo di Atene aveva respinto nello scorso mese di Dicembre – si corre il rischio che possa partire una reazione a catena politica, in grado di sventrare il progetto stesso di Unione Europea, inteso come ideologia motivante di tutta l’Europa.

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, perfettamente consapevole del rischio, sta avvertendo chiunque abbia voglia di ascoltare che il Grexit porterebbe ad una “irreparabile perdita di prestigio dell’intera Unione Europea”, che finirebbe con il far concretizzare la caduta stessa dell’Europa.

Quando Warren Buffett suggerisce che l’Europa potrebbe emergere più forte di prima, dopo la purga salutare del suo anello debole [la Grecia], non fa che confermare la regola secondo la quale non ci si dovrebbe mai dilettare su materie che vanno oltre la propria comprensione.

Alexis Tsipras guida il primo governo di sinistra-radicale eletto in Europa dopo la 2a Guerra Mondiale. Syriza, il suo movimento, è in un certo senso totemico per la Sinistra Europea, anche se i suoi simpatizzanti a volte si disperano per i suoi colpi di scena e per le sue svolte caotiche. In quanto tale, Syriza rappresenta la “cartina al tornasole” della possibilità che i progressisti possano o meno perseguire un qualcosa di simile ad una politica economica autonoma all’interno dell’Unione Monetaria.

Si possono sentire in lontananza gli echi di quello che accadde al governo [regolarmente eletto] di Jacobo Arbenz in Guatemala, che rappresentò la “cartina al tornasole” per l’America Latina della possibilità di una Sinistra al governo. Il suo esperimento di riforma agraria fu notoriamente spento da un “colpo di stato” della CIA, nel 1954, con conseguenze molto durature. Per Che Guevara fu il momento della “presa di coscienza”, conseguenza del quale cominciò a lavorare come medico volontario in quel paese.

Un’intera generazione di studenti, da Cuba all’Argentina, trasse la conclusione che gli Stati Uniti non avrebbero mai permesso che il potere potesse essere preso democraticamente dalla Sinistra, e che quindi non si potesse far altro che ricorrere alla rivoluzione.

Oggi viviamo in tempi più dolci, ma la decisione di espellere la Grecia ed i ribelli di Syriza dall’Eurozona, tagliando liquidità al sistema bancario greco, significherebbe la stessa cosa, dal momento che le autorità dell’Unione Europea non hanno né una giustificazione credibile, né una base nei trattati, per agire in questo modo.

Rimproverano Syriza per la mancanza di “riforme” assolutamente inaccettabili per il paese, con la Troika che insiste con quelle operazioni di privatizzazione che hanno violato le regole della concorrenza proprie dell’Unione Europea e che hanno arricchito, essenzialmente, la sola élite politica.

Il Grexit forzato potrebbe radicare il sospetto, peraltro assai diffuso, che gli organi dell’UE non siano altro, in ultima analisi, che degli “agenti di recupero crediti” dei paesi creditori. Renderebbe chiaro che il progetto di solidarietà del dopoguerra era solo una grande cazzata [sic].

Willem Buiter, capo-economista di Citigroup, ha avvertito che la Grecia dovrebbe affrontare una specie di “show degli orrori economico”, se si dovesse tornare alla dracma, ma non sarebbe in ogni caso una cosa piacevole per tutta l’Europa. “L’Unione Monetaria fu concepita per essere indistruttibile ed irrevocabile. Se invece dovesse rompersi, o fosse revocata, la questione successiva sarebbe: quale paese sarà il prossimo?”, egli ha dichiarato.

“Si è cercato di far passare il concetto che la Grecia è l’unico membro “eccentrico” dell’Eurozona, accusando questo paese di non fare questa o quell’altra cosa … ma un certo numero di paesi ha le stesse debolezze. Pensate che l’economia greca sia troppo chiusa? Benvenuti in Portogallo. Pensate che ci sia poco capitale sociale in Grecia, e nessuna fiducia tra governo e cittadini? Benvenuti in Europa Meridionale”, egli ha continuato.

