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COME TI INSCENO UN ATTACCO DI BIOTERRORISMO

DI JON RAPPOPORT.com

“Il dr. Hognose Detrick del Biological Warfare Group statunitense entrò in una sala riunioni, dove era seduto un gruppo piuttosto corposo di membri dell’Esercito, di CIA, di NSA e del HS. E disse: “Allora, da quel che ho capito, voi ragazzi avete intenzione di mettere in scena un piccolo spettacolino di bioterrorismo domestico, per rendere meno irrequieti i vostri connazionali. Bene, la prima cosa che dovete sapere è che i germi non obbediscono agli ordini. Dimenticate tutte quelle assurdità fantascientifiche che conoscete. E’ un bel casino. Potreste provocare un bel disastro. Potrei dirvi come farlo funzionare, ma rinunciate fin da ora a tutti i vostri sogni di fantasie high-tech.” (The Underground, JonRappoport)

Ci sono scenari futuri che, poco prima che si verifichino, possono essere fermati, o perlomeno analizzati correttamente al momento che si verificano.

Un evento di bioterrorismo organizzato è uno di questi.

Il fatto principale è: non importa di che tipo di germi si tratti o da dove provengano, il loro deliberato rilascio non garantisce risultati prevedibili. Assolutamente no.

Adesempio, le persone con sistemi immunitari di diverso livello di forza, reagiranno in modo differente.

Gli autori dell’evento potrebbero scoprire che solo il 2% della popolazione esposta si ammalerà o morirà.

Ma bisogna conoscere anche un’altra strategia:

UTILIZZO DEI GERMI COME COPERTURA DI AGENTI CHIMICI TOSSICI

In altre parole, non vi è alcun attacco di germi. Lo chiamano attacco di germi, ma è solo una bugia. I criminali interpellano poi i ricercatori dell’area interessata, i quali poi dichiarano di aver isolato un germe che è causa di malattia e morte. Ma è una farsa. Quello che è accaduto realmente è stata la diffusione di un prodotto chimico tossico che non può essere rilevato, a meno che non lo si stia cercando in modo specifico.

La sostanza chimica ha effetti gravi, mortali e prevedibili per una settimana o due. Poi si disperde, perde potenza e finisce l’ “epidemia”.

In una cittadina, una comunità piuttosto isolata, inizia a girare voce che alcune persone improvvisamente si siano ammalate e siano moribonde. Arrivano quelli del Controllo Malattie e l’Esercito a delimitare la zona e mettono in quarantena la comunità. Nella fase iniziale, viene fatto un annuncio perentorio che si tratta di un atto di guerra biologica.

I principali mezzi di stampa sono ammessi sul perimetro della zona isolata. Piazzano le loro unità mobili e iniziano a trasmettere i loro servizi in tempo reale dalla ‘scena del crimine’.

Inizia il martellamento mediatico nell’intera nazioni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

La gente all’interno della zona isolata continua ad ammalarsi e a morire.

Le reti televisive riportano che medici eroici stanno prendendo campioni di sangue, che saranno poi analizzati per trovare e isolare il germe causa dell’epidemia”. Il Ministero della Difesa continua a confermare che si tratta, certamente, di un atto di guerra biologica.

Continuano a susseguirsi storie di varia umanità dalla cittadina colpita. Questa famiglia ha perso tre dei suoi membri, quell’altra ha perso tutti i suoi membri. Tragedie, orrore e l’attesa risposta empatica da parte della ‘comunità mondiale’.

Una soap opera, tranne il fatto che qui muore gente vera.

Il settore medico promuove la paura del germe in questione.

Tutti gli enti di controllo interessanti ottengono la loro fetta di torta del ‘terrore’.

Infine, i medici annunciano di aver finalmente isolato il germe responsabile dei decessi in quella cittadina; e i ricercatori si affrettano a sviluppare un vaccino (che producono a tempo di record…)

IMPOSSIBILE CONOSCERE LA VERITÀ SUI VACCINI (AD)

Ora, dopo questi fatti, tutti e ovunque devono essere vaccinati. Non c’è scelta. O lo fai o ti mettono in quarantena o in prigione.

