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CRESCE IL TIMORE PER LA “CORSA” AGLI SPORTELLI DELLE BANCHE GRECHE, MENTRE I MINISTRI DELL’EUROZONA DISCUTONO APERTAMENTE DI CONTROLLO DEI CAPITALI

DI MEHREEN KHAN E MATHEW HOLEHOUSE

telegraph.co.uk

Il Ministro delle Finanze belga ammette che l’Eurozona potrebbe varare delle misure draconiane, per fermare il fallimento delle banche greche, se Tsipras dovesse ingoiare l’austerità

Stanno crescendo le pressioni sulla Banca Centrale Europea perché tenga in vita il sistema bancario greco per un altro po’, nella timida speranza che alla Grecia possa finalmente essere concesso il denaro di cui ha bisogno per il bail-out [salvataggio esterno] ed evitare, la prossima settimana, il default sul debito.

La possibilità di mettere sotto controllo i capitali è stata sollevata nella riunione dei Ministri delle Finanze dell’Eurozona che si è tenuta Lunedì [22-06]. Il Ministro delle Finanze belga ha ammesso che i Funzionari dell’UE stanno discutendo il varo di misure draconiane per fermare la fuga dei capitali dal sistema finanziario greco.

“Ci sono state delle opinioni diverse, non tutti erano sulla stessa lunghezza d’onda riguardo il controllo sui capitali”, ha detto Johan Van Overtveldt.

Si crede che sia stato il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, a sollevare questa possibilità, che è stata sonoramente respinta dal suo omologo greco, Yanis Varoufakis.

Il controllo sui capitali, come ad esempio un limite ai prelievi, può essere istituito su richiesta del Governo di un paese-membro dell’UE. Nell’Eurozona fu visto l’ultima volta nel 2013, durante la crisi bancaria di Cipro, dopo che la BCE aveva minacciato di staccare la spina al sistema finanziario di quel paese.

I commenti che sono seguiti hanno puntualizzato che i leaders europei, dopo due vertici di emergenza convocati a Bruxelles, non sono riusciti a definire un accordo per mantenere la Grecia nell’Eurozona.

Dopo l’ultimo vertice, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che c’è rimasto “molto da fare”, visto che Atene non è riuscita ad ottenere che le sue riforme fossero “timbrate” dai Ministri delle Finanze dell’Eurozona, nella prima parte della giornata.

L’Eurogruppo ha dichiarato di aver bisogno di tempo per poter valutare la nuova serie di riforme greche, per accertarsi se queste siano o meno delle misure “aggiuntive”. C’era comunque una notevole confusione, a Bruxelles, perché Atene, alle due del mattino di Lunedì, aveva inviato ai creditori un documento sbagliato.

Ma, in segno di speranza, il Presidente Jeroen Dijsselbloem ha comunque detto che i programmi greci erano un “passo nella giusta direzione”.

Prima del vertice, il Primo Ministro Tsipras ha incontrato Jean-Claude Juncker e Mario Draghi

Alexis Tsipras, il Primo Ministro greco, ha dichiarato, Lunedì sera, che ora spetta alle autorità europee trovare un accordo sul debito per salvare Atene dal default.

“La palla è ora nel campo delle autorità europee”, ha dichiarato ai giornalisti dopo il vertice d’emergenza che si è tenuto a Bruxelles. “La nostra proposta è stata accettata, da parte delle Istituzioni, come base per future discussioni”.

Ed ha continuato: “I negoziati proseguiranno, nei prossimi due giorni. Non vogliamo un accordo frammentato, buono solo per un limitato periodo di tempo. Vogliamo una soluzione che sia completa e fattibile”.

Il 30 Giugno la Grecia si troverà ad affrontare la prospettiva senza precedenti di un default del debito. Per evitare un’uscita disordinata dall’euro, il Governo del Sig. Tsipras ha presentato una serie di misure fiscali, pari a 8 miliardi di euro, da attuare nei prossimi due anni.

Esse comprendono un piano per riformare il sistema IVA del paese, aumentando questa tassa su aree precedentemente considerate sacre, come ad esempio l’elettricità, che passerà dal 10 al 13%.

Il Governo greco ha in programma anche una revisione dei contributi previdenziali, invertendo le modifiche attuate dal precedente Governo, alzandoli, nel 2016, di 1,36 miliardi. Altre misure fiscali comprenderanno la riduzione della soglia [di esenzione] dell’imposta sulle società ed il taglio delle spese per la difesa.

