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COME NEGOZIARE (AI POLITICI)

DI ALBERTO BAGNAI

goofynomics.blogspot.it

Roberto Buffagni ha lasciato un nuovo commento sul tuo post “Debito estero e crescita: due obiettivi per due st…“:

La minaccia di uscire dall’euro non è uno strumento di pressione adeguato per una trattativa volta a ottenere migliori condizioni all’interno del quadro UE, perchè è un ultimatum, che dunque si può usare una volta sola, e a cui si è costretti a dare corso in caso di risposta negativa.

L’uscita dall’euro fa saltare il quadro UE attuale, del quale l”euro è il principale strumento politico (l’archetipo di tutti i “piloti automatici” con i quali l’oligarchia UE governa).

L’uscita dall’euro, implicando (comunque sia gestita) la fine del sistema UE vigente, è dunque una rivendicazione antisistemica, che può essere soltanto imposta, non trattata in vista di un compromesso tra pari che condividono e vogliono preservare il medesimo quadro politico d’insieme.

L’analogia più calzante mi pare quella con il meccanismo della dissuasione nucleare “du faible au fort”, studiata dal generale Gallois in vista dell’istituzione della force de frappe nucleare voluta da de Gaulle.

Sintesi: quando il debole fornito di armamento nucleare vede minacciati i suoi interessi vitali, minaccia il forte di usare le sue armi atomiche, a prescindere dal fatto che il forte sia in grado di rispondere con un contrattacco nucleare di maggiore potenza, in grado di devastarlo ed eventualmente di annichilirlo. In presenza di attori razionali del conflitto, il forte si troverà di fronte a un rapporto costi/benefici sfavorevole, e recederà. Egli può infatti annichilire il nemico, ma subendo danni immensi, politicamente ingiustificabili. Perchè la dissuasione “du faible au fort” funzioni, è imperativo che il decisore sia:

a) la massima autorità del paese debole, che nell’emergenza ha poteri pressochè dittatoriali

b) che la massima autorità del paese debole sia credibile, cioè a dire che il nemico creda che egli non esiterà a usare l’arma nucleare di cui dispone.

Quando si minaccia di uscire dall’euro, si dice implicitamente alla controparte che COMUNQUE VADA la trattativa, il quadro politico UE vigente è finito: non “che finirà”, ma che è GIA’ finito. L’unico margine di trattativa che resta, dopo la minaccia-ultimatum, è sul COME finisce il quadro politico vigente. Se la controparte cede, l’uscita dal quadro politico UE avviene in modo concordato. Qui si che si aprono gli spazi di trattativa, politica e diplomatica: una trattativa che sarà durissima, scorretta, dolorosa, ma resterà una trattativa, cioè un conflitto regolato dalle leggi nel quale si può cercare un punto di compromesso accettabile per tutti (anche se non è detto che lo si trovi). Se la controparte non accetta l’uscita concordata dal quadro UE vigente, chi ha proposto l’uscita dall’euro è costretto, dalla logica dell’ultimatum, a uscire unilateralmente, a far saltare comunque il quadro UE, e ad aprire una fase di conflitto che solo in seguito, una volta chiaritisi i nuovi rapporti di forza, potrà dare luogo a trattative.

Insomma: uscire dall’euro significa aprire una fase di guerra economica e psicologica APERTA. Il che all’Italia non solo conviene, ma è indispensabile, perchè nell’attuale fase di guerra economica e psicologica COPERTA il ceto dirigente italiano collabora con il nemico, e il popolo, che ne è ideologicamente plagiato e disinformato, non reagisce o reagisce a sproposito.

Postato da Roberto Buffagni in Goofynomics alle 21 agosto 2014 12:20

Chapeau! Comunque, io che ho detto? Siamo perfettamente d’accordo. Non ci sono margini di trattativa, l’euro è un aborto, la volontà politica di tenerlo in piedi non c’è (vedi il discorso di Bolkestein), quindi chi parla di “pugni sul tavolo” è un imbecille. Semplicemente si va lì, con un bel sorriso, senza l’attitudine minacciosa da pugile suonato che ci consigliano i nostri migliori economisti e i nostri più fini politici, e si dice, se possibile in tedesco (Jorg si offre volentieri):

