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COME CURARE E NUTRIRE UN BUCO NERO FINANZIARIO

BrainDamage

DI DMITRY ORLOV

cluborlov.blogspot.it

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di sentire Sergey Glazyev-economista, politico, membro dell’Accademia delle Scienze, consigliere del Presidente Putin, dire qualcosa che ha molto confermato il mio pensiero. Ha detto che chiunque conosca la matematica può capire che gli Stati Uniti sono sull’orlo del collasso, poiché il loro debito ha ormai raggiunto livelli esponenziali. Queste cose un politico americano o europeo non può certo dirle in pubblico, e forse neanche sussurrarle al proprio alter ego quando va a dormire, perché potrebbe essere intercettato e ricevere lo stesso trattamento toccato a Dominique Strauss Kahn (la cui illustre carriera è miserevolmente terminata quando, durante una sua visita negli Stati Uniti, è stato falsamente accusato di stupro e arrestato). Quindi, nessun politico europeo(lasciamo perdere gli americani) può affermare l’ovvio, a prescindere da quanto sia evidente.

I russi questo lo hanno capito da un pezzo. Sì, è importante mantenere un dialogo e dei rapporti cordiali con gli europei, ma è anche ben chiaro che gli europei sono solo un mucchio di burattini nelle mani degli americani, senza una propria volontà e un proprio potere decisionale, quindi perché non parlare direttamente con gli americani? Ma, ahimé, anche gli americani sono burattini. Poiché sicuramente i funzionari e i politici americani sono marionette controllate da lobbisti aziendali e ombrosi oligarchi. Ma ecco una sorpresa scioccante: anche questi ultimi sono marionette, controllati da semplici e puri imperativi di profitto e di patrimonio. La realtà è che sono tutti burattini, dal primo all’ultimo, sotto di loro si apre un gigantesco buco nero finanziario in continua espansione.

Vi piace il vostro buco nero? Se non ne siete tanto sicuri, allora permettetemi di farvi alcune altre domande: vi piace il fatto che le carte di credito funzionino ancora, che si possa ancora tenere i soldi in banca, prendere denaro da un bancomat e aspettarsi una pensione al termine della vita lavorativa? Vi piace il fatto di potervi procurare facilmente beni necessari come il cibo, gas e biglietti aerei in cambio di semplici pezzi di carta con sopra immagini di gente morta? Vi piace il fatto di avere accesso a internet, che possiate accendere la luce e avere sempre l’acqua dai rubinetti? Bene, se vi piacciono tutte queste cose allora vi piacerà anche quel gigantesco buco nero finanziario che avete sotto i piedi, poiché è proprio quello che permette tutte queste cose nonostante il paese sia in bancarotta. Forse sarà un rapporto di amore-odio: vi piace poter far finta che vada tutto bene, anche se non è così, e andare avanti come niente fosse, aspettando che prima o poi tutto vada in pezzi e si scateni l’inferno; ma credo che non vi piacerà il fatto che quel buco nero alla fine risucchierà anche voi stessi; allora sì che vi farà schifo.

Negli Stati Uniti, finora, quel buco nero ha risucchiato singole famiglie (anche se a volte si è trattato di intere città come Detroit, Michigan, Bakersfield in California, o Camden nel New Jersey). Con l’aiuto del racket dei mutui immobiliari, il buco nero succhia case e le risputa fuori gravate da crediti inesigibili. Con l’aiuto del comparto medico-sanitario, succhia malati e li risputa fuori completamente al verde. Con l’aiuto del settore della pubblica istruzione, risucchia i giovani e le loro belle speranze e risputa fuori inutili laureati indebitati. E con l’aiuto del comparto militare industriale, aspira di tutto e di più, risputando fuori cadaveri, invalidi, danni ambientali, terroristi e instabilità globale. E via così…

Ma il buco nero può anche aspirare interi paesi. In questo momento è impegnato intensamente a succhiarsi tutta la Grecia, ma sta incontrando qualche difficoltà, poiché la Grecia è, prima di tutto, una democrazia. Questa cosa preoccupa molto i burattini del buco nero, che iniziano a chiedere a gran voce un “cambio di regime” in Grecia, in modo da farla capitolare prima che i buco nero abbia di nuovo fame.