La Grecia non potrebbe plausibilmente restare nella Nato, se fosse malevolmente espulsa dall’Unione Monetaria. Andrebbe senz’altro alla deriva in direzione dell’orbita russa, dove l’ungherese Viktor Orban, peraltro, si trova di già. Il fianco sud-orientale del sistema di sicurezza europeo andrebbe a pezzi.

A torto o a ragione, il Signor Tsipras pensa che i “poteri forti” dell’UE non possano permettere che tutto questo accada, e che quindi il loro sia solo un bluff. “Stiamo cercando un compromesso onesto, ma nessuno si aspetti un accordo incondizionato da parte nostra”, così ha dichiarato al parlamento greco, nel corso di questa settimana.

Non fosse per il fatto che un default sovrano – pari a 330 miliardi di euro, fra bail-out e passività Target2 del sistema BCE – avrebbe fatto molto male anche ai contribuenti di altri paesi del Club Med, anch’essi in difficoltà, la maggior parte dei deputati di Syriza avrebbe quasi assaporato la possibilità di far esplodere questa bomba a neutroni.

Il Signor Tsipras sta ora giocandosi la carta russa con gelida spietatezza, minacciando [più o meno] di porre il veto sulle nuove sanzioni dell’UE contro il Cremlino, alla scadenza di quelle vecchie. “Non siamo d’accordo sulle sanzioni. La nuova architettura di sicurezza europea deve includere anche la Russia”, egli ha dichiarato all’agenzia di stampa TASS.
Inoltre, si è offerto di trasformare la Grecia in un ponte strategico per collegare le due nazioni ortodosse. “Le relazioni russo-greche hanno radici molto profonde nella storia”, egli ha detto, toccando abilmente le corde giuste prima del suo viaggio a Mosca, la prossima settimana.

Il Cremlino ha i suoi problemi, visto che le aziende russe lottano duramente per far fronte al rimborso di 630 miliardi di dollari di debito, e sono costrette a chiedere l’aiuto del fondo di riserva dello Stato. Le riserve valutarie della Russia sono pari a 360 miliardi di dollari – in ribasso dai 498 miliardi di un anno fa – ma la somma disponibile è di gran lunga inferiore, considerando una serie di impegni impliciti. Ma anche così, il Presidente Vladimir Putin deve essere parecchio tentato di fare della Grecia una questione strategica, data l’importanza del premio a portata di mano.

Panagiotis Lafazanis, Ministro dell’Energia greco e capo della componenete più a sinistra di Syriza, era a Mosca questa settimana, per incontrare i funzionari della Gazprom. Egli ha espresso un “forte interesse” per il nuovo gasdotto del Cremlino che attraverserà la Turchia, conosciuto come “Turkish Stream”.

Operando in parallelo, il Vice Premier della Grecia, Yannis Drakasakis, ha promesso di spalancare il porto del Pireo al Gruppo Armatoriale cinese Cosco, dandogli la priorità per una joint-venture con la Stato greco, cui resterebbe una quota del 67%. In quel preciso momento, la Cina ha acquistato 100 milioni di euro di Buoni del Tesoro greci, contribuendo a coprire un deficit di finanziamento, conseguente all’ordine che la BCE ha imposto alle banche greche di fare un passo indietro.

Si potrebbe giustamente protestare contro tutto questo, perché è un ricatto del Signor Tsipras. Questo comportamento, in effetti, equivale ad una violazione di primarie norme dell’UE, viene ignorato tutto quello che è stato fatto per la Grecia nel corso degli ultimi quattro anni … e non si capisce perché il popolo greco debba essere così arrabbiato! [palese l’ironia dell’autore]

Alcune minute delle riunioni del 2010 del FMI, che sono state lasciate trapelare, confermano ciò che Syriza ha sempre sostenuto: il paese, all’epoca, era già in bancarotta e necessitava di una riduzione del debito, piuttosto che di nuovi prestiti. Ma tutto questo è stato ignorato per salvare sia l’euro che il sistema bancario europeo, in un momento in cui l’Unione Monetaria non aveva molte difese contro il contagio.

