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COME L'ULTIMA DELLE CASSANDRE IDA MAGLI MI SVELO' IL FUTURO (NERO)

DI CAMILLO LANGONE

ilfoglio.it

Dopo l’ultimo dei mohicani, Piero Buscaroli, dopo l’ultimo dei balanzoni, Umberto Eco, è morta l’ultima delle cassandre, Ida Magli. E’ antipatico fare gli elitisti al cimitero ma non sempre la morte è la livella di Totò. La recente raffica di decessi eccellenti quasi impone una gerarchia e io la mia l’ho fatta: la perdita più grave è quella dell’antropologa. Perché Buscaroli mi svelò il passato remoto (la Seconda guerra mondiale), Eco il passato prossimo (Mike Bongiorno) e Ida Magli il futuro, che mi sembra più importante. Abbastanza ovviamente un futuro nero, sotto molteplici aspetti. Un tempo in cui verranno meno gli ospedali pubblici e l’Inps: “Lo Stato socialista, quale è quello italiano, gestisce la sanità, la scuola di ogni ordine e grado, le università, le pensioni, ma nessuno Stato socialista è mai sfuggito, in nessuno dei luoghi dove è stato realizzato, alla corruzione politica, al dominio assoluto sulla vita e sul pensiero dei cittadini, all’impoverimento della maggior parte della popolazione e infine al crollo di tutte le strutture che lo reggevano”.

In cui il conformismo sarà ancora più soffocante di oggi, grazie alla crescente presenza femminile nei ruoli di comando: “Più donne, meno pensiero critico”. E in cui la televisione, l’arte, la letteratura, il cinema (chissà perché mi viene in mente il film che or ora ha vinto il festival di Berlino, “Fuocoammare”) contribuiranno al crollo demografico: “L’ideologia dell’accoglienza è l’arma più efficace per depotenziare la vitalità, la fiducia in se stesso, la forza di un popolo e indurlo all’estinzione”.

Quando morì Oriana Fallaci pensai, sperai, che Ida Magli avrebbe potuto almeno in parte sostituirla ma l’antropologa romana non aveva la scrittura né il glamour della giornalista fiorentina: già allora era una vecchina flebile e tagliata fuori da quasi tutto. Peccato perché era altrettanto coraggiosa, non si tirava indietro quando c’era da attaccare maomettani o criticar cristiani (era un’atea ben poco devota): “Se si vuole il bene dell’umanità, musulmani compresi, bisogna dire tutta la verità sul Corano e su Maometto, cosa che il Papa, l’unico che potrebbe, ancora non ha fatto”. Il virgolettato risale al pontificato di Benedetto XVI, la cui rinuncia interpretò, ma in quel caso non ci voleva molto, come un tremendo segno apocalittico. Non è difficile immaginare il giudizio su Papa Francesco di colei che aveva recentemente dichiarato a Libero: “Ripristiniamo i confini! Altri mettono le reti? Facciamo anche noi una rete col filo spinato!”. (Nel pamphlet del 2013 “Difendere l’Italia” era arrivata alla seguente conclusione: “Tutti i governi che hanno reso sempre più facile l’immigrazione devono essere considerati dagli italiani come governi illegittimi e traditori”). Vedeva in Bergoglio il gesuita temibile, non certo il francescano pauperista che si sognano i gonzi: “L’ordine dei gesuiti è stato creato da Sant’Ignazio per difendere il papato in un momento di crisi. Fare Papa un gesuita è come mettere un pretoriano al posto dell’imperatore”.

Considerava la sua elezione un rimedio estremo e purtroppo inutile: “La Chiesa di oggi o la salvi con la severità oppure con la misericordina non la salvi. Che ci fanno gli europei con la misericordina? La tattica di Bergoglio è fallita in partenza”. Io spero che la nostra ultima cassandra stavolta abbia sbagliato previsione, lo spero perché non sempre ci ha azzeccato, ad esempio ha sbagliato a stendere le ultime volontà: colei che per tanti anni ha gridato contro il nichilismo europeo si è inchinata al nichilismo della cremazione e ha scelto di finire in un forno tale e quale David Bowie e Umberto Eco. Lucidamente vide, forse ancor prima di Camille Paglia, la libido moriendi insita nell’attuale prevalare dell’omosessualità ma non quanto di cupio dissolvi esiste nella pratica dell’incenerazione. Oriana Fallaci, per dire, ha scelto di essere tumulata, nel cimitero degli Allori a Firenze. E mi sono permesso questo ennesimo confronto perché la stessa Magli mi ha insegnato il valore del libero giudizio: “Valutare implica stabilire differenze. Il tabù dell’uguaglianza uccide le differenze e contemporaneamente le intelligenze”.

