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COSA DIAVOLO E' UN BITCOIN ?

DI SIMON BLACK
sovereignman.com

All’inizio di questa settimana abbiamo scritto di un’agenzia di noleggio auto argentina, che aveva iniziato ad accettare “bitcoins” per scavalcare i controlli fiscali locali.

Abbiamo ricevuto un mucchio di domande sull’articolo, la più frequente delle quali era “Cosa diavolo è un BITCOIN?”

Iniziamo dando un’occhiata al nostro attuale sistema monetario.

Nella maggior parte dei paesi, un’esigua elite bancaria esercita il controllo sulla massa monetaria del paese.
E noi, dovremmo semplicemente credere in buona fede che quelli siano dei bravi ragazzi.

Eppure le banche centrali del mondo hanno tirato fuori dal nulla trilioni di dollari, svalutando la moneta. E’ un concetto che persino un bimbo di sei anni capirebbe. Se il denaro crescesse sugli alberi, non varrebbe poi così tanto.

Questo è uno dei motivi chiave per cui la gente compra oro. Non si può fare l’oro dal nulla. Ci vogliono anni di esplorazioni e investimenti per tirarlo fuori dal suolo.

Nell’era informatica però, abbiamo un’alternativa.

Bitcoin è una valuta digitale. Non esiste effettivamente nel nostro mondo fisico, ma solo sui computer.

Se ciò può sembrare esoterico e inverosimile, beh non lo è. La maggior parte del nostro sistema monetario di oggi, è già digitale.

Solo una piccola percentuale del denaro circolante oggi nel mondo esiste come banconota o assegno. Il resto solo meri conti bancari inseriti nei database delle banche. Gran parte delle transazioni finanziarie, sono rimpasti di tali dati bancari. Il denaro fisico, raramente cambia proprietario.

Il Bitcoin è simile in questo aspetto… niente esiste fisicamente. Ma ci sono dei vantaggi importanti.

Numero uno, il Bitcoin non è controllato da nessun governo o banca centrale. E numero due, è privato.

Nel mondo finanziario convenzionale, lo Stato può vedere ogni qualvolta usi la tua carta di credito, prelievi soldi da uno sportello automatico, o effettui un bonifico bancario.

Mentre con Bitcoin, lo Stato non ha tale abilità. E questo è uno dei motivi chiave per cui il Bitcoin diventato così popolare, specialmente in posti come l’Argentina, dove la gente è soffocata dal Governo.

Pochi giorni fa ho scritto di un’agenzia d’auto a noleggio argentina che aveva iniziato ad usare i Bitcoins. Il mio amico Sir Charles di pricedingold.com era nei loro uffici; ha scattato una foto e mi ha passato delle ottime informazioni.

L’affitto di un auto modello base per un giorno, era di 380 pesos argentini. Al cambio ufficiale di valuta dovrebbero essere 74 dollari statunitensi. In Bitcoins, la stessa auto è in affitto per 1.13 BTC (Bitcoins)… che sono approssimativamente 54 dollari USA, ossia il 30% più conveniente!

Il beneficio, per l’agenzia di noleggio è la privacy. Possono evitare tutte le imposte statali, la burocrazia, e i debilitanti controlli finanziari associati ad una normale transazione. In più, possono stivare Bitcoins invece dei pesos argentini, così rapidi nella svalutazione.

Se pensate che questa sorta di tattiche –insensibile burocrazia finanziaria, tasse e confische, e controlli finanziari- non possano succedere dove vivete, ripensateci.

Questa mattina stavo giusto tenendo una conversazione sull’argomento con Jim Rickards, autore del best-seller Currency Wars ed uno degli speaker del nostro imminente Offshore Tactics Workshop.

Jim mi ha ricordato che, oltre al fatto che Roosevelt confiscasse oro negli anni 30, anche il governo USA aveva imposto un’improvvisa tassa sui guadagni sui carburanti, negli anni 70. In aggiunta, per gran parte del 20esimo secolo, i controlli finanziari sono stati la legge in giro per il mondo, non l’eccezione.