Il Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis definisce giustamente tutto questo come “un cinico trasferimento di perdite private: dai libri contabili delle banche alle spalle dei cittadini più vulnerabili della Grecia”. Solo una piccola frazione dei 240 miliardi di euro di prestiti è rimasta nell’economia greca. Quasi il 90% è stato dirottato sulle banche e sui creditori finanziari. Il danno è stato aggravato da un’austerità eccessiva. L’economia si è contratta così violentemente che il rapporto debito/Pli è salito vertiginosamente, invece di scendere, nonostante lo scopo originario.

Il membro indiano del Consiglio d’Amministrazione del FMI aveva avvertito che tali politiche non avrebbero potuto funzionare, se non fossero state compensate da uno stimolo monetario. “Anche se il programma fosse augurabilmente attuato con successo, potrebbe innescarsi una spirale deflazionistica composta dal calo dei prezzi, dell’occupazione e delle entrate fiscali, che potrebbe minare il programma stesso”. Egli era nel giusto, in ogni dettaglio.

Marc Chandler, della Brown Brothers Harriman, ha detto che le passività sostenute – che hanno spinto il debito greco al 180% del Pil – potrebbero quasi integrare la definizione di “debito odioso”, ai sensi del Diritto Internazionale [http://it.wikipedia.org/wiki/Debito_odioso]. “Il popolo greco non è stato salvato e l’economia si è contratta di un quarto. Con la deflazione, la crescita nominale è crollata e continua tutt’ora a contrarsi”, egli ha dichiarato.

I greci queste cose le sanno. Sono vissuti per cinque anni come vittime del peggior crollo subito da qualsiasi stato industriale negli ultimi 80 anni. Peggio di quanto è accaduto agli Stati europei durante la Grande Depressione.

I creditori dell’Unione Monetaria non hanno ancora riconosciuto in alcun modo che la Grecia è stata sacrificata per salvare l’Unione Monetaria nel momento peggiore della crisi, e che pertanto questo paese merita un particolare dovere di solidarietà. Se si cominciasse a vedere gli eventi attraverso gli occhi dei greci – piuttosto che attraverso quelli dei media del Nord Europa e di Bruxelles – il dramma assumerebbe un carattere decisamente diverso.

E’ lo scontro di queste due narrazioni, conflittuali e completamente diverse fra loro, che rende la crisi così poco trattabile.

Il Signor Tsipras ha detto alla sua cerchia privata, prima della sua elezione a Gennaio che, se fosse stato spinto contro un muro dai paesi creditori dell’Unione Monetaria, avrebbe detto loro “di fare del loro peggio”, portando l’intero tempio a crollare sulla loro testa. Tutto quello che ha fatto da allora suggerisce che egli potrebbe farlo davvero.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

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1.04.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchiscitte.org da FRANCO

Pubblicato da Davide

  • Neriana

    Il problema del fallimento  involontario della Grecia, non è della Grecia, e nemmeno dell’Unione Europea…il problema è che il debito greco, in caso di fallimento è garantito dai CDS  come deciso nel 2012 dall’ dell’ISDA ovvero rendere esigibili i CDS (  Credit default swaps )sul debito greco, a seguito del Default Grecia, e questo strumento assicurativo finanziario, qual’ora dovesse pagare  i CDS , metterebbe in crisi tutta la bisca

  • geopardy

    L’esito della situazione greca non è di quelle valutabili giorno per giorno, come fanno certi articolisti rafforzati da certi commentatori, con proclami del tipo "il tradimento di Syriza" e giù di lì.

