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COMODO DIRE MIGRANTI ECONOMICI

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

E’ ineccepibile il tentativo di Angela Merkel di ripristinare, a livello europeo, il principio del diritto d’asilo per chi fugge dalle guerre. E’ un diritto che esiste dalla notte dei tempi (come il dovere del soccorso in mare) e che comunque è sanzionato da tutte le convenzioni internazionali. Naturalmente la Merkel è stata ferocemente criticata da tutte le destre europee che vedono gli immigrati come il fumo negli occhi, sotto qualsiasi forma si presentino. Poi è stata nuovamente criticata, sempre dalle destre, quando ha sospeso il trattato di Schengen: ecco prima incita i migranti a venire in Europa e poi li stoppa alle sue frontiere.

Come ha spiegato al Fatto il direttore di Die Zeit Giovanni di Lorenzo: «è una misura temporanea causata dal massiccio afflusso di profughi». Un modo per regolare il traffico evitando ingorghi che rallentano le operazioni. Insomma Angela Merkel, qualsiasi cosa faccia, ha sempre torto per i governi europei, di destra e di sinistra, è un pungiball su cui scaricare le proprie inefficienze. Invece Angela è l’unico uomo di Stato esistente in Europa. Lo dimostra anche il suo tentativo, ovviamente cauto, di avvicinarsi alla Russia e di sganciarsi dagli Stati Uniti. Perché ‘l’amico americano’ non è più affatto un amico. In economia è un competitor sleale perché mentre l’Europa pratica, sotto la guida della Merkel, una politica di austerità, quelli, dopo il crac del 2008, hanno immesso nel sistema crediti, che sono denaro, per trilioni di dollari creando una bolla speculativa che prima o poi ricadrà addosso a tutti (del resto tutte le crisi finanziarie globali a partire da quella di Wall Street del 1929 sono venute dall’America). Negli Esteri gli Usa stanno praticando, ormai da tre lustri, una politica irresponsabile di aggressività nei confronti del mondo musulmano che ha dato origine, fra l’altro, all’insidiosissimo fenomeno dell’Isis. Loro se lo possono permettere perché quel mondo ce l’hanno a diecimila chilometri di distanza, noi no perché ci sta sull’uscio di casa. In ogni caso sono convinto che se mai l’Europa politica si farà davvero, sarà e dovrà essere a guida tedesca. Perché la Germania, per posizione geografica, per popolazione, per cultura, ne ha se non il diritto la forza. E comunque se dobbiamo dipendere da qualcuno, meglio dai tedeschi che dagli americani com’è stato finora.

Ma nell’impostazione proposta e imposta dalla Merkel nei confronti dei migranti c’è un tarlo. I cosiddetti ‘migranti economici’ devono essere rispediti nei loro Paesi. Chi sono i cosiddetti ‘migranti economici’? Sono neri dell’Africa subsahariana che non fuggono da nessuna guerra ma dalla fame. Nella generale ignoranza che ormai contraddistingue il mondo occidentale si pensa che l’Africa Nera sia sempre stata alla fame. Non è così. Ai primi del Novecento era alimentarmente autosufficiente, lo era ancora in buona sostanza (al 98%) nel 1961. L’autosufficienza è scesa all’89% nel 1971, al 78% nel 1978 e così via precipitando. La situazione di oggi è sotto gli occhi di tutti. Cos’è successo nel frattempo? Che i Paesi industrializzati, sempre alla ricerca di nuovi mercati, per quanto poveri, perché i propri sono saturi, hanno introdotto in Africa Nera il loro modello di sviluppo, disarticolando la cultura, la socialità e l’economia di sussistenza (autoproduzione e autoconsumo) su cui quelle popolazioni avevano vissuto, e a volte prosperato, per secoli e millenni. E quindi la fame. E’ uno dei tanti effetti perversi della globalizzazione.

E qui si pongono due questioni. Una è teorica. Se il capitale ha diritto ad andarsi a cercare il luogo della terra dove ritiene di poter essere meglio remunerato, lo stesso diritto non dovrebbero averlo gli uomini? Il denaro vale quindi più degli uomini? Questo nemmeno il vecchio Adolfo avrebbe osato sostenerlo.

