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Cosa succede con Donald Trump ? Leggi Ayn Rand

DI GIOVANNI ZIBORDI

cobraf.com

Cosa succede con Donald Trump ? Come mai ha fatto esplodere le borse e creato un ondata di ottimismo sull’economia USA e di riflesso mondiale ? (smentendo le previsioni unanimi della vigilia per cui una sua vittoria significava frana dei mercati e recessione) 

Leggi Ayn Rand! dice Ray Dalio, il personaggio più importante nel mondo finanziario di oggi (un italoamericano figlio di musicisti che ha creato Bridgewater, il più grande fondo hedge della storia,120 miliardi in gestione, il triplo come dimensione anche di Soros).

Avendo a suo tempo speso il tempo occorrente per arrivare alla fine sia di “Atlas Shrugged” che di “The Fountainhead”, i due romanzi “politico-filosofico-sociali” che resero celebre Ayn Rand in America (ma non in Europa!)  provo a raccontare cosa ho capito.

Ray Dalio ha dimostrato in 40 anni di carriera di essere un genio nel capire i trend economici di lungo periodo e scrive ieri che la svolta di Trump è epocale e può segnare il trend del prossimo decennio. Ma per capire in cosa consista, cosa curiosa per un “finanziere”, dice che devi aver letto i due pesanti (un migliaio di pagine in totale) romanzi filosofici di questa ideologa del capitalismo duro e puro, che non perdona i deboli, gli assistenzialisti, i parassiti, gli statalisti e tutto quello che sa di marxismo e politicamente corretto.

 

 

Ayn Rand, un emigrata ebrea dalla Russia negli anni ’20 morta nel 1982, è stata molto influente  fino a metà anni ’60 in America come pensatrice libertaria, anticomunista, individualista e iper-capitalista, Prova ne sia che uno suo discepolo fedele era nientemeno che Alan Greenspan, poi diventato capo della FED nel 1984.

Dove è la connessione con Trump ? Dalio nota innanzitutto che tutte o quasi le nomine di Trump finora sono di personaggi che non hanno lavorato nel governo e nel settore pubblico, ma nel business (mentre sotto Obama erano al 90% provenienti dal settore pubblico ad es).

Questo lo leggi anche sui giornali.. Ma pochi notano però anche che sono personaggi che hanno in comune oltre che di essere molto ricchi di essere stati sempre duri, decisi, aggressivi, senza compromessi, gente simile a Trump che era noto nel business per fare affari spregiudicati e rischiosi che sembravano sempre delle battaglie. I personaggi che hanno riempito la nuova amministrazione Trump non sono ideologicamente schierati in modo chiaro, perchè appunto hanno passato la vita a fare business e non politica o ideologia, ma di fatto incarnano un ideologia. E quella che si avvicina di più secondo Dalio è quella dei romanzi di Ayn Rand.

Dato che in Italia ed Europa se nomini Ayn Rand ottieni sguardi perplessi anche da chi dovrebbe essere un intellettuale, provo a raccontarne qualcosa. Il “movimento” di idee di Ayn Rand non è mai stato maggioritario in USA e ha subito un eclisse quasi totale a fine anni ’60, ma anche oggi i suoi due romanzi sono sempre tra i cinque o sei libri più venduti nell’ultimo secolo in America. Ayn Rand era innanzitutto una radicale, i suoi personaggi sono quanto di più estremo e radicale come idee e comportamento un romanzo può sopportare e di fatto è sorprendente che abbiano avuto tanto successo perchè sono eroi che parlano per 13 pagine di seguito del capitalismo vero e puro, dell’importanza dell’individuo, del marcio del parassitismo assistenziale statalista, dell’odio per la mediocrità untuosa, della sofferenza nel sopportare gli incapaci. Lo stesso io sono riuscito a leggere i due romanzi senza fatica e con me milioni di americani, aiutati da delle trame di tipo cinematografico (la Rand aveva scritto trame di film per Hollywood con un certo successo e sono stati prodotti alcuni film dai due polpettoni).