Queste concessioni saranno probabilmente sgradite alle componenti di estrema sinistra di Syriza, che hanno dichiarato di voler sostenere solo un compromesso che sia “onorevole” per il Paese.

Significativamente, sia Angela Merkel che il Sig. Juncker si sono rifiutati di discutere la possibilità di una riduzione del debito di Atene nella notte di Lunedì – una condizione-chiave che quel Governo, a corto di soldi, ha cercato di ottenere in cambio delle misure di austerità.

In assenza di una svolta – e se il finanziamento di emergenza [ELA] della Banca Centrale dovesse fermarsi – il sistema bancario greco potrebbe collassare anche prima del 30 Giugno.

Per sostenere il sistema finanziario greco, Lunedì mattina, la BCE è stata costretta ad iniettare una nuova dose di liquidità – è la terza volta, in cinque giorni, che si trova a dover adottare una tale misura. I titoli bancari greci, conseguentemente, hanno ottenuto il più alto incremento giornaliero degli ultimi due anni, impennandosi di oltre il 20%.

Il tetto ai finanziamenti ELA è stato sollevato di una somma pari a 1,3 miliardi, che è stata bruciata in tempi record, perché le persone si stanno affrettando a ritirare i loro soldi dal sistema finanziario.

Il ritiro dei depositi si crede che abbia ulteriormente accelerato, Lunedì, causando il deflusso di altri 1,2 miliardi, dopo quello di 4,2 miliardi della scorsa settimana. La Banca Centrale dovrà decidere, probabilmente, l’ulteriore aumento del tetto ELA prima che le banche riaprano, questa mattina.

Lunedì, il Presidente Mario Draghi ha detto al Sig. Tsipras che non c’era limite ai fondi che la sua istituzione era disposta a fornire, fino a quando il paese fosse rimasto all’interno di un programma di salvataggio.

Nello stesso giorno il Ministro delle Finanze tedesco ha affermato che la Grecia non aveva presentato alcun nuovo piano e che, negli ultimi mesi, l’esposizione dell’Europa verso il sistema bancario greco aveva superato i 118 miliardi. Il tetto ELA, da Febbraio, ha raggiunto quasi 88 miliardi.

George Saravelos, uno stratega della Deutsche Bank, ha detto che: “Data la portata del deflusso [dei depositi bancari], e il disagio della BCE riguardo l’aumento dell’esposizione, l’approvazione dei finanziamenti ELA è probabile che possa aver luogo su base giornaliera, nel corso di questa settimana, a seconda dell’evoluzione dei colloqui”.

Il Sig. Saravelos ha aggiunto che il board della Banca Centrale avrebbe bisogno di una “conferma scritta sugli sviluppi della situazione”, per continuare a fornire il supporto vitale alle banche greche.

Il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha messo in guardia i leaders europei sul fatto che debbano evitare “la peggiore delle ipotesi”, ovvero un incontrollabile e caotico “Graccident” [Greece accident]. Ed ha aggiunto: “Tutte le parti si sono impegnate a trovare una soluzione”.

I funzionari devono ora limare le differenze nell’ambito di un altro incontro, che si terrà fra i leaders europei Giovedì prossimo.

“Il clima attuale delle discussioni sembra lasciare giusto alla buona volontà collettiva l’impedire che gli sviluppi finanziari [in Grecia] possano diventare più disordinati, nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, ha detto Robert Kuenzel della Daiwa Capital Markets.

Mehreen Khan e Matthew Holehouse, corrispondenti da Bruxelles del Telegraph

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11691806/Greek-bank-run-fears-escalate-as-eurozone-ministers-openly-discuss-capital-controls.html

23.06.2015

Sceltoe tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Pubblicato da Davide

  • sotis

    se la grecia accetta il piano di salvataggio della BCE è defunta!

  • mago
    Sono commosso…quasi piango..per la prima volta in fatto di porcherie abbiamo superato i maestri di oltre oceano…anche ritirando i soldi avranno studiato una contromossa…la soluzione finale…..
  • italy4d

    Più comprano tempo e peggio è. L’inevitabile succederà comunque ma così la possibile salvezza arriverà quando saranno già morti. Sta succedendo come in Italia tra il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 quando Badoglio faceva finta di restare fedele ai soliti tedeschi e intanto trattava finalmente la resa. Peccato che mentre lui prendeva tempo i tedeschi invasero l’Italia e ci vollero quasi due anni di guerra civile bombe e morti per farli uscire.