Camillo Langone

Fonte: www.ilfoglio.it

Link: http://www.ilfoglio.it/cultura/2016/02/23/ida-magli-morta-filosofa___1-v-138611-rubriche_c741.htm

24.02.2016

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Ida si svegliava all’alba e andava a letto tardi, per poter studiare e scrivere di più, anche a 90 anni passati. Sapeva che le restava poco tempo, e voleva dare ancora il più possibile dell’immensa ricchezza di pensiero e di cultura che aveva accumulato

    Ha fatto appena in tempo a terminare il suo ultimo libro, Figli dell’uomo. Duemila anni di mito dell’infanzia, uscito a novembre nella Bur. È un saggio di una crudezza estrema, tanto da rendere difficile leggerlo fino in fondo: i bambini, è l’assunto, in ogni luogo e tempo sono stati oggetto di violenze atroci, che neanche immaginiamo per il passato e che spesso fingiamo di non conoscere nel presente.

    Il motivo della crudeltà verso l’infanzia è che i piccoli – deboli e di scarso valore economico – sono le vittime ideali. È solo un esempio fra i tanti possibili sull’originalità del pensiero di Ida Magli, sul suo diverso approccio alla storia e alla realtà. Mai rassegnandosi all’ovvio delle idee ricevute e pagando sempre in prima persona.A vederla non l’avresti mai detta capace di tanta durezza, nel suo sistema logico forte e lucido come l’acciaio. Minuta, bionda, sempre perfettamente pettinata, gli occhi celeste madonna, dalla sua vocina risuonavano asprezze di giudizio che mai avresti potuto immaginare in un simile essere. Diplomata al Conservatorio, suonava il pianoforte, nella sua piccola casa lindissima su una collina romana. E coltivava rose in terrazza. Erano i suoi soli svaghi.

    Ida si svegliava all’alba e andava a letto tardi, per poter studiare e scrivere di più, anche a 90 anni passati. Sapeva che le restava poco tempo, e voleva dare ancora il più possibile dell’immensa ricchezza di pensiero e di cultura che aveva accumulato.Non verrà ricordata quanto e come meriterebbe, in questo periodo di scomparsi celebri, ma non se ne sarebbe stupita, né addolorata. Ci aveva fatto l’abitudine. E a ogni colpo subìto si rafforzava. Fu lei a portare l’antropologia culturale nelle università italiane, e lasciò la cattedra per non soggiacere alle infamie delle baronie senza studio. Fu lei a divulgarla con due saggi straordinari già dal titolo: Alla scoperta di noi selvaggi e Viaggio intorno all’uomo bianco. Fu lei la prima ideologa del femminismo italiano, finché rinnegò il movimento giudicando le donne incapaci di affermare se stesse. Approdata alle testate più ambite dall’intellighentia – l’Espresso e Repubblica – le abbandonò, senza essersi assicurata altre collaborazioni, per protesta contro la mancata pubblicazione di alcuni articoli. E, arrivata al Giornale, mal sopportava che le si appiccicasse l’etichetta di destrorsa, pur sapendo di vivere in una gigantesca fabbrica di etichette.