La forza del pensiero della Rand è che travasa la sua filosofia di “radicale capitalista e individualista” nella forma letteraria e il peso ideologico (eccessivo) viene alleggerito da trame da libro di giallo che ti tengono interessato con una discreta suspense. Non credo che Trump abbia letto questi romanzi, ma quello che conta è che effettivamente sembra un personaggio uscito da uno dei libri di Ayn Rand: uomo di successo, carismatico, rivolto al profitto e al business, propenso a rischiare sempre e non fermarsi mai e con una carica ideologico politica anti-statale e anti-politica (che come si è visto lo ha portato alla Presidenza).

Per chi pensasse che allora Trump non è altro che una riedizione di Reagan nel 1982 è utile fare il confronto. Reagan era uno “soft”, rilassato, incapace come noto di licenziare la gente e incline al compromesso, un ex-attore che staccava alle 17 e nel weekend andava a cavallo e spaccava legna nel suo modesto ranch. Non era uno ossessionato dal business e dagli affari ed era famoso per l’umorismo. Trump è duro e anche vendicativo, ha passato la vita a fare soldi e affari, si fida solo di gente come lui di successo nel business, lavora tutto il weekend, ha un appartamento lastricato d’oro.

Reagan era più intelligente di quello che si diceva e aveva dei principi chiari, ma sul lato finanziario si fece intortare dai marpioni di Wall Street e aprì la strada senza capirlo al turbo capitalismo finanziario globale. Questo perchè delegava molto e aveva uno stile di vita rilassato. Trump sa tutto di banche e finanza perchè ci ha passato la vita, sa esattamente quello che fa, è aggressivo e ossessivo e detta ogni mossa alla gente intorno a sé. In altre parole, anche se sono entrambi “di destra” solo Trump è un personaggio “alla Ayn Rand”.

Ora, voi direte giustamente: “ma Trump è stato eletto perchè ha raccolto il voto soprattutto dei lavoratori bianchi il cui reddito è sprofondato causa globalizzazione e immigrazione e però il capitalismmo oggi è fatto di globalizzazione e immigrazione, contro cui Trump ha promesso di difenderli”.

Una spiegazione può essere che Trump ha semplicemente usato la credulità del pubblico e una volta eletto se ne fotte, come Obama del resto o Bush e quasi tutti i politici di carriera. Trump però ha 70, 3 miliardi di dollari, non deve niente a nessuno, si è fatto molti nemici demolendo i Clinton e sfidando l’establishment sull’immigrazione ed è molto ambizioso. Se crolla nei sondaggi perchè delude il suo pubblico lo possono paralizzare anche se è Presidente. Senza contare che vorrebbe essere rieletto. La storia  quindi è forse più complicata.

Trump pensa che rilancerà alla grande l’economia americana tramite un iniezioni di senso pratico del business, capacità di fare affari (con gli altri paesi e nazioni), eliminazione di spreco, inefficienze e parassitismi, riduzioni di regolamentazioni inutili e disboscamento di lobby di affaristi politicamente connessti. Spazzando via gli incapaci, i politicanti, i mediocri e i parassiti (il termine favorito di Ayn Rand per descrivere i nemici dei suoi eroi) Trump beneficerà quindi anche i lavoratori che lo hanno votato.

Trump non è quindi assolutamente un socialista o un fascista travestito e neanche un populista. E’ un campione del capitalismo vero, duro e puro che disprezza i parassiti, i politicanti, i corrotti e dovrebbe favorire quelli che sanno fare investimenti e produrre con un profitto. Questa è l’ideologia di Ayn Rand e più o meno anche quello che traspare dall’insieme delle mosse, dalle nomine e dalle dichiarazioni di Trump.

Non avevo pensato alle cose in questo modo, ma leggendo Ray Dalio, pensando ai libri di Ayn Rand e tenendo presente che in America c’è sempre stata una tradizione e un filone di questo genere forse è proprio così. Pensare a Trump come ad un “populista” è sbagliato, è un fenomeno diverso, un uomo di affari ossessionato dalla logica del business, dell’efficienza, della ricchezza e dal disprezzo per i politici e le regolamentazioni e tasse con cui soffocano l’economia “vera”. E’ però diverso anche da Berlusconi perchè non si circonda di personaggi inferiori a lui che gli fanno da corte (Previti, Alfano..), ma cerca veramente di avere intorno gente iper-ambiziosa, dura, con forte personalità e di successo come lui.