Il modo in cui il buco nero aspira interi paesi è il seguente: se il buco nero non risucchia abbastanza per un certo periodo di tempo, diventa affamato e fa crollare i mercati finanziari. Gli strumenti finanziari di quei paesi che si trovano più lontani dal buco nero vanno in caduta veloce. In cerca di un ‘porto sicuro’, il denaro fuoriesce a fiumi da questi paesi e va verso i paesi ‘core’ più vicini al nucleo del buco nero – Stati Uniti, Germania, Giappone e pochi altri. Il buco nero divora questo denaro, ma poi ha fame di nuovo. Ma dal momento che i paesi periferici sono ormai finanziariamente troppo deboli per resistere, essi possono trasformarsi facilmente in nuovo foraggio per il buco. Questo avviene addossando su tali paesi un volume di debiti esteri tale da non poter mai essere ripagato, costringendo poi quei paesi a continui pagamenti a fronte di questi debiti, in modo da creare le giuste condizioni per quella linfa vitale che consente alle banche di restare aperte, di rifornire i bancomat, di continuare a produrre energia elettrica e così via. Per essere in grado di far fronte a quei pagamenti, qui paesi sono costretti a smantellare la loro società e la loro economia attraverso l’imposizione di misure di austerità, privatizzando tutto quello che possono trasformandolo in debiti collaterali a fronte di ulteriori prestiti, e cedendo la loro sovranità ad alcune organizzazioni transnazionali, come il FMI e la BCE, direttamente coinvolte nella cura e nell’alimentazione del buco nero.

Chi è il responsabile di tutto questo? Ci si potrebbe chiedere. Se esiste il buco nero, le sue marionette che lo curano e lo alimentano puntualmente e le sue povere vittime sfortunate, allora chi è che prende tutte le decisioni? Beh, si scopre che il buco nero è senziente. Ma è anche molto, molto stupido. E il modo in cui impone la sua volontà è distruggendo le menti dei suoi burattini, rendendoli incapaci di comprendere certe cose. Tuttavia, la stupidità è una spada a doppio taglio, e nel far rispettare la sua volontà, in questo modo il buco nero vanifica anche il suo scopo.

Ad esempio, qualche tempo fa il buco nero stava per risucchiare qualcosa a cui aspirava da molto, ma non ci è riuscito. Questo qualcosa era la Federazione Russa. Essa controlla un territorio enorme, ricco di tutti i possibili tipi di risorse naturali che il buco voleva trangugiare e trasformare in debiti. Il problema è che questo qualcosa era pieno di russi, persone difficili da contrastare. Queste persone continuano a dire ai burattini del buco nero di tenersi al di là di quella linea rossa laggiù, e che se non lo fanno…via la sicura dalle loro armi e fine della discussione.

Questa situazione richiede una negoziazione, ma il buco nero, come ho detto, è molto, molto stupido e ha una sola tattica negoziale: fa i suoi comodi e aspetta che l’altro capitoli. Se questo non avviene, fa pressione: s’impongono sanzioni, si attacca la moneta, si complicano le operazioni finanziarie, si arrestano le attività estere del paese e così via; e si aspetta che l’altro capitoli. E se neanche questo funziona, il paese viene bombardato e ridotto in macerie dalla NATO; o, se la NATO non vuole venire, vengono gli Stati Uniti da soli. Cosa che in generale funziona, ma nel caso della Russia non è così. Il buco nero, però, se vi ricordate, è molto, molto stupido; quindi, continua comunque a provare. E mentre lo fa, deforma le menti dei suoi fantocci a tal punto che questi non capiscono più cosa sta accadendo a tutti.

Ad esempio, tutti sanno ormai che fare pressione sulla Russia non serve a niente: secondo la terza legge di Newton, ogni azione produce una reazione uguale e contraria; ma la Russia è talmente grande che una spinta rischia di non muovere quasi niente: danneggia solo chi sta premendo. E’ come cercare di spostare l’orbita della Terra saltando da una sedia, mantenendo le ginocchia bloccate, che è una buona tattica, anche se poi bisogna subito chiamare il medico. In realtà i russi sono piuttosto grati per le sanzioni, poiché ora hanno un motivo per riuscire seriamente a investire nello sviluppo economico nazionale e nell’ autosufficienza. Ma i burattini, con le menti deformate dal buco nero, non riescono a vedere che, mentre continuano a spingere e a spingere, non fanno altro che danneggiare le proprie economie.