Nel quadro di questa situazione di vera e propria legge marziale, gli eroi sono i dottori. I dottori e l’esercito. E anche il governo; e persino i mezzi d’informazione.

Poi, dopo qualche settimana, quando è ormai svanita la carica tossica dell’agente chimico segreto, tutto finisce.

Se ci pensiamo, questo scenario non è che una rozza approssimazione di quello che accade oggi ogni giorno, in tutto il mondo, negli studi medici. I medici prescrivono dei farmaci, i cui effetti collaterali possono più dannosi di quelli che i germi potrebbero (o non potrebbero) causare ai pazienti di quelle malattie.

In altre parole, ogni giorno, da qualche parte nel mondo, potrebbe verificarsi un attacco di guerra chimica.

Leggiamo ad esempio la dottoressa Barbara Starfield (Johns Hopkins School of Public Health), il 26 Luglio del 2000 sul Journal of the American Medical Association, La sanità statunitense è davvero la migliore del mondo?. Ogni anno in America 106,000 persone muoiono a causa di farmaci approvati dalla FDA. Vuol dire un milione di persone ogni dieci anni. (Cliccate qui per ulteriori informazioni). Oppure cercate su Google “FDA – Perchè bisogna conoscere gli effetti indesiderati dei farmaci.” La FDA ammette che ogni anno in America 100.000 persone muoiono a causa di effetti indesiderati di farmaci. (Cliccare qui per andare direttamente alla pagina della FDA in questione).

Subito dopo un attacco di bioterrorismo ‘inscenato’, si applicano delle nuove leggi. Lo Stato dà un giro di vite alle libertà fondamentali degli individui, si pongono limitazioni a viaggi e spostamenti, si considerano altamente illegali le critiche alle autorità pubbliche sono considerate altamente illegali e si applicano nuovi limiti alle libertà di riunioni, associazioni e manifestazioni.

“I cittadini sono chiamati a collaborare. Siamo tutti insieme in questa cosa”

Si accelera quindi nel Congresso l’iter di approvazione di una nuova legge federale – con firma del Presidente – che autorizza il Centro per il Controllo Malattie (CDC) ad imporre vaccini a bambini e adulti.

Tutto questo si fonda su una bugia, nello stesso modo in cui la teoria della malattia del comparto medico si fonda su una bugia: il principale fattore che determina la salute o la malattia di un individuo è la forza del suo sistema immunitario, e non dei germi sottovuoto.

Ci sono persone che alimentano intenzionalmente la paura per i germi. Ad ogni nuovo germe eccoli lì pronti a strombazzare che quello causerà la fine del mondo sull’intero pianeta. E lanciano l’allarme proprio quando i ricercatori dichiarano che si tratta di un germe mutato che ha fatto il ‘salto’ dal genere animale a quello umano.

“Eccolo lì! Siamo spacciati!”

Tuttavia, se andiamo ad osservare dei casi reali confermati di morte causati da recenti epidemie, come il West Nile, la SARS, l’influenza aviaria (H5N1), l’influenza suina (H1N1) e ora la MERS, il numero dei morti è estremamente basso rispetto, ad esempio, al numero dei decessi globali causati dalle normali influenze stagionali, che nessuno mai definisce pandemie.

Bisogna dire anche che l’influenza stagionale in America provoca molti meno casi di decesso di quanto si dica. Come ho detto in precedenza, il CDC considera in modo unificato i dati statistici relativi alla polmonite e alle influenze. Quando si vanno ad analizzare i numeri per ciascuna malattia, le morti causate dalle influenze è davvero irrisorio.

Se qualche criminale politico volesse inscenare da dietro le quinte un evento di bioterrorismo, sceglierebbe sicuramente un agente chimico tossico e non un germe, e approfitterebbe delle conseguenze dell’evento per poter limitare su vasta scala le libertà individuali.

Intendiamoci: i ricercatori, dietro le porte sigillate dei loro laboratori, possono dichiarare con incredibile facilità di aver isolato un germe che causa un focolaio. Quasi nessuno oserebbe contestare questa loro affermazione.