    Prendete a caso uno dei suoi tanti libri e ci troverete una sorpresa che potrebbe farvi il grande dono di un nuovo pensiero. Santa Teresa di Lisieux, che rovescia come un calzino il tema della santità. Gesù di Nazareth, un saggio devotissimo dove dimostra che il cristianesimo, ripristinando il sacro nella religione, non ha mai applicato realmente il pensiero del Cristo. Sulla dignità della donna, dove – in un periodo di beatificazione in vita di Wojtyla – sostiene che per Giovanni Paolo II la donna è in realtà una figura sacrificale. Gli ultimi anni Ida Magli li ha dedicati alla lotta Contro l’Europa, titolo di uno dei suoi libri più importanti e veggenti, dove denuncia la perdita delle sovranità nazionali, di libertà e democrazia, in un sistema livellato verso il basso, secondo i criteri di un nuovo comunismo. E contro l’Europa si è battuta praticamente da sola, dall’inizio degli anni Novanta, mentre tutti la sbeffeggiavano per questo, prima di cominciare a rendersi conto delle sue molte ragioni. Andate a vedere il sito dell’associazione che ha fondato senza chiedere un centesimo a nessuno – viveva con un pugno di riso – e ci troverete pensieri che si stanno ingigantendo fra gli europei: http://www.italianiliberi.it.Nel 1996 pubblicò un libro che ai più sembrò visionario, fanatico o – nel caso migliore – esagerato. Si chiamava e si chiama Per una rivoluzione italiana (Baldini & Castoldi): parla di politica, scuola, islamizzazione, Unione europea, mass media, sistema sanitario, Costituzione. Pone delle domande apparentemente banali, come sempre appaiono le grandi questioni: viviamo davvero in una democrazia? I politici ci rappresentano davvero? Lo Stato pensa davvero al bene dei cittadini? La risposta di Ida Magli è sempre «no», il cittadino non possiede, in realtà, nessun potere: per cui occorre ribaltare molti luoghi comuni che sono alla base della nostra vita sociale. Soprattutto, preannunziava uno scontro mortale con il mondo islamico. All’epoca quasi nessuno sapeva cosa fosse Al Qaida, l’attentato alle Torri gemelle era al di là di ogni immaginazione, per non parlare dell’Isis. Dunque i passaggi sull’islamismo apparvero, ai più, come una forma di arretratezza culturale, di chiusura mentale, se non addirittura di razzismo. Il volume venne del tutto ignorato, ucciso con la tecnica del silenzio, e non è più stato ristampato. Ma lei sapeva, tutt’altro che umiliata, che un giorno sarebbero state riconosciute le sue ragioni.È morta serena e lucida, nella sua casa, accanto al figlio. Nel suo Omaggio agli italiani (bru, 2005), di pochi anni fa, un passaggio le si attanaglia perfettamente: «Questa è la grandezza degli italiani: aver continuato a pensare sempre, a creare sempre, perché soltanto l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette».

    Giordano Bruno Guerri

    Fonte: http://www.ilgiornale.it

    22.02.2016

  • Tao

    Ida Magli è stata la più grande antropologa italiana, studiosa di fama mondiale, una mente da premio Nobel e pubblicazioni tradotte in molte lingue. Però si era macchiata di una grave colpa. A partire dagli anni Novanta, aveva infatti osato imboccare la strada del “non politicamente corretto”

    I media – tranne rare eccezioni – hanno passato sotto silenzio la morte di Ida Magli. Quasi un ordine di scuderia impartito dal quel potere mondialista che lei aveva definito “laboratorio per la distruzione”. Una sorta di “damnatio memoriae” nell’era della comunicazione di massa. Con effetto immediato. Ma non è un caso. Ida Magli è stata la più grande antropologa italiana, studiosa di fama mondiale, una mente da premio Nobel e pubblicazioni tradotte in molte lingue. Però si era macchiata di una grave colpa. A partire dagli anni Novanta, aveva infatti osato imboccare la strada del “non politicamente corretto”.
     
    Scienza, musica, letteratura, storia, filosofia, politica: era versata in ogni campo del sapere. Tuttavia la sua non era fredda erudizione. Metteva il cuore in ogni riga che leggeva, in ogni frase che pronunciava. Le sue indagini rigorose, un coraggio da leone, l’arma acuminata della parola, e un amore sconfinato per la civiltà italiana, per il nostro genio creativo: così ha combattuto il regime oscuro che ci domina tutti. Per gli italiani, progettava la fuga dalle carceri orwelliane. In fondo, non ha mai smesso di credere che prima o poi qualcosa di buono sarebbe accaduto. Nonostante sia rimasta delusa prima dalla sinistra, poi dalla Lega, infine dai 5 stelle. Qualche volta mi scriveva mail dal tono ironico, eppure disperato, nelle quali mi chiedeva di aiutarla a organizzare una sommossa.
     
    Avrebbe imbracciato volentieri il fucile, se ancora ne avesse avuto la forza. E forse, seppure anziana, quella forza l’avrebbe trovata davvero. Perché, da antropologa, si rendeva conto che la nostra cultura era un dono troppo prezioso per non preoccuparsi di tutelarlo. Millenni di splendore intellettuale arenato sulle secche dell’usura, e del malaffare: un epilogo tanto tragico non poteva accettarlo. Allora correva ai ripari, a caccia di argomentazioni affilate e immagini efficaci, per spiegare la tempesta che le attraversava l’anima. E ora i suoi ragionamenti lucidissimi brillano come stelle che indichino ai naviganti la via per non sfracellarsi sugli scogli. Sin dall’inizio strenua avversaria di Maastricht, aveva ravvisato in certe scelte sciagurate opera dei governanti europei, e dai loro cloni seduti al Parlamento italiano, il pericolo più grave per l’integrità di un popolo. Considerava infatti demenziale, autolesionista, e contro-natura la rinuncia alla sovranità territoriale e monetaria, condannava la perdita di identità culturale, guardava con diffidenza e sospetto alle ondate migratorie che soffocano il Vecchio Continente, era contraria al melting-pot globale e, per lei, “le missioni di pace” erano semplicemente guerre.
     
