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CONTRO IL DIGIUNO. (GUAI AI FARISEI IPOCRITI)

DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Se predicato da un Papa e praticato dai preti, il digiuno per nobili motivazioni – come la pace – ha un senso religioso e una dignità spirituale. Gesù diede l’esempio digiunando quaranta giorni, per eliminare il superfluo e ascoltare meglio la parola del padre. Ed è questo il significato del digiunare per un cristiano: sentire meno il peso della carne per udire di più la voce di Dio. Un assurdo, visto che la fame il suo morso lo fa sentire eccome, lancinando la carne viva. Ma l’ascesi mortificante è un must dei cristiani: contenti loro…

Bergoglio, fra un tweet e l’altro, invita alla privazione collettiva di cibo questo sabato contro la guerra (sottinteso: alla Siria). L’invito è esteso a tutti, atei compresi. Il che mi pare un controsenso, visto che un ateo degno di tal nome a Dio non ci crede. Ma tant’è, ormai non ci sono più i Papi di una volta.
Lasciando perdere queste fisime sacre, passiamo ai profani affamati per convenienze. Dopo l’annuncio del pontefice c’è stato un corri corri generale per conquistare il titolo di digiunatore più zelante. Uno spettacolo obbrobrioso. Politici, sportivi, attori, gente famosa di tutte le risme si scopre pervasa da un’ascetica volontà di far la fame, sia chiaro per un solo giorno. Il nefasto Veronesi, sempre prodigo di amenità ammantate di scienza, sentenzia: la protesta del Papa è laica, perché è provato scientificamente che la violenza è contro natura. Vi supplico, mandategli un dottore. È certamente crudele, aberrante, immorale la “violenza”, quando distrugge vite umane innocenti. Ma che sia innaturale, no. Altrimenti l’insigne medico dovrebbe spiegarci com’è che l’uomo si ritrova in corpo da decine di millenni l’istinto di aggressività, base biologica dell’autoconservazione. 

Un altro uomo di Chiesa, don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace, ha finito da pochi giorni di digiunare contro lo stupro di cemento che ha distrutto il Veneto. Lui, la fede ce l’ha, ci crede e amen. Ma poi è partita la staffetta di sindaci e amministratori comunali per imitarlo. Quegli stessi che non sanno resistere al richiamo dell’onere urbanistico e dello “sviluppo” licenziando piani regolatori in cui scappa sempre la costruzione ex novo, il centro commerciale, la speculazione. Guai ai farisei ipocriti, tuonava l’unico vero cristiano esistito, quello che morì sulla croce. Ma hanno sempre vinto alla grande i farisei. 

Mi spiace per chi è in buona fede, ma a me questa storia del sacrificio di ventiquattrore d’orologio, massificato e globalizzato, non convince per niente. È un bel media event, di quella grande industria del consenso che è diventata la Santa Madre vaticana. Non abbiamo mai sentito, mai, nessun vicario di Cristo piangere una lacrima per i bambini polverizzati dai droni in Afghanistan. Sarà che laggiù non ce ne sono battezzati cattolici. E non abbiamo neppure mai visto un vescovo di Roma, uno che sia uno, puntare il dito di condanna contro l’Impero del Bene occidentale come fece Woityla contro l’Impero del Male comunista. Troppi interessi da difendere nelle diocesi Usa e nella vecchia Europa.

Preferisco mangiare di gusto e tenermi in forze per fare ciò che posso, nel mio caso scrivere e divulgare chi scrive che la guerra alla Siria non è altro che l’ennesima aggressione illegittima e prevaricatrice degli Stati Uniti e dei suoi reggicoda. Digiunassero pure, i fan di Bergoglio. Sperando che l’ispirazione divina, oltre che far divampare la fede, li illumini anche nella ragione, madre della giustizia. 

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
6.09.2013

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • vraie

    DIGIUNARE non serve a nulla sull’eventualità che una guerra scoppi o meno:
    proprio per questo il Papa ha avuto la bell’idea di mobilitarci:
    per non fare (lui e noi) nulla!
    quindi il papa è “molto politico” e zero spirutuale
    sennò il digiuno lo consiglierebbe molto più frequentemente,
    serve allo spirito e alla salute … parola mia che mangio salumi e formaggi con continuità e soddisfazione ma anche … di certi miei amici vegani (ma non per questo) che sono d’accordo su quanto detto sopra!

  • Behemot

    …. Giovanni Paolo II per il futuro indicava sempre “una terza via” …. era contro il comunismo e ugualmente contro consumistico ed edonistico capitalismo …. conosceva bene come negative entrambe le cose …

  • Primadellesabbie

    Il giornalista attribuisce significati religiosi spacciandosi per spettatore e profani credendosi religioso. Tira in ballo affermazioni di Veronesi di cui non si capisce l’utilità in questo contesto. Ci fa sapere di un prete (…”ci crede e amen”…) che protesta e la speculazione edilizia che, però, non si può contrastare. Ci mette a parte che gli piace mangiare, e questo sembra molto importante. Inoltre pare che detesti il Vaticano.