Per esser giusti, il Bitcoin non è senza rischi. Ma l’ipotesi di una moneta digitale, presenta un’elegante alternativa alla distruzione della valuta.

Se volete saperne di più sul Bitcoin, questo sito offre un mucchio di ottime informazioni introduttive.

Simon Black
Fonte: www.sovereignman.com
Link: http://www.sovereignman.com/finance/what-in-the-world-is-a-bitcoin-11234/
15.03.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STEFANO GRECO

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Ma per favore.

    Informate questi signori che non é neppure possibile fare una statistica della gente che in Argentina usa il bitcoin.

    Io che lo conosco da tempo, manco morta userei moneta virtuale!

    Qualche informazione reperita:

    Bitcoin é un proyecto tecnologico molto pericoloso. Veramente credete che non vi potrebbero rintracciare usando bitcoin, quando praticamente ogni computer al mondo é localizzabile?

    Veramente credete che il vostro computer, i vostri bitcoin accounts non potrebbero essere “oscurati”, controllati, “hacked”?

    (Come in questo caso): http://leaksource.wordpress.com/2013/03/08/bitcoin-brokerage-loses-12000-in-digital-heist/

    Mettiamo pure la nostra ricchezza nei computer sotto forma di bit come se si trattasse di un gioco elettronico e vedremo poi dove andremo a finire!

    Non so, tanto per dire, immaginate Anonymus “hackeando” i vostri conti in bitcoins.

    Finalmente, cosa facciamo se c’é un blackout elettrico?

    Vediamo cosa ne dice Alex Jones:

    http://planet.infowars.com/business/bitcoin-will-destroy-humanity-insert-a-trojan-rfid-tyrannical-exploit-into-society

    E l’ovvio.

    http://chasvoice.blogspot.com.ar/2013/03/bitcoin-cia-connection-video.html

    Ma dai, CDC!

    P.S.: Noi argentini usiamo i pesos.

  • pannolone

    Sarà… ma non mi convince.
    CHi garantisce che il bitcoin sarà sempre accettato?
    Chi garantisce che non possa essere messo fuorilegge nel mio Paese, e che non possa diventare una scusa per mettere in atto controlli ancora più stringenti?

  • HostFat

    Ecco la storia dell’accoun bucato:
    http://blog.bitinstant.com/blog/2013/3/4/events-of-friday-bitinstant-back-online.html

    Poi leggere i commenti della comuntità Bitcoin sull’articolo su infowars:
    https://bitcointalk.org/index.php?topic=153227.0

    Riguardo al video sulla CIA, già che ci sei guardati i commenti su youtube di chi ha visto il video 😉

  • HostFat

    Nessuno.
    Vedi tu se vuoi comunque restare alla finestra a guardare o fare qualcosa.

  • Tanita

    Bitcoin my ass! (pardon my french).

    Prima di affidarmi a valute elettroniche spendo fino all’ultimo soldo in vacanze, viaggi, feste, vestiti, buon vino, scarpe e regali per tutti quelli che amo!

    E se invece ne ho da risparmiare davvero, mi acquisto qualche “real asset”, bah. Come ho sempre fatto.

  • geopardy

    A me sembra uno dei tanti modi per togliere di mezzo una volta per tutte qualsiasi sovranità monetaria.

    Se tutti usassimo i bitcoins (ammesso e non concesso l’anonimato) le tasse si restingerebbero assai e con esse i servizi garantiti dallo stato, la sanità sarebbe completamente privata e non riesco a capire su quali basi sarebbero erogati i servizi (chiaro che prima o poi scatterebbe un’operazione internazionale sulla tracciabilità e sarebbero guai molto seri per chi l’abbia utilizzata).

