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COME FUNZIONERA' L'USCITA DALL'EURO (SECONDO IL M5S E NELLA REALTA')

DI GZ

cobraf.com

Il livello dei commenti sull’economia che appaiono sul Blog di Grillo è migliorato di colpo e l’Uscita dall’Euro viene presentata in modo informato. Ma non in modo convincente.

Per essere convincenti bisognerebbe non fare finta che non rischia la fuga di capitali e il crac del sistema bancario. Scrivere che la svalutazione sarà del -20%, farà aumentare la domanda tramite l’export risolvendo la crisi copiando da Bagnai e Borghi, espone il fianco a facili obiezioni. E quando ci saranno dibattiti seri li perdi e se arrivassi ad un referendum lo perdi.

  • Scrivere come fa il Blog di Grillo : (domanda) “…7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto ?.

    (risposta) Con la Banca d’Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra….” è una pietosa bugia .

    La verità è che i tassi di interesse sui titoli pubblici possono salire dal 2% al 7 o 8% (per compensare il rischio di cambio…) e per evitare quindi che il costo del debito pubblico triplichi la Banca d’Italia dovrà comprare lei centinaia di miliardi di BTP (impedendo così ai tassi di salire). Come la Banca Centrale del Giappone. Ehi.. se persino ai giapponesi tocca farlo figurarsi se non toccherà farlo a noi italiani ! (non siamo mica l’America)

    Fin qui però andiamo ancora bene, non ci sarebbe niente di male se Bankitalia imitasse i giapponesi. Solo non facciamoci compatire liquidando in tre righe la cosa dicendo che basterà, come scrivono sul Blog di Grillo oggi scopiazzando dai prof anti-euro, che “sarà sufficiente che Banca d’Italia abbia questo potere”. Questo vale per gli USA o per l’Eurozona nel suo insieme, per paesi come l’Italia o persino il Giappone OCCORRERA’ “STAMPARE MONETA” E TANTA E RICOMPRARE TONNELLATE DI BTP.

    Perchè il mercato finanziario non tratterà l’Italia come tratta gli USA caro Blog di Grillo e cari professori, il mercato finanziario è bastardo e vorrà mettere alla prova questo paese semi-distrutto dall’austerità, noto per il suo malgoverno e propensioni inflazionistiche del passato che dopo 15 anni ritorna alla Lira. Il mercato finanziario attaccherà l’Italia. E Banca d’Italia dovrà difenderla comprando tonnellate di BTP. Alla BCE è bastato il bluff perchè aveva dietro un PIL di 10mila miliardi di tutta l’Europa. Con noi il bluff non basterà.

    OK. Andiamo avanti. Se monetizzi i deficit il tasso di cambio, ceteris paribus, scende rispetto ai paesi che non lo fanno. Niente di male, ripeto, ma qui ora attenzione che arriviamo al guaio. Perchè il tasso di cambio della Lira scenderà non solo del 20% “fisiologico” che calcolano i prof come Bagnai, ma molto di più a causa appunto di questo.

    Cosa è successo allo Yen negli ultimi due anni, ad esempio ? Si è svalutato da 100 a 140 yen (da maggio 2012). E se prendi da quando è stato istituito l’Euro nel 2000 lo Yen era a 90-95 per 1 euro e si è arrivati anche a 150-160 yen per 1 euro. Perchè appunto i giapponesi hanno monetizzato il deficit pubblico per un importo pari al 20% e rotti del PIL e in Eurozona invece, causa il veto dei tedeschi, non si è monetizzato quasi niente (per soli 200 mld che sono un 2% del PIL).

    il Giappone, ad esempio, è un paese molto più robusto economicamente dell’Italia (enormi riserve di valuta estera, disoccupazione al 3,5%, debito estero minimo e il 97% del debito pubblico in mano a giapponesi) e lo stesso ha svalutato di più del -40%. Se l’Italia facesse anche lei una politica di acquisto di titoli di stato per centinaia di miliardi da parte della Banca d’Italia, si svaluterà forse del 40% anche lei e forse l’oscillazione sarà anche maggiore, del 50%. E parliamo rispetto a dollaro.

    I professori come Bagnai dicono che, anche se ci fosse un oscillazione maggiore del 20% fisiologico che ipotizzano, sarebbe temporanea e poi ci si assesterebbe intorno al 20% (che riflette il differenziale di inflazione cumulato dal 2000 ecc..)… Questo perchè non capiscono come funziona il mercato globale, dove il cambio dipende dai movimenti di capitale e quando i capitali si muovono in modo massiccio i sistemi bancari saltano, specie in paesi che devono convertire tutto da una valuta all’altra…

    Rispetto al marco e valute del nord europa lo scenario probabile è che la Lira scenda dai 125 attuali sotto la parità del 2000, cioè sotto 89 centesimi, diciamo almeno a 80 e che il Marco salga da 125 attuali a 180. Quindi chi mette ad esempio 125 mila euro in marchi o euro-marchi si ritroverebbe 180 mila e chi li lasciasse in lire se ne ritroverebbe 80 mila (espressi in dollari).

    Ora, le famiglie normali di lavoratori che spendono e guadagnano in Italia possono anche ignorare questo crac della nuova valuta rispetto al marco, ma ci sono: 1) le Banche, 2) Le Aziende con presenza all’estero e 3) le famiglie benestanti (con qualche milione di euro). Ad esempio su 4 mila miliardi di ricchezza finanziaria delle famiglie è possibile che 1,00 miliardi si rifugino all’estero e IN POCHI GIORNI. E molte banche e imprese a dimensione internazionale possono avere o temere sconquassi e quindi le imprese spostare la liquidità su banche estere. E le Banche, in conseguenza della fuga di capitali, falliscono tutte o quasi

    Perchè non è successo nel settembre 1992, quando la Lira si sganciò dal marco e dal “serpente europeo” ? Perchè la Lira non aveva cessato di esistere ! I conti bancari erano tutti in Lire e bastò semplicemente una telefonata di Banca d’Italia il lunedì mattina al suo desk forex che smettesse di comprare Lire perchè il cambio si svalutasse in due minuti e tutto fosse finito. Oggi si parla di ridenominare in modo forzato tutte le passività e attività delle banche e tutto il circolante.

    BISOGNA PIANTARLA DI USARE L’ESEMPIO DEL 1992 PER SPIEGARE IL RITORNO ALLA LIRA!

    Bene, anzi male. Se si è seguito fino qui si è compreso allora che :
    a) Banca d’Italia dovrà creare centinaia di miliardi di lire e usarli per comprare lei tutti i BTP facendo in pratica scomparire il mercato dei BTP,
    b) la svalutazione di conseguenza non sarà del -20%, ma forse del 60% rispetto al marco, almeno inizialmente
    c) questa prospettiva provocherà IL PANICO e la fuga di capitali e il crac del sistema bancario
    d) il sistema bancario italiano dovrò essere istantaneamente salvato, molte banche nazionalizzate, dovranno essere messi controlli ai capitali….e dovrà essere fatto al volo pena la paralisi totale

    Con questo uscire dall’Euro sarà un disastro ed è meglio rimanerci ? No, affatto, è necessario che prima o poi l’Euro si sgretoli e succederà comunque prima o poi. Ma devi essere realistico quando spieghi come funzionerà il ritorno alla Lira.

    E se descrivi uno scenario realistico (probabile certo, perchè niente è sicuro in economia) allora ti accorgi anche che devi presentare un piano di uscita credibile ed adeguato ad uno scenario reale come questo.

    Perchè altrimenti la gente darà retta a chi invece descrive lo scenario di cui sopra (per spaventarla) e dato che è probabile, perderai ad esempio il referendum (senza contare che occorrono due anni per arrivarci).

  • GZ
  • Fonte: www.cobraf.com
  • Link
  • 3.11.2014
  • (Blog di Grillo)
    Molti commenti richiedono delle precisazioni sui post dedicati all’uscita dall’euro. Da oggi ne vengono pubblicati periodicamente alcuni con le risposte.

    1. Cosa sarebbe successo se non fossimo entrati nello SME?
    I Paesi che fanno parte dell’Unione Europea e non hanno adottato l’euro sono cresciute di più
    Non entrando nello SME e poi nell’Euro saremmo cresciuti di più. Prova ne sia il fatto che i migliori anni di crescita negli ultimi 20 anni si sono avuti dopo la temporanea uscita dallo SME nel 1992 quando svalutammo la Lira.