     Si è scagliata contro l’ambiguità sessuale, assimilava l’omosessualità alla morte, provava orrore per le politiche che miravano all’integrazione dei transgender, ha stigmatizzato il pensiero unico, le sue censure e le sue leggi liberticide, si stupiva che nessuno, nemmeno il clero, si opponesse ai trapianti d’organo, quando l’espianto del cuore avviene a cuore battente. Ha smascherato i giochi loschi delle lobby al potere, ha attaccato le banche, le multinazionali, i governi occidentali, la massoneria, le case regnanti, e persino la Chiesa. Li ha accusati di connivenza, ignavia, incompetenza, disonestà, malafede, ma solo dopo aver esibito prove schiaccianti dei loro crimini e misfatti. Ecco perché l’intellighenzia di regime ne ha decretato l’isolamento. Per evitare il rischio che il suo pensiero rivoluzionario si diffonda come un virus capace di scatenare pandemie.   Perché in effetti, con il grimaldello delle sue idee, la costruzione di questa Europa fasulla, e asservita agli interessi americani, potrebbe cadere come un castello di carte. In una dedica al libro-intervista con Giordano Bruno Guerri, Ida mi ha scritto: “Sogni e lampi di realtà visionarie”. Un’espressione paradigmatica del suo modo di sentire: da un lato, alimentava in sé la fede in un futuro di rinascita; dall’altro, stemperava la sua stessa speranza, nel timore scaramantico che quei sogni rischiassero di non realizzarsi. Basterebbe leggere alcuni suoi libri, La dittatura europea, Dopo l’Occidente, Difendere l’Italia, per capire come salvarci dalla catastrofe, dall’imminente crollo della nostra civiltà. Lì dentro ci sono tutte le ricette per smettere di essere sudditi. Però, evidentemente, chi ci comanda ha il terrore che qualche ribelle scalmanato possa infiammarsi nel leggere quelle pagine infuocate.   Ecco il motivo per cui si è parlato così poco della tua morte, mia adorata, geniale Ida. Del resto, come sempre, avevi già previsto tutto. Anzi, l’avevi anche scritto, ricordi? “Gli ideatori e costruttori dell’Ue – economisti, banchieri, politici sono stati attentissimi a non lasciare aperto neanche uno spiraglio in cui potesse prendere piede il pensiero critico, la riflessione, o anche soltanto un dubbio.” A me mancherai tantissimo, dolce Ida, con la tua sensibilità, il tuo entusiasmo, la tua tenacia e lungimiranza. Ci mancherà la luce del tuo faro, la tua rabbia e l’amarezza di fronte a questo declino che sembra inevitabile. Ma forse purtroppo non mancherai agli Italiani. Non possono certo immaginare, poveretti, fino a che punto li hai amati, quanto hai lottato, sofferto, sperato per loro. Per cambiarne il destino, ove ancora se ne presentasse l’opportunità. Magari un giorno, nel mare in burrasca, troveranno però quel tuo messaggio nella bottiglia, in cui li esortavi così: “Dobbiamo ricominciare a credere e combattere per capovolgere la situazione di angosciosa agonia nella quale ci troviamo, e lavorare al ripristino della forza e dell’identità del popolo e della nazione italiana.”  

    Lidia Sella
    Fonte: http://www.affaritaliani.it/
    Link:   http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ida-magli-poche-righe-per-la-sua-morte-la-sua-colpa-sfido-il-potere-408771.html [www.affaritaliani.it] 24.02.2016

  • Tao


    “Si svegliava all’alba e andava a letto tardi, per poter studiare e scrivere di più, anche a 90 anni passati. Sapeva che le restava poco tempo, e voleva dare ancora il più possibile dell’immensa ricchezza di pensiero e di cultura che aveva accumulato”. Ecco l’antropologa Ida Magli secondo il saggista Giordano Bruno Guerri che, con Magli, scrisse un un libro-intervista nel 1996 Per una rivoluzione italiana (Baldini&Castoldi).