    Come si potrebbe affrontare il problema del Welfare con questo sistema pirata non riesco neanche ad immaginarlo, chi non ha da versare niente come vivrebbe?

    Mi sembra una delle tante follie del capitalismo terminale, che non sapendo più come gabbare la collettività utilizza questo sistema, tipicamente di stampo mafioso.

    Chi, poi, regolerebbe il flusso di moneta digitale con questo sistema non si sa.

    Il problema del danaro digitale ha già fatto scoppiare bolle gigantesche, ne vogliamo aggiungere delle altre?

    Almeno, con il nero i soldi vengono ritassati indirettamente ed in più vanno a gonfiare le tassazioni di dove si spendono, con questo sistema neanche quello sarebbe possibile.

    Sinceramente, mi sembra una truffa colossale a danno di tutti.

    Geo

  • geopardy

    Potrebbe anche essere un sistema che porterà al controllo totale, accelerando l’installazione del famigerato microchip, magari proprio per porre rimedio al caos generato dai bitcoins.

    Geo

  • Tanita

    Infatti, é un delirium tremens per disperati. Immagina cosa te ne fai dei tuoi bitcoins in caso di black out elettrico o digitale!

    Non é neppure ragionevole parlarne, davvero.

  • nuvolenelcielo

    è ottimo che comincino a prendere piede le monete alternative anche nelle attività su strada… per bypassare sia gli abusi bancari che quelli di stato. (So che a buenos aires il dollaro è molto richiesto, mia mamma che è una signora abbastanza anziana e non se l’è andato a cercare, è là in vacanza e lo scambia a 7 pesos invece che a 5 da gente locale che glielo chiede – e poi se lo rivende a chissà quanto…)

  • mincuo

    Quella ceh usi Tanita è al 95% moneta virtuale. In Argentina o in Inghilterra o in Italia. Strano che “un’imprenditrice” non lo sappia. Poi questo non c’entra coi bitcoins “buoni” o “cattivi”. Tanto qui non è che e si va molto oltre come analisi.

  • Tanita

    Tu sai cosa voglio dire, dai, su Mincuo.

    P.S.: Io ne uso il meno possibile. La faccio subito fuori in un modo o nell’altro.

  • mincuo

    Una moneta locale virtuale la puoi sempre ideare. Ne ideai una anch’io tra aziende dello stesso settore e in un area limitata. Poi non la vollero fare. Ma era conveniente. Vanno bene in aree locali, e settori omogenei. La gente risparmierebbe. Sono monete complementari. Se hai un sistema di debiti e crediti circoscritti non è altro che una stanza di compensazione accentrata. Fine. Se non applichi interessi quelli li risparmi e dato che non hai costi di struttura della banca e margini quelli li risparmi. Fissi 1 a 1 se vuoi. Un PIPPO per un EUR e poi contabilizzi debiti crediti. In PIPPO. Fine.

  • arno

    10 PUNTI PER IL CONTANTE LIBERO

    «Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere».

    (George Orwell, 1984)

    1- Eliminare o limitare il CONTANTE è un grave atto contro la libertà dei cittadini.

    2- Eliminare o limitare il CONTANTE significa affidarsi a canali elettronici tenuti sotto controllo da poche entità che avrebbero in mano il monopolio dei mezzi di transazione finanziaria. La Moneta Elettronica è assolutamente lecita ed assai utile e comoda ma deve rimanere una Libera Scelta.

    3-Eliminare o limitare il CONTANTE è un “regalo” alle Banche ed alla Finanza che guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti.

    4- Eliminare o limitare il CONTANTE significa colpire un MEZZO di pagamento semplice, efficace, poco costoso e uguale per tutti.

    Affidarsi ai canali elettronici significa altresì dover sottostare al pagamento di commissioni ad ogni atto di pagamento. 100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro. 55 euro sono “svaniti” per finire in mano a Banche&affini.

