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Come Hitler diventò Hitler e perché, oggi, è importante

DI IGOR SHUMEYKO

Strategic-culture.org

Lo scorso ottobre 2016, la rivista americana The National Interest ha dato uno sguardo  a quello che avvenne nell’esperienza storica del 20° secolo ed ha pubblicato un articolo di David Axe, intitolato “The Shocking Way Hitler Became Hitler – “Il modo scandaloso in cui Hitler diventò Hitler”.

Molti autori definiscono lo stato attuale delle relazioni internazionali come una «guerra fredda 2.0», constatando che il conflitto ideologico tra l’Occidente e l’URSS durante l’ultima guerra fredda era basato su differenti interpretazioni date agli eventi del 20° secolo, tra cui niente fu più importante della seconda guerra mondiale.

E su questo argomento la domanda più  importante è «di chi fu la colpa?». Chi fu responsabile per il fallimento del trattato di Versailles, per l’avvento al potere di Hitler e per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale?

Questo sembra essere l’argomento di cui scrive l’autore dell’articolo di The National Interest. Eppure la sua attenzione sulla personalità del Führer e la sua minimizzazione dell’influenza delle potenti forze politiche che consentirono l’ascesa al potere di Hitler diventano una cortina fumogena che nasconde il problema.  Da qui le evidenti bugie su quanto riguarda il patto tedesco-sovietico di non aggressione  (il patto Molotov-Ribbentrop) e la risoluzione PACE del 2009, che definì in modo egualitario, sia l’Unione Sovietica che la Germania di Hitler, «due regimi totalitari».

Ma quando fu l’esatto momento in cui Hitler è  diventato Hitler?

C’è un dettaglio – che ha notato lo storico Jacques Bergier –  rivela che nell’estate del 1938, gli abitanti di Berlino avevano smesso di gridare «Heil!» Ed erano tornati alla loro vecchia forma di saluto. Nell’estate del 1938, il potere di Hitler poteva definirsi alla fine del suo ciclo, tanto che  il comandante del 3 ° Distretto Militare di Berlino, il feldmaresciallo Erwin von Witzleben – che fu poi giustiziato da Hitler nel 1944 – diede prova palese di voler assumere la Cancelleria del Reich. Molti generali tedeschi credevano che la Germania andasse incontro ad una inevitabile sconfitta nel suo tentativo di occupare la Cecoslovacchia nel 1938.

Fornendo le prove al processo di Norimberga, il field marshal Keitel, capo del Oberkommando der Wehrmacht (Comando Supremo delle Forze Armate), disse: «Noi erano straordinariamente felici di non essere arrivati ad una operazione militare, perché […] eravamo sempre stati del parere che i nostri mezzi di attacco fossero insufficienti contro le fortificazioni di confine della Cecoslovacchia. Da un punto di vista puramente militare ci sono mancati i mezzi per un attacco che sarebbero serviti per penetrare nelle fortificazioni di frontiera ».

Inoltre,  a Monaco di Baviera gli ”appeasers occidentali” consegnarono a Hitler l’industria degli armamenti della Cecoslovacchia, un’industria di prim’ordine. La Germania mise le mani sulle industrie della Škoda, il secondo arsenale per importanza in Europa. E poi,  così come aveva fatto con la famosa Škoda, la Germania mise le sue mani sulla ČKD, un altro gigante dell’ ingegneria, sulla compagnia aerea Aero Vodochody, che produceva gli aerei Focke-Wulf Fw 189 che erano usati in tutte le guerre, e produceva molti altri tipi di aerei. A quel tempo, carri armati e fucili cecoslovacchi erano venduti in tutto il mondo, rendendo così  Praga uno dei principali paesi esportatori di armi al mondo.

Prima dell’accordo di Monaco, le forze armate dei due paesi erano così composte: l’esercito cecoslovacco aveva 1.582 velivoli, 469 carri armati e due milioni di uomini, mentre l’esercito tedesco aveva 2.500 aeromobili, 720 carri armati e 2,2 milioni di uomini. Le dimensioni dei due eserciti erano paragonabili ed inoltre il confine tra la Cecoslovacchia e la Germania era stabilito dalla zona montuosa dei Sudeti. Fin da quando la Cecoslovacchia fu costituita nel 1919, era cominciata la costruzione di fortificazioni in questo territorio. La combinazione di fortificazioni moderne e di un terreno montuoso rendeva infatti la Cecoslovacchia un paese inespugnabile di fronte ad una aggressione tedesca.

E tutte le sue aziende furono consegnate senza combattere.

Oltre alla formidabile fortezza costituita dal terreno dei Sudeti, c’era anche un accordo sovietico-cecoslovacco, ma la promessa di assistenza militare che conteneva questo accordo era bloccata dalla Polonia. Poi Mosca sapeva che esisteva una vera e propria guerra tra l’Unione Sovietica e la Germania di Hitler già in corso nel 1938, solo che questa guerra era lontana, in Spagna, e la questione su chi avrebbe vinto era ancora aperta.

A Monaco di Baviera,  un inglese aveva fornito garanzie ai rappresentanti cecoslovacchi – Chamberlain disse ai cechi: «I diritti delle minoranze delle nazioni sono sacri! Consegnate il territorio dei Sudeti e riceverete nuove garanzie sui nuovi confini ».