    Ida Magli è deceduta ieri  domenica 21 febbraio, nella sua casa di Roma. Rinnegata femminista, polemista antieuropeista, convinta antislamista, Magli “viveva con un pugno di riso”, ha ricordato  Guerri sul Giornale. Diplomata in pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia, l’antropologa ha vissuto in una continua “fuga bachiana”. Docente universitaria, abbandona l’insegnamento perché contraria all’esclusività femminile di questo impiego. Firma delle pagine dell’Espresso e di Repubblica, lascia i “giornali della intellighentia pur non avendo alternative, senza essersi assicurata altre collaborazioni, per protesta contro la mancata pubblicazione di alcuni articoli”, sempre secondo Guerri  . Magli quindi approda al Giornale anche se “mal sopportava che le si appiccicasse l’etichetta di destrorsa, pur sapendo di vivere in una gigantesca fabbrica di etichette”.

    Dunque Islam, Europa e immigrazione. La parola a Ida Magli.

    ISLAM

    “Dobbiamo limitare l’ingresso in Italia ai musulmani, oppure l’Italia sarà perduta. Dobbiamo difendere la nostra libertà di pensiero, le conquiste delle donne, dobbiamo ricordare la fatica che abbiamo fatto per difendere i nostri diritti: ma come, abbiamo appena cominciato ad emanciparci dai nostri veli, dalle nostre velette, e ammettiamo che si torni indietro di secoli”, scriveva Magli nel 2006, tra le pagine di Gesù di Nazaret. “L’unica vera battaglia in atto nel mondo è quella dei credenti musulmani nei confronti di tutte le altre società, battaglia ovunque vittoriosa perché i popoli aggrediti o si sottomettono o scappano. L’islamismo è conquista” perché, secondo Magli, “il cosiddetto dialogo interreligioso è un fatto da tavolino, di spirito tipicamente occidentale” che quindi non può cambiare il modo di vivere musulmano “regolato dai precetti dettati dal Corano, che impregneranno l’ambiente europeo”.

    E da qui l’angoscia nata ben prima dei fatti di Parigi: “Per quanto tranquille possano essere oggi le comunità musulmane esistenti in Francia (così come in Spagna, in Italia, in Germania), verrà il momento in cui, mano a mano che le presenze musulmane diventeranno non soltanto molto numerose, ma consapevoli del loro essere vincenti, l’Occidente sarà costretto a risvegliarsi dalla sua stupida neghittosità e si accorgerà, ma sarà troppo tardi, di trovarsi sotto il piede islamico”.

    “L’Italia è perduta. L’Europa, con tutta la sua storia, la sua cultura, il suo pensiero, i suoi poeti, i suoi scrittori, la sua arte, la sua musica, i suoi figli, è perduta. Sono perdute – scriveva Magli nel saggio Contro l’Europa, pubblicato 17 anni fa – perché questa era la meta che si erano prefissi coloro che hanno progettato l’Unione europea. Distruggere l’Occidente affinché si realizzasse sulla nostra terra lo scontro e la vittoria (vittoria sicurissima) dell’Oriente musulmano contro l’America”. Ma l’antropologa era inquietata non solo dalla questione islam-Europa, e da quella “intrinseca necessità di conquista che sottende il musulmanesimo”; il rapporto Italia-Unione Europa era, forse, ancor più grave.

    EUROPA

    “Aprirai un conto corrente. È questo l’undicesimo comandamento; non avrai altro Dio all’infuori di me… Andrai nella tua banca ogni mattina, che è la tua chiesa, e quei pochi soldini li verserai lì, così che il governo possa controllare se davvero li adoperi soltanto per mangiare”, si legge su Dopo l’Occidente, pubblicato 2012, ma l’antropologa iniziò la sua battaglia contro l’Unione Europea quasi 10 anni prima, “all’inizio degli anni Novanta, battendosi quasi da sola, mentre tutti la sbeffeggiavano per questo, prima di cominciare a rendersi conto delle sue molte ragioni”, ricorda Guerri.