    5- Eliminare o limitare il CONTANTE significa perdere la proprietà diretta e MATERIALE dei propri risparmi che diventano virtuali, sotto la tutela ed il controllo di terzi. E’ pertanto possibile, con un semplice click, impedirci di accedere alla nostra liquidità o di prelevare i nostri risparmi, che appartengono solo a noi ed a nessun altro. In tempi di Grande Crisi e di rischio Default questo punto è quanto mai vitale ed importante.

    6- Eliminare o limitare il CONTANTE significa infliggere un durissimo colpo al nostro diritto alla PRIVACY.

    “L’occhio di una telecamera” ci spierebbe 24 ore su 24, rendendoci soggetti non solo ad un controllo pervasivo ma anche arbitrario, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Immaginate se un domani questo potere finisse in mano ad un novello Hitler o Stalin, o peggio, ad un banchiere.

    7- Eliminare o limitare il CONTANTE è contro la natura dell’uomo: otterrai solo un fiorente mercato nero.

    8- Eliminare o limitare il CONTANTE come misura di Lotta all’Evasione è un’assurdità che nasconde i veri scopi dei promotori di questa “crociata”: il contante è un MEZZO ad ampia diffusione che solo marginalmente viene usato in modo illegale. La vera evasione passa attraverso ben altri canali, quasi tutti elettronici e sotto il controllo delle banche.

    9- Invertendo lo slogan delle lobbies che vogliono eliminare il contante, possiamo affermare che “La difesa del contante è una vera e propria battaglia di civiltà” (e di libertà).

    10- PER IMPEDIRE CHE AVVENGA L’ELIMINAZIONE DEL CONTANTE bisogna diffondere le nostre critiche razionali e far sentire il nostro grido di protesta e disapprovazione.
    http://www.contantelibero.it/documenti/10-punti-per-il-contante-libero/

  • Servus

    Ma è assurdo: vogliamo dunque passare dalla proprietà della banche alla proprietà di un privato? Forse un pizzico meglio le banche, almeno il rischio è distribuito e un po’ salvaguardato dai governi.

  • pannolone

    E finalmente qualcuno se n’è accorto!

  • HostFat

    Bitcoin non è gestito da un privato.
    E’ un protocollo p2p open source usato in egual modo da tutti i client/utenti collegati al network.

  • HostFat

    Salterebbero anche tutti i sistemi di pagamento attuali, visto che tutti passano per vie digitali 😉

  • Tanita

    Ah, un “protocollo”! “Non gestito”.

    Incredibile affermazione.

    Guarda, il “protocollo” in informatica é lo standard usato, cioé l’insieme di apparati, reti, procedure, risorse di calcolo, codici che si usano per il funzionamento della rete, cioé la standarizzazione tecnica di compatibilitá.

    Ad esempio, il protocollo Internet é TCP/IP, Transmission Control Protocol, Internet Protocol, cioé le caratteristiche tecniche del format dei dati (il modo in cui devono essere codificati, indirizzati, trasmessi, diretti, ricevuti) i dati perché siano “processabili”.

    Il concetto appartiene ad una categoria tutta tecnica. Confondi categorie concettuali diverse.

  • HostFat

    Si ok bravo, ora fai un salto qua
    http://bitcoin.org/bitcoin.pdf

    E poi qua:
    https://en.bitcoin.it/wiki/Protocol_rules

    Scendi pure dalla cattedra 😉

  • geopardy

    Questa è un’altra cosa e credo possa essere una soluzione perchè ne hai il controllo diretto e ristretto.

    Altro è un sistema che non sai a chi fa riferimento e come viene gestito.

    Questo bitcoin non mi sembra sia di questa categoria, almeno l’articolista non ne dà un inquadramento preciso, se lo fosse e mi sbaglio, comunque si dovrebbe rapportare alla moneta vigente come l’emissione di una mioneta locale volta a favorire i prodotti locali sia agricoli sia artigianali sia idustriali.

