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COME E' POSSIBILE CHE LA GENTE NON SI PONGA QUESTE DOMANDE ?


DI LORENZO CARNIMEO

orizzonte48

Mi limito ad alcune brevi considerazioni.

a) Sostanzialmente, mi par di capire che la formula sulla quale si insista, tanto in Europa quanto in Italia, sia sempre il logoro e fallimentare “rigore più crescita”. Solo che, dato che non possono dirlo apertamente, mascherano il tutto dietro una cortina fumogena di concetti vaghi e parole astruse, nella speranza che la gente non se ne accorga.

b) Difficile, peraltro, che la gente possa accorgersene. In realtà, è mia personale convinzione che l’uomo della strada, pur senza una base culturale specifica, abbia davanti a sé parecchi elementi per accorgersi che le cose non vanno. Come dimostrato da queste domande, che, credo, chiunque possa fare a se stesso:

b.1) Possibile che dopo i governi Monti e Letta, dopo non so quante manovre (tre nel solo 2011), dopo una serie di decreti-sviluppo (due solo con Monti), una riforma delle pensioni (Fornero), una riforma del lavoro (Fornero), un decreto del fare (Letta) e quant’altro stiamo ancora in crisi profonda? Solo perché “c’è il bicameralismo”?

b.2) Se il bicameralismo osta alla celere approvazione delle leggi, com’è che è stata celermente approvata tutta la pappardella di provvedimenti di cui sopra? Miracolo soprannaturale (delle maggioranze bulgare)?

b.3) Se c’è ancora la crisi, perché lo spread è sceso da 500 a 150 punti? I mercati, quelli che sanno tutto e che non puoi fregare si sono messi a scommettere sul monocameralismo come chiave di uscita dalla crisi? Come mai ci dicono che siamo ancora in crisi ma la favola dello spread non ce la raccontano più?

b.4) come mai i dati previsionali dei DEF sono clamorosamente smentiti di anno in anno? E’ solo colpa dell’odiato bicameralismo e della corruzione, oppure sono le ricette economiche ad essere sbagliate? Dovevamo ridurre il debito: lo abbiamo aumentato. Dovevamo combattere la disoccupazione con la flessibilizzazione del lavoro: la abbiamo aumentata….

Ora: come è possibile che la gente non si ponga queste domande? I dati alla base dei quesiti sono quelli dei canali di informazione ordinari! Confesso che forse ho sottovalutato la capacità dei media di orientare il pensiero. Ma se siamo a questo punto, vuol dire che i media stessi sono ormai stampa di regime…

c) Involuzione istituzionale: forse esagero, ma il renzismo odora di fascismo bianco come non mai. Informazione tipo monoblocco ideologico; propaganda e metodologia similari al primo governo Mussolini (pareggio di bilancio e rafforzamento dell’Esecutivo a spese del parlamento); monocameralismo e legge elettorale con premio di maggioranza; il decreto-legge trasformato in strumento di legislazione ordinaria; stigmatizzazione “di principio” non solo delle opposizioni (che non esistono), ma addirittura degli uffici tecnici che non si uniformano alle direttive politiche del governo (dici che il mio decreto non ha le coperture? Sei un “gufo”!).

Devo continuare? Poi, i piddini si scandalizzano se B. pronuncia la parola “presidenzialismo”. Ma mi facessero –davvero- il sacrosanto piacere…..

Lorenzo Carnimeo
Fonte: http://orizzonte48.blogspot.com
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22.06.2014

Commento all’articolo “La morsa istituzionale e “interna” tra fallimenti nascosti e incostituzionalità conclamate”

Pubblicato da Davide

  • Tao

    […]

    Se devo dire la mia l’euro e gli architravi della costruzione europea saranno spazzati via da:

    A) un cataclisma sui mercati finanziari, e la bonaccia di questi mesi è molto simile a quella che si respirava nel 2006/2007. A differenza di allora i prestatori di ultima istanza non saranno più le banche centrali ma gli azionisti/obbligazionisti/correntisti, contribuenti in generale.

    B) L’elites europea sono consapevoli del fallimento del progetto euro e aspettano o cercano di provocare l’evento esogeno ( Geopolitico) per smantellare il tutto. Ucraina?