    “La moneta unica è fallita perché non poteva non fallire in quanto strumento di un’Europa che non esiste e che non può esistere – scriveva Magli su Italianiliberi.it <http://www.italianiliberi.it/&gt; [www.italianiliberi.it]  – L’Ue non è uno Stato, il parlamento europeo è un finto parlamento in quanto rappresenta uno Stato che non esiste e difatti non legifera se non marginalmente. Le decisioni, come è noto, le prende la Banca Centrale europea, il Consiglio o, a piacere, la Merkel insieme a Hollande. Tutto è “finzione” di ciò che è stato costruito sotto il nome di Unione europea, ma la finzione era indispensabile, sia perché unificare politicamente le nazioni più progredite del pianeta era (e rimane) un’idea assurda, sia per soddisfare i politici dei vari Stati i quali possiedono così una miriade di poltrone, di stipendi, di benefici e il gusto della grandeur: Alto Rappresentante, ecc. ecc., non vi fa ridere?”. Ma a chi si chiede se Magli credesse davvero possibile l’uscita dall’euro, lei, oggi, risponderebbe così: “Non c’è nessuna speranza di poter abbandonare l’euro o uscire dall’Europa perché, appunto, ai politici non conviene, non intendono farlo, e hanno anche paura dei poteri massonici di Bruxelles. Non mi sembra che dica esplicitamente di uscire dall’Europa neanche la Lega e comunque non avrebbe la maggioranza per poterlo ottenere. Dei referendum proposti da Grillo è inutile parlare: sono promesse al vento e per giunta in malafede. Non mi sembra che abbiano cambiato la Costituzione che lo vieta in materia di politica estera e fiscale, quindi il referendum non si può fare”.

    IMMIGRAZIONE

    I pensieri di Magli sull’immigrazione erano altrettanto duri. Come si legge nelle le pagine di Dopo l’Occidente “il politicamente corretto costituisce la forma più radicale di lavaggio del cervello che i governanti abbiano mai imposto ai propri sudditi”. Nel 2008 Ida Magli affermava: “I «confini» esistono e sono sempre esistiti, in ogni tempo e in ogni luogo, perché delimitano la sacralità dello spazio nel quale vive un determinato gruppo di uomini. Chi non sa che si deve mettere i piedi in un solco d’acqua per attraversare il confine di alcuni stati? L’acqua segnala appunto la necessità di una purificazione per entrare nel territorio altrui. Ma anche il «tappetino» davanti alla porta di casa segnala, sotto la debole razionalizzazione del pulirsi le scarpe, la sacralità del nostro territorio”. E sulla crescita del numero degli sbarchi e quindi del numero di immigrati in Italia, scrive: “La presenza sempre più massiccia di tanti popoli stranieri, portatori di ‘distanze’ , di ‘toni di voce’, di mimiche molto differenti da quelle italiane e percepite da ognuno nei significati della rispettiva lingua come ‘aggressive’, ‘offensive’, ‘sprezzanti’, ‘pericolose’, ‘fredde’, ‘prive di rispetto’ eccetera, ha contribuito, nella forma più silenziosa e nascosta, al dubbio, all’incertezza, allo sgretolarsi della fiducia in se stessi, e nella propria civiltà da parte dei cittadini europei
    ”.

    Eppure, per l’antropologa, un motivo di speranza c’era: “Questa è la grandezza degli italiani: aver continuato a pensare sempre, a creare sempre, perché soltanto l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette”.

    Sveva Biocca
    Fonte:   http://formiche.net/ [formiche.net]
    Link http://formiche.net/2016/02/22/ida-magli-europa-islam-immigrazione/ [formiche.net]
    22.02.2016

  • AlbertoConti

    "Quando morì Oriana Fallaci pensai, sperai, che Ida Magli avrebbe potuto almeno in parte sostituirla"

    La propongo come epitaffio sulla futura tomba di Camillo Langone. Dice tutto, e anche troppo, di lui.
    Il resto delle cazzate non merita commenti.

  • giannis

    Una societa’ dove comandano solo i soldi e per questo motivo siamo diventati tutti viziati deve per forza implodere-finire

  • andriun

    " “Valutare implica stabilire differenze. Il tabù dell’uguaglianza uccide le differenze e contemporaneamente le intelligenze”."

    Questo la dice lunga sull’intelligenza(come affermava il titolo del mio libretto) della donna e dell’effeminato che punta alla parità come conquista sociale.
    Ma contenti voi…contenti tutti, meno che IO ovviamente: ma prima poi vedrete che me farò anch’IO una ragione. 
  • Vocenellanotte

    Trovo sempre pertinenti le tue osservazioni, ma in questo caso mi devi spiegare.

    Il passo che riporti se è una vera frase della magli, è condivisibile. In esso si afferma che non accettare e riconoscere le differenze, è un insulto alla intelligenza.
    Ma forse ho capito male io, sia il passo della maglie che il tuo.
  • Vocenellanotte

    Dalle mie parti si dice per chi vuole far credere di saperla lunga: "Fare il frocio col culo degli altri".