    Geo

  • Tanita

    Per caritá, fai pure, commercia coi bitcoin!

    Io no, grazie.

  • Tanita

    Infatti. Una cosa é una moneta alternativa locale garantita dal governo della provincia (come è stato il caso delle monete alternative in Argentina post 2001) e un’altra una “moneta elettronica” su di un protocollo criptografico che funziona sotto protocollo Internet (che, per dirla tutta, é stato creato dal Dipartimento di Difesa americano, il TCP/IP).

  • Servus

    BitCoin sembra avere un ottimo protocollo di funzionamento, ma ha i seguenti difetti:
    – l’elaborazione è gestita da un privato ( o privati), che potrebbe anche decidere di rubare o aggiungere un aggio esattamente come le banche
    – i server in cui viene memorizzata l’informazione è gestita da privati, per cui chi assicura che tutti i bitcoins memorizzati non vadano mai persi?
    – è una moneta elettronica, quindi non puoi convertirla in contanti
    – se succede un blackout non puoi maneggiarla
    – se succede un blackout sul server si può perdere una parte dei bitcoins
    – se succede un terremoto distruttivo sul server e sui mezzi di backup puoi perdere tutti i bitcoins, anche se tu abiti al sicuro dall’altra parte del mondo, e nessuno ti rimborsa niente

  • Truman

    A prescindere dai dettagli tecnici il bitcoin è “moneta cattiva”. Dove ad esempio la “moneta buona” potrebbe essere l’euro. E la moneta cattiva scaccia quella buona.

    Mi ricorda il progetto di carmilla, il sito web di Evangelisti, dove si diceva che il miglior modo per combattere un vampiro è usare un altro vampiro. Chiaramente possono esserci rischi. E il mondo dei vampiri a volte mi sembra meno immaginario e meno sanguinario di quello delle monete.

    Ritornando al tema delle valute alternative, esse sono certamente da vedere in modo favorevole: sono anticicliche, locali, sociali. Il problema è convincere le persone ad usarle e tarare il circolante in base alle necessità.

    Sul fatto che è una moneta elettronica, non sarei a priori contrario, il favorire il cartaceo sull’elettronico è necessario quando la controparte sono le banche, mentre in un circuito condiviso l’elettronico può avere senso. Per quanto ricordo, anche la Banca del tempo ha fatto la stessa scelta.

  • HostFat

    “l’elaborazione è gestita da un privato ( o privati), che potrebbe anche decidere di rubare o aggiungere un aggio esattamente come le banche”

    No, i client si installano sul proprio computer e i Bitcoin risiedono sul nostro computer (collegato al network)
    Bisogna giusto ricordarsi di farsi un backup del file a cui sono assegnati (wallet.dat)

    “server in cui viene memorizzata l’informazione è gestita da privati, per cui chi assicura che tutti i bitcoins memorizzati non vadano mai persi?”

    No, sono sempre salvati sul client collegato al network p2p.
    Forse ti confondi con i servizi che fanno da banche online, e li si c’è questo rischio.
    Ma l’utente finale decide lui se farne uso o usare il client sul proprio computer.
    Io ad esempio tengo la maggior parte dei Bitcoin sul mio client sul computer, e una minima parte su servizi esterni per usi più frequenti.

    “è una moneta elettronica, quindi non puoi convertirla in contanti”

    Si che può essere convertita in contanti (EUR/USD ad esempio)
    http://bitcoincharts.com/markets/
    https://localbitcoins.com/
    https://bitcointalk.org/index.php?board=46.0

    “se succede un blackout non puoi maneggiarla”

    Come le attuali banche. Su questo aspetto non farà differenza, ma intanto i soldi li tieni tu.
    Potresti poi usare uno smartphone o le onde radio.

    “se succede un blackout sul server si può perdere una parte dei bitcoins”

    No.

