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COUNTDOWN…

DI HS

comedonchisciotte.org

Tic… Tac… Tic… Tac…

Il mondo è davvero all’ultima spiaggia e si sta avviando sull’orlo di una catastrofe che ormai niente e nessuno vuole o può più fermare ?

E’ questo il vero, autentico ed essenziale succo del video russo postato su Youtube, un efficacissimo “pezzo” di propaganda quasi certamente ideato, progettato e realizzato dallo staff di “cervelloni” al servizio del premier russo Putin, qualcosa che davvero manca per avere un quadro completo dei punti di vista e delle prospettive “globali” in gioco.

Nulla di veramente nuovo, in verità… L’interpretazione “apocalittica” dell’attuale situazione ucraina è stata presentata anche da diversi esperti e giornalisti – e penso soprattutto a Giulietto Chiesa -, ma la novità significativa risiede nel fatto che è fatta propria da uno dei principali “attori” della scena mondiale, quel Vladimir Putin tanto osteggiato e tanto “odiato” dall’establishment e dalle nomenklature diplomatiche, finanziarie, politiche e militari occidentali e “atlantiste”.

Se – e sottolineo se – il video è stato confezionato per volontà di Putin, allora appare altrettanto evidente che non è certo lui a spingere per un disastroso e sanguinosissimo conflitto armato su scala più vasta. Al contrario – con i post moderni mezzi di comunicazione e di manipolazione di massa – mette in guardia tanto i suoi cittadini quanto i russi d’Ucraina a coltivare propositi eccessivamente bellici e bellicisti costringendo il colosso russo a intervenire militarmente nelle regioni orientali dell’Ucraina accollandosi le responsabilità di un conflitto meditato e voluto da altri conosciuti e prevedibili soggetti… L’avvertimento nei confronti della propria controparte – statunitense, europea e ucraina (Kiev) – è chiaro, netto e preciso: non sono un ottuso veterocomunista come coloro che si fecero gabbare in Afghanistan ove fu organizzata quella feroce guerriglia jihadista della quale solo oggi ci si accorge ipocritamente focalizzando quanto avviene negli scenari del Medio Oriente e dell’Asia Centrale. Da ex volpe del KGB conosce bene i suoi polli, quegli esperti e consulenti statunitensi di strategia e di scenari geostrategici che si divertono a giocare ai soldatini come tanti dr. Stranamore – e per chi non lo avesse visto, consiglierei di visionare il sardonico capolavoro di Stanley Kubrick -. Peccato che questo gigantesco Risiko sia fatto di carne e di sangue, come giornalmente, oltre a Donetsk e Luhansk anche Gaza, Mosul, la Siria, ecc.. ci ricordano…

Infine il video di propaganda – filorussa, se preferite – è rivolto a un altro soggetto, in fondo non meno rilevante degli altri due, ovvero il popolo degli “smanettoni” occidentali e filoccidentali, di coloro che trascorrono buona parte del tempo a leggere e informarsi sulla “rete”, magari senza neanche tanta cognizione di causa. A costoro viene insinuato un dubbio tremendo nel fondo di una coscienza forse residuale: amico occidentale – americano o europeo – sei veramente tanto sicuro delle realtà distorte che ti vengono propinate dai “tuoi” media ? Hai mai avuto nozione dei sentimenti e del punto di vista del popolo russo e, più in generale, di altri popoli ?