Questione pratica. I neri africani (escludendo il Sud Africa che fa caso a sè) sono 700 milioni. Se solo una quota significativa di questa gente viene da noi ne saremo sommersi. Aiutarli economicamente? Sarebbe ‘un tacon peso del buso’ perché li integrerebbe ancor più strettamente in un sistema che è destinato inesorabilmente a stritolarli. Dar loro «non il pesce ma gli strumenti per pescarlo» come dicono molte anime pie? Nel padiglione Onu all’Expo c’è un comico filmato il cui senso è che noi dovremmo insegnare agli africani come si fa l’agricoltura. Ma se sono millenni che quelli hanno vissuto di agricoltura! Semmai dovrebbero essere loro a insegnarla a noi. Ai tempi di un G7 di molti anni fa ci fu un controsummit dei sette Paesi più poveri del mondo, con alla testa l’africano Benin, al grido di «Per favore non aiutateci più!».

La sola cosa che dovremmo fare è andarcene da quei mondi, con le nostre aziende assassine e la nostra cultura paranoica. Via, raus, ‘foera di ball’. Ma a parte che non lo faremo mai (e adesso ci si sono messi anche i cinesi che si comprano l’Africa Nera e la sua terra a regioni) nemmeno questo sarebbe risolutivo. I neri africani sono in una posizione di non ritorno. Non possono ritornare alle loro economie perché le terre che, sotto il nostro impulso o imposizione, hanno abbandonato si sono desertificate e non ci sono più nemmeno le comunità che, col loro reticolo di solidarietà, consentivano a quel mondo di esistere. Non possono che andare avanti. Cioè non possono che venire verso di noi. E verranno e ci distruggeranno come noi abbiamo fatto con loro. E’ la sorte che ci siamo meritati.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

19.09.2015

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Il discorso, come tanti simili che si sentono in questo periodo, nei suoi aspetti di relativa  validita’ sarebbe pertinente a un ragionamento inerente alle migrazioni planetarie in generale. 

    Purtroppo, pretende di essere tagliato specificamente sul tema delle immigrazioni in Europa occidentale. E qui si ha la sensazione che manchi un tassello.
    In effetti e’ tutto concentrato sulle ragioni dell’emigrazioni dai paesi di origine, mentre manca la ragione dell’esito, cioe’ la convergenza in Europa. La quale, a seconda delle opinioni, o non e’ capace di fermarli, o ha voglia matta di prenderli in massa.
    Ecco, dato che la prima opinione (chiamiamola quella fatalista) e’ la piu’ ridicola, anche se va per la maggiore, bisognerebbe esplorare meglio i motivi e i promotori della seconda.
  • Sigfrido_Mogherini

    Ecco ritornare lo stucchevole ritornello che sostiene che tutte le disgrazie, le calamita’ e le nefandezze che accadono agli uomini di colore sono colpa dell’uomo bianco schiavista e dei suoi metodi. Ma i primi non hanno proprio mai e in nessun caso alcuna colpa della loro infausta sorte? Non e’ forse che un po’ di verita’ c’era alla base del ragionamento del professor Watson, premio nobel e scopritore di tutti i segreti del dna? E attenzione all’accusa di razzismo sempre in agguato da parte dei radical chic.

  • Lif

    Massimo Fini dice “Ai primi del Novecento era alimentarmente autosufficiente, lo era ancora in buona sostanza (al 98%) nel 1961. L’autosufficienza è scesa all’89% nel 1971, al 78% nel 1978 e così via precipitando.” Ora, a parte che gli africani ormai sono quasi un miliardo e non 700 milioni, come dice Fini, ma proprio non c’entra nulla, al limite, il fatto che negli anni 50 erano 200 milioni e nel 2000 erano già oltre 700 milioni? Ma poi, esattamente, come si fa a crescere numericamente senza cibo? Riuscite a trovare esempi nella Storia passata, analoghi? Scommettiamo di no? Senza cibo non c’è crescita demografica. Punto.

  • Zarco

    Caro Massimo, c’è però un piccolo dettaglio che hai trascurato. E cioè che siamo noi, o meglio "loro", i criminali che hanno preso il governo del mondo, a volerli far venire e a organizzarne l’invasione dell’Europa. Dunque non saranno gli africani a distruggerci, ma ci stiamo autodistruggendo. Difenderci da questa invasione, se volessimo, sarebbe facilissimo. Il fatto è che non solo non vogliamo, ma vogliamo il contrario. O meglio, ancora un a volta, vogliono!