Queste però sono solo le intenzioni, le motivazioni e l’ideologia. Dal punto di vista pratico, ci sono già incongruenze rispetto al modello del “merito ed efficienza” di Ayn Rand. Si può notare ad es che il suo ministro del Tesoro Steve Mnuchin non era un capitalista vero, duro e puro che produce beni in modo efficiente. E’ il figlio del classico banchiere ebreo di Goldman Sachs, va a Goldman anche lui, poi lavora per Soros e per Paulson, fa un suo hedge fund e i soldi veri li ottiene comprando una banca dedicata a mutui marci fallita e mezza salvata dallo stato, Indymac nel 2009, facendo sfrattare decine di migliaia di persone e poi rivendendola dopo 2 anni facendo guadagnare 2 miliardi ai suoi soci  Anche altre nomine sono di gente di finanza e Ayn Rand metteva i suoi eroi  a fare gli imprenditori dell’acciaio o gli architetti e costruttori.

Tuttavvia lo spirito del “movimento” di Trump sembra quello del capitalismo duro, meritocratico, anti-statale, insofferente della burocrazia e del parassitismo. Bisogna allora vedere se la componente nazionalista (tariffe e penalità per le importazioni, la delocalizzazione delle fabbriche e l’immigrazione) era solo una facciata per prendere i voti oppure Trump la mantiene. Dalio spiega che Trump sarà molto positivo per l’economia USA che attrarrà capitali ora da tutto il mondo e dato che nessuno si intende di queste cose più di lui potrebbe avere ragione. Ma perchè Dalio implica che  la parte “nazionalista” di Trump alla fine sarà secondaria e molto di facciata. Non ne sono ancora così sicuro perchè se la abbandona perde voti e crolla nei sondaggi, ma all’inizio se questa iniezione di “spirito animale capitalista” spinge su l’economia l’effetto Trump può sembrare positivo a molti anche se non mantiene le promesse “nazionaliste” (tariffe all’importazioni, penalità a chi sposta tutto all’estero e riduzione dell’immigrazione).

Se le cose stanno come spiega Dalio (e temo che alla fine lo sia), Trump farà migliorare l’economia USA rispetto alle altre economie del mondo che non sono governate da un equipe di duri uomini d’affari, ma non ridurrà le disuguaglianze e quindi non cambierà molto per la condizione della maggioranza della popolazione americana.

 

Giovanni Zibordi

Fonte: http://cobraf.com

Link: http://cobraf.com/forum/forum/america-231/topic/god-bless-america-19580/?post=1044876#1044876

21.12.2016

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Questo significa che il capitalismo duro, meritocratico, anti-statale, insofferente della burocrazia e del parassitismo ha bisogno del consenso delle masse sfruttate, di farsi stato, insomma di ciurlare nel manico! Non invidio gli americani.

    • robespierre

      Purtroppo e’ sempre stato cosi’, pure con le “mitiche” rivoluzioni di fatto dettate dai poteri forti per i loro precipui sporchi interessi, volte poi, una volta al potere, sempre piu’ ad affamare o controllare le stesse masse che di fatto avevano attuato quelle rivoluzioni.

  • Bugiardo1975

    D’accordo con le conclusioni.

  • –<>– –<>–

    Se questo modello capitalista è in grado di far rinascere un movimento che ponga al centro il lavoro, allora ben venga.
    Che l’immigrazione di massa a basso costo e incontrollata abbia distrutto in primis il movimento dei lavoratori, credo non ci siano dubbi.

    • Gino

      al centro l uomo. nn il lavoro.

      • –<>– –<>–

        E torniamo punto e a capo.
        Continueremo a nutrirci di ideali e di sogni, rimanendo nella c@cc@ fino al collo.