Dato che le sanzioni non funzionano, è giunto il momento di esercitare l’opzione militare. Occorre quindi architettare un casus belli, una ragione per andare in guerra. Il buco nero fa questo creando un’allucinazione: la Russia ha invaso la Crimea – Certo, qualche centinaio di anni fa, ed è lì da allora, o più di recente, secondo un accordo internazionale, ma questo non importa! (a proposito, legalmente la Crimea non ha mai fatto effettivamente parte dell’Ucraina a causa dell’imbroglio burocratico architettato da Nikita Krusciov nel passaggio delle consegne). Ok, ma tutto questo non importa. Poi ecco che la Russia invade l’Ucraina ogni santo giorno, e lo fa talmente rapidamente che nessuno riesce neanche a vedere le truppe che si ritirano. Ma poi ecco che la Russia è pronta a invadere l’Estonia, la Lettonia, la Lituania e forse anche la Polonia. Invadere come? Intendete dire prendendo un pullman che va al festival musicale di Jurmala? Consideratelo fatto, ma la festa è già finita e gli invasori appassionati di musica sono già tornati a casa. Ma i pupazzi del buco nero continuano a ripetere: “Aggressione della Russia!” più e più volte. Sono i segni dei danni cerebrali causati dalla troppa vicinanza al nucleo del buco nero. Guardate quel poveraccio, ad esempio. Continua a sbattere la mascella inferiore e ripete “Aggressione Russa! Aggressione Russa!”. E nel tentativo di lenire la propria tensione accarezza il dorso della sua mucca immaginaria. Che Dio lo aiuti.

Tornando al mondo reale: le povere marionette non riescono a comprendere che nel caso della Russia non esiste un’opzione militare. E’ una potenza nucleare con un ottimo deterrente strategico, un territorio ben difeso e nessuna intenzione aggressiva contro chicchessia. Ma i burattini, con le loro menti distorte, non lo capiscono e continuano ad accumulare vari tipi di cianfrusaglie militari obsolete lungo i confini russi, minacciando addirittura di portare in Europa i loro vecchi missili nucleari a medio raggi Pershing. Sono obsoleti, sì, poiché i Russi hanno il sistema S-300 con cui si può sparare a tutto e tutti verso il basso. L’opzione militare non potrà mai funzionare, ma non lo dite ai burattini del buco nero – non riescono ad assorbire quest’ informazione senza riportare un ulteriore danno neurologico.

Tornando alla Grecia: la piccola Grecia non è certo la potente Russia, tuttavia si è rifiutata di capitolare alle pretese del buco nero. Gli è stato chiesto di distruggere completamente la sua società ed economia, come condizione necessaria per il mantenimento dei suo ossigeno finanziario da parte di FMI e BCE. Purtroppo per il buco nero e le sue marionette, la Grecia non è un oscuro paese del ‘terzo mondo’ popolato da gente ‘con la faccia nera a cui non vorreste far sposare vostra figlia’, ma una nazione culla della civiltà e della democrazia dell’Europa. La Grecia è riuscita ad eleggere un governo capace di negoziare in buona fede, ma i le marionette non negoziano, pretendono, minacciano e causano danni finchè non hanno ottenuto quello che vogliono – fino a farsi scoppiare la testa.