  • PietroGE

    Articolo completamente sbagliato. Il diritto di asilo è sempre stato riservato ai perseguitati politici non ad altri. Oggi invece lo si da a tutti salvo che ai perseguitati politici perché comprometterebbe le relazioni economiche con il Paese che li perseguita.

    Quanto all’Africa subsahariana il solo modo per aiutarli veramente sarebbe quello di rimandare in Africa tutti gli immigrati africani in Europa, a cominciare da quelli qualificati che devono andare a costituire la classe media africana.

  • MartinV

    Metterla su bianchi e neri, tedeschi e greci, etc. è farsi fuorviare… qui si tratta di politica globale, di dominio e sfruttamenyo delle risorse.

    Diciamo che qualche responsabilità nell’impedire lo sviluppo dei paesi del terzo mondo i potentati occidentali ce l’hanno… tanto per fare un esempio recente, la Libia era diventato un paese capace di sfruttare socialmente le sue risorse, con il più alto indice di sviluppo del nord Africa e comparabile a quello di alcuni paesi europei… si faceva pagare le sue risorse al prezzo che decidevano i governanti libici… ed infatti la Libia era terra di immigrazione dai paesi circostanti… la Libia aveva finanziato la gran parte del satellite delle telecomunicazioni africano… immensi progetti di sviluppo erano in atto (col contributo di molte aziende italiane, tra l’altro).

    … ma ad un certo punto, la NATO è intervenuta per democratizzare il paese ed ha riportato la Libia alla casella di partenza… un’accozzaglia di tribù in perenne lotta tra di loro.

    Spero di sbagliarmi, ma con l’aria che tira, anche il volgo disperso che nome non ha rischia di finire a vivere in un paese sottosviluppato…

  • MartinV

    Guarda che Fini non parla di fame, ma di autosufficienza alimentare… che è cosa diversa…

    Il cibo se lo devono comperare in cambio della svendita delle loro risorse… la corruzione delle elite del terzo mondo è endemica ma è creata dai dominatori occidentali… e se le elite non si lasciano corrompere e non ubbidiscono, vengono tranquillamente sostituite o mediante il supporto in armi ad un gruppo concorrente o, se non ci riescono i locali, con l’intervento diretto degli eserciti occidentali (Costa d’avorio e Libia come esempi più recenti).

  • MartinV

    Chi può fugge perche sanno che in Africa non c’è possibilità di sviluppo futuro… il capitalismo mondiale non lo permetterà mai… i poveri sono il pane dei ricchi…

  • Eshin

    Perché o meglio per chi costruiscono le città fantasma in Africa? 

  • Sigfrido_Mogherini

    E i paesi subsahariani?

  • Lif

    x MartinV: Metonimia, metonimia… No! "Fame" e "autosufficienza alimentare" (in questo caso) non sono cose diverse. Diminuzione dell’autosufficienza alimentare significa aumento dell’insufficienza alimentare, in senso proprio e lato. E se non hai i soldi, allora, cresce(rebbe) la fame. Ora, precisamente, gli africani fuggono dall’Africa o con la scusa di essere vittime di violenze varie o con la scusa di volere una vita migliore. Quest’ultima cosa, invece che essere letta come semplice voglia di "tentare la fortuna" dove hanno sentito dire essercene di più, viene letta, in Occidente, come voglia di allontanarsi da una vita di stenti (hai presenti le continue pubblicità con i bambini di colore affamati?). Peccato che, mancanza di cibo o mancanza di denaro, gli africani siano quintuplicati nel giro di soli 60 anni. Una roba probabilmente mai vista prima nella Storia. Manchino cibo o manchino soldi (che poi vuol dire anche cibo), non puoi, nella maniera più assoluta, quintuplicarti nel giro di un paio di generazioni. I conti non tornano.

  • MartinV

    La Costa d’Avorio dove sta ?

    Ma perché secondo te in quei paesi le classi dirigenti non sono sotto controllo dei potentati occidentali ?