    La crescita dei Paesi dell’eurozona (in blu) e dei Paesi UE che non hanno adottato l’euro (in rosso) dal 2007 al 2014 – fonte Eurostat
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    2. Perché calcolare la decrescita dal 1997 e non dal 2002 quando è entrato l’euro?
    Perché dal 97 il cambio era già fisso e solo nel 2002 è entrata in circolo la moneta unica

    3. Il problema primario per le aziende è la pressione fiscale non l’euro (questo è risultato dalle risposte del sondaggio sulle imprese).
    Euro e imposizione fiscale sono strettamente correlati. Con l’euro lo Stato non può stampare moneta e quindi si può agire solo in due modi:
    – Più tasse: diminuzione competitività con le imprese europee e internazionali. Imprese che falliscono, delocalizzano e crollo del PIL
    – Più debito pubblico: quindi aumento debito e interessi crescenti a scapito degli investimenti

    4. Sarebbe meglio far cambiare le regole europee e Trattati che uscire dall’euro.
    La richiesta di rinegozionare i Trattati è parte del nostro programma per il parlamento europeo. La risposta del Parlamento Europeo è stata ignorare ogni nostra proposta e in seguito di non concederci nemmeno le cariche nelle Commissioni (presidenze e vicepresidenze) a cui avremmo avuto diritto come gruppo, creando un pericoloso precedente per la democraticità del Parlamento stesso che diventa di fatto un governissimo europeo tra destra e sinistra escludendo le altre voci. Se di Fiscal Compact e Eurobond non si può parlare è necessario riprenderci la nostra sovranità monetaria

    5. Se dovremo chiedere agli altri di finanziarci il problema rimarrà.
    L’Italia ha un avanzo primario positivo per cui l’unico motivo puo’ chiedere di essere finanziata è per pagare gli interessi sul debito pubblico esistente che sarebbe ridenominato nella nuova valuta e quindi i crediti dei Paesi esteri sarebbero svalutati del 30% circa nell’arco di un anno. Lo spread sarà tenuto sotto controllo dal fatto di avere la Banca d’Italia come prestatore di ultima istanza che quindi calmiererà i tassi. Inoltre con l’Italia che torna a crescere con la sua sovranità monetaria il mercato non avrà problemi a finanziare il nostro debito perché ciò che guida i rendimenti sui titoli pubblici è prima di tutto la sostenibilità del debito

    6. La svalutazione della moneta è come fare una patrimoniale del 20%.
    L’euro è stato svalutato del 10% rispetto al dollaro durante l’estate 2014, ma nessuno ha visto il suo patrimonio decurtato o la sua capacità di spesa limitata. Questo perchè se la moneta che si possiede è quella usata dove si vive il suo valore rispetto ad altre valute non è importante per la spesa corrente. L’unico caso di similitudine tra sovranità monetaria a patrimoniale è qualora il ritorno alla lira avesse forti impatti sull’inflazione che andassero ad erodere il potere d’acquisto. Questo non sarà il caso perché in Italia oggi soffriamo del problema opposto, la deflazione. Un po’ di inflazione non può che far bene alla sostenibilità del nostro debito pubblco.

    7. Lo spread si impennerebbe e gli interessi sul debito aumenterebbero di molto.

    Con la Banca d’Italia prestatore di ultima istanza i tassi sarebbero calmierati dalla Banca stessa che potrebbe in ogni momento decidere di comprare debito se i tassi aumentassero oltre una certa cifra.

    8. L’uscita dall’euro corrisponde ad un default.
    Default vuol dire non rispettare gli impegni presi per il debito. Il 94% del nostro debito pubblico è sotto legge italiana e quindi verrebbe ridefinito nella nuova valuta nazionale.

    9. L’uscita dall’euro via referendum é troppo lunga, bisogna farlo in un altro modo o non farlo affatto.
    Se un problema richiede una soluzione lunga è meglio partire il prima possibile. Altri modi per uscire possono essere adottati solo dal Governo.

    10. Con le percentuali del Movimento 5 Stelle alle elezioni non si riuscirà a vincere il referendum.

    Il referendum sarà votato da tutti gli italiani indipendentemente dalla formazione politica che hanno sostenuto con l’ultimo voto e gli ultimi sondaggi indicano che già oggi la maggioranza degli italiani vuole uscire. Non a caso rappresentanti di tutte le forze politiche si stanno esprimendo in questo senso, anche quelli delle formazioni politiche dove erano presenti più persone pro-euro fino allo scorso anno come il PD dove persone come Cuperlo e Fassina si stanno ricredendo.

    11. Perché fare una legge di iniziativa popolare per indire il referendum quando i Parlamentari 5 Stelle potrebbero proporla direttamente in Parlamento?

    L’iniziativa di legge popolare permette di far sapere al Parlamento che non é una sola forza politica che vuole il referendum per l’uscita dall’euro, ma i cittadini italiani che hanno votato tutte le forze politiche. I rappresentanti delle altre forze politiche non potranno quindi ignorare la richiesta come una dell’opposizione perché se già oggi i sondaggi dicono che gli italiani che vorrebbero uscire dall’euro sono la maggioranza, se si aggiungono anche coloro che non sono convinti, ma ritengono giusto che siano i cittadini a scegliere tramite un referendum, sono numeri non ignorabili da qualunque forza politica. Inoltre la raccolta firme servirà anche a sensibilizzare le persone che ancora non conoscono il problema a fondo.

    12. Se l’azienda ha ricavi nella nuova lira e i costi delle importazioni che usa per fare i suoi prodotti aumentano, l’impresa guadagnerà di meno.

    Quando il cambio si riallinea ai fondamentali di un Paese, l’economia riparte e le imprese ripartono, come é successo in Italia nel 1992. Il costo variabile di produzione più rilevante è in molti casi quello del lavoro, che normalmente si allinea all’inflazione importata con un certo ritardo. Se il Paese svaluta del 20%, gli acquirenti esteri ricevono uno sconto del 20% subito e quindi ricominciano a comprare incrementando il fatturato delle aziende. Per l’impresa, invece i costi non aumentano subito e molto meno del 20% dato che la componente di import sul costo del venduto é di norma minoritaria (in particolare rispetto al costo del lavoro). La svalutazione del cambio (svalutazione esterna) ha effetti uniformi su tutti i cittadini (ugualmente colpiti dall’eventuale inflazione importata) e rilancia la domanda estera. La svalutazione del salario (svalutazione interna, quella che il Governo sta proponendo con il Job Act) colpisce solo i salariati e uccide la domanda interna. Naturalmente un governo indirizzato dalle banche preferisce la svalutazione interna.

Pubblicato da Davide

  • mago

    Bello sparare sulla Croce Rossa,tanto per far passare come un inetto Grillo…ma schiere di economisti non hanno fatto di meglio  che propinarci favolette ad uso e costume della situazione,un grazie particolare al Prof.Monti,mi pare educato e corretto non tralasciare il Dott.Tremonti per il significativo apporto dato.

  • Renatoxr

    Purtroppo quando si parla di argomenti tecnici l’approssimazione non va bene.

    Ed in questo caso l’argomentazione dell’autore  e’ stata definita, ma la critica a Bagnai non trova fondamento in quanto nei suoi scritti ha spiegato la problematica generata dal panico finanziario, anzi Alberto ha definito che la manovra dovrebbe essere ben preparata, proprio per evitare ciò che l’autore dell’articolo paventa.
  • Simec

    Noi, a differenza di cobraf, non sappiamo il futuro, quindi non sappiamo come e quando ci libereremo dall’eruo-nazismo finanziario della TROIKA. Forse dopo che i suoi sbirri dell’EUROGENDFOR ci avranno massacrati di botte, forse dopo che le BANKE ci avranno rubato casa, lavoro e futuro.
    Ma resta il fatto che, come tutti i paesi che si sono sciaguratamente agganciati a una moneta straniera (peggio: PRIVATA), dopo che la nostra economia sarà distrutta, abbandoneremo tale assurdità. Insostenibile.
    Nel caso lcobraf non lo sapesse l’euro serve solo a instaurare la dittatura finanziaria delle banke e smantellare welfare e democrazia. Punto
    Grillo, dopo avere tradito il prof. AURITI, torna sul tema della SOVRANITA’ monetaria. lo fa in modo vigliacco e obliquo, senza attaccare frontalmente le banche e questa mostruosa UE che ci sta ammazzando.