Sarà molto interessante da vedere. Se il buco nero riuscirà a risucchiare la Grecia, quale sarà il prossimo paese? L’Italia, la Spagna o il Portogallo? E, poiché questo processo continua, quando arriverà il momento che ci saranno abbastanza persone che dicono ‘quando è troppo è troppo’? Perché quando questo avverrà, il buco si prosciugherà. Non è un buco nero classico fatto di una materia talmente densa da intrappolare al suo interno anche la luce. E’ un buco nero finto, costituito dall’ avidità combinata di tanti soggetti. Al suo interno c’è avidità e tutto intorno paura, e si sostiene proprio con la paura. Se può continuare a risucchiare al suo interno persone, famiglie e interi paesi, può mantenere l’avidità nel suo nucleo, ma il giorno che non potrà, allora anche l’avidità sarà intaccata dalla paura, il buco avvizzirà e morirà. E spero che quando morirà, tutti i suoi burattini scatteranno fuori da esso, si renderanno conto di quanto siano stati illusi e andranno a cercare qualcosa di utile da fare, allevare ovini, coltivare ortaggi, raccogliere vongole…

Dmitry Orlov

Fonte: http://cluborlov.blogspot.it/

Link: http://cluborlov.blogspot.it/2015/06/the-care-and-feeding-of-financial-black.html

30.06.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

Pubblicato da Davide

  • andriun

    posso solo amaramente supporre che Dominique Strauss Kahn è stato molto fortunato ad essere giudicato in Paese che non fosse l’Italia. Molto probabilmente le manifestazioni femministe e il richiamo all’ormai vituperato sul decoro della donna(che guarda a caso esce sempre quando più le fa comodo esporlo, tanto sa che questa è una "carta" che funziona sempre nei confronti dei soggetti effeminati che sono al potere), lo avrebbero sicuramente portato ad ottenere come minimo l’ergastolo e chissà forse anche due.

     
  • FlavioBosio

    News:

    Il ministero cinese della Propaganda ha imposto ai media statali di pubblicare solo notizie positive sull’azionario, e di bandire le critiche.

    Bravi, continuate a cazzeggiare con il buco nero..
  • PinoRossi

    I debunker non si fanno attendere 🙂

  • iVi

    Parli del diavolo (buco nero) e subito spuntano le corna (bosio il burattino).

    Ci dica bosio, se le riesce, in cosa si sbaglia l’ autore.

  • edoro

    Un articolo esatto, mentre leggevo mi veniva voglia di chiedere cittadinanza russa o di chissà quale altro paese, forse perchè so’ che con concittadini quali andriun (che teme il femminismo + dei buchi neri) o FlavioBosio (che teme + che altro la chiarezza) non sarebbe possibile tentare una lotta contro l’infame sistema. 
    Nell’allegoria del buco nero e dei suoi burattini la parola "senziente" è agghiacciante.
    Consiglio la visione di "essi vivono" di John Carpenter, ed anche la lettura di questo:
    https://aurorasito.wordpress.com/2015/07/02/la-crisi-greca-attende-altri-partner-della-nato/