Tutto questo parlare di garanzie da parte dell’occidente erano solo parole vuote, mentre le montagne della regione dei Sudeti, che erano veramente e pesantemente fortificate, garantivano al 100% la sicurezza della Cecoslovacchia.  Il 30 settembre 1938, tuttavia, l’esercito cecoslovacco iniziò il suo ritiro dalla regione dei  Sudeti, lasciandosi alle spalle le fortezze di montagna ed i maggiori impianti industriali. Ma Hitler, molto presto, si  presentò alla Cecoslovacchia con una nuova serie di richieste e il 15 marzo 1939, la Germania occupò l’intero paese.

Hitler fu salvato dall’accordo di Monaco. Quell’accordo con le democrazie occidentali gli conferì abbastanza potere per farlo restare in giro fino ad aprile del 1945. La domanda che si fa  The National Interest è «Quando è che Hitler è diventato Hitler?», ha una risposta piuttosto semplice, fu  «A Monaco di Baviera nel 1938». L’accordo di Monaco di Baviera fu un affare tra amici stipulato tra le democrazie e la Germania nazista, e questo è qualcosa che non può essere cancellato dalla storia. E’ stato un accordo tra un aggressore e i suoi “appeasers” , quelli che dovevano mettere pace.

La ragione per cui, oggi , tutti noi, dovremmo ricordare questo evento è chiaro: l’Occidente, ancora una volta, sta cercando di comportarsi come un “appeaser- uno che mette pace” con la finalità di evitare una sconfitta delle forze terroristiche che hanno travolto la Siria e che stanno già minacciando l’Europa.

 

Fonte:  http://www.strategic-culture.org/

Link : http://www.strategic-culture.org/news/2016/11/03/how-hitler-became-hitler-and-why-its-important-today.html

3.11.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione  Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Apollonio

    ” Hitler fu salvato dall’accordo di Monaco…”
    Ahahah..!
    ma che articolo insulso …! non vale la pena nemmeno commentarlo.

  • Tonguessy

    La Germania nazista non avrebbe mai potuto entrare pienamente in guerra senza essersi prima impossessata della Cecoslovacchia e delle relative industrie pesanti. Punto. La questione dei Sudeti fu solo la scusa dei “diritti umani” per lanciare un’offensiva concordata, come l’articolo ricorda. In realtà gli accordi di Versailles prevedevano una militarizzazione minima della Germania. Mentre da una parte i vincitori della Grande Guerra volevano tenere sotto un tallone di acciaio la Germania sconfitta, dall’altra facevano lucrosi affari con essa. Basta leggersi le storie relative al petrolio e ai mezzi meccanici di quegli anni per capire come Hitler fu in grado di riarmarsi grazie a petrolieri come Prescott Bush, a industriali come Ford e al silenzio dei vari capi di stato europei. L’articolo (pur nella sua brutta stesura) dice questo.

    • Apollonio

      Certo ..il famoso Spazio Vitale per potere affermare la loro superiorità di pensiero e Tecnologico nei confronti dei due Poli.

      Il terzo Reich si riarmò grazie alla politica economica di Shlacht
      https://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Schacht
      non per i petrolieri, questi strozzarono l’ economia del Reich

      Però l’ articolo vuole dire altro con una dissimulazione grossolana e falsa degli avvenimenti questa affermazione che costituisce la premessa dell’ articolo,
      è fondamentalmente un falso Storico :

      …” – notato lo storico Jacques Bergier – rivela che nell’estate del 1938, gli abitanti di Berlino avevano smesso di gridare «Heil!» Ed erano tornati alla loro vecchia forma di saluto. Nell’estate del 1938, il potere di Hitler poteva definirsi alla fine del suo ciclo ”

      Per una lettura obbiettiva ed imparziale dei fatti storici del Terzo Reich bisogna rifarsi all’ opera saggistica di William L. Shirer giornalista USA di stanza in Germany che racconta vivendo i Fatti storici del Terzo Reich come inviato speciale nel 38 il Nazionalsocialismo era ancora a largo consenso ed in ascesas tra il popolo..

      • Tonguessy

        Sul falso storico: resta sempre negli annali la notte dei lunghi coltelli, quando Hitler ed Himmler si sbarazzarono delle camicie grigie di Strasser e Rohm (la “sinistra” nazista). Quindi qualche perplessità popolare sulla bontà del regime poteva anche starci.
        Per il resto è comprovato che petrolieri, finanzieri e industriali americano spalleggiarono Hitler. Schacht ed i suoi MEFO qui non c’entra nulla, è solo sul versante economico che ha lavorato, non su quello della ricerca dei beni necessari al riarmo. Tant’è vero che quando se ne rese conto (lui voleva solo alleggerire la pressione economica imposta al popolo tedesco dai trattati di Versailles) fu silurato.
        “Schacht venne rimosso dalla carica di Ministro dell’economia nel novembre del 1937 a causa di disaccordi con Hitler ed Hermann Göring
        sulle eccessive spese militari che, secondo Schacht, avrebbero portato
        ad una catastrofica inflazione. Fu comunque soprattutto una questione
        ideologica, derivante dalla differenza tra il conservatorismo politico
        della destra tradizionale e quello “rivoluzionario” del
        nazionalsocialismo.”
        https://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Schacht

        • Apollonio

          Ma…! i capitali finanziari furono ritirati dagli anglosionisti dalle banche tedesche in seguito alle sanzioni imposte alla Germany, alcuni Finanzieri avranno speculato non certo spalleggiato Hitler…
          rileggere bene il mio Link di Wiki
          i Mefo fu lo strumento interno per rilanciare ed innovare l’ industria nel suo complesso e soprattutto quella miltare se ne avvantaggiò ed evitare l’ indebitamento esterno .
          I Cechi furono felicissimi di andare sotto il Terzo Reich piuttosto che passare sotto gli Ebrei Russi anche perché vi era una forte minoranza di etnia tedesca al suo interno come in Polonia.
          Shlacht più che silurato si dimise, era di origine Ebreo ed si trovò in forte disaccordo con l’ emanazione delle leggi razziali.