        • Gino

          ma perché fino a ora al centro c’era l’uomo? non mi sembra. al centro c’e il capitale e il lavoro e si è costretto l’uomo a seguire. infatti è un disastro. I sogni sono proprio inseguire il capitale e si vorrebbe il lavoro come mezzo per accumularlo.

  • Toussaint

    Articolo interessante che qualcosa ci dice su come l’ideologia di Ayn Rand potrebbe trasferirsi sulle decisioni concrete. Presa per buona, naturalmente, la teoria di Giovanni Zibordi.

    Contesto, però, la conclusione dell’articolo. In una società dura come quella americana, il miglioramento della condizione degli statunitensi passa attraverso un aumento dei posti di lavoro e nella riduzione del part-time forzato. L’aumento della domanda di lavoro porterebbe dei benefici anche a livello salariale – contrariamente alla conclusione dell’autore – e quindi del benessere generale (ma senza troppe illusioni). Così almeno ci hanno detto gli economisti.

    Per il resto, riferendoci alla situazione italiana ed europea, siamo a tal punto in braghe di tela che non possiamo che pensare al nostro futuro immediato, tappandoci il naso e guardando dov’è il nostro interesse. Ben venga una filosofia alla Rand se porterà gli Stati Uniti ad uno scontro con la Germania e alla fine dell’eurozona, perché è questo il loro interesse, ma anche il nostro. Le ragioni le conosciamo tutti.

    Premesso che un accordo con la Russia (perché conveniente per gli Stati Uniti) renderebbe politicamente ininfluente la Germania, da un punto di vista strategico resterebbe da sistemare la posizione nel Mediterraneo. E chi ha quella geograficamente migliore se non l’Italia, con la testa in Europa e i piedi in Africa? Ragionando con gente poco incline alle chiacchiere, come potremmo non esserne avvantaggiati? Ci vorrebbe però una classe politica adeguata, e qui mi fermo.

    Il mio intervento è molto cinico, politically uncorrect, lo so. Ma, come ho già detto altrove, prima mettiamoci noi qualche pezza nel sedere (recupero della nostra sovranità), poi potremo vedere se sarà possibile metterne qualcuna anche nel sedere degli altri. Ridotti in questo modo, siamo inutili anche a noi stessi.

  • PietroGE

    Il capitalismo americano è sempre stato duro e puro, la crisi degli ultimi decenni era dovuta, come ha abilmente capito Trump, alla globalizzazione selvaggia che ha colpito duramente la classe media americana il cui benessere dipende dalla abbondante presenza di lavoro. Lo stesso problema ma molto più acuto, perché la sostanza industriale è stata decimata, è presente in Italia. Noi però non abbiamo uno come Trump.

  • Tonguessy

    Secondo Zibordi “Reagan era uno “soft”, rilassato, incapace come noto di licenziare la gente”. Ah si? E tutta la deregulation, pietra miliare della reaganomics, che ha visto un picco ineguagliato nel licenziamento di quasi 12.000 uomini radar nell’agosto 1981 dove la mettiamo? Ma cosa ci si inventa per scrivere un articolo……Grazie allo spunto di Reagan poi la Thatcher (altra “rilassata” stile Reagan) pensò bene di sistemare i minatori riottosi come gli uomini radar d’oltreoceano, e siamo nell’84-85.
    Arriviamo ai giorni nostri. Uno dei primi provvedimenti di Trump è stato mettere mano all’obamacare, forma minimale di assistenzialismo sanitario. Qui si vede l’anticomunismo e l’antisocialismo di Ayn Rand ed emerge in tutto il suo terrificante splendore l’etica protestante: dimostri la tua vicinanza a dio solo se dimostri di avere soldi. Tanti soldi. Se non li hai non ti meriti di essere assistito e curato.
    Siamo alla base del capitalismo più becero, quello che “io so io e voi nun siete un ca…” che poi non è così diverso dal faudalesimo del Grillo (il Marchese, non il comico). Chi dice che Trump è un antisistema mi risponda, se ne ha coraggio.

  • cdcuser

    mia opinione: un mucchio di scemenze.