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COME LA RUSSIA E LA GERMANIA POSSONO SALVARE L'EUROPA DALLA GUERRA

DI PEPE ESCOBAR

rt.com

Gli USA, la NATO e la Russia sono in una spirale folle che porterà alla guerra in Europa? È inevitabile? La possibilità è remota.

Il vassallo sostenuto dagli USA Petro Poroshenko, attualmente protagonista della danza oligarchica in Ucraina, questa settimana ha avanzato la proposta che agli Ucraini in futuro, dopo le sue “riforme”, sarà chiesto di votare se entrare o meno a far parte della NATO.

Siamo seri. Alcuni di voi possono avere chiaro il concetto di “cintura della tensione” – i territori e le popolazioni storicamente schiacciati tra l’aquila tedesca e l’orso russo.

Per come la situazione è oggi, l’intera cintura della tensione – escluse Ucraina e Bielorussia – è composta da membri della NATO. Dovesse l’Ucraina divenire membro in un – seppur remoto – futuro, la zona di contenimento della cintura della tensione sparirebbe. Ciò significa che la NATO – per cui in pratica gli Stati Uniti – acquisirebbero diritti territoriali sul confine occidentale della Russia.

Washington ha appena annunciato che schiererà preventivamente più veicoli militari in Europa, da utilizzare in esercitazioni o “potenziali operazioni militari”. Questo si intona perfettamente con le teorie della sfacciata thinktank-landia USA secondo cui la NATO e gli Stati Uniti sarebbero “forzati” a equiparare il loro impegno per la sicurezza in Europa dell’Est alla portata della potenziale “aggressione” russa.

Come l’Ucraina, le Repubbliche Baltiche e la Polonia restano in una situazione di isteria collettiva riguardo questa possibile “aggressione”, l’opzione di una guerra nucleare post-MAD (Mutually Assured Destruction) tra USA e Russia è – casualmente – di nuovo sul tavolo delle discussioni. Almeno c’è una corrente di pensiero contraria: filoni di Statunitensi informati si stanno chiedendo perché gli USA dovrebbero pagare per la difesa dell’Europa quando il PIL europeo è maggiore di quello degli Stati Uniti stessi.

Hey ragazzo, vuoi giocare alla guerra?

Per quanto riguarda la “minaccia” di una guerra nucleare in Europa – vera o finta. Non ha senso paragonare i potenziali nucleari strategici di USA e Russia basandosi sui numeri e non sulla qualità.

Analizzando il PIL collettivo di USA, Germania, Francia e Regno Unito e comparandolo con quello russo la vittoria è schiacciante. Analizzando lo scenario strategico nucleare la storia è totalmente diversa. Il PIL da solo non “vince” nulla.

Le elite di Washington/Wall Street si ritrovano in una profonda paranoia da guerra nucleare. Alcuni studi se non altro puntano all’ovvio, mettendo in luce le debolezze strategiche degli Stati Uniti.

Partiamo dai punti basilari:

  • I missili balistici intercontinentali (ICBM) russi armati con testate multiple indipendenti (MIRV) viaggiano a circa 18 Mach, che è molto più veloce di qualsiasi altro armamento nell’arsenale degli Stati Uniti. In breve sono praticamente imbattibili.
  • gli S-400 e S-500 sono un doppio casino: Mosca ha acconsentito a vendere il sistema missilistico terra-aria S-400 alla Cina, il punto base è che renderà Pechino impermeabile alle forze aeree USA, agli ICBM e ai missili da crociera. La Russia, dal canto suo, si sta concentrando sullo sviluppo dell’ultramoderno S-500 – che essenzialmente fa sembrare il sistema anti-missilistico Patriot un V-2 della seconda guerra mondiale.
  • Il missile Iskander russo viaggia a Mach 7 – con un raggio d’azione di 400 Km, trasportando 700 Kg testate di diverso tipo e con un raggio di errore sull’obiettivo di circa 5 metri. Traduzione: l’arma letale definitiva contro piste di atterraggio e infrastrutture logistiche. L’Iskander può raggiungere obiettivi fin nel cuore dell’Europa.
  • C’è anche il Sukhoi T-50 PAK FA.