Fu questo, ad esempio, il caso del 2003 dell’ ‘epidemia’ di SARS (vero e proprio bidone), quando dieci laboratori dell’OMS, isolati dai mezzi d’informazione, in contatto tra loro attraverso un circuito chiuso, annunciarono di aver finalmente individuato un coronavirus, il germe ‘colpevole’.

Più tardi, in Canada, un microbiologo dell’OMS, Frank Plummer, sciolse la riserva e confidò ai giornalisti di essere alquanto perplesso per il fatto che sempre meno pazienti con la SARS avevano il coronavirus. Era come confessare che l’intero sforzo di ricerca era stato un fallimento e una farsa, ma dopo un giorno o poco più dalla prima affermazione, la stampa tacque.

La SARS è stata una farsa priva di senso. I pazienti ai quali era stata diagnosticata avevano un’ordinaria influenza stagionale o un insieme di sintomi che potevano derivare da cause diverse.

Ma lo sforzo di propaganda ebbe un successo incredibile. Le persone nel mondo erano spaventate e questa paura le indusse a sentire sempre più il bisogno di farsi vaccinare.

Diversi anni fa, parlai con un biologo dello scenario di bio terrorismo che ho illustrato sopra. Fu questo il suo commento: “Pensa che uno scienziato o ricercatore convenzionale o ‘di regime’ oserebbe mai andare in quella città messa in isolamento a controllare tutta l’area in cerca di una sostanza chimica tossica? Sarebbe immediatamente preso di mira, esiliato e screditato nel giro di un minuto. Le autorità lo chiamerebbero ‘pazzo’. E tutto questo se è fortunato.”

Oggi la ‘scienza’ va così. Un ricercatore può scoprire quello che vuole, basta che sia ‘approvato’. Altrimenti trova le porte chiuse.

Dopo 30 anni di servizi e rapporti su gravi frodi scientifiche, posso dirvi con sicurezza che la maggior parte degli scienziati conoscono bene, e senza ricevere istruzioni dall’alto, i confini del loro ‘territorio consentito’. Riescono a fiutare il pericolo per la loro carriera da un miglio di distanza…

OGM? Roundup? Altri pesticidi tossici? Cambiamento climatico? Vaccini? Farmaci? Test medici diagnostici? Reale inquinamento ambientale? Mercurio? Sostanze chimiche negli alimenti? Radiazioni? Centrali elettriche nucleari? Fracking? Fluoruri? Su queste e su tutta una serie di altre questioni, il governo è coinvolto in prima persona come forza dominante e regolatrice. E ci sono eserciti di scienziati compiacenti pronti a svolgere i compiti preferiti dal governo (e dalle grandi aziende). Questi scienziati conoscono le risposte ancora prima che gli siano poste le domande.

Nel frattempo, scorrono i fiumi di propaganda che esaltano le glorie della scienza.

E’ una situazione da sogno, per corrotti allo stadio terminale.

Un gran numero di scienziati, che di fatto non partecipano alle ricerche fraudolente, restano in disparte e lasciano che tutto accada, senza dire nulla, anche se la scritta sui muri è a caratteri cubitali…

Nel 1988, mentre scrivevo il mio primo libro, AIDS INC., intervistai un virologo molto considerato di un’università statunitense. Avevo detto in alcune occasioni che molti biologi molecolari stavano sfidando l’ipotesi della causa HIV dell’AIDS. Il virologo mi disse che lui e alcuni suoi colleghi erano a conoscenza di “un problema serio” riguardo alle prove dell’ipotesi, ma finirono con il… lasciar perdere: era una questione troppo politica, mi disse.

Beh, sì, è cosi, gran parte della scienza difatti risulta essere politica.

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Imparare ad abbassare la testa e lasciare che le cose vadano avanti da sole non fa certo parte di un dottorato di ricerca. Ma non appena fuori dell’università, i ricercatori entrano in un tipo di formazione ben diverso. E il tema principale è: preferisci fare carriera o vivere in mezzo al nulla in esilio?