    Del resto il M5S ha dimostrato di NON essere una forza rivoluzionaria, ma si è fatto ampiamente cooptare nel sistema, con la funzione di foglia di fico di regime.
    Una volta un senatore M5S mi disse che secondo lui dietro l’euro c’è una riserva aurea (!)…e poi mi presentò un suo prezioso collaboratore laureato in economia aziendale, che mi disse (udite udite) che l’economia sarebbe una scienza(….RISATE)

    Nel dettaglio (sommariamente, perchè tutti gli errori dell’articolo sono veramente troppi)
    Nessuno sa quale svalutazione avrebbe la nostra moneta dopo la liberazione dal lager -euro, ma comunque + una moneta è deprezzata e maggiori sono le sue esportazioni.
    Senza euro la sovranità tornerebbe allo stato e non a una banka privata.
    Meglio sarebbe se la moneta fosse di PROPRIETA’ POPOLARE, ma come spiegarlo a gente che non ha un’idea.
    Il default è un problema solo per le finanza non per l’economia reale.
    Uno stato che emette moneta, tramite per es, un agenzia o il tesoro, non potrà MAI fallire, alla faccia della disinformazione di questo articolo.
    Il fproblema è che i grillini di palazzo (a parte Sibilia e altre eccezioni), non capiscono una sega di economia. dovrebbero leggere qualche libro e dire forte e chiaro che QUESTO EURO CI STA AMMAZZANDO. Non lo fanno perche Grillo  sulle banche ha paura di parlare. Una volta lo faceva, poi forse lo hanno minacciato, a da allora silenzio.
    Ripetiamo: la fuga dei capitali in un sistema a moneta sovrana esiste solo nalla testa di alcuni pseudo economisti di scuola di chicago, che oggi infestano governi e università (e anche siti web).
    CDS, DERIVATI, REPOS, FINANZA OMBRA, FISCAL COMPACT, PARADISI FISCALI, EXTRABILANCIO: DEVONO ESSERE SPAZZATI VIA dal furore popolare.
    Banchieri, speculatori, governanti e giornalisti pro euro dovrebbero finire in una nuova NORIMBERGA ed essere impiccati, uno per uno.
    Ma il regime ci ha così abituati ad obbedire ad ogni assurdità, che subiamo senza posa come schiavi. Siamo SCHIAVI di un sistema complesso e assurdo. Ma non così complesso: i RICCHI sono il nemico, ieri come oggi
    Le banke sono il NEMICO PUBBLICO, e poi le istituzioni a loro asservite.
    Interrompiamo ogni rapporto con le BNKE, ora.
    Smettiamo di legittimare ELEZIONI FARSA, col nostro voto.
    Buttiamo nel cesso TV e giornali scritti da servi per altri servi.
    La RIVOLUZIONE non si farà con un segno di penna su un referendum, come dice cobraf. iL  cambiamento avverrà solo quando saremo pronti a dire BASTA, in prima persona, tutti noi, uno per uno, rischiando e pagando ognuno pnga di vogheraersonalmente il prezzo che c’è da pagare .
    Un giorno lo capirà anche grillo.
    Del resto che l’euro è un crimine contro la società che ci sta distruggendo l’economia, lo ha capito anche la casalinga di voghera, quindi c’è speranza che lo comprendano anche i parlamentari M5S.

    Non servono + parole. Serve agire. Prima che le banke ci ammazzino.
    Ma c’è qualcuno che lo capisce? Perchè le cose non sono difficili come pretenderebbe il pistolotto di cobraf ma molto semplici: O L’EURO O LA NOSTRA VITA. Quanti suicidi dobbiamo ancora vedere prima di capire, poveri stonzi che non siamo altro.
    Quando è che saremo capaci di vedere nell’ ALTRO null’altro che NOI STESSI?
    Quando capiremo che il DEBITO non esiste, è solo una gabbia ideologica, un’arma per soggiogare i nuovi schiavi moderni?
    Quando capiremo che la MONETA è NOSTRA, non di banke private.

    Ma come abbiamo potuto farci fare tutto questo?
    Ci hanno mitridatizzati. Ci hanno rubato ogni giorno un centimetro di libertà e, centimetro dopo centimetro, ci hanno portati in questo ORRORE.
    Dire BASTA, senza se e senza ma, come durante la RESISTENZA, spetta solo a noi.
    L’epoca della delega è finita.
    Svegliati Grillo^
    Svegliamoci tutti moi!

  • oriundo2006

    L’unico paese che potrebbe uscire è la Germania. La speculazione non potrebbe attaccare la rimanente area Euro perchè  ( forse … ) abbastanza ‘grossa’ per sopportare una bufera finanziaria, almeno nei primissimi tempi, riaggiustato il cambio evidentemente, depurato dai debiti e riparametrato su valori ‘export friendly’… Resterebbe pertanto obbligato un qualunque accordo con gli Usa, che è il vero ‘dominus’ delle difficoltà dell’Euro ( demolire un ‘competitor’ di seicento milioni di consumatori è questione di vita o morte per chi vuole essere ‘unico’ ) ed è tutta la dimostrare l’ipotesi che alla Germania convenga l’uscita, sia da sola sia in tandem con altri Paesi ‘nordici’ ( quali poi ? Sono tutti minuscoli dal peso piuma in un mondo di pesi massimi che legnano forte: ed anche la G. rischierebbe parecchio sull’export, già oggi caro ).  Rimango dell’idea che la situazione attuale soffre di una impasse da cui uscire con politiche ‘monetarie’ pure e semplici non è fattibile: solo la ‘grande politica’ può farlo. L’Eu DEVE crescere per non perire. Gli USA non lo possono consentire SENZA di loro. Gli altri Paesi stanno precostituendosi ‘ombrelli’ per non perire nell’attesa E dopo l’esito dell’impasse. Forse il Paese che può risolvere in parte i problemi europei è paradossalmente l’unico ( importante ) che ne è fuori, cioè la sterlina. Con la sterlina e con ciò che rappresenta finanziariamente la City, l’Euro ed i debiti ( consolidati ? ) dei Paesi sarebbero a posto: ma è fantascienza anche solo pensarlo. E’ da Londra comunque che si decidono le sorti del Continente Europeo.

    P.S.: le mie sono solo impressioni di un commentatore estemporaneo non-economista ! Abbiate pietà !
  • AlbertoConti

    E bravo il nostro trader, ovvero persona informata sui fatti.

    Molto più
    bravo a criticare le soluzioni altrui che a proporne delle sue, tipo i buoni
    fiscali che altro non sono che una detassazione differita che, quella sì,
    creerebbe un’insolvenza certa, sia pure differita, ma anticipate nelle sue
    conseguenze dai "mercati" in cui pascola il nostro GZ.

    Ma prendiamo il
    lato positivo di questa analisi predittiva, ammesso che fosse corretta. Cosa ci
    insegna innanzitutto? Che se vuoi salvarti la pelle svincolandoti dalla trappola
    euro, che è anche trappola dei "mercati liberi", devi farlo in modo deciso, per
    davvero, con nuove regole (anzi vecchie e tradizionali fino a pochi anni fa,
    appena prima che la metastasi delle big-bank soprattutto USA mostrasse i suoi
    primi effetti devastanti) che vanno apertamente controcorrente, rispetto al
    renzismo ossequioso e prono al moderno (neo)washington-consensus.

    Le
    "minacce" di Zibordi, tipo:

    " d) il sistema bancario italiano dovrò
    essere istantaneamente salvato, molte banche nazionalizzate, dovranno essere
    messi controlli ai capitali….e dovrà essere fatto al volo pena la paralisi
    totale "

    dovranno diventare realtà, ma questa è la vera ricetta salvifica
    dalla tonnanza in atto, questa è TINA che vogliono le persone perbene.

  • Franco-Traduttore

    Articolo che generosamente, ma molto
    generosamente, può essere definito vomitevole. Tesi contrarie a quelle che vi sono espresse  sono supportate da analisi teoriche ed empiriche di
    primissimo livello, da articoli e libri di testo dei più prestigiosi
    economisti, da vincitori di premio Nobel e via dicendo.

    Le affermazioni di questo articolo,
    invece, si basano sul vuoto assoluto. Sono difficili finanche da commentare
    nella loro incredibile inconsistenza. Sfido allora il suo redattore, tale GZ dal
    curriculum sconosciuto, a fornire delle prove a supporto delle sue tesi.
    Altrimenti chiunque può sostenere quello che vuole. Scommettiamo che non lo
    farà?

    Che pena!  

  • GioCo

    Nel gergo dello scritto, scrivere MAIUSCOLO e come mettersi a urlare più forte per farsi ascoltare, di per se denuncia un fallimento a prescindere dalla bontà del detto-scritto.
    Se poi uno sente pure il bisogno di aumentare la dimensione del carattere e usare il colore al neon, tipo blu acceso, beh, forse ci troviamo davanti a un disperato che non ha residua ragione da dedicare ad altri, ne a se stesso.

    Intendiamoci, siamo tra disperati perché (in media) non facciamo parte nemmeno della sotto-sotto-elité di ultimo ordine (tipo sindaco e ufficio tecnico del comune) e a parte la miseria e la sensazione di impotenza, non c’è molto altro oltre "farsi sentire", oppure "urlare la propria ragione". Da qui però a dire che vi sia anche solo ragionevolezza nel nostro ragionare ne corre ed è poi proprio in questi momenti che la massa può apprezzare più la capacità di auto-controllo che le ragioni (anche le migliori del mondo) gridate dal profondo del "pozzo dei dannati".
    In effetti, se mi metto nei panni di uno qualunque dei disperati, senza poi molto sforzo, mi viene automatico capire che uno che urla, non mi invita a pensare e non mi aiuta a comprendere, due pilastri irrinunciabili dalla prospettiva in cui siamo per anche solo immaginare una soluzione e orientare un azione di qualsivoglia tipo (anche banalmente egoista).