          • Tonguessy

            Ma cosa dici? Leggi un po’ qui:

            Wall Street organizzò, non
            disinteressatamente, i due programmi di prestiti noti sotto i nomi di”piano Dawes” (1924) e “piano Young” (1928). Non a caso,
            osserva Sutton, i negoziati per la “ricostruzione” videro al tavolo
            delle trattative, da una parte banchieri come Charles Dawes e Owen Young, notori esponenti dell’Establishment supercapitalista, dall’altra il presidente della Reichsbank Hjalmar Horace Greeley Schacht (3). legato all’Establishrnent da vincoli familiari, l’uomo che si rivelò il “legame chiave tra l’élite di
            Wall Street e il circolo più chiuso di Hitler” (4).

            Accanto a quello dei “cartelli” tedeschi, non va dimenticato il ruolo delle multinazionali americane, come la General Electric, la Standard Oil of New Jersey è la International Telephone and Telegraph (l.T.T.).

            http://www.disinformazione.it/naziwallstreet.htm

            Su Schacht: pensala come vuoi, ma fu silurato non solo perchè ebreo, ma perchè non condivideva le politiche militari di Hitler. Esattamente come Rohm e Strasser. Himmler prese il loro posto, assieme alle SS.
            E sui Sudeti lasciamo perdere che è meglio.

          • Apollonio

            Veramente non lo dico io Il ritiro dei capitali fu imposto tramite sanzioni basta digitare su Google infatti tu parli del 1924,
            poi che vi siano stati prestiti prima della salita al potere di Hitler 1933
            è quello che determinò l’ ascesa di Hitler con l’ iperinflazione.
            Shlacht non fu silurato perché Ebreo ma perché era in disaccordo con le leggi razziali introdotte, la diversa visione sulla politica economica era una scusa, si dimise lui.

          • Tonguessy

            calma. Hai scritto: i capitali finanziari furono ritirati dagli anglosionisti dalle banche
            tedesche in seguito alle sanzioni imposte alla Germany, alcuni
            Finanzieri avranno speculato non certo spalleggiato Hitler…

            questo è in netto contrasto con i due piani (Dawes e Young) di finanziamento operato da Wall Street. Insomma: li finanziarono oppure no?

            ” Il piano tra l’altro avrebbe permesso di far affluire capitali
            statunitensi in Germania e di qui indirettamente alle altre nazioni
            europee colpite dalla guerra. In questo modo, come sarebbe avvenuto poi
            per il Piano Marshall nel secondo dopoguerra, gli americani avrebbero conseguito alcuni importanti successi:

            esportare in Europa merci e capitali in sovrapproduzione, evitando
            una crisi economica (che pur si verificherà per altre cause nel 1929);

            legare i mercati europei e soprattutto tedeschi agli USA per arginare possibili rivoluzioni di matrice comunista;

            rilanciare l’economia europea al fine di vedersi presto ripagati i debiti di guerra.”

            https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Dawes

          • PietroGE

            Va bene per i finanziamenti, ma teniamo separati i soldi dall’appoggio politico. La Germania, come altri Paesi, era soggetta al tentativo del eversione dei comunisti finanziati da Mosca. Era quindi logico che chi aveva interessi finanziari in Germania appoggiasse i nazionalsocialisti. Con i sindacati sotto controllo e una industria sviluppata come nessun altro Paese, la Germania offriva a ogni investitore la possibilità di fare affari redditizi, Hitler o non Hitler. Così si spiegano molti accordi commerciali e tecnologici con le industrie americane. E non solo, si facevano affari con l’URSS fin quasi all’inizio della Operazione Barbarossa.

          • Apollonio

            No…!, non ci fu appoggio finanziario esterno, anzi era illegale non si poteva investire in aziende tedesche perché le Banche erano Nazionalizzate .

            Gli accordi commerciali sono fantasie dei complottisti del web, al tempo c’ era una chiusura ed un controllo totale sulle aziende della Germany non potevi entrare nel loro capitale se non Tedesco e Nazionalsocialista i Mefo potevano circolare e acquistati solo in Germany e da Tedeschi..

          • Apollonio

            Calma hai scritto :…….
            Wall Street organizzò, non
            disinteressatamente, i due programmi di prestiti noti sotto i nomi di”piano Dawes” (1924) e “piano Young” (1928).
            Questi piani fallirono e si prosciugarono con la repubblica di Weimar e la crisi del 29

            Apollonio ha scritto : la salita al potere di Hitler è avvenuta il 1933..!
            come vedi ho ragione…! Tonguessy parli del 24 !
            : dovrei controllare perché non ricordo la data ed il nome dove si tenne ma ci fu un trattato dopo la caduta di Weimar che impose il ritiro dei capitali esteri in Germany per cui fu costretta ad andare in regime di Autoarchia e in forme di Baratto con i paesi produttori di materie prime specie in Sudamerica.

          • Tonguessy

            Infatti gli episodi sono correlati.

