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COUNCIL ON FOREIGN RELATIONS: LA CRISI UCRAINA E' COLPA DELL'OCCIDENTE. ALTRO CHE PUTIN

FONTE: GEORGE WASHINGTON BLOG

Avevamo già scritto che l‘Occidente accerchia la Russia – e che ha rotto una promessa chiave che portò alla caduta della Unione Sovietica – fatto che è all’origine dell’attuale crisi della Ucraina.

Abbiamo anche segnalato :

Il Dipartimento di Stato Usa ha spesso più di 5 miliardi di dollari per spingere l’Ucraina nelle braccia dell’Occidente. L’ambasciatore U.S.A. in Ucraina (Geoffrey Pyatt) e l’assistente alla Segretaria di Stato (Victoria Nuland) sono stati intercettati mentre complottavano sulla caduta dell’ex governo ucraino in una conversazione de-secretata. Degli ufficiali U.S.A. ai massimi livelli letteralmente hanno distribuito dolcetti ai dimostranti in piazza per rovesciare il governo ucraino.

Gli Stati Uniti hanno fatto tutto il possibile per fare da eco alla propaganda pro-ucraina e anti-russa. Quindi – senza nessun dubbio – il governo degli Stati Uniti è pesantemente coinvolto nella guerra di propaganda che si sta svolgendo in Ucraina.

La notizia sta cominciando a circolare sui mainstream …

In particolare, il Council on Foreign Relations (CFR) è un mainstream, che fa parte di un gruppo di falchi molto allineati. La pubblicazione di punta del CFR – Affari Esteri – ha appena pubblicato un pezzo addebitando le responsabilità della crisi Ucraina a tutto l’Occidente.
Il pezzo di John Mearsheimer – in uscita nel numero settembre/ottobre 2014 – riporta con precisione:

Gli Stati Uniti e i loro alleati europei condividono la maggior parte della responsabilità della crisi. Il nucleo del problema è l’allargamento della NATO, che ha assunto il ruolo determinante in una strategia più ampia per portare l’Ucraina fuori dall’orbita della Russia e per integrarla in quella Occidentale.

Allo stesso tempo, esistevano già forti elementi di criticità sia per l’espansione della UE verso est che per il sostegno dell’Occidente al movimento pro-democrazia in Ucraina – attività che cominciò con la rivoluzione arancione del 2004. Dalla metà degli anni 1990, i leader russi si sono sempre fermamente opposti allargamento della NATO, e negli ultimi anni, hanno messo in chiaro più volte, che non sarebbero rimasti a guardare se si fosse tentato di trasformare un paese confinante in un bastione occidentale di importanza strategica. Per Putin, il rovesciamento del Presidente della Ucraina, filo russo e democraticamente eletto è stato un atto illegale – che ha giustamente etichettato come “colpo di stato” – e questa è stata l’ultima goccia.

“Infatti ha risposto riprendendosi la Crimea, una penisola che temeva avrebbe potuto ospitare una base navale della NATO, e ha lavorato per destabilizzare l’Ucraina fino a quando (l’Ucraina) avrebbe abbandonato ogni sforzo per unirsi all’Occidente. La spinta di Putin per far fallire questo progetto non dovrebbe essere stata una sorpresa per nessuno. Dopo tutto, l’Occidente si stava muovendo nel cortile della Russia e stava minacciando i suoi interessi strategici fondamentali, un punto su cui Putin si era pronunciato ripetutamente e con forza. Le Elites di Stati Uniti e Europa sono rimaste cieche davanti a certi eventi solo perché hanno una visione limitata della politica internazionale.

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I leader degli Stati Uniti e quelli europei sono andati a tentoni nel tentativo di trasformare l’Ucraina in una roccaforte sul confine occidentale della Russia. Ora che le conseguenze sono state messe a nudo, sarebbe un errore ancora più grave insistere e continuare in questa politica illegittima.