    Personalmente credo che gli allarmismi (tipo il lupo è dietro la porta e l’uomo nero sotto il letto) da economisti dell’ultima ora, siano l’equivalente del babau o della strega cattiva che si raccontano ai bimbini piccoli per evitare che facciano cose sgradevoli per i genitori. Che siano poi cose anche pericolose (per dei bambini) è tutto da dimostrare, soprattutto in ambito economico. Non ci si può basare su cose inventate di sana pianta (e propinate come allucinogeni dell’ultima ora) come lo spread per orientare una decisione di economia spiccia e della proprie realtà vicine, tipo come sopravvivere questo mese o quest’anno. Ma è su questi argomenti spicci e pratici che si può basare una azione, il resto sono gare di rutti buoni per la birreria, cioè per dire qualcosa e stare in compagnia (e adatti in altri contesti). In economia non si decide in base a indici (che sono solo indicatori vaghi per tecnici esperti giocatori d’azzardo del mercato) tanto meno se fai l’operatore di borsa, ma su cose concrete come disastri ambientali, risorse del territorio, stato sociale o politiche aziendali.

  • Truman

    Mi sembra opportuno far notare che:

    – articoli di prestigiosi economisti

    – libri di testo (sempre di prestigiosi economisti)

    – premi Nobel

    per me sono tutti riferimenti a fonti che hanno dimostrato la loro inaffidabilità. Nel merito il premio Nobel per l’economia è una finzione con cui i banchieri assegnano un premio in denaro ai loro migliori servitori, non fa parte dei premi istituiti da Alfred Nobel (comunque abbondantemente mortificati da Kissinger e Obama).

    I libri di testo solitamente li scrivono i professori ordinari, che sono quelli più fedeli ai poteri consolidati. Non farebbero mai carriera se andassero contro il sistema.

    Sugli articoli dei giornali preferisco non commentare.

  • albsorio

    Serve una moneta nuova alla’Italia, che non sia privata ma del popolo ed emessa senza debito.

    Per il debito pubblico pregresso va ripagato con gli euro italiani, si perche se per avere euro lo Stato italiano da debito pubblico in contropartita ne consegue che gli euro italiani dopo il versamento di debito pubblico siano nostri, quindi il debito si azzera subito, facilmente avanzeranno euro italiani che verranno usati dalla NUOV banca del popolo italiano, come garanzia direi di usare il nostro oro.
    La riserva frazionaria come hft andranno vietati.
  • Tetris1917

    Ottimo articolo. FInalmente qualcuno che mette in evidenza le falle di tanti fan della liretta.

  • warewar

    I CCF sono nuovo credito che entra in circolazione che dopo 2-3 anni saranno usati per pagare le tasse , quindi sono una detassazione di 100-200 mld e basta (non c’è niente di differito)

    p.s. gli unici che capiscono di economia sono simec e albisorio. In un’economia dove il 95% della "moneta" è debito abbiamo bisogno di una vera moneta non di credito connesso al debito!!
  • warewar
    Gli unici che capiscono di economia sono simec e albisorio.
    In un’economia dove il 95% della "moneta" è debito abbiamo bisogno di una vera moneta non di credito connesso al debito!!
  • Franco-Traduttore

    In risposta a Truman: sei sicuro che economisti come quello a seguire (allego un estratto) siano così inaffidabili? O che comunque siano più inaffidabili del noto grande economista GZ di cobraf.com? 

    Estratti dal “The Dynamic Effects Of The Common Market” – New Statesman
    del 12/03/1971 – poi ristampato nel “Further Essays On Applied Economics” (6°
    volume della serie “Collected Economic Essays”) – Tradotto da Franco


    … Un giorno i paesi europei potrebbero esser pronti a fondere le loro
    identità nazionali, e creare una nuova Unione Europea – gli Stati Uniti
    d’Europa.

    Se e quando dovessero farlo, un Governo Europeo andrà ad assumere tutte
    le funzioni che un Governo Federale fornisce ora agli Stati Uniti, al Canada, o
    all’Australia (tutti stati federali, ndt). Ciò comporterebbe la creazione di
    una "piena unione politica e monetaria”.

    Ma è un errore pericolosissimo voler credere
    che un’unione monetaria ed economica possa precedere un’unione politica
    , o che “potrebbe far da lievito – nelle parole del rapporto Werner –
    alla nascita di un’unione politica la quale, a lungo andare, non potrebbe in
    ogni caso fare a meno di un’unione monetaria".

    La creazione di un’unione monetaria, e l’introduzione del controllo comunitario sui bilanci nazionali, genera pressioni che non potranno che portare
    alla rottura dell’intero sistema
    , impedendo, e non promuovendo, lo sviluppo
    di un’unione politica.


    Ulteriori estratti dall’articolo:

    Pagina 202 :

    [ … ] Gli eventi degli ultimi anni
    – che richiederebbero la rivalutazione del Marco tedesco e la svalutazione del
    Franco francese (l’articolo è del 1971, ndt) – hanno dimostrato che la Comunità Monetaria (l’Eurozona, ndt) non è praticabile, al suo attuale grado
    d’integrazione economica.

    Il sistema presuppone la piena convertibilità della moneta, e tassi di
    cambio fissi tra i vari paesi membri, pur lasciando alla discrezione dei
    singoli stati la politica monetaria e quella fiscale.

    I fatti hanno dimostrato che, con questo sistema, alcuni paesi tendono ad acquisire avanzi commerciali sempre maggiori
    (nei loro scambi con gli altri membri), mentre
    gli altri devono affrontare deficits commerciali sempre in crescita.


    Tutto ciò ha due effetti indesiderati. Trasmette le pressioni
    inflazionistiche provenienti da alcuni dei paesi membri a tutti gli altri, e fa
    sì che i paesi in surplus debbano fornire finanziamenti automatici, su scala
    crescente, ai paesi in deficit.

    Pagina 205 :


    Questo è un altro modo per
    dire che l’obiettivo di una piena unione economica e monetaria è
    irraggiungibile senza un’unione politica
    , e che quest’ultima presuppone l’integrazione
    fiscale, e non solo la sua armonizzazione.

    Essa richiede la creazione di un Governo e di un Parlamento comunitari,
    che si assumano la responsabilità, quanto meno, della maggior parte della spesa
    pubblica – ora fornita dai singoli governi nazionali – e che la finanziassero
    con tasse uniformi in tutta la Comunità.

    Con un sistema integrato di questo tipo, le zone prospere sussidierebbero
    in modo  automatico quelle più povere,
    mentre le aree con le esportazioni in calo potrebbero automaticamente trarre
    sollievo pagandone di meno, e ricevendo di più da parte dell’Erario
    centralizzato.


    Le tendenze cumulative del progresso
    e del declino sarebbero quindi tenute sotto controllo da uno stabilizzatore
    fiscale incorporato
    , che renderebbe le aree in
    "surplus" fornitrici di un aiuto fiscale automatico alle aree in
    "deficit".

    Pagina 206 :

    … Quello che il “rapporto Werner” (1) manca di riconoscere, è di come l’esistenza stessa di un sistema centrale
    di tassazione e di spesa sia di gran lunga il più potente strumento per
    l’erogazione di "aiuti regionali"
    , rispetto a quello che è in
    grado di fornire qualsiasi speciale "intervento finanziario" per lo
    sviluppo delle aree arretrate.

    Il presente piano comunitario, inoltre, è come quella casa (nel senso di
    famiglia, ndt) che "non può essere stabile quando è divisa"
    [citazione biblica, usata anche da Lincoln, “a house (a family) divided against
    itself cannot stand”, ndt].

    L’unione monetaria ed il controllo comunitario sui bilanci impediranno ad
    un paese membro sia di perseguire autonome politiche di piena occupazione, che di
    prendere misure per compensare l’eventuale calo della produzione e dell’occupazione
    ma senza il beneficio di un forte
    governo comunitario, che ripari i suoi abitanti dalle peggiori conseguenze di
    questi impedimenti.

    Pagina 192 :

    Myrdal ha coniato la frase "nesso
    di causalità circolare e cumulativa
    " per spiegare la ragione per cui il ritmo di sviluppo economico delle varie
    aree del mondo non tende ad uno stato di equilibrio costante ma, al contrario,
    tende a cristallizzarsi in un numero limitato di aree in rapida crescita, il
    cui successo ha un effetto inibitorio sullo sviluppo di altri.

    Questa tendenza non potrebbe verificarsi se i cambiamenti nei salari
    monetari fossero sempre tali da compensare la differenza nei tassi di crescita
    della produttività. Tuttavia ciò non si verifica.

    Per ragioni che non sono forse pienamente comprese, la dispersione nella
    crescita dei salari monetari, tra le diverse aree industriali, tende ad essere –
    sempre –  notevolmente inferiore alla
    dispersione nei movimenti della produttività.

    E’ questa la ragione per cui, all’interno di un’area monetaria comune – o
    nell’ambito di un sistema di valute convertibili a tassi di cambio fissi – zone
    in relativa rapida crescita tendono ad acquisire un vantaggio competitivo
    cumulativo rispetto ad aree in crescita relativamente lenta.