            Emile Moreau, governatore della banca di Francia, scriveva nel suo diario l’8 febbraio del 1928: “Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione”

            Con il sopraggiungere della povertà e della disoccupazione, i consumi calarono, così come le produzioni. Molte industrie e piccole banche fallirono, ma i milioni di dollari “bruciati” non erano certo spariti: stavano nelle casse delle grandi banche che avevano indotto la crisi. E proprio queste banche avrebbero rilevato le imprese e le banche fallite.
            I grandi finanzieri di Wall Street avevano così ottenuto molteplici
            risultati. Si erano appropriati di parecchi beni: case, fabbriche,
            piccole banche ecc.., mentre ovunque aumentò la disoccupazione. In Germania la crisi fu talmente grave da accrescere oltremodo le adesioni al nazismo.

            http://www.disinformazione.it/adolf_hitler.htm

            e non parlarmi di autarchia: ad una nazione belligerante occorrono armi, mezzi pesanti e molto petrolio, oltre alla logistica. Ecco spiegata l’annessione della Cecoslovacchia (che tu ci creda o no….) e gli aiuti americani.

            Il giornalista investigativo Edwin Black, nel libro L’Ibm e
            l’olocausto, documenta la stretta collaborazione fra la grande
            Corporation americana e la Germania di Hitler.

            Prescott Bush, nonno di George Bush junior, installò una fabbrica a Oswiecim (vicino ai campi di Auschwitz), dove lavorarono, ridotti in schiavitù, i prigionieri di Auschwitz. Prescott fece grandi affari col
            regime nazista. Anche dopo l’entrata in guerra degli Usa, nonostante fosse illegale, continuò a produrre per la Germania, creando imprese internazionali e società per il riciclaggio del denaro sporco, come la Consolidated Silesian Steel Company e l’Overby Development Company.

            Poi ci fu la la fondazione di una banca germano-statunitense. L’idea si concretizzò nel 1924, con la nascita della Union Banking Corporation (Ubc). La presidenza venne assunta da George Herbert Walker, suocero di Prescott Bush.
            La Ubc riceveva dai Paesi Bassi i soldi ricavati dalle attività a sostegno del potere nazista e dalla guerra, e li rinviava alla Brown
            Brothers Harriman. Il capitale nazista arrivava quindi negli Usa
            tramite l’Olanda.

            Webster Tarpley e Anton Chaitkin, autori di George Bush: Biografia non autorizzata, sostengono che “sono stati i banchieri di Wall Street (fra gli altri) i finanziatori occulti di quella folgorante ascesa al potere. La famiglia del nostro attuale presidente faceva parte di coloro che finanziarono la macchina bellica nazista, ricavandone enormi guadagni… Una parte importante delle origini finanziarie della famiglia Bush si è costituita grazie al suo appoggio ed il suo aiuto ad Adolf Hitler.”

            Per non parlare di Ford e delle sue avventure automobilistiche di stampo nazista. E dell’industrializzazione tedesca.

            In Germania venne attuata una ricostruzione mirata ad
            assoggettare il paese al capitale Usa. I cartelli industriali, che si
            imponevano nell’economia tedesca (Vereinigte
            Stahlwerke, I.G. Farben, General Electric, Standard Oil, International Telephone and Telegraph ecc.), avevano nel loro consiglio di amministrazione finanzieri americani. La stessa famiglia Roosevelt aveva grandi interessi legati alla General Electric (faceva parte degli azionisti di maggioranza), che fu una delle più grandi società sostenitrici di Hitler.

            Che tu ci creda o meno, ben s’intende. Se preferisci credere che “ci fu l’autarchia tedesca”, devi spiegarmi come i nazisti produssero il petrolio. Ti faccio notare che per far volare gli aerei, far muovere autocarri e panzer occorre benzina. Dove la trovavano? Nei sotterranei di Berlino?

          • Apollonio

            Ma insomma Tonguessy stai parlando del 1924 ” …Poi ci fu la la fondazione di una banca germano-statunitense. L’idea si concretizzò nel 1924, con la nascita della Union Banking Corporation (Ubc). La presidenza venne assunta da George Herbert Walker, suocero di Prescott Bush.”….
            lo scrivo e ripeto per l’ ultima volta: ….. Hitler salì al potere il 1933 e la prima cosa che fece fu NAZIONALIZZARE le Banche dichiarando guerra al potere AngloSionita che deteneva il controllo Globale della Moneta , tanto è che i Controllori Ebrei imposero alle loro banche ed i loro governi sanzioni al Terzo Reich ed il ritiro dei capitali dalla Germany.
            Acmen

          • Apollonio

            Tonguessy sei fuori strada o in malafede…..!

            ” Hjalmar Horace Greeley Schacht Il 7 marzo 1930, 6 mesi dopo l’inizio della Grande depressione, lasciò la carica di Presidente della Reichsbank, che riprese il 17 marzo 1933 dopo l’ascesa al potere di Hitler. ”
            chiaro che il tuo ragionamento non regge?

            come vedi i due programmi di prestiti noti sotto i nomi di”piano Dawes” (1924) e “piano Young” (1928) e tutto il complottismo con le multinazionali USA è una montatura..! per il consecutio temporum
            che Schlact entra nel governo Hitler nel 1933 dopo che i piani erano falliti con la Republica di Weimar abbandonando il suo incarico nel 1930.