Accade quindi che costruire un ampio consenso scientifico fondandolo sulla sabbia è un lavoro piuttosto semplice. Ci vuole tempo e denaro; ed è un lavoro che non richiede molto acume.

Basta fare agli scienziati dei segnali chiari: certezza del lavoro; status; avanzamento; promozione; compensi; prestigio; reputazione; pensione; esposizione; censura; screditamento; esilio; isolamento.

Capiscono subito cosa s’intende.

Jon Rappoport è autore di tre raccolte esplosive – LA MATRICE RIVELATA – USCITA DALLA MATRICE – IL POTERE FUORI DELLA MATRICE, Jon è stato candidato al Congresso nel 29° Distretto della California. E’ consulente per clienti privati, attività che gli permette di sviluppare le sue personali doti creative. Nominato per un Pulitzer Prize, è stato giornalista di inchieste per trent’anni, ha scritto articoli di politica, medicina e sanità per CBS Healthwatch, LA Weekly, Spin Magazine, Stern, ed altri giornali e riviste americane ed europee. Jon ha tenuto diverse lezioni e seminari di politica internazionale, sanità, logica e potere creativo in tutto il mondo.

Fonte: www.activistpost.com

Link: http://www.activistpost.com/2015/12/the-basics-of-a-staged-bioterror-event.html

21.12.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    LO STRANO SUPERPOTERE DI CHI E’ RISPARMIATO DAL CAVALIERE DELLA DISTRUZIONE

    Di fronte ciò che ci appare come una ingiustizia grave e profonda contro l’umanità intera, di solito abbiamo solo due reazioni: rimanere scioccati o rimanere indifferenti.
    Nel primo caso la reazione emotiva è di panico, almeno nei primi attimi non riusciamo a "prendere le misure" dell’accaduto ma siamo già nel tunnel mentale per arrivare all’indignazione che poi avrà bisogno di un colpevole, un capro espiatorio.
    Nel secondo caso rinunciamo in partenza alla indignazione, perché accettiamo la versione che tende alla banalizzazione. Il male è banale, è "normalità abitudinaria", come già ci avvisava Hannah Arendt.
    Non bisogna essere pazzi o degenerati per forza per conannare ad una morte orrenda milioni di innocenti, siano essi donne, infermi, vecchi o neonati. Basta l’indifferenza burocratica della "normalità" istituita del "tutto fanno così", che si basa su risposte accettate acriticamente.

    Ora, perché c’è stata indignazione per la guerra del Vietnam e non per queste di Iraq, Afganistan, solo per citarne due -a caso-? Non manca di certo la possibilità di sapere queste guerre ingiuste o smettere di credere siano fatte per esportare la ridicola "democrazia", imposta con le bombe.
    Quello che però sconcerta è che se un portavoce ufficiale della politica neocon americana, cioè una fonte che ci ha dimostrato di mentire sistematicamente su tutto, anche quando non occorreva, dice qualcosa, allora è vero per forza. Se a controbattere è qualcuno semplicemente fuori da quel coro politico (anche del governo) è per forza un complottista perchè non aderisce alle veline di un PENSIERO UNICO.

    Posso capire che di imbecilli e furbetti ce ne siano a vagonate, ma che tutti siamo diventati improvvisamente pro-neocon, faccio fatica a crederlo. Quindi? Perché non protestiamo? Certamente già protestiamo, ma per qualità e quantità, rispetto ai movimenti del ’68 si vede un abisso. In parte la risposta è nella diffusione del pensierio nichilista di stampo Punk di un decennio successivo, costruito con droghe e muisca adeguatamente distribuita. Questi "doni dell’orrore", portarono una feroce disillusione alla ideologia di sinistra, che aveva carezzato con la fine dagli anni ’60 " un futuro migliore per tutti". La protesta si trasformò quindi in una diserata lotta sociale disillusa, vuota, fine alla violenza e persino autoinflitta nel corpo e nella mente, sorda ai richiami e agli stimoli vitali del pensiero e della speranza. La mortale mentalità di quella generazione, compone gran parte della società attuale e quindi la carica idealista ne esce smorzata, priva di mordente.