    Appare sempre più come un tema altamente strategico, con evoluzioni anche imprevedibili.
    La partita è grossa e potrebbe arrivare ai supplementari, se non addirittura ai rigori (tanto per usare un linguaggio assai di moda nella politica attuale).
    Ne vedremo delle belle, secondo me.
    Siamo al poker (ormai diventato un sistema integrato nella finanza), in cui non si sa chi bleffi (adeguo il termine alla pronuncia italiana) o chi abbia veramente le carte vincenti o se bleffano tutti.
  • Senna

    Per capire veramente qualcosa di quello che è successo in Grecia negli ultimi anni, andatevi a guardare questa documentazione fatta da Harald Schumann, un vero ed onesto giornalista tedesco, veri fatti non le barzellette che si raccontano sulla Grecia  (purtroppo solo in tedesco)
    https://www.youtube.com/watch?v=xYUqpijQI04

  • Senna

    Qui lo trovate in lingua francese
    https://www.youtube.com/watch?v=nYGOWUrHcI0

  • mincuo
    Falso. Primo non è garantito da un bel niente. I CDS sono derivati. Secondo la quota dei Sovrani non è certo quella. Terzo sono controassicurati i venditori con mezzo il mondo. Quarto hanno già incasso sul 10y 5Y e 3y buona parte.

    Quinto e SOPRATTUTTO i CDS per la stragrande parte non si tengono mai, si comprano e rivendono, soprattutto gli 1y.

    Bisognerebbe, quando si parla di qualcosa, almeno dire "secondo me" oppure "ho sentito dire" se non si ha competenza. E andrebbe tutto bene.  

  • mincuo
    La Grecia è un CC e ha un CPD che adesso è sopra 90% ma anche prima stava a 75%. Significa 1500-1700 bp per un 5Y e cioè pagavi per la protezione 15-17% all’anno, in genere in rate trimestrali.

    Quindi il venditore ad esempio del 5 anni se l’ha venduto 4 anni fa ha già incassato minimo 60% del V.N. Mettiamo che faccia default. Ora pagano 40 in pratica (100-60) meno quello che sarà il valore del credito (titolo) alla fine, dopo il default, titolo che rimane in mano loro.

    Oggi infine se vuoi proteggere a 1 anno mettiamo con uno "nuovo" te lo vendono. Come no. Su un CPD per dire 95%. Cioè costa una fortuna.

    Ma c’è poi chi li compra. Ma solo per rivenderli una settimana dopo o un mese dopo o il giorno dopo se pensa che il CPD ribassi, cioè fa speculazione.
    E’ la seconda volta che scrivi questa cosa dei CDS. E la scriverai altre 10 immagino. Non serve a niente cercare di spiegare qualcosa. Va bene  comunque, tanto funziona tutto così.

  • mincuo
    Toh, qui dall’ISDA vedi quanto peserà il default. Questo non è recentissimo, è di Febbraio, (perchè su queste cose al popolo non è che si dice molto gratis) ma oggi è diminuito a circa la metà.

    Come vedi il default Greco era stimato circa 750 milioni (non miliardi, milioni) di USD di pay out (perdite possibili) per gli emittenti.

    Che puoi confrontare coi 330 miliardi (questi invece miliardi, non milioni) di debito Greco. E così magari capisci sia quanto "è coperto" sia quanto gliene può fregare agli emittenti, che tra parentesi questo rischio, come ho detto, l’hanno spalmato e inoltre di questi soldi ne hanno nel frattempo incassati ben di più di quanto eventualmente ne tirerebbero fuori.

  • mincuo

    Non dubito peraltro che se dovesse fallire la Grecia e questi pagassero i 350-400 milioni sì e no e pure prendendosi il valore residuo del titolo, che non andrà a 0 sicuro ma almeno al 20%/25%, poi a tutte le Neriane ecc.. diranno (e quello sì che lo stamperanno in GRANDE, eccome) che "le perdite delle banche"(???) (cioè c’è stato il crollo della "bisca" come la chiami tu, e come hanno fatto credere prima) sono colpa  de…"gli speculatori", "i derivati" "gli gnomi"….. e quindi, morale della favola, bisogna ripianarle e aumentare le tasse e aiutare le banche che sono "too big to fail" ecc…….