Al di là di quanto veramente accadde al tragico volo MH17 delle Malaysia Airlines (il lancio deliberato di un missile ? Un tragico errore ? Un attentato terroristico cinicamente perpetrato per far precipitare una situazione già ben grave ?), si comprende l’atteggiamento del Presidente russo il quale ben sa quel che accadde sopra i cieli di Donetsk, ma per ragioni di opportunità politica e diplomatica tace, conoscendo le conseguenze e gli effetti della diffusione della versione veridica di quei fatti. Ciò dimostra – una volta di più, ma lo sapevamo – che non poteva avere interesse a far precipitare l’aereo di una compagnia straniera se non a rischio, appunto, di proiettare ancor più la crisi ucraina in una dimensione internazionale, isolando ulteriormente il suo paese. Così come, ovviamente, i ribelli russi e filorussi non potevano razionalmente compiere un simile gesto se non alienandosi le residue simpatie verso la loro causa, da parte di porzioni della comunità internazionale. Escludendo, ovviamente, il caso – sempre possibile in zona di guerra – dell’errore…

Altro è il discorso sul versante di Washington – spalleggiata dai collaborazionisti di Kiev – che, soprattutto per bocca del suo molto “democratico”e “liberal” Presidente – non perde la quotidiana occasione per accusare la controparte russa imputandole di finanziare e armare massicciamente i ribelli, ovviamente assimilati a “terroristi” pericolosi per il mondo intero. Un vecchio adagio e refrain della propaganda statunitense, occidentale e atlantista nei confronti di chi sta fuori dalle coordinate e dai confini tracciati dai nostri dr- Stranamore di scuola trilaterale (avete presente un Kissinger o un Brzezinsky ?). Questa linea di condotta fa riflettere e pensare seriamente a una gigantesca montatura e provocazione terroristica – nel vero senso della parola, considerato l’alto numero di vittime – orchestrata nello stile delle “false flag” operations insegnate nelle scuole militari statunitensi per l’addestramento delle forze speciali come quella di Fort Benning.

Occorreranno risorse fresche, coraggiose, indipendenti e intelligenti per investigare sull’incidente occorso al volo MH17…

Occorrerà tutta la tenacia e la pazienza di chi vuol sapere, per ricostruire quel che è successo su quella rotta, a partire alla Torre di Controllo ad Amsterdam…

Però, intanto, il mondo è in ebollizione e, forse, non c’è un secondo da perdere…

Prudenzialmente mi tengo parzialmente fuori dalle interpretazioni “apocalittiche” contenute anche nel video di propaganda filorussa: a mio parere – anche se, lo sottolineo, si tratta di una mia personale chiave di lettura non supportata ancora da prove fattuali, documentali e concrete – gli USA – e i loro alleati europei – e israeliani – più stretti – non si propongono realmente e come obiettivo primario di costringere l’esercito russo ad intervenire direttamente in Ucraina provocando un’escalation difficilmente controllabile e facendo di Putin un capro espiatorio dei mali del mondo e dei fallimenti – economici e politici – del mondo occidentale (USA + Israele + UE). Nell’immaginario collettivo del cittadino statunitense ed europeo medio Putin – e con lui la Russia – sono già da tempo la rappresentazione del bau bau autocratico e antidemocratico che spaventa l’universo “civile e democratico” dell’Occidente. Uno stereotipo che si è radicato fin dalla Rivoluzione di Ottobre del 1917, quando il nuovo stato sovietico diventò il grande mostro alla radice di tutti mali del mondo, il grande nemico da abbattere con ogni mezzo possibile. Più probabilmente i “nostri” – sempre ben forniti di trombe e di cavalleria – hanno concertato una grande operazione terroristica e di provocazione per mettere in un angolo Putin… Guardiamo le opzioni possibili… a) Putin – o chi per lui – è “costretto” ad ammettere le “responsabilità” dei ribelli filorussi nell’abbattimento dell’aereo malese. Inevitabilmente l’immagine della Russia peggiorerà e sia approfondirà l’solamento del premer russo; b) Putin si decide a rivelare la verità sui retroscena dell’incidente sui cieli dell’Ucraina orientale e, giocoforza, è costretto a ordinare l’intervento militare perchè la gravissima provocazione terroristica della parte avversa celerebbe degli obiettivi strategici da realizzare a detrimento degli int
eressi russi; c) Putin si mostra conciliante e opta per una trattativa che comporterà comunque una rinuncia rispetto alla posizione che aveva consolidato in Ucraina. Una decisione, questa, che comporterà comunque un indebolimento della posizione del premier e del suo prestigio fra la “sua” gente. Non dimentichiamolo… L’Ucraina non rientra semplicemente nella sfera degli interessi geostrategici russi… L’Ucraina è storicamente parte della Russia… Per questo motivo, a mio giudizio, Obama e i suoi alleati hanno vinto questa mano di una partita che – nel caso dell’Ucraina – prevede di sottrarla alla sfera russa per consegnarla alla UE – tramite i soliti accordi commerciali e diplomatico – politici – e, quindi, alla NATO con il dichiarato intento di accentuare e portare a compimento l’accerchiamento militare della Russia.

