Home / ComeDonChisciotte / COS’E’ CHE NON FUNZIONA NEL NOSTRO SISTEMA MONETARIO (E COME RIMEDIARE)
15040-thumb.jpg

COS’E’ CHE NON FUNZIONA NEL NOSTRO SISTEMA MONETARIO (E COME RIMEDIARE)

DI ADRIAN KUZMINSKI

cluborlov.blogspot.com

C’e’ qualcosa di profondamente sbagliato nel nostro sistema finanziario globale. Papa Francesco è solo l’ultimo di molti ad aver lanciato questo allarme:

“Gli esseri umani e la natura non devono essere al servizio del denaro. Dobbiamo dire no a un’economia di esclusione e disuguaglianza, regolata non dallo spirito di servizio ma dal denaro. E’ un’economia che uccide. E’ un’economia che emargina. Quest’economia distruggerà la Madre Terra.”

Quella che il Papa chiama “un’economia di esclusione e disuguaglianza regolata dal denaro” è ben nota a tutti. Quello che invece non è molto chiaro è come abbiamo fatto a finire in questa situazione e come rimediare.

La maggior parte della gente prende per scontato il nostro sistema monetario e si sconvolge quando scopre che non è il suo governo ad emettere il loro denaro. Quasi tutto il denaro è generato da prestiti fatti di ‘aria fritta’ provenienti da registrazioni contabili di banche private. Per questo ‘passaggio’ le banche applicano interessi, guadagnando quindi per aver fattp praticamente niente. La valuta emessa dal governo – monete e banconote – è una parte trascurabile al confronto.

L’idea di dare alle banche private il monopolio per l’emissione del denaro risale all’Inghilterra del diciassettesimo secolo. Il governo britannico, messo alle strette, consentì a un gruppo di banchieri privati di assumersi il debito nazionale come collaterale per l’emissione di prestiti, sicuri che lo stato avrebbe certamente ripagato il debito, rivalendosi sui contribuenti.

E così è stato fin da allora. Alexander Hamilton ammirava molto questo sistema che chiamò ‘il sistema inglese’; lui e i suoi successori riuscirono ad esportarlo negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo.

Ma il denaro è una cosa troppo importante per lasciarlo nelle mani dei banchieri. Non c’è alcun motivo per concedere ad entità private il redditizio monopolio dell’emissione del denaro; questa dovrebbe essere un servizio pubblico, cosa che molti oggi credono sia. Inoltre, l’emissione privatizzata del denaro consente a poche grandi banche e istituzioni finanziarie non solo di lucrare facendo nient’altro che delle registrazioni contabili, ma anche di convogliare gli investimenti verso società ‘amiche’ e non verso tutti indistintamente.

La persone comuni ottengono finanziamenti a condizioni proibitive, se non addirittura disastrose, che le condanna a vivere eternamente nel debito con ipoteche, prestiti universitari, rate per l’acquisto di automobili, rimborsi di carte di credito, ecc. Gli interessi su questi prestiti vanno ad alimentare la macchina degli investimenti privati di Wall Street, rappresentata dalla figura estrema del moderno creditore: il famoso ‘unpercentista’.

Sono due i principali critici del nostro sistema finanziario privatizzato: i fanatici dell’oro (gold-bugs) e i sostenitori del sistema di banche pubbliche. I primi vorrebbero tornare a uno standard aureo e alla moneta d’oro. Il problema è che diverrebbe praticamente impossibile avere denaro in prestito poiché la quantità d’oro disponibile in circolazione è esigua e poco flessibile. Non c’e’ modo di espandere la quantità di oro presente del mondo.

Il credito – la capacità di avere denaro in prestito – è fondamentale per qualsiasi economia. Se non potessimo avere prestiti per ottenere capitali di investimento, strade, infrastrutture, case, aziende, ospedali, istruzione, ecc, allora non saremmo più in grado di finanziare i servizi essenziali. Per questo abbiamo bisogno di un’offerta monetaria elastica.

I sostenitori del sistema delle banche pubbliche – come Stephen Zarlenga e Ellen Brown – conoscono bene la necessità del credito. Il loro scopo è quello di trasferire il monopolio del credito dal privato al pubblico. Purtroppo, non c’è alcuna garanzia che questa forma di finanziamento statale “progressista” si migliore della versione ‘privata’.