    Livelli di salario “efficienti" (ovvero salari monetari divisi per la produttività) sarebbero quelli che, nel corso naturale degli eventi, tendono a
    diminuire nel primo caso
    (aree in crisi, ndt), rispetto al secondo (aree in crescita, ndt) – anche quando i salari
    tendono ad aumentare, in termini assoluti, in entrambi i casi.

    In ragione dell’aumento delle differenze di produttività (perché non
    siamo in presenza di salari “efficienti”, ndt), i costi comparati di
    produzione, nelle aree in rapida crescita, tendono a cadere – nel corso del tempo
    – relativamente a quelli delle aree a crescita lenta, e migliorano, di
    conseguenza, il proprio vantaggio competitivo sulle seconde.

    ———————————————————————————————————————————-

    Link Originale: http://www.concertedaction.com/2012/08/16/nicholas-kaldor-on-the-common-market/ [www.concertedaction.com]

  • Georgios

    Stavo per commentare ma Simec mi ha tolto le parole di bocca. E credo in un modo che mai sarei riuscito a esprimere.

    Le sue sono parole sante.

    E’ da 4 anni che si cerca di passare questo messaggio in Grecia e ci si trova davanti partiti venduti o caga-sotto e di conseguenza gente demoralizzata, ipnotizzata e assuefatta al masochismo. Malgrado la situazione che se non fosse tragica, sarebbe da crepare dalle risate, tanto e’ inverosimile. Forse aspettano Gesù Cristo a salvarli, non so che altro dire.

    Svegliatevi perché l’ora del macello si avvicina e’ come cadere dentro un buco nero. All’inizio nessuno se ne accorge ma dopo l’uscita e’ impossibile.

    Nessun salvatore. Solo il popolo può salvare se stesso e’ accaduto innumerevoli volte nella storia. Smettetela di litigare sui modelli economici del cavolo. Il debito e’ illegale e’ come con lo strozzino del quartiere, NON va pagato.

  • Georgios

    Parole sante amico mio.

  • AlbertoConti

    Sulla necessità di una vera moneta funzionale all’economia fisica nazionale
    siamo d’accordo, è ovvio.

    Quando dopo 2-3 anni i CCF saranno utilizzati
    per pagare le tasse, quelle tasse è come se fossero totalmente evase per
    l’erario. E allora come li quadriamo i conti pubblici? (restando nel paradigma
    proposto da GZ)

  • GiovanniMayer
    E queste sono ancora più sante
  • Evitamina

    Mio nonno (condatino) da bambino mi disse il mondo del commercio si basa tra chi dice: avete delle uova? O, volete delle uova? Ebbene si, tra avete e volete hanno messo su una scienza.
  • Georgios

    Lo strozzino del quartiere mi era venuto spontaneo e l’ho scritto.

    Poi però ci ho pensato ancora: Se uno deve dei soldi allo strozzino non può andare da solo a fare il gradasso perché gli sgherri dello strozzino lo ammazzeranno di botte. Se però ci va tutto il quartiere chi sarà ammazzato di botte?

  • Truman

    La saggezza contadina spiega gli avvenimenti economici molto meglio dei testi universitari, del resto è basata sui corsi di  quella che Van Gogh chiamava “la grande università della miseria”. In questa saggezza “l’asino porta l’acqua dove vuole il padrone”.

    Così il New Stastesman, britannico, diceva che l’unità monetaria era impossibile, doveva portare l’acqua al mulino della GB, che infatti è rimasta fuori. Però a me sembra che, contro le teorie, l’unione monetaria sia stata fatta dodici anni fa.

    Forse l’Europa si poteva fare, nonostante le teorie scientifiche che dimostravano il contrario [trumanb.blogspot.it].

    Comunque il problema di oggi non è se conveniva fare l’unità politica prima di quella monetaria, il problema principale è come tirarsi fuori da un disastroso pantano di nome euro. GZ prova a ragionare sul problema di oggi. Come in molti altri casi è discutibile, ma conviene discuterne in modo razionale, cercando noi di trovare una soluzione. Non la riceveremo dagli asini che portano l’acqua per il padrone.

    Nel merito, il discorso di Zibordi credo trascuri un fatto sostanziale: se l’Italia provasse ad uscire dalla gabbia dell’euro, il mostruoso meccanismo probabilmente schiatterebbe. Il che potrebbe essere un piacere, per chi non vuole farne parte. Ma questo potrebbe anche significare che le entità che hanno costruito l’euro potrebbero essere disposte ad uccidere per salvaguardare il loro Golem [trumanb.blogspot.it].

    E allora va bene fare delle ipotesi su cosa succederebbe in Italia, ma è anche importante valutare cosa succederebbe al resto della zona euro.

  • warewar

    non capisco perché dovrebbero essere evase dall’erario se i CCF li crea lo stato e li da alle industrie, cittadini ecc (per pagare le tasse dopo i 2-3 anni e per usarli ed aumentare la massa monetaria prima)

  • spadaccinonero

    se gli americani non sanno dov’è realmente la loro riserva aurea figuriamoci noi italiani…

  • AlbertoConti

    Perchè con quei CCF ricevuti in pagamento imposte lo Stato non ci fa un bel
    niente, se non un falò per bruciarli. Voglio vederti per es. a "pagare" una
    banca estera (alla scadenza dei bond posseduti) con questi CCF!

  • ProjectCivilization

    Questo articolo preoccupa . E’ scritto con lo stesso linguaggio , e con la stessa logica priva di senso…..che usano i fautori dell’euro e del debito pubblico . Inutile lasciare l’euro e mantenerne la retorica truffaldina . Va lasciato perdere l’euro , ma anche il pretestuoso illusionismo truffaldino che lo ha causato .

  • ProjectCivilization

    i grillini non leggono CDC . E dare a Grillo dell’inetto e’ un complimento che non merita . Avendo visto cosa sta combinando col suo partito privato ….se non lo chiude e’ benaltro che solo inetto .

  • Cartesio

    Sono commosso dal tono dei commenti a questo post. Mi viene quasi da pensare che ci sia speranza per il futuro.  Vedere che praticamente tutti quelli che dovevano essere catechizzati da questo fetore di articolo ne sanno molto di più del povero pellegrino che lo ha scritto (ammesso e non concesso che sia in buona fede), mi rende euforico. Voglio credere che sempre più persone abbiano la pazienza  e la forza di informarsi e siano in grado di distinguere da sole ciò che è sensato dai finti mostri sotto al letto. 

  • ProjectCivilization

    Ovvio che non vada pagato . Non dalla gente . Tra di loro facciano quel che vogliono . Ma non basta . Occorre anche farsi i conti in casa e non farli fare agli altri…..!! E educare la gente al fatto che non e’ necessario triangolare con una moneta privata ..altrui….per far funzionare l’economia . Alt alla triangolazione . Sotto con il lavoro produttivo . Produttivo delle cose che servono a noi…Disperarsi perché non abbiamo abbastanza carta fatta da altri…e non occuparsi della nostra economia…e’ idiota .

  • warewar

    Lo Stato non ci deve pagare o fare niente … servono alle imprese e persone per pagare le tasse ed una volta tornati allo Stato li può anche bruciare, ma nel frattempo ha creato deficit di 100-200 mld legalmente aumentando il credito circolante.

  • foxobs

    Regola N. 1 : I capitali ( dopo una prima Speculazione ) vanno dove conviene !

    Se capiscono che in’ Italia, dopo l’ uscita dall’ Euro, è conveniente Investire, grazie sia al costo del lavoro che alla svalutazione, INVESTIRANNO, dopo aver Speculato per qualche settimana. Quindi, se tagliamo prima i privilegi, gli sprechi, e tagliamo i contributi sul lavoro a carico delle aziende ( non del lavoratore ), e poi usciamo dall’ Euro, allora la svalutazione strutturale sarà dopo qualche settimana del 20%. Se usciamo adesso, con tutti i vizi, sprechi, tangenti, mala gestione, speculeranno fino alla nostra MORTE, perché così ( economicamente parlando ), non siamo credibili, non abbiamo futuro. Se la ns manodopera costasse il 10% in meno ( d sgravi contributivi ) sommato al -20% di svalutazione della moneta, diventeremmo il primo stato manifatturiero d’ Europa anche grazie al ns. Know-out, grazie agli investimenti dall’ estero, alla faccia della presunta SPECULAZIONE. Nessuno speculerebbe contro di noi se siamo competitivi, e quindi ha solo da perdere !!! Adesso NON siamo competitivi.

    OSSERVATORIO SOCIOLOGICO DEL NORD

  • lanzo

    Georgios dixit "solo il popolo puo’ salvare se stesso"  Ma quando mai cio’ e’ mai avvenuto ?  Il "popolo" non decide niente, non puo’ fare niente e se decide di fare qualcosa ci sono altri segmenti di "popolo" caramba, poliziotti che gli spacca la testa a manganellate o gli spara.