  • GioCo

    Proprio poco fa ero intento a studiare un po’ di storia e a riflettere su come i processi adattivi mentali e percettivi del mondo e dell’uomo siano esclusi dalla disamina storica convenzionale.
    Se si parte rapidamente dal medioevo, diventa evidente come l’uomo avesse un concetto del valore legato alla terra di tipo spirituale. La terra appartiene a Dio come ogni vivente. Questo Dio, poi tardivamente definivo come onni(qualsiasi ente) fu oggettivizzato, reso identità propria, ma questo era inserito in un modello medioevale che cercava nella polverizzazione del potere territoriale, una sua convergenza. Per dominare un capo deve massacrare i residenti e/o convincerli che è il loro capo. Ma c’è sempre un altro capo più capo che fa lo stesso, quindi per contendersi le fedi hai bisogno di un mediatore di fede, il Dio unico. Il tentativo medioevale era solo inscritto in un processo di assorbimento della spiritualità dentro un potere terreno per validarne la superioresuperbia. Non che dai Faraoni ci si proponesse niente di nuovo, ma prima non era necessario dimostrare di essere faraone, ci nascevi, dopo diventa obbligatorio saperlo saputo. Sapere saputo cosa? Che un certo Dio (quello comodo di turno) usava un tramite fisico umanoide e che tu eri un suo suddito. Se non ne bastava uno se ne inventavano dozzine alla volta "spirituali" concentrati in uno, così il numero faceva il babborappresentante di turno più fico. Le legioni di questo e quello. Tutta aria fritta (ovviamente). Ma funzionava. Poi arrivò la concquista delle nuove terre amerinde, la nuova coscienza d’aver trovato il paradiso, dato che la terra si rivelava più grande del previsto, le terre nuove dovevano essere espressione del divino che si manifestava. Quel’ambiguo figuro maniaco megalomane e caso psichiatrico di Colombo, di cui non si sa nemmeno con certezza il nome, figuriamoci il resto dell’identità, andava cianciando di essere ormai sulle tracce della via per il paradiso, portando prove dei luoghi paradisiasi alle ottuse corti dei miopi aristocratici europei. Finì per aprire una nuova via della seta da cui non arriò che oro, regalando una supremazia di terra mediterranea, turco-greca-italica a quella di acqua, spagnola e inglese. Il riassetto degli scambi portò al processo di colonizzazione, trasformando le vie d’acqua in mezzi per velocizzare lo scambio delle merci e diede la spinta per realizzare un rinnovamento tecnologico, dato che il carbone prometteva di spingere i bastimenti meglio che il vento. La Borsa, ente regolatore del mercato, divenne il centro della corte nuova. Ma già il centro di gravità percepito era stato spostato nei secoli 500-800 da quello spirituale a quello ideale. L’annosa rivendicazione di una gestione meno tirannica delle terre (cioè il fatto che il besianoblle medio non si facesse prendere la mano dalla sua ansia avida di potere) si trasformò in un linguaggio di libertà dell’individuo che non a caso era basato sullo spostamento del concetto di proprità della terra, da Dio all’Uomo, che in sostanza rafforzava il concetto di mercato in quanto convergeva con il bisogno individuale. Il problema delle "ridistrubuzione delle terre" polverizzava verso il basso l’esigenza di potere, ma l’aristocrazia aveva compreso che la terra non era più "potere", era la moneta il nuovo potere, cioè il mediatore mercantile. Perciò la redistribuzione era un contentino per le masse stupide e per la distruzione delle frange di nobiltà ancora più stupida. Darwin diete poi una spinta ideologica a questo processo di selezione naturale della stupidità aristocratica. Ciò che contava era che ognuno percepisse l’importanza del valore spostato da spirituale a ideale: la libertà, che si otteneva solo con la proprietà (e l’ammassamento di ricchezza) del singolo. Non per tramite di Dio.
    Poi si fece un altro giro di boa e il valore dato dal valore (cioè il valore simbolico del denaro matarializzato nella moneta che dava valore alle cose) iniziò a rendere palese il suo carattere di possesso. Il simbolo possedeva la sua controparte materiale spettrificandola. Come i Re di Sauron che con l’anello diventano gli spettri dell’anello, così i regnanti europei divennero spettri, custodi del sapere divino, cioè del valore simbolico del valore. La Borsa acquistò sempre più importanza, così la necessità di ancoraggi materiali e tecnolgia. Il valore del valore simbolicamente materiale, divenne quindi il valore del valore simbolicamente ideale. Quando infine il denaro smise di avere controvalore e la tecnologia si elevò a nuovo garante del potere, quel processo iniziato con la reditribuzione delle terre (polverizzazione terrena) e della ricchezza tramite l’industrua (redistribuzione ideale) controbilanciata dalla aspirazione (concentrazione) della meccanica mercantile di materia e idealismo, inizò a convergere attorno agli anni ’50 verso il suo epilogo spirituale. Il denaro divenne quindi virtuale e ora siamo diretti verso una concentrazione della spiritualità tecnocratica, dove virtuale (il potere dello spettro) si confonde con reale (il potere della materia). Oggi gli spettri girano quindi con spade dai poteri immensi, che si spezzano dentro le carni dei senzienti per camminare come frammenti anche invisibili dentro i corpi e raggiungere i cuori per renderli freddi, per possederli. Non c’é scampo, non c’è riparo, non c’è luogo sicuro od opera di genio che ci difenda. Siamo alla loro totale mercee e il terrore costruisce il loro successo.
    La scomessa russa è che nessuna oscurità sia abbastanza grande da impedire che qualche tappo non la blocchi. Che questa sia una oscurità finta. Ma l’oscurità non è fuori o dentro i corpi, non è fuori o dentro le società o nel nazioni, non è il mercato in sé. E’ un onta che ha radici nel nostro ancestro e che consta di una ibridazione che trascende la ferocia, in quanto vicina alla ferox ma non sovrapponibile. Qualcosa che non siamo riusciti a perdonarci e che ha a che fare con la perdita del possesso su noi stessi, della nostra identità e della relazione con il contesto in cui siamo necessariamente obbligati a vivere. Qualcosa che possiamo solo rappresentarci simbolicamente e che abbiamo quindi estroflesso, come parto di un abominio che ha il compito di perseguitarci.