I clown della NATO che sognano una guerra contro la Russia dovranno inventarsi un sistema inviolabile per sgominare i missili Iskander. Ma non ne hanno nessuno. Per di più, dovrebbero affrontare l’S-400, che i Russi possono schierare su tutto il fronte.

Pensate ad un massiccio impiego dell’S-400 posizionato nell’exclave russa di Kaliningrado, esso renderebbe le operazioni aeree della NATO all’interno dell’Europa un incubo terrificante. In cima a tutto questo, i jet caccia della cara vecchia NATO costano una fortuna. Immaginatevi le conseguenze di centinaia di jet distrutti in una UE già finanziariamente devastata e infettata a morte dalle politiche di austerità.

Se non bastasse, nessuno è a conoscenza della reale portata delle capacità strategiche della NATO. Bruxelles non parla. Off-the-record, queste non sono propriamente una meraviglia. L’intelligence russa lo sa bene.

Sempre partendo dal presupposto che i clown della NATO insistano nel giocare alla guerra, Mosca ha già palesato che la Russia è disposta ad utilizzare il suo incredibile arsenale di più di 5.000 armi nucleari tattiche – e qualsiasi altro mezzo necessario – per difendere la nazione da un attacco convenzionale da parte della NATO. Per di più, alcune migliaia di S-400 e S-500 sono sufficienti per fermare un attacco nucleare da parte degli USA.

Nessuno di questi scenari drizza-capelli in stile Apocalypse Now sta lontanamente tenendo conto dell’alleanza Russia-Cina – la più grande storia di questi tempi in grado di cambiare le sorti della partita.

Nel caso in cui la cricca del “puntare all’Asia” si metta in testa strane idee anche circa il Regno di Mezzo, la Cina sta pesantemente investendo in satelliti a prova di laser, missili per abbattere i satelliti, sottomarini silenziosi che possano emergere alle spalle delle portaerei statunitensi senza essere individuati e un missile anti-missilistico made in China che possa colpire un satellite rientrante nell’atmosfera viaggiando più velocemente di qualsiasi ICBM.

In parole povere, Pechino sa che la flotta degli Stati Uniti è obsoleta – e non difendibile. Non c’è nemmeno da aggiungere che tutte queste modernizzazioni Cinesi si stano sviluppando più velocemente di qualsiasi contromisura negli Stati Uniti.

Un’umile proposta

I centri di pensieri negli USA sono instancabili: la Russia si sta espandendo verso un impero del 21° secolo.

Qui, il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov spiega in dettaglio come questa sia tutta immondizia. Quello che sta succedendo è che Mosca ha abilmente messo allo scoperto il bluff inspirato da Brzezinski in Ucraina – con tutti i suoi significati secondari. Non c’è da stupirsi che l’Impero del Caos sia furioso.

Tuttavia c’è ancora una soluzione per scacciare l’isterica logica di corsa alla guerra in atto. Qui ho analizzato in dettaglio come Washington stia giocando alla roulette russa. Ora è tempo di fare un’umile proposta – che è anche stata discussa da alcuni analisti preoccupati in USA, Europa ed Asia.

Di base, è molto semplice. Tutto è in mano alla Germania. E tutto ruota attorno al non comportarsi da Stalin.

Stalin, all’inizio della seconda guerra mondiale, si era impossessato della Prussia Orientale sottraendola alla Germania e aveva annesso la Polonia orientale all’Ucraina. L’Ucraina orientale originariamente era parte della Russia; è parte della Russia ed era stata donata all’Ucraina da Lenin.

Quindi si restituiscano la Prussia dell’Est alla Germania, la Polonia dell’Est alla Polonia e l’Ucraina dell’Est e la Crimea – che Khrushchev aveva donato all’Ucraina – alla Russia.

Tutti ottengono la loro fetta. Nessun nuovo Stalin. Nessun confine fatto con il righello. Questo è ciò che i Cinesi definirebbero una “tripla vittoria”. Ovviamente l’Impero del Caos si opporrebbe fino alla morte, non esisterebbe più tensione manipolata [e manipolabile, NdT] per giustificare una crociata contro un’ “aggressione” russa farlocca.