    C) Il disposto combinato di questi due eventi.[…]

    Mauro Gosmin
    Fonte: http://orizzonte48.blogspot.it
    Link: http://orizzonte48.blogspot.it/2014/06/la-morsa-istituzionale-uem-e-interna.html?showComment=1403462912145#c2514643832629441816
    21.06.2014

     Commento all’articolo “La morsa istituzionale e “interna” tra fallimenti nascosto e incostituzionalità conclamate”

  • Whistleblower

    E’ vero che ci sono tutti i presupposti perché si verifichi l’evento esogeno, la situazione è al limite su troppi fronti, non solo su quello economico.
    La cosa importante da capire però è come ci si arriverà, se in modo disordinato o se si formerà una nuova coscienza politica in grado di prospettare nuovi orizzonti alternativi.
    Questo determinerà non solo le modalità ma anche i tempi e temo che non tutti riusciranno a vedere i primi segni concreti di ribellione.
    La mia sensazione è che al livello della classe media, che ancora determina in maniera decisiva i risultati elettorali, si pensa ancora che limitandosi a "aggiustare" il sistema si ritornerà al benessere diffuso e in (apparente) espansione della seconda metà del ‘900.
    Con questa mentalità si renderà sempre più drammatico il divario fra esclusi e inclusi a livello globale e anche locale ma contemporaneamente si rallenterà, se non si pregiudicherà, la possibilità che si formi una nuova proposta politica di popolo; ossia se e quando ci sarà l’evento esogeno non so quanto si sarà in grado di interpretarlo correttamente.

  • Ossimoro

    Al punto B) come shock esogeno considererei anche l’aspetto politico/economico della de-dollarizzazione iniziata nel blocco asiatico. Cosa accadrà quando le riserve in dollari delle Banche Centrali inizieranno ad essere vendute?

    E sul fallimento del progetto dell’euro avrei delle riserve. Tanti (troppi) grandi economisti avevano messo in guardia sull’errore di adottare l’euro. Persino il monetarista Friedman! 
    Il disastro che è sotto gli occhi di tutti noi potrebbe non essere un fallimento, ma un raggiunto obiettivo pianificato.
  • Gil_Grissom

    Probabilmente chi sta nella stanza dei bottoni ha gia’ capito ormai che il progetto Europa e’ fallito, resta solo da vedere quale sara’ la scintilla che dara’ il via al grande incendio. Lo stesso Renzi, che avra’ altri difetti ma che stupido non e’, sa benissimo che le economie dei paesi mediterranei non saranno in grado di rispettare i parametri del fiscal compact perché e’ la matematica, non un’opinione a dirlo. Nel frattempo tergiversa blindando il suo governo con leggi semi dittatoriali in modo da garantirsi il posto anche dopo il crollo che arrivera’ inevitaile: sono convinto che aspetti con fiducia che qualche altro paese tipo Grecia, Francia o Spagna decida di finirla con l’esperimento euro per poi sfilarsi anche lui dicendo: La moneta unica e’ fallita ma non certo per colpa mia, io ero pronto a rispettare i patti. Dopodiche’ si proclamera’ come guida per la ricostruzione del paese fuori dalla moneta unica: resta da vedere se a quel punto ci sara’ ancora un paese.

  • Whistleblower

    Secondo me il Fiscal Compact non lo applicheranno davvero se non come spauracchio per i recalcitranti, mica sono scemi.

    Continuiamo a confidare negli errori altrui o nelle famose "contraddizioni interne al sistema" (che creerebbe da sé stesso gli anticorpi che lo distruggeranno, come no) ma non ci decidiamo a dare vita a un fronte politico ampio con una proposta realmente alternativa.
    Forse il capitalismo è arrivato vicino al punto di crisi ma la rottura vera e propria avverrà solo se dal basso nascerà un nuovo orizzonte ideale e politico, cosa al momento lontanissima dal realizzarsi.
  • Ercole

    Tantissimi si pongono queste domande ma non comprendono  la sovrastruttura (lo stato )  che  è figlia della struttura (economia  ) su cui si regge il vigente sistema sociale   se non si riparte da Marx si finisce in un vicolo cieco ,la crisi politica è  prodotta  da quella economica essa  non è un infortunio del sistema  capitalista ,ma il prodotto necessario delle sue leggi di funzionamento più elementari . Del modo in cui sono ripartite la propieta e la ricchezza ,del modo in cui si scambiano le merci e si adopera il denaro .E’ questo modo radicale di affrontare il problema che rende così attuale l’analisi economica della dialettica Marxiana.

  • Gil_Grissom

    Se il fiscal compact non verra’ applicato sara’ comunque un successo e un bene per tutti i cittadini europei, non ho invece ben compreso, scusami, cosa intendi come spauracchio per i recalcitranti.

  • Whistleblower

    Con i paesi che realizzeranno in fretta e bene le riforme (ossia la distruzione del welfare, della funzione dello Stato e della democrazia) il FC verrà applicato chiudendo un occhio mentre con i paesi che avranno dubbi ed esitazioni verrà prima minacciata e poi messa in atto l’applicazione integrale del patto.