Sgombrato il campo – secondo questa modesta prospettiva – dalle visioni “apocalittiche” per noi va tutto bene ? Al suono delle fanfare del VII Cavalleria i nostri vincono e il “Bene” ha la meglio sul “Male”, tanto per ribadire le infelici immgini evocate da quella sciagura per l’umanità che rispondeva al nome di George Bush jr ? Ci sono pochi motivi per rassicurarsi equi occorre fare un passo indietro nella storia…

Checchè ne dicano gli storici meno propensi ad approfondire la storia, la Seconda Guerra Mondiale terminò con un solo vincitore sul campo: gli Stati Uniti d’America. Tale concetto è stato ribadito proprio dal Presidente Truman davanti al Congresso nel marzo del 1947 in un discorso che gettò le basi della famosa “dottrina” che, più che avviare la cosiddetta “Guerra Fredda”, tracciò la linea e le coordinare politiche e militari di quell’egemonia globale made in USA non negoziabile e non discutibile… Vero è che il gigante russo e sovietico si presentò come il più diretto antagonista degli yankees, tuttavia non si è mai rimarcato abbastanza quanto fosse incolmabile il divario economico, tecnologico e militare con gli States. Se gli americani uscivano dal conflitto con un’economia assestata e in crescita – ulteriormente incentivata e implementata dal cosiddetto Piano Marshall – i russi andavano a sedersi al tavolo dei vincitori ma con le ossa rotte e la popolazione decimata (25 milioni di morti). Senza contare che se l’Armata Rossa e la popolazione sovietica riuscirono a reggere l’urto della tremenda macchina da guerra dei nazisti tedeschi lo si doveva in parte al sostegno finanziario e bellico degli americani…

Lungi dal diffondere pace, libertà e democrazia, il conflitto mondiale sostituì una macchina bellica con un’altra… La più grande delle catastrofi della storia dell’umanità si concluse con un atto cinico, feroce e barbaro… Di una barbarie di cui solo quest’uomo tanto civilizzato ed evoluto è capace: il Presidente degli States – lo stesso che avebbe dettato la dottrina della superiorità statunitense sul mondo e della ingerenza negli altrui affari – ordinò lo sganciamento di due bombe H nelle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki nei primi giorni dell’agosto del 1945. Detto, fatto… Non era certo un buon viatico per un mondo di pace e di libertà, ma intanto si lanciava un messaggio e un monito ai sovietici e al mondo intero: “non mettete i bastoni fra le nostre ruote, lo vedete di che cosa siamo capaci ?” Precedentemente l’aviazione angloamericana aveva dato prova di una potenzialità terroristica pari a quella dei nazisti in bombardamenti “criminali” di città come Dresda. Intanto, soprattutto per effetto delle politiche genocide effettuate dai nazisti nei confronti degli ebrei sul continente europeo, veniva accelerato il processo migratorio verso la Palestina e, di conseguenza, agevolato il compimento del sogno sionista di costituzione di uno stato israeliano. Abbiamo già tutte le premesse di quello che riserverà il futuro – quindi il nostro presente – a consolidazione di quell’Asse USA – GB – Israele (+ UE) che cercherà di imporre la propria egemonia militare, finanziaria, politica e tecnologica sul mondo…