“Noi ce ne andiamo, e questa volta lo scherzetto dello spread non ce lo facciamo fare (NdR: ad esempio rifinanziando pro tempore il nostro debito con la stampa di euro, come propone Jacques Sapir nel suo piano di uscita, che trovate nella sezione “Per cominciare“, o anche semplicemente ridenominandolo in tempi sufficientemente rapidi – oggi ci sono i computer, mi dicono…). Voi che fate? Cooperate, o no? Perché tanto l’euro è finito, quindi, da creditori intelligenti, mi sa tanto che vi conviene cooperare. Volete attaccare la nuova lira? Fatelo! Quanto più scende, tanto più la vostra industria ci perde. Mi sa che vi conviene sostenerla e mantenere i mercati ordinati, così voi ci fate uno sconto non eccessivo sui nostri debiti, noi ci facciamo uno sconto non eccessivo sulla vendita all’estero delle nostre merci, e dopo staressimo tutti meglio. Cosa? La risposta? No, guardi, lei è tanto gentile, signora Merkel, ma io ho da fare, devo salvare il mio paese, quindi, non lo prenda come uno sgarbo o una mancanza di rispetto, ma la sua risposta è del tutto irrilevante. Bella pe’ tte”.

Cioè: non si va a dire “se non fate così l’euro è morto!”. Oh, no, sarebbe un gravissimo errore, sarebbe una minaccia, e la minaccia del debole non funziona, salvo nel caso molto particolare messo opportunamente in evidenza dal brillante intervento di Roberto. Si va a dire: “l’euro è morto, quindi fate come vi pare, ma è meglio se fate così”, che è una semplice applicazione del principio che chi mena per primo mena due volte (il che, se sei più piccolo, ti conviene).

La Costituzione francese prevede esattamente il tipo di leadership della quale Roberto parla (vedi sempre il discorso di Sapir nel suo piano di uscita). La nostra no. Il nostro Presidente della Repubblica non ha i poteri di quello francese, il che è tutto sommato un bene, visto che Napolitano si è più volte esplicitamente schierato a difesa degli interessi dei creditori esteri (lo dico rispettosamente, è un dato di fatto, evidentemente lui ora la pensa così…).

Basta solo trovare un Presidente del Consiglio che abbia voglia di passare alla storia, magari in un modo diverso da quello che vi facevo vedere, a testa in giù, qualche post fa. Sembra impossibile, ma siccome deve succedere, succederà. E chi non lo avrà fatto si mangerà le mani…

Pubblicato da Davide

  • Stodler

    Pubblicate ancora Bagnai?

    Ma non è suo questo commento molto lusinghiero?

    Alberto Bagnai [www.blogger.com] 30 aprile 2014 19:15 [goofynomics.blogspot.com]

    In
    quel grafico un errore concettuale c’è, che venne rilevato a suo tempo
    dall’utente Mincuo di CDC (dal letame può nascere un fiore), che è un
    professionista, e del quale il dilettante di turno non si è accorto.
    Questo errore però non inficia il mio argomento, come vi farò notare in
    un post separato, mentre dimostra quanto poco l’"ini" di turno sappia di
    economia internazionale. A proposito, ma chi è? Non ho tempo di
    googlare tutti i dilettanti livorosi che nessuno legge…

    http://goofynomics.blogspot.it/2014/04/alberto-vs-alberto-la-moralita-di.html?showComment=1398878134795#c2099842426466304268

  • Jor-el

    Bagnai e  Barnard hanno in comune una cosa: entrambi credono che la politica si un gioco in cui valgono le regole del fair play, cioè chi riesca a mettere in buca l’avversario con argomentazioni serie, corrette, rigorose e precise … vince! 

    Pare non si accorgano che c’è sempre il trucco, che viari Monti, Letta, Renzi, Padovan, Draghi, Merkel e sù, fino ai padroni della FED, sanno benissimo come funziona l’economia e quel che fanno lo fanno con coscienza e cognizione di causa. 
    Basti pensare che adesso che hanno bisogni di una crescita del PIL stanno truccando i criteri per rilevarla! Vinceranno sempre, perché sono loro che scrivono le regole e le cambiano quando ne hanno bisogno.
  • Ercole

    Bagnai ,Barnard, M5S dilettanti (opportunisti ) allo sbaraglio :leggetevi I FONDAMENTI DELL’ECONOMIA di Marx e smettetela di sparare cazzate.