    Rimane un generico senso di giustizia ma l’impossibilità di tradurlo in pratica politica e sociale, di saperlo opera di concerto e coordinazione del bene comune. Questo perché nel profondo ognuno di noi è stato abituato a credere che "non c’è alcun bene comune". Ognuno è avito, ognuno pensa per se stesso, ognuno fa solo i propri interessi: è la litania mortale della mente punkizzata.
    Intendiamoci, non ce l’ho con i Punk, mi stanno pure simpatici perché nella loro disperazione, per lo meno continuano una protesta, non si lasciano andare alla "morte dolce" del conformismo. E’ la disperazione che non è bella, è orrore puro e basta.

    Un giorno mia madre è venuta meno al mondo. Fino a poco prima che accadesse io credevo che lei non sarebbe mai deceduta. Perché? Pensavo fosse immortale? Non la vedevo deperire giorno dopo giorno? No, ma era impossibile contemplare quella probabilità che escludevo a priori perché altrimenti sarebbe stato troppo doloroso considerarla in quel momento.
    Domani forse getteranno anche sulle nostre case le bombe. Lo farà la NATO o l’esercito Italiano e in TV sentiremo che è stata la Russia o un altro nemico fantoccio. Vedremo morire gli amici, i parenti, le persone care e ogni cosa andrà in polvere: la casa, la vita, il futuro. Impossibile?

    No, è possibilissimo e anche molto probabile, nel mondo accade di continuo. E’ accaduto in Kossovo, in Afganistan, in Turchia, in Iraq, in Ucraina. Perché qui no? Perché opera la stessa mentalità è
    impossibile contemplare quella probabilità perchè fa troppo male, non possiamo accettarla. Di conseguenza tutta una serie di ragioni ragionevoli si accumulano per rassicurarci. No, non può accadere, è impossibile. Eppure il mondo diventa instabile ogni giorno, perché dovremmo credere che la nostra sia un isola di certezza? Un giorno mia madre è venuta meno al mondo e con lei è finita per me la possibilità di credere che le cose fossero impossibili.

  • Holodoc
    l’autore del’articolo ha accennato all’AIDS.
    Esisitono ricercatori, ovviamente ignorati dai media, che contestano l’ipotesi che l’AIDS sia una epidemia causata da un virus… anzi, che contestano si tratti di una epidemia!
    La truffa dell’AIDS: la verità del prof. Marco Ruggiero. (link: https://youtu.be/2Kvn0MNLf8E)
    Il reportage da cui è tratta l’intervista di cui sopra:
    HIV INFORMA: " La Scienza del Panico " – Quello che non ti hanno detto sull’aids… (link: https://youtu.be/0fu-qy4X-WI)
    "Welcome to the real world"
  • giannis

    e incredibile che con  40 anni di televisione come si possa prendere in giro miliardi di persone (  virus , religione , salute , verita’ sulle guerre ,  11/9/2001, civilta’ antiche , come funzionano i soldi , la finanza , le  banche ecc…..  ) lo si puo’ fare se la gente vive nella paura

  • Capra

    Se alla improvviso questo pensiero unico si disgregasse in miliardi di piccoli pensieri critici, ed ogni uomo e donna smettesse di credere all impossibilità di alcuni fatti, saremmo in grado di reggere l’impatto? 

    Temo sarebbe peggio dello stato attuale
  • natascia

    Pensala altrove.L’altrove rende possibile l’impossibile. Dividere un  problema in due aiuta forse risolve.

  • Mattanza

    Posso confermare quanto scritto da Holodoc anzi ribadire che questi ricercatori dissidenti sono esperti di prim’ordine (anche Nobels) e molti è oltre 25 anni che ignorati dai media cercano di diffondere la scomoda e agghiacciante verità:

    HIV o non esiste o è innocuo.