Se avessimo un governo realmente democratico che si assumesse concretamente le sue responsabilità nei confronti dei cittadini, allora sì che questo sistema funzionerebbe; ma, in realtà i governi degli Stati Uniti e dei paesi più sviluppati non sono che oligarchie controllate da interessi particolari. Una banca pubblica centralizzata senza una rivoluzione politica finirebbe con il favorire degli appaltatori ‘amici’ del governo, che continuerebbero a spremere i debitori per avere gli interessi, con la scusa che sono destinati al “bene pubblico”.

Curiosamente, questo ci ricorda il sistema adottato dalla vecchia Unione Sovietica e dalla Cina attuale, dove una nomenklatura politica detta legge e arricchisce se stessa. Il nostro attuale sistema di finanza privata centralizzata, così come la proposta “progressista” di una finanza pubblica centralizzata, non sono altro che versioni gemelle di un controllo finanziario dall’alto verso il basso in mano a un’élite.

Fortunatamente, esiste anche un altro modello alternativo. In America c’è una lunga tradizione iniziata nel periodo della resistenza al colonialismo britannico del ‘sistema inglese’ e poi continuata dai Jeffersoniani, dai Jacksoniani e dai populisti del post-guerra civile. Questa tradizione si opponeva a qualsiasi forma di banche centrali e promuoveva l’emissione decentralizzata del denaro.

L’idea che svilupparono era di proibire qualsiasi forma di banche centrali – sia pubbliche sia private – e consentire l’emissione del denaro esclusivamente in modo locale, a fronte di valide garanzie sia per gli individui sia per le aziende. E’ un approccio essenziale, che parte dal basso e dà la priorità ai cittadini e alle aziende locali, che ottengono dalle banche pubbliche locali prestiti senza interessi per finanziare le loro attività.

Un tale sistema dovrebbe essere pubblicamente regolamentato, per garantire uno standard equo e uniforme dei prestiti locali. Sarebbe, in effetti, un sistema bancario pubblico. Tuttavia, l’assenza di un’istituzione emittente centralizzata, impedirebbe qualsiasi concentrazione del potere finanziario, sia pubblico sia privato.

Qualsiasi sistema di controllo finanziario top-down – sia privato sia pubblico – presuppone un qualche tipo di controllo da parte di un’élite. Ovvero, una sorta di pianificazione centrale elaborata sia dai consigli di amministrazione delle aziende sia dagli uffici delle agenzie governative, o da una combinazione di entrambi. La storia ci suggerisce un sistema decisionale top-down finisce inevitabilmente con il favorire gli interessi privati, diventa quindi distorto e socialmente controproducente.

Il sistema decentralizzato di finanza populista opererebbe senza una pianificazione centrale. Al contrario, la finanza si auto-regolerebbe con innumerevoli decisioni locali su prestiti e meriti creditizi. L’amore per il denaro non finirebbe con lo sfruttare il suo potere: sarebbe invece disperso e distribuito fra tutta la popolazione, come dovrebbe essere, senza interessi onerosi e a beneficio di tutti.

Adrian Kuzminski

Fonte: http://cluborlov.blogspot.com

Link: http://cluborlov.blogspot.com/2015/07/whats-wrong-with-our-monetary-system.html

14.07.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Interessante proposta ma manca di almeno due aspetti "pratici" non meno cruciali. Il primo e più semplice è l’applicabilità allo stato attuale delle cose. Temo che se anche dovesse essere applicato, avremo una versione B, cioè "il contentino": le valute si differenziano ma la gestione sotterranea di enti ormai cogenti il gruppo elitario e globalista (gli istituti di credito), rimane a direzione unica, con il risultato di donare un arma in più alla demoniocrazia, cioé uno strato aggiuntivo (nemmeno richiesto) di nebbia protettiva.