    La non applicazione del FC serve solo a tener buona la classe media che si vede minacciata nel suo valore spirtuale e ideale più alto, i propri risparmi e l’accesso privilegiato al mondo del lavoro per i propri figli.
    La distruzione del ceto medio avverrà comunque per cui gli converrebbe darsi da fare adesso cercando di realizzare un fronte interclassista.
    Ma si chiamano "classe media" proprio perché il loro QI è tipicamente al di sotto della media, altrimenti li chiamerebbero "esseri umani".
  • Gil_Grissom

    Ma esiste ancora una classe media in Italia? Secondo me esistono solo tre categorie ormai, coloro che detengono e maneggiano il capitale, un due per cento della popolazione che sta benone. Coloro che hanno un lavoro, che possono permettersi se tutto va bene di arrivare a fine mese senza risparmiare nulla che sono la maggioranza. Esiste poi 35-40 per cento di disperati senza lavoro e senza prosettive di trovarne uno, la categoria dei reietti, destinati a delinquere( non certo per colpa loro) o a fare la fila alle mense della caritas, o a suicidarsi.

  • Whistleblower

    Non credo che siamo a questo punto in Italia.

  • Gil_Grissom

    Forse no perché abbiamo ancora un’ottimo risparmio privato che si sta tuttavia inesorabilmente erodendo di anno in anno, cioe’ sopravviviamo grazie a cio’ che abbiamo risparmiato o a cio’ che hanno risparmiato i nostri genitori: una volta esaurito quello( circa una decina d’anni) GAME OVER ITALY.

  • lynx

    Si ma dopo aver capito tutto(anche se mi sembra difficile),cosa vuoi che facciamo?

    Questa secondo me è la domanda delle domande.
  • Giancarlo54

    Su questo concordo, guarda un po’, quindi cosa facciamo? Quando Marx scriveva, si era formato il proletariato, adesso il proletariato non esiste più, esiste una classe in "divenire" che io chiamo proletariato di ritorno, nel senso che assistiamo ad una riproletarizzazione dell’ex classe medio bassa a sua volta formatasi nei decenni scorsi dalla "evoluzione" del proletariato operaio e contadino. Però attenzione la riproletarizzazione in "divenire" non può essere paragonata al proletariato marxiano e non può essere paragonata per chiari motivi antropologici e psichici, si tratta di persone che stanno percorrendo il percorso inverso dei loro padri e dei loro nonni, adesso, contrariamente ai proletari marxiani, hanno da perdere tutto, hanno da "conquistare" le proprie catene, esattamente il contrario di quanto predicava Marx 150 anni fa. Manca totalmente la classe di riferimento marxiana, l’analisi di Marx era ed è giusta, ma manca lo strumento umano per applicare le teorie di Marx.

  • Georgios

    Grosso modo: Secondo me non si tratta nemmeno di riproletarizzazione. Si tratta di riSOTTOproletarizzazione. Questo credo sia il destino ultimo della classe ex medio bassa prodotta dal fenomeno dell’operaio massa, l’operaio consumatore. Adesso l’obbiettivo e’ la proprietà privata stessa per cui fine delle classi medie.
    Con un’economia che si basa (oltre l’80%) sulla finanza creativa e con la presenza di un proletariato terzomondista in Europa, non vedo quale altro fine ci potrà essere per la ex classe media. O immigrare (dove?) o scendere ancora più in basso.
    Per questo sono portato a pensare che l’unica soluzione, forse, e’ un’ampia alleanza interclassista, un movimento popolare, sulla falsa riga delle lotte del 19o secolo. La differenza e’ che allora certi diritti andavano conquistati, ora vanno difesi.
    Solo in questo senso va intesa una lotta patriottica, cioè una lotta a difesa di certi valori che sono insiti delle popolazioni locali di un luogo mentre restano estranei per quella gente (contro cui naturalmente non nutro nessun sentimento ostile) che qui e’ finita per forza maggiore e non di sua volontà.

  • Giancarlo54

    Questo per me è ovvio, la riproletarizzazione dell’ex classe medio bassa passa inevitabilmente attraverso l’importazione di decine di milioni di nuovi schiavi, per questo la mia strategia di "difesa" è totalmente diversa da quella di un Ercole o di una Tania, la mia strategia di difesa passa attraversa lka riconquista della sovranità politica ed economica nazionale e quindi attraverso una "riscoperta" del marxismo nazionale (che non è una bestemmia) e che partendo della analisi di Marx del secolo scorso le attualizzi nella attuale situazion socio-politica. Da qui discenda una contrapposizione anche aspra tra i due gatti che la pensano come il sottoscritto (e che si ispirina indegnamente alle idee di Preve e Fusaro, tra gli altri) e gli altri due gatti che invece considerano le idee sovraniste di Preve e Fusaro come la peste. Siamo, insomma, quattro gatti che si azzuffano tra di loro (in realtà ad essere sinceri sono i tipi di Contropiano e Militant che ci rompono i coglioni, io/noi manco li consideriamo).

  • Ercole

    Bisogna ripartire dalle lotta per la difesa degli interessi immediati è storici della classe sottomessa : facciamo come alla DIELLE di Cassina de pecchi  (mi ) alzare la testa è un dovere ,combattere il capitale è un imperativo su scala planetaria.