          • Tonguessy

            Ma senti senti….mi riallaccio al discorso fatto qui sopra:
            Secondo Schacht anche i prestiti esteri (cospicui, come abbiamo visto) dovevano essere indirizzati non alle spese sociali, considerate improduttive, ma agli investimenti delle imprese private. Gli americani erano ovviamente d’ accordo e ancora nel 1932 il presidente della National City Bank di New York (uno dei numerosi prestatori di dollari) dichiarava al Senato americano: «Noi sottoponiamo al dott. Schacht i nostri progetti di prestito e non operiamo senza il suo giudizio favorevole»

            Sul suo “abbandono”:

            Schacht riteneva il riarmo solo una fase transitoria dello sviluppo produttivo industriale della Germania. Così ai primi del 1937 avvenne la rottura con Goring. Hitler tentò di mediare, ma a novembre le dimissioni divennero pubbliche. Comunque, Schacht mantenne intatti il prestigio e altri incarichi rappresentativi. Finché non fu arrestato dalla Gestapo con l’ accusa, vera solo in parte, di aver partecipato al complotto del20 luglio 1944 per uccidere Hitler. Fu in carcere per dieci mesi ma salvò la vita. Arrestato dagli Alleati, per diciassette mesi fu in prigione in uno dei luoghi più belli d’ Italia, Capri. Anche dal processo di Norimberga uscì indenne.

            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/01/schacht-strano-nazista.html

          • Apollonio

            Ma cosa significano le dichiarazioni di un presidente di una Banca USA e le supposte interpretazioni del pensiero di Schlact o le ricerche postume della Repubblica,sono tutte dissimulazioni Complottistiche..!
            smentite dal Fatto :
            che le BANCHE Tedesche FURONO NAZIONALIZZATE nel 1933 e Schlacht non poteva derogare dai principi del Nazionalsocialismo e quando lo fece fu arrestato dalla Gestapo o si dimise.

      • cdcuser

        mmm … William L. Shirer è screditato, per non dire sputtanato, da tutti gli storici (seri):

        Peter Novick noted that in the 1950s “a work of serious scholarship, like Garrett Mattingly’s The Armada, might achieve popular success, but for the most part best-sellerdom was reserved for amateurs like Walter Lord, Cornelius Ryan, William L. Shirer, John Toland and Barbara Tuchman, whom most professional historians … regarded as the equivalent of chiropractors and neuropaths.”

        oppure:
        “Shirer’s book has probably sold millions of copies in the four decades or more since its appearance. It has never gone out of print and remains the first port of call for many people who want a readable general history of Nazi Germany. There are good reasons for the book’s success. Shirer was an American journalist who reported from Nazi Germany until the United States entered the war in December, 1941, and he had a journalist’s eye for the telling detail and the illuminating incident. His book is full of human interest, with many arresting quotations from the actors in the drama, and it is written with all the flair and style of a seasoned reporter’s despatches from the front. Yet it was universally panned by professional historians. The emigré German scholar Klaus Epstein spoke for many when he pointed out that Shirer’s book presented an ‘unbelievably crude’ account of German history, making it all seem to lead up inevitably to the Nazi seizure of power. It had ’glaring gaps’ in its coverage. It concentrated far too much on high politics, foreign policy and military events, and even in 1960 it was ‘in no way abreast of current scholarship dealing with the Nazi period’. Getting on for half a century later, this comment is even more justified than it was in Epstein’s day. For all its virtues, therefore, Shirer’s book cannot really deliver a history of Nazi Germany that meets the demands of the early twenty-first-century reader”

        https://www.reddit.com/r/AskHistorians/comments/284ms6/why_is_william_shirers_the_rise_and_fall_of_the/

        • Apollonio

          Se per cdcuser è uno storico serio non di parte, un sionista ebreo che scrive seduto su una scrivania con argomenti da aria fritta da un’ altro continente per sentito dire, piuttosto di un reporter Americano scrittore e saggista che ha vissuto direttamente sul campo le vicende del Terzo Reich, è una tua opinione, ma non sono i fatti e la verità.

          • cdcuser

            ma quale opinione, gli storici seri e non io, lo considerano un propagandista, da buon giornalista che era,

            tu che dici che studi la storia de Terzo Reich e lo fai leggendo William L. Shirer, ma per favore, gli storici sono un’altra cosa,

            gli storici, in questo caso, sono questi per esempio: Hilberg, Pressac, Reitingler, Schelvis, Van Pelt, Browning, Arad, Bauer, Broszat, Dawidowicz, Mommsen, Laqueur, Novick, Longerich, Benz, per rimanere nella storiografica classica,

            oppure, questi per esempio, per la storiografica revisionista (che diprezzatamente sono definiti “negazionisti”):
            Butz, Mattogno, Rudolf, Kues, Faurisson, Graf, Walendy, Stäglich,
            Kollestrom, Porter, Grubach, Alvarez, Bellinger, Rucker, Widmann, Berg, Sanning

          • Apollonio

            Vabbè..! Shirer era un propagandista …!
            ed era pagato da un giornale USA e mandava report giornalieri dalla Germania al tempo del 3 Reich , ha venduto milioni di copie tutti i lettori gli riconoscono l’ attendibilità e l’ imparzialità… mentre Storici Ebrei o filo Ebrei che scrivono per sentito dire 50 anni dopo e considerati luminari dalla propaganda e dall’ industria dell’ olocausto USA che hanno venduto tre copie con elargizioni di Israele sono imparziali.
            Credi a quei storici ma rimane sempre un’opinione di pseudostorici Ebrei…!
            a meno cdcuser non pensi che uno storico non sia un ‘uomo ma un Dio con la verità in tasca ?
            .
            Apollonio non ha studiato sullo Shirer ho letto molti testi che trattavano il Terzo Reich, naturalmente quando chi scrive sull’ argomento è Ebreo, non è credibile è di parte.