    L’Afghanistan, i Droni, i bambini uccisi, L’Impero del Bene, L’Impero del Male, il consenso, il media event, gli Stati Uniti, la Russia, naturalmente Woityla, anche Cristo. Manca qualche altro condimento? Ah sì: “la ragione madre della giustizia”.

    Non so se sia di qualche utilità, ma provo ad informarlo che il digiuno praticato con l’intento di modificare il comportamento di altri é un atto di estrema violenza, con buona pace di Pannella e di quelli che si ostinano a non capire nulla di Gandhi. Senza spargimento di sangue ma efficace, come sanno evidentemente quelli che alimentano a forza i digiunatori.

    In questo caso avrà un valore simbolico, ma non credo sia un’iniziativa da sottovalutare e meno ancora da irridere.

  • enzosabe

    La questione è un pò complicata. Le motivazioni per digiunare possono essere varie (appello di una personalità, religiose, politiche ecc.) ma l’effetto finale del digiuno penso sia uno: la repressione da parte della persona di quello che è l’istinto numero uno che un essere vivente ha su questo pianeta: il bisogno di mangiare (poi vengono gli altri). Chi riesce a digiunare può quindi dire a se stesso: la mia volontà è più forte del mio corpo, io lo comando. Questo per il tempo in cui ci si è decisi (o si riesce) a digiunare. Se qualcuno ha idee diverse…. benvenuto. E’ facile digiunare oggi da noi? Credo di no. E questo per due principali motivi (chi ne ha altri può integrare). Il primo è che la storia umana è una storia di ricorrenti carestie (le cause sono state le più varie) per cui è un comportamento rinforzato quello di mangiare il più possibile, e acquisito quello di fare il più possibile scorte. Il secondo è che siamo in una società dell’opulenza dove la vita in fondo in fondo è veramente comoda: ci alziamo la mattina e facciamo colazione, poi prendiamo il caffè in ufficio (per chi lavora), poi c’è la pausa pranzo, poi lo spuntino pomeridiano, poi la cena e per finire ci concediamo qualche assaggino della buona notte. Questo ogni giorno. Insomma il digiuno è un’impresa un pò dura di questi tempi, soprattutto quando l’abitudine ti fa già sentire male solo dopo che stai in ritardo di un ora sull’ora usuale del pasto. Ecco allora che la tua capacità di digiunare lo puoi considerare come una specie di termometro: misura in che grado la persona ha in potere il proprio corpo, in proporzione al tempo e alla frequenza con cui riesce a digiunare. Ed è mio parere che se uno riesce a mettere a bada l’istinto numero uno (naturalmente siamo fatti di carne, non possiamo digiunare all’infinito), possa mettere a bada (chi più e chi meno) anche i restanti istinti (che vengono dopo). Detto in altre parole, sa che in ogni momento, se vuole, può dominare il proprio corpo e questo per qualunque necessità che il corpo voglia sia soddisfatta (ma anche necessità psichiche).
    E ora all’articolo: come detto prima il digiuno può avere diverse motivazioni. Nel caso di quello proclamato dal Papa, la motivazione è religiosa. Si tratta di una “giornata di digiuno e di preghiera indetta da Papa Francesco per la pace in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero ” (e qui debbo prendere atto che l’autrice scrive “contro la guerra” che è un concetto molto più ristretto). Ebbene, che collegamento potrebbe avere il digiuno con il favorire la pace?
    Credo che per il cristiano digiunare vuol dire rendere un sacrificio a Dio, rinunciare ad un atto materiale gratificante per sè e questo in onore di Dio. Così facendo la benevolenza di Dio scenderà tanto più copiosa su questa Terra (chiaramente scacciando il negativo influsso del Maligno), quanto più saranno le persone che compieranno questo atto di sacrificio (così riconoscendolo come il loro unico Dio) e tanto più grande è la volontà di queste persone di condurre una vita che sia ispirata secondo i suoi comandamenti (se anche questa non è la motivazione addotta normalmente , spero che sia sufficiente e ragionevole, e se qualcuno sa le vere ragioni, mi farebbe piacere conoscerle). E si badi bene: Gesù rifiutò di accettare tutti i regni della terra al termine dei quaranta giorni di digiuno (tanto doveva durare la sua prova), cioè quando il suo corpo necessitava urgentemente di cibo e acqua, e le sue capacità di resistenza umana era, si presume, allo stremo).
    “E l’ateo che non ci crede?”, dice l’autrice. Beh, mettiamola così. Come detto sopra, chi riesce a digiunare è in grado di dominare tutti i propri istinti. Se una persona riesce a digiunare, allora riuscirà anche a dominare la sua sete spropositata di ricchezze (vi viene in mente per caso perchè mentono?); se riesce a digiunare riuscirà anche a limitare la sua ricerca di potere a tutti i costi (credo che mentano anche per questo); se riesce a digiunare riuscirà a limitare la sua pulsione sessuale, se questa è eccessiva; se una persona riusce a digiunare riuscirà anche a capire cosa vuol dire non poter mangiare perchè si è poveri e, avendo provato lui stesso cosa voglia dire non mangiare, tenderà a dare di più in beneficenza. Quest’ultimo punto è importante: chi digiuna tenderà a provare empatia per il prossimo.