    Io sono un caso emblematico, non sono solo HIV+, ma secondo la "medicina ufficiale" in AIDS da anni (5-6 anni), secondo loro (CD4 sotto 200/ml, invalido al 100%), ma sto benissimo, se fossi immunodeficiente cronico avrei dovuto ammalarmi già da anni…Ovviamente NON HO MAI PRESO farmaci antiretrovirali, e sono tipo di pensiero, quindi una forte convinzione basata sulla logica e razionalità (studiando la tematica) mi ha permesso di tener a bada i sentimenti di paura derivanti dal dubbio che qualsiasi persona assennata sempre porta con se….Poi ormai son passati anni, ne ho viste di tutti i colori e ora ho la certezza (99.9% Approx.)

    Se siete o qualche vostro caro è positivo HIV non fatevi fregare, informatevi studiate e fatevene un idea. Gruppo Face La Truffa dell’AIDS, Libro di Peter Duesberg "HIV il virus inventato".

  • Mattanza

    Posso confermare quanto scritto da Holodoc anzi ribadire che questi ricercatori dissidenti sono esperti di prim’ordine (anche Nobels) e molti è oltre 25 anni che ignorati dai media cercano di diffondere la scomoda e agghiacciante verità:

    HIV o non esiste o è innocuo.

    Io sono un caso emblematico, non sono solo HIV+, ma secondo la "medicina ufficiale" in AIDS da anni (5-6 anni), secondo loro (CD4 sotto 200/ml, invalido al 100%), ma sto benissimo, se fossi immunodeficiente cronico avrei dovuto ammalarmi già da anni…Ovviamente NON HO MAI PRESO farmaci antiretrovirali, e sono tipo di pensiero, quindi una forte convinzione basata sulla logica e razionalità (studiando la tematica) mi ha permesso di tener a bada i sentimenti di paura derivanti dal dubbio che qualsiasi persona assennata sempre porta con se….Poi ormai son passati anni, ne ho viste di tutti i colori e ora ho la certezza (99.9% Approx.)

    Se siete o qualche vostro caro è positivo HIV non fatevi fregare, informatevi studiate e fatevene un idea. Gruppo Face La Truffa dell’AIDS, Libro di Peter Duesberg "HIV il virus inventato".

  • GioCo

    Se alla improvviso questo pensiero unico si
    disgregasse in miliardi di piccoli pensieri critici, ed ogni uomo e
    donna smettesse di credere all impossibilità di alcuni fatti, saremmo in
    grado di reggere l’impatto? 

    Temo sarebbe peggio dello stato attuale

    @Capra, non abbiamo mai avuto un mondo unipolare, almeno non a memoria -storica- umana. Alcune teorie di pura fantasia (nel senso non supportate da nulla di concreto se non vaghi indizi) parlano di un tempo mitico in cui questa situazione si è già presentata, non cito il caso raccontato da Platone perché è noioso persino ricordarlo.
    Ma il mito (come la fiaba) ha infiniti piani di lettura e a noi mancano -in sostanza- le chiavi per leggerle. Faccio un esempio: conosci la favola di Pollicino? Non ci trovi niente di strano che il bambino minore di una popolosa prole, l’ultimo arrivato, scaltro per definizione narrativa, usi delle briciole di pane -nel 1600- per tornare a casa? Pollicino è di Charles Perrault (1628-1703) già avvocato al parlamento di Parigi, autore del celebre libro di fiabe Histoires ou contes du temps passé, avec des moralités, noto in seguito come Contes de ma mère l’Oye (it. I racconti di Mamma Oca), raccolta di undici fiabe fra cui Cappuccetto Rosso, Barbablù, La bella addormentata, Cenerentola e Il gatto con gli stivali. Se mi dicono che era pure massone o appassionato di alchimia, non batterei ciglio. D’altronde sappiamo da Collodi che la tradizione esoterista di usare fiabe è parecchio consolidata.
    Dato che è un contemporaneo di Newton e di una generazione successiva a Galileo in un mondo in cui l’astronima nasce e diventa il perno delle attività economico temporali, non mi pare potesse essere per lui ignoto che il cielo era il mezzo principale per chiunque (persino i contatini) per orientarsi.
    Ma pollicino non alza il naso per vedere dov’è la luna o le stelle che può riconoscere, guarda per terra. Per un contemporaneo di Perrault il messaggio era limpido: se guardi nel posto sbagliato perdi l’orientamento e dai l’occasione all’imprevisto (gli uccellini del bosco) di cancellarti la memoria (il Perrault è avvocato e quindi sensibile a certi temi). Se poi stai pensanto al cielo coperto, bé, il punto non è quello: Pollicino il pane se lo prepara il giorno prima in un periodo storico in cui non c’erano le previsioni meteo, per cui era intenzionato proprio a usare SOLO quello per tornare a casa.