          • cdcuser

            ma quali storici ebrei o filo ebrei, ma cosa stai dicendo, è inutile che insisti,
            in ambienti accademici (anche “virtuali”), ripeto, tra STORICI SERI se porti Shirer come fonte ti ridono in faccia se non ti cacciano a calci nel culo,

            te li ho messi degli storici che possono definirsi tali, anche revisionisti, che ti riporto di nuovo :

            storiografica classica: Hilberg, Pressac, Reitingler, Schelvis, Van Pelt, Browning, Arad,
            Bauer, Broszat, Dawidowicz, Mommsen, Laqueur, Novick, Longerich, Benz;

            storiografica revisionista (ripeto, sprezzantemente definiti “negazionisti”): Butz, Mattogno, Rudolf, Kues, Faurisson, Graf, Walendy, Stäglich, Kollestrom, Porter, Grubach, Alvarez, Bellinger, Rucker, Widmann, Berg, Sanning;
            e qui chiudo, stammi bene.

          • Apollonio

            cdcuser mi riferivo a Peter Novick in particolare da te citato nel primo commento, che è Ebreo Sionista e viveva in America.
            gli altri non li conosco tutti, ma se faccio una ricerca la maggior parte di questi o sono Ebrei o Comunisti.

            Guarda sinceramente non capisco il tuo intervento ..??
            sai cosa me ne importa di cosa pensa un’ accademico su Shirer ?
            la stessa cosa di una stupidaggine che dice qualsiasi altra persona.
            Per me Shirer è più attendibile di tutti quelli che hai citato..
            tu sei libero di credere agli accademici ….anche se dicono stupidaggini.. cosa avrebbe dovuto propagandare Shirer se era Americano al servizio e pagato da un giornale USA ?
            ma voi Complottisti vedete complotti dappertutto siete malati..!

          • cdcuser

            la “macchinetta etichettatrice”, tah-dah, ora anche “complottista” 🙂

            …… lascia perdere va, è palesemente evidente che non sai cosa distingue uno “storico” da un giornalista o da un amatore insomma.

  • La Russia ha atteso, avrebbe potuto attaccare Aleppo durante la fase di congestione in America. Senza subire nessuna reazione mediatica se non quella che PUTIN avrebbe approfittato della situazione negli USA. Ma Putin che ha atteso il momento giusto per capire chi sarà il nuovo Presidente, e nello stesso tempo per capire la reazione che avrà il Nuovo Presidente Americano quando la Russia attaccherà Aleppo. Ed con questa mossa Putin capirà le vere intenzioni di TRUMP. Se Putin ha aspettato perchè doveva capire sin da subito le intenzioni di TRUMP verso la Russia, ed TRUMP farà capire al Mondo intero se considererà la Russia come nemico, se TRUMP continuerà in politica estera come OBAMA prepariamoci alla Terza Guerra Mondiale siamo diretti al 2020. Che Dio protegga gli uomini di Buona Volontà.

  • PietroGE

    Mah, un articolo che lascia perplessi. Che cosa vorrebbe dire, tra le altre cose : «Quando è che Hitler è diventato Hitler?», quando è diventato “male assoluto”? Quando ha deciso di sterminare gli ebrei (cosa che non ha fatto) oppure quando ha deciso l’Operazione Barbarossa?
    Un articolo pieno di cliché e opinioni campate in aria. Un Paese che aveva sconfitto la Francia in poco tempo e che ha portato l’esercito a pochi passi da Mosca, avrebbe dovuto aver paura della Cecoslovacchia? Ditemi voi!

    • Tonguessy

      l’Operazione Barbarossa fu organizzata grazie (anche) all’acquisizione delle industrie pesanti cecoslovacche. Senza quelle industrie il riarmo nazista non sarebbe potuto avvenire

      • PietroGE

        Secondo me stai dando troppa importanza all’industria cecoslovacca. L’Operazione Barbarossa forse era nel cassetto da sempre ma fu decisa solo quando i tedeschi scoprirono che l’URSS avrebbe attaccato di lì a pochi mesi.

        • Apollonio

          Concordo…!.

    • FBF

      Quando si parla di proscioglimento di colpa, assoluto ed assolto, cioè libero da ogni peccato, sono equivalenti. Per cui il ‘male assoluto’ è ‘il male libero da ogni peccato’. Inoltre supponendo che ‘il male assoluto’ sia veramente il peggiore male si scopre che non è affatto vero poiché ‘il male più grande’ è teologicamente un ammonimento a non essere di intralcio alla forza dello Spirito e alla misericordia divina che si offre a tutti gli uomini. Di tutti i mali del mondo il peggiore è da ricercare in quei cristiani che si oppongono all’azione dello Spirito Santo e finiscono per vanificare il Vangelo e il suo portato di amore salvifico.

