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CONSULTAZIONI AD ALTO LIVELLO TRA RUSSIA E CRIMEA

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(Le zone in blu mostrano le regioni dell’Ucraina sud- orientale che sembrano pronte a sospendere i finanziamenti a KIEV e a dichiarare l’ indipendenza.)

Fonti di notizie russe segnalano che il Presidente Putin ha presieduto una riunione del Consiglio di Sicurezza Russo, il più alto comitato consultivo per la sicurezza nazionale, per coordinare le politiche di sicurezza. Il Consiglio di Sicurezza ha ascoltato un rapporto del Presidente della Duma di Stato, Sergei Naryshkin, e della Presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, durante le consultazioni con Vladimir Konstantinov, il Presidente del Consiglio Supremo della Repubblica Autonoma di Crimea.

Mi aspetto che questo tipo di “consultazioni” con i leader dell’Ucraina orientale e meridionale (le zone in blu nella mappa) diverranno più frequenti, visto il peggioramento della situazione nel resto del paese.

Ieri, il governatore della regione di Kharkov, Mikhail Dobkin, ha tenuto una lunga conferenza stampa in cui ha sottolineato le misure prese da questa regione in risposta agli sviluppi della situazione a Kiev. Tra l’altro ha dichiarato che:

  1. Aveva ordinato il ritiro delle forze locali Berkut da Kiev perché non poteva ordinargli di combattere contro i cecchini senza portare armi da fuoco.
  2. Le autorità locali stanno reclutando volontari per la difesa della regione con il compito di sostenere le forze di polizia locali in caso di eventuali tentativi da parte degli insorti nazionalisti di penetrare nella regione di Kharkov.
  3. Sono stati approvati diversi documenti che potrebbero essere presentati alla popolazione locale per un referendum di emergenza se i nazionalisti conquistassero il potere a Kiev.
  4. Le autorità regionali sono pronte ad assumere le funzioni del governo centrale, se necessario, e ad iniziare un auto-finanziamento della regione (la regione di Kharkov è la più ricca di tutte le regioni ucraine e per anni i ricavi sono stati utilizzati per finanziare le regioni occidentali del paese).
  5. Gli enti locali sono pronti a dichiarare lo stato di emergenza nella regione e a difenderla con la forza delle armi.

Dobkin ha anche spiegato perchè siano così pochi gli Ucraini orientali presenti alla contro-dimostrazione di Kiev nella cosiddetta anti-Maidan. Ha detto che contrariamente ai nazionalisti che possono contare su fondi illimitati forniti dagli USA per pagare le enormi spese che servono per organizzare i pullman per appoggiare gli insorti nazionalisti a Kiev, nella parte est dell’Ucraina ognuno deve contare su quello che ha di suo.

Tutto sommato, sono incoraggiato dalle ultime notizie che arrivano dalla Crimea e da Kharkov e penso che sto cominciando a comprendere la strategia che queste regioni stanno progettando per affrontare la presa nazionalista di Kiev.

In primo luogo, contano su forze di polizia locali sostenute da milizie locali per proteggere le loro regioni da qualsiasi invasione da parte dell’Occidente.

In secondo luogo, assumeranno localmente le funzioni del governo centrale auto-finanziandosi.

In terzo luogo, si impegneranno in intense consultazioni con la Russia per coordinare le loro azioni e, se necessario, ricevere appoggi.

E non bisogna fare l’errore di ritenere questa strategia sia puramente “difensiva” perché ha una componente molto “offensiva”: per decenni l’Ucraina orientale e meridionale hanno alimentato con i loro finanziamenti le regioni occidentali e tagliando questi contributi finanziari al Governo Centrale, le regioni orientali e meridionali possono sostanzialmente de-finanziare le regioni dei nazionalisti (che sono povere in canna tanto per essere chiari). Se, come diceva Napoleone (e non solo lui) il denaro è il nervo della guerra, allora con l’auto-finanziamento le regioni orientali e meridionali potrebbero scatenare una guerra economica più efficace di qualsiasi insurrezione nazionalista. E questa è una strategia che la Russia potrebbe, e che forse dovrebbe, sostenere.

Se questo non bastasse, le regioni dell’Ucraina sud-orientale sembrano pronte alla secessione e a dichiarare la loro indipendenza.

L’aspetto cruciale di questa strategia è che by-passa completamente il “problema Yanukovich”: invece di aspettare che si faccia qualcosa di ragionevole, questa strategia ha già una risposta pronta a qualsiasi scenario si potrebbe verificare con la possibile capitolazione del presidente ai ribelli nazionalisti, che potrebbero assumere certe funzioni del governo centrale. Questa è anche una strategia che la Russia può sostenere, non solo a livello federale, ma anche a livello regionale seguendo le regioni occidentali della Russia allo stesso modo delle regioni orientali dell’Ucraina.

Finora, la Crimea e la regione di Kharkov sembrano essere in buona forma. Io sono molto più preoccupato per la città di Dnepropetrovsk, che si trova in una regione molto lontana dal confine con la Russia e che si troverà in prima linea in ogni conflitto Est-Ovest.

Questa è una grande città (oltre un milione di persone), dove gli insorti nazionalisti hanno probabilmente molti sostenitori locali, sarà inevitabilmente * la terra da conquistare * dove entrambe le parti dovranno combattere disperatamente.