Partendo da queste premesse i rapporti di causa – effetto come sono stati generalmente presentati si ribaltano… La NATO – l’alleanza strategico – militare fra USA, alleati europei e Giappone – è difficilmente assimilabile ad un accordo dai contenuti prettamente difensivi, ma piuttosto si rivela lo strumento per il mantenimento – con mezzi più o meno coercitivi – di un ordine di “sapore anglosassone”, con gli americani che hanno ormai rimpiazzato i “decadenti” britannici… D’altronde il Patto di Varsavia – la “piccola NATO” in salsa sovietica – è posteriore di ben sei anni…

Quale “ordine anglosassone” ci si propone di consolidare ed estendere ? Quello del “mercato” sempre più globalizzato, caratterizzato dai freddi e “impersonali” soggetti di un mondo ancorato ad un brutale “economicismo”… Un mondo attraversato e “colonizzato” dalle multinazionali, dalle grandi finanziarie internazionali, dalle corporations, dalle imprese transnazionali e dalle grandi imprese delle nazioni più potenti fino ai grandi cartelli mafiosi e criminali. Un mondo dominato da poco più di ottanta famiglie della Superclasse… In tutta evidenza e, comunque, nei fatti, la NATO si impone come il gigantesco e mastodontico “cane da guardia” di questo mondo globalizzato. In termini molto semplici e chiari – e se volete – l’Impero di matrice statunitense e anglosassone..

Quali strumenti i nuovi gendarmi della NATO hanno in serbo per proteggere e rafforzare il suddetto ordine ? Qui l’esperienza del Secondo Conflitto Mondiale viene in soccorso: non esistono barriere, territorialità, campi di battaglia… Non esiste più una rigida separazione fra militari e civili… La guerra non è più territoriale, ensì immateriale e non lesina su ogni mezzo possibile, militare ma anche diplomatico, finanziario, informatico, spionistico, psicologico, scientifico, tecnologico, culturale, ecc… Perfino terroristico e criminale… La guerra non è semplicemente “mondiale” ma totale e totalizzante.

Per questi motivi quando il Patto NATO viene siglato nel 1949, vengono sottoscritti protocolli segreti di intervento di cui tuttora ignoriamo i contenuti, ma che quasi sicuramente, mostrano tracce serie di incompatibilità con i principi del rispetto della sovranità dei popoli e dei loro ordinamenti – democratici o meno -. E’ intuitivo che l’isituzione della NATO comporti la supremazia statunitense e la soggezione dei propri alleati europei, sancita anche dall’insedimento di generali yankees ai vertici dell’Alleanza. Un aspetto recentemente emerso, ma che – molto probabilmente – affonda le proprie radici proprio in quegli anni è quello dei rapporti fra le strutture di intelligence dei paesi NATO. Con poche eccezioni pare indubbio che le varie agenzie nazionali fossero tenute a mattersi a disposizione delle “omologhe” statunitensi (NSA, CIA, DIA, ecc…). E il recente scandalo che ha riguardato lo spionaggio statunitense nei confronti della cancelliera tedesca dovrebbe sorprendere solo gli ingenui. Ripetutamente (Datagate, Echelon, renditions, ecc…) abbiamo avuto precise conferme di come le agenzie di intelligence europee – e non solo – abbiano costantemente collaborato con gli alleati americani.

Insomma siamo in presenza di un enorme e incredibile sistema integrato e globale di sicurezza – militare e civile – che ha disseminato le proprie strutture ovunque e ha dispiegato ogni mezzo possibile… A dimostrazione di questo incredibile potenziale basti pensare a come l’evoluzione delle tecnologie informatiche di ordine militari hanno esercitato la loro influenza duratura e imperitura sulla societ&agr
ave; civile. L’esempio forse più lampante è Internet che viene concepito come progetto militare statunitense nel lontano 1970 (!) e che, poi, è stato “commercializzato”. Il continuo sviluppo di Internet ha permesso di affinare le tecniche di spionaggio e di esercitare schedature multiple e non è un caso che tutti i maggiori provider e server appartengono a società made in USA.