  • andriun

    temere forse non è la parola giusta, diciamo che mi limito a constatarlo e nel limite di quanto mi è concesso affrontarlo tramite l’informazione(quindi forse il sistema lo combatto più io così, che lei a non far nulla, ci pensi. Consideri che ho pubblicato anche un libretto, che tratta di questo argomento quindi non credo proprio che la sua sia una critica che posso accettare passivamente). Se lei il femminismo e la femminilizzazione dell’uomo moderno, li considera un problema secondario, vuol dire semplicemente abbiamo due visioni/prospettive  differenti della realtà decadente in cui siamo immersi: lei ne vede l’effetto e io oltre a quello anche una parte delle cause che l’hanno generata; un UOMO è psicologicamente orientato a vedere e risolvere il problema alla radice, non partendo dalla cima di esso. 

    Poi per sua informazione in Russia hanno un’idea di UOMO leggermente diversa dalla nostra, quindi forse le conviene optare per un’altro Paese : dubito che vi si possa trovare bene se queste sono le sue posizioni, magari può provare con gli USA o qualche Paese europeo. La saluto.
  • Fedeledellacroce

    Ma perché ti ostini a difendere il boia?
    E non solo il boia, ma anche i suoi mandanti (dicasi creditori)
    Ancora con la storia che i greci sono spendaccioni?
    Si, come gli italiani d’altronde.
    E poi ci rimandi a link che vaneggiano e puzzano di rettitudine fascista.

    Rettitudine fascista nel senso che mi ricorda il mio servizio di leva:
    Mi avevano messo in amministrazione all’Ale Giove di Pisa, che ricade sotto i paracadutisti.
    Il maresciallo della suddetta amministrazione, inneggiava al fascismo e diceva che a quei tempi chi rubava…ZACK, gli tagliavano la mani, se non la testa.
    Poi mi faceva compilare dei fogli di viaggio fasulli per voli di ufficiali in elicottero, che suppostamente andavano in missione in altre caserme. Solo che in missione non ci andavano (ma i soldi della trasferta li intascavano). Idem, le caserme che "ospitavano" gli ufficiali riempivano i documenti, fasulli anche quelli, per ricevere i rimborsi, in vero contante.
    Morale, ogni ufficiale si metteva in tasca circa 500.000 Lire al mese di soldi RUBATI.

    Beh, da come parli, mi sembri tanto uno di quei marescialli.

  • Servus

    Bellissimo, Orlov mi sorprende spesso.

    L’allegoria del buco nero è perfetta. Rispecchia la realtà meglio di qualunque altra immagine.
    "Ma ecco una sorpresa scioccante: anche questi ultimi sono marionette, controllati da semplici e puri imperativi di profitto e di patrimonio. La realtà è che sono tutti burattini, dal primo all’ultimo, sotto di loro si apre un gigantesco buco nero finanziario in continua espansione."

    E’ vero, anche i capi delle elites finanziarie, come i Rothschild e i Rockefeller, sono burattini controllati dalla loro smodata volontà di profitto e potere. E il buco nero finirà per risucchiare anche loro, ma questa per ora è una speranza confortata solo dalle profezie.
  • RenatoT

    quindi alla fine è il denaro che avvelena le menti.

    Le nostre e sappiamo come agisce, le loro.. perchè il denaro gli permette di esprimere la volontá di profitto e potere.
  • Servus

    Sicuro, e finirà come nel 1914.

    Vedi questo articolo, dove lo storico Guillemin afferma senza nessun dubbio "La guerra del 1914-18: morti per la banca di Francia"