    Concordo sull’articolo, in definitiva si tratterebbe di passare dalla padella alla brace (meglio la padella) abbiamo voluto la bicicletta ?  Qui molti che scrivono devono essere moolto giovani, ma vi assicuro che ai tempi, se ci fosse stato un referendum per l’entrata nell’euro, sarebbe stato vinto con percentuali bulgare per l’Euro, t’immagini l’italiota che finalmente puo saltare sul carro dei "ricchi" e quanti si sono fatti i soldi con i fondi UE specialmente in certe zone, con opere mai finite.
  • Vocenellanotte

    E’ la verità ma potevi dirla meglio. Tutti i commenti qui sopra e il post stesso sono penosi.

  • Simec
  • Jor-el

    Vero. L’esito dell’uscita dall’Euro dipende dal governo che la gestirà. Occorre un vero rinnovo della classe politica e l’adozione di un indirizzo economico opposto a quello attuale.

  • clack

    Dopo aver letto i commenti successivi provo a dire la mia.

    1- Zibordi non è un pellegrino. Il suo curriculum di euroscettico, antitroika e persona ben informata dei fatti è ben comprovato dal sito che dirige, cobraf.com.
    Al riguardo consiglio di leggere il post "Come feci un mucchio di soldi con ii BTP e il prof. Luigi Spaventa"
    2- Bagnai, che di solito non esita a polemizzare con chicchessia, evita accuratamente persino di nominarlo.
    3- Lo stesso Bagnai, anche se sostiene tesi affascinanti per chiunque senta il peso insostenibile della moneta unica, potrebbe non avere ragione su tutta la linea, cosa del resto probabile.
    Il suo modo di agire inoltre, a iniziare dalla palese polarizzazione che esegue all’interno del movimento antieuro, assieme alla pretesa di essere l’unico depositario della verità, all’inclinazione al protagonismo sfrenato, alla riduzione ad piddinum che esegue nei confronti del suo pubblico più affezionato pena l’insulto e l’allontanamento dal blog, più passa il tempo e più gli fa assumere sembianze fin troppo ambigue. Quelle di un personaggio riguardo al quale è chiara soltanto l’ambizione sfrenata a emergere e a essere in qualunque modo cooptato dalle elite. Lui stesso ha più volte dichiarato che esse sono l’unica possibilità risolutiva della situazione attuale, quando è storicamente comprovato che tendono a mettersi d’accordo tra loro per salvaguardare i propri interessi.
    Non a caso non tollera si dica che dalla moneta unica esiste un ceto che ne ha tratto profitti enormi e non ha alcuna intenzione di rinunciarvi nel ritorno alla moneta nazionale e anzi farà di tutto per trarre da ciò vantaggi ulteriori.
    In base a tutto questo le sue opinioni ormai sono a mio avviso poco credibili.
    4- La tesi che una moneta non può fare uno stato ma è sempre e solo il contrario trova un’autorevole contraddizione, dimostrata da fatti storici, in "Anschluss" di Vladimiro Giacché, che consiglio a tutti di leggere, anche se nel farlo ci sa fa un fegato grosso così.
    5- Nei dibattiti sulle modalità di uscita si dovrebbe tenere conto dell’esperienza, delle scelte e dei risultati ottenuti da Hjalmar Schacht. Senza dimenticare tuttavia che il Reich venne doviziosamente foraggiato dalle potenze capitaliste per la funzione di bastione nei confronti dell’URSS che gli attribuivano e faceva loro comodo.
    6- A mio parere persona degna di credito nel movimento euroscettico è soprattutto Galloni, in particolare per la sua esperienza in ruoli di grande rilievo a livello economico. Una sua parola riguardo alla questione che si sta discutendo sarebbe ben più credibile di quella di tanti che a ogni costo cercano di imporsi come guru, senza averne neppure lontanamente le caratteristiche essenziali. 
  • Georgios

    Io non sono più moolto giovane, anzi, non sono giovane, meglio ancora sono un po’ vecchio.

    Non starò a farti la lezione sul popolo e sul "quanto mai", siccome anche tu scrivi da non moolto giovane queste cose le dovresti sapere. Basta studiare o almeno leggerti la storia invece di sputtanare il tuo paese che comunque non molto tempo fa, prima che cominciassero a svenderlo, era tra le 6-7 potenze economiche del mondo e aveva i bilanci meglio della Germania.

    Un po’ prima dei tempi del ipotetico referendum, che NON si e’ fatto cosa che ti permette oggi di sputtanare il tuo paese e il tuo popolo, la cost-prost-ituzione europea era stata bocciata dai tre popoli che gli avevano permesso di esprimere il proprio parere. Quali? Leggiti un po’ di storia.

    Il popolo non e’ un esperto di economia, né e’ tenuto ad esserlo, aveva come molti altri popoli europei l’ingenuità di credere che quello che stavano costruendo era l’Europa dei popoli ed aveva anche l’ingenuità di credere che l’Europa dei popoli doveva avere una moneta comune. Ma e’ cosi che succede con gli ingenui che sono abbastanza ingenui da aspettarsi di dialogare in buona fede. Invece dobbiamo diventare tutti degli ipocriti, dire una cosa ed intendere un’altra e alla fine sputtanare chi voleva essere onesto e sincero.

    E se sei tanto ignorante da non sapere quello che ti succede in casa, ascoltalo da me perché e’ successo anche in casa mia: I fondi che sono per la maggior parte finiti nelle tasche della mafia e dei politici che poi sono la stessa cosa e che permetteva dopo ai nostri beneamati filantropi di Bruxelles di poter ricattare gli stessi politici che ora ci stanno tagliando la gola, venivano dati sotto precise condizioni. Io te li do e tu tagli questo, fai quell’altro, compri da me aerei da guerra o carri armati e poi ti tagli tanti ulivi e distruggi la tua flotta di pescherecci e cosi via.

    Ma anche se e’ la prima volta che senti queste cose e anche se un popolo e’ un popolo di coglioni, vorrei sapere, secondo te, deve pagare con la vita e la vita dei propri bambini? Da dove sei uscito, da Auschwitz?

    Suggerimento: perché non fai lo stesso commento anche a Simec che ti potrebbe rispondere da italiano?

  • Cataldo

    Questo fronte dell’euro, combattuto a botte di schemi e modelli, su tutti i lati è dominato dalla irrilevanza.

    Il motivo è semplicissimo, la sovranità monetaria è una conseguenza possibile della sovranità politica, non è dato il contrario: se la politica del governo risponde ad interessi che risiedono fuori dalll’Italia non potrà mai avere una sovranità monetaria, fosse euro, lira, tallero o minchia d’oro, per dirla alla Barnard 🙂

    Uscire dall’euro senza inquadrare il tutto in un recupero della sovranita a 360° è un inutile flagellazione, tipo quella che si fa alle processioni dei santi, con lo stesso contenuto politico-economico di un atto di fede.

    Abbiamo anche il dato del Giappone, ad esempio, che dimostra come veramente siamo lontani anni luce dal 1992 per tanti motivi, la svalutazione di per se non ha risolto un bel nulla, anzi, sono aumentati i costi di produzione senza una compensazione dai mercati esteri, e parliamo del giappone, che ha un export che comprende belle fette di contenuto tecnologico elevato.

    Giusto per ripeterlo se :
    si distruggono i nostro mercati di espansione, come la Libia, il corno d’africa, la Siria, ed altri
    si castra il rapporto con paesi emergenti, come l’Iran,
    si tronca la partnership con i nostri fornitori, come la Russia,

    mi spiegano gli illustri cantastorie alla Bagnai che cambia tra euro e lira ?
    Ci spetterebbe sempre lo stesso posto nella redistribuzione mondiale del lavoro, e l’abbandono della nostra manifattura.

    Se non si ha la sostanza di affrontare il nodo, e quindi si continua a procede  da servi, bisogna concentrarsi sulla  redistribuzione, che da sola darebbe respiro a tutta l’economia comunque, stante che sono 15 anni di depressione assurda della domanda interna per pure scelte di "casta".

    Certo è bello giocare con i modellini economici, ma servirebbe più concretezza, anche perchè qui ci si basa su teorie e schemi che ormai interpretano ben poco, nell’epoca dei tassi di interesse a zero e della FED che da anni esercita una monetarizzazione di "emergenza" continua, etc etc, tutti fenomeni che sono un po difficili da spiegare se si prende a modello fatti accaduti  nel 1992.

  • Truman

    Posto qui nel seguito un lungo approfondimento inviato per email da Franco-Traduttore.
    Premessa: uno studio di Bank Of America/Merril Lynch già nel 2012 consigliava all’Italia la fuoriuscita dall’Euro. Lo studio contiene la classifica di quale paese ha più convenienza ad uscire dall’Eurozona:

    1°- Italia, Irlanda (punteggio 3,5)
    3° – Grecia (5,3)
    4° – Olanda (5,5)
    5° – Belgio (5,8)
    6° – Portogallo (6,0)
    7° – Spagna (6,3)
    8° – Francia (6,5)
    9° – Finlandia (7,5)
    10° – Austria (8,0)
    11° – Germania (8,5)

    Cliccare qui per scaricare il file “Teoria dei giochi e premio di uscita dall’euro”.