Quindi, al di là delle previsioni e prospettive apocalittiche, è lampante che un tale sistema globale e integrato di sicurezza – militare e civile – inghiotte risorse umane e finanziarie a gogò che debbono costantemente essere drenate e incanalate. E’ indubbio che il settore militare – industriale costituisca al tempo stesso un gigantesco business e una necessità per il mantenimento del sistema sommariamente descritto. Per un continente che muore di fame, c’è sempre un F35 che va progettato, assemblato, testato, ecc… Tutto questo comporta costi incalcolabili e che, comunque devono essere sostenuti in tutti i modi possibili. Come ? E’ uno dei grandi misteri dell’umanità, ma qualche suggerimento lo vorrei avanzare… Le grandi bolle speculative del 2008 e del 2011, l’emissione arbitraria di valuta in dollari, traffici come quelli dei rifiuti tossici e degli stupefacenti che, contrariamente a quel che si pensa, non vanno solo ad ingrassare mafiosi, narcotrafficanti e “modesti” signori della guerra territoriali, ecc… Comunque sia, la vera domanda da un milione di dollari -o euro, se preferite – è la seguente: cosa succederà quando i rubinetti si chiuderanno ? Cosa accadrà quando l’enorme debito statunitense non potrà essere più “coperto” ? Quali scene saremo costretti ad assistere quando mancherà la “ciccia” per nutrire il Moloch ?

Senza quasi rendermene conto, mi accorgo di avere fatto un passo dentro il campo degli “apocalittici”…

Forse questi scenari sono ben presenti nelle menti degli “strateghi” del Pentagono – e quindi della NATO -…

E anche per loro inizia il conto alla rovescia…

Tic… Tac… Tic… Tac…

Non c’è macchina bellica che sia costruita per la pace e la prosperità delle nazioni e degli individui…

Saluti

HS

Fonte: www.comedonchisciotte.org

26.07.2014

Pubblicato da Davide

  • luiginox

    la guerra di corea doveva allargarsi alla cina e urss,lo stesso quella del vietnam.e poi anche i tanks in ungheria,la crisi di cuba nei primi anni 60 e poi via via fino al macello yugoslavo più recente che avrebbe costretto la russia ad intervenire.basta. non se ne può piu del catastrofismo apocalittico.le analisi geopolitiche vanno fatte senza trascurare alcun fattore e sono difficilissime e piene di variabili in continua mutazione.questi scritti sono dilettanteschi e volti solamente ad épater o meglio épouvanter le bourgeois

  • vainart

    Certo oggi come oggi ci sono altri giganteschi attori nel mondo, la Cina, l’India, il Sudamerica. Tutti attori che sono avversi agli USA. Poi siamo così sicuri che la NATO sia così potente e unita all’interno. Non lo era forse anche l’imbattibile esercito Persiano quando Alessandro invase la Persia? L’Europa come si comporterà? Chi in Europa vuole una guerra con la Russia? Chi è disposto a morire per le multinazionali? C’è molta più coscienza civile di quel che si crede? Troppi quesiti…

  • Servus

    Non si potrebbe indicare il link al video citato dall’articolo ?

  • Teopratico

    Ergo dovresti apprezzare lo sforzo di chi cerca un’ analisi non apocalittica a breve che, come dici tu, viene da sempre tirata fuori con le trombe ( L’autrice inizia il pezzo non credendo ad una degenerazione degli eventi bellici in Ucraina). E poi è vero che gli " Al lupo, al lupo" sconvolgono solo il gregge, ma prima o poi il lupo arriva per davvero, non solo nelle favole, anche nella storia.