Potrebbe diventare la ” Sarajevo dell’Ucraina “.

The Saker

Fonte: http://vineyardsaker.blogspot.it/

Link: http://vineyardsaker.blogspot.it/2014/02/high-level-consultations-between-russia.html

21.02.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • siletti86

    Non vorrei sbilanciarmi, ma questa che sembrerebbe una sconfitta di Putin ed una vittoria dell’Ue/Nato in realtà a me sembra, invece, l’ennesima vittoria dello Zar: con la ipotesi di secessione dell’Ucraina, infatti, la Russia si annetterebbe tutta la sua parte meridionale ed orientale: proprio quella che si affaccia sul Mar Nero, tanto per intenderci. Così il South Stream non partirebbe più dal bollente Caucaso passando per l’ostile Turchia. Ma dalla Russia ai Balcani direttamente. Quindi, signori miei, la patata bollente passerebbe a Polonia e Germania.

    p.s. ricordo a voi, o polacchi, che una vostra annessione della parte occidentale dell’Ucraina aprirebbe un "grave precedente" che potrebbe rivolgersi contro voi stessi. Quindi seguite il mio consiglio: DESISTETE!!!!!!
  • Rosberg

    Signori miei il sig.Putin con questa mossa darà scacco matto all’UE&USA.

    Senza far rumore assesta un bel colpo. Un grande! Come sempre.
    Forza Russia.
  • yakoviev

    Mi domando come si possa pensare che la Russia lasci regioni come la Crimea (soprattutto), come il Sud e l’Est dell’Ucraina dove vivono milioni di russi in mano alla feccia. C’è il precedente dell’Ossezia che dovrebbe far riflettere qualcuno. Carri e aereoplani , secondo me, stanno già scaldando i motori, per ogni evenienza

  • GioCo

    Non credo affatto che la mossa di Mosca sia un semplice taglio ai finanziamenti diretti all’occidente Ucraino con una procedura di regionalizzazione, prima di tutto perché significherebbe "ufficializzare" la dipendenza economica di mezza Ucraina dall’occidente che avrebbe tempo e modo per riorganizzarsi e premere poi militarmente contro i nuovi confini interni regionali in qualità di "neonata finta nazione". La regione finirebbe per precipitare in quel caos di costate contrasto, a questo punto politicamente sacralizzato, dato dal bisongno di controllare le risorse, con risultati che abbiamo già visto molte volte, tese a depotenziare la minaccia di autonome capaci di condizionare il mercato. Cosa che in genere il potere pre-costituito in ottica conservativa non può certo desiderare (tanto a occidente quanto a oriente) ma che in questo momento non fa comodo a Mosca. Tanto per chiarire, prospetto già una base militare USA piantata in Ucraina. Quindi non credo che Putin permetterà che l’Ucraina si spacchi, ma è ovvio che non può nemmeno lasciare le cose come stanno. Il punto è che finché tuonano i cannoni è davvero difficile capire chi ha l’appoggio di chi. Mi immagino milioni di cittadini rintanati in casa terrorizzati dalla prospettiva di uscire per svolgere le loro necessità quotidiane, a cui non frega molto delle realtà politiche che passano comunque sopra le loro teste e che sanno se stessi come potenziale carne da cannone anelata da tutte le parti in causa. La loro sarà una coerente resilienza all’appoggio di chicchessia nella speranza che i cannoni tacciano prima o poi. Credo che Mosca e Kiev abbiano sperato in un raffrettamendo dell’appoggio economico proveniente dalla Nato, grazie alla crisi, che in effetti deve aver inciso in qualche modo, ma forse questo ha significato troppe leggerezze circa le tattiche in essere. E’ ovvio che ci vuole una strategia nuova, un pensiero laterale che rovesci le carte in tavola, rispetto ad evidenti successi di questa nuova "soft war". Credo che Putin stia preparando il terreno per queste tattiche già da tempo e credo che queste tattiche saranno giocate su un piano totalmente differente da quello visibile. Credo che favorirà una certa regionalizzazione, non per spaccare l’Ucraina ma per spostare l’asse del confronto su un terreno a lui più congeniale. Il tempo lavora comunque a suo favore nonostante le apparenze, per ciò non penso che a breve vedremo nulla di straordinario a parte il confronto serrato dei punti chiave Ucraini, come la propaganda, che avrà un peso in ogni luogo del pianeta in cui avrà presa.

  • bstrnt

    Mi sembra si stia ripetendo lo schema Libia, Siria, dove tagliagole prezzolati dall’Occidente cercano di destabilizzare governi di nazioni non allineate.

    L’Europa, utile idiota, sta giocando un gioco più grande di lei.

    Forse i dirigenti europei, decisamente inutili, mediocri e potenzialmente criminali, pensano di potersi avvantaggiare in una situazione economica che vede 13 nazioni europee aderenti all’euro comparire tra le 20 nazioni maggiormente in recessione nell’intero globo terracqueo, con la Germaia in buona decima posizione di questa classifica negativa.

    Speriamo che le prossime elezioni europee evidenzino l’abissale lontananza dei cittadini delle oligarchie plutocratiche e che ne derivino le necessarie azioni correttive, anche brutali!