  • Cartesio

    E’ desolante l’irrazionalità con la quale viene attaccato Bagnai. Ricetta: si mescola il suddetto con un litro di Barnard, una spruzzata di 5stelle ed un misurino di Marx (che fa sempre fare bella figura) et voilà! ecco un bel pastone che dimostra che Bagnai dice assurdità.

    Intanto, stodler, l’ inesattezza riportata dal libro di Bagnai a cui ti riferisci è stata ampliamente spiegata dall’autore: se vuoi essere preciso confuta la replica che trovi sul sito di Goofynomics e poi ne riparliamo. 
    Per gli altri: o provate almeno a circostanziare l’opinabilità delle conclusioni di Bagnai o devo dedurre che alla parola "Bagnai" la tastiera parte in automatico per comporre frasi casuali occasionalmente inseribili nei cioccolatini…..
  • Stodler
    Il mio commento non era rivolto a quello che diceva Bagnai nello specifico della discussione.

    Il mio commento era riferito a questo:
    … CDC (dal letame può nascere un fiore)…

    Mi pare chiara l’alta consierazione per cdc.

  • Stodler
    Per il resto non ho nulla da eccepire.
  • Quantum

    Si chiama benaltrismo. Quelli che non hanno capito quello che dice un articolo per mancanza di QI o semplicemente di basi di conoscenza, ma devono comunque averla vinta sviando il discorso o criticando a caso.

  • roberto4321

    già in effetti assodato l’Italia non può più stare nell’Euro (http://se2.cdn.fluidworks.it/wp-content/uploads/2014/01/Produzioneind.png) e che sbattere i pugni sul tavolo è una tecnica che evidentemente non funziona (ma lo sapevamo anche prima) bisogna capire se "abbiamo le palle", cioè un sistema politico istituzionale che possa reggere il contraccolpo di una uscita dall’Euro (o che credibilmente possa minacciare di farlo per ottenere delle rinegoziazioni a nostro favore) oppure no.
    Al cav. B il giochetto nel 2011 andò male, a chi persegue il "fogno" europeo basto’ attaccare Mediaset (unitamente a certi guai giudiziari) per indurlo a più miti consigli. Ora abbiamo il duo inossidabile R&B con una maggioranza inattaccabile, una riforma costituzionale in arrivo che darà più poteri all’esecutivo, i suddetti guai giudiziari che stanno arrivando a felice conclusione. Poi c’è sempre quell’articolo del buon Zibordi che continua a ronzarmi per la testa (http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5796&reply_id=123548853) nel quale si dice che se noi ci rifiutiamo di fare le riforme o di mettere le patrimoniali (che la Germania esige) alla fine è la Germania che deve uscire dall’Euro (non noi) in base al meccanismo infernale (per loro) di Target2. Se così davvero è allora al nostro prime minister non rimane che fare una cosa: nulla, il che a ben vedere è esattamente quello che sta facendo oltre fuffeggiare (e dare più poteri all’esecutivo), veleggiando sulla soglia del 3% deficit/debito (mentre Monti/Letta puntavano decisamente al pareggio) il che porterà per pura aritmetica il nostro debito pubblico ad essere fuori controllo entro breve specialmente in uno scenario deflazionistico. Allora vedremo se il buon Zibordi ha ragione e a quel punto bye bye Germania per la felicità di tutti fuorchè dei tedeschi che saranno molto incazzati perchè dovranno rivalutare il nuovo marco del 30% (non curandosi del PD per il quale avere una moneta forte è un "fogno").

  • Aloisio

    meno male che c’è Bagnai. Ovviamente non è pane per piddini, ma questo è un ulteriore pregio.

  • Aloisio

    hai perfettamente ragione, ma , forse,tu sei troppo comprensivo con i venduti,pseudoeconomisti ed umanoidi.

  • Giovina

    Quali sarebbero questi politici a cui nell’articolo ci si rivolge?

    "Basta solo trovare un Presidente del Consiglio che abbia voglia di
    passare alla storia, magari in un modo diverso da quello che vi facevo
    vedere, a testa in giù, qualche post fa."

    Non si puo’ dire che Bagnai abbia mai perso la speranza in questi anni se si rivolge allo stesso "genio" di coloro di cui parla solitamente, con tanta "deferenza", da sempre.

    https://www.youtube.com/watch?v=R3YTYW5J2tk

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