  • oriundo2006

    Ti do’ invece questo link:https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xvI98Z8J388, da cui si evincerebbe una manipolazione delle immagini relative al volo malese abbattuto in Ucraina. Di filmati in rete ne girano talmente tanti che è difficile capire dove inizi l’informazione e dove la manipolazione.

  • lynx

    comunque quello di cui parla l’articolo è questo

  • mazzam

    le differenze rispetto a "prima", nella mente e nei cuori dell’occidente sono tante ma almeno tre sono basilari:

    – la russia non è più il covo di comunisti mangia bambini
    – la russia sembra più affidabile degli usa, meno violenta, meno ingombrante
    – l’imperialismo usa è ormai palese anche alla massaia di segrate e sembra sempre meno giustificato dalla necessità e sempre più arbitrario e teso ai propri interessi (alla generosità yankie insomma non ci crede più nessuno)
    pare poco ma è tanto.
    così in europa in molti si chiedono quale sia l’interesse a mantenere un patto (per certi versi, soprattutto dopo il 9/11, sfiancante)  con un partner lontano e imbolsito anzichè tendere verso la più grande nazione al mondo, alla quale bene o male siamo legati da una storia millenaria, a due passi da noi e con riserve di materie prime tali da mantenerci tutti per un bel po’ senza pestare i piedi a nessuno.
    …. che è infatti una cosa che mi chiedo anch’io.
  • castigo

    Chi è disposto a morire per le multinazionali?

    tutti quelli necessari, almeno in itaGlia.
    basta vedere cosa sono stati in grado di fare 80 euro ed un po’ di fumo mediatico prima delle europee…..
    e poi, hai notato cosa succede nelle strade in questa crisi che ormai dura da anni?
    NIENTE.
    se non è indicativo questo sulla "coscienza civile" in questo paese di peracottari….

  • AlbertoConti

    Tutto verissimo. Più il quadro si chiarisce e più mi appare un diabolico colpo
    di genio la progettazione dell’euro, la moneta artificiale che divide l’Italia,
    ed ora anche i "furbetti" transalpini, dalla Germania.
    Senza la
    fregatura dell’euro, per noi, e per contro la straordinaria botta di culo dei
    tedeschi, si potrebbe ora ipotizzare l’assediamento delle basi americane da
    parte delle popolazioni autoctone europee. Cosa farebbero i nostri generali
    contro un esercito di mamme inferocite che a colpi di tamburo sulle pentole gli
    urlano contro all’unisono "yankee go home!"?

    Infatti il vantaggio
    strategico è tutto qui: loro ci fanno la guerra da oltreoceano, mentre ci
    "convincono" di essere i loro amici, alleati e salvatori. Noi invece ce li
    abbiamo fuori dall’uscio di casa e li conosciamo ormai da 70 anni, anche se
    ancora non sappiamo fare 2+2 per farci tornare i conti, in tasca nel cervello.
    Potenza della comunicazione (deviata)! Ma anche a questo c’è un limite, e
    proprio noi italiani lo stiamo per raggiungere.

    Ora veramente tutti i
    nodi vengono al pettine. Ma se sapremo rimanere uniti nonostante tutte le
    tecniche del "divide et impera", potremo superare indenni la fine
    dell’unipolarismo e dell’epoca degli stati canaglia, quelli che lo sono
    diventati veramente, e che ben conosciamo. Alla larga!

  • dana74

    ". In termini molto semplici e chiari – e se volete – l’Impero di matrice statunitense e anglosassone.."


    Winston Churchill lo disse apertamente, che la comunità internazionale doveva essere guidata dalla stirpe anglosassone.

    Nessuno ebbe niente da eccepire, se le razze giuste si proclamano a superiori
  • Cataldo

    Sicuramente in questi scritti è meglio non inserire troppa materia, e circoscrivere, ma non condivido nel tono e nella sostanza il commento di Luiginox, per essere "dilettantesca" la prosa di HS mi risulta più commestibile di tanta scrittura professionale, che pure si paga.