    “se succede un terremoto distruttivo sul server e sui mezzi di backup puoi perdere tutti i bitcoins, anche se tu abiti al sicuro dall’altra parte del mondo, e nessuno ti rimborsa niente”

    Si può fare il backup del wallet anche su carta.

    Per favore informatevi bene e da fonti attendibili 😉

  • nuvolenelcielo

    bravo hostfat, grazie

  • alvise

    Di monete complementari (MC) ce ne sono in tutto il mondo. I crediti escogitati da hitler nel 33′ mi pare abbiano funzionato, anche se la storia di queste monete alternative sono molto romanzate. In italia mi pare che prima di Auriti non ci fosse nessuno che la pensasse buona, come fece il Professore col SIMEC, a Guardiagrele, ma forse sbaglio. A genova sto tendando di far uscire la “Palanca”, ma non c’è nulla da fare. Rispetto alle altre città italiane, genova è la più cara, e quindi una MC sarebbe un ottimo palliativo. Forse, quando e se saremo nella merda come Cipro, riusciremo a capire che questa novità (per molti, non per me), magari potrebbe servire

  • makkia

    Tanita, le cose che quoti sono reali e i pericoli insiti ci sono. Ma non sono particolarmente preoccupanti finché BitCoin ha una diffusione limitata.
    Cioé, la cosa che io trovo preoccupante non è che un hacker possa privarti dei tuoi “risparmi” (nessuno sano di mente investe tutto in una moneta complementare), né che ci sia una oscura connessione con la CIA (non ci credo e basta).

    Chi rischia incidenti è chi accumula una ricchezza sufficente per diventare una preda appetibile per i ladri informatici. Perché il sistema è abbastanza robusto e bucarlo è rognoso. E’ ben progettato, niente a che vedere con clonazioni di carte di credito o phishing.
    Non ha un sistema di certifica centralizzato, facile da attaccare e con grossi guadagni, una volta “bucato”.
    Quindi il piccolo risparmiatore rischia davvero poco, informaticamente, perché il sistema ha una robustezza intrinseca notevole.
    In informatica non esiste la sicurezza assoluta, ma solo un rapporto fra quanta fatica serve per penetrare la sicurezza e qual’è il “premio” per bucarla. BitCoin dà al “piccolo” utente un livello-base di sicurezza che difficilmente il piccolo si potrebbe permettere. Un livello tale per cui lo hacker non si spreca a tentare un’aggressione

    Verrebbero aggrediti soprattutto i “cambiavalute”: quelli che mettono su un business sulla conversione fra BitCoin e una moneta “reale”. E se questi ultimi non si dotano di efficaci protezioni informatiche, beh si meritano di essere bucati.

    Il problema che vedo io è che BitCoin è uno Schema di Ponzi.
    Con la differenza che ha una durata enorme perché che i network informatici hanno potenzialità di espansione incredibile, e che quando si esaurisce la “parta bassa della piramide” i partecipanti possono non accorgersi per anni che il gioco è al capolinea. Inoltre, altra differenza, non ci sarà un “vertice” della piramide che intasca il malloppo e scappa, ma solo dei furbi (o meglio dei player attenti) che usciranno dal gioco prima che il tutto crolli e riceveranno pochi danni o anche guadagni.

    In realtà vorrei dire che mi sembra più uno “stock exchange” autosufficente che un vero schema di Ponzi: una borsa senza riserve e organi di garanzia, per cui quando scoppia la bolla non può più tenere. Ma non sono abbastanza esperto da dire se questo secondo paragone sia valido.

    Date le sue caratteristiche, può potenzialmente essere usato come moneta locale alternativa. A una moneta locale darebbe una infrastruttura molto ben progettata e funzionale. Ma dovrebbe essere una “variante” di BitCoin (il software è open-source, credo), così com’è adesso ha una “tassa d’ingresso” improponibile: devi essere un NERD per giocare con BitCoin, oppure pagarti la tassa d’ingresso in valuta ufficiale.