  • castigo

    infatti non si parla di pagarci banche estere, questi certificati sarebbero solamente per la circolazione interna, una sorta di valuta parallela, come spiegato più volte da GZ nei suoi post.
    a volte basterebbe leggere……

  • yago

    La moneta è solo un mezzo per scambiare merci ed uno stato sovrano deve fare i conti di ciò di cui ha bisogno per poter affrontare il pericolo di una svalutazione selvaggia. Se una golf costerà il doppio poco male, posso comprare una punto e di sicuro non muoio. Diverso è il discorso sull’energia , ma con un avanzo primario che già abbiamo e presumibilmente aumenterebbe, non credo sarebbe un dramma. I pericoli paventati sono quindi solo ed esclusivamente di chi gestisce la moneta , con essa fa altri soldi e specula con tecniche varie sui cambi. Le famiglie Italiane che hanno liquidità sui conti correnti credo siano pochissime, mentre molte di loro hanno case di proprietà, terreni ecc. che nulla hanno a che fare con la moneta. In ogni caso che un prezzo si debba pagare per rimediare ad un errore è normale.. Perseverare sarebbe diabolico ed una lunga agonia si conclude sempre con la morte. Se si sfascia il giocattolo che rende molti milionari , senza fare un beneamato ca..,  vedi Bonanni per es, potrebbe essere un bene.

  • AlbertoConti

    Vedo dalle risposte di warewar e castigo che non mi sono spiegato abbastanza
    bene.

    La proposta Zibordi dei CCF prevede che vengano distribuiti
    (gratis!) ad attori economici, e che siano utilizzabili dagli stessi come forma
    di pagamento delle loro imposte, ma solo dopo due anni
    dall’emissione.

    Essendo "al portatore" possono nel frattempo essere
    ceduti a terzi, originando un mercato di CCF del tutto equivalenti a valuta
    corrente (ma deprezzato rispetto al valore nominale in funzione dell’utilizzo
    finale, limitato e differito, concesso dallo Stato emittente).

    Fin
    qui siamo d’accordo, equivale a immissione di nuova liquidità, per quanto meno
    liquida della moneta ordinaria.

    Il problema si pone quando il portatore
    finale versa all’erario questi CCF in pagamento delle proprie tasse. Questa
    tipologia di gettito fiscale non è più convertibile dallo Stato in moneta
    corrente (ne ha divieto esplicito stando nell’euro, come suppone Zibordi),
    perciò il pagamento delle imposte risulta formalmente avvenuto, ma il
    corrispondente ricavo per lo Stato è ZERO.

    Poichè tutte le spese dello
    Stato sono in euro, e nient’altro, compreso pagamento interessi passivi sul
    debito pubblico e pagamento dell’intero capitale dei bond in scadenza, il
    bilancio statale aumenta il proprio deficit nella stessa misura dei CCF
    incassati nell’anno.

    Praticamente coi CCF lo Stato regala soldi differiti
    oggi ponendo un’ipoteca sul proprio bilancio domani, nella solita vecchia logica
    del rinviare debiti e grane a chi "viene dopo" (tanto nel lungo periodo siamo
    tuitti morti). Bella logica del c….

  • castigo

    AlbertoConti:

    Vedo dalle risposte di warewar e castigo che non mi sono spiegato abbastanza
    bene.

    La proposta Zibordi dei CCF prevede che vengano distribuiti
    (gratis!) ad attori economici, e che siano utilizzabili dagli stessi come forma
    di pagamento delle loro imposte, ma solo dopo due anni
    dall’emissione.

    errore.
    non vengono distribuiti gratis, ma come pagamento di prestazioni.

    Essendo "al portatore" possono nel frattempo essere
    ceduti a terzi, originando un mercato di CCF del tutto equivalenti a valuta
    corrente (ma deprezzato rispetto al valore nominale in funzione dell’utilizzo
    finale, limitato e differito, concesso dallo Stato emittente).

    essendo una moneta alternativa hanno corso legale per quanto riguarda la circolazione monetaria interna per cui sì, originano un mercato monetario.
    e non sono deprezzati rispetto al valore nominale, diventano a tutti gli effetti moneta a corso legale.

    Fin
    qui siamo d’accordo, equivale a immissione di nuova liquidità, per quanto meno
    liquida della moneta ordinaria.

    Il problema si pone quando il portatore
    finale versa all’erario questi CCF in pagamento delle proprie tasse. Questa
    tipologia di gettito fiscale non è più convertibile dallo Stato in moneta
    corrente (ne ha divieto esplicito stando nell’euro, come suppone Zibordi),
    perciò il pagamento delle imposte risulta formalmente avvenuto, ma il
    corrispondente ricavo per lo Stato è ZERO.

    il CCF è GIÀ moneta corrente, non si vede perché debba essere convertito in euro.
    se così fosse, dove sarebbe il vantaggio dato da una doppia circolazione monetaria?

    Poichè tutte le spese dello
    Stato sono in euro, e nient’altro, compreso pagamento interessi passivi sul
    debito pubblico e pagamento dell’intero capitale dei bond in scadenza, il
    bilancio statale aumenta il proprio deficit nella stessa misura dei CCF
    incassati nell’anno.

    assolutamente NO, lo stato può decidere di pagare le spese correnti INTERNE con CCF, riservandosi di saldare gli interessi sul debito in euro.
    inoltre non si capisce perché i CCF dovrebbero essere in scadenza, in quanto moneta a tutti gli effetti.

    Praticamente coi CCF lo Stato regala soldi differiti
    oggi ponendo un’ipoteca sul proprio bilancio domani, nella solita vecchia logica
    del rinviare debiti e grane a chi "viene dopo" (tanto nel lungo periodo siamo
    tuitti morti). Bella logica del c….

    lo stato NON regala nulla, paga i suoi debiti con un sistema alternativo che, in quanto accettato per il pagamento delle imposte, diventerebbe una vera e propria valuta alternativa.
    ha funzionato già una volta in germania, ma era roba nazista per cui…..

  • fabionew

    In uno dei
    suoi post Beppe Grillo ha dichiarato :

    "Fuori dall’euro c’è salvezza, ma il tempo è
    scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall’incubo del
    fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori
    dall’euro o default. Non ci sono alternative.
    "

    E sono
    cominciate le critiche perchè non spiega "in modo convincente" cosa
    succede se usciamo dall’euro, ma almeno Beppe Grillo ha ottenuto un primo
    grande risultato, che è quello di aver fatto passare due concetti chiave che
    fino a ieri non erano accettati da tutti :

    – se seguitiamo su questa strada
    finiremo in default;

    – se vogliamo evitare il default
    dobbiamo uscire dall’euro
    .

    Ora il
    problema è cercare di capire e poi spiegare, che cosa succede se usciamo
    dall’euro, nella consapevolezza che le previsioni che possiamo fare sono
    supposizioni e probabilità, ma non ci sono certezze, perché le variabili in
    gioco sono moltissime.

    E dobbiamo
    evitare di creare falsi allarmismi che hanno come unico obbiettivo quello di
    convincere le persone che tutto sommato è meglio rimanere nell’euro.

    Qualsiasi
    ipotesi in economia non ha conseguenze uguali per tutti, qualcuno ci guadagna
    mentre altri ci rimettono, ed è matematicamente impossibile che per tutti sia
    uguale.

    Per
    semplicità, dividiamo il sistema economico in due grossi gruppi :

    A – il
    Sistema Finanziario, le Banche, le Multinazionali, l’1% dei cittadini molto
    ricchi;

    B – lo
    Stato, le piccole e medie Aziende ed il 99% dei cittadini che non sono molto
    ricchi.

    L’entrata
    nell’euro, ad esempio, ha generato vantaggi per il gruppo A, ma ha prodotto
    risultati disastrosi per il gruppo B, che sta sempre peggio.

    La 1°
    conseguenza dell’uscita dall’euro e la più importante, è che lo Stato si
    riprende la propria sovranità monetaria, cioè è in grado di stampare una moneta
    che è di sua proprietà o di proprietà dei cittadini, per cui non è più
    necessario prenderla in prestito da qualcun altro e pagare continuamente un
    interesse.

    Il
    meccanismo con cui questo si verifica, può essere quello classico di una Banca
    d’Italia finalmente Centrale e Pubblica, che stampa la nuova moneta e con essa
    fa da prestatore di ultima istanza, cioè compra i Titoli di Stato invenduti
    dopo il loro collocamento sul Mercato a interessi quasi zero, come sta facendo
    oggi il Giappone.

    Quindi la Banca d’Italia dovrà essere
    pronta a ricomprarsi eventualmente anche tutto il Debito Pubblico, ma
    probabilmente non sarà necessario perché una parte sarà comunque acquistata da
    investitori probabilmente interni.

    E’ un problema per il gruppo A ? Certo che lo è, perché i mercati
    finanziari e le banche perdono la gallina dalle uova d’oro, che sono i nostri
    titoli di stato, i quali fruttano loro oggi circa 80-90 mld di euro all’anno.