    Si attaglia perfettamente a tutte le Fallaci e Maglie ancora in circolazione.
  • andriun

    Infatti, Vocenellanotte, ed è per questo che l’ho riportata, perchè come in tutte le cose, esiste sempre  l’eccezione che conferma la regola: lo aveva capito anche la Magli che pur con i limiti relativi al suo genere di appartenenza(affermazioni e smentite varie tra femminismo e antifemminismo), potrebbe forse appartenere e dico forse a quella stretta cerchia di persone che reputo Donne.

    Perchè dico questo. Ma semplicemente perchè se dici(la Magli) che la parità è una bazzecola ed IO aggiungo inventata per uniformare e controllare meglio gli individui, nonchè per esigenze di mercato, non puoi poi (la stessa Magli, quindi come dicevo poc’anzi) rallegrarti delle conquiste sociali e dell’emancipazione femminile delle donne occidentali. Fatto per di più, senza specificare bene(salvo che qualcuno che conosce le sue opere non mi smentisca), che sì, le donne occidentali che si qualificano moderne si sono riscattate dal giogo maschile, ma per finire(a causa dei loro limiti naturali, che ovviamente temono di riconoscere), in caos ed in problemi ancora maggiori di quelli da cui si sono liberate. 
    Come dire: "hanno fatto il buco più grande del taccone".
    ma contenti gli italiani….
  • desibros

    Si, ok, ma cosa centrano gli "arabi" con le torri gemelle?

  • enzosabe

    Se
    si vuole il bene dell’umanità, musulmani compresi, bisogna dire tutta
    la verità sul Corano e su Maometto, cosa che il Papa, l’unico che
    potrebbe, ancora non ha fatto”.

    Qualcosa ho letto sulla Chiesa Cattolica e la Religione Islamica. E se quello che ho letto è quello che intende la Magli (e se ciò è vero), le do pienamente ragione.

    (Non mi chiedete cosa …, non le lo dico).

  • venezia63jr

    Che accostamento insulso: Ida Magli con la femminista e sionista fallaci, colei che
    disprezzava tutti, colei che mentre scriveva contro i musulmani viveva beata a nova iorca,
    istigando all’odio noi con i nostri vicini.
    Prendete esempio dalla fallaci e da lli’ capirete chi sono questi ammericani, una accozzaglia di gentaglia, pendagli da forca, il cui unico scopo e’ quello di vendicarsi di non so quali delitti da
    noi abbiamo commesso nei loro confronti milioni di anni fa.
    Ida Magli era una vera donna, era alla stessa altezza di Savitri Devi, al pari della italo-greca, sapeva che e’ la donna che costrusice la societa’, non e’ vero che e’ schiava dell’uomo, l’uomo e’ un mero strumento nelle sue mani, lo plasma dalla notte dei tempi, da quando lo tiene
    nel ventre fino allo svezzamento e alla morte.
    Da dove spuntano questi uomini? c’e’ un pianeta abitato da soli uomini che si autoriproducono?
    C’e’ un altro pianeta da dove solo donne provengono?
    Le donne non hanno capito che il sistema fra un po’ fara’ a meno di loro dopo
    che ha finito di tacitare coloro che ancora pensano con il cuore e non con le ovaie.

  • consulfin

    l’Italia uno stato socialista? devo aver saltato qualche passaggio (il più bello, porca vacca!). Lo stato gestisce la sanità? Anche questo mi manca! Vivo in un’altra epoca. A parte questo, quel poco che ho letto di Magli (articoli, nessun saggio) l’ho sempre trovato interessante, quantomeno fuori dal coro e capace di innescare una riflessione. Per questo la storia del socialismo di cui sopra mi lascia …esterrefatto

  • ottavino

    Quindi secondo la Magli il problema è l’islam.

    vero?falso?
    le varie religioni hanno in comune la dimensione dell’assoggettarsi alle leggi divine.
    quindi quando due religioni si incontrano c’è una dialettica su questo tema dell’assoggettarsi che le due vedono in maniera diversa.
    ora, l’islam ha gioco facile nello scontro con l’occidente perché ha a che fare con una popolazione che non si assoggetta più.
    perciò la soluzione sarebbe quella di avere anche noi una nostra visione dell’assoggettarsi al divino, in modo da combattere una battaglia. Purtroppo il cristianesimo è degenerato e non offre delle soluzioni in questo senso, la scienza è materialista…..
    non ci resta che arrenderci, oppure approntare una nuova religione che definisca una nostra metafisica.
    È la metafisica, il problema. Ognuno deve avere una visione metafisica dell’esistenza, dato che la nostra vita è essenzialmente quello: metafisica. Essersi rifugiati nella visione fisica della scienza è stato un grave errore.
  • lanzo

    Vergognati venezia63, e ripeto vergognati della tua ignoranza e callosita’.