  • cardisem

    Io ormai vado pensando che è morto e sepolto il progetto “Unione Europea”, che di "solidale” ed “europeo” non ha proprio nulla. Penso invene all’Unione Euroasiatica: da Lisbona a Vladivostok, tenendo rigorosamente fuori Usa, Israele e quanto altro…

  • IVANOE

    Mi dispiace a quanti sperano o credano che Alexis Tspiras sia il salvatore della patria…

    Alexis Tspiras è solo l’ennesimo imbonitore a pagamento che sta cercando di allungare il brodo il più possibile, temporeggiando e non facendo nulla…. Quanto è passato da quando è stato eletto ? tre mesi ?
    Ecco perchè allora non ha subito fatto quello che vuole fare adesso ?
    Da me si chiama prendere tempo a tempo inderminato, lasciando le cose così come stanno… e a pascere i greci con i loro drammatici problemi.
    Mi dispiace per chi ci crede e chi crede ancora che tutte le cose qui in europa avvengono così per caso… Beati loro…
  • IVANOE

    Ma no ?

  • idea3online

    Stiamo assistendo all’uscita fuori pista, ad un treno che deraglia, all’Ordine che diventa Disordine, ed cerca di ritrovare l’Ordine. Dopo la Crimea si è entrati dall’Ordine Unipolare, al Disordine Multipolare nella fase embrionale. L’Impero USA sta facendo il possibile di ripristinare il tutto e tutti, per riagganciare l’Ordine unipolare, l’Iran, Cuba, e tante scelte amichevoli della politica estera americana per cercare di fare tornare sui suoi passi la Russia, e trasformare il mondo unipolare non considerando più Stati Canaglia, ma concentrandosi solo su uno Stato Canaglia la Russia. Più la Russia mostrerà tenacia più l’Iran, la Siria, l’Egitto, la Cina dovrebbero alimentare la voglia di resettare il passato, non offrire un punto di ripristino agli USA, ma desiderosi di costruire un Ordine Multipolare. Questo sarà la causa della Terza Guerra Mondiale, perchè gli USA prima o poi dichiareranno guerra al mondo orientale con in testa Russia&Cina. 

  • Ercole

    Proletari greci non cadete in queste trappole   ne con la Cina     ne  con l’Europa in entrambi i casi il prezzo lo faranno pagare sempre a voi il nemico è in casa vostra : organizzate la vostra lotta di classe.

  • Neriana
  • lanzo

    Penso che nessuno avrebbe dubbi che Russia e Cina potrebbero tirar fuori la Grecia dalla merda.  Prendiamo la Cina: sono sommersi come paperon de paperoni di dollari, pagare il debito della sarebbe come per me dare un mezzo centesimo di euro, ma neanche. E allora ?  Ma la Grecia accettasse, vedo le forze del male attivarsi alla grande.  La Grecia economicamente non contava r non conta  un cazzo, pero’ come sono stati pressurrizati dai crucchi a comprare armamenti, sommergibile e le olimpiadi ? Di queste cose si sono arricchite le elites – alla grande – e adesso il poveraccio deve spellarsi per questi delinquenti !  Eh, ma li hanno votati ! Chi a votato yizio non sapeva che il padre era un bancarottiere-truffatore, la ministra cicciottella  –  col padre con le mani in pasta in istituti bancari.