    E’ un problema per il gruppo B ? Certo che non lo è, perché lo Stato
    risparmia 80-90 mld di euro all’anno di interessi, che può utilizzare
    nell’economia reale, abbassando le tasse e finanziando investimenti, per cui
    sarebbero certamente maggiori i vantaggi rispetto gli svantaggi. 

    La 2°
    conseguenza, non meno importante, è il fatto di non avere più un cambio fisso
    con l’euro, che è una moneta forte, e quindi avere la possibilità di svalutarsi
    rispetto a tutte le altre monete, euro compreso.

    Sulla
    svalutazione della nuova moneta, tutti provano a sparare cifre a caso che
    nessuno potrà mai smentire, per cui c’è chi dice il 20%, chi il 30%, chi
    addirittura il 50%, ma nessuno che spieghi mai cosa significa questo per i due
    gruppi di cui parlavo prima.

    E’ un problema per il gruppo A ? Certo che lo è, perché i mercati
    finanziari, le banche e soprattutto le persone molto ricche non amano la
    svalutazione, perché riduce la loro capacità di acquisto fuori dall’Italia e
    sui mercati internazionali.

    E’ un problema per il gruppo B ? Certo che non lo è, perché le
    Aziende diventano più competitive sui mercati esteri, aumentano le
    esportazioni, i cittadini cominciano a comprare prodotti italiani a scapito di
    quelli stranieri che costano di più, aumentano le produzioni interne, la
    disoccupazione diminuisce, l’economia riparte, lo Stato comincia ad incassare
    di più e può permettersi di ridurre ulteriormente le tasse e di fare
    investimenti.

    Ma nel cercare
    di prevedere quale sarà la percentuale di svalutazione della nuova moneta,
    nessuno riflette sul fatto che essa mette in forte difficoltà gli altri paesi
    del mondo, soprattutto quelli che importano molto da noi come la Germania, i quali avranno
    tutto l’interesse di evitare che si svaluti troppo, per cui saranno costretti
    ad effettuare politiche monetarie adeguate per evitare che sia troppo alta.

    Questo
    fatto renderà più probabile un risultato intermedio, pari ad una svalutazione
    del 20-30%, o addirittura una minore e più graduale del tipo 5% all’anno per i
    primi 4-5 anni.

    Quindi,
    intanto la svalutazione non è un problema per il gruppo B, o almeno sono
    talmente tanti i vantaggi che gli eventuali effetti negativi diventano
    accettabili.

    Vediamo ora
    quali sono le conseguenze per il gruppo A :

    – il sistema
    finanziario perde la gallina dalle uova d’oro, ma saprà trovare altri mercati
    su cui investire le proprie risorse;

    – i grandi
    ricchi hanno molti sistemi, ed in parte li utilizzano già, per muovere i propri
    capitali verso destinazioni più redditizie;

    – le banche
    possono peggiorare la loro situazione di difficoltà per effetto di una fuga di
    capitali all’estero, maggiore di quella attuale.

    Ma la fuga
    dei capitali dipende anche dalla fiducia che gli investitori hanno nel Sistema
    Italia, ed in prospettiva rischiamo di più proseguendo in questa direzione
    fallimentare.

    Inoltre non
    si tiene conto di due possibilità :

    – lo Stato
    può stampare denaro e prestarlo alle banche che ne abbiano necessità, a bassi
    tassi d’interesse come adesso fa la
    BCE, evitando che falliscano;

    – se questo
    non basta, significa che le banche forse si sono esposte troppo, creando denaro
    dal nulla senza adeguate coperture, e allora lo Stato le può e deve
    nazionalizzare.

    Ma questo
    non è un problema, visto che dobbiamo ricreare un sistema di banche pubbliche,
    come hanno tutti i paesi più industrializzati come la Germania.

    La 3°
    conseguenza è che l’Italia non rischia più di fallire, ma anzi si appresta a
    ritornare ad essere una delle maggiori potenze mondiali, e questo a causa di
    altri effetti :

    a) la Banca d’Italia compra quasi
    tutti i Titoli di Stato stampando moneta propria, quindi il Debito Pubblico non
    è più un problema e si risparmiano circa 80-90 mld di euro all’anno di
    interessi che attualmente gravano nel bilancio statale;

    b) con la svalutazione
    ci sarà comunque un aumento delle esportazioni e quindi del PIL, con un
    vantaggio sia per lo Stato che per le aziende ed i cittadini;

    c) la Pubblica Amministrazione
    può saldare i debiti che ha con le Aziende italiane e quindi immettere circa 120
    mld di euro nell’economia reale, che riduce l’indebitamento privato;

    d) si può
    autorizzare il reddito minimo di cittadinanza per tutti, a fronte magari di un
    impegno lavorativo a disposizione della collettività;

    e) si
    possono diminuire le tasse e favorire investimenti nell’economia reale, che
    producano un calo degli attuali livelli di disoccupazione;

    f) con
    l’aumento della quantità di moneta in circolazione, diminuisce la necessità da
    parte dei cittadini di ricorrere al prestito bancario, con risparmio di risorse
    per l’economia reale.

    Tutto
    questo non produce grandi vantaggi per gli speculatori finanziari, per le
    banche che incassano meno interessi, per i super ricchi che guadagnano meno, ma
    produce allo stesso tempo, una stabilità economica del sistema Italia che
    produrrà vantaggi per tutti, anche se in misura maggiore per lo Stato, le
    Aziende ed il 99% dei cittadini non eccessivamente ricchi.

    Quando
    cerchiamo di analizzare uno scenario economico realistico e di valutare le sue probabili
    conseguenze, dobbiamo ricordarci di valutare anche le possibili conseguenze
    positive, non solo quelle negative, ponendo attenzione e chiarendo bene quali
    saranno i soggetti che le subiranno.

    Perchè
    altrimenti la gente ascolta questi scenari catastrofici e si convince che è
    meglio rimanere nell’euro e conseguentemente rende inutile qualsiasi il
    referendum.

    E visto che
    siamo d’accordo sul fatto che l’Euro non sta in piedi e che prima o poi si
    sgretolerà, è necessario ragionare tutti insieme su come è meglio che ciò
    accada.

    Ma diamo
    anche atto del cambiamento culturale e programmatico che Beppe Grillo ed il M5S
    stanno facendo, individuando nell’uscita dall’euro, l’unica soluzione per
    questo paese.

    Per ulteriori approfondimenti, vi lascio il link del nostro blog, dove ho pubblicato la risposta all’articolo di Giovanni Zibordi, con il suo commento e la mia replica : 

    http://moneta5stelle.blogspot.it/2014/11/cosa-succede-se-usciamo-dalleuro.html

  • makkia

    1 – Ci son grillini che lo leggono eccome, CDC 😉
    2 – Un piddino che accusa qualcun altro di avere un partito "privato"!? Il mondo alla rovescia!

    Quand’anche 5* fosse il partito privato di Grillo, preferirei lui al cioccolataio che attualmente usa l’intero apparato istituzionale (governo, parlamento e pornalisti) come giardino personale per i giocherelli suoi e dei suoi padroni esteri.
    Almeno Grillo di cosa succede all’Italia se ne preoccupa. Non foss’altro perché non ha un futuro da "consulente" di "prestigiosi" istituti internazionali o di strane fondazioni beneficiarie di curiosi/corposi finanziamenti.

    Cit. "se non lo chiude"
    E’ il sogno dei vigliacchi: che il nemico dia forfait invece di dare battaglia.
    Di solito si svegliano sudati e… oops! Non è successo. Tocca proprio combattere.

    Comunque, questi sogni drogati sono la spia della strizza che comincia a serpeggiare 😀

  • AlbertoConti

    Adesso ci siamo! Allora tutto il marchingegno si basa su un trucchetto non
    dichiarato, ma fondamentale: i CCF incamerati dall’erario tramite riscossione
    tributaria non vengono annullati, pur avendo esaurito il loro compito
    istituzionale, ma vengono RICICLATI, che è come dire annullati e riemessi di
    nuovo per pari importo, come un qualsiasi bond in scadenza.

    Sai cosa
    significa questo? Ne più ne meno che un incremento del debito pubblico nella
    stessa misura dei CCF circolanti. Che limite diamo a questo giochino? Ogni anno
    aumentiamo lo stock dei CCF, cioè del debito pubblico aggiunto? (se no questa
    immissione di nuova liquidità s’interrompe)

    Girala come vuoi, ma questo
    significa una cosa sola: IPOTECARE IL FUTURO !!!

  • castigo

    cazzate.
    è come il denaro circolante, e come tale può essere ritirato o reimmesso sul mercato, a seconda del bisogno, dalla banca centrale.

    i CCF sono una una moneta alternativa all’euro, esclusivamente per la circolazione interna.

    qui qualche riferimento storico su chi ha già fatto qualcosa di simile, così ti documenti un po’: http://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Schacht.

    poi se lo vuoi capire, ok, sennò continua pure a baloccarti con le tue congetture…..