    La Fallaci (come tanti che se lo potevano permettere, da Agnelli Gianni a Terzani, quel ridicolo  guru bianco vestito che poi si e’ cagato sotto al pensiero di morire) era andata a 
    NY nella speranza che gli potessero curare un cancro terminale,
  • omega86

    Non credo siano assolutamente paragonabili: la fallaci era USA-orieted, la Magli non penso apprezzasse certe politiche

  • Nathan

    Purtroppo sono anni che vado ripetendo che questo è uno stato socialista. Nel senso più distorto che un popolo come noi possa fare del socialismo, inteso come tutto a tutti a spese non so di chi. Questa distorsione e credenza concettuale ci ha condannato nel momento in cui non è stato e non è più sostenibile un tale dispendio di risorse ( non abbiamo nostra moneta di debito). Purtroppo chi ci ricorda questo è scomodo in quanto ci mette di fronte alle nostre responsabilità e alle scelte scellerate che abbiamo fatto senza spirito critico se non ora come i famosi nodi vengono al pettine. Infine un pensiero su questa islamizzazione europea, noi siamo convinti di gestire il fenomeno integrando, facendo tavole interculturali e altre cose del genere. Ci dimentichiamo che attualmente l’idea di vita islamica collide con quella che dovrebbe essere la nostra "occidentale" e questo scontro fa nascere le bombe e la violenza da una parte e dall’altra.

    Purtroppo non credo che attraverseremo un periodo storico, i prossimi 20 anni, molto tranquillo basti vedere che per entrare in chiesa ci vuole il pass….( Articolo 31)
  • GioCo

    AAAh, l’antropologia, quella meateria nata con l’illuminismo materialista "tardivo colonico" del buon selvaggio, di anglofona memoria, che ci ha dato meraviglie di "adventure story" (dell’epoca) come quelli di Crusoe. Quello che poi alimentò hit parade della canzonetta come "faccetta nera" nonché perle scientificamente accurate come "la teoria delle razze" e che ancora oggi poggia saldo le sue radici dogmatiche sul pensiero darwinista, più che altro perché il suo più acerrimo nemico è rimasto nel tempo l’impresentabile quanto ridicolo "creazionismo" biblico: la scontata versione di un racconto di "lotta continua teologica" tra un titano e un bambino sifilitico per un lecca lecca … e il lecca lecca è l’Uomo.

    Diego Fusaro ci ricorda l’importanza dell’altro grande scomparso e del suo contributo al pensiero mondiale e per quanto riguarda invece le sue riflessioni riporta (cito): "[…] chi ha vissuto senza leggere ha vissuto i suoi 70-80anni di vita, chi ha letto oltre a questi ha vissuto i millenni della storia dell’umanità […]".

    Allora potremmo dire che Ida come Umana, persona politicamente attiva e dal pensiero innovativo, ha vissuto i suoi 90anni (suonati) come una divinità millenaria, con la postilla che però sarà dimenticata più velocemente e facilmente di Eco, in quanto ricordarla rimane "più scomodo" ai più … e quindi i posteri forse la lascieranno prender polvere in soffitta, come infiniti "grandi umani" prima di lei.
    L’Uomo è opportunista e se osserviamo "l’effetto lucifero" del famoso esperimento Zimbardo (mai da nessuno contestato nei risultati -chissà come mai-, nonostante l’effettiva "infondatezza" metodologica scientifica, il fallimento operativo e l’evidente discutibile "etica professionale" della condotta pratica) possiamo dire senza timore di smentita che è portato con facilità disarmante al suo lato più oscuro, anche nel caso migliore.

    Come poi commentare la "grandezza" per pensiero di Eco, se non ricordando che confinare l’esperienza umana nei libri è un po’ come metterla in una teca sigillata di leghe inattaccabili, ermeticamente chiusa per poi esaltare la scatola. Siamo quindi in pace per Ida ed Eco, due terne alfanumeriche passate alla memoria che riponiamo in pace nella soffitta delle scatole preziose.
    Personalmente lo faccio ricordando in devota -personalissima- preghiera le parole di un condadino analfabeta: "… certa gente a furia di studiare, non ragiona più con la testa". Si, infatti, ragiona con la carta e si diverte a farci "tigri di carta" con cui noi poi dovremmo lottare -analfabeti guerrieri per forza più che per amore- per chissà quanto tempo ancora.