    Si potrebbe ovviare con l’emssione di moneta locale, non è vietato dalle leggi. Tuttavia se si può fare un sospetto dovrebbe venire. Ormai è chiaro che una moneta esiste sulla base del suo cambio e rimane dipendente quindi da una "valuta forte" di riferimento, che ad oggi è il dollaro (per tutti). Il vero problema, di cui ormai si sono accorti persino i "Masters of Universe 2" ovvero "BRICS la vendetta", cioè le oligarchie finanziarie Indiane, Russe e Cinesi, è l’assenza di una alternativa, di un altra moneta di riferimento tra cui scegliere. In una società che si avvia ad essere multipolare è un dato anti-storico che restituisce agli USA una "governance globale" che in effetti non è sostenibile materialmente, dato che diventa unilateralmente invischiata con gli interessi di una specifica parte dell’aristocrazia globale. Prova però tu a togliere di bocca al Condor-Iena USA il suo brandello di carne strappato al cadavere globalista, per indovinare cosa accade. C’è un pensiero sotto, una promessa: quella elité è la prima ad avere i mezzi concreti per governare il pianeta, in modo da sprofondare dentro il cervello di ogni suo singolo abitante, umano o no.
    Vorrei capire, una volta che hai promesso a un elité di individui che fonda la sua fortuna sulla totale assenza di moralità (come nei casinò) e ha raggiunto l’essenza stessa della ricchezza controllando "il banco del mondo", che può avere un potere ancora superiore e senza limiti per grazia della tecnologia, come fai tu a fermala dopo.

    Attualmente non credo sia possibile, ma nemmeno arredersi è possibile, chiaramente. La nostra, come il caso dei polli al macello chiusi in un allevamento intensivo, è quindi una situazione di chiaro stallo: se non produciamo le uova comandate, passiamo subito al reparto disassemblaggio, quindi non possiamo fare ostruzione o saremo tutti disassemblati in massa.
    Con una piccola aggiunta di satira storica: a dirigere il posto sono altri polli, che hanno qualche vantaggio in più, tipo che sono destinabili al disassemblaggio solo dopo il terzo turno.

    Il denaro è inutile. Ma non è possibile dirlo in una società che ha bisogno dell’Ipod per esistere e continuare a riprodursi, dentro l’incubo dell’allevamento intesivo.
    Che tutto questo sistema sia obbligatoriamente destinato a collassare su se stesso (moneta compresa) era eviente fino dalle sue premesse: è come una truffa, il truffatore non si preoccupa che sia scoperto, ma solo "quando" verrà scoperto, perchè sia troppo tardi per acchiapparlo e bastonarlo. Quindi non si preoccupa della verità, ma di controllarne la diffusione, in modo che sia disponibile al truffato, quando non se ne fa più niente.

  • dar56

    Ok, tutto giusto e condivisibile. Ma.

    E’ mai possibile che a tutt’oggi ancora si si alambicchi ostinatamente il cervello per trovare una soluzione economica alternativa all’attuale sistema monetario? Ne ho sentite e lette di tutti i colori ma mai nessuno che si ponesse la vera e secondo me unica domanda: oggi, abbiamo davvero bisogno di qualcosa come il denaro? 
    Io credo che il denaro, come il baratto nel passato, abbia fatto il suo tempo ed esaurito il suo compito. A partire da Tesla in poi le VERE scoperte tecnologiche che ci sono precluse e l’adozione di una scellerata obsolescenza programmata, ci hanno messo davanti un mondo assurdo e schizofrenico che non possiamo più accettare.
    Io sono assolutamente convinto che il livello scientifico e tecnologico attuale sia avanti di ALMENO cinquant’anni rispetto a quanto ci è dato di sapere e conoscere. In tutti campi dello scibile umano, medico, energetico, tecnico industriale, agricolo ecc. ecc.
    Consiglio a tutti il favoloso libro di Marco Pizzuti "Scoperte scientifiche non autorizzate" e già vi potreste fare un’idea molto più precisa della materia.
    I soldi non servono, non sono un valore, ma la misura del valore (diceva qualcuno), non crescono sugli alberi e non ne abbiamo bisogno per vivere.
    Il lavoro così come lo conosciamo è destinato a sparire perché già oggi tanti lavori che in passato gravavano sull’uomo, sono oggi eseguiti dalle macchine, quindi ci troveremo in una situazione nella quale, senza lavoro e senza stipendio, non saremo più in grado di acquistare quello che le macchine producono. Un nonsense allucinante.
    La soluzione di chi comanda (attualmente) il mondo è decimare la popolazione mondiale, schiavizzarci in lavori inutili e disumanizzanti, friggerci il cervello con ogni sorta di schifezza chimica immessa nei celi, nel cibo e nelle bevande. E’ ora che ci si svegli.
    Quindi, non stiamo a perder tempo a cercare di capire quale tipo di denaro o sistema finanziario "nuovo" possiamo inventarci e rendiamoci conto di quanto ci è nascosto e precluso. Capito ciò, ci renderemmo e ci renderemo conto di quanto diverso, sano, pulito e funzionale già da ora il mondo potrebbe essere. Senza soldi.
    Ciao
  • dar56

    Ok, tutto giusto e condivisibile. Ma.