  • FBF

    Condivido con Apollonio. Hitler era uno sporco servo di certi poteri come lo erano lo studente gesuita Stalin e il rosso Winston Churchill. Hitler andò al potere poiché la Germania era stata ridotta per un pezzo di pane perché alla fame e il popolo lo vide come un uomo della provvidenza. Però tutta la compagine di guerrafondai si scontrarono per due scopi. Il primo di eliminare milioni di ragazzi europei bianchi i migliori non prima di spremerli e dare l’impero inglese alle multinazionali americane – per niente contrastate – la libertà totale di occidentalizzare il pianeta o meglio di romanizzarlo. Infatti il pianeta ora non è più barbaro cioè conosce l’inglese per cui il latino. Quando si accorsero del tradimento tentarono di assassinarlo. Hitler ebbe gioco facile. Infatti già nei movimenti anabattisti secoli prima i tedeschi genuini come sono seguivano il capo fino alla fine. E’ una loro caratteristica. Per cui è probabile un altro massacro di americani perché tedeschi. La politica di decelerare i ritmi naturali dei lavoratori e di accelerare quella dei parassiti può sostituire qualsiasi guerra. Se Voi foste potere e avete due agnelli uno malato, brutto, rachitico e perciò asservito al potere e un agnello sano, forte, grasso per cui intelligente è libero di saltellare libero per il prato chi sacrifichereste? Ricordate che la natura fa gli uomini brutti fuori per far capire che sono malati dentro per cui non si devono riprodurre. Naturalmente è libero arbitrio se uno adora il brutto. Ragazzi svegliamoci !!!

    • Tonguessy

      l’hai tradotto con google dal sanscrito? Non si capisce granchè…

      • FBF

        Hai ragione era da sistemare … l’ho fatto velocemente. Spero sia comprensibile.
        Grazie

        Hitler era uno sporco servo di certi poteri, come lo erano lo studente gesuita Stalin e il rosso Winston Churchill. Hitler andò al potere poiché la Germania era stata ridotta alla fame per cui per un pezzo di pane ed il popolo lo vide come un uomo della provvidenza. Però tutta la compagine di guerrafondai si scontrarono per due scopi: il primo era quello di eliminare milioni di ragazzi europei bianchi, i migliori, i più belli, i più sani quelli che erano stati selezionati secondo natura dalla natura stessa i conservatori – non prima di averli spremuti spremerli – per poi tradire gli inglesi e dare il “loro” l’impero alle multinazionali americane. Queste ultime – per niente contrastate – ebbero la libertà totale di occidentalizzare il pianeta o meglio di romanizzarlo. Infatti il pianeta ora non è più barbaro ma parla inglese per cui il latino. Si diceva barbaro colui che non conosceva il latino. Quando gli ufficiali tedeschi si accorsero del tradimento di Hitler tentarono di assassinarlo.
        Hitler ebbe gioco facile con il popolo tedesco. Infatti già nei movimenti anabattisti, secoli prima, i tedeschi genuini com’erano seguivano il capo fino alla fine. E’ una loro caratteristica. Per cui è probabile un’ altro massacro di americani perché tedeschi.

        La maggior parte degli Stati degli USA ha una maggioranza di etnia germanica, prevalentemente di origine anglosassone, tedesca e scandinava

        https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America#/media/File:Most_common_ancestries_in_the_United_States.svg .

        La politica di fare guerra con i migliori per eliminarli è il metodo più antico ma decelerare i ritmi naturali dei lavoratori e accelerare quella dei parassiti, può sostituire anche la guerra. Se ad esempio Voi foste “potere” e avete due agnelli, uno malato, brutto, rachitico e perciò asservito al padrone al potere ed un agnello sano, forte, grasso per cui intelligente è libero di saltellare per il prato, chi sacrifichereste? L’agnello più grasso. La natura fa gli uomini brutti fuori per far capire che sono malati dentro per cui non si devono riprodurre. Ora accade il contrario Naturalmente è libero arbitrio se uno adora il brutto. Ragazzi svegliamoci !!!

    • PietroGE

      Hitler tentò 3 volte, per quanto ne so io, di trovare un accordo con la GB, offrendo condizioni generosissime. Aveva sottovalutato quanto il governo inglese fosse sotto l’influenza di certe lobby. Lo stesso ha fatto tragicamente Rudolf Hess.
      Avrebbero dovuto entrambi dare una occhiata alla dichiarazione di Lord Balfour e trarne le conseguenze.

      • Apollonio

        Si è vero , in realtà leggendo il Mein Kampf si intuisce benissimo chi temeva di più Hitler, erano i Comunisti Bolschevichi , sperava sempre di trovare un’ accordo con gli Inglesi partendo da una posizione di Forza sconfiggendo i Sovietici, d’ altra parte aveva bisogno di uno sbocco a sud verso il Medioriente e se non attaccava lui la Russia temeva di essere attaccato visto il comportamento dei Russi in Polonia, purtroppo con il senno di poi si può dire che fu il suo errore fatale, doveva invadere l’ Inghilterra subito dopo le V2
        invece dette tempo agli Inglesi di organizzarsi e sprecò uomini e mezzi nell’ operazione Barbarossa.

  • Adriano Pilotto

    «Quando è che Hitler è diventato Hitler?», ha una risposta piuttosto semplice, fu «A Monaco di Baviera nel 1938». L’accordo di Monaco di Baviera fu un affare tra amici stipulato tra le democrazie e la Germania nazista, e questo è qualcosa che non può essere cancellato dalla storia.
    Con una piccola aggiunta: volgere lo sguardo e le armate ad Est: la Russia poteva essere sua, se distruggeva l’URSS, lasciava in pace Francia, Inghilterra e le loro colonie.

    Una notazione su alcuni commenti: come diavolo è possibile pensare storicamente quando la mente è intrisa di anticomunismo o di filonazismo?