    Credo che se le persone faccesero questo, beh…. vivremmo in un mondo migliore. Certo, per ottenere la pace in Siria forse è troppo tardi (spero sinceramente di no), ma per costruire un mondo migliore nel futuro, siamo ancora in tempo.
    Ma purtroppo debbo affermare che non è questa la realtà oggi: noi di fatto non siamo più in grado di frenare i nostri istinti . E se per soddisfarli qualcuno muore (o ne viene danneggiato), non ci sentiamo colpevoli: è il sistema che funziona così (che è stato appunto fatto così in maniera da deresponsabilizzarci attraverso una catena di eventi causali ma non più diretti). Ormai viviamo in una società di indifferenti, dove la persona (sfortunata) è stata retrocessa a optional (se si suicida per la disperazione, cosa ce ne importa?), una società poco attenta ai bisogni degli altri e soprattutto centrata primariamente su noi stessi. Inutile dire che una società come questa è disumanizzata (ci siamo scomposti quando abbiamo saputo che gli interventi umanitari in Iraq e Libia hanno causato decine di migliaia di morti? No davvero, anzi abbiamo pensato: “che si umanitarizzi ancora di più”). Questo risultato, credo, è stato provocato dalla società dell’abbondanza in cui abbiamo vissuto (altri devono lavorare come schiavi per noi, perchè noi dobbiamo avere a poco prezzo l’ultimo telefonino uscito sul mercato), dalla televisione (la quale ci ha sempre raccontato – e ci sta raccontando nel caso della Siria – delle menzogne e in più ci rende anche insensibili alle carneficine che vanno sotto il nome di “interventi umanitari”), il cinema (dove ultimamente quando si uccide qualcuno nel teleschermo, il suo sangue vola a decine di metri – l’importante è che però non esca dagli schermi e macchi il nostro vestito appena lavato).Concludendo: non credo che l’appello del Papa, che è stato esteso anche agli atei, sia un appello inutile. Il fatto che l’ateo non crede a Dio, non vuol dire che Dio non possa esistere. Tenuto conto che la cosa è controversa, sta nelle possibilità che Dio esista e quindi sta anche nelle possibiltà che un atto in sua devozione sia bene accetto a Questo e ricompensato. E se anche questo non viene considerato plausibile (chiaramente ognuno fa quel che gli pare giusto), spero di aver dato degli argomenti convincenti del perchè digiunare comunque aiuterebbe la nostra società nel lungo termine. Tra l’altro il digiuno aiuta il corpo a disintossicarsi (si possono prendere anche delle tisane contemporaneamente che aiutino questo processo) e aiuta a contenere il peso corporeo: cose non da poco in questa società dell’abbondanza.
    Per quanto riguarda il silenzio del Papa in occasione dell’invasione dell’Afganistan sono d’accordo con l’autrice.

  • haward

    Mai sentito parlare di “gesto simbolico”?

  • bysantium

    Il fatto è che siamo circondati da tuttologhi.
    Ecco, uno si sveglia la mattina e scrive un articolo di economia, il giorno successivo di diritto, poi di religione e in seguito di strategia militare; di politica( intesa come interpretazione dei fatti correnti ) tutti i giorni, ca va sans dire.
    Tutti uomini dal multiforme ingegno che incorrono sempre nello stesso errore e ancora si chiedono : quante divisioni ha il Papa?
    E naturalmente faranno la stessa fine di chi se lo chiese per primo.

  • cardisem

    Non capisco l’articolo e non lo voglio commentare. Io ci vado e se mi riesce un poco di digiuno farà molto bene alla mia salute…

  • Truman

    Puoi andare a capo nei commenti, usando il tag <br> (copia nel testo e fai una prova con l’anteprima del commento).

  • enzosabe

    Per Bysantium.
    Interessante quello che dici.
    Ma che ha a che fare con l’articolo quello che scrivi?

  • mendi

    Il digiuno aiuta a perdere il peso in più, quindi una qualche utilità ce l’ha.