    E’ mai possibile che a tutt’oggi ancora ci si alambicchi ostinatamente il cervello per trovare una soluzione economica alternativa all’attuale sistema monetario? Ne ho sentite e lette di tutti i colori ma mai nessuno che si ponesse la vera e secondo me unica domanda: oggi, abbiamo davvero bisogno di qualcosa come il denaro? 
    Io credo che il denaro, come il baratto nel passato, abbia fatto il suo tempo ed esaurito il suo compito. A partire da Tesla in poi le VERE scoperte tecnologiche che ci sono precluse e l’adozione di una scellerata obsolescenza programmata, ci hanno messo davanti un mondo assurdo e schizofrenico che non possiamo più accettare.
    Io sono assolutamente convinto che il livello scientifico e tecnologico attuale sia avanti di ALMENO cinquant’anni rispetto a quanto ci è dato di sapere e conoscere. In tutti campi dello scibile umano, medico, energetico, tecnico industriale, agricolo ecc. ecc.
    Consiglio a tutti il favoloso libro di Marco Pizzuti "Scoperte scientifiche non autorizzate" e già vi potreste fare un’idea molto più precisa della materia.
    I soldi non servono, non sono un valore, ma la misura del valore (diceva qualcuno), non crescono sugli alberi e non ne abbiamo bisogno per vivere.
    Il lavoro così come lo conosciamo è destinato a sparire perché già oggi tanti lavori che in passato gravavano sull’uomo, sono oggi eseguiti dalle macchine, quindi ci troveremo in una situazione nella quale, senza lavoro e senza stipendio, non saremo più in grado di acquistare quello che le macchine producono. Un nonsense allucinante.
    La soluzione di chi comanda (attualmente) il mondo è decimare la popolazione mondiale, schiavizzarci in lavori inutili e disumanizzanti, friggerci il cervello con ogni sorta di schifezza chimica immessa nei celi, nel cibo e nelle bevande. E’ ora che ci si svegli.
    Quindi, non stiamo a perder tempo a cercare di capire quale tipo di denaro o sistema finanziario "nuovo" possiamo inventarci e rendiamoci conto di quanto ci è nascosto e precluso. Capito ciò, ci renderemmo e ci renderemo conto di quanto diverso, sano, pulito e funzionale già da ora il mondo potrebbe essere. Senza soldi.
    Ciao
  • SanPap

    Stai suggerendo l’uso di moneta elettronica ?

    Non è un problema tecnologico.

    Due fatti che mi sono capitati:

    1) Dei cinesi (così mi ha detto la polizia) mi avevano clonato il cellulare e lo usavano per fare telefonate internazionali; mi sono visto addebitare una bolletta da 8.000.000 di lire (c’era ancora la lira) e per riaverli ho dovuto penare a lungo.

    2) Agosto 2002 – Cartella pazza di equitalia: 40.000 euro, a cui la banca aveva aggiunto altri 20.000 euro (mi hanno detto per sicurezza, loro sicurezza ovviamente; se avessero dovuto procedere ad un pignoramento si erano riservato un bel margine di sicurezza). Stavo facendo benzina, vado per pagare e mi trovo in rosso di -60.000 euro; in tasca avevo meno di un euro, neanche i soldi per prendere un autobus e andare in banca a capire che diavolo mi fosse successo. Mi ci sono voluti 6 anni (2 gradi di giudizio entrambi a me favorevoli) per risolvere.

    Quindi prima di pensare "Oh quanto sarebbe bello e comodo avere la monera elettronica … " ragionate su quello che vi può accadere se qualcuno vi taglia il credito, a torto o a ragione non fa differenza.

  • spartan3000_it

    La dicotomia pubblico-privato nella gestione del sistema monetario e’ per me fuorviante. Si tratta di attribuire un privilegio a soggetti elitari in ambo casi che finiranno, la storia insegna, per farne un cattivo uso diventando di fatto dei falsari. Un sistema monetario si puo’ progettare in molteplici modi. Quello che abbiamo e’ frutto di una evoluzione storica e dei complotti riusciti dell’elite. Se ci fasse la moneta sovrana non saremo esenti da problemi come dimostra lo svilimento della moneta operato da numerosi soggetti sovrani nella storia. Proprio per evitare questo svilimento si e’ deciso di attribuire la gestione della moneta alle banche private indipendenti ma anche loro finiscono per svilire la moneta e i sistemi finanziari, governati da una commistione di interessi politici e finanziari in combutta,  vanno resettati nei punti di svolta della storia. Il principale problema e’ che l’uomo e’ naturalmente in maggioranza portato alla pigrizia ed hanno escogitato il debito come strumento per pungolare l’uomo a lavorare di piu’ e a produrre piu’ ricchezza. I sistemi monetari sono generalmente congegnati per estrarre la massima quantita’ di risorse e di lavoro dall’ambiente economico. Forse e’ proprio questo che e’ sbagliato. Dovremmo prendere dalla natura solo quello che realmente necessita come facevano gli aborigeni americani o come si faceva nel nostro Medioevo. Quanto alle disuguaglianze sono un po’ fatalista nel senso che sono inestinguibili come e’ inestinguibile la differenza che scaturisce tra il corredo cromosomico di ciascuno. Ma anche la differenza e la disuguaglianza sono un motore ed uno stimolo che mette dinamismo ai processi sociali. I poveri ci saranno sempre e anche i Santi che se ne prenderanno cura.

  • GioCo

    Specifico, la frase "il denaro è inutile" non si riferisce al denaro elettronico, ma alla possibilità di renderlo anche elettronico.
    Cioè, come si fa (diamine) a considerare di valore qualcosa che è talmente vuoto di apprezzabile valore da essere ben gestito anche solo virtualmente, senza nemmeno una controparte simbolica materiale?

    Vorrei capire chi può abitare in una casa virtuale, o mangiare cibo virtuale, o avere un partner virtuale. Tuttavia facciamo molta, moltissima attenzione, perché questo lo possiamo dire solo adesso, perché presto, molto presto, non sarà più possibile capire come si sostituire virtualità con materialità.

    Nel mondo futuro la virtualità (cioè il vuoto) sarà un bene ottenuto come premio, rispetto a un esistenza che farebbe apparire desdirebile la vita di "Ciaula scopre la luna". Perchè lui almeno la luna poteva ancora scoprirla nella sua concreta e materiale bellezza. La virutalità sarà mezzo di fuga per una vita materiale capace di raccontarsi solo per quanto è orrida, contrapposto al virtuale come "luogo di eterna promessa", oltre che eterna giovinezza. Un paradiso insomma, ma che sarà obbligatorio guadagnare.

    Indovinate chi giudica in quel caso? Mi verrebbe da dire a questo punto, come diamine si fa a continuare a ritenere che la moneta sia il problema e/o una soluzione, quando è strutturalmente inutile in una società che non ne ha proprio bisogno nemmeno per stimolare la supposta pigrizia.
    Che poi è solo il "non fare quello che un altro vuole", dal momento che questo altro è solo la misura della megalomania individualista. La "prigrizia" è l’impossibilità di accettare l’esistente per alcuni, più furbi, arroganti e aggressivi rispetto la massa. L’uomo non è pigro, basta vedere Leonardo da Vinci, il massimo della pigrizia: qualcuno lo può associare alla "poca voglia di fare"? Non esiste l’uomo pigro, è un mito costruito dall’arroganza e che serve a giustificarla.
    Perchè alcuni nascono dipendenti dagli altri e hanno bisogno di sentirsi liberi. Da ciò nasce l’arroganza.
    Non centra con la curiosità, la coperta e il bisogno di conoscienza umana, tradotti nel mito di massa dello "scenziato pazzo": invece vorrei chiedere chi ha mai visto un vivente non sotto ipnosi (cioè presente a se stesso) veramente capace di "non fare niente".
    Quello si che è impossibile!

  • spartan3000_it

    Non vorrei essere frainteso per il termine pigrizia che ho usato. Come sempre non e’ opportuno fare di tutta l’erba un fascio. In una popolazione esistono diverse componenti fra cui possiamo identificare anche i pigri. Ognuno di noi conosce qualcuno che e’ pigro e che proprio evita ogni sorta di fatica magari vivendo a scrocco con la borsetta di mamma’ concedendosi solo al divertimento. A volte la pigrizia e’ temporanea e transitoria. Un’altra componente della popolazione e’ quella dei creativi: uomini di talento che mettono a frutto una intelligenza innata in ogni sorta di espediente e ritrovato tecnico per migliorare  la propria e altrui esistenza. Esistono i cosiddetti produttori di ricchezza che sanno come rendere efficiente un processo produttivo per generare profitto e rifornire il mercato. Ognuno ha il suo talento che mette in uso. Per gran parte della nostra storia, almeno a quanto e’ dato di sapere, si e’ comunque lavorato molto poco e non c’era il consumismo che sperimentiamo oggi. I latini elogiavano l’"otium" e tutti sognano un periodo di vacanza. Un sistema economico e sociale va comunque "alimentato" perche’ sia rifornito di merci preziose, cibo e altro. Qualcuno si deve far carico di questo sistema complesso mettendo a disposizione il proprio lavoro per la manutenzione e l’esecuzione dei processi produttivi. Il capitalismo ha messo il turbo a questi processi massimizzando solo in epoca recente la capacita’ di alimentare un sistema complesso anche a discapito di questioni ambientali. A cio’ hanno mirato anche le politiche economiche e monetarie di stimolo. Sono d’accordo che esiste anche una economia del gratuito che sfugge alla rilevazione. Io ufficialmente sono disoccupato o pre-pensionato senza la pensione e attingo ai risparmi eppure le mie giornate sono piene e faccio parecchio volontariato. Credo comunque che questo sistema che abbiamo sotto gli occhi sarebbe molto diverso se tutti facessero solo le cose gli piacciono seguendo il talento. Ci sono cose che vanno retribuite e ci sono processi per cui occorre stimolare gli esseri umani a lavorare per continuare ad alimentare un sistema complesso. Penso anche che qualcuno abusi del surplus o plusvalore di questi processi lavorativi come aveva intuito Marx attingendo a risorse non meritate in modo parassitario. La questione e’ certamente molto complessa.

  • Veron

    Tanto per fare un passo alla volta, si potrebbe cominciare col vietare gli interessi, come fanno i paesi islamici. Se partiamo dall’ovvia constatazione che durante ogni prestito viene CREATO DAL NULLA il denaro prestato ma non gli interessi che su questo si dovranno pagare, si vedrà subito che gli effetti dell’interesse sull’intera società sono perversi e di vasta portata. La domanda da cui partire è:  come può essere ripagato un prestito il cui interesse non viene mai creato?

    Scrive Bernard Lietaer:

    "Essenzialmente,
    per ripagare l’interesse su un prestito si deve ottenere il denaro da qualche
    altro agente economico. In altre parole, il congegno usato per generare la
    scarsità di denaro necessaria al funzionamento del sistema monetario fondato
    sul debito è la non-creazione del denaro che servirebbe a pagare gli interessi.
    Questo meccanismo costringe gli agenti economici a competere gli uni con gli
    altri per del denaro che non è mai stato creato. E se questi non avranno
    successo, andranno in bancarotta e perderanno le garanzie reali offerte al
    prestatore. Pertanto, la competizione economica va vista non come una
    competizione per le risorse e i mercati, come raccontano i testi di economia,
    ma come una competizione per il denaro che
    sfrutta le risorse e i mercati per ottenerlo. Va da sé che se l’economia di una
    nazione restasse immutata da un anno all’altro, un certo numero di agenti non
    troverebbe mai il denaro necessario per rimborsare il debito. In realtà, però,
    noi viviamo in un mondo in cui la popolazione, la produttività o l’offerta di
    denaro da parte del sistema bancario generalmente crescono. Il processo reale contempla
    la crescita di queste tre componenti. Il sistema bancario si limita a prendere
    la prima fetta della crescita per il rimborso degli interessi. Nelle società
    arcaiche, gli agricoltori sacrificavano agli dèi i primi frutti del loro
    raccolto. Oggi invece diamo i primi frutti delle nostre fatiche al sistema
    finanziario, anche se non siamo direttamente
    indebitati
    . Nella vita reale la popolazione, la produzione e l’offerta di
    denaro crescono a tassi differenti da un anno all’altro, rendendo oltremodo
    difficile capire cosa stia effettivamente accadendo. Il sistema monetario
    agisce come un tapis roulant
    poichè richiede una crescita economica ininterrotta, anche se il livello medio
    di qualità della vita resta invariato. Detto altrimenti, il tasso d’interesse
    determina il tasso di crescita economica necessario per rimanere fermi allo stesso punto.
    Solo se la crescita del PIL superasse ripetutamente il tasso medio d’interesse,
    ci si potrebbe aspettare un miglioramento significativo dello standard di vita
    della popolazione. Ecco perché il bisogno di una crescita permanente è
    l’ossessione delle economie di mercato, ed ecco da dove nasce l’iperconsumismo
    – la corsa sul tapis roulant – che contraddistingue le società moderne. Il
    sistema monetario attuale è stato creato in un periodo in cui nessuno doveva
    fare i conti con i limiti ecologici, demografici e produttivi cui oggi siamo costretti.
    Questo la dice lunga sulla sua inadeguatezza e la sua pericolosità. Il terzo
    effetto sistematico dell’interesse è il continuo trasferimento di ricchezza da
    una vasta maggioranza a una piccola minoranza di rentier che riceve una rendita
    ininterrotta da chiunque abbia bisogno di accedere a un prestito per ottenere
    il mezzo di scambio. Per definizione, l’interesse è un flusso che trasferisce
    denaro da coloro che non ne hanno abbastanza (e perciò devono chiederne in
    prestito) a quelli che ne hanno più di quanto ne abbiano bisogno (e sono quindi
    in grado di prestarlo). Da ciò conseguono le forti disparità e le crescenti disuguaglianze
    che si osservano ovunque. In definitiva, i tre effetti principali dell’interesse – la competizione,
    il bisogno di una crescita permanente e di un’incessante concentrazione di
    ricchezza – sono stati i motori che hanno sospinto il mondo occidentale
    attraverso le rivoluzioni industriali e che hanno anche favorito l’abnorme
    sviluppo dei grandi gruppi industriali e finanziari che dominano l’economia
    globalizzata".

    Tuttavia, le ripercussioni socio-economiche dell’interesse non finiscono
    qui: tra i suoi effetti tutt’altro che secondari è necessario menzionare l’ottica
    di breve periodo che guida gran parte delle decisioni economiche, l’avidità e la
    speculazione dilagante, l’indebolimento dei legami sociali e del senso di appartenenza
    alla comunità, infine la spaventosa ipertrofia del debito pubblico e privato
    che affligge la maggior parte delle nazioni e che ne frena lo sviluppo, quando
    non lo impedisce.
    È attorno alla pretesa di un interesse – un
    balzello arbitrario e fraudolento – posto a carico di un capitale creato dal
    nulla, che ruota la nostra economia.

  • ProjectCivilization

    Alla buon ora…ma curioso che difenda il credito…che e’ parte integrante del sistema che critica…e fa danni ben maggiori…

  • FlavioBosio

    Post da icorniciare !

  • FlavioBosio

    《Dovremmo prendere dalla natura solo quello che realmente necessita come facevano gli aborigeni》


    Ottima idea, io le farei fare su e giù a piedi per le strade di Edimburgo con un barile d’acqua da portare casa per casa come si faceva fino ad un paio di secoli fa, poi vediamo se ci ripensa e le vien voglia di un bell’acquedotto.
  • makkia

    Centro perfetto.
    La moneta elettronica centralizzata è nelle mani di chi?
    Degli stessi che governano oggi quella "cartacea" [non è la definizione precisa, ma per capirci].
    Solo che non avrebbero neanche più i vincoli di una gestione, diciamo così, visibionabile. Quello che ti ha salvato (con fatica) è stata l’accessibilità del cartaceo, cui i tuoi avvocati potevano attingere per esporlo al magistrato.
    Carta canta, villan dorme. E’ quanto mai attuale come proverbio.

  • MisterFrank

    Forse sbaglio, ma a me non sembrava volesse suggerire l’uso di moneta elettronica..

  • ilsanto

    Ma scusa se non ci fossero gli interessi come farebbero le banche a ripagarsi degli insoluti oramai astronomici ? voglio dire la banca si assume un rischio prestando danaro che non crea dal nulla ma raccoglie dai conti di chi versa. La storia che crea danaro è una favola, si certo può prestarne piu dei depositi ma a suo rischio e pericolo fidando semplicemente che statisticamente non si svuoteranno contemporaneamente tutti i depositi. Del resto se creassero danaro non sarebbero andate in crisi e tutta la storia degli stati che le hanno rifinanziate con migliaia di miliardi non avrebbe senso.

  • ilsanto

    Scusa ma perchè la gente non compra le cose quando ha i soldi ? ma perchè chi non ha i soldi pretende che qualcuno li presti e pure senza interessi e poi deve maledirli come sfruttatori ? se ti piace la mercedes ma non hai i soldi comprati la panda e non rompere.