    • PietroGE

      Come fai a giudicare dai commenti chi è anticomunista o filonazista?
      Guarda che sono state le potenze coloniali, con la scusa delle garanzie alla Polonia, a dichiarare guerra alla Germania, non viceversa.

    • Apollonio

      Secondo me, sei tu che sei intriso di qualcosa a tua insaputa…!
      Sono state Inghilterra e Francia a dichiarare guerra alla Germany per prime.
      Stranamente passa l’ idea con chiunque tu parli che sia stata la Germany ad aggredire gli altri, come nessuno parla delle condizioni che il Popolo tedesco dovette subire causa le sanzioni del trattato di Versailles.. come nessuno parla delle condizioni e delle deportazioni nei campi di concentramento Usa subite dai Japanese residenti in America durante il 2 conflitto ..!

  • Primadellesabbie

    La storia non é avara di esempi di condottieri che hanno risanato l’economia, bonificato le paludi e distrutto i popoli dei quali avevano assunto la guida.

    Invito a guardare le cose in un’altra maniera, e propongo un esempio sul quale non mancano saggi e studi di ogni livello, Alessandro Magno.

    Costui, al sommo della gloria, non solo militare, ubriaco di ambizione e sicuro del carisma, era deciso ad attraversare l’Indo e proseguire la sua vittoriosa avventura.

    L’esercito (il suo mondo, la sua patria), che per anni lo aveva entusiasticamente e vittoriosamente seguito fin lì, manifestò la sua stanchezza ed il desiderio di ritornare a casa mettendo così fine a quella straordinaria spedizione.

    Alessandro cedette, a malincuore, facendosi violenza, ma cedette. Punì i suoi facendoli ritornare per un percorso infernale, ma cedette. Ed andò a morire…

    Obietterete: altri tempi, altro mondo! Sì é vero, quasi archetipico, tant’é che prima di iniziare l’avventura Alessandro si era recato in Egitto, a consultare l’oracolo di Ammone per sentirsi confermare le sue qualità, che fin lì sospettava.

    Altri tempi, altro mondo, ma gli elementi in questione, indispensabili per un giudizio, sono sempre gli stessi.

    • PietroGE

      “Altri tempi, altro mondo” appunto. E, aggiungo io, altri modi di condurre una guerra.

      • Primadellesabbie

        Si, e altra marca di scarpe.

        • PietroGE

          La scarpe cambiano a seconda della moda del periodo storico, si va dai sandali agli stivali sino al ginocchio.

      • Apollonio

        Cambiano le tecnologie le strategie ma il Fine è sempre il medesimo, in tutte le diverse epoche, la lotta è sempre tra il Bene ed il Male…, la guerra serve a determinare il vincitore.
        .mi sono sempre posto questa domanda chi ha vinto ??… non sono affatto convinto che dalla II guerra Mondiale sia prevalso il Bene, anzi penso che abbia prevalso il MALE…!

        • Primadellesabbie

          “…il Fine è sempre il medesimo, in tutte le diverse epoche, la lotta è sempre tra il Bene ed il Male…”

          A questo punto non resta che cercare di individuare quale e cosa sia il bene e quale e cosa sia il male…in un determinato periodo, o adesso.

          Basta capire quali sono le intenzioni di Dio nel momento che ci interessa, perseguire il Bene significa assecondarle mentre opporvisi o cercare di ostacolarle rappresenta il Male.

          Così alle nostre latitudini, altrove può essere inteso altrimenti.

          …un gioco da ragazzi…vero?

          • Apollonio

            Eh si, proprio vero…!
            ammesso che ci sia un Dio ?,
            invece è una Forza a noi sconosciuta inimmaginabile per la nostra mente che identifichiamo come Dio .

          • Primadellesabbie

            Bene.

            Questa definizione si sovrappone quasi perfettamente al Brahmä (non dispongo dell’accento appropriato che contraddistingue la forma suprema, indefinibile appunto) dell’Induismo, altre latitudini dicevo, lì le cose, il Bene ed il Male, si regolano in modi che sarebbe difficile persino spiegare, qui.

            Siamo in un contesto dove accettare, ammettere e condividere che ci sia un Dio ha prodotto la cultura in cui viviamo e in cui ci sentiamo radicati ed accomunati, anche in dettagli che possono passare inosservati e nella profondità degli animi.

            Una cultura può cambiare, ma ci vuole tempo, molto tempo, e non basta…

            Poi ci sono persone, individui che hanno maturato visioni personali (forse io stesso), legittime, magari più giuste.

            Queste persone devono farsi una ragione della solitudine che deriva dalla loro visione delle cose ed accettarne le conseguenze.

            A meno di intraprendere una via profetica.

          • PietroGE

            Indipendentemente dal fatto se esista o no un Dio, quando c’è di mezzo una guerra, ciò che è Bene e ciò che è Male lo decidono i vincitori. WWII insegna.

          • Primadellesabbie

            Sì, ma si tratta di bene e male molto relativi, infatti molti non sono d’accordo.

            Difficile che l’esito di una guerra fissi cose di questa portata.

          • PietroGE

            La gente ci crede ed è questo quello che importa. Anzi, ci sono cose stabilite dai vincitori alle quali si deve credere per forza, altrimenti si va in galera. Questo è vero potere.

          • Primadellesabbie

            Non ha senso fare riferimento alla coscienza degli altri se non si usa la propria.

            O non la si ha.