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Lo strumento finale dell’ Occidente per strappare Kiev dall’influenza di Mosca è stato l’impegno costante nel diffondere i valori occidentali e nel promuovere la democrazia in Ucraina e in altri stati post-sovietici, un piano che ha comportato notevoli finanziamenti verso persone e organizzazioni filo-occidentali. Victoria Nuland, l’assistente alla Segreteria di Stato per gli Affari Europei ed Eurasiatici, ha stimato che a dicembre 2013 gli Stati Uniti avevano già investito più di cinque miliardi di dollari ( dal 1991) per aiutare l’Ucraina a raggiungere “un futuro che si merita”. Come parte di questo sforzo, il il governo degli Stati Uniti ha finanziato il National Endowment for Democracy. Una fondazione senza scopo di lucro che ha sovvenzionato più di 60 progetti volti a creare una “società civile” in Ucraina, e il Presidente del NED, Carl Gershman, ha definito qusto paese “il premio più costoso”. Dopo che Yanukovich ha vinto le elezioni presidenziali in Ucraina a febbraio del 2010, la NED ha compres di aver fallito i suoi obiettivi, e quindi ha intensificato i suoi sforzi per sostenere l’opposizione e per rafforzare le istituzioni democratiche del paese.

Quando i leader russi guardano come l’ingegneria sociale occidentale che sta trasformando l’Ucraina, si preoccupano che il loro paese potrebbe essere il prossimo. E questo tipo di timori non sono affatto infondati.

A settembre del 2013, Gershman scrisse sul Washington Post, “la scelta dell’Ucraina di entrare in Europa accelererà la scomparsa dell’ideologia dell’imperialismo russo che Putin rappresenta.” – ed ha aggiunto – “Anche i russi si trovano di fronte a una scelta, e Putin potrebbe trovarsi dalla parte dei perdenti, non solo nei paesi confinanti, ma anche all’interno della Russia stessa. “

Il pacchetto a tre strati delle politiche occidentali – allargamento della NATO, espansione della UE e promozione della democrazia – ha buttato altra benzina su un fuoco già pronto a divampare. La scintilla è scoccata a novembre del 2013, quando Yanukovich ha respinto un importante accordo economico era stato negoziato con la UE e ha deciso, in alternativa, di accettare 15 miliardi di dollari offerti dalla Russia. Questa decisione ha dato luogo, nei tre mesi successivi, a una escalation delle manifestazioni antigovernative che a metà febbraio avevano portato alla morte di un centinaio di manifestanti. Emissari occidentali si sono affrettati a volare a Kiev per risolvere la crisi e il 21 febbraio, il governo e l’opposizione hanno raggiunto un accordo che avrebbe permesso a Yanukovich di rimanere al potere fino alle nuove elezioni. Ma quest’accordo è subito saltato e Yanukovich è fuggito in Russia il giorno successivo. Il nuovo governo di Kiev era filo-occidentale e anti-russo fino al midollo, e annoverava quattro esponenti di alto rango che potevano legittimamente essere etichettati come neofascisti.

Anche se la piena portata del coinvolgimento USA non è ancora venuta alla luce, è chiaro che Washington ha appoggiato il colpo di stato. La Nuland e il senatore repubblicano John McCain hanno partecipato a manifestazioni antigovernative, e Geoffrey Pyatt, l’ambasciatore americano in Ucraina, ha proclamato, dopo il rovesciamento di Yanukovich, che si trattava di “un giorno da ricordare sui libri di storia.” Come quella registrazione telefonica che è rivelata , nella quale la Nuland sosteneva il cambio di regime e voleva che il politico ucraino Arseniy Yatsenyuk diventasse primo ministro nel nuovo governo, cosa che poi si è avverata. Non c’è da stupirsi quindi se i russi, di tutte le convinzioni, siano persuasi che l’Occidente abbia svolto un ruolo determinante nella cacciata di Yanukovich.