    Per quelli che " il petrolio" Non dimenticatevi che il Messico, quando trovarono il petrolio, ando’ in recessione ed e’ affondato ancora nel debito.
    Ma vi credete che trivellare non costi niente ? Costa una marea di soldi e richiede tecnologia che solo USA e RUSSIA hanno.  Non e’ che credete che  Arabia Saudita – ex pecorari – siano mai stati in grado di estrarre il petrolio senza le 7 sorelle.
    Comunque  auguri alla Grecia – quando lavoravo in Australia, tra Greci Italiani ci dicevamo sempre : stessa faccia, stessa razza" – dovrei anche includere i Maltesi.
  • lanzo

    Ma se Tsipras accettasse l’aiuto economico della Cina…

    Immagino: Rivoluzioni colorate – se paghi 50  euro al giorno, a cranio  una popolazione affamata, vedi quanti ne trovi! Roba che un Soros potrebbe fare per anni senza neanche accorgensene.
    Incidente automobilistico;
    Suicidio;
    Colpo di stato dell’esercito e legge marziale.
    Tanto si sa  a poliziotti e soldati la pappa non manca mai e faranno sempre di tutto per averla vita natural durante.  E possono,  sono i soli che sono armati in questa europa di eunuchi, cacasotto.
  • mincuo
    A parte il livello di quella roba, ma sai leggere cosa è scritto su Reuters?

    Tenendo buono anche il dato Febbraio che è l’unioc che trovo gratis per la gente (ma è meno di metà ora e io faccio CDS da che sono nati, per lavoro, come altri derivati) su Reuters c’è scritto il pay-out. E lo scrive l’ISDA.

    SE NON CAPISCI COSA VUOL DIRE CHIEDI, non è un peccato. Se poi vai sul comptroller of currency, c’è pure quello complessivo di TUTTI I CDS MONDIALI (di cui i sovereign, cioè quelli degli STATI, sono oltretutto una parte PICCOLA).

  • mincuo
    Non si capisce neanche che cosa c’entri il link che hai messo.

    MI SPIEGHI COSA C’ENTRA?

    Tu hai scritto e riscritto che:

    1) Il debito Greco è "coperto" dai CDS. Una cazzata

    2) Che saltano le banche se fallisce la Grecia. Bene non solo non falliscono, non solo hanno si e no 350 milioni da tirar fuori, ma si prenderanno asset che valgono almeno tanto quanto dopo l’haircut, e infine ne hanno GIA’ INCASSATI 2 volte tanto di soldi. Questo per la storia della "bisca che salta".

    E’ più facile così?

  • sankara

    Chiedo io Mincuo, può forse interessare anche altri. In un tuo precedente commento avevi poi scritto che "la Grecia è un CC e ha un CPD che adesso è sopra 90%!. CC non capisco cosa significhi, CPD vagamente…Comunque nel complesso si comprende che le banche non salteranno affatto. L’articolo postato da Neriana dice comunque qualcosa di valido?   

  • mincuo
    CC è un categoria (S&P) (quelli che hai sentito con Tripla A…). CPD = Cumulative Probability of Default. Al CPD è collegato il prezzo del CDS.

    Quando compri un rischio a 5 anni ogni anno paghi un TOT. Le banche non fanno beneficienza. Anche intuitivamente la banca che ne vende 1000 diversi (stati, aziende, ecc..) calcola la percentuale dei default secondo probabilità e quelle si verificano. E lo fa in modo da guadagnare. Come un’assicurazione in un certo senso. Se tu hai pagato 800 EUR e fai incidente e la tua ssicurazione paga 2000 EUR non è che fallisce.Perchè ha incassato da altri 9 che incidenti non ne fanno e ha previsto mettiamo 1 su 10.
    La gent dovrebbe riflettere un pochino con la sua testa. Ma ti pare che se la Neriana che legge il blog capisce che la Grecia può fallire, 500 specialisti di altissimo livello, mettiamo di Goldman Sachs, non ci arrivino? Aspettano CdC, o "scenari economici" o la Neriana? Ma è possibile che la testa delle persone sia quella di un bambino di 8 anni?