    Torniamo al mito unipolare. Cosa, ripeto COSA non è attualmente UNIPOLARE? La politica? L’economia? La tecnologia? Il mercato? No, la cultura. Il centro del contendere adesso è "la memoria dei popoli". Per questo mi sta sullo stomaco l’anglocentrismo di stampo xenofobo (cioé praticamente tutto) spinto a forza dalla musica: se fatto da un inglese o pare anche solo anglofono è già quasi fico, se è un prodotto differente è già un po’ scadente. Perché in inghilterra si che sono "capaci", mica come da noi. Peccato che Cesare Beccaria fosse italiano e se fosse nato in America non l’avrebbe caccato nessuno, nella cultura che può produrre il mito dei "Judge Dredd" (cioè l’icona della giustizia facile e rapida) c’è l’idea radicale che la criminalità (in fondo) sia una condizione genetica. L’animo culturale anglofono è sempre stato xenofobo, Hitler ne lodava il sistema educativo e lo ha copiato in Germania, possiamo capire perchè?
    La verità e che non esiste e non esiterà mai una cultura unipolare in un pianeta di miliardi di individui, questa è un idea anglocentrica, dettata da un angenda che pensa se stessa "unica" -sbagliando-, perché la cultura è per sua natura dinamica e tende sempre ai localismi e gli esempi si sprecano. A questo punto quindi arrivamo al motivo per cui una parte delle rappresentanze della cultura unipolare accarezzano l’idea di ridurre la popolazione mondiale a un numero culturalmente sottocontrollo (vedi "Georgia Guidestones").

  • Cataldo

    P { margin-bottom: 0.21cm; }

    @ Gioco,  forse OT 😉

    Quando si analizzano i
    passaggi storici recenti, dagli anni 60 ai giorni nostri, è quasi impossibile
    avere una precisa contestualizzazione degli eventi, si tende sempre a non
    considerare abbastanza l’enorme cambiamento percettivo che è
    intercorso.
    McLhuan alla fine dei 60 aveva individuato correttamente
    quanto sarebbe accaduto, l’evoluzione dei media avrebbe creato forme
    di “anestesia” come risposta fisiologica del nostro sistema
    nervoso, con una alterazione completa del quadro percettivo.

    Le forme attraverso cui
    l’alterazione si individua sono molteplici*, alcune sono state ben
    descritte già da McLhuan stesso, come la perdita di memoria, e la
    desensibilizzazione.

    Al tempo in cui queste riflessioni
    prendevano forma, il salto di stato spazio-temporale, nel settore
    mediatico, era l’uso della tecnologia satellitare, la rivoluzione
    digitale ancora non aveva acceso il motore primario, ma già erano
    all’opera forze potenti.

    McLhuan non aveva i mezzi ad esempio,
    per prevedere che accanto al degrado della capacita sincronica del
    pensiero individuale sarebbe cresciuta a dismisura la capacità di
    ampliare e gestire la memoria da parte degli enti organizzati di
    struttura, per di più con economie di scala tali da consentire una
    concentrazione senza precedenti delle forme di potere sulla realtà.

    Anche la desensibilizzazione ha
    raggiunto una pervasività orizzontale e verticale difficilmente
    prevedibile allora.

    Da questa matrice scaturisce il quadro
    generale, al cui interno trovano nessi causali molti dei fenomeni che citi.

    * e sempre in evoluzione, prima con
    l’ibridazione tra media e poi con l’esplosione della comunicazione
    individuale, fenomeni posteriori alle intuizioni citate.