  • MartinV

    L’incremento della popolazione in Africa (ma non solo) è dovuto alla diffusione dei vaccini e alla migliore sanità. La mortalità infantile si è ridotta e di conseguenza la popolazione è aumentata. La fame (le carestie) sono avvenimenti periodici e localizzati… gli Africani non sono alla fame, ma non hanno prospettive di miglioramento esistenziale.

    Certo che vengono in Europa a tentar fortuna… i più intraprendenti non vogliono restare in un paese che è condannato a restare al limite della miseria o comunque senza prospettive.

    Ma perché i giovani italiani più preparati non hanno ripreso ad emigrare negli ultimi anni ?
    Col 40% di disoccupazione giovanile anche l’Italia è tornato ad essere un paese di emigrazione… emigrazione economica di gente che non sta alla fame.

  • Lif

    x MartinV
    Quindi: gli africani hanno da mangiare (e ce l’hanno molto più che nei
    secoli passati, tanto che sono coloro che sono aumentati numericamente
    più di tutti negli ultimi 60 anni circa); hanno da curarsi (idem come
    sopra); aggiungiamo che si sono decolonizzati (come altre aree).
    Risultato: mentre le altre aree si sono guadagnate autonomia e in
    qualche caso sviluppo, gli africani no. La scusa che viene tirata fuori
    sempre è che l’Occidente li sfrutti (mentre, ripeto, altre aree si sono
    guadagnate autonomia o sviluppo). Mica ciò è dovuto, anche o forse
    persino "solo", proprio a causa di una folle crescita demografica e
    conseguente antropizzazione, che non ha eguali nella Storia? ( https://it.wikipedia.org/wiki/Popolazione_mondiale#Statistiche ) Come fai a
    tenere insieme delle società che crescono a quella velocità, quando gli
    esempi storici dicono che ciò è possibile solo se esistono i presupposti
    per la crescita (cibo e non solo cibo)? E mi vieni a parlare degli
    italiani che vanno a Londra o a Berlino (magari dietro contratto stipulato prima della partenza), per giustificare l’importazione
    folle in Europa di simili crescite demografiche? Credi veramente che le
    strutture sociali europee terranno, quando già oggi non c’è lavoro per gli stessi europei, così come per i
    non-europei già presenti? ( http://euroholocaust.blogspot.it/2015/09/tassi-di-disoccupazione-extraeuropea.html [euroholocaust.blogspot.it] )

  • MartinV

    La decolonizzazione dell’Africa dagli imperi europei è stata sostituita dal neo colonialismo dei grandi potentati economici. Basta leggere la storia delle guerre degli ultimi anni, basta guardare chi sfrutta le risorse naturali dell’Africa.

    Di quali altri paesi parli ? Dei paesi latinoamericani che liberatisi da decenni di dittature teleguidate cominciano a svilupparsi nonostante la pressione del capitalismo globalizzato?
    O dei paesi del sud est asiatico, di cui le compagnie internazionali sfruttano la manodopera priva di diritti ?

    Guarda che non sono solo i "negri" a emigrare per sfuggire all’assenza di futuro, ma pure i latino-americani (saranno inferiori pure quelli per Watson ?)

    L’esempio degli italiano che emigrano era per spiegarti che le persone che lasciano la terra di origine in massima parte lo fanno perche essa non offre loro un futuro accettabile… per cui i più intraprendenti partono all’avventura… ovvio che se sei ingegnere informatico hai possibilità e obiettivi diversi da quelli di una persona con poca formazione professionale, ma il succo non cambia.

  • Lif

    Chi sfrutta l’Africa sono tutti, compresi arabi e cinesi. Compresi gli stessi africani, come hanno sempre fatto da secoli. Schiavismo docet (tranne che nei film di Hollywood, dove si parla solo dei bianchi). Però le masse arabe e subsahariane si riversano in Europa, nonostante l’Arabia Saudita sia lì ad un passo.

    Me ne frego poi degli italiani che emigrano, ordinatamente, verso un altro Paese dell’Occidente! L’emigrazione italiana non ha alcunché a che vedere con quella arabo-africana, né gli esiti potranno essere gli stessi (Frank Capra da una parte; la Terza Guerra Mondiale dall’altra).