    Lo dico da lettore della materia  almeno dalla crisi degli "Euromissili" in poi, se non prima 🙂

    Intanto precisiamo che tra il Vietnam  la Corea, e l’Ucraina, c’è una certa differenza, per uno che sta a Mosca, a volersi mettere nel suo colbacco.

    Però alcune precisazioni, perchè se si viene meno al punto di cui sopra, la sintesi non può mortificare troppo gli argomenti.
    Il sistema Militare-Industriale ci è stato palesato proprio da un grande militare USA, il mitico Ike Eisenhower, che ne delineò i contorni potenzialmente autoritari ed autoreferenziali che aveva già visto in essere. Oggi è più corretto parlare di sistema Militare-Industriale-Universitario*, visto che ormai non ci sono confini alla compenetrazione sotto ogni punto di vista,  altrimenti troppe cose non si capirebbero.
    Solo per citare uno degli elementi di maggior cambiamento nella politica americana, e circoscrivere-
    Sul piano stretto della macchina militare, durante la guerra fredda la situazione era completamente diversa da quella attuale, gli alti gradi  avevano un ruolo concreto,  agivano come elemento di distribuzione e in tanti casi di frizione, rispetto le volontà politiche emanate da Washington, sotto ogni profilo. Lo stesso materiale umano di base era differente, e "migliore" sotto tanti punti di vista, cosi come era meglio pagato e rispettato, tutto questo di per se indicava degli argini alle scelte operative operate, con una azione alla fonte.

    Il dispiegarsi degli effetti della rivoluzione digitale** nel campo militare ha generato nelle elite che controllano la politica USA una enorme opportunità, ha annullato il ruolo operativo degli alti gradi, grazie all’enorme potere di concentrazione offerto dalle nuove tecnologie, da qui l’ipertrofia delle agenzie centralizzate a gerarchia corta, quindi
    un peso in meno per ogni scelta operativa,
    una gamma molto più ampia di utilizzo della proiezione;
    in più gli spin doctor hanno aggiunto un layer ulteriore alle operazioni bellliche. prima inesistente o almeno non cosi potente, una velina unica globale di sbarramento automatico:)

    Da qui discendono una serie di pericoli specifici inediti, ed in effetti non si era mai visto un ministro degli esteri gioire del massacro in diretta di un "nemico", una baccante in sedicesimo e tailleur assisteva al massacro di un uomo di stato.

    Queste trasformazioni, e tante altre in diversi settori, sono recenti,  non è guardando agli anni 40 e 50 o anche 80 che si può comprendere la politica USA di oggi.
    Oggi la dottrina è una affermazione assoluta che si chiama
    Full Spectrum Dominance,
    pertanto io mi concentrei molto su questo passaggio, senza mai  incorrere nella tentazione di riportare al passato caratterisitiche recenti del sistema.

    Per chiudere caro Luiginox, visto che a differenza sempre del Vietnam e della Corea, oggi non sento critiche nella società da nessuna parte , anzi, non si sente niente, io  aprirei il dibattito anche agli amatori, ai parvenu, ai neofiti e a chi si è sbagliato di sito, etc etc.

    *La definizione calza da decenni, ma ormai questo consolidamento del legame con le università la impone, ed è in causazione circolare con le trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale, che ha sdoganato una serie di pratiche di finanziamento prima rare.

    **Non mi sembra  corretto dire che Internete nasce da un progetto militare poi commercializzato, Internet si è avvalsa di una serie di fondi per avviare l’impostazione del protocollo, se avessero saputo bene quello che finanziavano i militari  non lo avrebbero messo da subito a disposizione delle università dove lo avevano incubato, e dove sarebbe man mano diventata Internet 🙂

  • Gil_Grissom

    Sempre meglio che essere guidati comunque dai nibelunghi di Sigfrido che stanno conducendo tutta l’Europa, tranne loro ovviamente, verso il baratro del dissesto finanziario.