La palla è nel campo della Germania. Ora dipende dalla popolazione della Prussia Orientale presentare i fatti ad Angela Merkel. Vediamo se recepirà il messaggio.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Può essere contattato a pepeasia@yahoo.com o seguito su Facebook.

Fonte: http://rt.com

Link: http://rt.com/op-edge/209695-war-russia-nato-missile-defense/

28.11.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • oriundo2006

    Una precisazione da parte di chi è stato a Kaliningrad due volte nel recente passato: tedeschi autoctoni non ce ne sono più. Dunque e’ ben difficile che possano dire qualcosa alla Merkel. Più facile che sia il grande capitale Deutsch ad avere voce in capitolo. La Prussia dell’Est, inoltre, e’ stata colonizzata volutamente da una congerie di popoli ex-Urss e oggi è una specie di ‘zona franca’ nella Russia odierna: facile dunque una sua ‘internazionalizzazione’ in salsa Eu, cosa invece veramente problematica per gli altri territori citati nell’articolo. Non vedo come la sciovinista Polonia possa di buon grado cedere al nemico di sempre retrocedendo dalla linea Oder-Neisse, ad esempio. Comunque e’ cosa certa che nel prossimo futuro si ridisegneranno i confini europei. Il trentino Alto Adige potrebbe essere un candidato ideale.

  • Vocenellanotte

    Suppongo tu abbia fatto un po’ di confusione. L’autore credo intendesse dire che la striscia da Danzica fino a Wroklaw sia restituita alla Germania (com’era prima della II WW) Il corridoio fino a Leopoli sia restituito alla Polonia e la Crimea e Donbass tornino alla Russia.

    Mi sembra anche logico. E’ vero sono rimasti pochi tedeschi a Danzica ma il ricordo e i cognomi permangono.
  • oriundo2006

    Wroklaw ? Ma è nel centro della Polonia ! E comunque queste cessioni di territori sovrani avvengono DOPO una guerra non PRIMA. Almeno  finora così è sempre accaduto. A parte che un simile sommovimento favorirebbe appunto la Germania: e come sarebbe possibile, stante il ‘contenimento’ della stessa ( anche la crisi dell’Eu va vista in questa prospettiva ) finora operato da UK e Usa sulle macerie della II G.M. ? Allo stato attuale, inoltre, tutti questi territori sono stati ‘purgati’ da presenze di minoranze tedesche ( anche i nomi sono stati cambiati ): accorparli alla Germania di oggi sarebbe replicare su rinnovato suolo ‘tedesco’ quanto è successo nel passato, con prevedibile esodo di milioni di persone non desiderose di parlare Deutsch di qui in avanti. Impensabile, allo stato attuale. Oppure, come penso, occorre innovare su basi finalmente ragionevoli il lascito ( doloroso ) del passato, e laddove vi siano cospicue minoranze accettare un ‘condominio’ fra stati con ampie autonomie locali: una ‘revisione’ insomma del ‘diritto di proprietà’ statale ‘assoluto’ su territori appartenenti a popoli diversi. Europa dunque di popoli e non di stati: ma ciò appare ancora utopia. Occorrerà un diluvio di sangue per farlo capire e realizzare ?

  • Cataldo

    Pepe è un ottimo giornalista, purtroppo è molto impreparato sul fronte delle analisi militari, e questo lo porta a prendere lucciole per lanterne in questo articolo.
    In particolare incappa nello stesso errore di tanti commentatori,  mettere nel conto sistemi provati ed effettivi con sviluppi prototipali o quasi senza prove di combattimento, piani industriali ancora in  sviluppo con sistemi d’arma operativi su tutto ilo globo.
    Spero di avere il tempo per articolare meglio il discorso a breve, ma intanto.

    Se fosse la situazione militare come descritta non si capiscono le mosse USA, a meno di pensare che siano dei deficenti, ma non lo sono affatto, e la presente congiuntura geostrategica è frutto di uno squilibrio profondo sul piano militare e di proiezione di potenza.