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Le mosse di Putin dovrebbero essere facili da comprendere. Una grande distesa di terreno pianeggiante che, per arrivare a colpire la Russia, dovettero attraversare sia la Francia napoleonica, sia la Germania imperiale, sia la Germania nazista, questo è sempre stata l’Ucraina, uno stato-cuscinetto di enorme importanza strategica per la Russia. Nessun leader russo avrebbe tollerato una alleanza militare che permettesse ad un nemico mortale di Mosca di poter entrare liberamente in Ucraina. Ogni leader russo non resterebbe a guardare mentre l’Occidente si sta prodigando per instaurare un governo con il compito specifico di far passare l’Ucraina dalla parte dell’Occidente.

A Washington può non piacere la posizione di Mosca, ma dovrebbe comprendere la logica che c’è dietro. Questa è Geopolitica : le grandi potenze sono sempre sensibili a qualsiasi potenziale minaccia portata nei territori vicino a casa loro. Dopo tutto, gli Stati Uniti non tollerano che grandi potenze di paesi lontani svolgano delle esercitazioni militari in tutto l’emisfero occidentale, tanto meno quando si svolgono vicino ai suoi stessi confini. Immaginate l’indignazione di Washington se la Cina costituisse una imponente alleanza militare e cercasse di includervi anche Canada e Messico. Logica a parte, i leader russi hanno detto ai loro omologhi occidentali, in molte occasioni, che considerano l’espansione della NATO in Georgia e in Ucraina inaccettabile, come pure qualsiasi tentativo di trasformare questi paesi in nemici della Russia – un messaggio che la guerra del 2008 tra Russia e Georgia ha trasmesso in modo cristallino.

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In una intervista del 1998 – il massimo esperto americano sulla Russia, George Kennan – predisse che l’espansione della NATO avrebbe potuto provocare una crisi, ma la risposta dei fautori dell’espansione sarebbe stata: ” è quello che abbiamo sempre detto, i russi sono quello che sono.” Sembra che questo sia un segnale che ha colto la maggior parte dei burocrati occidentali che hanno sempre dipinto Putin come il vero responsabile della situazione in Ucraina.

Mearsheimer ha trovato una via d’uscita da questo pasticcio:

Ci sarebbe una soluzione per la crisi in Ucraina, ma – questo richiederebbe all’Occidente di pensare al paese in un modo radicalmente nuovo. Gli Stati Uniti e i suoi alleati dovrebbero abbandonare il loro progetto di occidentalizzare l’Ucraina e invece dovrebbero puntare a trasformarla in un cuscinetto neutrale tra la NATO e la Russia, qualcosa di simile alla posizione che mantenne l’Austria durante la Guerra Fredda. I leader occidentali dovrebbero riconoscere che l’Ucraina è tanto importante per Putin che non potrà tollerare nessun regime anti-russo in questo paese. Ciò non significa che un prossimo governo ucraino dovrà essere filo-russo o anti-NATO. Al contrario, l’obiettivo dovrebbe essere fare della Ucraina un paese sovrano che non rientra né nella sfera russa né in quella occidentale.

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Gli Stati Uniti e i loro alleati europei ora si trovano a dover affrontare una scelta sull’Ucraina. Possono continuare la loro politica attuale, che esacerberà le ostilità con la Russia e devasterà l’Ucraina fino a quando andrà avanti – in uno scenario in cui tutti avranno qualcosa da rimetterci. Oppure possono cambiare marcia e cominciare a lavorare per creare un Ucraina prospera ma neutrale, un paese che non minacci nè la Russia né l’Occidente e che potrà permettere all’Occidente di recuperare i suoi rapporti con Mosca.

Con questo approccio, tutte le parti avrebbero qualcosa da guadagnare. Chissà se saranno le persone più sagge a farsi valere e se ci tireranno fuori da questo abisso , prima che sia troppo tardi?

Guardiamoci questo.

Fonte: www.zerohedge.com

Link: www.zerohedge.com/news/2014-08-21/council-foreign-relations-ukraine-crisis-west’s-–-not-putin’s-–-fault

21.08.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario