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Ecco cosa succede (per davvero) nel paese che inneggia a Stalin

DI PETR NAGIBIN

ilsussidiario.net

Stimatissimo direttore,

ho letto con notevole perplessità l’articolo di Mauro Bottarelli “Le ‘follie’ italiane su Russia e immigrazione”(http://comedonchisciotte.org/non-male-primo-quotidiano-italiano-cosa-ne-pensate/). Non voglio addentrarmi nella questione dei migranti di cui si occupa nella seconda parte del suo pezzo: anche qui lo spirito mi lascia molto perplesso, ma si tratta di una questione per la quale non ho la competenza e le conoscenze tecniche per un’opportuna verifica. Ti segnalo soltanto che, quando dice che “in Russia non c’è alcun clima di guerra”, non esprime semplicemente un’opinione più o meno discutibile (che in questo senso andrebbe tenuta comunque presente per completezza di informazione), ma dice una cosa positivamente falsa. Il fatto che la sua affermazione si fondi su una lettera del gruppo Gim Unimpresa meriterebbe un discorso a parte, non foss’altro perché queste stimabilissime persone, pur con una lunga esperienza di Russia, non sono semplici russi, ma imprenditori italiani.

Altro che “non c’è alcun clima di guerra”: i russi hanno a che fare con una realtà che incute esattamente terrore; lo sdoganamento dello stalinismo con la rivalutazione di Stalin in quanto artefice della vittoria nella seconda guerra mondiale (mentre il protagonista di quella vittoria fu il popolo, mandato al macello dall’imperizia e dalla criminalità dei suoi capi) può forse lasciar tranquilli degli osservatori occidentali, ma pesa come un macigno sull’opinione pubblica di un paese in cui ogni famiglia ha avuto la sua vittima e, oggi, si sente dire che quelle vittime sono state comunque giustificate dalla creazione di una grande potenza; esattamente il mito della grande potenza e la propaganda bellicista con la quale viene bombardata la gente ogni giorno attraverso la televisione (“stiano attenti gli occidentali che non ci vuole molto a ridurli a polvere radioattiva”, ha detto per televisione un famoso giornalista) possono forse far sorridere gli occidentali, convinti in ultima analisi di essere migliori di “quei pasticcioni di russi”, ma non possono che terrorizzare chi teme che le armi nucleari possano effettivamente essere utilizzate; la continua riproposizione dell’idea del nemico esterno con espressioni come “quinta colonna” e “agente straniero” per identificare chi in Russia ha in qualche modo simpatie o rapporti con l’Occidente può forse non preoccupare minimamente un occidentale, ma può significare la chiusura per istituti di ricerca di grande valore, che con questa accusa si vedrebbero costretti a rinunciare ai finanziamenti esteri (ed effettivamente misure come queste minacciano due dei più prestigiosi centri di ricerca della Russia contemporanea: l’associazione Memorial, che raccoglie la memoria delle vittime del regime totalitario sovietico e il centro Levada che è uno dei più stimati istituti demoscopici).

La notizia non del “pane razionato” (come si dice nell’articolo del sussidiario), ma dei “300 grammi giornalieri di pane garantiti pro capite in caso di guerra” non è un’invenzione del giornalista del Corriere con il quale se la prende Bottarelli, ma è un fatto che ha scosso l’opinione pubblica diffondendosi come un’epidemia; e se questa notizia si è trasmessa con la velocità di un virus forse varrebbe la pena di farsi qualche domanda sul perché di una tale diffusione. Ma certo per farsi venire qualche dubbio bisognerebbe sapere che effettivamente la notizia è stata data in Russia e poi si è propagata in Russia e poi ha tenuto occupata la gente in Russia e poi sempre in Russia è stata rettificata e spiegata diversamente (“assicurando che c’erano scorte garantite — è stato argomentato per spiegare la notizia e tranquillizzare la gente — non si pensava alla guerra, ma si seguiva una procedura abituale tesa a evitare rincari artificiali del prezzo della farina”!), finendo quindi per essere smentita del tutto, denunciata come un mito metropolitano e arrivare, finalmente, in mano a tutti i giornalisti occidentali, poco o tanto assidui della capitale russa (si rassicuri Bottarelli, non è solo l’italiano Corriere ad aver ripreso la notizia). Chi vive in Russia questo lo sa, chi sta fuori o ha notizie di seconda o terza mano, senza contatti con la gente della strada, rischia di non sapere o di non capire.

In effetti non si può capire come possa diventare credibile una notizia così assurda come quella di garantire 300 grammi di pane per venti giorni in caso di guerra se non si ha presente l’atmosfera che respira ogni giorno la gente che guarda la televisione, va in metro e si sente ripetere continuamente avvisi di fare attenzione per possibili attentati.

Sia chiaro: non c’è solo questo clima in Russia, c’è ben altro, c’è della gente che lavora e lavora bene, c’è della gente che non si preoccupa delle disfunzioni dello Stato e si organizza in modo di rispondere alle sue carenze, in campo medico o assistenzialistico, ad esempio, o là dove c’è da dare un’accoglienza minimamente rispettosa alle masse di immigrati più o meno clandestini provenienti dalle repubbliche asiatiche ex-sovietiche (anche la Russia ha i suoi profughi come li ha l’Occidente, e come l’Occidente spesso li guarda con fastidio), ma è solo questo clima di paura che rende accettabili storie come quella del pane. Ma poi, era davvero una storia o la si è fatta diventare tale quando ormai aveva ottenuto il suo risultato terroristico?

Se si vuole parlare della Russia di oggi bisogna fare i conti anche con questo clima e con la logica che gli sta dietro, una logica che l’Occidente farebbe bene a capire alla svelta, perché ne è roso a sua volta, con questa mania di doversi schierare, così che per denunciare gli errori dell’America devi per forza difendere a ogni costo Putin: bisogna che la gente abbia paura se la si vuole guidare senza troppi problemi; un popolo impaurito, privo di certezze, ha bisogno di identificare il nemico che lo priva dei suoi punti fermi e ha bisogno di affidarsi a un uomo forte che lo guidi contro questo nemico. Altro che “non c’è alcun clima di guerra”.

Per inciso, un giornalista occidentale negli anni Trenta, mentre in Ucraina c’era la carestia artificiale, il Holodomor, che causò alcuni milioni di morti, se ne uscì esattamente con una formula simile: in Unione Sovietica, diceva “non c’è una vera carestia, né vi sono morti per fame, ma c’è una diffusa mortalità per malattie dovute a cattiva alimentazione”. Si chiamava Walter Duranty e i capitalisti americani di allora, che evidentemente non erano molto diversi da quelli di adesso, gli diedero pure il Pulitzer. Ancora oggi nessuno è riuscito a farglielo revocare… e la cosa mi dà un gran fastidio.

Con la stima di sempre.

 

Petr Nagibin
Fonte: www.ilsussidiario.net/
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2016/10/16/DALLA-RUSSIA-Ecco-cosa-succede-per-davvero-nel-paese-che-inneggia-a-Stalin/3/728354/
16.10.2016

 

Pubblicato da Davide

  • ga950

    L’autore dell’articolo crede che la storia esista solo per la Russia?
    Forse che in Italia non ci siano stati i morti?
    Se come fosse ricordato da lui non capisco l’erezione di tutti i monumenti ai caduti disseminati in ogni dove nel suolo italico.
    Ma un po’ di ragione gliela devo riconoscere quando alla mente mi si affaccia Sabrina Ferrilli iscritta all’ANPI.

  • ws

    e come diceva Mike fiato alle trombe Turchetti ! 😎

  • nicolass

    articolo incomprensibile… forse che l’autore volesse far passare l’idea che a fomentare il clima da guerra imminente fosse lo stesso Putin per questioni di potere personale e non l’atteggiamento bellicoso dell’occidente che un giorno si e l’altro pure minaccia il popolo russo e come se non bastasse ammassa soldati e armamenti ai confini della Russia. Credo invece che se ancora non è scoppiata una guerra nucleare è solo per i nervi di acciaio di Putin che finora ha resistito a tutte le provocazioni che arrivano dall’altra parte. I guerrafondai non sono i russi che vivrebbero volentieri in pace con il mondo, ma gli occidentali che stanno facendo di tutto per farci precipitare nell’apocalisse nucleare. Come al solito i pennivendoli nostrani guardano il dito per non vedere la luna. Amen.

    • virgilio

      condivido pienamente!
      a un certo momento mi son detto sono io che sono sciemo(e questo ci puo anche stare)
      invece qui non ce niente da comprendere

  • Pedro

    E allora, il suo articolo vale quanto quello di Bottarelli, “.. si è diffuso come un virus …” allora per lei è vero? Siamo seri un quotidiano (NAZIONALE) non quello della parrocchia, esalta una notizia ed aumenta la tensione tra di noi, Bottarelli, sicuramente meno letto del di cui sopra, non ci sta`, e lei scrive un articolo per sminuire Bottarelli. Ma mi faccia il piacere

  • Apollonio

    Senza nessuna stima per questo giornalista fazioso Petr Nagibin

    Articolo insulso e fazioso per cui ci si dovrebbe preoccupare per dichiarazioni improvvide ma sempre in risposta a fatti aggressivi da parte Eu Usa ( sanzioni e postazioni missilistiche ai suoi confini) da parte di qualche giornalista, mentre l’ articolista sorvola sulle dichiarazione delle Istituzioni USA e Eu queste non proprio intente alla normalizzazione dei rapporti.

    E poi questo continuo guardare ai fatti odierni con il retrovisore a semplicemente stufato..!

  • vocenellanotte

    È evidente che l’autore è un liberista convinto.
    Noi occidentali forse non siamo in grado di capire la Russia, quello che è certo invece è che l’autore non è in grado di capire cosa sia il liberismo e quali siano le conseguenze.

  • Aironeblu

    Che congeria di stupidaggini.

    • Luciano Martini

      Basta solo la citazione finale su, l’Holodomor, “la carestia artificiale”, per capire lo “spessore” dello scrivente… Pura ideologia nazi-ucraina, con tanto di falsi storici.
      Mi stupisco che il rinnovato CDC pubblichi certa immondizia. Mah…

      • Piramis

        “Mi stupisco che il rinnovato CDC pubblichi certa immondizia. Mah…”.
        Personalmente, pur non condividendo quello che l’autore scrive, perlomeno non nelle forme e non certo per gli scopi per cui lo scrive, non me la prendo con la redazione per averlo pubblicato.
        Anzi, proprio l’averlo fatto, mi sta a testimoniare che non è una informazione pilotata, quella di CDC.
        Poco prima ha pubblicato un articolo “pro” qualcosa e poco dopo un articolo “contro” quella cosa, il che testimonia una volontà di offrire una pluralità di informazione, poi è l’utente che deve farsi un’idea propria.
        È uno dei motivi per cui continuo a leggerlo.

        • Luciano Martini

          Si trattasse di posizioni diverse, *argomentate*, sicuramente e ovviamente andrebbero pubblicate tutte, nell’ottica di arricchire il dibattito.
          Ma qui “l’autore” scrive un sacco di balle, senza argomenti, che una testata di un certo livello dovrebbe, secondo me, filtrare.
          Per tutte, l’Holodomor non è un’opinione che sia stata una carestia “artificiale”. Altrimenti lo è anche dire che gli indiani nordamericani sono stati sterminati, che so, dai tedeschi…

          • Piramis

            Io la vedo come un “riportare la notizia”.
            Allo stesso modo del precedente articolo, dove veniva espresso un punto di vista e di sentire di una parte della popolazione russa, anche se italiana prestata alla Russia ma che colà vive e lavora, dal medesimo canale e con lo stesso modo, hanno pubblicato la replica di un’altra parte che la vede e sente in modo diverso, ripeto, per me è pluralità di informazione.
            Che poi sia da filtrare o meno, è una cosa che può essere soggettiva, io apprezzo di più il riportare così com’è, piuttosto che il censurare quello che, a giudizio personale, ci piace o meno.
            Questo per quanto riguarda le scelte redazionali, poi, per quanto concerne i contenuti dell’articolo, mi pare che siamo tutti d’accordo.

  • amaryllide

    (mentre il protagonista di quella vittoria fu il popolo)
    eccerto, il popolo sconfisse i nazisti a mani nude, e non con le armi che grazie ai Gosplan di Stalin (che fecero decuplicare la produzione industriale in un decennio, mentre l’occidente marciva per la crisi del ’29) fu possibile costruire

  • cdcuser

    volendo qui si possono leggere tutti gli articoli di questo fantomatico autore: http://www.ilsussidiario.net/Autori/Archivio/5839/Petr-Nagibin/

    uhm … secondo me questo Petr Nagibin nemmeno esiste

  • PietroGE

    Mah, non capisco dove vuole arrivare questo articolo. A dire che in Russia c’è un clima di guerra? Certo si fanno esercitazioni e c’è sicuramente l’intervento in Siria. In più c’è da temere che il terrorismo islamico colpisca ancora. Un clima generale di guerra però non lo vedo, e uno dovrebbe distinguere le dichiarazioni dei politici dalle azioni vere e proprie. Particolarmente dannose e sceme sono le dichiarazioni che riguardano l’uso delle armi nucleari. Gente che ha studiato gli effetti a livello mondiale di uno scambio massiccio di armi nucleari sa benissimo che nel malaugurato caso non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo il suicidio collettivo.
    Quanto alle reminiscenze storiche, Stalin è stato un criminale e l’olocausto per fame degli ucraini c’è stato pure, il filo logico con quello che succede oggi però dov’è?
    La Russia è intervenuta attivamente in Siria non per difendere Assad, del quale non gli interessa un fico secco, ma per mantenere basi giudicate strategiche e soprattutto per evitare che un focolaio di integralismo islamico si propaghi dalla nuova Siria sino al Caucaso e oltre.
    Al contrario degli USA, la Russia è coinvolta direttamente negli affari siriani. Questo l’articolista dovrebbe anche capirlo.

  • MarioG

    Concordo con “l’articolo incomprensibile” di Nicolass e gli altri giudizi simili. Forse e’ incomprensibile a causa dei contorcimenti a cui e’ costretta la sua posizione faziosa.
    Parlare di propaganda “bellicista” in Russia di fronte alla propaganda della “nazione indispensabile” (e in particolare alla propaganda elettorale della Clinton) e soprattutto di fronte alle provocazioni militari ai confini stessi della Russia, dal baltico all’Ucraina, seppellisce subito la credibilita’ dell’articolo. L’impresa dell’articolista e’ tanto disperata che gli occorre ripartire dallo spauracchio dello stalinismo…
    D’altra parte l’accenno rabbioso al dibattito sulla “quinta colonna” in Russia (non e’ solo un'”idea” come dice lui: si riveda la storia degli anni ’90) mi sembra che sia la spia rossa che aiuta a inquadrare il soggetto.

  • Piramis

    Ho notizie di prima mano da Sanpietroburgo, dove ho degli amici e dove mi recherò la settimana prossima.
    C’è effettivamente una campagna di preparazione psicologica ad una possibile guerra ed è vero che il governatore di Piter ha detto che, in caso di guerra, 300 g di pane, per 20 giorni, sono assicurati per tutti, questi sono fatti.
    L’interpretazione degli stessi, è poi soggetta al giudizio di ognuno.
    È evidente che l’atteggiamento assunto dall’America e dalla NATO è tale da aver circondato i confini russi (ormai, con l’aggiunta della Finlandia, l’opera è completata), il posizionamento di missili lungo tutto il perimetro con scopi “difensivi”, sta procedendo a passi da gigante, le opere di intimidazione, con esercitazioni varie nel Mar Nero, tutto intorno alle coste, e per via terra nelle zone limitrofe, sono ormai all’ordine del giorno.
    Le provocazioni in Siria ormai non si contano più, le dichiarazioni della guerrafondaia biondofinto Killary vertono tutte in una direzione, le minacce ormai neanche più velate di attacchi cibernetici piuttosto che di terrorismo in casa o di rimandare a casa i cadaveri fatti a pezzi dei combattenti russi, si sprecano e sono ormai senza controllo.
    In una situazione così, se un governo non mette in allerta i cittadini, vuol dire che è un governo incapace.
    Il messaggio che passa in Russia è: la guerra non la vogliamo, ma se la dobbiamo fare, abbiamo i mezzi per farla, state in campana perché non si sa mai.
    E come dargli torto?

  • Piramis

    Mi sono letto tutti gli articoli pubblicati dall’autore, nel Sussidiario e mi sono fatto un’idea della sua posizione, ma non è di questo che voglio parlare.

    Quello che voglio, è fargli i complimenti per il suo italiano, visto il nome e quello che scrive, dovrebbe essere russo e vivere in Russia.

    Beh, leggendolo, mi rendo conto che, a parte l’indubbia conoscenza della lingua dal punto di vista della narrazione e pur usando anche locuzioni e modi di dire che solo un perfetto italiano può usare, il nostro padroneggia l’uso degli accenti e degli apostrofi in maniera che un italiano anche colto non sa fare, basta leggere i commenti anche in questo sito (per non parlare dell’uso delle acca e dell’inesistente “pò”).

    Egli (sempre il buon Petr) conosce e usa in modo perfetto “ne” e “né” e coglie la diversità che c’è tra “é” ed “è” o tra “da” e “dà”, non parliamo poi dell’ottimo “foss’altro” e della punteggiatura, quasi perfetta.

    Se consideriamo che proviene (o dice di provenire) da una lingua, il russo, che non ha accenti, non usa apostrofi ed ha una punteggiatura completamente differente, secondo me, “c’è” solo da fargli i complimenti per i suoi perfetti lessico e sintassi.

    Chissà quanti anni ha studiato l’italiano per arrivare a questi risultati, io sto studiando il russo e mi viene da piangere.

    • Apollonio

      Secondo me Petr non sa usare il ” da ” nei suoi articoli lo sbaglia sempre
      vediamo se lo sai tu Piramis è corretto il da nelle seguenti locuzioni ?

      La sua presenza gli da sicurezza.

      Da una mano a tuo fratello!

      • Piramis

        Che vinco se rispondo? 🙂
        No, è sbagliato in entrambe.
        Ora dimmi tu dove l’avrebbe sbagliato l’autore.

        • Apollonio

          Piramis bravo.. senti piuttosto dammi qualche informazione per recarsi in Russia dovrei andare a Perm cosa occorre come documenti e come spendere poco grazie.

          • Piramis

            Primo, siamo fuori tema e mi aspetto che ci bannino, secondo, rispondo solo dopo che mi abbiano risposto alle mie domande.
            Do ut des 😉

          • Apollonio

            hai ragione siamo fuori tema, però non ci bannano per una volta…!
            per l’ autore era solo una provocazione perché è molto facile sbagliare il da ..

          • Piramis

            ..e detto da uno che scrive (cito da altri tuoi messaggi) “un ‘elettore”, “un po troppo semplicistica”, “un ‘abuso”, “aspettiamo lei ha certificare la verità”, “ai fatti odierni con il retrovisore a semplicemente stufato”, “un’ appello” e via così, capisco che tu ti sia sentito chiamato in causa 🙂

            Appunto perché è facile, è parimenti difficile che l’autore sia russo.

          • Apollonio

            Scusi tanto Professor Bacchettone..! oppps.. Piramis

            Non ho mai affermato di scrivere correttamente, foss’altro perché non conosco la grammatica italiana e non rileggo quasi mai i miei Post magari dopo averli pubblicati.

  • GioCo

    In effetti Bottarelli non è bravo a evitare “la trappola” tipica dello spin di concentrare l’attenzione sull’obbiettivo “Russia”. Tipo, com’è che è l’America a dichiarare “esplicitamente” la guerra (il first strike) ed è invece la Russia che si prepara a difendersi a diffondere panico? Poi possiamo anche pensare che c’è un recupero storico della figura di Stalin ma se non aggiungiamo che quella figura è stata distrutta dagli stessi Russi e per volere di Kruscev forse non facciamo proprio proprio del buon giornalismo o quantomeno non uno migliore del buon Bottarelli? Al lettore l’ardua sentenza,

  • Emilia2

    “La propaganda bellicista (russa) puo’ forse far sorridere gli Occidentali”. Io invece non sorrido, anzi ho paura, perche’ dagli attuali capi degli USA ci si puo’ aspettare di tutto.

  • Gianni Bi

    Sapessi quanto fastidio mi danno le sue faziose notizie. Come se il male fosse solamente nel continente russo e tutto il bene oltre l’Atlantico, ossia negli States. Vergognati a diffondere disinformazione. Pagliaccio che non sei altro !

    • WM

      Evitiamo gli insulti, per favore, qui non sono tollerati.
      Tra l’altro l’autore non può risponderle e quasi sicuramente neanche lo legge, quindi esprima il suo dissenso in maniera più razionale, cortesemente. Grazie

      • Gianni Bi

        Mi scuso, non sopporto l’ipocrisia, che mi manda fuori dai ranghi.

  • edoro

    le prime righe mi hanno fatto saltare direttamente ai commenti, difendo la mia mente